095G0199
095G0199
Regolamento concernente la regola tecnica per l'omologazione di sistemi radiomobili a tecnica multiaccesso per gruppi chiusi di utenti. (DECRETO MINISTERIALE 10 aprile 1995 n. 330)
Premessa
Entrata in vigore del decreto: 20/8/1995 IL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI Visto l'art. 319 del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156 ; Vista la legge 22 maggio 1980, n. 209 , che modifica gli articoli 398 e 399 del sopracitato testo unico n. 156/1973 relativamente alla prevenzione ed all'eliminazione dei disturbi alle radiotrasmissioni ed alle radioricezioni; Visto il decreto ministeriale 31 gennaio 1983, con il quale s' stato approvato il piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 17 febbraio 1983 ; Visto il decreto ministeriale 21 febbraio 1986, con il quale e' stata approvata la normativa relativa ai collegamenti radiomobili privati, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 28 luglio 1986 ; Considerato che, giusta quanto disposto al punto n. 17, comma 2, dell'allegato 1 al citato decreto ministeriale 21 febbraio 1986, l'Amministrazione si riserva la facolta' di imporre la coutenza di impianto o l'impiego di canali affasciati ad accesso multiplo nei casi in cui esistano le condizioni per tale tipo di utilizzazione; Vista la legge 21 giugno 1986, n. 317 , per l'attuazione della direttiva 83/189/CEE relativa alla procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche; Visto l' art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Visto il decreto ministeriale 9 maggio 1990, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 19 maggio 1990 , con cui sono state apportate modifiche al piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenze; Visto il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 476 , concenente l'attuazione della direttiva 89/336/CEE in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilita' elettromagnetica, modificata dalla direttiva 92/31/CEE del 28 aprile 1992 ; Visto il parere del consiglio superiore tecnico delle poste, delle telecomunicazioni e dell'automazione; Sentito il consiglio di amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale del 16 marzo 1995; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell'art. 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988 ; ADOTTA il seguente regolamento:
Art. 1
1. Il richiedente l'omologazione per gli apparati radioelettrici a tecnica multiaccesso deve presentare domanda in duplice copia, di cui una in bollo con firma autenticata, indirizzata al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, viale America, 201, 00144 Roma.
2. Nella suddetta domanda devono essere indicati:
a) generalita' complete del richiedente;
b) ditta costruttrice, tipo, marca, modello dell'apparato da omologare.
3. A ciascuna copia della domanda deve essere allegata la seguente documentazione tecnica, timbrata e firmata dal richiedente:
a) descrizione delle applicazioni;
b) elenco delle prestazioni;
c) descrizione del funzionamento dell'apparecchiatura;
d) schema a blocchi indicante gli eventuali equipaggiamenti addizionali che possono essere utilizzati;
e) caratteristiche d'interfaccia;
f) schemi circuitali;
(( g) lista dei componenti; )) h) condizioni per le esigenze di sicurezza dell'operatore e tecniche costruttive utilizzate;
i) descrizione generale dell'eventuale software, con particolare riferimento al software di gestione;
l) modalita' d'introduzione dei programmi nell'apparecchiatura e loro protezione da intrusioni;
m) disegni quotati della meccanica ed eventuali fotografie;
n) modalita' d'installazione in relazione agli ambienti;
o) condizioni ambientali d'uso;
p) modalita' di gestione dell'apparecchiatura;
q) modalita' di manutenzione dell'eventuale software;
r) certificazioni sul rispetto delle condizioni di sicurezza dell'operatore, come previsto dalla normativa vigente;
s) caratteristiche di compatibilita' elettromagnetica secondo la normativa vigente ed eventuali certificazioni;
t) rapporto indicante i risultati delle misure effettuate ed i metodi di misura utilizzati;
u) certificazioni di conformita' e rapporti di prova rilasciati da laboratori accreditati;
v) affidabilita' dell'apparecchiatura;
z) elenco delle parti componenti il sistema.
4. La documentazione, di cui al comma 3 punto c), deve essere redatta in lingua italiana, quella relativa agli altri punti dello stesso comma deve essere redatta in lingua italiana o, eventualmente, in lingua inglese.
5. Il Ministero delle poste e delle telecomunicazioni accertata la regolarita' della documentazione, provvede ad inviare all'Istituto superiore delle poste e delle telecomunicazioni, in seguito denominato ISPT, incaricato di effettuare le verifiche tecniche di laboratorio, copia della domanda corredata dalla documentazione tecnica.
6. Le verifiche tecniche sono eseguite su un esemplare del modello di apparato presso l'ISPT oppure, se quest'ultimo lo ritiene opportuno, in fabbrica in Italia o all'estero, restando, in ogni caso, a carico del richiedente le relative spese.
7. Effettuate le verifiche tecniche ed accertato l'avvenuto saldo delle relative spese, l'ISPT comunica l'esito delle verifiche stesse al competente organo del Ministero.
8. Il predetto organo provvede a comunicare, entro centottanta giorni dalla data di ricezione della domanda di omologazione, l'esito al richiedente e, nel caso di esito positivo, invia il certificato di omologazione.
9. Il richiedente, nel presentare la domanda di cui al comma 1, puo' chiedere l'esonero dalla presentazione dell'esemplare per l'esame di laboratorio nei casi in cui:
a) sono apportate lievi modifiche costruttive ad un apparato che abbia gia' ottenuto l'omologazione, tali da non alterare, a parere del costruttore, le specifiche tecniche gia' verificate;
b) e' cambiata la designazione del modello di un apparato che abbia gia' ottenuto l'omologazione.
10. Il competente organo del Ministero, valutata e verificata la richiesta di esonero, ((invia il nuovo certificato di omologazione al richiedente.)) 11. Il richiedente e' autorizzato ad immettere sul mercato gli apparati dalla data di ricevimento del certificato di omologazione.
Art. 2
1. Gli apparati di cui all'articolo 1 debbono essere muniti di una targhetta con l'indicazione del modello dell'apparato, dell'anno di fabbricazione e degli estremi di rispondenza al regolamento riportati del certificato di omologazione.
Art. 3
1. I sistemi radiomobili a tecnica multiaccesso per gruppi chiusi di utenti, ai fini dell'omologazione, devono rispondere alla regola tecnica di cui all'allegato 1, suddivisa in tre tomi, che fa parte integrante del presente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 10 aprile 1995 Il Ministro: GAMBINO Visto, il Guardasigilli: MANCUSO Registrato alla Corte dei conti il 27 giugno 1995 Registro n. 5, Poste, foglio n. 64
all. 1 - art. 1
ALLEGATO I
REGOLE TECNICHE
Le regole Tecniche, per comodita' di consultazione, sono divise in tre tomi con i seguenti contenuti:
TOMO PRIMO
Introduzione
Parte I Specifiche tecniche d'apparato con protocollo di segnalazione di cui alla parte I sezione 2a.
Parte I - Sezione 1a Specifiche di interfaccia radio.
TOMO SECONDO
Parte I - Sezione 2a Protocollo di segnalazione.
TOMO TERZO
Parte I - Sezione 3a Procedure di prova.
Parte I - Sezione 4a Caratteristiche delle Stazioni Radiobase di Rete.
Parte II - Specifiche Tecniche d'apparato con protocollo di segnalazione proprietario.
TOMO PRIMO
INTRODUZIONE
1. Oggetto e scopo
Le presenti regole tecniche si applicano ai sensi radiomobili multiaccesso operanti nelle bande di frequenze attribuite al servizio mobile terrestre dal Piano Nazionale Ripartizione delle Frequenza ed hanno lo scopo di stabilire i requisiti minimi ed i metodi di misura da utilizzare per la certificazione di conformita' dei terminali d'utente e dei ricetrasmettitori delle stazioni radiobase di rete impiegati in detti sistemi.
Se le apparecchiature oggetto della domanda di omologazione sono previste per funzionare in una rete pubblica, vengono accettati i certificati di conformita' basati su specifiche nazionali di un altro stato membro della CEE o su parti di tali specifiche purche' sia rispettato quanto previsto dalla parte 1a delle presenti Regole Tecniche.
Se le apparecchiature oggetto della domanda di omologazione sono previste per funzionare in una rete privata, vengono accettati i certificati di conformita' basati su specifiche nazionali di un altro stato membro della CEE o su parti di tali specifiche purche' sia rispettato quanto previsto dalla parte 2a delle presenti Regole Tecniche.
2. Struttura delle regole tecniche
Le regole tecniche relative ai sistemi multiaccesso sono articolate come segue:
a) Parte 1a. in 4 sezioni:
- Sezione 1. nel quale sono definite le specifiche di interfaccia ra-
dio e le caratteristiche minime dei terminali d'utente
idonei ad operare in rete;
- Sezione 2. nel quale e' descritto il protocollo di segnalazione tra la rete ed i terminali d'utente;
- Sezione 3. che riporta le procedure di prova peri terminali d'utente relative al protocollo;
- Sezione 4. nel quale sono specificate le caratteristiche tecniche e
le condizioni di prova radioelettriche dei
ricetrasmettitori delle stazioni radiobase di rete.
Questa Parte 1a e' applicabile ai sistemi multiaccesso ad uso pubblico e a quei sistemi ad uso privato che adottano il protocollo di segnalazione di cui al Tomo 2.
Per quanto concerne le caratteristiche radioelettriche, per entrambi gli usi sopracitati, si applica la regola tecnica ETSI n. ETS 300 086: "Caratteristiche tecniche e condizioni di prova degli apparati radio con connettore RF interno o esterno destinati principalmente a fonia analogica".
b) Parte 2a - Nella quale sono definite le caratteristiche tecniche e le condizioni di prova radioelettriche dei terminali d'utente e delle stazioni radiobase di rete per sistemi ad uso privato, qualora detti sistemi utilizzino un protocollo di segnalazione multiaccesso diverso da quello specificato nella Parte 1a - Sezione 2.
Se il protocollo di segnalazione e' di tipo proprietario, il costruttore dovra' depositare presso l'Ente omologante le informazioni relative a:
1) caratteristiche tecnico-funzionali del sistema in oggetto;
2) caratteristiche tecniche del protocollo di accesso alla rete con la indicazione della struttura dei messaggi utilizzati.
Per quanto concerne le caratteristiche radioelettriche e le relative condizioni di prova:
- nel caso di apparati radio destinati principalmente a fonia analogica si applica la regola tecnica ETSI n. ETS 300 086;
- nel caso di apparati radio destinati alla trasmissione di segnali diversi dalla fonia o alla trasmissione di segnali combinati di fonia analogica e diversi dalla fonia si applica la regola tecnica ETSI n. I-ETS 300 113 e la regola tecnica ETSI n. ETS 300 086 per la parte relativa alla fonia analogica quando presente.
Per quanto riguarda la "compatibilita' elettromagnetica" i sistemi radiomobili multiaccesso, sia per servizio pubblico, sia per servizio privato, devono essere prodotti e commercializzati ai sensi della Direttiva 89/336 CEE ovvero secondo le regole nazionali di trasposizione della detta Direttiva.
PARTE I
SPECIFICHE TECNICHE D'APPARATO
((CON PROTOCOLLO DI SEGNALAZIONE))
DI CUI ALLA PARTE I - SEZIONE 2a
Nella presente parte 1a sono riportate sia le specifiche tecniche necessarie e sia quelle aggiuntive atte alla certificazione di conformita' per apparati previsti per gli usi come riportato alla nota introduttiva par 2a) della presente regola tecnica.
1. Caratteristiche radioelettriche e condizioni di prova
Si applica la regola tecnica ETSI n. ETS 300 086:
"Caratteristiche tecniche e condizioni di prova per apparati radio con connettore RF interno o esterno destinati principalmente a fonia analogica"
2. Specifiche tecniche aggiuntive
Sono quelle specifiche che secondo le regole ETSI, di cui al sopracitato punto 1 e' richiesto che vengano definite a cura delle singole Amministrazioni P.T.
2.1 Potenza di uscita RF
La potenza di uscita RF nominale misurata al connettore d'antenna non
dovra' superare ((il valore nominale di 25 W)) per le stazioni
radiobase e
10W per tutti i terminali d'utente, ad esclusione dei terminali portatili, per i quali non dovra' essere superato il valore nominale di 5W.
2.2 Attenuazione dell'intermodulazione in trasmissione
Tale attenuazione, misurata secondo quanto precisato dalle disposizioni relative alle caratteristiche radioelettriche, dovra' essere almeno di 70 dB per ogni valore di componente di intermodulazione e si applichera' solamente alle stazioni impiegate come stazione base di rete, mentre dovra' essere di almeno 40 dB per le stazioni radiobase terminale d'utente.
2.3 Canalizzazione
La separazione fra i canali ammessa e' la seguente:
VHF: 12.5 KHz
UHF: 12.5 KHz
2.4 Condizioni di prova a temperatura estrema
Per condizioni di prova a temperatura estrema e' definito il seguente campo:
-10(gradi)C (da.. a..) +50 (gradi)C
2.5 Limitazione di durata della conversazione
Gli apparati terminali devono includere un dispositivo di controllo che limiti a 5 minuti la massima durata di un impegno del canale ra- dio (misurata a partire dall'emissione della chiamata).
PARTE I
SEZIONE 1a
SPECIFICHE DI INTERFACCIA RADIO
1. SCOPO E OGGETTO
1.1. Questa specifica riguarda le caratteristiche minime per i terminali radio d'utente (veicolari, trasportabili, portatili, postazione radio base di dispaccio) impiegati nei sistemi per il servizio radiomobile pubblico di dispaccio per gruppo chiuso di utenti.
Essa copre i seguenti aspetti:
- protocollo di segnalazione radio (basato sul protocollo descritto in Parte 1a, Sezione 2)
- requisiti di radiofrequenza (aggiuntivi rispetto a ETS 300 086)
- requisiti di interfaccia d'utente, limitatamente agli aspetti in cui e' utile la normalizzazione.
1.2. La presente specifica copre due tipi di requisiti:
- quelli obbligatori in tutte le unita' radio
- quelli facoltativi in una unita' radio che devono essere implementati in maniera standard.
2. DOCUMENTI APPLICABILI
Sono applicabili i seguenti documenti:
Parte 1a, Sezione 2: "PROTOCOLLO DI SEGNALAZIONE PER TERMINALI RADIOMOBILI DEL SERVIZIO RADIOMOBILE PUBBLICO DI DISPACCIO PER GRUPPO
CHIUSO DI UTENTI"
ETS 300 086: "CARATTERISTICHE TECNICHE E CONDIZIONI DI PROVA PER APPARATI RADIO CON CONNETTORE RF INTERNO O ESTERNO DESTINATE PRINCIPALMENTE A CONVERSAZIONI ANALOGICHE, DA USARE IN SERVIZI MOBILI
TERRESTRI"
3. GENERALITA'
3.1. Definizioni
Nella presente specifica, i numeri di sezione riportati tra i simboli
__ __ si riferiscono ai numeri di sezione contenuti in Parte
1, Sezione 2.
Acquisizione: La condizione ottenuta grazie al completamento con esito positivo della procedura di acquisizione del canale di controllo per un canale di controllo, che permette ad una unita' ra- dio di trasmettere su quel canale.
Archivio di registrazione indefinito: Archivio di registrazione che non presenta alcuna indicazione del fatto che la rete possa o non possa mantenere l'archivio di registrazione.
Archivio di registrazione normale: Un archivio di registrazione in cui c'e' un'indicazione che la rete sta mantenendo l'archivio di registrazione.
Archivio di registrazione nulla: Un archivio di registrazione che comprende un indicatore (NULL), unitamente ad un codice di AREA.
Archivio di registrazione primaria: L'archivio di registrazione piu' recente mantenuto dall'unita' radio. Va notato che l'archivio di registrazione primaria non comprende informazioni di temporizzazione.
Archivio di registrazione temporanea: Si tratta di un archivio di registrazione che contiene un'indicazione del fatto che la rete potrebbe non conservare l'archivio di registrazione.
Archivio di registrazione temporizzata: Archivio di registrazione mantenuto dall'unita' radio, che e' stato tolto dall'archivio di registrazione primario. Questo archivio presenta un temporizzatore TD associato.
Attiva su un canale: Una unita' radio e' attiva su un canale quando, su quel canale, e' abilitata a rispondere a messaggi ad essa rivolti, oppure quando sta trasmettendo, oppure se e' in fase di transizione tra i due stati.
Nota: Una unita' radio diventa attiva su un canale di traffico assegnato appena riesce a ricevere su quel canale, mentre, su un canale di controllo non diventera' attiva fino a quando non avra' ricevuto una parola di codice contenente il corretto codice identificativo di sistema.
Campo: Numero di bit adiacenti in una parola di codice, specificato per quanto riguarda la posizione all'interno della parola di codice e il numero dei bit.
Canale di controllo: Un canale uscente e un canale entrante usati per la trasmissione di messaggi in conformita' con Parte 1a, Tomo 2, aventi lo scopo principale di permettere al controllore di sistema multiaccesso di comandare le unita' radio.
Canale di traffico: Canale uscente e canale entrante usati primariamente per le comunicazioni tra gli utenti.
Canale entrante: un canale radio in cui il senso di trasmissione va dalle unita' radio al controllore di sistemi multiaccesso.
Canale uscente: Un canale radio in cui la direzione di trasmissione va dal controllore del sistema multiaccesso alle unita' radio.
Caratterizzazione: Tutti i dati di personalizzazione della rete caricati nell'unita' radio.
Categoria di controllo: Designazione data all'unita' radio durante la personalizzazione di rete; con essa, viene regolato il diritto di accesso dell'unita' ai canali di controllo irradiati da quella rete.
Una unita' radio potra' accedere ad un canale di controllo quando il valore del campo LAB nel codice identificativo di sistema indica che la classe di controllo dell'unita' ha il permesso di usare quel canale.
Chiamata: Uno scambio completo di informazioni tra due o piu' utenti comprendente una o piu' transazioni e la possibile comunicazione diretta utente-utente su un canale di traffico.
Chiamata con prefisso comune: Una chiamata in cui i valori dei prefissi negli indirizzi chiamanti e chiamati sono gli stessi. Le chiamate con prefisso comune utilizzano procedure di indirizzamento abbreviato.
Chiamata di gruppo: Una chiamata in cui si specifica un indirizzo di gruppo come utente chiamato e che, di conseguenza, fornisce un supporto alla comunicazione tra piu' di due unita'. L'utente chiamante in una chiamata di gruppo puo' scegliere un modo di conversazione, dove tutti gli utenti sono in grado di parlare, oppure puo' scegliere un modo di annuncio, dove puo' parlare soltanto il chiamante.
Chiamata individuale: Una chiamata tra un utente chiamante ed un unico utente chiamato.
Chiamata interprefisso: Una chiamata in cui i valori dei prefissi negli indirizzi del chiamante e del chiamato sono diversi. Le chiamate interprefisso richiedono procedure di indirizzamento esteso.
Chiamata per conversazione: Una chiamata provocata dalla ricezione di un messaggio GTC, dove il campo "D" e' "O". L'audio non e' silenziato.
Codice di AREA verificato: Il sottocampo AREA del codice identificativo di sistema ricevuto (SYS), utilizzato per verificare un canale di controllo.
Codice identificativo del sistema: Numero a 15 bit che individua un sistema. Questo numero e' inviato su ciascun canale di controllo uscente entro il sistema (nel campo SYS).
Conferma: Una procedura utilizzata dall'unita' radio per facilitare la selezione di un canale di controllo adeguato, allo scopo di permettere di avviare o di continuare una sessione di un sistema.
Controllore di sistema multiaccesso (TSC): L'intelligenza di controllo centrale necessaria per permettere al sistema multiaccesso di funzionare in conformita' con Parte 1a, Sezione 2. Il controllore di sistema multiaccesso puo' controllare una o piu' stazioni radio base.
Dati con formato libero: Dati di una parola di codice che, secondo la presente specifica, sono fissati soltanto a livello di posizione e di lunghezza.
Dati di consenso all'acquisizione: Dati di personalizzazione della rete che permettono all'unita' radio di determinare - esaminando i sottocampi relativi entro un codice identificativo di sistema ricevuto su un canale di controllo - se l'unita' radio stessa e' autorizzata ad accedere a quel canale di controllo.
Dati non prescritti: Qualunque traffico di dati che non sia conforme ai protocolli di dati definiti in Parte 1a, Sezione 2.
Dati normalizzati: La procedura secondo la quale avviene uno scambio di informazioni attraverso il protocollo dati definito nella sezione 17 della Parte 1a, Sezione 2.
Decodificabile: Una parola di codice trasmessa sara' considerata decodificabile se, dopo la ricezione e dopo la correzione dell'errore (ved. Sezione 11.3.2.3), si forma una parola di codice valida tratta dal codice (64, 48) definito nella sezione 3.2.3. della Parte 1a, Sezione 2.
Deviazione Procedura con la quale un utente puo' richiedere che le chiamate future verso un particolare indirizzo chiamato siano deviate verso una destinazione alternativa.
Disponibile per la personalizzazione: Se il controllore del sistema multiaccesso implementa una funzione di personalizzazione di questo tipo e se l'unita' radio realizza tale funzione, essa rispondera' nel modo specificato dall'operatore di rete di quel controllore del sistema multiaccesso. Tali funzioni non modificheranno le funzioni normalizzate esistenti. Se l'unita' radio non capisce la funzione personalizzata nel contesto del sistema che sta utilizzando, allora ignorera' quella funzione. L'unita' radio con contravverra' ad alcuno dei requisiti descritti nella sezione 5 della Parte 1a, Sezione 2.
Fase di scansione: Procedura utilizzata dall'unita' radio, durante le operazioni di scansione; in questo modo, si campionano tutti i numeri di canale applicabili al tipo di sequenza di scansione in corso, ad un determinato livello di soglia di acquisizione. Si completa uno stadio di scansione quando tutti i numeri di canale applicabili sono stati campionati e quando si e' tentata la conferma su ogni canale di controllo localizzato; oppure, la fase puo' essere completata anche prima, qualora si raggiunga una conferma positiva di un canale di controllo.
Gateway: Identificativo speciale usato per individuare un messaggio relativo ad una chiamata o transazione proveniente o diretta a un servizio di comunicazione esterno al sistema. Ai fini della presente specifica, l'identificativo interprefisso, IPFIXI, e' considerato anche esso come un gateway.
Identificativo: Numero di 13 bit usato a scopo di identificazione. Si assegnano valori di identificativo da 1 a 8100 compreso, a singole unita' o a gruppi (ved. sezione 8.2); in questo caso, essi sono associati ad un prefisso per formare un indirizzo a 20 bit. I valori di identificativo al di sopra di 8100 sono designati come identificativi speciali e questi non vengono associati ad alcun prefisso particolare; inoltre, il valore di identificativo non puo' mai essere 0 (DUMMYI).
Identificativo speciale: Identificativo di valore superiore a 8100.
Questi identificativi sono usati per vari scopi speciali. Alcuni di essi sono specificati nella Parte 1a, Sezione 2. altri possono essere definiti dal gestore del sistema. Gli identificativi speciali non sono associati ad un prefisso per formare un indirizzo.
Inclusione: Una procedura per cui gli utenti possono essere introdotti in una chiamata in corso, su richiesta di un utente che sta gia' prendendo parte alla chiamata.
Indirizzamento breve: Il metodo usato quando gli utenti partecipanti ad una chiamata possono essere specificati completamente con un unico prefisso e due identificativi. Questa forma di indirizzamento minimizza la segnalazione richiesta.
Indirizzamento esteso: Metodo che permette di inviare dettagli dell'utente chiamato verso il controllore del sistema multiaccesso, quando i dettagli della chiamata non possono essere inseriti in una unica parola di codice di indirizzo. Questi dettagli relativi all'utente chiamato possono essere un indirizzo oppure informazioni di indirizzamento in forma diversa.
Indirizzo: Un numero a 20 bit grazie al quale si riconosce un'unita' o un gruppo di unita' entro un sistema. L'indirizzo comprende due campi, un prefisso a 7 bit e un identificativo a 13 bit.
Indirizzo di gruppo: Un indirizzo comune a piu' di una unita'; quando viene utilizzato come indirizzo chiamato, significa una chiamata di gruppo. E' possibile assegnare alle unita' qualunque numero di indirizzi di gruppo.
Indirizzo individuale: Indirizzo con cui si riconosce un'unica unita' all'interno di un sistema, permettendo che quell'unita' soltanto sia indirizzata da quel sistema. E' possibile assegnare alle unita' qualunque numero di indirizzi individuali purche' se ne assegni almeno uno a ciascuna unita'.
Item. Trasmissione completa su un canale di traffico da parte di un utente nell'ambito di una chiamata, alla fine della quale l'utente cessa di trasmettere. E' possibile che una chiamata contenga soltanto un item.
Memoria di Lettura/Scrittura: Un dispositivo di memoria compreso nell'unita' radio, il cui contenuto puo' essere modificato dall'unita' radio.
Memoria di sola lettura: Un dispositivo di memoria della unita' radio contenente i dati di personalizzazione della rete. Il contenuto della memoria a sola lettura non puo' essere modificato o integrato per azione dell'unita' radio o dell'utente. Resta inteso che il contenuto della memoria a sola lettura sia inserito soltanto durante la fase di personalizzazione della rete da parte di personale autorizzato.
Messaggio: Un'unica trasmissione di dati adiacenti, costituita da una parola di codice di sincronizzazione, da una parola di codice di indirizzo e (in opzione) da una o piu' parole di codice di dati in conformita' con Parte 1a, Sezione 2.
Messaggio dati breve: Procedura che permette di scambiare un messaggio di dati tra gli utenti oppure tra gli utenti e il controllore di sistema multiaccesso. Questa procedura non riguarda messaggi che comprendano piu' di quattro parole di codice di dati.
Modo di funzionamento di riserva: Tipo di funzionamento personalizzato che puo' essere usato da una rete in cui vi siano apparecchiature guaste.
Modo di funzionamento normale: Il modo di funzionamento di una unita' radio o di un canale di controllo che non si trova in modo di funzionamento di riserva.
Modo di registrazione normale: Il modo di funzionamento di un canale di controllo in cui la rete accettera' e manterra' l'archivio di registrazione.
Modo di registrazione temporanea: Modo di funzionamento di un canale di controllo in cui la rete accettera', ma potrebbe non conservare, le richieste di registrazione. Si potra' richiedere la riregistrazione all'unita' radio quando si ritorna al modo di registrazione normale.
Non dedicato: Procedura che puo' essere adottata da un controllore di sistema multiaccesso per cui i canali usati dal sistema possono essere assegnati - a scelta - come canali di controllo o come canali di traffico, secondo il carico di traffico presente sul sistema.
Quando si utilizza questa procedura, il canale di controllo attuale viene assegnato normalmente come canale di traffico quando tutti gli altri canali sono usati per il traffico e la struttura del canale di controllo viene ripristinata appena possibile, per esempio, utilizzando come canale di controllo il primo canale di traffico che si libera.
Non usato: Parole di codice e campi designati come a disposizione e possono essere usati liberamente dai sistemi (cioe', personalizzazione del sistema), purche' le condizioni della Parte 1a, Tomo 2 non vengano a mancare. L'uso di parole di codice a disposizione puo' variare da sistema a sistema.
Obbligatorio: L'unita' radio dovra' realizzare tale funzione o struttura.
Opzione normalizzata. Qualunque caratteristica facoltativa il cui realizzo sia stato normalizzato nella Parte 1a, Sezione 2. Qualunque unita' che realizzi tale opzione lo fara' almeno nel modo stabilito.
Per la realizzazione delle caratteristiche personalizzate, le unita' e i sistemi rispetteranno totalmente i formati normalizzati definiti nella Parte 1a, Sezione 2.
Parola di codice dati: Parola di codice di 64 bit, in conformita' con Parte 1a, Sezione 2, dove il primo bit e' posto a "0". Le parole di codice di dati sono concatenate ad una parola di codice di indirizzo e completano le informazioni di quest'ultima.
Parola di codice di indirizzo: Parola di codice di 64 bit, conforme a Parte 1a, Sezione 2, dove il primo bit e' posto a "1". Una parola di codice di indirizzo e' sempre la prima parola di codice in qualunque messaggio e definisce la natura del messaggio.
Personalizzazione della rete: Procedura realizzata quando l'abbonamento ad una rete viene sottoscritto da un utente, per cui le unita' radio di quest'ultimo riceveranno dati che permetteranno loro di funzionare correttamente su quella rete.
Prefisso: I 7 bit piu' significativi di un indirizzo. Di norma, le unita' che fanno parte di una stessa flotta riceveranno lo stesso prefisso, poiche' le chiamate tra le unita' e i gruppi con lo stesso prefisso possono essere effettuate senza usare procedure di indirizzamento esteso. Un prefisso si riferisce unicamente agli indirizzi individuali e agli indirizzi di gruppo.
Procedura di acquisizione del canale di controllo: Procedura utilizzata dall'unita' radio per selezionare un canale di controllo adeguato che consenta l'avvio o la continuazione di una sessione di un sistema. La procedura comprende la fase di scansione dei possibili canali di controllo sottoposti ai test di conferma per determinare se e' possibile procedere all'acquisizione dello stesso. La fase di scansione prosegue fino a quando non verra' confermata una acquisizione.
Pronto per il controllo delle comunicazioni (RFCC): Un dispositivo o un sistema usato per informare l'unita' del fatto che l'utente e' pronto a comunicare (ved. sezione 8.3).
Registrazione: Procedura che conferma che una unita' radio si trova in una sessione di un sistema. Le procedure di registrazione possono essere avviate da una domanda da parte del controllore di sistema multiaccesso, oppure su iniziativa della unita' radio, secondo le circostanze della registrazione.
Registrazione esplicita: Una registrazione effettuata tramite un messaggio RQR.
Registrazione implicita: Registrazione ottenuta in un modo diverso da un messaggio RQR e dal relativo messaggio di riconoscimento della rete.
Rete: Sistemi intercollegati.
Rete selezionata: La rete che e' stata selezionata dall'utente dell'unita' radio per il momento e che e' la sola rete alla quale l'unita' radio puo' tentare di accedere fino al momento in cui l'utente designa una nuova rete selezionata. Nel caso in cui l'unita' radio non permetta all'utente di eseguire una selezione di rete allora sara' disponibile una sola rete per l'accesso di quell'unita' radio, e questa rete sara' una rete selezionata.
Riservato: Parole di codice e campi che sono designati come riservati in Parte 1a, Sezione 2 e che sono destinati a fasi future di normalizzazione; per il momento, non vengono usati per la trasmissione delle informazioni. I campi riservati devono essere impostati sul valore di default specificato in Parte 1a, Sezione 2.
Scansione: Procedura utilizzata da una unita' radio per facilitare la selezione di un canale di controllo che permetta di avviare o di continuare una sessione di un sistema. Il processo di scansione consiste nel campionamento sistematico delle frequenze del canale uscente da parte della unita' radio fino a quando essa seleziona e conferma uno dei canali uscenti che, insieme con il canale entrante accoppiato, costituisce un canale di controllo adeguato.
Sequenza di scansione: Procedura utilizzata dall'unita' radio durante l'operazione di scansione che consiste in uno o piu' stadi di scansione. Esistono cinque sequenze di scansione:
a. "Recupero della sequenza di un canale di controllo"
b. "Sequenza di scansione di un unico canale"
c. "Sequenza di scansione preferenziale"
d. "Sequenza di scansione normale"
e. "Sequenza di scansione totale"
Una sequenza di scansione e' completa quando tutti gli stadi di scansione relativi a quella determinata sequenza di scansione sono completati oppure, se si raggiunge una conferma positiva di un canale di controllo.
Sessione: Una sessione e' un periodo di funzionamento associato ad un sistema. Una sezione di un sistema inizia quando una unita' radio diventa attiva su un canale di controllo di quel sistema, sia dopo l'accensione che dopo aver raggiunto lo stato di attivo su un canale di controllo di un sistema diverso. Una sessione termina quando l'unita' radio viene spenta oppure quando comincia la sua sessione successiva.
Sistema: Tutte le apparecchiature richieste per fornire le funzioni di comunicazione, associate ad uno o piu' codici identificativi di sistema. I sistemi possono essere combinati per formare strutture di comunicazione piu' ampie.
Stato di riposo. Una unita' radio si trova in stato di riposo su un sistema quando e' attiva su un canale, riceve un adeguato canale di controllo dal sistema, non e' attualmente interessata da uno scambio di messaggi e non ha richieste attuali di trasferimento di messaggi.
Stazione base: Tutti i trasmettitori e ricevitori attivati da un controllore del sistema multiaccesso in qualunque luogo.
Tentativo di accesso casuale: Il metodo con cui una unita' radio trasmette un messaggio non richiesto al controllore di sistema multiaccesso su un canale di controllo. Il metodo richiede che l'unita' radio ripeta un messaggio di accesso casuale, nel caso in cui non si riceva un messaggio di risposta entro un tempo di attesa prefissato. In mancanza del riconoscimento adeguato, saranno necessari altri tentativi, fino ad un numero massimo predefinito. In questa specifica, un tentativo di accesso casuale copre il periodo che va dall'avvio della transazione alla ricezione di un riconoscimento adeguato, oppure alla scadenza di un tempo limite.
Terminale di utente a connessione diretta (LU): Postazione utente a cui si attribuisce un indirizzo individuale e che e' collegata direttamente ad un controllore di sistema multiaccesso attraverso un dispositivo che non faccia parte dello spettro radio a cui si riferisce la presente specifica.
Transazione: Uno scambio completo di informazioni comprendente uno o piu' messaggi tra un utente e il controllore di sistema multiaccesso, oppure un'altro utente attraverso il controllore di sistema multiaccesso.
Unita' chiamante. Una unita' radio o un terminale di utente a connessione diretta che richiede una chiamata. L'unita' chiamante conserva questa designazione per l'intera durata della chiamata e tale convenzione e' usata nei messaggi relativi a quella chiamata particolare, indipendentemente dall'origine di tali messaggi.
Unita' (o gruppo) chiamata: L'unita' o gruppo di unita' identificata/ e da una unita' chiamante come destinataria/e di una chiamata.
L'unita' (o gruppo) chiamata conserva questa designazione per l'intera durata della chiamata e questa convenzione e' usata nei messaggi relativi a quella chiamata particolare, indipendentemente dall'origine di tali messaggi.
Unita' Radio (RU): Una stazione mobile o altro che contatta un sistema con un terminale radiomobile normale, in conformita' con la presente specifica.
Unita' radio fissa: Una unita' radio la cui antenna si trova fissa in un luogo.
Unita' radio portatile: Un'unita' radio portatile si distingue da tutte le altre Unita' radio per i seguenti criteri:
- l'uso normale e' di apparato completo della propria antenna integrale. Qualora essa venga rimossa, l'apparato cessa di essere considerato portatile, ma rientra nella piu' generica classificazione di Unita' radio;
- la potenza massima effettivamente irradiata non supera i 5 watt;
- l'apparato deve essere alimentato con una batteria in esso contenuta.
Unita' richiedente: Unita' radio o terminale di utente a connessione diretta che avvia una transazione con il controllore di sistema multiaccesso o con un'altro utente attraverso il controllore di sistema multiaccesso.
Unita' richiesta (o Gruppo): Unita', o gruppo di unita', che prende parte ad una transazione avviata dal controllore di sistema multiaccesso o da un'altro utente.
Utente: Una sorgente e/o un destinatario di informazioni di una chiamata. Il termine copre tutte le apparecchiature presenti nella stazione utente e, ove possibile, l'utente di tali apparecchiature.
Un utente puo' essere un individuo o un gruppo.
3.2. Condizioni di prova
Se non specificato altrimenti, l'unita' radio deve soddisfare i requisiti di questa specifica, alle condizioni di prova definite nella ETS 300 086 con le seguenti precisazioni ed aggiunte:
- campo di temperatura in condizioni estreme: da -10 (gradi)C a +55 (gradi)C
- prove di vibrazione:
per apparati veicolari e trasportabili; al fine di accertare l'idoneita' dell'apparato a operare su veicoli in movimento, il costruttore dichiara sotto propria responsabilita' che l'apparato e' rispondente almeno ai valori minimi di cui alla regola CEI 50-6 prova Fc, traduzione della regola IEC 68-2-6.
- prove di caduta:
per apparati portatili; al fine di accertare l'idoneita' dell'apparato il costruttore dichiara sotto la propria responsabilita' che l'apparato e' rispondente almeno ai valori minimi di cui alle regole CEI, IEC sotto elencate:
- prova di caduta libera a regola CEI 50-6 prova Ed, traduzione della
regola IEC 68-2-32
- prova di caduta su una faccia a regola CEI 50-6 prova Ec, traduzione della regola IEC 68-2-31.
3.3. Requisiti generali
Una Unita' radio non dovra' operare in duplex.
La funzione per la commutazione di rete e' una opzione standard.
Se implementata, e' obbligatorio che la commutazione di rete sia controllata dall'utente. L'unita' radio non deve essere in grado autonomamente di effettuare commutazioni di rete.
Il trasferimento tra reti deve essere possibile in una unita' radio cambiandone la personalizzazione (vedi capitolo 6).
Non e' ammesso il collegamento dei terminali con utenti della rete telefonica pubblica nazionale, neppure tramite centralino.
3.4. Compressore ed espansore
Per migliorare il rapporto segnale-rumore e la qualita' soggettiva di conversazione, puo' essere previsto l'impiego di un compandor (stand- ard option) con le caratteristiche di seguito indicate:
a) Compressore di dinamica
Applicando, all'ingresso b.f. del trasmettitore, un segnale a 1000 Hz con un livello variabile tra -40 dB e 0 dB rispetto a quello che produce la modulazione normale di prova, la deviazione di frequenza all'uscita del trasmettitore deve variare con legge lineare tra 0,15 kHz e 1,5 kHz con tolleranza +/- 1 dB.
b) Espansore di dinamica
Applicando all'ingresso del ricevitore un segnale RF con un livello pari a +60 dB rispetto a 1 uV, modulato a 1000 Hz con deviazione di frequenza variabile tra 0,15 kHz e 1,5 kHz, il livello di b.f. all'uscita del ricevitore deve variare tra -40 dB e 0 dB, rispetto al livello corrispondente alla modulazione di prova con tolleranza +/- 2 dB.
Le misure previste nei paragrafi 4 e 5 del presente documento, nonche' quelle previste in ETS 300 086 devono essere effettuate con compressore e espansore escluso.
4. PARAMETRI DEL TRASMETTITORE
E' applicabile la ETS 300 086 con le seguenti aggiunte e precisazioni.
4.1. Parametri di frequenza
4.1.1. Spaziatura dei canali e loro designazione
La spaziatura dei canali deve essere tale da ottimizzare l'occupazione dello spettro radio. ((Pertanto, si prescrive, sia per la banda VHF che per quella UHF, la canalizzazione 12,5 kHz.)) La designazione dei canali e' la seguente:
numero del canale campo CHAN: frequenza
rappresentazione
binaria del numero
di canale
0001 0000000001 frequenza piu' bassa di
trasmissione della R.U.
... ..........
1023 1111111111
Non e' tollerata la trasmissione al di fuori del campo di frequenza assegnato. Tutte le unita' radio funzioneranno su un qualunque canale compreso in questo campo, verso cui sono dirette tramite messaggi di rete ed esamineranno e, se necessario, opereranno su tale canale, in conformita' con le procedure specificate nella sezione 9. Se l'unita' radio viene diretta da un messaggio di rete a sintonizzarsi su un qualsiasi canale al di fuori di questo campo, essa non deve soddisfare tale messaggio ma resta sullo stesso canale su cui quest'ultimo e' stato inviato.
4.2. Caratteristiche di modulazione
4.2.1. Generalita'
Si fa riferimento ad ETS 300 086, paragrafo 4.1.4.
4.2.2. Modulazione della voce
Le trasmissioni di voce utilizzeranno una caratteristica di modulazione di fase.
4.2.3. Modulazione dati
4.2.3.1. Metodo di modulazione dati
La modulazione dei dati normalizzati avverra' tramite modulazione di sottoportante, applicando una modulazione fast frequency shift keying (FFSK) ad una caratteristica di modulazione di frequenza. La voce verra' attenuata di almeno 35 dB (misurati all'uscita del trasmettitore) durante la trasmissione di dati normalizzati. I parametri della modulazione saranno i seguenti:
Velocita' di trasmissione 1200 bit/sec.
Velocita' di modulazione 1200 baud
0 binario 1800 Hz
1 binario 1200 Hz
Differenza di ampiezza 1,5 dB
Durante la trasmissione di messaggi di mantenimento (inizio trasmissione, periodici e fine trasmissione), la voce verra' attenuata come segue:
a. Durante tutti i messaggi di mantenimento, la voce sara' attenuata di almeno 35 dB dall'inizio del preambolo alla fine del bit di chiusura.
b. Per i messaggi periodici e di fine trasmissione, l'attenuazione della voce non iniziera' oltre 20 ms prima dell'inizio del preambolo.
c. Per i messaggi periodici e di inizio trasmissione l'attenuazione verra' eliminata non piu' tardi di 10 ms dopo la fine del bit di chiusura.
Il metodo per modulare dati non normalizzati non viene descritto nella presente specifica.
4.2.3.2. Deviazione di picco dei dati
Per la modulazione di dati normalizzati.
Canalizzazione ((. . .))
12.5 kHz
Modulazione angolare:
Nominale 1,5 kHz (piu' o meno)
250 Hz
Massima 1,5 kHz (piu' o meno)
500 Hz
4.3. Potenza del trasmettitore
La potenza nominale della portante RF modulata, misurata al connettore di antenna, se disponibile, quando il trasmettitore sia in condizioni di funzionamento a regime, deve essere per tutti i canali uguale a:
- Veicolare a postazione radio base di dispaccio 10 W
- Trasportabile 5 W
- Portatile 2 oppure 5 W
4.4. Durata dei transitori di attacco e spegnimento del trasmettitore Secondo la ETS 300 086 ove non in disaccordo con Parte 1a, Sezione 2 capitolo 6.
4.5 Compatibilita' Elettromagnetica
Si applica il punto 4.1.6 della regola ETSI ETS 300 086 solo nel caso in cui la ditta richiedente l'omologazione non abbia presentato alcuna certificazione di rispondenza alla Direttiva 89/336/CEE .
5. PARAMETRI DEL RICEVITORE
E' applicabile la ETS 300 086 con le seguenti aggiunte e precisazioni.
5.1. Parametri di frequenza
5.1.1. Spaziatura dei canali e loro designazione
La spaziatura dei canali deve essere tale da minimizzare
l'occupazione dello spettro radio. ((Pertanto, si prescrive, sia
per la banda VHF che per quella UHF, la canalizzazione 12,5 kHz.)) La designazione dei canali e' la seguente:
numero del canale campo CHAN: frequenza
rappresentazione
binaria del numero
di canale
0001 0000000001 frequenza piu' bassa
di ricezione della R.U.
... ..........
1023 1111111111
Tutte le unita' radio funzioneranno su qualunque canale compreso nel campo assegnato verso il quale sono dirette tramite messaggi di rete ed esamineranno e, se necessario, opereranno su quel canale, sempre compreso in questo campo, in conformita' con le procedure specificate nella sezione 9.
Se l'unita' radio viene diretta da messaggi di rete a sintonizzarsi su un qualsiasi canale fuori di questo campo, essa non deve soddisfare tale messaggio ma resta sullo stesso canale su cui quest'ultimo e' stato inviato.
5.1.2. Commutazione di canale
L'apparecchiatura dell'unita' radio corrispondera' ai requisiti temporali di commutazione del canale riportate in Parte 1a, Sezione 2, Sezione 6.
5.2. Caratteristiche di demodulazione
5.2.1. Segnale di fonia
Il demodulatore del segnale di fonia deve essere del tipo a demodulazione di fase.
5.2.2. Segnali dati
I segnali dati normalizzati ricevuti presentano una caratteristica fast frequency shift keying (FFSK). La modulazione di dati normalizzati e' di 1200 baud FFSK, dove 1800 Hz rappresentano lo 0 binario e 1200 Hz rappresentano l'1 binario. Le unita' rispetteranno i requisiti di prestazione di errore specificati nell'Appendice A del presente documento.
Nota: La deviazione di picco in ricezione per i dati normalizzati dovra' essere entro i limiti specificati nel paragrafo 4.2.3.2. Per i dati non prescritti, la deviazione di frequenza di picco non supera il valore di (piu' o meno) 2,5 kHz per canalizzazione 12.5 kHz
((. . .)) .
5.3. Silenziamento
L'audio (oltre che per le indicazioni di sicurezza) normalmente sentito dall'utente sara' silenziato se si verifica una delle condizioni seguenti:
a. Se si instaura una chiamata in seguito alla ricezione di un messaggio GTC (ved. Parte 1a, Sezione 2 sezione 5.4) con il bit D posto su 1 (cioe', la chiamata e' una chiamata per comunicazione dati).
b. Se l'unita' radio non e' attiva su un canale di traffico.
5.4 Compatibilita' Elettromagnetica
Si applica il punto 4.2.9 della regola ETSI ETS 300 086 solo nel caso in cui la ditta richiedente l'omologazione non abbia presentato alcuna certificazione di rispondenza alla Direttiva 89/336/CEE .
6. REQUISITI DI MEMORIA
6.1. Introduzione
Il presente paragrafo contiene tabelle riferite ai dati e ai parametri che devono essere memorizzati dalle unita' radio, sia temporaneamente che a lungo termine, allo scopo di svolgere le funzioni qui definite.
I dati e i parametri memorizzati possono essere ottenuti dall'unita' radio da varie sorgenti:
- attraverso la personalizzazione di una rete; esempi di tali dati sono l'indirizzo individuale dell'unita' radio e i parametri operativi che definiscono il modo di funzionamento richiesto.
- i dati inseriti nell'unita' dal costruttore; questo metodo e' usato in particolare per il numero di sicurezza dell'unita' radio (ved. sezione 7).
- i dati ottenuti dal funzionamento sulla rete selezionata: esempi di questi dati sono gli archivi delle registrazioni che seguono un tentativo di registrazione da parte dell'unita' radio su un canale di controllo acquisito, oppure i dati ottenuti da messaggi di diffusione ricevuti dalla rete selezionata.
La presente sezione contiene una collezione dei valori fissati in altri punti di questa specifica o in Parte 1a, Sezione 2; per avere una definizione precisa dei requisiti di memoria, far riferimento a tali punti.
Le unita' radio, che forniscono all'utente la funzione di commutazione della rete selezionata, devono essere equipaggiate di memoria adeguata per adempiere ai requisiti qui descritti per ciascuna rete, ad eccezione del caso in cui i dati memorizzati, che non richiedono la conservazione al cambio di rete, possono venire ad occupare aree comuni di memoria, sufficienti per una rete singola.
Il requisito di memorizzazione dei dati nelle unita' radio dipende dalla funzione per la quale sono necessari tali dati. Per le funzioni obbligatorie di questa specifica la memorizzazione dei dati necessari diventa obbligatoria, per cui tutte le unita' radio forniranno la memoria necessaria per i dati riconosciuti come obbligatori. Per quanto riguarda le funzioni facoltative, ma che devono essere realizzate in un modo prestabilito, la memorizzazione di dati applicabili e' obbligatoria soltanto per le unita' radio che utilizzano l'opzione. La memorizzazione di tali dati e' considerata come opzione normalizzata. Alcune funzioni sono facoltative e non sono totalmente prescritte. Le unita' radio provviste di tali opzioni possono scegliere di seguire la procedura descritta nella presente sezione per la memorizzazione dei dati applicabili. Tale memorizzazione e' considerata facoltativa.
Laddove i parametri richiedono che l'unita' radio misuri il tempo trascorso (i parametri T-), l'unita' radio dovra' essere in grado di realizzare tali misurazioni, con una tolleranza del (piu' o meno) 10%.
6.2. Tipi di memoria
I requisiti di memoria riassunti nel presente paragrafo comprendono la definizione del tipo di memoria applicabile a classe di dati. In alcuni casi e' permessa la valutazione, e questo viene indicato. Sono designate quattro categorie di memoria:
Tipo A - Memoria di sola lettura, che puo' essere fissata da un ente esterno ma non per azione dell'unita' radio. Questa memoria deve permettere il ripristino di dati da parte di un ente esterno, per permettere variazioni nei dettagli di appartenenza ad una rete (compresi i cambiamenti relativi alle interconnessioni tra reti).
Tipo B - Memoria di lettura/scrittura che sara' protetta dagli effetti dovuti allo spegnimento dell'unita' radio o alla rimozione della sorgente di alimentazione dalla stessa, per cui i dati conservati nella memoria non verranno danneggiati per almeno 120 ore dopo tale evento. I dati possono essere conservati in una memoria di lettura/scrittura non protetta quando il sistema e' operativo e trasferiti in una memoria protetta in caso di spegnimento o di un altro evento equivalente. L'unita' radio rifiutera' i dati conservati nella memoria protetta, a meno che non ne venga ragionevolmente garantita la validita'.
Tipo C - Memoria di lettura/scrittura il cui contenuto puo' essere perso nell'intervallo di tempo che va dallo spegnimento dell'unita' radio all'approntamento per il funzionamento dopo la riaccensione.
Tipo D - Memoria di sola lettura, protetta dalle misure di sicurezza specificate nella Sezione 7.
6.3. Sommario delle necessita' di memoria
Le necessita' di memoria dell'unita' radio sono riassunte nella Tabella 6.1. Le colonne di tale tabella contengono le informazioni seguenti:
Colonna 1 - un numero di serie di classe che serve unicamente a permettere un facile riferimento alle voci del tabulato.
Colonna 2 - una breve descrizione dei dati che devono essere memorizzati. Per una definizione piu' precisa dei dati, far riferimento alla parte della specifica indicata in colonna 9.
Colonna 3 - categoria di memoria da utilizzare. Tipo A, B, C o D.
Colonna 4 - il formato in bit delle classi di dati, ove specificato.
Se non viene specificato se ne indica il campo dei possibili valori.
L'Indicatore specifica che si deve registrare uno tra due possibili stati. Dove si indica il formato del parametro (es. 13 bit), questo sara' a solo scopo informativo e non rappresentera' una limitazione della forma in cui l'unita' radio memorizza i dati.
Colonna 5 - numero di archivi singoli che saranno memorizzati. In alcuni casi, il numero assegnato viene indicato come valore massimo o minimo.
Colonna 6 - sorgente dei dati. NP indica i dati di personalizzazione della rete. Il termine Costruttore indica i dati inseriti nell'unita' dal costruttore. Il terminte Funzionamento indica i dati ricavati durante il funzionamento sulla rete selezionata.
Colonna 7 - indica se la necessita' di memoria e' obbligatoria (M), un'opzione normalizzata (SO), facoltativa (O), obbligatoria per le unita' che presentano la tastiera descritta nella sezione 8.2 (MK) oppure se si tratta di un'opzione per le unita' che presentano la tastiera (OK).
Colonna 8 - commenti di chiarimento.
Colonna 9 - parte del Sezione 1 o del Sezione 2 della Parte 1a, in cui viene definito tale requisito.
TABELLA 6.1
_ NUM. _ CLASSE DI DATI _ TIPO DI _ FORMATO CLASSE _ No _ _ _ _ MEMORIA _ /CAMPO VALORI _ INSERIMENTI _ _ _ _ _ _ _ _ 1 _ Prefisso proprio _ A _ 7 bit _ 1 _ _ _ _ _ _ _ _ 2 _ Identificativo _ A _ 13 bit _ 1 _ _ _ selettivo proprio _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 3 _ Indirizzo di _ A _ 20 bit _ 4 min _ _ _ gruppo proprio _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 4 _ Identificativo _ A _ 13 bit _ 1 _ _ _ base selettivo _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 5 _ Identificativo _ A _ 13 bit _ 1 _ _ _ base di gruppo _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 6 _ Chiamate _ A _ Indicatore _ 1 _ _ _ selettive a due _ _ _ _ _ _ o tre cifre _ _ _ _ _ _ relative alla _ _ _ _ _ _ propria flotta _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 7 _ Chiamate di _ A _ Indicatore _ 1 _ _ _ gruppo a due o _ _ _ _ _ _ tre cifre _ _ _ _ _ _ relative alla _ _ _ _ _ _ propria flotta _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 8 _ Identificativo _ A _ 13 bit _ 1 _ _ _ selettivo piu' _ _ _ _ _ _ alto permesso _ _ _ _ _ _ per la propria _ _ _ _ _ _ flotta _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 9 _ Identificativo _ A _ 13 bit _ 1 _ _ _ di gruppo piu' _ _ _ _ _ _ alto permesso per _ _ _ _ _ _ la propria flotta _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
SEGUE
_ NUM. _ SORGENTE DATI _ M/O _ COMMENTI _ RIF. _ _ _ _ SO _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 _ NP _ M _ _ __4__ _ _ _ _ _ _ _ _ 2 _ NP _ M _ _ __4__ _ _ _ _ _ _ _ _ 3 _ NP _ M _ Chiamate di gruppo in _ __1__ _ _ _ _ _ arrivo a cui si deve _ _ _ _ _ _ rispondere _ _ _ _ _ _ _ _ _ 4 _ NP _ MK _ _8.2.3 _ _ _ _ _ _ _ _ 5 _ NP _ MK _ _8.2.3 _ _ _ _ _ _ _ _ 6 _ NP _ MK _ Potrebbe essere ricavato_8.2.1 _ _ _ _ _ dalla forma _ _ _ _ _ _ dell'Identificativo _ _ _ _ _ _ selettivo piu' alto _ _ _ _ _ _ permesso per la propria _ _ _ _ _ _ flotta (CLASSE 8) se _ _ _ _ _ _ memorizzato in forma di _ _ _ _ _ _ cifre selezionate _ _ _ _ _ _ _ _ _ 7 _ NP _ MK _ Potrebbe essere ricavato_8.2.1 _ _ _ _ _ dalla forma _ _ _ _ _ _ dell'Identificativo di _ _ _ _ _ _ gruppo piu' alto _ _ _ _ _ _ permesso per la propria _ _ _ _ _ _ flotta (CLASSE 9) se _ _ _ _ _ _ memorizzato in forma di _ _ _ _ _ _ cifre selezionate _ _ _ _ _ _ _ _ _ 8 _ NP _ MK _ Potrebbe essere _8.2.4 _ _ _ _ _ memorizzato come numero _ _ _ _ _ _ selezionato piuttosto _ _ _ _ _ _ che come identificativo _ _ _ _ _ _ _ _ _ 9 _ NP _ MK _ Potrebbe essere _8.2.4 _ _ _ _ _ memorizzato come numero _ _ _ _ _ _ selezionato piuttosto _ _ _ _ _ _ che come identificativo _ _ _ _ _ _ _ _
_ NUM. _ CLASSE DI DATI _ TIPO DI _ FORMATO CLASSE _ No _ _ _ _ MEMORIA _ /CAMPO VALORI _ INSERIMENTI _ _ _ _ _ _ _ _ 10 _ Destinazione con _ A _ Non _ 10 max _ _ _ numero ad una _ _ specificato _ _ _ _ cifra _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 11 _ Tavola di _ A _ Non _ Non _ _ _ riferimento per _ _ specificato _ specificato _ _ _ chiamate a 5 cifre_ _ _ _ _ _ fra flotte _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 12 _ Blocco delle _ A _ Indicatore _ 1 _ _ _ chiamate di gruppo_ _ _ _ _ _ fra flotte _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 13 _ Accesso immediato _ A _ 13 bit _ 1 o 2 _ _ _ *O(cancelletto) _ _ _ _ _ _e *Onn(cancelletto)_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 14 _ Limite massimo _ A _ 8 bit _ 1 _ _ _ per la selezione _ _ _ _ _ _ abbreviata ** _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 15 _ Indirizzo _ A _ Non definito _ 1 _ _ _ immediato _ _ _ _ _ _ *9(cancelletto) _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 16 _ Dati di consenso _ A _ 9 bit max. _ 8 min. _ _ _ all'acquisizione _ _ Oltre al _ _ _ _ _ _ classificatore _ _ _ _ _ _ non specificato_ _ _ _ _ _ _ _ _ 17 _ Lunghezza del _ A _ Campo 0-9 bit _ 1 _ _ _ sottocampo di _ _ _ _ _ _ zona (LZ) _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 18 _ Lunghezza del _ A _ Campo 0-9 bit _ 1 _ _ _ sottocampo di _ _ _ _ _ _ area (LA) _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 19 _ Codice di _ A _ NET - 2 bit _ 1 _ _ _ identita' della _ _ OPID - 7 bit _ _ _ _ rete selezionata _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 20 _ Categoria di _ A _ 4 valori _ 1 _ _ _ controllo _ _ possibili _ _ _ _ dell'unita' radio _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 21 _ Numeri di canale _ A _ 10 bit + _ 32 _ _ _ a scansione _ _ Indicatore TS _ _ _ _ normale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
SEGUE
_ NUM. _ SORGENTE DATI _ M/O _ COMMENTI _ RIF. _ _ _ _ SO _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 10 _ NP _ OK _ Destinazione _8.2.4.1._ _ _ _ _ applicabile alle cifre _ _ _ _ _ _ 0-9. _ _ _ _ _ _ _ _ _ 11 _ NP _ OK _ _8.2.4.5._ _ _ _ _ _ _ _ 12 _ NP _ MK _ _8.2.4.8._ _ _ _ _ _ _ _ 13 _ NP _ OK _ Indirizzo di dispaccio _8.2.8.2._ _ _ _ _ primario _ _ _ _ _ _ _ _ _ 14 _ NP _ OK _ _8.2.8.1._ _ _ _ _ _ _ _ 15 _ NP _ OK _ Numero di emergenza _8.2.8.2._ _ _ _ _ primario _ _ _ _ _ _ _ _ _ 16 _ NP _ M _ _9.3.4.2._ _ _ _ _ _ _ _ 17 _ NP _ M _ _9.3.4.2._ _ _ _ _ _ _ _ 18 _ NP _ M _ _9.3.4.2._ _ _ _ _ _ _ _ 19 _ NP _ M _ E' necessario _9.3.4.2._ _ _ _ _ differenziare i valori _ _ _ _ _ _ a 2 bit e a 7 bit _ _ _ _ _ _ _ _ _ 20 _ NP _ M _ Scelta di campo LAB _9.5.3. _ _ _ _ _ _ _ _ 21 _ NP _ M _ _9.2.1 _ _ _ _ _ _ _
_ NUM. _ CLASSE DI DATI _ TIPO DI _ FORMATO CLASSE _ No _ _ _ _ MEMORIA _ /CAMPO VALORI _ INSERIMENTI _ _ _ _ _ _ _ _ 22 _ Formato della _ A _ Campo da 1 a _ 1 _ _ _ scansione normale _ _ 32 _ _ _ _ _ _ _ _ _ 23 _ N. di canale piu' _ A _ 10 bit _ 1 _ _ _ basso della rete _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 24 _ N. di canale piu' _ A _ 10 bit _ 1 _ _ _ alto della rete _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 25 _ Numeri di canale _ A _ 10 bit _ Non _ _ _ non applicabili _ _ _ specificato _ _ _ _ _ _ _ _ 26 _ Ultimo canale di _ C _ 10 bit _ 1 _ _ _ controllo attivo _ _ _ _ _ _ - Numero canale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 27 _ Ultimo canale di _ C _ 12 bit _ 1 _ _ _ controllo attivo _ _ _ _ _ _ - Codice SYS usato_ _ _ _ _ _ per conferma _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 28 _ Aggiungere numeri _ C _ 10 bit + _ Non _ _ _ di canali alla _ _ Indicatore TS _ specificato _ _ _ scansione normale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 29 _ Sottrarre numeri _ C _ 10 bit _ Non _ _ _ di canali alla _ _ _ specificato _ _ _ scansione normale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 30 _ Informazioni _ C _ 10 bit+non _ 15 _ _ _ relative al sito _ _ spec. _ _ _ _ adiacente _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 31 _ Sopprimere _ A _ Indicatore _ 1 _ _ _ scansione _ _ _ _ _ _ generale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 32 _ Archivio _ C _ Campo 0-9 bit _ 2 _ _ _ registrazione _ _ piu' Indicatore_ _ _ _ temporizzata _ _ Nullo _ _ _ _ Codice AREA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
SEGUE
_ NUM. _ SORGENTE DATI _ M/O _ COMMENTI _ RIF. _ _ _ _ SO _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 22 _ NP _ M _ Potrebbe essere _9.3.3.5 _ _ _ _ _ conseguito con valori _ _ _ _ _ _ nulli dei numeri di _ _ _ _ _ _ canale _ _ _ _ _ _ _ _ _ 23 _ NP _ M _ _9.2.1 _ _ _ _ _ _ _ _ 24 _ NP _ M _ _9.2.1 _ _ _ _ _ _ _ _ 25 _ NP _ O _ Canali che possono _9.3.3.5 _ _ _ _ _ essere omessi nella _ _ _ _ _ _ Scansione Generale _ _ _ _ _ _ _ _ _ 26 _ Funzionamento _ M _ _9.2.1 _ _ _ _ _ _ _ _ 27 _ Funzionamento _ M _ _9.4.1 _ _ _ _ _ _ _ _ 28 _ Funzionamento _ SO _ Ottenuto da BCAST _9.2.2 ._ _ _ _ _ SYSDEF ="00000" _ _ _ _ _ _ _ _ _ 29 _ Funzionamento _ SO _ Ottenuto da BCAST _9.2.2 _ _ _ _ _ SYSDEF = "00001" _ _ _ _ _ _ _ _ _ 30 _ Funzionamento _ O _ Uso di BCAST SYSDEF _9.2.2 _ _ _ _ _ "00100" e "00101" non _ _ _ _ _ _ specificato _ _ _ _ _ _ _ _ _ 31 _ NP _ M _ _9.3.3.5._ _ _ _ _ _ _ _ 32 _ Funzionamento _ M _ _10.2.1 _ _ _ _ _ _ _
_ NUM. _ CLASSE DI DATI _ TIPO DI _ FORMATO CLASSE _ No _ _ _ _ MEMORIA _ /CAMPO VALORI _ INSERIMENTI _ _ _ _ _ _ _ _ 33 _ Archivio _ C _ 10 bit _ 2 _ _ _ registrazione _ _ _ _ _ _ temporizzata _ _ _ _ _ _ Numero di canale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 34 _ Archivio _ C _ 2 bit _ 2 _ _ _ registrazione _ _ _ _ _ _ temporizzata _ _ _ _ _ _ Segnalazione di _ _ _ _ _ _ registrazione _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 35 _ Archivio _ B _ Campo 0-9 bit _ 1 _ _ _ registrazione _ _ piu' Indicatore_ _ _ _ primaria _ _ Nullo _ _ _ _ Codice AREA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 36 _ Archivio _ B _ 10 bit _ 1 _ _ _ registrazione _ _ _ _ _ _ primaria Numero _ _ _ _ _ _ di canale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 37 _ Archivio _ B _ 2 bit _ 2 _ _ _ registrazione _ _ _ _ _ _ primaria _ _ _ _ _ _ Indicatore di _ _ _ _ _ _ registrazione _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 38 _ Registrazione _ C _ Campo 0-9 bit _ 8 min. _ _ _ respinta _ _ _ _ _ _ Codice AREA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 39 _ REG - Indicatore _ B _ 1 bit (piu' _ 1 _ _ _ di registrazione _ _ inditore di _ _ _ _ temporanea o _ _ stato _ _ _ _ normale _ _ "indefinito") _ _ _ _ _ _ _ _ _ 40 _ Valore di INFO da _ A _ 15 bit _ 1 _ _ _ usare in RQR _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 41 _ Numero di canale _ A _ 10 bit _ 1 _ _ _ per funzionamento _ _ _ _ _ _ di riserva _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 42 _ Valore di NDD in _ A _ 4 bit o _ 1 _ _ _ codice SYS per _ _ 9 bit _ _ _ _ funzionamento di _ _ _ _ _ _ riserva _ _ _ _
SEGUE
_ NUM. _ SORGENTE DATI _ M/O _ COMMENTI _ RIF. _ _ _ _ SO _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 33 _ Funzionamento _ SO _ _10.2. _ _ _ _ _ _ _ _ 34 _ Funzionamento _ M _ _10.2. _ _ _ _ _ _ _ _ 35 _ Funzionamento _ M _ _10.2. _ _ _ _ _ _ _ _ 36 _ Funzionamento _ SO _ _10.2. _ _ _ _ _ _ _ _ 37 _ Funzionamento _ M _ _10.2. _ _ _ _ _ _ _ _ 38 _ Funzionamento _ M _ Memoria FIFO _10.2. _ _ _ _ _ _ _ _ 39 _ Funzionamento _ M _ Ricevuto in BCAST _10.2. _ _ _ _ _ SYSDEF "00011" _ _ _ _ _ _ _ _ _ 40 _ NP _ M _ Per assunzione tutti _118.2.2._ _ _ _ _ zero _ _ _ _ _ _ _ _ _ 41 _ NP _ SO _ Se impostato a zero, _13.2. _ _ _ _ _ disabilita la riserva _ _ _ _ _ _ _ _ _ 42 _ NP _ SO _ _13.2. _ _ _ _ _ _ _
_ NUM. _ CLASSE DI DATI _ TIPO DI _ FORMATO CLASSE _ No _ _ _ _ MEMORIA _ /CAMPO VALORI _ INSERIMENTI _ _ _ _ _ _ _ _ 43 _ Numero di serie _ D _ 38 bit _ 1 _ _ _ di sicurezza _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 44 _ NA - Numero di _ M _ Campo da 1 a 3 _ 1 _ _ _ registrazioni _ _ con incrementi _ _ _ _ multiple _ _ di 1 _ _ _ _ _ _ _ _ _ 45 _ NC1 - Formato del _ A _ Parole di _ 2 _ _ _ Campione di _ _ codice 0-25 con_ _ _ _ Verifica Errore _ _ incrementi di 1_ _ _ _ prima della _ _ _ _ _ _ conferma _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 46 _ NC2 - Formato del _ A _ Parole di _ 2 _ _ _ Campione di _ _ codice 0-255 _ _ _ _ Verifica errore _ _ con incrementi _ _ _ _ dopo la conferma _ _ di 1 _ _ _ _ _ _ _ _ _ 47 _ NT - Massimo _ A _ Periodi di 103 _ 1 _ _ _ ritardo di _ _ -1236 bit, con _ _ _ _ risposta del TSC _ _ incrementi di _ _ _ _ a messaggi non _ _ periodi di 103 _ _ _ _ sollecitati sul _ _ bit _ _ _ _ canale di traffico_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 48 _ NV - Numero di _ A _ 1-16 con _ 2 . _ _ _ CCSC consecutivi _ _ incrementi di 1_ _ _ _ per selezionare un_ _ _ _ _ _ valore di SYS da _ _ _ _ _ _ verificare _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 49 _ NX1 - Limite di _ A _ Parole codice _ 2 _ _ _ Parole codice di _ _ 0-255 con _ _ _ _ errore prima della_ _ incrementi di _ _ _ _ conferma _ _ 1 _ _ _ _ _ _ _ _
SEGUE
_ NUM. _ SORGENTE DATI _ M/O _ COMMENTI _ RIF. _ _ _ _ SO _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 43 _ Costruttore _ M _ _7 _ _ _ _ _ _ _ _ 44 _ Funzionamento _ M _ Ricevuto in BCAST _10.2.1 _ _ _ _ _ SYSDEF "00011" _ _ _ _ _ _ _ _ _ 45 _ NP _ M _ Valore diverso per i _ _ _ _ _ _ canali a divisione di _ _ _ _ _ _ tempo e continui. Il _ _ _ _ _ _ valore massimo potra' _ _ _ _ _ _ essere abbassato in _ _ _ _ _ _ seguito. _ _ _ _ _ _ _ _ _ 46 _ NP _ M _ Valore diverso per _9.3.4.3 _ _ _ _ _ canali a divisione di _ _ _ _ _ _ tempo e continui. Il _ _ _ _ _ _ valore massimo potra' _ _ _ _ _ _ essere abbassato in _ _ _ _ _ _ seguito. _ _ _ _ _ _ _ _ _ 47 _ NP _ SO _ ___APP.1__ _ _ _ _ _ _ _ 48 _ NP _ M _ Valore diverso per i _9.3.4.2._ _ _ _ _ canali a divisione di _ _ _ _ _ _ tempo e continui. _ _ _ _ _ _ _ _ _ 49 _ NP _ M _ Valore diverso per i _9.3.4.3 _ _ _ _ _ canali a divisione di _ _ _ _ _ _ tempo e continui. Il _ _ _ _ _ _ valore massimo potra' _ _ _ _ _ _ essere abbassato in _ _ _ _ _ _ seguito _ _
_ NUM. _ CLASSE DI DATI _ TIPO DI _ FORMATO CLASSE _ No _ _ _ _ MEMORIA _ /CAMPO VALORI _ INSERIMENTI _ _ _ _ _ _ _ _ 50 _ NX2 - Limite di _ A _ Parole di _ 2 _ _ _ Parole di codice _ _ codice 0-255 _ _ _ _ di errore dopo la _ _ con incrementi _ _ _ _ conferma _ _ di 1 _ _ _ _ _ _ _ _ _ 51 _ NZ1 - Numero di _ A _ 1-255 eventi _ 1 _ _ _ eventi errore _ _ errore con _ _ _ _ contigui _ _ incrementi di 1_ _ _ _ _ _ _ _ _ 52 _ NZ2 - Numero di _ A _ 1-255 eventi _ 1 _ _ _ eventi errore _ _ errore con _ _ _ _ contigui _ _ incrementi di 1_ _ _ _ _ _ _ _ _ 53 _ TC - Tempo limite _ A _ 0-120 sec. con _ 1 _ _ _ ad accesso casuale_ _ incrementi da _ _ _ _ _ _ _ _ _ 54 _ TD - Tempo limite _ A _ 0-70 minuti _ 1 _ _ _ dell'archivio di _ _ con incrementi _ _ _ _ registrazione _ _ di 5 min. _ _ _ _ _ _ _ _ _ 55 _ TJ - Tempo limite _ A _ 0-60 sec. con _ 1 _ _ _ per segnalazione _ _ incrementi di _ _ _ _ ulteriore _ _ 10 sec. _ _ _ _ _ _ _ _ _ 56 _ TM - Tempo limite _ A _ 0-10 sec. con _ 1 _ _ _ per canale di _ _ incrementi di _ _ _ _ traffico _ _ 1 sec. _ _ _ _ _ _ _ _ _ 57 _ TS - Ritardo _ A _ 0-10 sec. con _ 1 _ _ _ prima di _ _ incrementi di _ _ _ _ abbandonare un _ _ 1 sec. _ _ _ _ canale di _ _ _ _ _ _ controllo _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 58 _ TT - Durata _ A _ 0-60 sec. con _ 1 _ _ _ massima di _ _ incrementi di _ _ _ _ trasmissione _ _ 10 sec. _ _ _ _ _ _ _ _
SEGUE
_ NUM. _ SORGENTE DATI _ M/O _ COMMENTI _ RIF. _ _ _ _ SO _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 50 _ NP _ M _ Valore diverso per i _9.3.4.3 _ _ _ _ _ canali a divisione di _ _ _ _ _ _ tempo e continui. Il _ _ _ _ _ _ valore massimo potra' _ _ _ _ _ _ essere ridotto in _ _ _ _ _ _ seguito. _ _ _ _ _ _ _ _ _ 51 _ NP _ M _ Il valore massimo potra'_9.3.4.4 _ _ _ _ _ essere abbassato in _ _ _ _ _ _ seguito _ _ _ _ _ _ _ _ _ 52 _ NP _ M _ Il valore massimo potra'_9.4 _ _ _ _ _ essere abbassato in _ _ _ _ _ _ seguito _ _ _ _ _ _ _ _ _ 53 _ NP _ M _ _App. B _ _ _ _ _ ___App.1__ _ _ _ _ _ _ _ 54 _ NP _ M _ _10.2.1 _ _ _ _ _ _ _ _ 55 _ NP _ M _ _App.B _ _ _ _ _ ___App.1__ _ _ _ _ _ _ _ 56 _ NP _ M _ _App.B _ _ _ _ _ ___App.1__ _ _ _ _ _ _ _ 57 _ NP _ M _ _App.B _ _ _ _ _ ___App.1__ _ _ _ _ _ _ _ 58 _ NP _ M _ _App.B _ _ _ _ _ ___App.1__ _ _ _ _ _ _
_ NUM. _ CLASSE DI DATI _ TIPO DI _ FORMATO CLASSE _ No _ _ _ _ MEMORIA _ /CAMPO VALORI _ INSERIMENTI _ _ _ _ _ _ _ _ 59 _ WT - Parametro di _ C _ 3 bit _ 1 _ _ _ attesa nel _ _ _ _ _ _ funzionamento _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 60 _ Ultimo valore di _ C _ 1 bit _ 1 _ _ _ PER _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 61 _ Ultimo valore di _ C _ 5 bit _ 1 _ _ _ IVAL _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 62 _ Ultimo valore di _ C _ 1 bit _ 1 _ _ _ PON _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 63 _ Ultimo valore di _ C _ 1 bit _ 1 _ _ _ ID _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 64 _ ZONA "Home" _ A _ Campo 0-9 bit _ 1 _ _ _ _ _ _ _ _ 65 _ TU - Timer di _ A _ 30 sec - 3 min _ 1 _ _ _ durata chiamata _ _ con incrementi _ _ _ _ dati _ _ di 30 sec. _ _ _ _ _ _ _ _ _ 66 _ Soppress. timer _ A _ Indicatore _ 1 _ _ _ durata chiamata _ _ _ _ _ _ dati _ _ _ _
SEGUE
_ NUM. _ SORGENTE DATI _ M/O _ COMMENTI _ RIF. _ _ _ _ SO _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 59 _ Funzionamento _ M _ Memorizzazione ___7.3.7__ _ _ _ _ dell'ultimo valore di _ _ _ _ _ _ WAIT dato _ _ _ _ _ _ _ _ _ 60 _ Funzionamento _ M _ RICEVUTO IN BCAST ___9.2.2._ _ _ _ _ SYSDEF "00010" _ _ _ _ _ _ _ _ _ 61 _ Funzionamento _ M _ Ricevuto in BCAST ___9.2.2._ _ _ _ _ SYSDEF "00010" _ _ _ _ _ _ _ _ _ 62 _ Funzionamento _ M _ Ricevuto in BCAST ___9.2.2._ _ _ _ _ SYSDEF "00010" ___App.1__ _ _ _ _ _ _ _ 63 _ Funzionamento _ M _ Ricevuto in BCAST ___9.2.2._ _ _ _ _ SYSDEF "00010" _ _ _ _ _ _ _ _ _ 64 _ NP _ M _ _10.2.1 _ _ _ _ _ _ _ _ 65 _ NP _ SO _ _12.4 _ _ _ _ _ _ _ _ 66 _ NP _ SO _ _12.4 _ _ _ _ _ _ _
7. PROTEZIONE
L'unita' radio soddisfera' i requisiti seguenti:
1. Ogni unita' radio avra' un numero di protezione unico a 38 bit (che puo' essere memorizzato codificato) che sara' programmato soltanto dal costruttore dell'unita' stessa.
Tale costruttore fara' in modo di assicurare che:
a. il metodo di programmazione del numero di protezione sia noto soltanto al costruttore stesso;
b. qualunque modifica del numero di protezione che non sia fatta dal costruttore stesso disabiliti l'unita' radio.
2. L'unita' radio sara' progettata in modo che l'asportazione del dispositivo (o di qualcuno dei dispositivi) contenente il numero di protezione avra' una elevata probabilita' di causare un danno irreparabile all'unita' e/o al/i dispositivo/i (es. ricoprendo la PROM contenente il numero di protezione e la zona immediatamente circostante con resina epossidica).
3. La rimozione di qualunque dispositivo contenente il numero di protezione o parte di esso disabilitera' l'unita' radio.
4. L'unita' radio non conterra' il metodo con cui sono calcolati gli 8 bit di controllo definiti in seguito.
5. Il numero di protezione (esclusi i bit di controllo, ved. in seguito) dell'unita' radio sara' marcato visibilmente e in modo permanente su una parte dell'unita' radio che non possa essere separata dal dispositivo contenente il numero di protezione senza causare danni. E' preferibile che tale numero sia visibile dopo aver eseguito un minimo smontaggio dell'unita' radio.
6. Si raccomanda di eseguire un controllo sulla validita' del numero di sicurezza contenuto nell'unita' radio, usando dei bit di controllo diversi rispetto agli 8 bit di controllo definiti in seguito in modo che l'unita' radio sia disabilitata se i bit di controllo sono diversi.
7. Il formato del numero di protezione e' il seguente:
_ Codice _ Modello _ Numero di serie _ Bit di controllo _ _ costruttore _ _ di questo modello _ _ _ _ _ _ _ 8 bit 4 bit 18 bit 8 bit
Nota: Il numero di protezione non deve necessariamente essere memorizzato con questo formato nell'unita' radio.
8. Se richiesto dal TSC (ved. sezione 11.15.2 e sezione 15.2 di Parte 1, Sezione 2), l'unita' radio inviera' i dati del numero di
protezione al TSC usando il messaggio SAMIS
(Ved. Parte 1a, Sezione 2, sezione 15 e 5.6.1.2.2). I campi dei parametri del messaggio SAMIS sono strutturati come segue:
PARAMETRO 1 (20 bit) PARAMETRO 2 (18 bit)
_ Codice _ Modello _ Bit di _ _ Numero di serie per _ _ costruttore _ _ controllo _ _ questo modelli _ _ _ _ _ _ _ 8 bit 4 bit 8 bit 18 bit
Codice del costruttore: numero a 8 bit (da 0 a 255), di cui uno o piu' sono concessi a ciascun costruttore di unita' radio dall'ente preposto alle licenze.
Modello: numero a 4 bit (da 0 a 15) che e' caratteristico di un tipo di unita' radio per un determinato codice costruttore. Il numero del modello e' assegnato dal costruttore secondo le modalita' e nel momento in cui si debbono approvare i tipi di nuove unita' radio. Se un costruttore produce piu' di 16 modelli di tipo approvato, questi potra' chiedere un ulteriore codice costruttore.
Numero di serie (per questo modello): Il numero di serie dell'unita' radio di un certo modello. Questo numero e' assegnato dal costruttore e, normalmente, va da 1 a 262143. Quando si deve superare tale limite, il costruttore puo' assegnare un ulteriore numero di modello alle unita' radio dello stesso tipo approvato.
Bit di controllo: L'algoritmo per calcolare i bit di controllo si basa sui dati contenuti negli altri campi di cui sopra. Se i bit di controllo sono errati in un'unita' radio, la rete potrebbe rifiutare l'accesso a quell'unita'. L'algoritmo non dovra' essere inserito nell'unita' radio.
9. Il numero di protezione sara' impresso sull'unita' radio nella forma seguente:
xxx/yy/zzzzzz dove xxx e' il codice del costruttore yy e' il modello zzzzzz e' il numero di serie
ES.: 019/09/000129
| | | Numero di serie 129
| | Modello di tipo 9
| Numero del costruttore 19
10. Le informazioni riguardanti i bit di controllo non saranno visibili.
11. I codici dei costruttori e l'algoritmo di protezione possono essere ottenuti richiedendoli all'Ente preposto alle licenze.
8. INTERFACCIA UOMO-MACCHINA
8.1. Segnalazioni di funzionamento
8.1.1. Introduzione
L'utente e' un elemento importante in qualunque rete di comunicazione, poiche' il suo comportamento puo' contribuire alla efficienza globale del funzionamento della rete e al livello di servizio che puo' essere offerto agli utenti. L'esperienza nel campo dei sistemi di telecomunicazione mostra che se si danno segnalazioni adeguate all'utente per qualunque chiamata o transazione effettuata sulla rete di cui l'utente, si riesce a controllare il comportamento dell'utente stesso favorendo l'efficienza del sistema. Segnalazioni di questo tipo, che normalmente si definiscono segnalazioni di funzionamento vanno anche a vantaggio dell'utente e lo soddisfano maggiormente.
Il presente paragrafo cerca di conseguire una operativita' adeguata ed accettabile per le segnalazioni di funzionamento nell'ambito dei sistemi in esame, assegnandone le specifiche di base.
Tuttavia, va riconosciuto che i costruttori di unita' radio desidereranno avere un'autonomia di progettazione e quindi, i requisiti qui definiti sono stati mantenuti molto flessibili, compatibilmente con lo scopo di assicurare il corretto funzionamento della rete. Cio' riguarda in particolare il modo di presentazione all'utente delle segnalazioni obbligatorie, in cui al costruttore e' lasciato un ampio margine di scelta. Tuttavia, nel caso di apparecchiature da montare su veicoli, si raccomanda ai costruttori di tenere in debito conto i requisiti del Codice della Strada e per la Sicurezza Stradale. In tali apparecchiature, di dovrebbero privilegiare le segnalazioni acustiche a quelle visive.
I costruttori dovrebbero anche ricordare che, dove si utilizzano segnalazioni visive che possono presentarsi durante una chiamata per conversazione, queste dovrebbero essere facilmente visibili all'utente in ogni momento durante le normali operazioni di chiamata.
Il progettista e' libero di decidere se l'unita' radio accettera' o rifiutera' la segnalazione entrante per una nuova chiamata, mentre l'unita' mobile e' in attesa che si instauri il collegamento per la propria chiamata. Tuttavia, se l'unita' radio accetta la segnalazione della nuova chiamata entrante, verranno sospese le segnalazioni di funzionamento riguardanti la propria chiamata, sostituendole con le segnalazioni riguardanti la nuova chiamata.
Quando la nuova chiamata e' completa, le segnalazioni di funzionamento sospese verranno riprese, purche' il temporizzatore di attesa della chiamata non abbia esaurito il tempo a disposizione.
8.1.2. Requisiti di base
Ciascuna segnalazione di funzionamento e' descritta come segue:
- Utente interessato (CHIAMANTE O CHIAMATO)
- Condizioni per l'avvio
- Condizioni per la disattivazione
- Prescrizione Obbligatoria o Opzione Normalizzata
Il disegno di Fig. 8.1. dettaglia ciascuna segnalazione in forma riassunta. Viene riportata una descrizione piu' dettagliata delle segnalazioni nel paragrafo seguente.
I progettisti delle unita' radio dovrebbero considerare la possibilita' di usare segnalazioni aggiuntive. Tuttavia, queste dovrebbero essere realizzate in modo da essere coerenti con quelle dettagliate in questa sezione.
Le segnalazioni non sono necessarie se la chiamata non richiede l'intervento umano, per esempio nel caso di messaggi dati automatici oppure di chiamate di emergenza segrete.
Notare inoltre che non e' necessario ripetere una segnalazione se, si ricevono altri messaggi per la transazione, che avviano la segnalazione.
8.1.3. Tipi di segnalazioni di funzionamento
Le unita' mobili forniranno le seguenti segnalazioni di funzionamento:
a. Inoltro della chiamata in corso (utente chiamante)
b. Inoltro della chiamata in corso (utente chiamato)
c. Numero non ottenibile
d. Caduta della chiamata
e. Attenzione
f. GTC
g. Transazione confermata
h. Segnalazione di fine conversazione
Le unita' mobili possono fornire le seguenti segnalazioni consigliate:
i. Fuori servizio
j. Chiamate in coda
k. Suoneria dell'utente chiamato
l. Deviazione della chiamata manuale.
Nel presente documento, non si definisce la forma delle segnalazioni.
Tuttavia, le segnalazioni non dovranno essere ambigue, salvo i casi seguenti. Le segnalazioni a) e b) possono usare la stessa forma di segnalazione. Le segnalazioni d) e h) possono anche'essere usare la stessa forma di segnalazione, tranne nel caso di un'unita' mobile predisposta per le chiamate di inclusione, dove la funzione di fine conservazione deve essere separata. La segnalazione f) puo' essere una forma transitoria della segnalazione e).
8.1.3.1. Fuori servizio
Questa segnalazione e' facoltativa.
8.1.3.2. Inoltro chiamata in corso (CSUIP)
8.1.3.2.1. CSUIP (Chiamante)
Questa segnalazione e' obbligatoria. Essa comunica all'utente che e' in corso l'elaborazione della sua richiesta di chiamata.
Il CSUIP (Chiamante) iniziera' quando l'utente chiamante ha completato l'inserimento dell'indirizzo e dei dettagli di chiamata nell'unita', oppure sulla prima trasmissione del messaggio richiesto (RQS, RQE, RQT, RQC, RQQ (non STATUS = 0 o 31 e con IDENT1 = TSCI).
Il CSUIP (Chiamante) viene disattivato alla ricezione dei messaggi seguenti relativi alla chiamata:
- ACKI (QUAL = '0') se l'unita' e' predisposta per indicare la
suoneria dell'utente chiamato
- ACKX
- ACKV
- ACK (QUAL = '0')
- ACKB (QUAL ='0')
- ACKT (QUAL ='0')
- ACKQ, se l'unita' e' predisposta per indicare le Chiamate in coda - GTC
- ACK (QUAL ='1') in seguito a "Fallito inoltro chiamata d'utente" (sezione 8.3.3.)
- Fine dei tempi limite TC, TW, TJ o TI
- AHYX
La segnalazione sara' disattivata in seguito ad un "Fallito inoltro di chiamata d'utente" (sezione 8.3.3), qualora non sia stato ancora inviato alcun messaggio di richiesta di chiamata da parte dell'unita' radio.
8.1.3.2.2. CSUIP (Chiamato)
Questa segnalazione e' obbligatoria.
La segnalazione dovra' essere acustica.
L'unita' chiamata segnalera' CSUIP (Chiamato) all'utente, quando questi segnala "Risposta utente chiamato" (sezione 8.3.3) all'unita', dopo la ricezione di un AHY (CHECK='1') per una chiamata entrante.
La segnalazione sara' disattivata al momento della ricezione di qualunque messaggio tra i seguenti:
- GTC
- AHYX per la chiamata
- Fine di TA
- ACK (QUAL = '1'), se si tenta un RQX per "Annullare risposta utente chiamato" (sezione 8.3.3)
- ACK (QUAL = '0') per "riagganciamento" RQQ per "Annullare risposta utente chiamato" (sezione 8.3.3)
8.1.3.3. Chiamata in coda
Questa segnalazione e' facoltativa.
Un'unita' chiamante debitamente predisposta indichera' Chiamata in coda alla ricezione di un messaggio ACKQ in seguito alla richiesta di chiamata.
La segnalazione verra' disattivata alla ricezione dei messaggi seguenti:
- ACKX
- ACKV
- ACK (QUAL = '0')
- ACKB (QUAL ='0')
- ACKT (QUAL ='1')
- ACKI (QUAL = '0'), se l'unita' e' predisposta per segnalare
"Suoneria dell'utente chiamato"
- GTC
- Fine tempo limite TW, TJ o TI
- ACK (QUAL = '1') dopo che si e' tentato di annullare o di eliminare
la chiamata
- AHYX
8.1.3.4. Suoneria utente chiamato
Questa segnalazione e' facoltativa.
Un'unita' chiamante debitamente predisposta generera' un segnale di Suoneria Utente Chiamato alla ricezione di un segnale ACKI (QUAL = '0') dalla rete. L'unita' annullera' questa segnalazione alla
ricezione di uno dei messaggi seguenti:
- GTC
- ACKV
- AHYX per la chiamata
- Fine tempo limite TW o TI
- ACK (QUAL ='1') in seguito ad "Annullamento inoltro chiamata" (sezione 8.3.3)
- ACKX
- ACKT (QUAL = '0')
- ACKB (QUAL = '0')
8.1.3.5. Caduta della chiamata
Questa segnalazione e' obbligatoria. Puo' essere emessa verso l'utente chiamato e verso il chiamante. La segnalazione di Caduta della chiamata sara' emessa al momento della ricezione di uno dei seguenti messaggi:
- ACKX (QUAL = '1')
- ACKV
- AHYX
- ACKT (se l'unita' non e' predisposta per la deviazione delle chiamate)
- Se, quando l'utente avvia una chiamata, l'unita' radio non riceve su un canale di controllo acquisito ed e' rimasta senza un canale di controllo acquisito per un tempo continuato TC, l'unita' segnalera' Caduta della Chiamata.
- Se, quando l'utente avvia una chiamata, l'unita' radio non riceve su un canale di controllo acquisito e se il tempo trascorso dall'ultima volta in cui l'unita' ha avviato una procedura di acquisizione di canale di controllo e' inferiore a TC, allora l'unita' indichera' una Caduta della Chiamata soltanto se non sara' riuscita ad acquisire un canale di controllo dopo un tempo TC trascorso dall'ultima volta in cui ha iniziato dette procedure.
- Fine tempo limite TA, TI, TJ o TW
- Fine tempo limite TC se la richiesta non e' inviata.
La segnalazione sara' annullata da parte dell'utente con "Annullare la segnalazione" (sezione 8.3.3) oppure sara' transitoria.
8.1.3.6. Numero non ottenibile (NU)
Questa segnalazione e' obbligatoria.
L'unita' chiamante segnalera' NU all'utente alla ricezione di ACKX (QUAL = '0') in risposta ad una richiesta di chiamata.
L'unita' chiamante segnalera' NU all'utente anche quando essa stessa rifiuta la stringa di un numero selezionato che non riconosce o non puo' inoltrare.
Questa segnalazione sara' annullata dall'utente con "Annulla la segnalazione" (sezione 8.3.3) oppure sara' di tipo transitorio.
8.1.3.7. Deviazione di chiamata
Questa segnalazione e' facoltativa. Essa serve ad invitare l'utente chiamante a fare una nuova chiamata verso un indirizzo diverso. La forma della segnalazione puo' comprendere il numero nuovo che l'utente e' invitato a comporre, oppure, in alternativa, questo numero puo' essere memorizzato nell'unita' mobile senza essere visualizzato all'utente.
La segnalazione di deviazione di chiamata sara' avviata alla ricezione di ACKT (QUAL = '0').
La segnalazione sara' annullata dall'utente con "Avvio Richiesta di chiamata" (sezione 8.3.3) oppure puo' essere transitoria.
8.1.3.8. Segnalazione di fine conversazione
Questa segnalazione e' obbligatoria e si otterra' quando l'unita' ra- dio abbandona un canale di traffico, tranne nel caso in cui si sposti su un canale di traffico diverso, in seguito ad un messaggio GTC ricevuto su un canale di traffico, oppure quando si sposta su un canale diverso dopo aver ricevuto una "richiesta di fine chiamata" (sezione 8.3.3).
La segnalazione sara' annullata dall'utente con "Annulla la segnalazione" (sezione 8.3.3) oppure sara' transitoria.
8.1.3.9. Allerta
Questa segnalazione e' obbligatoria e deve essere acustica.
Le unita' genereranno una segnalazione di Allerta se riceveranno AHY (POINT = '0', CHECK = '1') con IDENT2 = Identificativo (da 1 a 8100), INCI, IPFIXI o PABXI e se rispondono trasmettendo ACKI (QUAL = '0').
La segnalazione di Allerta sara' annullata dall'utente con "Risposta dell'utente chiamato" (sezione 8.3.3) oppure alla fine del tempo limite TA per lo stato di funzionamento allerta dell'utente chiamato, oppure se viene ricevuto un messaggio AHYX adeguato.
8.1.3.10. Transazione confermata
Questa segnalazione e' obbligatoria.
La segnalazione di transazione confermata e' usata principalmente in chiamate non per conversazione:
- RQC
- RQT
- RQQ (non Status = 0 o 31, quando viene inviata con IDENT1 = TSCI) - Inclusione
L'unita' radio avviera' la segnalazione di Transazione Confermata se ricevera' ACK(QUAL = '0') in seguito ad uno di questi messaggi di richiesta. Inoltre, l'unita' generera' la segnalazione di Transazione Confermata se ricevera' ACKB (QUAL = '0') in seguito ad un messaggio RQS.
L'unita' annullera' la segnalazione di Transazione Confermata se l'utente comandera' "Annulla segnalazione", oppure la segnalazione puo' essere transitoria (sezione 8.3.3).
8.1.3.11. Segnalazione "Blip" per GTC
Questa segnalazione e' obbligatoria e deve essere almeno acustica.
Le unita' radio chiamate avvieranno la segnalazione per GTC alla ricezione del GTC. Tuttavia, se l'unita' radio ha risposto all'AHY in ingresso per quella chiamata con ACKI (QUAL = '0') (cioe' AHY era CHECK = '1'), allora l'unita' radio puo' facoltativamente omettere la segnalazione GTC al ricevimento della GTC.
Le unita' radio chiamate avvieranno una segnalazione per GTC alla ricezione del GTC. Tuttavia, se l'unita' radio ha ricevuto precedentemente ACKI (QUAL = '0') per la chiamata, allora la radio chiamante puo' facoltativamente omettere la segnalazione GTC alla ricezione del GTC.
La segnalazione GTC sara' di tipo transitorio e la sua durata sara' comunque inferiore a 500 ms.
_ _ _CHIA-_CHIA-_ _ _ _ _N._SEGNALAZIONE_MANTE_MATO _TIPO_ AVVIA _ ANNULLA _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 FUORI X X O PERDITA ACQUISISCI NUOVO _ _ SERVIZIO CONTROLLO CANALE DI CONTROLLO _ _ CANALE _ _ _ _ 2 CSUIP X M FINE INDI- _ _ (CHIAMANTE) RIZZO OPPURE _ _ TRASMISSIONE _ _ DI RICHIESTA ACKX, ACKV _ _ ACK (QUAL=0) _ _ ACKB (QUAL=0) _ _ ACKT (QUAL=0) _ _ ACKI (QUAL=0) _ _ (SE PREDISPOSTA CON _ _ SUONERIA DELLA PARTE_ _ CHIAMATA) _ _ ACKQ (SE PREDISPOSTA_ _ CON CHIAMATE IN _ _ CODA) _ _ GTC, ACK (QUAL=1) _ _ FINE TC, TW, TJ, TI _ _ AHYX, ANNULLA INOL- _ _ TRO CHIAMATA (NES- _ _ SUNA RICHIESTA) _ _ _ _ 3 CSUIP X M RISPOSTA DEL- _ _ (CHIAMATO) L'UTENTE CHIA- _ _ MATO SE AHY _ _ ERA (CHECK=1) GTC, AHYX _ _ ACK (QUAL=0) _ _ ACK (QUAL=1) _ _ FINE TA _ _ _ _ 4 CHIAMATE IN X O ACKQ COME N.2 MENO RICE- _ _ CODA ZIONE DI ACKQ _ _ _ _ 5 SUONERIA X O ACKI (QUAL=0) GTC; ACKV _ _ UTENTE ACKX, ACKT (QUAL=0) _ _ CHIAMATO ACKB (QUAL=0) _ _ AHYX FINE DI TW O TI_ _ ACK (QUAL=1) _ _ _ _ 6 CADUTA X X M ACKX (QUAL=1) ANNULLA SEGNALAZIONE_ _ CHIAMATA ACKV, AHYX (O TEMPO LIMITE DI _ _ ACKT (SE NON SEGNALAZIONE _ _ C'E' DEVIAZIO- _ _ NE DI CHIAMATA) _ _ FINE DI TW, TJ, _ _ TI, TA _ _ RICHIESTA DI _ _ CHIAMATA IN _ _ ASSENZA DI _ _ CANALE DI _ _ CONTROLLO _ _ _ _ 7 NUMERO NON X M ACKX (QUAL=0) ANNULLA SEGNALAZIONE_ _ OTTENIBILE oppure (O TEMPO LIMITE DI _ _ (NU) INSERIMENTO DI SEGNALAZIONE _ _ NUMERO NON _ _ VALIDO _ _ _ _ 8 DEVIAZIONE X O ACKT (QUAL=0) ANNULLA SEGNALAZIONE_ _ DELLA AVVIO RICHIESTA DI _ _ CHIAMATA CHIAMATA (O TEMPO _ _ LIMITE DI _ _ SEGNALAZIONE _ _ _ _ 9 FINE X X M CLEAR ANNULLA SEGNALAZIONE_ _ CONVERSAZIONE (O TEMPO LIMITE DI _ _ SEGNALAZIONE) _ _ _ _10 ALLERTA X M ACKI (QUAL=0) _ _ IN RISPOSTA A _ _ AHY (CHECK=1) AHYX, FINE TA, RI- _ _ SPOSTA UTENTE _ _ CHIAMATO _ _ _ _11 TRANSAZIONE X M ACK (QUAL=0) ANNULLA SEGNALAZIONE_ _ CONFERMATA DOPO RQC, RQT (O TEMPO LIMITE DI _ _ O RQQ (DIVER- SEGNALAZIONE) _ _ SI DA 0 A 31) _ _ OPPURE DOPO _ _ RICHIESTA DI _ _ INCLUSIONE E _ _ ACKB (QUAL=0) _ _ DOPO RQS _ _ _ _12 GTC X X M GTC A MENO TEMPO LIMITE DI _ _ CHE LA RISPO- SEGNALAZIONE _ _ STA ALL'AHY DI _ _ SEGNALAZIONE _ _ SIA STATA ACKI _ _ (QUAL=0) OPPURE _ _ PER L'UNITA' _ _ CHIAMANTE A _ _ MENO CHE ACKI _ _ (QUAL=0) SIA _ _ STATO RICEVUTO _ _ _
M = OBBLIGATORIO
O = FACOLTATIVO
_SEGNALAZIONI DI FUNZIONAMENTO DELL'UNITA' _
| |
Fig. 8.1
8.2. Regole relative alla numerazione
Il presente paragrafo riguarda la funzione di selezione a disposizione degli utenti di unita' radio. Sia per la composizione che per la visualizzazione di informazioni relative alla numerazione.
Si presenta su tastiera numerica a 12 pulsanti, nonostante le unita' radio possano utilizzare altri mezzi per inserire le informazioni numeriche. In questa sezione, i termini "obbligatorio" e "facoltativo" hanno il significato seguente:
Obbligatorio: Unita' provviste di un dispositivo che permetta di ins- erire manualmente numeri per permettere di chiamare altri utenti della rete abbonati o di altri servizi devono implementare le funzioni specificate.
Facoltativo: Unita' che realizzino la funzione opzionale devono implementarla nel modo descritto.
Queste regole si riferiscono a tutte le unita' radio che operano su sistemi commerciali. Le unita' sprovviste di tastiera numeriche o visori e che utilizzano pulsanti specifici per funzionare non debbono implementare algoritmi per lo schema di numerazione. Tuttavia, tali unita' saranno identificate con numeri, in conformita' con i principi riguardanti le specifiche per la numerazione, in modo che le chiamate possano essere dirette verso di loro a partire da unita' munite di dispositivi di selezione del numero.
I pulsanti sulla tastiera possono essere disposti a norma C.C.I.T.T., quindi:
_ _ _ _
| 1 | 2 | 3 |
| | | |
| | | |
| 4 | 5 | 6 |
| | | |
| | | |
| 7 | 8 | 9 |
| | | |
| | | |
| * | 0 | (cancelletto)
| | | |
Disposizione della tastiera
Se ritenuto opportuno, e' possibile usare una qualunque altra disposizione dei tasti.
Le unita' che non utilizzano tutti i 10 tasti numerici (esclusi * e (cancelletto)) non imprimeranno a nessun tasto dell'unita' i simboli indicati. Tutte le stringhe composte, come spiegato in questo paragrafo, sono lette da sinistra a destra e composte nella sequenza in cui vengono lette. In questo paragrafo tutte le rappresentazioni delle stringhe composte vengono sottolineate. Dove si fa riferimento agli indirizzi di Parte 1a, Sezione 2, le stringhe sono espresse in forma decimale di PFIX/IDENT, cosi': 34/3456.
L'utilizzo primario della tastiera consente all'utente di generare chiamate per conversazione dall'unita' radio. Le chiamate possono essere dirette ad altre unita' che operano sulla rete e alle unita' terminali di un centralino privati dell'utente (PABX).
E' possibile aggiungere altri servizi, secondo le necessita'.
I codici che iniziano con un asterisco (*) o con il segno numerico (cancelletto) permettono di utilizzare la tastiera per funzioni secondarie. Vengono cosi' controllate funzioni quali la modifica delle richieste di chiamata per generare messaggi di stato e la realizzazione delle altre funzioni descritte in Parte 1a, Sezione 2 (dati, deviazione di chiamate, ecc.).
Codici simili sono utilizzati anche per il controllo delle funzioni interne dell'unita' radio, che abbiano conseguenze sulle attivita' descritte nelle altre sezioni della Parte 1a.
Qualunque funzione richiesta con i mezzi qui descritti e che non e' un requisito obbligatorio della Sezione 11 non deve essere necessariamente incorporata nel terminale radio. Per quanto riguarda le unita' con tastiera numerica, ogni loro funzione sara' realizzata nel modo descritto nella presente sezione. In opzione, e' possibile bloccare l'accesso a qualunque tipo di chiamata che non sia una chiamata interna alla flotta.
Altri utilizzi della tastiera non sono proibiti, purche' non vi sia discordanza con l'uso specificato. Tutte le stringhe composte e non riconosciute dall'unita' dovrebbero essere rifiutate dall'unita'; tale rifiuto dovrebbe essere segnalato come numero non ottenibile (ved. 8.1):
8.2.1. Struttura di numerazione della rete
Ad ogni unita' viene assegnato un numero di rete individuale (che e' unico nella rete a cui si abbona l'utente) che ha una relazione fissa con un indirizzo descritto in Parte 1a, Sezione 2. Il numero di rete e' diviso in tre parti: un prefisso, un numero di flotta e un numero di unita'. Analogamente, i gruppi di unita' ricevono un numero di gruppo caratteristico della rete. Un'unita' puo' essere assegnata a piu' di un gruppo e puo' quindi rispondere a piu' di un numero di gruppo.
Un indirizzo, come descritto in Parte 1a, Sezione 2, a 20 bit e' suddiviso in un prefisso e in un identificativo. Il prefisso copre i primi 7 bit dell'indirizzo da 20 bit.
L'identificativo copre i restanti 13 bit. L'organizzazione della flotta dovrebbe assicurare che la maggior parte delle chiamate tra gli utenti siano effettuate tra coloro che hanno lo stesso prefisso.
Il campo dell'identificativo e' diviso in blocchi, che sono assegnati alle flotte dal gestore della rete. Ciascun utente della flotta dovrebbe ricevere un numero sufficiente di identificativi che gli permetta di soddisfare eventuali necessita' di espansione.
L'obiettivo dello schema e' quello di permettere l'uso di una stringa breve per i numeri piu' comuni, invece di una stringa lunga, come sarebbe necessario nel caso di una diretta rappresentazione decimale del prefisso e dell'identificativo binari. Raggiunto questo obiettivo primario, lo schema e' completato con il secondo obiettivo, che consiste nel permettere l'accesso ad altri servizi di conversazione e di scambio dati. Lo schema e' espansibile, per permettere l'introduzione di funzioni aggiuntive in futuro.
Le chiamate individuali all'interno della flotta sono realizzate assegnando un numero d'inizio (20 0 200, secondo le dimensioni della flotta) all'identificativo piu' basso assegnato alla flotta.
L'identificativo piu' basso (ID di base) usato dalla flotta per le chiamate individuali sara' conservato in ogni unita' radio come parte dei dati di personalizzazione di flotte dei terminali radio. Tutte le unita' della flotta ricevono numeri in ordine crescente con gli identificativi ad esse assegnati.
Le chiamate a gruppi all'interno della flotta sono realizzate analogamente, assegnando un numero di inizio (in questo caso, 90 o 900, secondo le dimensioni della flotta) all'identificativo di flotta piu' basso. L'identificativo piu' basso (ID di base) usato dalla flotta per le chiamate a gruppi sara' conservato all'interno di ogni unita' radio come parte dei dati di personalizzazione di flotte dei terminali radio.
Gli schemi di numerazione all'interno della flotta sono quindi posti in relazione con gli identificativi assegnati, per mezzo di un algoritmo.
Le chiamate a PABX impiegato un offset per assicurare che venga utilizzato al massimo il campo di indirizzamento tipo Parte 1a, Sezione 2, da 0 a 8191, quando si inviano numeri di estensione.
Poiche' il valore piu' basso di un numero di estensione in uno schema di numerazione a 4 cifre non puo' essere inferiore a 1000, il valore di tutte le stringhe selezionate viene ridotto di 1000 prima dell'invio. In questo modo si garantisce che i numeri fino a 8999 vengano trasmessi in una chiamata con una singola parola di codice.
Le chiamate richiedono l'indirizzamento esteso quando i numeri terminali del PABX, o i codici di instradamento piu' i numeri d'estensione, hanno 5 o piu' cifre.
Se si usano 7, 8 o 0 come cifra iniziale entro la rete PABX, allora la stessa stringa di selezione puo' essere utilizzata con l'unita' radio. Se si usano altre cifre iniziali entro la rete PABX, allora si possono ancora scegliere le cifre iniziali 7, 8 o 0 per accedere a PABX, purche' al punto di interfaccia tra la rete radio ed il PABX si effettui l'appropiata trascodifica per garantire che al PABX venga trasmessa la stringa corretta per l'instradamento della chiamata.
8.2.2. Filosofia
8.2.2.1. Relazioni con l'indirizzo
Le cifre numeriche selezionate dall'utente sono tradotte in un indirizzo specificato dalla Parte 1a, Sezione 2. Questo viene trasmesso in una parola codice di indirizzo con (se necessarie) parole di codice dati aggiuntive.
Gli indicatori e gli indirizzi della Parte 1a, Sezione 2 sono usati per inviare le informazioni di segnalazione tra l'unita' radio e il TSC, come parte della procedura di inoltro della chiamata. La lunghezza delle cifre selezionate e' parte integrante dello schema.
La lunghezza della stringa selezionata e la prima cifra indicano il servizio richiesto dall'utente chiamante e sono entrambe usate per impostare gli indicatori e gli indirizzi nella parola di codice indirizzo.
8.2.2.2. Suddivisione degli identificativi
Lo schema ripartisce il campo dell'identificativo usato dai TSC in blocchi, considerando che ogni blocco risulta associato ad una flotta utenti. Lo schema di numerazione di ogni flotta inizia con la separazione dei blocchi ed utilizza un algoritmo per generare l'identificativo chiamato partendo dalla stringa selezionata e dall'identificativo di base della flotta. Questo identificativo ha una relazione fissa con il Numero Individuale della Flotta (FIN) o con il Numero di Gruppo della Flotta (FGN), rispettivamente. L'unita' avra' un archivio con il formato dei blocchi assegnati, per assicurare che le chiamate interne alla flotta non vengano dirette inavvertitamente fuori dal blocco, verso una unita' appartenente ad un'altra flotta.
IDENTIFICATIVI FGN Numero individuale Dimensione
della flotta
2269 | | 89
. | | .
. | | .
2201 | | 21 70
(ID di base) 2200 | | 3100 20
------ | | --------------------------
2199 | | 395
. | | .
. | | .
2007 | | 203
2006 | | 202
2005 | | 201 196
(ID di base) 2004 | | 3002 200
------ | | --------------------------
2003 | | 41
. | | .
. | | . 22
(ID di base) 1982 | | 2991 20
| |
Figura 8.2. Relazione dei numeri di unita' con gli IDENT, con
indicazione dei blocchi di numeri
IDENTIFICATIVI FGN Numero Dimensione
di gruppo della flotta
7099 | | 995
. | | .
. | | .
7006 | | 902
7005 | | 901 96
7004 | | 5502 900
(ID di base) ------ | | --------------------------
7003 | | 97
. | | .
. | | . 8
(ID di base) 6996 | | 5498 90
| |
Figura 8.3. Relazione dei numeri di gruppo con gli IDENT, con
indicazione dei blocchi di numeri
8.2.2.3. Metodo di selezione
Nelle unita' radio e' possibile effettuare la preselezione. Con il tasto (cancelletto), l'utente indica di aver completato la selezione.
Se e' necessario modificare la funzione dell'inoltro della chiamata, anche se non la destinazione, e' possibile selezionare i modificatori di chiamata prima del numero dell'utente chiamato. I modificatori sono separati dal numero chiamato per mezzo del tasto *. Ved. sezione 8.2.8.
8.2.2.4. Praticita' per l'utente
Sono adottati i seguenti criteri:
- i servizi operativi della rete iniziano con un 1, e sono composti da 3 cifre.
- l'operatore PABX si puo' raggiungere con un singolo 0
- schemi di numerazione PABX locali, quattro cifre, con cifre
iniziali nel campo da 1 a 8
- schemi di numerazione della rete PABX, stringhe selezionate di 5 e 7 cifre, con cifre iniziali 0, 7 e 8
- schemi di numerazione, stringhe selezionate di 8 e 9 cifre, con
cifre iniziali 7 e 8
Per ottenere cio', le stringhe selezionate per le chiamate verso unita' radio pongono i vincoli seguenti:
- la prima cifra del prefisso e' 2 o 3 (stringhe selezionate di 9 e 10 cifre)
- la prima cifra del numero di flotta e' compresa tra 2 e 6
- la prima cifra del numero di unita' e' compresa tra 2 e 8 (stringhe selezionate di 2 e 3 cifre)
8.2.2.5. Tipi di accesso
Lo schema di numerazione prevede almeno:
- membri della stessa flotta
- membri di altre flotte
- membri di altre flotte con un prefisso diverso
- terminazioni PABX associate con la flotta d'utente
- servizi operativi della rete
- servizi dati (da definirsi)
8.2.2.6. Utilizzo del visore
Quando l'unita' radio e' provvista di un visore dove verranno visualizzati i numeri, questa visualizzazione deve essere nella forma in cui l'utente selezionerebbe il numero per effettuare la chiamata.
8.2.2.6.1. Visualizzazione dell'utente chiamato
I numeri dell'utente chiamato saranno inseriti sul visore man mano che l'utente digita il numero chiamato. Se non possono essere visualizzati i simboli * e (cancelletto), si potra' avere la visualizzazione di un simbolo alternativo non numerico (es. -), oppure la visualizzazione potra' essere cancellata con l'inserimento del carattere non numerico.
8.2.2.6.2. Visualizzazione dell'utente chiamante
I numeri degli utenti chiamanti di cui e' possibile ottenere la visualizzazione sono quelli provenienti da unita' della stessa flotta dell'unita' che effettua la visualizzazione o di altre flotte per cui l'unita' conserva i dati relativi. Le chiamate per cui non e' possibile visualizzare il numero dell'utente chiamante possono avere un indicatore che indichera' il tipo generale della chiamata ricevuta, per esempio: flotta esterna (prefisso comune o interprefisso), PABX, etc.
8.2.2.6.3. Visualizzazione del numero della chiamata deviata
I numeri visualizzati quando si riceve l'ACKT (numeri per le chiamate deviate) (__9.2.1.4__) saranno decodificati a partire dall'IDENT1 in ingresso, ricorrendo ai metodi descritti nel paragrafo 8.2.2.6.2.
Quando l'ACKT ha accodato le parole di codice dati, l'indirizzo del gateway nell'ACKT e lo stile delle parole di codice determinano l'azione da eseguire. (__5.5.2.1__). Le chiamate in cui il numero deviato puo' essere visualizzato sono quelle provenienti da unita' della stessa flotta dell'unita' che effettua la visualizzazione o di altre flotte per cui l'unita' conserva una banca dati. I numeri del PABX vengono visualizzati usando i dati nelle parole codice aggiunte.
8.2.2.7. Accesso per il tecnico
E' possibile fornire la funzione con cui i tecnici possano selezionare indirizzi completi dell'unita' radio a scopo di prova, utilizzando la rappresentazione decimale dell'indirizzo descritto in Parte 1a, Sezione 2 (ved. 8.2.4.8). Si consiglia di proteggere tale funzione per impedire l'accesso di persone non autorizzate.
8.2.3. Termini, Relazioni e necessita' di memoria
8.2.3.1. Termini e relazioni
Prefisso dell'identificativo (PFIX): definito nella Parte 1a, Tomo 2 (__2__)
Identificativo di base (BI): Qualunque identificativo con valore pari (BIT meno significativo = 0) compreso tra 0 e 8100 che risulta essere il valore piu' basso nel blocco di identificativi assegnati alla flotta. Il campo va da 2 a 8100. '0' e' DUMMYI e non puo' essere usato.
Identificativo individuale di base (IBI). L'identificativo di base assegnato al blocco di identificativi usati per le chiamate individuali.
Identificativo di base di gruppo (GBI). L'identificativo di base assegnato al blocco di identificativi usato per le chiamate di gruppo.
Prefisso del numero (NP): NP = PFIX + 200. Il campo va da 200 a 327.
Numero di flotta (FN): FN = BI/2 + 2000, dove BI e' l'identificativo piu' basso del blocco assegnato alla flotta. Il campo va da 2001 a 6050. IL gestore della rete puo' limitate il campo per altri scopi.
Numero individuale di flotta (FIN): Un numero FN che individua un blocco di Numeri di terminali radio d'utente.
Numero di unita' (UN): Il numero dell'unita' e' composto da due o da tre cifre, secondo le dimensioni della flotta, ed e' caratteristico di una unita' per ciascuna flotta.
a 2 cifre UN = identificativo individuale di unita' - IBI + 20
campo di numerazione: DA 20 a 89 (dimensioni della flotta fino ad un massimo di 70)
a 3 cifre UN = Identificativo selettivo di unita' - IBI + 200
campo di numerazione: DA 200 a 899 (dimensioni della flotta fino ad un massimo di 700)
Numero di gruppo della flotta (FGN): Un numero FN identifica un blocco di numeri di gruppo. Numero di gruppo (GN): Il numero di gruppo e' composto da due o da tre cifre, secondo le dimensioni della flotta, ed e' assegnato ad unita' che abbiano interessi comuni.
a 2 cifre GN = identificativo di gruppo - GBI + 90
campo di numerazione: da 90 a 99
a 3 cifre GN = identificativo di gruppo - GBI + 900
campo di numerazione: da 900 a 998 (999 e' riservato per situazioni di emergenza)
Dimensioni del blocco: Dimensioni del blocco assegnato ad una flotta di utenti per ogni forma di Identificativo di Base utilizzato dai componenti della flotta. L'unita' memorizzera' le dimensioni del blocco o il valore massimo del numero selezionato in forma tale da evitare di fare chiamate fuori dal blocco.
I numeri saranno scritti nella seguente forma:
_ _ _ _ _ _
| NP | | FIN | | UN | per i numeri individuali
| | | | | |
es. 245 3456 23
201 3578 467
| | | | | |
| NP | | FGN | | GN | per i numeri di gruppo
| | | | | |
es. 245 5456 93
201 5578 967
I numeri sono selezionati a partire dal blocco piu' significativo di numeri che sia diverso dal numero stesso dell'unita'.
8.2.3.2. Requisiti di memoria
8.2.3.2.1. Requisiti di memoria obbligatorie
Allo scopo di eseguire le procedure descritte in questa sezione, l'unita' radio fornira' la seguente memoria (memoria di sola lettura), adeguata alla rete selezionata, purche' l'unita' disponga dei mezzi che le consentano di accettare i numeri dell'utente chiamato:
i. L'identificativo di base individuale per la flotta di cui fa parte l'unita' (flotta propria)
ii. Identificativo di base di gruppo per la flotta propria dell'unita'.
iii. Un indicatore per la scelta della lunghezza di stringa del numero individuale della flotta propria, cioe' stringhe da 2 o da 3 cifre.
iv. Un indicatore per la scelta della lunghezza di stringa del numero di gruppo della flotta propria, cioe' stringhe da 2 o da 3 cifre.
v. L'identificativo individuale della flotta propria o il numero selezionato piu' alti consentiti.
vi. L'identificativo di gruppo della flotta propria o il numero selezionato piu' alti consentiti.
vii. Un indicatore per bloccare le chiamate di gruppo tra flotte.
8.2.3.2.2. Requisiti di memoria di sola lettura facoltativi
i. Dieci identificativi dell'utente chiamato o numeri per la traduzione. Ciascuno di essi e' associato ad una selezione a singola cifra.
ii. Varie combinazioni da i) a vi) del paragrafo 8.2.3.2.1 per flotta; ogni elemento e' memorizzato dietro alle prime due o tre cifre delle chiamate a cinque cifre effettuate verso altre flotte.
iii. Indirizzo o numero per completare i dettagli di chiamata della stringa *0(cancelletto).
iv. Indirizzo o numero per completare i dettagli di chiamata della stringa *Onn(cancelletto). v. Indirizzo o numero per completare i dettagli di chiamata per la stringa *9(cancelletto).
8.2.4. Numerazione dell'unita' radio e del terminale di utente a
connessione diretta
8.2.4.1. Stringhe selezionate ad una cifra (facoltative)
La traduzione da stringhe selezionate ad una cifra e gli identificativi corrispondenti non e' specificata. Si consiglia di usare lo 0 per le chiamate ad una unita' di dispaccio o ad un operatore PABX. (ved. 8.2.5)
8.2.4.2. Stringhe selezionate a due cifre (obbligatorie)
Le stringhe selezionate a due cifre nel campo da 20 a 89 compresi saranno usate per chiamare le unita' appartenenti alla stessa flotta.
L'unita' fara' riferimento al proprio identificativo individuale di base (IBI) e generera' l'identificativo dell'utente chiamato, per mezzo dell'algoritmo seguente, ottenuto dal Numero di Utente selezionato (UN):
Identificativo individuale chiamato = IBI + UN - 20
Le stringhe selezionate a due cifre nel campo tra 90 e 99 compresi saranno usate per chiamate di gruppo di utenti nella stessa flotta.
L'apparato d'utente fara' riferimento al proprio identificativo di gruppo di base (GBI) e generera' l'identificativo del gruppo chiamato, per mezzo dell'algoritmo seguente, ottenuto dal numero di gruppo selezionato (GN): Identificativo di gruppo chiamato = GBI + GN
- 90
I numeri di gruppo a due cifre e i numeri di unita' a tre cifre possono essere usati nella stessa flotta.
L'unita' verifichera' che i numeri selezionati UN o GN non siano maggiori del valore massimo assegnato durante la personalizzazione della rete.
Nota: I numeri da 00 a 02, da 07 a 09 e da 10 a 19 non sono specificati. Per usare i numeri da 03 a 06, far riferimento alla sezione 8.2.5.
8.2.4.3. Stringhe selezionate a tre cifre (obbligatorie)
Le stringhe selezionate a tre cifre nel campo da 200 a 899 compresi saranno usate per chiamare unita' appartenenti alla stessa flotta.
L'unita' fara' riferimento al suo identificativo di base individuale (IBI) e generera' l'identificativo dell'utente chiamato usando l'algoritmo seguente, ottenuto dal Numero di apparato selezionato (UN):
Identificativo individuale chiamato = IBI + UN - 200
Le stringhe selezionate a tre cifre nel campo 900 e 998 compresi devono essere usate per chiamate di gruppo di apparati della stessa flotta. L'apparato fara' riferimento al proprio identificativo di gruppo di base (GBI) e generera' l'identificativo del gruppo chiamato usando il seguente algoritmo, ottenuto dal numero di gruppo selezionato (GN): Identificativo di gruppo chiamato = GBI + GN - 900 I numeri di gruppo a tre cifre e i numeri di unita' a due cifre possono essere usati all'interno della stessa flotta.
L'unita' verifichera' che i numeri UN o GN selezionati non siano superiori al valore massimo assegnato durante la personalizzazione della rete.
Nota: I numeri da 000 a 099 non sono specificati. Certi numeri compresi tra 100 e 199 e il numero 999 sono usati per le chiamate per assistenza (facoltativo - ved. sezione 8.2.7).
8.2.4.4. Stringhe selezionate a quattro cifre (facoltative)
Le stringhe di selezione a 4 cifre nel campo da 1000 a 8999 vengono usate per accedere a PABX, vedere 8.2.5.
Altre stringhe di selezione a quattro cifre non sono specificate.
8.2.4.5. Stringhe selezionate a cinque cifre. Prima cifra 2 o 9 (facoltative)
Le stringhe selezionate a cinque cifre con prima cifra 2 o 9 possono essere usate per effettuare chiamate tra flotte individuali o di gruppo. Se si devono effettuare entrambi i tipi di chiamata, si raccomanda di adottare convenzionalmente 2 per le chiamate normali e 9 per le chiamate di gruppo. La manipolazione della stringa selezionata dipende dalla lunghezza del numero di unita' dell'utente chiamato. La prima parte della stringa selezionata forma un "codice di instradamento" che individua la flotta a cui appartiene l'unita' chiamata. Se il numero dell'unita' chiamata e' di 2 cifre, il codice sara' di 3 cifre. Se il numero dell'unita' chiamata e' di 3 cifre, il codice sara' di 2 cifre. L'unita' conterra' una tabella di riferimento (campo di traduzione) in cui il "codice di instradamento" viene convertito in FN (o nel suo indirizzo corrispondente) adeguato all'unita' chiamata. La tabella conterra' anche i dati relativi al punto di separazione tra il "codice di instradamento" e il numero dell'unita' e indichera' se la chiamata e' rivolta all'indirizzo di un gruppo. Questi ultimi dati saranno usati prima di accettare un comando per impostare RQS o RQE; FLAG1 = "1" in una chiamata di gruppo.
es. per una chiamata individuale (RC UN): 28 789(cancelletto)
28 e' tradotto dall'unita', per esempio, nell'indirizzo di base della
flotta: 34/936
Il prefisso e' usato direttamente e l'IDENT chiamato, 1525, viene calcolato con l'algoritmo:
ID = IBI - 200 + UN
1525 = 936 - 200 + 789
Seguira', secondo i casi, una chiamata con prefisso comune o una chiamata con indirizzamento esteso.
Per una chiamata ad un gruppo (RC GN): 984 98(cancelletto)
984 e' tradotto, per esempio, nell'indirizzo di base di gruppo:
34/5936
Il prefisso e' usato direttamente e l'IDENT chiamato, 5944, e' calcolato usando l'algoritmo:
ID = GBI - 90 + GN
5944 = 5936 - 90 + 98
Seguira', secondo i casi, una chiamata con prefisso comune o una chiamata ad indirizzamento esteso.
Nota: Non sono specificate le stringhe selezionate di questa lunghezza che iniziano con 1.
Le stringhe selezionate che hanno come cifre iniziali 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 0 sono usate per le chiamate a PABX.
8.2.4.6. Stringhe selezionate a sei cifre. Prima cifra da 2 a 6 (obbligatorie)
Una stringa selezionata a sei cifre con la prima cifra compresa tra 2 e 6 sara' usata per le chiamate tra flotte, purche' la chiamata avvenga tra unita' che hanno un prefisso comune. Le prime quattro cifre costituiscono il numero di flotta (FN) dell'utente chiamato, da cui l'unita' creera' un identificativo di base.
BI = 2 (FN - 2000)
Usando l'identificativo di base creato e il resto della stringa selezionata come numero di unita' (UN), l'unita' crea una chiamata con prefisso comune usando le procedure specificate nel para.
8.2.4.2.
Identificativo individuale chiamato = BI + UN - 20
Le chiamate di gruppo, che sono identificabili dalla quinta cifra che e' 9, sono gestite analogamente.
Identificativo del gruppo chiamato = BI + GN - 90
Deve essere possibile eliminare le chiamate di gruppo tra flotte durante la caratterizzazione dell'unita'.
Nota: Le stringhe selezionate di questa lunghezza che iniziano con 0, 7 e 8 vengono usate per chiamate a PABX.
Le stringhe selezionate di questa lunghezza che iniziano con 1 non sono specificate.
8.2.4.7. Stringa selezionata a 7 cifre. Prima cifra da 2 a 6 (obbligatorie)
Una stringa selezionata a sette cifre con la prima cifra compresa tra 2 e 6 sara' usata per le chiamate tra flotte, purche' la chiamata avvenga tra unita' aventi un prefisso comune. Le prime quattro cifre costituiscono il numero di flotta (FN) dell'utente chiamato, da cui l'unita' creera' un identificativo di base.
BI = 2 (FN - 2000)
Usando l'identificativo di base creato e il resto della stringa selezionata come numero di unita' (UN), l'unita' crea una chiamata con prefisso comune attuando le procedure descritte nel paragrafo 8.2.4.3.
Identificativo individuale chiamato = BI + UN - 200
Le chiamate di gruppo, che sono identificabili dal 9 usato come quinta cifra, sono gestite analogamente.
Identificativo di gruppo chiamato = BI + GN - 900
Grazie alla personalizzazione dell'unita', sara' possibile interdire le chiamate di gruppo tra flotte.
Nota: Le stringhe selezionate di questa lunghezza che iniziano con 0, 7 e 8 vengono usate per chiamate a PABX.
Le stringhe selezionate di questa lunghezza, che comincino con 1, non sono specificate.
8.2.4.8. Stringhe selezionate ad otto cifre. Prima cifra 1 (Funzione per il tecnico - facoltativa)
Quando e' attivata la funzione per il tecnico, le stringhe selezionate ad 8 cifre dove: la prima cifra e' 1, le cifre da 2 a 4 sono nel campo 000 e 127 e le cifre da 5 a 8 nel campo da 0001 a 8100, inoltreranno una chiamata ad un indirizzo con rappresentazione decimale delle ultime sette cifre della stringa selezionata.
La stringa selezionata avra' la forma seguente:
1 PFIX IDENT
es. 1 012 0246
L'unita' trasformera' le rappresentazioni decimali selezionate del prefisso e dell'identificativo nei loro equivalenti binari e usera' questi ultimi per trasmettere una parola singola di codice indirizzo, oppure una richiesta di chiamata ad indirizzamento esteso, a secondo di cosa sta appropriato all'indirizzo proprio dell'unita' radio.
Va notato che, nonostante gli indirizzi siano scritti in forma 12/246, bisognera' comporre i primi zero, ottenendo quindi: 012 0246.
Gli identificativi superiori a 8100 saranno bloccati per impedire chiamate agli indirizzi di gateway che possano causare condizioni potenziali di errore.
8.2.4.9. Stringhe selezionate a nove cifre. Prima cifra 2 o 3 (obbligatorie)
Una stringa selezionata a nove cifre dove la prima cifra e' 2 o 3 sara' usata per chiamate fra flotte, quando la chiamata si verifica tra unita' che abbiano prefissi diversi. Le prime tre cifre costituiscono il Prefisso del Numero (NP) dell'utente chiamato, da cui l'unita' creera' un prefisso (PFIX).
PFIX = NP - 200
Il resto della stringa selezionata sara' manipolato come descritto nel paragrafo 8.2.4.6. Una chiamata ad indirizzamento esteso sara' inviata a IPFIXI e l'unita' rispondera' ad un AHYC con un SAMIS che conterra' l'indirizzo dell'utente chiamato (__9.2.2.1__). L'unita' tratterra' il Prefisso del Numero se questo corrispondera' al Prefisso del Numero proprio dell'unita' e ricorrera' ad una chiamata a prefisso unico, con parola codice ad indirizzo selettivo.
8.2.4.10. Stringhe selezionate a dieci cifre. Prima cifra 2 o 3 (obbligatoria)
Una stringa selezionata a dieci cifre, dove le prime cifre sono 2 o 3, sara' usata per le chiamate interne alla flotta in cui la chiamata avviene tra unita' con prefissi diversi. Le prime tre cifre sono il Prefisso del Numero dell'utente chiamato (NP), da cui l'unita' creera' un prefisso (PFIX).
PFIX = NP - 200
Il resto della stringa selezionata sara' manipolato come specificato nel paragrafo 8.2.4.7. Una chiamata ad indirizzamento esteso sara' effettuata verso IPFIXI e l'unita' rispondera' ad un AHYC con un SAMIS, contenente l'indirizzo dell'utente chiamato (__9.2.2.1__).
L'unita' tratterra' il Prefisso del Numero se corrisponde a quello proprio dell'unita' e ricorrera' ad una chiamata a prefisso comune, con parola codice ad indirizzo selettivo.
Nota: Le stringhe selezionate di questa lunghezza iniziano con 0; non sono specificate altre prime cifre.
8.2.5. Numerazione PABX (facoltativa)
In Parte 1a, Tomo 2 e' permesso all'unita' radio di trasmettere numeri tra 0 e 8191 con EXT = '1' in una chiamata con una singola parola codice d'indirizzamento RQS o RQE; cio' per indicare che l'identita' chiamata e' un numero d'estensione su un PABX associato all'unita' radio che chiama (__5.5.3.1.1.__). FLAG 1 e FLAG 2 vengono usate per selezionare un PABX, da un massimo di 4. Il TSC inoltra il numero selezionato al PABX scelto. Le procedure di indirizzamento estese si richiedono tramite l'accesso PABXI per chiamate dirette alle derivazioni di centralini che impiegano 5 o piu' cifre, o a reti di PABX piu' ampie.
La maggior parte dei PABX usano stringhe selezionate di lunghezza fissa, la cui cifra iniziale e' uguale o piu' grande di 1. In questo modo, il massimo campo di numeri che si puo' incontrare e che si puo' adattare in una chiamata a singola parola di codice d'indirizzamento va da 1000 a 8999. Tuttavia, questo campo puo' essere utilizzato solamente interponendo un offset nella richiesta trasmessa dall'unita' chiamante. Tale offset viene rimosso dal TSC. L'offset e' 1000; in questo modo per i numeri di estensione EXTN nel campo 1000 - 8999 l'unita' invia da 0 a 7999 in IDENT1.
IDENT1 = DS - 1000
Per le chiamate ai PABX con stringhe selezionate la cui lunghezza e' inferiore alle quattro cifre, si devono inserire cifre fittizie nella posizione delle cifre iniziali (perche' vengano descritte come codici di chiamata nell'indirizzario dell'utente) per portare la lunghezza della stringa selezionata a quattro cifre. I valori consigliati sono 7, 77, etc. Codici differenti possono essere usati per instradare chiamate a differenti centralini di derivazione, su accordo tra l'operatore di rete e l'utente PABX. Stringhe selezionate piu' corte su PABX con lunghezza di numerazione mista possono essere trattate nella stessa maniera.
Se si richiede accesso ad un piccolo gruppo di centralini di derivazione (un massimo di quattro), allora FLAG1 e FLAG2 devono essere impostati nella parola di codice di indirizzo RQS o RQE, per indicare a quale centralino compete l'estensione di chiamata. Gli indicatori vengono impostati nell'unita' radio, usando una cifra iniziale prima del numero d'estensione, che, in questo modo, richiede all'utente di selezionare una stringa di cinque cifre.
Per accedere a reti di PABX piu' ampie si usano procedure di indirizzamento estese. Queste sono impostate selezionando stringhe lunghe da 5 a 8 cifre e usando particolari cifre iniziali.
8.2.5.1. Stringhe selezionate con una singola cifra
Per chiamare un operatore PABX, l'unita' deve essere predisposta per chiamare l'identificativo 8000, con EXT = '1' FLAG1 = '0' e FLAG2 = '0', quando si seleziona lo '0'.
8.2.5.2. Stringhe selezionate con due cifre
Una stringa selezionata a due cifre, entro il campo di 03 - 06, sara' usata per selezionare uno dei quattro diversi operatori delle centrali di derivazione. L'unita' radio sara' settata per chiamare l'identificativo 8000 con EXT = '1', FLAG1 e FLAG2 impostate secondo la seguente tabella:
FLAG1 FLAG2
03 '0' '0'
04 '0' '1'
05 '1' '0'
06 '1' '1'
8.2.5.3 Stringhe selezionate con tre cifre
Le stringhe selezionate a tre cifre non vengono usate per chiamate PABX.
8.2.5.4 Stringhe selezionate a quattro cifre
L'unita' radio accettera' qualsiasi stringa selezionata a quattro cifre come una chiamata al PABX e impostera' l'indicatore EXT a '1'.
FLAG1 e FLAG2 verranno settate a '0'. Il numero di estensione selezionato (EXTN) sara' diminuito di 1000 e cio' che risultera' sara' trasmesso come l'identificativo chiamato (ved. 8.2.5).
IDENT = EXTN - 1000
8.2.5.5 Stringhe selezionate a 5 cifre. Cifre iniziali da 3 a 6
Le stringhe selezionate a 5 cifre con cifra iniziale da 3 a 6 si comportano in modo analogo alle stringhe selezionate a 4 cifre, ma l'unita' radio impostera' FLAG1 e FLAG2 in RQS o RQE, o EXCHANGE in SAMIS, secondo la seguente tabella:
Cifre iniziali FLAG1 FLAG2 EXCHANGE (SAMIS)
||5.5.3.1.1|| ||5.6.1.2.2||
3 '0' '0' '00'
4 '0' '1' '01'
5 '1' '0' '10'
6 '1' '1' '11'
Avendo usato la cifra iniziale nella stringa selezionata a cinque cifre per settare FLAG1 e FLAG2, l'unita' radio interpretera' le restanti quattro cifre come e' descritto in 8.2.5.4.
8.2.5.6 Stringhe selezionate da 5 a 7 cifre. Cifre iniziali 0, 7 o 8 Le stringhe selezionate da 5 a 7 cifre, la cui cifra iniziale e' 0, 7 o 8 saranno usate per inviare una chiamata verso PABXI. Alla ricezione di un Mode 1 AHYC con IDENT1 = PABXI e DESC = '010', l'unita' rispondera' con un SAMIS contenente DESC = '010' e con l'intera stringa selezionata che occupa i blocchi BCD comincianti con BCD1. I blocchi inutilizzati devono essere riempiti con NULL.
Nota: Le stringhe selezionate a cinque cifre con iniziali 2 o 9 sono usate per chiamate inter-flotta e la cifra iniziale 1 non viene specificata.
8.2.5.7 Stringhe selezionate con 8 o 9 cifre. Cifre iniziali 7 o 8
Le stringhe selezionate ad otto o nove cifre con cifre iniziali 7 o 8 faranno si che l'unita' radio invii una chiamata PABXI. Quando riceve un Mode 1 AHYC con IDENT1 = PABXI e DESC = '010', l'unita' radio rispondera' con un SAMIS contenente DESC = '010' e con l'intera stringa selezionata che occupera' i blocchi BCD comincianti con BCD1.
Quando la lunghezza della stringa selezionata e' di 8 cifre, il blocco inutilizzato sara' riempito con NULL.
8.2.6.
Paragrafo intenzionalmente vuoto.
8.2.7. Servizi di rete per l'operatore (chiamate a 3 cifre) (facoltative)
Le stringhe selezionate a tre cifre contenute nella tabella seguente saranno usate per chiamare i servizi della rete. La tabella seguente elenca le stringhe da comporre e gli identificativi speciali nei quali saranno trasformate dall'unita'.
Stringa Identificativo Stringa Identificativo
selezionata speciale selezionata speciale
100 8170 161 8176
111 8171 171 8177
121 8172 181 8178
131 8173 191 8179
141 8174 999 8180
151 8175
Figura 8.4 Tabella di identificativi speciali per i servizi per
l'operatore
999(cancelletto) indichera' un messaggio di richiesta di chiamata RQE.
8.2.8. Modificazioni di chiamata e controllo dell'unita' radio
Le chiamate per conversazione vengono modificate in altri tipi di chiamata e le funzioni dell'unita' radio sono controllate con stringhe selezionate che iniziano con * o (cancelletto). La presente sezione definisce i codici che influiscono direttamente sulle parole codice di indirizzo definite nella Parte 1a, Sezione 2. Altre funzioni che l'unita' dovra' eseguire possono utilizzare codici di tipo simile; comunque la scelta del codice e dell'implementazione spettano al costruttore dell'unita'.
I codici che modificano una chiamata precedono il numero selezionato e sono separati dal numero usando il tasto *. Di regola, i codici che modificano una funzione tra due stati avviano lo stato facendo cominciare il codice con *, e ripristinano lo stato con lo stesso codice, che comincera' questa volta con (cancelletto).
Il tasto (cancelletto) e' usato sempre per segnalare la fine dell'attivita' di selezione, tranne nel caso in cui l'unita' stia segnalando una chiamata in arrivo.
es. - per inoltrare una chiamata prioritaria ad un'unita', selezionare *8 *234(cancelletto)
- per fare una chiamata di gruppo per conferenza, selezionare *1 *923(cancelletto)
Come nel caso delle funzioni relative alla tastiera numerica, qualunque codice di funzione puo' anche essere assegnato a particolari tasti funzione, che eseguono le stesse azioni dei codici, ma richiedono la pressione di un unico tasto.
8.2.8.1. Avvio della chiamata
8.2.8.1.1. Selezione abbreviata (facoltativa)
I codici per la trasformazione del TSC di identificativi speciali avranno la forma seguente:
**nn(cancelletto)
nn sara' compreso tra 1 e un limite superiore specificato dal gestore della rete, comunque non superiore a 49. nn sara' trasformato dall'unita' radio in un identificativo speciale usando l'algoritmo seguente:
Identificativo = 8120 + nn
8.2.8.1.2. Chiamata ALLI: Codice *1987(cancelletto) (facoltativo)
L'unita' inviera' una chiamata all'identificativo speciale 8191 (__4__).
8.2.8.2. Modificatori di chiamata (facoltativi)
8.2.8.2.1. Chiamate da unita' di dispaccio e di stato
Carica la coda dell'unita' di dispaccio: Codice *0.
L'unita' radio inoltrera' una chiamata RQQ (STATUS = 0) al numero selezionato. L'unita' radio potra' avere per riferimento un numero prefissato, qualora non venga selezionato un numero. Cio' significa che l'unita' puo' inoltrare una chiamata RQQ ad un indirizzo che e' gia' programmato nell'unita', premendo il tasto (cancelletto) immediatamente dopo il codice (__5.5.3.1.7__).
Abbandona la coda dell'unita' di dispaccio: Codice (cancelletto)0.
Il terminale radio inoltrera' una chiamata RQQ (STATUS = '31') al numero selezionato. Esso puo' assumere come coda l'ultima selezionata se non viene selezionato alcun numero (__5.5.3.1.7__).
Invia lo stato: Codice *Onn
L'unita' radio inoltrera' una chiamata RQQ (STATUS = 'nn') al numero selezionato. L'unita' radio potra' riferirsi ad un numero prefissato, qualora non venga selezionato un numero. Cio' significa che l'unita' puo' inoltrare una chiamata RQQ ad un indirizzo che e' gia' programmato nell'unita', premendo il tasto (cancelletto) immediatamente dopo il codice. nn e' un codice ad una o a due cifre senza lo O iniziale e sara' compreso tra 1 e 30 (__5.5.3.1.7__).
8.2.8.2.2. Funzione di gruppo conferenza/Diffusione
Le unita' che ricevono chiamate di gruppo possono permettere all'utente di rispondere all'utente chiamante (conferenza), oppure l'apparato puo' inibire le risposte (diffusione) al momento della ricezione di un messaggio di mantenimento sul canale di traffico.
L'unita' che origina la chiamata invia un RQS (FLAG1 = '1') o un RQE (FLAG1 = '1') per far si' che le unita' chiamate non possono parlare.
L'unita' chiamante impostera' soltanto il FLAG1 a '1' se l'indirizzo chiamato e' un indirizzo di gruppo (__5.5.3.1.1__).
8.2.8.2.2.1. Codice *1 di chiamata per conferenza
*1 imposta RQS o RQE, FLAG1 a '0'.
8.2.8.2.2.2. Codice *11 di chiamata per diffusione
*11 imposta RQS o RQE, FLAG 1 su '1'
8.2.8.2.3. Funzioni dati
Tutti i codici che iniziano con *2 saranno definiti in un secondo tempo.
In questa sezione si specifica *31. Tutti gli altri codici che iniziano con *3 saranno definiti in seguito.
8.2.8.2.3.1. Dati non prescritti. Codice *31
*31 imposta RQS (DT = '1') o RQE (D = '1') come richiesto (__5.5.3.1.1__). Questo codice richiede un collegamento audio trasparente punto-punto da parte della rete. L'utente fornisce l'apparecchiatura per la comunicazione dati (DCE) come terminazione del percorso audio. I trasduttori acustici dell'unita' radio sono disattivati e il collegamento audio al DCE viene abilitato quando si riceve il GTC. I messaggi di mantenimento della chiamata vengono disattivati, a meno che il gestore della rete non disponga altrimenti.
8.2.8.2.4. Codice *8 per Chiamata prioritaria
L'unita' radio inoltrera' una chiamata RQS (LEVEL = '0') verso il numero selezionato (__5.5.3.1.5__). L'utente puo' selezionare, e l'unita' lo accettera', qualsiasi ulteriore modificatore adeguato che impostera' altri bit nella parola di codice indirizzo dell'RQS.
L'ulteriore modificatore sara' selezionato con primo carattere *, per esempio, *1, *11, *32. Il codice fungera' inoltre con codici di selezione abbreviati, che inizieranno con **.
8.2.8.2.5. Codice *9 per Chiamata di emergenza = (__10.2__)
L'unita' radio inoltrera' una chiamata RQE al numero selezionato (__5.5.3.1.5__). L'unita' radio puo' avere come default un numero prefissato, se non viene selezionato un numero. Cioe', l'unita' puo' inoltrare una chiamata RQE ad un indirizzo che e' programmato nell'unita', premendo il tasto (cancelletto) immediatamente dopo il codice. L'utente puo' selezionare, e l'unita' lo accettera', qualsiasi ulteriore modificatore adeguato che impostera' gli altri bit nella parola di codice indirizzo in RQE. L'ulteriore modificatore sara' selezionato con primo carattere *, per esempio, *1, *11, *32.
Il codice fungera' inoltre con codici di selezione abbreviati, che inizieranno con **.
Il modo speciale di emergenza (FLAG2 = '1') (__10.2__) e' ottenuto selezionando una stringa aggiuntiva dopo *9. Se la prima cifra nella stringa aggiuntiva si trova nel campo da 1 a 4, allora FLAG1 e D sono impostati secondo la tabella seguente:
Cifra FLAG1 D
1 '0' '0'
2 '0' '1'
3 '1' '0'
4 '1' '1'
Le cifre restanti sono la rappresentazione decimale del numero di 13 bit che viene inviato in IDENT1. Gli zero iniziali che si ottengono dalla conversione da numero binario a decimale non saranno selezionati.
Se la prima ed unica cifra nella stringa aggiuntiva e' 9, l'unita' si aspetta di ricevere un'ingresso da un'unita' esterna per impostare FLAG1, D e IDENT1.
es. *91(cancelletto) pone tutti i bit a '0'
*923(cancelletto) pone D a '1', FLAG1 su '0' e IDENT1 su
'0000000000011'
Il TSC gestisce la RQE ricevuta secondo quanto predisposto con l'utente o con il gestore. Non saranno accettati altri modificatori di chiamata o numeri di utente chiamato da parte dell'unita' per quanto riguarda questa funzione.
999(cancelletto) inoltrera' una chiamata RQE senza che sia necessario digitare *9.
8.2.8.3. Unita' radio o controllo di rete (facoltativo)
L'unita' radio puo' essere dotato di uno o piu' programmi che permettano di controllare completamente le chiamate e per modificare il comportamento dell'unita' al momento della ricezione delle chiamate in arrivo, ecc. Le funzioni in relazione con la Parte 1a, Sezione 2, comprendono la deviazione della chiamata, il rifiuto di interrogazioni di chiamate entranti, ecc.
8.2.8.3.1. Deviazione per le chiamate proprie: Codice *41n (__12.2__) *41 provochera' l'invio da parte dell'unita' radio di una RQT (DIV = '0', FLAG1 = '0', FLAG2 = '0') al TSC (__5.5.3.1.4__). La RQT ordina al TSC di offrire il numero che e' stato selezionato dopo il codice a qualunque chiamante che stia cercando di effettuare una chiamata all'unita' radio di partenza, come destinazione alternativa della chiamata. Il numero a cui devono essere deviate le chiamate, che segue il codice, sara' qualunque numero che l'utente sia in grado di selezionare per una normale chiamata per conversazione (RQS). Se non viene selezionato alcun numero dopo il codice, l'unita' trasmettera' una richiesta di deviazione.
Se n non e' selezionato, tutti i tipi di chiamata vengono deviati.
RQT, SD saranno impostati a '00'.
Se n = 1, vengono deviate soltanto le chiamate per conversazione.
RQT, SD saranno impostati a '01'.
Se n = 2, vengono trasferite soltanto le chiamate dati. RQT, SD saranno impostati a '10'.
es. *41 *234(cancelletto) devia tutti i tipi di chiamata verso l'unita' 234 appartenente alla stessa flotta dell'unita' che ha originato la deviazione.
*411 *3456(cancelletto) devia le chiamate per conversazione alla terminazione 3456 del PABX associato alla flotta dell'utente che ha generato la deviazione.
Quando, per la richiesta di deviazione di chiamata, si selezionano i numeri di unita' che, normalmente, porterebbero ad una singola parola di codice indirizzo, questi verranno inviati come IDENT1 in una RQT.
Quando, per la richiesta di deviazione di chiamata, si selezionano i numeri di unita' che, normalmente, porterebbero ad una chiamata ad indirizzamento esteso, questi verranno inviati in una RQT con IPFIXI in IDENT1. Il numero selezionato sara' inviato in una SAMIS (DESC = '000') in PARAMETERS1, in risposta ad una AHYC con le stesse informazioni di indirizzo contenute nella RQT di origine.
Quando le chiamate ai numeri d'estensione PABX che normalmente risulterebbero in una singola parola codice d'indirizzamento sono inserite come richiesta di deviazione di chiamata, esse saranno inviate come un RQT con PABXI in IDENT1 e il numero selezionato sara' inviato in un SAMIS (DESC = '010', SP = '1'). EXCHANGE sara' settato a '00' per chiamate di quattro cifre e sara' impostato come elencato nella tabella 8.2.5.5. per chiamate a cinque cifre. Il numero selezionato viene manipolato dall'algoritmo usato per creare IDENT1 in RQS e RQE ed e' trasmesso a Number. Il SAMIS e' inviato in risposta per un AHYC con la stessa informazione di indirizzamento contenuta nel RQT originante.
Quando i numeri d'estensione chiamati che normalmente risulterebbero in una chiamata di indirizzamento estesa sono inseriti come richiesta di deviazione di chiamata, essi saranno inviati come RQT con PABXI in IDENT1 e il numero selezionato sara' inviato in un SAMIS (DESC = '010', SP = '0'), con i blocchi BCD riempiti nello stesso modo che per una normale chiamata (8.2.5.7). Il SAMIS e' inviato in risposta ad un AHYC con la stessa informazione di indirizzamento contenuta nel RQT originante.
8.2.8.3.2. Annulla Deviazione chiamate proprie:
Codice (cancelletto)41(cancelletto)
Dopo essere stata selezionata, l'unita' radio inviera' una RQT al TSC per istruirlo a cancellare lo stato di deviazione delle chiamate.
Se n non viene selezionato, tutti i tipi di chiamata smetteranno di essere deviati. RQT (SD = '0')
Se n = 1, non saranno piu' deviate soltanto le chiamate per conversazione. RQT (SD = '01')
Se n = 2, non saranno piu' trasferite soltanto le chiamate dati. RQT (SD = '10')
L'annullamento della condizione di deviazione fa si' che l'unita' ra- dio trasmetta RQT (DIV = '1', FLAG1 = FLAG2 = '0') con IDENT1 = IDENT2 (l'indirizzo proprio dell'unita' di origine).
8.2.8.3.3. Deviazione di chiamate per terzi utenti = Codice *44n
*44n e' seguito dal numero del terzo utente le cui chiamate devono essere deviate, oltre che della destinazione della deviazione.
*44n fara' si' che l'unita' radio invii RQT (DIV = '0', FLAG1 = '0', FLAG2 = '1') al TSC.
L'unita' RQT ordina al TSC di offrire la destinazione della chiamata a qualsiasi chiamante che stia tentando di inoltrare una chiamata ad un numero di un terzo utente, quale destinazione alternativa per la chiamata stessa. Il numero verso il quale vanno trasferite le chiamate sara' qualunque numero selezionato dall'utente per una normale chiamata per conversazione (RQS).
Se vengono selezionati meno di due numeri dopo il codice, l'unita' non trasmettera' la richiesta di deviazione della chiamata.
Se n non viene selezionato, tutti i tipi di chiamata vengono deviati.
RQT, SD sara' impostato su '00'
Se n = 1, saranno deviate soltanto le chiamate per conversazione.
RQT, SD sara' posto su '01'.
Se n = 2, saranno deviate soltanto le chiamate dati. RQT, SD sara' posto su '10'.
es: *442 *234 * 432(cancelletto). Le chiamate dati inviate all'unita' 234 che appartiene alla stessa flotta dell'unita' di origine della deviazione saranno dirette verso l'unita' 432, appartenente alla stessa flotta.
*441 *234 *3456(cancelletto) Le chiamate per conversazione dirette all'unita' 234 che appartiene alla stessa flotta dell'unita' d'origine della deviazione saranno dirette all'estensione 3456 nel PABX associato con la flotta dell'unita' d'origine della deviazione.
I metodi di invio dei dati relativi alla deviazione sono specificati nel paragrafo 8.2.8.3.1. Inoltre, l'indirizzo bloccato del terzo utente e' inviato come risposta ad una AHYC con IDENT1 = DIVERTI, PFIX/IDENT2 = indirizzo dell'unita' richiedente, DESC = '000', SLOTS = '01'. Non e' definito l'ordine in cui sono inviate le due AHYC.
8.2.8.3.4. Annulla le deviazioni di chiamate diutenti terzi: Codice (cancelletto)44n
Questo codice e' seguito dal numero del terzo le cui chiamate vengono attualmente deviate.
L'unita' radio inviera' una RQT al TSC per ordinargli di annullare lo stato di deviazione per l'utente terzo. Se non viene selezionato un numero dopo il codice, l'unita' non trasmettera' una richiesta di annullamento della deviazione.
Se n non viene selezionato, tutti i tipi di chiamata smetteranno di essere deviate. RQT, SD sara' impostato su '00'
Se n = 1, smetteranno di essere deviate soltanto le chiamate per conversazione. RQT, SD sara' posto su '01'.
Se n = 2, smetteranno di essere deviate soltanto le chiamate dati.
RQT, SD sara' posto su '10'.
es: (cancelletto)441 *234(cancelletto) permette all'unita' 234 che appartiene alla stessa flotta dell'unita' di origine della richiesta di chiamata di ricevere chiamate per conversazione dirette all'unita'.
L'annullamento della condizione di deviazione fa si' che l'unita' ra- dio trasmetta RQT (DIV = '1', FLAG1 = FLAG2 = '0') con IDENT1 = identificatore dell'utente terzo, oppure IPFIXI e IDENT2 = indirizzo proprio dell'unita' richiedente. Se IDENT1 = IPFIXI, l'indirizzo completo dell'utente terzo viene trasmesso in una SAMIS (DESC = '000') in PARAMETERS1, in risposta ad una AHYC con IDENT1 = IPFIXI.
8.2.8.3.5. Annulla deviazioni entranti: Codice (cancelletto)45n(cancelletto)
Questo codice fa si' che l'unita' radio invii un RQT al TSC per ordinargli di annullare qualsiasi stato di deviazione che possa dirigere le chiamate verso l'unita' radio di origine. L'annullamento delle deviazioni entranti fa si' che l'unita' radio trasmetta RQT (DIV = '1', FLAG1 = FLAG2 0 '0') con IDENT1 = DIVERTI.
Se n non viene selezionato, tutti i tipi di chiamata smetteranno di essere deviati. RQT, SD sara' impostato su '00'
Se n = 1, smetteranno di essere deviate soltanto le chiamate per conversazione. RQT, SD sara' posto su '01'.
Se n = 2, smetteranno di essere deviate soltanto le chiamate dati.
RQT, SD sara' posto su '10'.
8.2.8.3.6. Metti in coda le chiamate in arrivo: codice *48(cancelletto)
Questo codice fa si' che l'unita' radio risponda a AHY (D = '0') con ACKB (QUAL = '0') (__9.1.1.5__) e ponga i dettagli della chiamata in una coda di chiamate. La selezione di questo stato annullera' qualunque messaggio "Non disturbare" inserito in precedenza (8.2.8.3.8) in accordo ai messaggi AHY (D = '0').
8.2.8.3.7. Annulla l'accodamento delle chiamate in arrivo: Codice (cancelletto) 48(cancelletto)
Questo codice fa si' che l'unita' radio cessi di accodare le chiamate e riconosca tutti i messaggi AHY (D = '0') con il tipo di riconoscimento adeguato allo stato di funzionamento dell'unita' radio (__9.1.1.5__)
8.2.8.3.8. Non disturbare = codice *49(cancelletto)
Questo codice fa si' che l'unita' radio riconosca tutti i messaggi AHY con ACKV (QUAL = '1'), bloccando cosi' la chiamata (__9.1.1.5__).
Se n non viene selezionato, l'unita' rispondera' ACKV (QUAL = '1') a tutti gli AHY verso l'unita'. D puo' essere '0' o '1'.
Se n = 1, l'unita' rispondera' ACKV (QUAL = '1') agli AHY verso l'unita', quando D e' posto su '0' (chiamate per conversazione)
Se n = 2, l'unita' rispondera' ACKV (QUAL = '1') agli AHY verso l'unita', quando D e' posto su '1' (chiamate dati).
8.2.8.3.9. Annulla Non disturbare = codice (cancelletto)49n(cancelletto)
Questo codice fa si' che l'unita' radio riconosca tutti i messaggi AHY ricorrendo a qualsiasi tipo di riconoscimento appropriato allo stato di funzionamento dell'unita' radio (__9.1.1.5__).
Se n non viene selezionato, l'unita' smettera' di rispondere ACKV (QUAL = '1') a tutti gli AHY verso l'unita'. D puo' essere '0' o '1'.
Se n = 1, l'unita' smettera' di rispondere ACKV (QUAL = '1') agli AHY verso l'unita', quando D e' posto su '0' (chiamate per conversazione).
Se n = 2, l'unita' smettera' di rispondere ACKV (QUAL = '1') ai relativi AHY verso l'unita', quando D e' posto su '1' (chiamate dati).
8.2.8.4. Controllo dell'unita' radio (obbligatorio)
L'unita' sara' dotata di programmi comandati tramite tastiera che le permetteranno di abbandonare tentativi di chiamata, di liberare le chiamate e di accettare le chiamate in arrivo (ved. sezione 8.3.3). 8.2.8.4.1 Abbandona l'inoltro chiamata: Completa la chiamata: Codice *(cancelletto)
*(cancelletto) puo' essere selezionato dopo che cifre ed un terminatore sono stati inseriti sulla tastiera. Se l'unita' radio non ha trasmesso una richiesta di chiamata, essa abbandonera' la chiamata e ritornera' allo stato di riposo sul canale di controllo.
Se l'unita' radio ha iniziato ad impostare una chiamata, essa trasmettera' una richiesta di cancellazione della chiamata (RQX) (__9.1.1.8__).
Se si seleziona *(cancelletto) mentre l'unita' si trova su una canale di traffico, l'unita' radio terminera' la chiamata trasmettendo MAINT (OPER = '011') la' dove e' in accordo al suo stato di chiamata (__9.2.3.5__).
Se si seleziona *(cancelletto) mentre l'unita' radio sta indicando un insuccesso della chiamata o la fine della stessa, tramite una segnalazione di funzionamento continua, allora l'unita' radio cancellera' questa segnalazione.
Note:
1. *(cancelletto) puo' anche essere usato per abbandonare inserimenti errati sulla tastiera.
2. Se *(cancelletto) viene selezionato dopo che l'indicazione di "sgancio" e' stata inviata al TSC per ricevere una chiamata entrante, ma prima che l'unita' radio riceva GTC, allora l'unita' radio puo' trasmettere una indicazione di "aggancio" RQQ (STATUS=31) al TSCI (__5.5.3.17__).
8.2.8.4.2. Accettazione di chiamata entrante: Codice (cancelletto) (solo per lo stato di funzionamento di Allerta)
Se (cancelletto) e' selezionato quando l'unita' radio sta segnalando all'utente una chiamata in arrivo, l'unita' radio inviera' RQQ (STA- TUS = 0) al TSCI. In condizione di Attenzione il tasto (cancelletto) non viene usato come terminatore di una stringa selezionata. Una chiamata in arrivo causera' l'abbandono di un tentativo di selezione che non termini con un terminatore di stringa (__5.5.3.1.7__).
8.2.9. Sommario delle regole di numerazione (Note)
Stringhe selezionate ad una cifra (z). Non definite. Utilizzo proposto:
Z 0 Operatore del PABX (Identificativo 8000)
Z 1-9 Unita' di dispaccio (Identificativo cercato
nell'unita')
Stringhe selezionate a due cifre (YZ).
Y 0 Operatore PABX nel gruppo di commutazione, EXT='1'
Z 3-6 Numero di accesso PABX per la centrale come
definito nei numeri a 5 cifre sottoriportati
(Identificativo 8000 con gli indicatori 1 e 2
settate in modo opportuno)
YZ 20-89 Numero individuale
YZ 90-99 Numero di gruppo
Stringhe selezionate a tre cifre (XYZ)
X 1 Servizi di rete per l'operatore
YZ 00 (Identificativo 8170)
11 (Identificativo 8171)
21 (Identificativo 8172)
31 (Identificativo 8173)
41 (Identificativo 8174)
51 (Identificativo 8175)
61 (Identificativo 8176)
71 (Identificativo 8177)
81 (Identificativo 8178)
91 (Identificativo 8179)
XYZ 200-899 chiamate individuali nella flotta
999 Operatore in caso di emergenza (Identific. 8180)
X 9 chiamata di gruppo
YZ 00-98 Numero di gruppo
Stringhe selezionate a quattro cifre (WXYZ)
WXYZ 1000-8999 Chiamate con una singola parola di a
indirizzo a PABX singoli, associati. EXT = '1'.
FLAG 1 e 2 a '0'.
Stringhe selezionate a cinque cifre (VWXYZ)
V 2, 9 Accessoabbreviato in una flotta di grando
dimensioni
W 0, 9 Codice di instradamento
XYZ 200-998 Numero individuale o di gruppo
WX 00-99 Codice di instradamento
YZ 20-99 Numero individuale o di gruppo
V 3-6 Numero di accesso PABX per chiamate con singola
parola d'indirizzo (il valore imposta FLAG 1 e 2),
EXT = '1'
WXYZ 1000-8999 Numero d'estensione PABX
V 0, 7 o 8 Numero di accesso rete PABX (protocollo di
indirizzamento esteso) (PABXI)
WXYZ NNNN Cifre di instradamento verso PABX e relativo
numero di estensione
Stringhe selezionate a sei cifre (UVWXYZ)
UVWZ 2001-6050 Numero di flotta
YZ 20-99 Numero individuale o di gruppo
U 0, 7 o 8 Numero di accesso rete PABX (PABXI)
VWXYZ NNNNN Cifre per instradamento PABX e numeri di
estensione
Stringhe selezionate a sette cifre (TUVWXYZ)
TUVW 2001-6050 Numero di flotta
XYZ 200-998 Numero individuale o di gruppo
T 0, 7 o 8 Numero di accesso rete PABX (PABXI)
UVWXYZ NNNNNN Cifre di instradamento PABX e numero di estensione Stringhe selezionate a otto cifre (STUVWXYZ)
S 1 Accesso unicamente ai manutentori
TUV 000-127 Trasporre l'inserimento da tastiera informa
binaria e inviare PFIX come parte della chiamata inter-prefisso
WXYZ 0001-8100 Trasporre l'inserimento da tastiera informa
binaria e inviare IDENT1 come parte della chiamata
inter-prefisso
S 7 o 8 Numero di accesso rete PABX (PABXI)
TUVWXYZ NNNNNNN Cifre di instradamento PABX e numero di
estensione
Stringhe selezionate a nove cifre (RSTUVWXYZ)
RST 200-327 Prefisso del numero
UVWXYZ Per avere dettagli, far riferimento ai numeri a
sei cifre, numeri inter-flotta
R 7 o 8 Numero di accesso rete PABX (PABXI)
STUVWXYZ NNNNNNNN Cifre di instradamento PABX e numero di
estensione
Stringhe selezionate a dieci cifre (PRSTUVWXYZ)
PRS 200-327 Prefisso del numero
TUVWXYZ Per avere dettagli, far riferimento ai numeri a
sette cifre, numeri di flotta.
8.2.10. Sommario dei codici di controllo
**nn Codici di selezione abbreviati
nn = da 1 a 15: da non usare
nn = da 16 a 49. Selezione abbreviata specificata dal manutentore
della linea
*(cancelletto) Abbandono dell'inoltro di chiamata, completamento
della chiamata
*0 Coda all'unita' di dispaccio
*Onn Stato 'nn' all'unita' di dispaccio
*1 Chiamata per teleconferenza
*11 Chiamata per diffusione
*2 Tutti i codici che iniziano con *2 sono ancora da definire
*3 Tutti i codici che iniziano con *3 sono ancora da definire, ad
accezione di *31
*31 Chiamata dati non prescritti
Selezionando 'n' nei codici seguenti, la funzione si limitera' alle chiamate per conversazione se n = 1, oppure alle chiamate dati se n = 2.
*41n Deviazione delle chiamate proprie, cioe' delle chiamate rivolte verso l'origine della deviazione
*44n Deviazioni delle chiamate per terzi, cioe' delle chiamate
dirette verso un utente definito
*48 Accoda le chiamate in arrivo (solo per conversazione)
*49n Non disturbare
*8 Chiamata prioritaria
*9 Chiamata di emergenza, RQE
*9xxx(cancelletto) Funzione speciale di emergenza concordata con il gestore della rete
(cancelletto) Fine della stringa selezionata, accetta la chiamata se l'unita' radio la sta segnalando
(cancelletto)0 Abbandona la coda all'unita' di dispaccio
(cancelletto)41n Annulla la deviazione chiamata proprie, cioe' permette le chiamate verso il terminale per il quale vigeva precedentemente la deviazione.
(cancelletto)44n Annulla la deviazione delle chiamate verso un utente terzo, cioe' permette le chiamate verso l'utente terzo specificato per cui vigeva precedentemente la deviazione di chiamata.
(cancelletto)45n Annulla le deviazioni in arrivo.
(cancelletto)48 Annulla l'accodamento delle chiamate in arrivo (solo chiamate per conversazione)
(cancelletto)49n Annulla il messaggio Non disturbare
8.2.11. Glossario dei termini specifici della Sezione 8.2
Identificativo di base: Il valore minore dell'identificativo
assegnato ad una "flotta" di unita'
Blocco: Assegnazione di identificativi contigui ad una "flotta"
utenti
Stringa selezionata: Numeri selezionati da un chiamante sulla tastiera della sua unita' radio per chiamare un altro utente. Si utilizza la pre-selezione e la fine della stringa selezionata e' indicata selezionando (cancelletto)
Flotta: Tutti o una parte dei veicoli dell'utente muniti di unita' radio; questi richiedono una comunicazione diretta tra gli utenti per mezzo di una selezione a due o a tre cifre.
Numero di flotta: Le cifre selezionate che identificano il "blocco" di identificazione della flotta che contiene l'unita' chiamata (le cifre che vanno da 4 a 7 nel "Numero di rete"). In relazione diretta con l'"Identificativo di Base della flotta".
Numero individuale di flotta: Un "Numero di Flotta" attraverso il quale possono essere effettuate chiamate verso unita' distinte.
Numero di gruppo della flotta: Un "Numero di flotta" attraverso il quale possono essere effettuate chiamate verso gruppi di unita'.
Identificativo di base di gruppo: Il valore minore dell'identificativo assegnato ad una "flotta" di unita' per gli
indirizzi di gruppo
Identificativo di gruppo: Identificativo usato per chiamare un gruppo
di utenti
Numero di gruppo: L'ultimo gruppo di cifre del "Numero di gruppo della rete", che identifica il gruppo di unita' all'interno della "flotta". Posto in relazione con l'"Identificativo di Gruppo" attraverso l'"Identificativo di base di gruppo".
Individuale selettivo: Identificativo usato per chiamare un singolo utente.
Numero di rete: Il numero con cui e' possibile identificare una unita' o un gruppo all'interno di un direttorio. Questo numero e' selezionato interamente o in parte da un utente che desideri comunicare con l'utente o gli utenti identificati. E' composto dal "Prefisso del numero", dal "Numero di flotta" e dal "Numero di unita'".
Numero individuale di rete: Il numero che identifica una unita' singola in una "flotta".
Numero di gruppo della rete: Il numero che identifica un gruppo di unita' in una "flotta".
Prefisso del numero: Le prime tre cifre del "Numero di rete". Posto direttamente in relazione con il prefisso.
Numero di unita': L'ultimo gruppo di cifre del "Numero individuale di rete", che identifica l'unita' nella "flotta". Posto in relazione con l'"identificativo selettivo" attraverso l'"identificativo di base della flotta".
all. 1 - art. 1
8.3. "Pronto per il controllo della comunicazione"
8.3.1. Approntamento per la comunicazione
Nella norma di segnalazione in Parte 1a, Sezione 2, i termini "sganciamento" e "riagganciamento" indicano che l'utente e' pronto per la comunicazione. Questi termini sono stati usati per fare un parallelo che la rete telefonica fissa, dove, togliendo il ricevitore dal supporto, si e' pronti per la comunicazione (sganciamento).
Quando il ricevitore e' appoggiato sulsupporto, si supponeche l'utente non sia pronto per la comunicazione.
E' necessario avere un'indicazione del fatto che un utente e' pronto per la chiamata allo scopo di permettere le funzioni seguenti.
a. per permettere all'utente di ordinare all'unita' radio di tentare di trasmettere una richiesta di chiamata per l'indirizzo di un utente chiamato indicato da una preselezione o da altri sistemi (sganciamento dell'utente chiamante);
b. nei sistemi in cui la procedura di chiamata e' totalmente via ra- dio, per permettere all'utente di indicare all'unita' radio di essere pronto ad accettare una chiamata in arrivo (sganciamento dell'utente chiamato). Questa funzione non e' applicabile alle chiamate a gruppi.
c. Per permettere all'utente di ordinare all'unita' radio di tentare di annullare una richiesta precedente durante la fase di inoltro della chiamata, oppure per richiedere l'abbandono di una chiamata in corso (sganciamento dell'utente chiamante).
d. Per permettere all'utente di ordinare all'unita' radio di tentare di annullare l'istruzione di sganciamento di un utente chiamato durante la fase di inoltro della chiamata, oppure di richiedere l'abbandono di una chiamata in corso (riagganciamento dell'utente chiamato).
e. Per permettere all'utente di annullare qualunque segnalazione di funzionamento generata dall'unita' radio in seguito ad un tentativo di chiamata fallito (riagganciamento dell'utente chiamante o chiamato).
Per comodita', queste funzioni sono considerate eseguibili con un unico comando che dovrebbe poter essere attivato su tutte le unita' radio, nonostante sia possibile usare piu' di un comando a questo fine. Tale comando, o gruppo di comandi, e' chiamato "Comando di approntamento alla comunicazione" (RFCC).
Il comando RFCC deve indicare all'unita' se l'utente e' pronto, allo scopo di avviare queste funzioni. Analogamente, l'utente non potra' predisporre il comando RFCC per effettuare lo sgancio, se tale non e' realmente lo stato dell'utente stesso.
8.3.2. Forma del comando di approntamento alla comunicazione
La presente specifica non intende limitare senza motivo la possibilita' di progettazione delle unita' radio. Quindi, non vi sono prescrizioni relativamente alla forma fisica del comando RFCC.
Tuttavia, vengono presentate di seguito alcune osservazioni generali che dovrebbero essere di ausilio al progettista di unita' radio.
La mancata richiesta dell'abbandono del canale di traffico alla fine della comunicazione e', potenzialmente, una causa grave di spreco di tempo di impegno del canale. E' preferibile utilizzare dispositivi RFCC che non si affidino unicamente al comportamento dell'utente.
E' preferibile scegliere dispositivi RFCC progettati per permettere l'accettazione delle chiamate in arrivo totalmente via radio, anche quando l'utente non si e' comportato correttamente l'abbandono delle chiamate precedenti (per esempio, un'unita' rimasta sganciata in seguito ad una chiamata precedente dovrebbe essere in grado di segnalare una transizione dallo stato di riagganciamento a quello di sganciamento per una nuova chiamata in arrivo).
Un progetto che utilizzi un supporto ricevitore normale non e' generalmente applicabile alle unita' portatili e potrebbe non essere la soluzione migliore in molte altre applicazioni.
La progettazione del dispositivo RFCC dovrebbe considerare debitamente gli effetti del funzionamento normale dal punto di vista della sicurezza stradale.
8.3.3. Requisiti di comando
Il comando, o il gruppo di comandi RFCC permettera' all'utente di segnalare quanto segue all'unita' radio, che prendera' i provvedimenti necessari stabiliti in questa specifica:
- una istruzione di richiesta di chiamata verso l'indirizzo di un utente chiamato, indicato attraverso la preselezione, oppure in altro
modo; "avvio di richiesta di chiamata"
- un'istruzione di risposta dall'utente chiamato, in seguito alla
ricezione di AHY (CHECK = '1'); "risposta dell'utente chiamato"
(ved. Parte 1a, Sezione 2, sezione 13.1.2.1)
- un'istruzione di abbandono della chiamata per una chiamata individuale cui partecipa l'utente; "richiesta di fine chiamata";
(ved. Parte 1a, Sezione 2, sezione 9.2.3.5)
- un'istruzione di annullamento della chiamata dell'utente chiamante in qualunque momento prima della ricezione di un messaggio GTC relativo alla chiamata richiesta;
"annullamento inoltro chiamata" (ved. Parte 1a, Sezione 2, sezione 9.2.1.7)
- un'istruzione verso un'unita' radio, che indichi la mancata chiamata o la fine di questa con una segnalazione di funzionamento continua, per annullare questa segnalazione; "annulla segnalazione" (ved. 8.1).
I comandi, o i gruppi di comandi, RFCC possono inoltre permettere all'utente di segnalare quanto segue all'unita' radio:
- un'istruzione di rifiuto di una chiamata in arrivo; "rifiuto di chiamata in arrivo" (ved. Parte 1a, Sezione 2, sezione 13.1.2.1)
- un'istruzione di annullamento dello stato di sganciamento dell'utente chiamato segnalato in precedenza; "annulla la risposta dell'utente chiamato" (ved. Parte 1a, Sezione 2, sezione 13.1.2.6).
9. ACQUISIZIONE E TENUTA DEL CANALE DI CONTROLLO
9.1. Introduzione
Se non assegnata ad un canale di traffico (anche immediatamente dopo l'accensione), l'unita' radio tentera' di trovare un canale di controllo adeguato alla rete selezionata. Questa necessita', il comportamento delle unita' radio durante la loro permanenza su un canale di controllo e le circostanze che portano alla ricerca di un nuovo canale di controllo sono gli argomenti trattati nel paragrafo __6.2.1__ della parte 1a, Sezione 2. Tuttavia, le normative di protocollo ivi riportate designano aree in cui possono essere specificati i requisiti dipendenti dal sistema, in particolare:
- il metodo con cui un'unita' radio ricerca un adeguato canale di
controllo
- i criteri che devono essere soddisfatti da una canale di controllo affinche' esso sia considerato adeguato dall'unita' radio
- regole aggiuntive, oltre quelle specificate nel paragrafo __6.2.1.2__, per ritornare alle procedure di acquisizione del canale di controllo.
Questa sezione della specifica di interfaccia radio riguarda questi requisiti dipendenti dal sistema.
I metodi specificati in questa sezione permettono ai progettisti di reti multiaccesso di scegliere varie strategie per il canale di controllo, tra cui:
- canali di controllo dedicati
- canali di controllo dedicati con ripartizione del carico
- canali di controllo a divisione di tempo
- canali di controllo non dedicati.
Questi metodi possono far si' che l'unita' radio si trovi in condizioni diverse per quanto riguarda il canale di controllo, tra cui:
- ricezione di un canale di controllo che e' sottoposto a interruzioni a breve termine (canali di controllo a divisione di tempo).
- che sia sottoposta ad interruzioni a lungo termine della ricezione del canale di controllo, durante le quali l'unita' radio non riesce a ricevere un canale di controllo adeguato (canali di controllo non dedicati, o che escono dal campo dei canali di controllo della rete).
- che si trovi in un luogo dove e' possibile ricevere piu' di un canale di controllo dalla rete selezionata, per cui l'unita' deve effettuare una scelta.
- che debba abbandonare il canale di controllo, per permettere di usarlo come canale di traffico (canali di controllo non dedicati).
- che debba abbandonare, oppure che venga impedito l'accesso ad un canale di controllo, in seguito ad una soluzione di ripartizione carico della rete.
Le procedure specificate in questa sezione sono state definite il meno possibile per ricoprire tutti questi tipi di situazioni, nonostante la diversita' di condizioni operative richieste dalle di- verse situazioni necessiti di qualche limitazione nella tolleranza, per poter ottenere una efficiente operativita'. In particolare, va sottolineato che una strategia che si basi su canali di controllo non dedicati potrebbe essere non efficiente in una situazione multi-sito, dove l'unita' radio deve effettuare una scansione su molti canali; tuttavia questa tecnica potrebbe essere adeguata per piccole reti che utilizzano pochi canali.
Le procedure sono state messe a punto anche in modo che l'unita' ra- dio riesca a conservare il canale di controllo attuale il piu' a lungo possibile, coerentemente con le necessita' di un servizio di qualita' per l'utente. Inoltre, un'unita' radio che cerchi un nuovo canale di controllo, e' orientata verso sistemi in modo che la registrazione non sia necessaria. Queste due caratteristiche delle procedure sono volte a minimizzare il carico dei canali di controllo.
9.2. Requisiti di memoria dell'unita' radio
9.2.1. Requisiti di memoria obbligatoria
Per seguire le procedure specificate nel presente paragrafo, l'unita' radio fornira' la memoria seguente, in relazione alla rete selezionata:
a. Memoria di sola lettura:
i. la categoria di controllo dell'unita' radio per la rete selezionata (ved. 9.5.2). Solo una categoria di controllo sara' memorizzata con riferimento ad una rete.
ii. i numeri di canale (CHAN) applicabili ad una "normale sequenza di scansione" per la rete selezionata (ved. 9.3.3.6). L'unita' radio potra' abilitare fino ad un massimo di 32 valori per il numero di canale, definendo il dominio della "normale sequenza di scansione" da memorizzare, e fissera' qualunque valore di numero di canale da 1 a 32, secondo la quantita' di numeri di canali presenti nella memoria di sola lettura (cio' e' possibile memorizzando, come parametro separato, il numero di canali nella "sequenza di scansione normale", oppure usando il numero di canale zero come valore nullo nelle posizioni non utilizzate della memoria di 32 valori). Per ogni numero di canale memorizzato, l'unita' radio terra' un archivio per cui sapra' se, su un determinato numero di canale, e' possibile incontrare un canale di controllo a divisione di tempo oppure no.
iii. i numeri di canale minimo e massimo (CHAN) che possono essere usati dalla rete selezionata.
iv. dati di autorizzazione all'acquisizione per la rete selezionata (ved. 9.3.4.2.3.)
v. un indicatore per la soppressione della "sequenza completa di scansione" per la rete selezionata (ved. 9.3.3.5).
b. Nella memoria di lettura e scrittura, che sara' protetta dagli effetti dello spegnimento dell'unita' radio oppure dell'asportazione della sorgente di alimentazione dall'unita' radio in modo che i dati contenuti nella memoria non verranno danneggiati per almeno 120 ore dopo tale evento:
i. un valore del sottocampo AREA di un codice di identificazione di sistema ricevuto (oppure un valore NULL), relativo al tentativo di registrazione piu' recente sulla rete selezionata. Cio' sara' conforme alle procedure di registrazione specificate nel paragrafo 10.
Nota: I dati possono essere conservati in una memoria di lettura e scrittura non protetta durante il funzionamento, e possono essere trasferiti alla memoria protetta allo spegnimento o in seguito ad azioni equivalenti.
L'unita' radio rifiutera' eventuali dati mantenuti nella memoria di lettura e scrittura non protetta, a meno che la loro validita' non sia ragionevolmente assicurata.
c. Nella memoria di lettura e scrittura:
i. il numero di canale (CHAN) del canale di controllo su cui e' attualmente confermata l'unita' radio, oppure, se questa non e' confermata attualmente su un canale di controllo, ma e' stata confermata su uno di questi dopo l'accensione, il numero del canale di controllo su cui e' stata confermata piu' recentemente.
ii. (NA-1) valori del sottocampo AREA dei codici di identificazione di sistema ricevuti (o valori NULL), relativi ai tentativi di registrazione su un minimo di 8 archivi di registrazioni negate, in conformita' con le procedure di registrazione specificate nella sezione 10.
9.2.2. Requisiti di memoria facoltativa
Inoltre, l'unita' radio puo' soddisfare i seguenti requisiti di memoria:
a. nella memoria di lettura e scrittura:
i. il numero di canale (CHAN), l'indicatore a divisione di tempo (TSI) e il codice di identificazione del sistema (SYS) contenuti in qualsiasi messaggio BCAST (SYSDEF = '00000') (comunica il canale di controllo) ricevuto dalla rete selezionata (ved. 9.3.3.4).
ii. il numero di canale (CHAN) e il codice di identificazione di sistema (SYS) contenuti in qualunque messaggio BCAST (SYSDEF = '00001') (ritira canale di controllo) ricevuto dalla rete selezionata
(ved. 9.3.3.4)
iii. il numero di canale (CHAN), l'indicatore a divisione di tempo (TSI) e il numero seriale della sede adiacente (ADJSITE), eventualmente anche con il codice identificativo di sistema (SYS), contenuti in qualsiasi messaggio BCAST (SYSDEF = '00100') (trasmette il numero del canale di controllo del sito adiacente) e in qualunque messaggio BCAST (SYSDEF = '00101) (vote now advice) ricevuto dalla rete selezionata. Se l'unita' radio ha esaminato i canali annunciati, il livello del segnale del nuovo canale puo' essere registrato (ved.
9.3.3.3. e 9.3.3.6).
Nota: poiche' i dati relativi alla rete selezionata e memorizzati come a) i+ iii possono essere modificati da successivi messaggi BCAST, si consiglia di eliminare questi dati in un momento qualsiasi dopo lo spegnimento dell'unita' radio e prima del suo approntamento al servizio dopo essere stata riaccesa. Per questo scopo, il cambio della rete selezionata avviato dall'utente dovrebbe essere considerato analogo allo spegnimento dell'unita'.
iv. il numero di canale (CHAN) del canale di controllo su cui l'unita' radio e' stata confermata per l'ultima volta per ciascuna area di registrazione per la quale si e' effettuata una registrazione nella memoria di lettura e scrittura delle unita' radio. Se attualmente l'unita' radio e' confermata su un canale di controllo, allora e' questo canale ad essere considerato come quello in cui essa e' stata confermata per l'ultima.
b. nella memoria di sola lettura:
i. il numero di canale (CHAN) di un numero non specificato di canali che non sono utilizzati dalla rete selezionata e che, quindi, possono essere tralasciati nella "sequenza completa di scansione" (ved. 9.3.3.5).
9.3. Procedure di acquisizione del canale di controllo
9.3.1. Ingresso nelle procedure di acquisizione del canale di
controllo
Le procedure di acquisizione del canale di controllo permettono ad una unita' radio che non e' assegnata ad un canale di traffico di tentare di selezionare un canale di controllo. L'acquisizione del canale di controllo e' una procedura che consiste nella scansione dei canali di controllo possibili e nel cercare di confermare l'eventuale idoneita' di questi canali all'acquisizione.
L'unita' radio avviera' le procedure di acquisizione del canale di controllo descritte in questa sezione, nelle circostanza seguenti:
- immediatamente dopo l'accensione o dopo un cambiamento di rete
selezionata avviato dall'utente
- quando ha abbandonato l'attuale canale di controllo, secondo le
procedure obbligatorie specificate nella sezione 9.4
- quando ha ricevuto un messaggio di CLEAR su un canale di traffico (ved. __9.2.3.8__)
- quando ha inviato messaggi di scollegamento (MAINT (OPER = '011')) o ha esaurito un tempo limite su un canale di traffico (ved. __9.2.3.5__ e __9.2.3.6__)
- quando ha ricevuto un messaggio di mantenimento della chiamata MAINT (OPER = '110') su un canale di traffico che richiede la liberazione del canale stesso (ved. __9.2.3.7__).
Inoltre, l'unita' radio puo' avviare le procedure di acquisizione del canale di controllo nelle condizioni seguenti:
- quando l'unita' radio ha esaurito il tempo limite in un tentativo di accesso casuale dovuto al raggiungimento di un NR o di un NE, oppure al superamento di un TC (ved. __7.3.8__)
- quando l'unita' radio ha ricevuto un messaggio di "sovraccarico del sistema" (ACKX (QUAL = '1')) in seguito all'invio di un messaggio di richiesta di accesso causale, diverso da RQR
- in qualsiasi momento, mentre l'unita' radio si trova nel modo di funzionamento di riserva, per permetterle di raggiungere un canale di controllo alternativo. Le procedure che l'unita' radio deve adottare per questa opzione, comprese l'entrata e l'uscita dalle procedure di scansione, non sono specificate. Quindi, non vengono descritte insieme alle sequenze di scansione del para. 9.3.3.
Comunque, durante le procedure di acquisizione del canale di controllo, l'unita' radio silenzia l'audio ricevuto e non trasmettera'.
9.3.2. Sensibilita' del ricevitore durante l'acquisizione del canale di controllo
L'unita' radio non cerchera' di diventare attiva su qualunque canale per il quale il livello di segnale ricevuto sia inferiore alla soglia di acquisizione specificata.
La soglia di acquisizione L.2. sara' impostata ad un livello di segnale compreso nel campo che va da -88 dBm a -106 dBm all'ingresso del ricevitore.
Il livello all'interno di questo campo deve essere determinato dal costruttore e deve essere impostato sul valore piu' basso possibile, conforme alla tolleranza di fabbricazione raggiungibile e alla stabilita' di aggiustamento in condizioni di servizio. Quando l'unita' radio e' impostata ad una soglia di acquisizione L.2. o superiore, non deve confermare il canale finche' la soglia L.2. non viene superata continuativamente per almeno 100ms. Tale intervallo di tempo deve essere idoneo per ricevere una parola di codice di sistema di canale di controllo decodificabile con il valore del campo SYS selezionato per la verifica (vedi 9.3.4.2.1).
L.0. sara' posta ad un livello determinato dal costruttore dell'unita', permettendo il completamento della scansione il piu' rapidamente possibile, per esempio rifiutando i canali sui quali il segnale ricevuto non e' adeguato per rivelare i dati.
L'unita' radio portatile puo' operare con una singola soglia di acquisizione L.1. che sara' impostata per un livello di segnale di -98 dBm (piu' o meno) 6 dB all'ingresso del ricevitore. L'unita' ra- dio non confermera' il canale finche' la soglia L.1. viene continuativamente superata per un minimo di 100 ms. Tale intervallo di tempo deve essere idoneo per ricevere una parola di codice di sistema di canale di controllo decodificabile con il valore del campo SYS selezionato per la verifica (vedere 9.3.4.2.1).
9.3.3. Procedure di scansione del canale di controllo
9.3.3.1. Introduzione
Allo scopo di trovare e di acquisire un canale di controllo trasmesso dalla rete selezionata, l'unita' radio deve eseguire la scansione delle frequenze dei possibili canali di controllo uscenti, fino a localizzare e confermare un canale adeguato. Questa scansione puo' comportare una serie di sequenze, che dipendono dalle circostanze stesse della scansione. Queste sequenze di scansione sono descritte in questa sezione - alcune scansioni sono obbligatorie come specificate, altre sono obbligatorie con procedure facoltative, e un esempio di quest'ultima categoria puo' essere eliminato attraverso la personalizzazione dell'unita' radio.
Le fasi della Procedura di Scansione del Canale di Controllo descritte sono:
a. "Recupero della sequenza di un canale di controllo" o "Sequenze per scansione di un singolo canale". Sono entrambe obbligatorie limitate ad un numero di canale singolo.
Il "Recupero della sequenza di un canale di controllo" permette ad un'unita' radio, dopo un periodo di attivita' su un canale di traffico, di recuperare il canale di controllo su cui e' stata confermata per l'ultima volta prima dell'attivita' sul canale di traffico.
La "sequenza di scansione su canale singolo" e' utilizzata quando il TSC dirige l'unita' radio verso un particolare canale di controllo (indicato da un valore di campo CONT in un messaggio MOVE o CLEAR), oppure, quando cerca di riprendere il canale di controllo dopo un periodo di inattivita' sulla rete selezionata (cio' e' dovuto allo spegnimento oppure ad un cambiamento della rete selezionata avviato dall'utente, quando i dettagli del numero di canale confermato per ultimo sono stati mantenuti dall'unita' radio in conformita' con 9.2.1).
b. "Sequenza di scansione preferenziale". E' una sequenza di scansione obbligatoria, con procedure facoltative, che comprende tutti i numeri di canale che potrebbero essere utilizzati come canali di controllo dalla rete selezionata, ma non permette all'unita' radio di acquisire, un canale di controllo che richieda la registrazione.
Le procedure facoltative sono volte principalmente a migliorare l'efficienza della sequenza di scansione, permettendo all'unita' ra- dio di campionare per prima i canali su cui ha attualmente portato a buon fine una registrazione e poi i canali di controllo trasmessi dalle stazioni radio base vicine (come viene dedotto dai messaggi trasmessi dalla rete selezionata). Inoltre, le procedure facoltative permettono di aumentare o di diminuire la dimensione della sequenza di scansione, sulla base dei messaggi trasmessi dalla rete selezionata.
c. "Sequenza di scansione normale". Una sequenza di scansione obbligatoria, con procedure facoltative, che comprende tutti i numeri di canale che potrebbero essere usati come canali di controllo dalla rete selezionata e permette all'unita' radio di acquisire un canale di controllo, anche se dovesse verificarsi la necessita' di registrazione. Le procedure facoltative permettono di aumentare o di diminuire la dimensione della sequenza di scansione, sulla base dei messaggi di diffusione ricevuti dalla rete selezionata.
d. "Sequenza di scansione completa". Sequenza di scansione obbligatoria, che puo' essere eliminata, per la rete selezionata, attraverso la personalizzazione dell'unita' radio. Comprende tutti i numeri di canale possibili usati dalla rete, compreso quelli che generalmente sono usati soltanto come canali di traffico. Questa sequenza di scansione permette di acquisire i canali di controllo anche con numeri di canale che normalmente non si utilizzano per questo scopo (in situazioni di riconfigurazione di emergenza, per esempio). Una procedura facoltativa permette di sospendere temporaneamente la "sequenza di scansione completa", in favore della "sequenza di scansione normale".
Quando "recupera un canale di controllo" o esegue una "sequenza di ricerca su canale singolo", la sequenza di scansione si considera completa se l'unita' radio si e' sintonizzata direttamente sul canale radio, e se sono state eseguite le corrette procedure di conferma specificate nel paragrafo 9.3.4.
Altre sequenze di scansione comportano la scansione attraverso numeri di canali adeguati alla sequenza di scansione. La scansione viene eseguita in una o piu' fasi. Per ciascuna fase di scansione, l'unita' radio fissera' la soglia di acquisizione del ricevitore ad un dato livello, ed esaminera' eventuali segnali ricevuti sui canali campionati che superano tale soglia. L'unita' radio applichera' quindi le verifiche per la conferma del canale di controllo descritti nel para. 9.3.4 (la "procedura di conferma del canale di controllo").
La sequenza di scansione puo' essere considerata completa se:
- si trova un canale che supera le verifiche per la conferma del canale di controllo descritti nel para. 9.3.4. La sequenza di scansione e' completata con successo.
- tutti i numeri di canale compresi nella sequenza di scansione sono stati verificati, a tutti i livelli adeguati di soglia di acquisizione, senza pero' trovare un canale che superi le prove di conferma del canale di controllo del para. 9.3.4. La sequenza di scansione e' considerata completata con insuccesso.
L'unita' radio eseguira' le sequenze di scansione nell'ordine descritto in questa sezione. Se una sequenza di scansione viene completata con insuccesso, l'unita' radio avviera' la sequenza di scansione successiva, La sequenza finale e' la "sequenza di scansione completa". Questa non puo' essere completata con insuccesso. La radio restera' in tale sequenza di scansione fino a quando non verra' confermato un canale di controllo. Tuttavia, le condizioni qui descritte possono essere non rispettate nei casi seguenti:
- la "sequenza di scansione completa" puo' essere soppressa con la personalizzazione dell'unita' radio relativa ad una rete (ved.
9.3.3.5)
- un'unita' radio che si trova in una "sequenza di scansione completa puo' scegliere di eseguire sequenze di scansione completa di qualunque altro tipo, ritornando poi alla "sequenza di scansione completa" qualora non riesca a confermare un canale di controllo adeguato (ved. 9.3.3.5)
- un'unita' radio funzionante nel modo di riserva, che stia cercando un canale di controllo alternativo immediatamente dopo aver ricevuto un ALHF sull'ultimo canale di controllo confermato, e che non riesca a trovare e a confermare un canale di controllo nel modo di funzionamento normale durante la scansione (devono essere completate tutte le sequenze di scansione prescritte), ritornera' al suo canale nel modo di riserva e tentera' di confermare quest'ultimo.
- un'unita' radio che si trovi nel modo di funzionamento di riserva ed e' su un canale di riserva e che scelga di cominciare la scansione del canale di controllo, puo' farlo in modo non prescritto (ved. 13.5).
Quando una fase di scansione riguarda piu' di un canale, non viene specificato l'ordine nel quale sono campionati i canali. Tuttavia, per evitare che vi sia una ricorrenza verso certi canali, le unita' radio assicureranno un grado di casualita' nell'ordine in cui sono campionati i canali.
- eseguendo la scansione dei numeri dei canali in sequenza (es. dal numero minimo al numero massimo), ma cominciando la fase di scansione
in una posizione casuale nella sequenza dei numeri dei canali
- oppure eseguendo la scansione dei numeri dei canali in modo casuale - oppure con qualunque altro metodo casuale.
Le procedure obbligatorie definite in questa specifica sono volte a fornire un'ampia gamma di metodi che verranno impiegati per la progettazione delle unita' radio.
Le procedure obbligatorie specificate sono il requisito minimo delle unita' radio. L'utilizzo di altre procedure non e' pribito, purche' esse siano compatibili con quelle obbligatorie. Va notato che, per esempio, un'unita' radio che trova un canale che supera le prove di conferma del canale di controllo specificate nel para. 9.3.4 puo' continuare la scansione, nella speranza di trovare un canale di controllo alternativo con un livello del segnale ricevuto piu' alto.
Inoltre, le unita' radio non possono limitare le procedure di scansione ai livelli specificati di soglia di sensibilita' del ricevitore e possono eseguire altre scansioni ad altri livelli.
Eseguendo le procedure di scansione descritte in questo paragrafo, le unita' radio possono campionare qualunque segnale ricevuto, ottenuto sintonizzandosi su qualsiasi frequenza richiesta dall'applicazione delle procedure. Si ritiene che cio' possa comportare il campionamento di canali di uso privato o di canali usati dalle reti commerciali, diversi dalla rete selezionata. Cio' a condizione che l'unita' radio permettera' che qualunque informazione riservata ricevuta durante le procedure di scansione sia resa disponibile all'utente; inoltre, non trasmettera' mai durante le procedure di scansione.
9.3.3.2. Indirizzamento verso un canale di controllo
In alcune circostanze, l'unita' radio puo' ricevere ordini dal TSC riguardanti il numero del canale di controllo su cui l'unita' radio dovrebbe cercare la conferma. Oppure, l'ordine puo' essere implicito nel protocollo. Vengono specificate due procedure. La procedura utilizzata dall'unita' radio dipendera' dalle circostanze dell'ordine impartito relativamente al numero di canale di controllo.
9.3.3.2.1. Recupero della sequenza di un canale di controllo
Durante il "recupero di un canale di controllo", l'unita' radio si risintonizzera' sul numero del canale di controllo su cui e' stata confermata l'ultima volta, indipendentemente dall'area di registrazione, cosi' come e' stato registrato nella memoria di lettura e scrittura (ved. 9.2). L'unita' radio sara' in grado di ricevere sul canale di controllo uscente entro 35 ms dagli eventi seguenti:
- la fine di qualsiasi messaggio CLEAR in cui il valore del campo CHAN e' uguale al numero di canale del canale di traffico su cui e' stato ricevuto il messaggio, il campo REVS e' pari a '101010101010' e il valore del campo CONT e' 0 (ved. 11.5.5.4.3 e __9.2.3.8__)
- la fine dell'ultimo messaggio di scollegamento (MAINT (OPER = '011')) inviato dall'unita' radio su un canale di traffico, oppure la
fine del tempo limite TN
- la fine di un messaggio "pressel off" (MAINT (OPER = '001')) inviato dall'unita' radio su un canale di traffico in seguito alla fine del timeout TT, quando l'unita' radio non deve inviare messaggi di scollegamento (MAINT (OPER = '001')) (ved. __9.2.3.5__ e __9.2.3.6__)
- la fine di qualunque messaggio di mantenimento della chiamata (MAINT (OPER = '110')) ricevuto su un canale di traffico che soddisfa
le condizioni stabilite in ||9.2.3.7||
- l'attivazione, da parte dell'utente, del comando RFCC "richiesta di fine chiamata" (8.3.3), durante una chiamata di gruppo quando l'unita' radio non ha originato la chiamata (ved. ||9.2.3.5||)
Prima di confermare il canale di controllo, l'unita' radio verifichera' qualunque codice di identificazione di sistema ricevuto sul canale, in conformita' con le procedure definite in 9.3.4.2. Se il codice di identificazione del sistema non rispetta le procedure di verifica, la sequenza di scansione sara' considerata completata con insucesso. In caso di insuccesso della "sequenza di recupero del canale di controllo", l'unita' radio iniziera' la "sequenza di scansione preferenziale".
9.3.3.2.2. Sequenza di scansione del canale singolo
La "scansione di un canale singolo" verra' effettuata quando l'unita' radio e' inviata dal TSC verso un canale di controllo diverso da quello in cui e' stata confermata l'ultima volta, indipendentemente dall'area di registrazione, oppure quando viene accesa mentre ha ancora informazioni valide riguardanti l'attivita' precedente sulla rete selezionata, oppure quando l'utente avvia un cambiamento di rete selezionata e l'unita' radio conserva ancora informazioni valide sull'attivita' precedente nella nuova rete selezionata. Il ricevitore sara' sintonizzato per ricevere il canale assegnato entro 35 ms a partire da:
- la fine di qualsiasi messaggio CLEAR in cui il valore del campo CHAN e' uguale al numero di canale del canale di traffico su cui il messaggio e' stato ricevuto, il campo REVS e' pari a '101010101010' e il valore del campo CONT non e' 0 (ved. __5.5.4.3__ e __9.2.3.8__)
- la fine di qualunque messaggio MOVE applicabile all'unita' radio e in cui il valore del campo FIELD non sia 0 (ved. __7.4.2__).
Il ricevitore si sintonizzera' immediatamente sul canale assegnato dopo gli eventi seguenti, ma non sara' necessario che si trovi sul canale entro 35 ms:
- accensione dell'unita' radio, purche' l'unita' abbia un archivio valido del numero di canale su cui l'unita' radio e' stata confermata
piu' di recente
- il cambiamento della rete selezionata avviato dall'utente, purche' l'unita' radio conservi un archivio valido del numero di canale su cui l'unita' radio e' stata confermata per l'ultima volta sulla nuova rete selezionata.
Il canale assegnato sara':
- il numero di canale indicato nel campo CONT del messaggio CLEAR, quando CONT non e' uguale a O (ved. __5.5.4.3__)
oppure
- il numero di canale consevato nel campo CONT del messaggio MOVE, quando CONT non e' uguale a 0 (vedi __5.5.4.4)
oppure
- il numero di canale conservato nella memoria di lettura e scrittura dell'unita' radio come il canale di controllo su cui l'unita' e' stata confermata per l'ultima volta sulla rete selezionata.
L'unita' radio non effettuera' trasmissioni su un canale di controllo fino a quando non avra' confermato il canale, in conformita' con la procedura specificata nel paragrafo 9.3.4.
Se il canale di controllo non corrisponde ai criteri di conferma di canale, la sequenza di scansione sara' considerata completata con insuccesso. In caso di insuccesso della "sequenza di scansione di un canale singolo", l'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione preferenziale".
9.3.3.3. Sequenza di scansione preferenziale
La sequenza di scansione preferenziale e' obbligatoria e ha lo scopo di assicurare che un'unita' radio nella procedura di scansione acquisisca, ove possibile, un canale di controllo che contenga un sottocampo AREA nel campo SYS, che sia in relazione con un archivio di registrazione valida conservato dall'unita' radio. Analogamente, la "sequenza di scansione preferenziale" dovrebbe contribuire a ridurre il carico totale di messaggi di registrazione sulle reti.
Verra' eseguita una "fase di scansione preferenziale", almeno, con la soglia di acquisizione del ricevitore impostata ad un livello L.0.
(L.1. per un portatile con una singola soglia di acquisizione). Cio' riguardera' i canali di controllo conservati nella memoria di sola lettura dell'unita' radio, come nel caso di una "sequenza di scansione normale". L'unita' radio modifichera' la sequenza di scansione rispetto le informazioni conservate nella sua memoria di lettura/scrittura come segue:
- aggiungendo i numeri di canale ricevuti con messaggi BCAST (SYSDEF = '00000') provenienti dalla rete selezionata
- togliendo dalla sequenza di scansione i numeri di canale ricevuti con messaggi BCAST (SYSDEF = '00001') provenienti dalla rete
selezionata
- aggiungendo nella sequenza di scansione i numeri di canale ricevuti con messaggi BCAST (SYSDEF = '00100') provenienti dalla rete
selezionata
- aggiungendo nella sequenza di scansione i numeri di canale ricevuti con messaggi BCAST (SYSDEF = '00101') provenienti dalla rete
selezionata
- aggiungendo nella sequenza di scansione i numeri di canale su cui l'unita' radio e' stata confermata per l'ultima volta su un canale di controllo della rete selezionata, per ciascuna area di registrazione per cui si ha una registrazione completata con successo nella memoria di lettura e scrittura dell'unita' (ved. 9.2)
I numeri di canale che possono appartenere a piu' di una categoria tra quelle qui presentate saranno aggiunti soltanto una volta nella sequenza di scansione.
Un'unita' radio inserira' la "sequenza di scansione preferenziale" quando:
- si e' avuto l'insuccesso nel completamento di una "sequenza di
recupero di un canale di controllo"
- si e' avuto l'insuccesso nel completamento di una "sequenza di un scansione di canale singolo"
- l'unita' radio e' accesa e informazioni valide sull'attivita' precedente nella rete selezionata sono ancora conservate nella memoria di lettura e scrittura dell'unita' radio, ma queste informazioni non comprendono il numero di canale su cui l'unita' ra- dio e' stata confermata per l'ultima volta sulla rete selezionata (ved. 9.2.1)
- l'utente esegue un cambiamento nella rete selezionata e le informazioni valide riguardanti l'attivita' precedente sulla nuova rete selezionata sono ancora conservate nella memoria di lettura e scrittura delle unita' radio, ma queste informazioni non comprendono il numero di canale su cui l'unita' radio e' stata confermata per l'ultima volta sulla rete selezionata (ved. 9.2.1.)
- l'unita' radio ha abbandonato il suo attuale canale di controllo, a causa del mancato ricevimento di un codice di identificazione di sistema valido (SYS), in conformita' con le condizioni 9.4.1. b) e c).
- si riceve un messaggio Aloha oppure, in caso di unita' radio che sono attrezzate per usare un messaggio MARK, un messaggio MARK, in cui CHAN4 non corrisponde ai quattro bit meno significativi del numero di canale di controllo su cui il messaggio e' stato ricevuto, e non c'e corrispondenza anche nel messaggio Aloha o MARK decodificabile successivo (ved. __6.2.1.2__)
- l'unita' audio ha abbandonato il suo attuale canale di controllo, a causa dell'applicazione dei criteri di errore della parola codice,
descritti nei paragrafi 9.3.4.3 e 9.4
- si riceve un messaggio MOVE applicabile all'unita' radio e in cui il valore del campo CONT e' 0 (ved. __7.4.2__ e 11.5.5.4.4)
- si riceve una parola codice di sistema del canale di controllo sull'attuale canale di controllo, in cui il valore del sottocampo LAB del codice di identificazione del sistema indica che la categoria di controllo dell'unita' radio della rete selezionata non puo' accedere a quel canale di controllo e questa condizione si ripete nella parola di codice del sistema del canale di controllo decodificabile
successiva
- si riceve un messaggio GTC con CHAN = canale attuale che non e'
applicabile all'unita'
- si riceve un messaggio ALHF sull'attuale canale di controllo e l'unita' radio non e' nel modo di funzionamento di riserva (ved.
13.3.)
- si riceve un messaggio ACKX (QUAL = '0') conseguente ad un tentativo di registrazione da parte dell'unita' radio, in seguito ad una richiesta da parte del TSC affinche' l'unita' radio tentasse la registrazione (ved. __8.3.2.2__)
- l'unita' radio ha esaurito il tempo limite dopo un tentativo di registrazione ad accesso casuale (RQR) dovuto al fatto che si e' raggiunto NR o che si e' superato TC (ved. __7.3.8__) in qualunque momento, purche' non sia prima dell'esito positivo di una
registrazione su un canale di controllo appena confermato
- l'unita' radio ha esaurito il tempo limite perche' ha superato TJ mentre era in attesa di segnalazione relativa alla trasmissione di un messaggio RQR in qualunque momento, purche' non sia prima dell'esito positivo di una registrazione su un canale di controllo appena confermato.
Inoltre, le unita' radio possono avviare la "sequenza di scansione preferenziale":
- in qualunque momento durante la "sequenza di scansione completa", a
discrezione dell'unita' radio
- quando l'unita' radio ha esaurito il tempo limite dopo un tentativo di accesso casuale, ma non nel caso di RQR, dovuto al raggiungimento di NR o NE o al superamento di TC (ved. __7.3.8__)
- quando l'unita' radio ha ricevuto ACKX (QUAL = '1') in seguito
all'invio di un messaggio di accesso casuale, diverso da RQR
Durante una "sequenza di scansione preferenziale", l'unita' radio campionera' i canali in modo casuale, come descritto nel paragrafo 9.3.3.1, tranne nel caso dell'esecuzione di una o due delle procedure facoltative seguenti, per permettere di campionare dei canali selezionati prima del campionamento casuale dei restanti:
- campionamento, prima di tutti gli altri canali, dei numeri di canali registrati nella memoria di lettura e scrittura come canale di controllo della rete selezionata per le aree di registrazione per le quali sono memorizzate registrazioni terminate con successo (ved. 9.2). Non e' specificato l'ordine in cui sono campionati questi
canali
- campionare, prima di tutti gli altri canali, eventuali numeri di canale registrati nella memoria di lettura e scrittura dell'unita' radio e dedotti da messaggi BCAST (SYSDEF = '00100'') o BCAST (SYSDEF = '00100') ricevuti dalla rete selezionata (ved. 9.2 e 9.3.3.6). Non e' specificato l'ordine in cui vengono selezionati questi canali.
Quando entrambe queste procedure facoltative sono selezionate, l'unita' radio dovrebbe campionare tutti i canali registrati tra i dati di registrazione, prima di procedere al campionamento di qualunque altro canale dedotto da messaggi BCAST.
L'unita' radio non effettuera' trasmissioni sul canale di controllo allocato durante la "sequenza di scansione preferenziale", prima di avere conferma del canale seguendo la procedura descritta nel paragrafo 9.3.4 (compresa la verifica del sottocampo AREA specificata nel para. 9.3.4.2.6).
Se la memoria di lettura e scrittura dell'unita' radio non contiene dati validi per il sottocampo AREA relativamente alla rete selezionata, oppure se viene completata una fase di scansione a livello L.0. (L.1. per un portatile con una singola soglia di acquisizione) senza trovare un canale che superi le prove di conferma del canale di controllo descritti nel para. 9.3.4, allora la "sequenza di scansione preferenziale" sara' considerata completata con esito negativo. In questo caso, l'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione normale", a meno che la "sequenza di scansione preferenziale" non fosse stata avviata partendo dalla "sequenza di scansione completa", perche', in tal caso, l'unita' radio ritornera' a quest'ultimo tipo di sequenza.
9.3.3.4. Sequenza di scansione normale
La fase iniziale della "sequenza di scansione normale" sara' eseguita con la soglia di acquisizione del ricevitore fissata al livello L.2 (L.1 per un portatile con una singola soglia di acquisizione) o superiore. Essa riguardera' i canali di controllo conservati nella memoria di sola lettura dell'unita' radio, applicabili ad una "sequenza di scansione normale".
L'unita' radio puo' modificare la sequenza di scansione partendo dalle informazioni conservate nella sua memoria di lettura e scrittura nel modo seguente:
- aggiungendo alla sequenza di scansione i numeri di canale ricevuti in messaggi BCAST (SYSDEF = '00000') provenienti dalla rete
selezionata
- togliendo dalla sequenza di scansione i numeri di canale ricevuti con messaggi BCAST (SYSDEF = '00001') provenienti dalla rete
selezionata
L'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione normale":
- quando una "sequenza di scansione preferenziale" si e' conclusa con
insuccesso
- immediatamente dopo l'accensione, quando la memoria di lettura e scrittura delle unita' radio non conserva piu' informazioni valide
relative all'attivita' precedente sulla rete selezionata
- quando l'utente chiede un cambiamento della rete selezionata e la memoria di lettura e scrittura dell'unita' radio non conserva piu' informazioni valide relative all'attivita' precedente sulla rete
appena selezionata
L'unita' radio puo' avviare la "sequenza di scansione normale":
- in qualunque momento durante la "sequenza di scansione completa", a discrezione dell'unita' radio.
L'unita' radio non effettuera' trasmissioni sul canale di controllo allocato durante la "sequenza di scansione normale", fino a quando non avra' confermato il canale in conformita' con le procedure specificate nel para. 9.3.4.
Se una "fase di scansione normale" di livello L.2. o superiore e' stata completata senza aver trovato un canale che superi i test di conferma del canale di controllo descritti nel paragrafo 9.3.4, allora e' possibile ripetere una "fase di scansione normale" ad altri livelli. Tuttavia, prima di terminare con insuccesso una "sequenza di scansione normale", bisognera' completare almeno due volte una "fase di scansione normale, una volta con la soglia di acquisizione del ricevitore impostata su L.2. e una volta con la soglia impostata su L.0. (Cio' non si riferisce ad un portatile con una singola soglia di acquisizione.).
Dopo aver concluso con insuccesso la "sequenza di scansione normale", l'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione completa", tranne nel caso in cui quest'ultima sequenza sia stata annullata dalla personalizzazione dell'unita' radio per una determinata rete (ved. 9.3.3.5).
9.3.3.5. Sequenza di scansione completa
La fase iniziale della "sequenza di scansione completa" sara' eseguita ponendo la soglia di acquisizione del ricevitore al livello L.2. (L.1. per un portatile con una singola soglia di acquisizione) o superiore. Di regola, essa riguardera' qualunque canale compreso entro il campo fissato dai numeri di canale minimo e massimo scelti dal gestore e conservati nella memoria di sola lettura dell'unita' radio. Tuttavia, le unita' radio possono essere configurate in modo da tralasciare dei numeri di canale compresi nel campo della "scansione generale", in base ad accordi raggiunti con il gestore della rete e alla personalizzazione della rete stessa.
Un'unita' radio avviera' la "sequenza di scansionecompleta" quando:
- si e' avuto il completamento con insuccesso di una "sequenza di
scansione normale"
Se si termina una "fase di scansione completa" di livello L.2. o superiore senza trovare un canale che superi i test di conferma del canale di controllo descritti nel paragrafo 9.3.4, allora si puo' ripetere una "fase di scansione completa" agli altri livelli. Se non si trovano canali che superino le prove di conferma di cui sopra dopo varie scansioni e, purche' sia stata completata una fase di scansione completa ponendo la soglia di acquisizione del ricevitore ad un livello L.2, l'unita' radio rieseguira' una "fase di scansione completa" ponendo la soglia di acquisizione del ricevitore ad un livello L.0. Ripetera' quindi la "fase di scansione completa" fino a trovare un canale che superi le prove specificate in 9.3.4, tranne nel caso in cui l'unita' radio ha iniziato la "sequenza di scansione completa" partendo dalla "sequenza di scansione preferenziale" in seguito alla ricezione di un ALHF, oppure quando l'unita' radio e' in modo di funzionamento di riserva, in cui le azioni eseguite per la sequenza di scansione completa sono fissate nella sezione 13.
Per un portatile con una singola soglia di acquisizione che sta completando una "sequenza di scansione completa" senza che sia stato trovato un canale che superi i test di conferma del canale di controllo specificati in 9.3.4, allora' l'unita' radio portatile ripetera' la "sequenza di scansione completa" finche' non ha trovato un canale che superi i test di conferma del canale di controllo specificati in 9.3.4., tranne quando la radio e' entrata nella "sequenza di scansione completa" partendo dalla "sequenza di scansione preferenziale", in seguito al fatto che ha ricevuto ALHF, e l'unita' radio e' in modo di funzionamento di riserva, in cui le azioni eseguite per la sequenza di scansione completa sono fissate nella sezione 13.
L'unita' radio non effettuera' trasmissioni sul canale di controllo allocato durante la "sequenza di scansione generale", fino a quando non avra' confermato il canale in conformita' con le procedure specificate nel para. 9.3.4.
In qualunque momento durante la "sequenza di scansione completa", una unita' radio puo' iniziare una "sequenza di scansione preferenziale" oppure una "sequenza di scansione normale", ritornando ad una "sequenza di scansione completa" nel caso in cui quella preferenziale o quella normale siano terminate con insuccesso. Sara' possibile eliminare la "sequenza di scansione completa" attraverso la personalizzazione dell'unita' radio per una rete. In questo caso, l'unita' radio restera' nella "sequenza di scansione normale", con la soglia di acquisizione ad un livello L.0. (L.1. per un portatile con una singola soglia di acquisizione) fino a quando non avra' trovato un canale che superi le prove di conferma del canale di controllo descritti nel paragrafo 9.3.4, a meno che l'unita' radio non si trovi nel modo di funzionamento di riserva, in cui i provvedimenti relativi alla sequenza di scansione normale sono descritti nella sezione 13.
9.3.3.6. Nota sull'uso di dati relativi a sedi adiacenti
Quando utilizza la "sequenza di scansione preferenziale", un'unita' radio puo' usare le informazioni tratte da messaggi BCAST (SYSDEF = '00100') e BCAST (SYSDEF = '00101'). Questi messaggi possono essere trasmessi dalla rete selezionata e contenere informazioni riguardanti i canali di controllo usati da sedi vicine a quella di trasmissione (dati della sede vicina) per aiutare le unita' radio ad acquisire un canale di controllo adeguato dopo aver lasciato il canale di controllo attuale.
Ogni sede puo' trasmettere dati riguardanti un massimo di 15 canali di controllo alternativi che sono trasmessi da altre sedi vicine a quella che trasmette messaggi BCAST (SYSDEF = '00100') e BCAST (SYSDEF = '00101'). Ai messaggi viene attribuito un numero di serie locale (ADJSITE) per specificare la posizione della sede, indipendentemente dal numero del canale di controllo e dal codice SYS.
Inoltre, il messaggio di trasmissione contiene il numero di canale e il codice SYS trasmessi dalla sede annunciata.
Nel memorizzare i dati ricevuti l'unita' puo' pre-filtrare i dati per vedere se possono essere usati, esaminando il codice SYS preannunciato. In caso di BCAST (SYSDEF = '00101'), l'unita' puo' usare lo slot successivo per esaminare il canale seguente preannunciato e per annotare il livello del segnale ricevuto, senza correre il rischio di perdere dati di chiamata importanti sul canale di controllo su cui ha la conferma.
L'unita' costruisce una tabella a 15 posizioni che contiene i dati relativi ad ogni sede annunciata. Questi dati possono comprendere eventuali informazioni sul livello del segnale, che possono essere raccolte dall'esame del canale annunciato. I dati sono usati per modificare le ricerche del canale di controllo, favorendo canali che, probabilmente, forniranno un servizio piu' soddisfacente rispetto ad altri canali richiesti dai parametri di ricerca. Poiche' il campo ADJSITE e' specifico della sede di trasmissione, e' possibile aggiornare qualunque tabella che utilizzi ADJSITE con dati ricevuti dalla stessa sede. Dovrebbe essere creata una nuova tabella quando si acquisisce un nuovo canale di controllo. Il progetto permette di visualizzare la vacchia tabella, i cui dati possono essere usati con riferimento al codice SYS, oppure si puo' distruggere la tabella quando l'unita' acquisisce un nuovo canale di controllo.
9.3.4. Conferma del canale di controllo
9.3.4.1. Individuazione di un possibile canale di controllo
Durante qualsiasi procedura di scansione descritta nella sezione 9.3.3, l'unita' radio esaminera' eventuali segnali individuati, verificando che siano conformi alla struttura del canale di controllo. l'unita' accettera' come potenziale canale di controllo qualunque canale su cui sia individuata una sequenza di sincronizzazione della parola codice del canale di controllo.
Il metodo con cui l'unita' radio individua canali di controllo possibili durante la scansione non viene qui descritto. In particolare, non e' specificato un tempo massimo per questa procedura, nonostante vada sottolineato che bisogna completare i test appena possibile, in particolare sui canali che possono essere facilmente respinti come possibili canali di controllo (es. non vengono individuati dati FFSK). Infatti, la velocita' totale della scansione (e quindi l'efficienza del servizio reso all'utente) dipende dalla rapidita' con cui si eseguono questi test. Tuttavia, se il numero dei canali campionati risulta essere un numero su cui un canale di controllo a divisione di tempo puo' trovarsi nella memoria relativa conservata della ROM dell'unita' e applicabile ad una "normale sequenza discansione" (ved. 9.2.1), oppure se e' presente nella memoria di dati ricevuti dai messaggi BCAST e conservati nella memoria di lettura/scrittura (ved. 9.2.2) oppure nel campo TSI di un messaggio MOVE o CLEAR ricevuto, allora l'unita' radio campionera' il canale per un periodo minimo di TS , prima di respingere il canale perche' non e' riuscita ad individuare una sequenza di sincronizzazione della parola codice del canale di controllo.
9.3.4.2. Verifica del codice identificativo del sistema
9.3.4.2.1. Necessita' di verificare il codice identificativo del
sistema
Quando l'unita' radio ha individuato un canale di controllo possibile, in conformita' con la sezione 9.4.3.1, esamina i valori dei campi del codice identificativo di sistema (SYS) contenuti nelle parole codice del sistema del canale di controllo ricevute sul canale.
Quando le parole codice del sistema del canale di controllo NV sono state ricevute insieme allo stesso valore del campo SYS, l'unita' ra- dio tenta di verificare tale valore.
L'unita' radio considerera' due errori alternativi di NV:
- un valore di NV sara' utilizzato per controllare un canale allo scopo di selezionare un valore del campo SYS per la verifica, quando il numero del canale e' identificato come uno su cui si possono provare canali di controllo a divisione di tempo nella memoria dei numeri di canale conservata sulla ROM dell'unita' radio come applicabile ad una "sequenza di scansione normale" (ved. 9.2.1), oppure se e' presente nella memoria di dati ricevuti dai messaggi BCAST conservati nella memoria di lettura e scrittura (ved. 9.2.2), oppure nel campo TSI di un messaggio MOVE o CLEAR ricevuto.
- L'altro valore di NV sara' utilizzato per controllare un canale e selezionare un valore del campo SYS da usare come verifica nel momento in cui il numero di canale non e' individuato nelle memorie o nei campi suddetti come numero in cui si possano trovare canali di controllo a divisione di tempo.
Se si individua il numero del canale secondo la procedura appena descritta, in cui si potra' trovare un canale di controllo a divisione di tempo, e se l'unita' radio non riesce a selezionare un valore del campo SYS da verificare prima che passi un periodo TS, a partire dall'istante in cui il canale e' stato ricevuto per la prima volta, allora l'unita' radio respingera' il possibile canale di controllo e riprende la sequenza di scansione.
Se non si individua il numero di canale secondo la procedura appena descritta in cui si potra' trovare un canale di controllo a divisione di tempo, non e' specificato il tempo durante il quale l'unita' radio puo' continuare la ricerca di un valore di campo SYS per eseguire la verifica. Tuttavia, fatta attenzione ad assicurare che questo intervallo sia il piu' breve possibile, per cercare di minimizzare il tempo di scansione, come richiesto nel para. 9.3.4.1, ma che sia comunque sufficiente a permettere di ricevere le NV parole di codice di sistema per il canale di controllo consecutive.
Quando l'unita' radio ha selezionato un valore per il campo SYS a scopo di verifica, deve decidere se vi e' l'autorizzazione ad acquisire il canale di controllo (ved. da 9.3.4.2.3 a 9.3.4.2.6). Se e' permessa l'acquisizione, allora l'unita' radio diventa attiva sul canale di controllo. Inoltre, se si intraprende la fase di scansione ad un livello di soglia di acquisizione inferiore ad L2, l'unita' ra- dio iniziera' la procedura di verifica di errore specificata nel para. 9.3.4.4, immediatamente dopo la verifica.
Mentre e' attiva sul canale di controllo, dopo la verifica ma prima della conferma, l'unita' radio non trasmette messaggi ad accesso casuale, ma obbedisce a qualsiasi messaggio applicabile ricevuto, secondo le necessita', purche' cio' non comporti la trasmissione sul canale di controllo
9.3.4.2.2. Struttura del codice di identificazione di sistema
Allo scopo di aiutare le unita' radio a verificare l'autorizzazione all'acquisizione per i codici di identificazione di sistema e per facilitare la suddivisione geografica del servizio abbonamenti offerto dal gestore della rete, l'uso del campo dell'identificazione di sistema nelle reti multiaccesso commerciali, sara' strutturato come segue:
Con il bit 1 del campo SYS posto su '0'
bit n. di SYS 1 2-8 9-12 13-15
| 0 | OPID | NDD | LAB | | | | | |
OPID - Identificativo del gestore di rete
NDD - Dati dipendenti dalla rete (vedi sotto)
LAB - Etichetta per i canali di controllo multipli (ved. 9.5.3)
Con il bit 1 del campo SYS posto su '1'
bit n. di SYS 1 2-3 4-12 13-15
| 0 | NET | NDD | LAB | | | | | |
NET - Identificativo del gestore di rete
'00' rete nazionale n. 1
'01' rete nazionale n. 2
'10' riservato
'11' riservato
NDD - Dati dipendenti dalla rete (vedi sotto)
LAB - Etichetta per i canali di controllo multipli (ved. 9.5.3)
Formato dei dati dipendenti dalla rete
Il gestore della rete puo' usare liberamente il sottocampo di dati dipendenti dalla rete in qualunque modo, purche' vengano rispettati i criteri generali seguenti:
bit n. 9 12 bit n. 1 di SYS = '0'
| ZONA | | |
| | | LIBERO |
| AREA | |
| | |
bit n. 4 12 bit n. 1 di SYS = '1' ZONA - un sottocampo la cui lunghezza e' fissata dal gestore di rete.
Inizia con il bit n. 9 (bit di SYS n. 1 = '0') o con il bit 4 (bit di SYS n. 1 = '1'), che indica la zona di abbonamenti a cui appartiene il codice di identificazione del sistema.
AREA - sottocampo la cui lunghezza e' fissata dal gestore della rete.
Inizia con il bit 9 (bit di SYS n. 1 = '0') o con il bit 4 (bit di SYS n. 1 = '1'), che indica l'area di registrazione a cui appartiene il codice identificativo del sistema.
LIBERO - sottocampo la cui lunghezza e' fissata dal gestore della rete. Termina al bit 12 del campo SYS, che puo' essere usato per l'identificazione di qualunque canale di controllo, secondo quanto stabilito dal gestore di rete.
Una lunghezza pari a zero bit e' valida per qualunque sottocampo; in tal caso, il sottocampo in questione non ha nessun effetto sulle pro- cedure di autorizzazione all'acquisizione.
9.3.4.2.3. Dati di autorizzazione all'acquisizione
L'unita' radio fara' in modo che i dati di autorizzazione all'acquisizione siano inseriti con la personalizzazione della rete, allo scopo di permettere all'unita' radio di eseguire la procedura di verifica specificata nel para. 9.3.4.2.1 per ogni possibile rete selezionata (ved. 9.2).
Questi dati di autorizzazione all'acquisizione comprenderanno le informazioni seguenti per ciascuna rete selezionata possibile:
- lunghezza del sottocampo ZONA (LZ)
- lunghezza del sottocampo AREA (LA)
Inoltre, la memoria di autorizzazione all'acquisizione fornira' qualunque combinazione tra le tre categorie di dati di acquisizione seguenti, per almeno otto inserimenti in totale:
- identificativo di zona: numero binario di lunghezza pari a LZ, che autorizza l'acquisizione dei canali di controllo che inviano i codici identificativi di sistema con quel valore di zona;
- identificativo di area: numero binario di lunghezza pari a LA, che autorizza l'acquisizione dei canali di controllo che inviano i codici identificativi di sistema con quel valore di area;
- Identificativo completo: numero binario di lunghezza pari a 4 bit (bit di SYS n. 1 = '0') o a 9 bit (bit di SYS n. 1 = '1'), che autorizza l'acquisizione dei canali di controllo che inviano i singoli codici identificativi nella rete che ha quel valore sui bit da 9 a 12 (bit di SYS n. 1 = '0') o nei bit da 4 a 12 (bit di SYS n. 1 = '1').
L'inserimento degli identificativi di zona, area o completi nella memoria comprendera' un identificatore che permettera' di distinguere le tre classi di dati (la forma di quest'ultimo non e' specificata).
9.3.4.2.4. Utilizzo dei dati di autorizzazione all'acquisizione
L'unita' radio applichera' le procedure seguenti almomento della verifica del codice identificativo del sistema selezionato per la verifica dei dati di autorizzazione all'acquisizione relativi alla rete selezionata.
Se il bit 1 del SYS selezionato e' '1', l'unita' radiomobile controllera' che la rete selezionata sia nazionale e che vi sia corrispondenza tra il campo NET del SYS selezionato e quello autorizzato per la rete selezionata.
Se il bit 1 del SYS ricevuto e' '0', l'unita' radiomobile controllera' che la rete selezionata sia regionale e che esista una corrispondenza tra il campo OPID del SYS selezionato e quello autorizzato per la rete selezionata.
- Se l'unita' radio non ha dati relativi di zona, di area o identificativo completo per l'autorizzazione all'acquisizione per la rete selezionata, allora potra' acquisire qualsiasi canale di
controllo appartenente a quella rete
- Se la radio ha dati di zona, di area o identificativi completi relativi all'autorizzazione all'acquisizione per la rete selezionata, si procedera' come segue:
a. l'unita' radio controllera' dapprima se esiste una corrispondenza tra qualunque dato di identificativo di zona di autorizzazione all'acquisizione e il codice identificativo di sistema selezionato.
Se trova una corrispondenza, autorizza l'acquisizione.
b. In caso di mancanza di autorizzazione a livello di identificativo di zona, l'unita' radio verifichera' se esiste una corrispondenza tra qualsiasi identificativo di area dell'autorizzazione all'acquisizione e il codice identificativo di sistema selezionato. Se esiste tale corrispondenza, si autorizza l'acquisizione.
c. In mancanza di autorizzazione a livello di identificativo di zona o di area, l'unita' radio verifichera' se esiste una corrispondenza tra qualunque dato di identificativo completo di autorizzazione all'acquisizione e il codice identificativo del sistema selezionato.
Se si trova tale corrispondenza, si autorizza l'acquisizione.
Se l'esito di tutti i tre livelli di verifica e' negativo, l'unita' radio assume di non essere autorizzata ad acquisire il canale di controllo considerato.
9.3.4.2.5. Verifica del sottocampo LAB
Se l'unita' radio ha verificato con successo il codice identificativo del sistema con i suoi dati di autorizzazione all'acquisizione relativi alla rete selezionata, esaminera' il sottocampo LAB alla luce della classe di controllo conservata nella memoria di sola lettura (ved. 9.2).
Se la classe di controllo dell'unita' radio non e' una di quelle che puo' accedere al valore di sottocampo LAB (ved. 9.5.3), allora l'unita' radio assume di non essere autorizzata ad acquisire il canale di controllo considerato.
9.3.4.2.6. Verifica del sottocampo AREA
Se l'unita' radio ha verificato con successo il codice identificativo del sistema con i suoi dati di autorizzazione per l'acquisizione relativi alla rete selezionata e ha verificato che puo' acquisire il valore del campo LAB, esaminera' il sottocampo AREA alla luce degli archivi attualmente validi, riguardanti le registrazioni a buon fine e rifiutate applicabili alla rete selezionata conservata nella memoria di lettura e scrittura (ved. 9.2).
Se il valore del sottocampo AREA esaminato e' presente nell'archivio attualmente valido delle registrazioni rifiutate applicabili alla rete selezionata, allora l'unita' radio assume di non essere autorizzata ad acquisire il canale di controllo considerato.
Inoltre, se la conferma del canale di controllo si ottiene durante una "scansione preferenziale" e se il valore del sottocampo AREA esaminato non e' presente nell'archivio di registrazioni terminate con successo attualmente valido per la rete selezionata nella memoria di lettura e scrittura dell'unita', allora l'unita' radio assumera' di non essere autorizzata ad acquisire il canale di controllo in esame.
9.3.4.3. Verifica degli errori su un canale di controllo
Mentre riceve un canale di controllo, un'unita' radio controllera' la percentuale di errori nella parola codice e contera' le parole codice ricevute con errori (dopo l'applicazione delle procedure di correzione adottate) in NC1 o NC2 campioni successivi di parole codice (i valori dipendono dalla rete). Campioni di parole di codice di lunghezza NC1 saranno prelevati durante la verifica del canale allo scopo di eseguire un controllo finale prima della conferma (9.3.4.4) e di lunghezza NC2 dopo la conferma.
In questo contesto, una "parola codice" sara' considerata come i contenuti della prima o della seconda meta' di uno slot sul canale di controllo uscente (ved. __3.3.3.1__)), indipendentemente dal contenuto di quello slot. Qualunque parola di codice non decodificabile sara' considerata errata.
L'unita' radio conteggera' come errate anche tutte le parole di codice ricevute tra la prima parola di sistema del canale di controllo con un valore del campo SYS diverso da quello selezionato per la verifica e la prima parola dicodice di sistema del canale di controllo con il valore del campo SYS uguale a quello selezionato per la verifica, compresa la prima parola di codice di sistema del canale di controllo con valore del campo SYS diverso.
Se, in qualunque campione di NC1 parole codice, il conteggio delle parole ricevute con errori supera NX1 (dipendente dalla rete), oppure se in un qualunque campione di NC2 parole di codice il conteggio delle parole ricevute con errori supera NX2 (dipendente dalla rete), allora l'unita' radio registrera' che si e' verificato un errore sul campione di parole codice.
L'unita' radio avra' due valori alternativi di NC1/NX1 e di NC2/NX2 come segue:
- un gruppo di valori di NC1 e NX1 saranno usati per il controllo fi- nale del canale prima della conferma quando il numero del canale dovrebbe essere quello di un canale su cui ci si puo' aspettare un canale di controllo a divisione di tempo nella memoria ROM dell'unita' radio come per una "sequenza di scansione normale" (ved.
9.2.1) o in una memoria dati ricevuti dai messaggi BCAST conservati nella memoria di lettura e scrittura (ved. 9.2.2), oppure nel campo TSI di un messaggio MOVE o CLEAR ricevuto;
- l'altro gruppo di valori di NC1 e NX1 sara' utilizzato per il controllo finale di un canale prima della conferma, quando il numero del canale non e' individuato nelle memorie dati o nei campi di cui sopra come contenente canali di controllo a divisione di tempo
- un gruppo di valori di NC2 e NX2 saranno utilizzati per il controllo del canale dopo la conferma, quando si stabilisce che il numero di canale puo' contenere canali di controllo a divisione di tempo nella memoria di sola lettura della radio, come nel caso di una "sequenza di scansione normale" (ved. 9.2.1) o nei dati ricevuti dai messaggi BCAST conservati nella memoria di lettura e scrittura (ved. 9.2.2), oppure nel campo TSI di un messaggio MOVE o CLEAR ricevuto
- l'altro gruppo di valori di NC2 e NX2 sara' utilizzato per il controllo di un canale dopo la conferma, quando si stabilisce che il numero di canale trovato negli archivi dati o campi summenzionati non possa contenere canali di controllo a divisione di tempo.
In attesa della segnalazione su un canale di controllo (es. dopo la trasmissione di un messaggio ad accesso casuale), l'unita' radio arrestera' il conteggio delle parole di codice ricevute errate.
Qualsiasi conteggio in corso al momento in cui l'unita' radio va in stato di riposo sara' annullato insieme al suo risultato.
Quando l'unita' radio lascia il canale di controllo in seguito alle circostanze specificate in 9.4.1. parti (b), (c), (d), (f), (g) o (m), o (h) quando cio' e' dovuto ad una richiesta di registrazione, essa deve ritornare alla verifica di errori.
Quando essa acquisisce e verifica un nuovo canale, confermera' il canale (9.3.4.4) e sospendera' la verifica degli errori, fino a quando rimarra' in attesa di segnalazione.
9.3.4.4. Controllo finale prima dell'accesso
Se un canale di controllo ottenuto secondo le procedure descritte nei paragrafi 9.3.4.1 e 9.3.4.2 e' stato campionato durante una scansione ad un livello inferiore a L.2., esso non potra' essere confermato definitivamente prima di aver ottenuto NZ1 campioni dalle NC1 parole di codice con la procedura di verifica errori descritta nel para.
9.3.4.3.
Inoltre, se uno dei NZ1 campioni dalle NC1 parole di codice ha prodotto un evento di errore del campione di parole codice, l'unita' radio rifiutera' il canale e riprendera' la scansione.
Quando un canale di controllo campionato ha superato tutte le prove descritte nei para. 9.3.4.1, 9.3.4.2 e 9.3.4.3, l'unita' radio considerera' completa quella sequenza di scansione e confermato il canale di controllo.
9.4. Abbandono del canale di controllo
9.4.1. Motivi per l'abbandono di un canale di controllo mentre non si
attende la segnalazione
Mentre e' attiva su un canale di controllo, prima della conferma dell'acquisizione o durante l'attivita' successiva alla conferma del canale di controllo stesso, l'unita' radio controllera' le condizioni su quel canale e sara' pronta ad abbandonarlo e tornare alle proce- dure di scansione dei canali di controllo. Questa operazione continuera' mentre l'unita' e' in attesa della segnalazione da parte del TSC, pero' le circostanze che causano l'abbandono del canale di controllo da parte dell'unita' sono ridotte e prescritte secondo quanto segue in 9.4.2.
Quando non si trova in attesa della segnalazione dal TSC, l'unita' radio abbandonera' il canale di controllo attuale e avviera' la fase di scansione del canale di controllo prescritta quando:
a. dopo la conferma, e' stato registrato un evento di errore nel campione di NC2 parole codice (ved. 9.3.4.3) e questi eventi vengono registrati in ciascuno degli NZ2 campioni successivi di NC2 parole codice. In questo caso, l'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione preferenziale".
b. Il valore dei bit da 1 a 12 del SYS ottenuto dalle parole di codice di sistema del controllo del canale decodificabili ricevute differisce dal valore dei bit verificato durante l'autorizzazione all'acquisizione (ved. 9.3.4.2.1) per un periodo continuativo TS ed anche, la parola di codice di sistema del controllo del canale decodificabile successiva che viene ricevuta dopo la fine di TS da un valore di SYS diverso dal valore verificato (ved. __6.2.1.2__).
L'unita' radio restera' attiva sul canale dopo la prima non corrispondenza, ma non trasmettera' alcun messaggio di accesso casuale fino a quando non ricevera' un valore valido di SYS. In questo caso, potra' riprendere il funzionamento normale (__6.2.1.2__). Dopo aver abbandonato un canale di controllo in questo modo, l'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione preferenziale", a meno che cio' non avvenga prima della conferma, quando deve riprendere le procedure di scansione.
c. Nessuna parola di codice di sistema di controllo del canale decodificabile sara' ricevuta per un periodo continuativo che superi TS (ved. __6.2.1.2__). In questo caso, l'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione preferenziale", purche' cio' non avvenga prima della conferma, quando deve riprendere la procedura di scansione.
d. Si riceve un messaggio Aloha o, nel caso di unita' che possano ricevere messaggi MARK, un messaggio MARK, in cui il valore di CHAN4 non corrisponde ai quattro bit meno significativi del numero di canale del canale di controllo e non vi e' corrispondenza nel messaggio Aloha o MARK successivo. L'unita' radio restera' attiva sul canale dopo la prima non corrispondenza, ma non trasmettera' alcun messaggio di accesso casuale e abbandonera' il canale immediatamente dopo la seconda corrispondenza, a meno che non sia ricevuto nel frattempo un valore valido di CHAN4. In questo caso, potra' riprendere il funzionamento normale (__6.2.1.2__). Dopo aver abbandonato un canale di controllo in tali condizioni, l'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione preferenziale", a meno che cio' non avvenga prima della conferma quando deve riprendere le procedure di scansione.
e. L'utente avvia una modifica della rete selezionata. In questo caso, l'unita' radio eseguira' procedure di acquisizione del canale di controllo sulla rete appena selezionata con la "sequenza di scansione su canale singolo", "sequenza di scansione preferenziale" o "sequenza di scansione normale" a secondo delle informazioni valide riferite all'attivita' precedente sulla nuova rete, che sono conservate nella memoria di lettura e scrittura dell'unita'.
f. Si riceve un messaggio MOVE applicabile all'unita' radio (ved. __7.4.2__). In questo caso, l'unita' radio annotera' il valore del campo TSI e avviera' la "sequenza di scansione a canale singolo" o la sequenza di scansione preferenziale", secondo il valore del campo CONT contenuto nel messaggio MOVE, a meno che cio' non avvenga prima della conferma quando deve riprendere le procedure di scansione.
g. Si riceve una parola di codice di sistema del controllo del canale, in cui il valore del sottocampo LAB nel codice identificativo del sistema indica che la categoria di controllo dell'unita' radio per la rete selezionata non puo' accedere all'attuale canale di controllo e anche il valore LAB nella parola di codice di sistema del canale di controllo decodificabile successiva indica che la categoria di controllo delle unita' radio non e' accettabile. L'unita' radio restera' attiva sul canale dopo il primo insuccesso, ma non trasmettera' alcun messaggio di accesso casuale e abbandonera' il canale immediatamente dopo il secondo insuccesso, a meno che non si riceva un valore del sottocampo LAB nel frattempo, che permette l'accesso dell'unita', per cui si riprenderebbe il funzionamento normale (ved. 9.5.3). Dopo l'abbandono di un canale di controllo in questo modo, l'unita' radio avvia la "sequenza di scansione preferenziale", a meno che cio' non avvenga prima della conferma, quando deve riprendere le procedure di scansione.
h. L'unita' radio riceve ACKX (QUAL = '0') in seguito all'invio di un messaggio di registrazione ad accesso casuale (RQR) (ved.
__8.2.2.3__) oppure come risposta ad un RQR inviato in risposta ad una richiesta di registrazione da parte del TSC (ved. __8.3.2.2__).
In caso di una richiesta di registrazione ad accesso casuale (che non e' possibile prima della conferma) oppure di una richiesta di registrazione ricevuta mentre l'unita' radio sta cercando di effettuare una richiesta di registrazione ad accesso casuale, l'unita' radio avviera' la fase di scansione che ha effettuato per ultima prima del tentativo di registrazione. Puo' riprendere la fase di scansione dal numero di canale che avrebbe campionato subito dopo oppure cominciare la fase da capo. Nel caso in cui si sia ricevuta una richiesta di registrazione in qualunque altro momento, l'unita' radio avviera' la "fase di scansione preferenziale", a meno che cio' non avvenga prima della conferma, quando deve riprendere le procedure di scansione.
j. Dopo la conferma, l'unita' radio riceve ACKX (QUAL = '1') in seguito all'invio di un messaggio di richiesta di registrazione ad accesso casuale (RQR) (ved. __8.2.2.3__). In questo caso, l'unita' radio assumera' l'ultima fase di scansione effettuata prima del tentativo di registrazione. Puo' riprendere la fase di scansione dal numero di canale che avrebbe campionato subito dopo oppure cominciare la fase da capo.
k. Dopo la conferma, l'unita' radio ha esaurito il tempo limite dopo un tentativo di registrazione ad accesso casuale (RQR) dovuto al raggiungimento di NR o al superamento di TC (ved. __7.3.8.__). In questo caso, se il tentativo di registrazione avviene prima di portare a termine con successo una riregistrazione su un canale di controllo appena confermato, l'unita' radio si portera' nell'ultima fase di scansione che ha effettuato prima del tentativo di registrazione. Puo' riprendere la fase di scansione dal numero di canale che avrebbe campionato subito dopo oppure cominciare la fase da capo. Se il tentativo di registrazione avviene in qualunque altro momento, l'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione
preferenziale"
l. Quando l'unita' radio riceve un messaggio ALHF o un messaggio equivalente (ved. 13.6) e l'unita' radio non si trova nel modo di funzionamento di riserva (ved. 13.3). In questo caso, l'unita' radio avviera' la "fase di scansione preferenziale". Se l'unita' radio e' provvista dell'opzione di funzionamento di riserva, rispettera' le procedure presentate nella sezione 13.
m. Quando l'unita' radio riceve un messaggio GTC che essa non ha rispettato in cui il canale di traffico designato e' il canale di controllo su cui e' stato ricevuto il messaggio (ved. __9.2.2.5__).
In questo caso, l'unita' radio avviera' la "sequenza di scansione preferenziale".
Oltre a queste condizioni obbligatorie, un'unita' radio puo' abbandonare l'attuale canale di controllo e avviare le procedure di acquisizione del canale di controllo quando:
n. Dopo la conferma, l'unita' radio riceve ACKX (QUAL = '1') in seguito all'invio di un messaggio di richiesta ad accesso casuale, che non sia RQR. Se l'unita' radio abbandona il canale di controllo in seguito all'utilizzo di questa opzione, essa avviera' la "sequenza di scansione preferenziale".
p. Dopo la conferma, l'unita' radio ha esaurito il tempo limite dopo un tentativo di accesso casuale, diverso da RQR, dovuto al raggiungimento di NR o NE o al superamento di TC (ved. __7.3.8__). Se l'unita' radio abbandona il canale di controllo in seguito all'utilizzo di questa opzione, essa avviera' la "sequenza di scansione preferenziale".
9.4.2. Abbandono di un canale di controllo mentre si attende la
segnalazione
Un'unita' radio che attende la segnalazione abbandonera' il canale di controllo su cui e' attiva al verificarsi di uno degli eventi elencati nel para. 9.4.1: b) c), d), f), g), h), a causa della richiesta di registrazione, e m). In tali circostanze, l'unita' radio conservera' il proprio stato di attesa della segnalazione durante qualunque procedura di scansione e le prove seguenti di conferma del canale di controllo. Si manterranno eventuali temporizzatori relativi allo stato di attesa.
Inoltre, un'unita' radio che esaurito il tempo limite alla scadenza del temporizzatore TJ, mentre e' in attesa della segnalazione relativa alla trasmissione di un messaggio RQR deve:
i. Se il tentativo di registrazione e' eseguito prima di riuscire a riregistrarsi per un canale di controllo appena confermato, assumera' l'ultima fase di scansione in cui si e' trovata prima del tentativo di registrazione. Potra' riprenderla sia dal numero di canale che avrebbe campionato subito dopo, oppure potra' cominciare la fase di scansione da capo.
ii. Se il tentativo di registrazione avviene in qualunque altro momento, avviera' la "sequenza di scansione preferenziale".
Un'unita' radio che avvia le procedure di acquisizione del canale di controllo mentre si trova in stato di attesa seguira' le procedure di scansione specificate nel para. 9.3.3 e le procedure di conferma del canale di controllo descritte nel 9.3.4. Inoltre, mentre si trova in stato di attesa, l'unita' radio confermera' soltanto un canale di controllo in cui il valore dei bit 1-12 del codice identificativo di sistema (SYS) esaminati secondo il para. 9.3.4.2 corrisponda ai bit 1-12 del codice identificativo di sistema esaminato per autorizzare l'acquisizione del canale di controllo su cui e' stata confermata l'unita' per l'ultima volta. Un'unita' radio che, avendo avviato le procedure di acquisizione del canale di controllo ed e' in stato di attesa, esaurisce il tempo limite riferendosi a qualunque tra i temporizzatori TA, TC, TJ o TW secondo la sua condizione, continuera' a cercare un canale di controllo ma riprendera' le procedure di acquisizione, tuttavia senza eseguire la verifica ulteriore del codice SYS come appena spiegato.
Un'unita' radio in attesa di segnalazione, che abbandoni il canale di controllo su cui e' attualmente attiva in seguito agli eventi e) o 1) del para. 9.4.1, abbandonera' il suo stato di attesa di segnalazione avviando le procedure di acquisizione del canale di controllo.
Va sottolineato che gli eventi a) e h) per una richiesta di registrazione casuale, j), k), n) e p) non sono applicabili ad una unita' radio nello stato di attesa della segnalazione.
9.5. Canali di controllo multipli
9.5.1. Introduzione
Le reti commerciali, possono funzionare con canali di controllo multipli in un'unica sede e possono richiedere la suddivisione della flotta di unita' radio per permettere una distribuzione del carico tra i canali di controllo. Questa funzione e' fornita dal sottocampo LAB nel codice identificativo di sistema (ved. 9.5.3) e dalla classificazione di controllo della unita' radio (ved. 9.5.2).
9.5.2. Classificazione di controllo delle unita' radio
Quando si esegue la personalizzazione della rete, all'unita' radio verra' assegnata una categoria di controllo (CCAT) e questa categoria sara' memorizzata nella ROM dell'unita' radio. Sono disponibili quattro categorie di controllo, chiamate per comodita' A, B, C e D.
La categoria di controllo regolamenta l'acquisizione e la tenuta di un canale di controllo, in quanto il sottocampo LAB nel codice identificativo di sistema indica quali categorie di controllo dell'unita' radio possono usare un canale di controllo (ved. 9.3.4.3 e 9.4).
9.5.3. Sottocampo LAB
Il sottocampo LAB occupa i bit da 13 a 15 del codice identificativo di sistema (ved. 9.3.4.2.2). Il significato assegnato agli otto valori possibili di LAb sara':
'000' Riservato (da definirsi)
'001' Sono permesse tutte le categorie
'010' Sono permesse solo le categorie A e B
'011' Sono permesse solo le categorie C e D
'100' E' permessa solo la categoria A
'101' E' permessa solo la categoria B
'110' E' permessa solo la categoria C
'111' E' permessa solo la categoria D
9.6 Parametri
Significato Simbolo Rif.
Numero di parole codice in un campione NC1 9.3.4.3
di verifica di errori durante la verifica
del canale di controllo
Numero di parole di codice in un campione NC2 9.3.4.3
di verifica di errori durante la verifica
di un canale di controllo acquisito
Numero massimo di parole di codice ricevute NX1 9.3.4.3
in condizione di errore per non registrare un
evento di errore sul campione di parole di
codice durante la verifica del canale di
controllo
Numero massimo di parole di codice ricevute NX2 9.3.4.3
in condizione di errore per non registrare un
evento di errore sul campione di parole di
codice durante la verifica di un canale
acquisito
Numero di campioni di parole di codice NZ1 9.3.4.4
che devono essere decodificate
senza presentare un evento errore per
confermare un canale di controllo
Numero di ulteriori eventi di errore NZ2 9.4
su campioni successivi di parole codice
che seguono l'evento iniziale, per
iniziare l'abbandono di un canale
di controllo
Numero di parole di codice di sistema NV 9.3.4.2.1
del canale di controllo consecutive
con lo stesso valore del codice SYS
necessario per selezionare SYS e
verificarlo
10. REGISTRAZIONE
10.1. Generalita'
10.1.1. Introduzione
La registrazione e' un metodo che consente di registrare l'area o il gruppo di aree in cui e' probabile ritrovare un'unita' radio all'interno di una rete. Queste informazioni evitano la ricerca di unita' radio lungo tutta la rete, riducendo cosi' il tempo di inoltro della chiamata e il carico del canale di controllo.
Una caratteristica secondaria consiste nel fatto che questa funzione fornisce un mezzo per restringere il servizio di unita' radio singole, permettendo alla rete di negare le richieste di registrazione.
La strategia di registrazione permette alle unita' radio di operare su reti che utilizzano la registrazione multipla o singola, o che non la utilizzano affatto.
La strategia di registrazione e' determinata dalla rete e puo' essere trasmessa alle unita' radio per permettere loro di eseguire azioni appropriate.
Poiche' un'unita' radio percorre un'area maggiore di una area di registrazione, si consiglia di non procedere a riregistrazioni frequenti, per non generare un'eccessiva segnalazione sul canale di controllo. La procedura di registrazione multipla descritta nella presente sezione ha lo scopo di minimizzare questo problema. Il fondamento di questa procedura e' il fatto che l'unita' radio e' registrata in piu' di un'area contemporaneamente, quindi puo' spostarsi liberamentre tra queste aree senza necessariamente riregistrarsi.
Per minimizzare il numero di unita' radio registrate contemporaneamente in varie aree (minimizzando cosi' la quantita' di segnalazione Ahoy, esiste un meccanismo di tempi limite per cui le "vecchie" registrazioni terminano se l'unita' radio non esegue chiamate in quella zona per un tempo determinato. La specifica definisce il tempo limite nell'unita' radio; la rete puo' avviare un timeout corrispondente.
Nonostante le vecchie registrazioni dell'unita' radio terminano dopo un tempo limite, la registrazione piu' recente - o primaria - non termina, allo scopo di permettere la riregistrazione periodica.
E' importante che ci sia corrispondenza tra gli archivi di registrazione memorizzati nell'unita' radio e nella rete. Se un'unita' radio crede di essere registrata in un'area determinata, ma la rete no, allora l'unita' radio non ricevera' chiamate mentre si trova in quell'area. E' necessario mantenere questacorrispondenza ilpiu'fedelmente possibile, nonostante i disturbi sui segnali.
Qualunque discordanza deve essere "file-safe", cioe' la rete puo' conservare un archivio che l'unita' radio non ha, ma l'unita' radio non deve credere di essere registrata in un'area che la rete non ha registrato.
La strategia di registrazione descrive due tipi di registrazione. Il primo di questi e' la registrazione esplicita, in cui la registrazione e' possibile grazie ad un messaggio RQR (sia ad accesso casuale che richiesto). Il secondo e' la registrazione implicita, in cui la registrazione e' possibile grazie a messaggi scambiati durante l'inoltro della chiamata. Nella registrazione implicita si usano soltanto i messaggi che pongono fine alla segnalazione del canale di controllo.
E' possibile che, a causa di un guasto, non sia in grado di conservare le registrazioni, ma chieda alle unita' radio di usare la rete come se fossero registrate. La rete puo' trasmettere un messaggio per indicare che e' attivo il modo di registrazione temporanea. Le unita' radio che ricevono questo messaggio riconosceranno il modo di registrazione temporanea e puo' essere richiesto di riregistrarsi quando ricevono un ulteriore messaggio di diffusione che indichi che la rete si trova in modo di registrazione normale.
10.1.2. Principio
La procedura di registrazione multipla viene qui descritta facendo riferimento agli esempi seguenti che indicano, nel caso di una tripla registrazione, che cosa succede quando un'unita' radio si sposta su aree di registrazione diverse.
La figura 10.1 illustra il funzionamento di base. All'inizio, l'unita' radio e' registrata in un'area A e si trova in modo di registrazione normale. Quando passa ad un'area B, deve registrare prima di entrare nella rete. Le informazioni di registrazione ricavate dall'area A sono conservate sia nell'unita' radio sia nella rete per un tempo determinato dal gestore della rete. Ora, l'unita' radio ritorna nell'area A e non deve necessariamente riregistrarsi.
Tuttavia, siccome B era l'area di registrazione piu' recente (primaria), la registrazione dell'unita' radio per l'area A andra' in tempo limite. In tal caso, l'unita' radio si rende conto immediatamente di non essere piu' registrata nell'area che corrisponde al canale di controllo attualmente ricevuto e tenta quindi di registrarsi. Di conseguenza, B diventa una registrazione temporizzata, quindi andra' in tempo limite sia nell'unita', sia nella rete.
La figura 10.2 mostra cio' che succede se non vi e' risposta ad un tentativo di registrazione durante lo spostamento dell'unita' radio.
Si vedra' che l'archivio unita' radio e l'archivio rete non corrispondono piu', pero' inserendo un archivio nullo sull'unita' ra- dio non risulta alcuna ambiguita'. Mostra anche come vengono aggiornati gli archivi di registrazione con la registrazione implicita, quando l'unita' radio esegue una chiamata in un'area in cui esiste gia' un archivio di registrazione.
Posizione A B A A A
unita' radio
Azione Registra Registra Non ri- Timeout Timeout
unita' radio su A su B registra di A e di B
registra
Archivio re- A B B A A
gistrazione
primaria Archivi unita'
Archivi re- NULLO A A B NULLO radio
gistrazione NULLO NULLO NULLO NULLO NULLO
temporizzata
Archivi re- A B B A A
gistrazione
primaria Archivi rete
Archivi re- NULLO A A B NULLO
gistrazione NULLO NULLO NULLO NULLO NULLO
temporizzata
FIGURA 10.1 - ESEMPIO 1
Posizione A B C A A
unita' radio
Azione Registra Tenta di Registra Non Fa una
unita' radio su A registra- su C registra chiamata
re su B - registra-
risposta zione impli-
non ricevuta cita su A
Archivio re- A NULLO C C A
gistrazione
primaria Archivi unita'
Archivi re- NULLO A NULLO NULLO C radio
gistrazione NULLO NULLO A A NULLO
temporizzata
Archivi re- A B C C A
gistrazione
primaria Archivi rete
Archivi re- NULLO A B B C
gistrazione NULLO NULLO A A B
temporizzata
FIGURA 10.2 - ESEMPIO 2
10.2. Necessita' di memoria e di temporizzazione
10.2.1. Requisiti
Allo scopo di applicare le procedure descritte nella presente sezione, l'unita' radio avra' i seguenti requisiti di memoria, adeguati alla rete selezionata:
a) La memoria di lettura/scrittura, che sara' protetta dagli effetti dello spegnimento dell'unita' radio o dall'asportazione della sorgente di alimentazione dell'unita', in modo che la memoria non venga danneggiata per almeno 120 ore dopo tale evento.
i. L'ultimo valore di NA (numero massimo di archivi di registrazione che l'unita' radio conservera' contemporaneamente), adeguato alla rete selezionata, secondo qualsiasi messaggio BCAST (SYSDEF = '00011') che sia stato decodificato con successo durante l'attivita' sulla rete selezionata. Se non sono conservati dati validi per il valore di NA, allora l'unita' radio assume un valore di default NA = 1 e lo mantiene fino a quando un messaggio BCAST (SYSDEF = '00011') viene decodificato dalla rete selezionata.
ii. L'archivio di registrazione primaria applicabile alla rete selezionata. L'archivio di registrazione comprendera' il valore del codice AREA verificato (oltre ad un indicatore NULL, se possibile) e potra' comprendere il numero di canale di controllo su cui e' stato eseguito quel tentativo di registrazione esplicita od implicita.
L'archivio di registrazione comprendera' anche un indicatore che indichera' se l'archivio di registrazione primaria e' normale o temporaneo. Fino allo spegnimento dell'unita' radio - o si esegue un'operazione equivalente - l'indicatore sara' anche in grado di indicare uno stato indefinito prima di essere fissato.
Nota: L'unita' radio rifiutera' eventuali dati conservati nella memoria protetta di lettura/scrittura, a meno che la loro validita' non sia ragionevolmente garantita. Va anche sottolineato che i valori descritti nei sottoparagrafi a)i e a)ii possono esserre conservati in una RAM non protetta mentre sono operativi, per essere poi trasferiti ad una RAM protetta al momento dello spegnimento dell'unita' o di un'operazione equivalente.
b) Nella memoria di lettura/scrittura:
i. (NA-1) archivi di registrazione temporizzata che, con l'archivio di registrazione primario specificato nel punto a)ii, formano gli archivi di registrazione NA applicabili alla rete selezionata. Ogni archivio comprendera' il codice AREA verificato (oltre ad un indicatore NULL, se possibile) e un indicatore per indicare se l'archivio di registrazione e' normale o temporaneo (l'indicatore sara' anche in grado di indicare uno stato non definito, prima di essere fissato). Ciascuno archivio potra' comprendere il numero di canale di controllo su cui sono stati eseguiti i tentativi di registrazione esplicita od implicita.
L'unita' radio rifiutera' qualsiasi archivio di registrazione temporizzata conservato nella sua memoria di lettura/scrittura quando sara' trascorso un tempo TD dal momento in cui l'archivio di registrazione e' stato scritto nella memoria di lettura/scrittura.
ii. Almeno 8 valori diversi del sottocampo AREA del codice identificativo di sistema ricevuto, verificato al momento dell'acquisizione del canale di controllo su cui e' stato negato un tentativo di registrazione dell'unita' radio. Questi saranno gestiti da un elenco FIFO: quando l'unita' radio ha un elenco completo di voci, qualunque aggiunta all'elenco eliminera' la voce inserita per prima.
iii. Il valore piu' recente del parametro REG ricevuto sul canale di controllo, per indicare se il canale di controllo si trova in modo di registrazione normale o temporanea (verra' indicato uno stato indefinito prima della ricezione di REG in una sessione).
c) Nella memoria di sola lettura, che sara' fissata con la personalizzazione della rete:
i. Un valore del campo ZONA che sara' designato come ZONA "di residenza" dell'unita' radio.
10.2.2. Azione al momento dello spegnimento o dell'accensione o in
caso di azioni equivalenti
I dati previsti al punto 10.2.1 b) saranno eliminati ad un certo punto, tra lo spegnimento dell'unita' radio e l'approntamento al servizio dopo essere stata riaccesa. Per questi motivi, un cambiamento sulla rete selezionata avviato dall'utente sara' considerato come equivalente allo spegnimento dell'unita' radio.
Se, al momento dello spegnimento (o azione equivalente), l'archivio di registrazione primaria e' considerato indefinito (ved. sezioni 10.4.1.1, 10.4.2.1, 10.5.1.1 e 10.5.2.1), esso verra' marcato come normale ad un certo punto, compreso tra lo spegnimento dell'unita' e il suo approntamento al servizio dopo essere stata riaccesa.
10.2.3. Valore di un archivio NULL
Un archivio NULL contiene il codice AREA e un indicatore NULL.
10.3. Operazioni al momento della conferma di un canale di controllo Un'unita' radio non eseguira' tentativi di accesso casuale prima di aver ottenuto la conferma del canale di controllo (ved. 9.3.4.4).
Quando un'unita' radio conferma un canale di controllo, dovra' allora:
1. se il codice AREA verificato e' zero, oppure se l'unita' radio e' personalizzata con un campo AREA di lunghezza zero, oppure se essa si trova in modo di riserva, l'unita' non cerchera' di registrare con accesso casuale e non creera' od alterera' qualunque archivio di registrazione. L'unita' radio annotera' che non e' necessaria la registrazione e sara' libera di inoltrare le chiamate.
Altrimenti:
2. se il codice di area verificato si trova nell'elenco delle registrazioni negate, l'unita' radio riprendera' la scansione (ved. sezione 9).
Altrimenti:
3. se l'unita' radio non conserva un archivio di registrazione per il codice AREA verificato, l'unita' radio tentera' di registrare con accesso casuale (ved. sezione 10.4), secondo le regole ordinarie (ved. __7.3__).
Altrimenti:
4. se l'unita' radio conserva un archivio di registrazione del Codice AREA verificato, non tentera' di registrare. Se l'unita' radio e' del tipo che permette di memorizzare il numero di canale relativo in ogni archivio di registrazione e, se il numero di canale memorizzato e' diverso dal numero attuale, allora l'unita' radio sostituira' il numero di canale memorizzato nell'archivio con il numero di canale attuale, senza peraltro influire sull'archivio di registrazione o sul temporizzatore ad esso associato.
Dopo essere confermata su un canale di controllo, l'unita' radio trasmettera' soltanto messaggi RQR, oppure un riconoscimento in risposta ad un messaggio Ahoy con IDENT1 = REGI (__8.2.2.4__), fino a quando non otterra' un archivio di registrazione relativo al codice AREA verificato (a meno che il codice AREA verificato non sia zero, oppure l'unita' radio sia personalizzata con un campo AREA di lunghezza zero, oppure essa si trovi in modo di riserva). Se mentre e' attiva su un canale di controllo l'unita' radio non conserva piu' un archivio di registrazione relativo al codice AREA verificato, trasmettera' soltanto messaggi RQR o un riconoscimento in risposta ad un messaggio Ahoy con IDENT1 = REGI (__8.2.2.4__), fino ad ottenere un archivio di registrazione relativo al codice AREA verificato (a meno che il codice AREA verificato non sia zero, oppure l'unita' ra- dio sia personalizzata con una lunghezza di codice AREA pari a zero, oppure si trovi in modo di riserva). Se la trasmissione viene limitata perche' non e' presente un archivio di registrazione adeguato, l'unita' radio obbedira' a qualunque messaggio applicabile ricevuto, cosi' come viene acquisito, purche' facendo cio' non debba trasmettere sul canale di controllo (diverso da RQR o da un ACK ad un AHY con IDENT1 = REGI).
In qualunque momento l'unita' radio entri in possesso di un archivio di registrazioni a buon fine riferito al codice area verificato, essa potra' trasmettere liberamente qualunque messaggio, in conformita' con questa specifica.
10.4. Procedure di registrazione
10.4.1. Registrazione con accesso casuale
Quando un'unita' radio determina la necessita' di registrarsi, tentera' di farlo ad accesso casuale, usando le procedure definite in parte 1a, Sezione 2, sezione 8.2.2. Va notato che se la registrazione determinata dalla ricezione di unmessaggio BCAST (SYSDEF = '00011'), allora le azioni prescritte nella sezione 10.7 c) o d) saranno eseguite prima di quelle definite piu' avanti.
Se il tempo limite ad accesso casuale TC termina e l'unita' radio non ha inviato una richiesta di registrazione (__8.2.2.2__), essa avviera' le procedure di acquisizione del canale di controllo (sezione 9).
Purche' l'archivio di registrazione primaria non sia gia' un NULL contenente lo stesso codice AREA di quello attualmente verificato, l'unita' radio trasmettera' immediatamente il primo messaggio di richiesta registrazione ad accesso casuale e:
a. Trasformera' l'archivio di registrazione primario in un archivio temporizzato con un temporizzatore appena avviato e, se necessario, ritardera' l'archivio di registrazione temporizzata piu' prossimo
all'esaurimento (ved. sezione 10.6), e
b. creera' un archivio NULL come archivio di registrazione primaria.
Va notato che i requisiti di questo paragrafo non si applicano alla ripetizione della trasmissione del messaggio di richiesta nello stesso tentativo di registrazione.
Le operazioni eseguite dopo la trasmissione di una richiesta di registrazione ad accesso casuale saranno quelle specificate nei paragrafi da 10.4.1.1 a 10.4.1.5.
10.4.1.1. Registrazione accettata
Il tentativo di registrazione sara' considerato a buon fine al ricevimento di ACK (QUAL = '0'). L'unita' radio:
a. Convertira' l'archivio primario NULL in un archivio di
registrazione primaria a buon fine, togliendo l'indicatore NULL, e
b. se l'unita' radio ha ricevuto un parametro REG (ved. 10.7) dall'inizio della sezione, essa marchera' l'archivio di registrazione come normale o temporaneo corrispondente all'ultimo valore di REG ricevuto. Se l'unita' radio non ha ricevuto un parametro di REG (ved.
10.7) dall'inizio della sessione, essa marchera' l'archivio di registrazione come indefinito (ved. anche 10.2.2 e 10.7).
10.4.1.2. Registrazione negata
Il tentativo di registrazione sara' considerato negato alla ricezione di un ACKX (QUAL = '0'). L'unita' radio:
a. scrivera' il codice AREA nell'elenco degli archivi di
registrazione negata (ved. sezione 10.2) e
b. avviera' le procedure di acquisizione del canale di controllo (vedi sez. 9)
10.4.1.3. Registrazione fallita
Il tentativo di registrazione sara' considerato fallito quando ricevera' ACKX (QUAL = '1').
L'unita' radio ricomincera' la scansione, vedere 9.4.1, e dopo aver confermato un canale di controllo ed aver ricevuto un messaggio Aloha confacente, ricomincera' un tentativo di registrazione ad accesso casuale, in conformita' con la sezione 8.2.2. di Parte 1a, Sezione 2.
Va notato che, fino a quando non si ottiene una registrazione andata a buon fine, l'unita' radio non tentera' di trasmettere messaggi diversi da RQR, oppure un riconoscimento in risposta ad un messaggio Ahoy con IDENT1 = REGI (__8.2.2.4__), ma continuera' ad obbedire a qualsiasi messaggio ricevuto, purche' facendo cio' non debba trasmettere sul canale di controllo (diverso da RQR, o da un ACK ad un Ahoy con IDENT1 = REGI).
10.4.1.4. Tempo limite del tentativo di registrazione
Se l'unita' radio va in tempo limite aspettando ulteriori segnalazioni relative alla registrazione (__8.2.2.4__), oppure se annulla il suo stato di attesa come definito nella zezione 9.4.2, avviera' le procedure di acquisizione del canale di controllo (sezione 9).
10.4.1.5. Richiesta di registrazione ricevuta durante una transazione
di registrazione ad accesso casuale
Se, aspettando una risposta ad un messaggio di richiesta di registrazione ad accesso casuale, l'unita' radio riceve una messaggio ALHR inviato ad essa singolarmente, l'unita' radio inviera' una richiesta di registrazione RQR in conformita' con Parte 1a, Sezione 2, sezione 8.3.2.1 a2 (l'unita' radio non inviera' una richiesta di emergenza RQE).
Si proseguira' quindi come definito nelle sezioni da 10.4.1.1 a 10.4.1.4 e nelle sezioni 7.3 e 8.2.2.2 della Parte 1a, Sezione 2.
10.4.2. Registrazione su richiesta
Se, essendo confermata su un canale di controllo e non cercando di registrarsi con accesso casuale, un'unita' radio riceve un ALHR applicabile inviato ad essa singolarmente, essa convertira' l'archivio di registrazione esistente per il codice AREA, che e' attualmente utilizzato, in un archivio NULL e cerchera' di registrare, in conformita' alle procedure descritte in Parte 1a, Sezione 2, sezione 8.3.2.
Purche' l'archivio di prima registrazione non sia ora NULL, e contenga un codice AREA uguale a quello attualmente verificato, allora, quando viene eseguito un tentativo di registrazione (in seguito ad una richiesta), l'unita':
a. modifichera' l'archivio di registrazione primaria che diventera' un archivio di registrazione temporizzata, cancellando, se necessario, l'archivio di registrazione piu' vicino all'esaurimento (ved. sezione 10.6), e
b. creera' un archivio NULL come archivio di registrazione primaria.
L'unita' radio, dopo aver trasmesso un RQR su richiesta e non tentando di registrare con accesso casuale, eseguira' le operazioni descritte nelle sezioni da 10.4.2.1 a 10.4.2.3.
10.4.2.1. Registrazione accettata
Al ricevimento di ACK (QUAL = '0'), la registrazione sara' considerata accettata e l'unita' radio:
a. convertira' l'archivio primario NULL in un archivio di
registrazioni a buon fine (togliendo l'indicatore NULL), e
b. se l'unita' radio ha ricevuto un parametro REG (ved. 10.7) dall'inizio della sezione, essa marchera' l'archivio di registrazione come normale o temporaneo, secondo il valore ultimo di REG ricevuto.
Se l'unita' radio non ha ricevuto un parametro REG (ved. 10.7) dall'inizio della sessione, essa marchera' l'archivio di registrazione come indefinito (ved. anche 10.2.2 e 10.7).
10.4.2.2 Registrazione negata
La registrazione sara' negata ricevendo ACKX (QUAL = '0'). Quando viene ricevuto questo messaggio, l'unita' radio:
a. scrivera' il codice AREA nell'elenco degli archivi delle
registrazioni negate, e
b. avviera' le procedure di acquisizione del canale di controllo (sezione 9).
10.4.2.3. Nessun riconoscimento ricevuto
Se non viene ricevuta una risposta entro WAIT+1 slot, l'unita' radio non eseguira' modifiche conseguenti all'archivio di registrazione.
Se, in seguito all'azione prescritta nel para. 10.4.2, l'unita' radio non presenta un archivio di registrazione per il codice AREA verificato, essa cerchera' di registrarsi con accesso casuale.
10.5. Registrazione implicita
Quando un'unita' radio partecipa ad una transazione di segnalazione su un canale di controllo per cui essa conserva un archivio di registrazione temporizzata, allora, nelle circostanze definite in questa sezione, l'unita' radio e' implicitamente riregistrata e viene creato un archivio di registrazione primaria per il codice AREA verificato. Va notato che le condizioni richieste in questa sezione si applicano soltanto quando l'unita' radio e' sintonizzata su un canale di controllo per il quale conserva un archivio di registrazioni temporizzate a buon fine e soltanto quando essa funziona in modo normale (e non in modo di riserva).
10.5.1. Registrazione implicita dell'unita' radio chiamante
La trasmissione di un messaggio ad accesso casuale, diverso dalla segnalazione di RQR, RQX o RQQ puo' comportare una registrazione implicita, come definito nelle sezioni da 10.5.1.1 a 10.5.1.4.
10.5.1.1. Registrazione implicita a buon fine
La registrazione implicita sara' considerata andata a buon fine quando si ricevera' qualunque dei seguenti messaggi applicabili alla chiamata:
- ACK (QUAL = '0)
- ACK (QUAL = '1') se e' necessario l'annullamento della chiamata
- ACKV
- ACKE (QUAL = '0')
- ACKT (QUAL = '0')
- ACKB (QUAL = '0')
- GTC
Al ricevimento di qualunque di questi messaggi (tranne nel caso in cui l'archivio di registrazione primaria corrisponda ora al codice AREA verificato), l'unita' radio:
a. cancellera' l'archivio di registrazione primaria corrispondente al
codice AREA verificato (se l'archivio esiste ancora) e
b. convertira' l'archivio di registrazione primaria in un archivio di
registrazione temporizzata con un temporizzatore appena avviato, e
c. creera' un archivio di registrazione primaria per il codice AREA verificato, e
d. se l'unita' radio ha ricevuto un parametro REG (ved. 10.7) dall'inizio della sessione, marchera' il nuovo archivio di registrazione primaria come normale o temporaneo, in relazione all'ultimo valore di REG ricevuto. Se l'unita' radio non ha ricevuto un parametro REG (ved. 10.7) dall'inizio della sessione, essa marchera' l'archivio di registrazione come indefinito (ved. anche 10.2.2 e 10.7).
Se l'archivio di registrazione primaria e NULL per il codice area verificato, allora ricevendo questi messaggi, l'unita' radio convertira' l'archivio primario in un archivio di registrazione a buon fine (togliendo l'indicatore NULL).
10.5.1.2. Registrazione implicita fallita
La registrazione implicita si considera' fallita se si riceve un ACKX relativo alla chiamata. Ricevendo l'ACKX, l'unita' radio non eseguira' modifiche consequenziali sugli archivi di registrazione e ritornera' in stato di riposo.
10.5.1.3. Tempo limite della registrazione implicita
Se l'unita' radio va in tempo limite in attesa di ulteriori segnalazioni relative ad una chiamata (tempo limite di TA, TJ o TW), oppure se annulla il proprio stato di attesa per avviare le procedure di acquisizione del canale di controllo (ved. 9.4.2), allora (a meno che l'archivio di registrazione primaria corrisponda ora al codice AREA verificato, compreso il caso in cui sia NULL), l'unita' radio:
a. convertira' l'archivio di registrazione primaria esistente in un archivio di registrazione temporizzata con un temporizzatore appena avviato, cancellando, se necessario, l'archivio di registrazione
temporizzata piu' prossimo all'esaurimento, e
b. creera' un archivio NULL come archivio di registrazione primaria.
Se l'unita' radio e' andata in tempo limite durante l'attesa (cioe', se non ha annullato il proprio stato di attesa), essa ritornera' allo stato di riposo oppure avviera' le procedure di acquisizione del canale di controllo (sezione 9).
10.5.1.4. Operazioni in caso di spegnimento o di eventi equivalenti Se, mentre l'unita' radio e' in attesa di ulteriore segnalazione per la chiamata, essa viene spenta (o subisce eventi simili), oppure se l'utente seleziona una rete diversa, l'unita' radio creera' (a meno che l'archivio di registrazione primaria ora corrisponda al codice AREA verificato, anche se NULL) un archivio NULL come archivio di registrazione primaria (va notato che l'unita' radio puo' essere progettata in modo da non richiedere elaborazione dopo lo spegnimento).
10.5.2. Registrazione implicita dell'unita' radio chiamata
Se l'unita' radio trasmette ACK (QUAL = '0') o ACKI (QUAL = '0') in risposta ad un messaggio AHY per una chiamata in arrivo sul canale di traffico (__9.2.2.2A__), cio' puo' comportare la registrazione implicita, descritta nei punti da 10.5.2.1 a 10.5.2.4.
10.5.2.1. Registrazione implicita a buon fine
La registrazione implicita sara' considerata andata a buon fine se si ricevera' un messaggio GTC o AHYX relativo alla chiamata in arrivo.
Ricevendo uno di questi due messaggi (a meno che l'archivio di registrazione primaria corrisponda ora al codice AREA verificato), l'unita' radio:
a. cancellera' l'archivio di registrazione temporizzata corrispondente al codice AREA verificato (se esiste ancora l'archivio
e indipendentemente dal fatto che esso sia normale o temporaneo) e
b. convertira' l'archivio di registrazione primaria in un archivio di
registrazione temporizzata con un temporizzatore appena avviato, e
c. creera' un archivio di registrazione primaria per il codice AREA verificato, e
d. se l'unita' radio ha ricevuto un parametro REG (ved. 10.7) dall'inizio della sessione, essa marchera' il nuovo archivio di registrazione, primaria come normale o temporaneo, secondo l'ultimo valore di REG ricevuto. Se l'unita' radio non ha ricevuto un parametro REG (ved. 10.7) dall'inizio della sessione, essa marchera' l'archivio come indefinito (ved. anche punti 10.2.2 e 10.7).
10.5.2.2. Registrazione implicita fallita
Se, aspettando ulteriori segnalazioni relative ad una chiamata in arrivo su un canale di traffico, l'unita' radio riceve un messaggio AHY relativo ad una chiamata entrante su un canale di traffico diverso, e se invia ACK (QUAL = '0') o ACKI (QUAL = '0'), l'unita' radio non eseguira' modifiche conseguenti agli archivi di registrazione e seguira' le procedure descritte al punto 10.5.2 secondo il nuovo AHY.
10.5.2.3. Tempo limite della registrazione implicita
Se l'unita' radio va in tempo limite aspettando ulteriori segnalazioni relative ad una chiamata entrante su un canale di traffico (tempo limite di TA), oppure se annulla il proprio stato di attesa a causa dell'avvio delle procedure di acquisizione del canale di controllo (ved. 9.4.2), allora (a meno che l'archivio di registrazione primaria corrisponda ora al codice AREA verificato, anche se NULL) l'unita' radio:
a. convertira' l'archivio di registrazione primaria esistente in un archivio di registrazione temporizzata con un temporizzatore appena avviato, ritardando, se necessario, l'archivio di registrazione
temporizzata piu' vicino all'esaurimento e
b. creera' un archivio NULL come archivio di registrazione primaria.
Se l'unita' radio e' andata in tempo limite durante l'attesa (cioe', se non ha annullato il proprio stato di attesa), essa tornera' allo stato di riposo.
10.5.2.4. Operazioni in caso di spegnimento o di eventi equivalenti Se, mentre l'unita' radio e' in attesa di ulteriore segnalazione per la chiamata entrante sul canale di traffico, essa viene spenta (o subisce eventi simili), oppure se l'utente seleziona una rete diversa, l'unita' radio creera' (a meno che l'archivio di registrazione primaria ora corrisponda al codice AREA verificato, anche se NULL) un archivio NULL come archivio di registrazione primaria (va notato che l'unita' radio puo' essere progettata in modo
da non richiedere elaborazione dopo lo spegnimento).
10.6. Tempo limite dell'archivio di registrazione
Il temporizzatore per un archivio di registrazione (valore di tempo limite TD) sara' avviato quando l'archivio non e' piu' archivio di registrazione primaria.
L'unita' radio cancellera' qualunque archivio di registrazione (anche un archivio NULL) che cessi di essere un archivio di registrazione primaria in seguito all'esaurimento del tempo TD.
Se la cancellazione in seguito al tempo limite si verifica mentre l'unita' radio e' attiva su un canale di controllo e se porta l'unita' radio a non avere un archivio di registrazione a buon fine che corrisponda ad un codice AREA di cui si e' ricevuta conferma, l'unita' cerchera' di registrarsi esplicitamente con accesso casuale, come descritto nel para. 10.4.1.
10.7. Operazioni eseguite in seguito al ricevimento dei parametri di registrazione di trasmissione
a. Se il valore di NA ricevuto e' inferiore al numero di archivi di registrazione attualmente memorizzati, l'unita' radio cancellera' il numero di archivi in eccesso, conservando soltanto l'archivio di registrazione primaria e (NA-1) archivi di registrazione temporizzata piu' recenti.
b. Se l'unita' radio conserva un archivio di registrazione indefinito per il codice AREA verificato, l'archivio sara' considerato normale o temporaneo, secondo il valore di REG ricevuto.
c. Se l'unita' radio riceve REG = '0' mentre e' attiva su un canale di controllo, essa registra che il canale si trova in stato di registrazione normale.
Se l'unita' radio conserva un archivio di registrazione temporanea per il codice AREA verificato, essa cancella l'archivio e tenta di registrare ad accesso casuale.
d. Se l'unita' radio riceve REG = '1' mentre e' attiva su un canale di controllo, essa registra che il canale si trova in stato di registrazione temporanea.
Se l'unita' radio conserva un archivio di registrazione normale (non temporanea) per il canale di controllo e il valore ZONE del codice identificativo di sistema verificato e'diversodalla ZONE"di residenza" dell'unita' radio, allora quest'ultima indichera' come temporaneo l'archivio di registrazione.
Va sottolineato che b), c) e d) sono applicabili a tutti gli archivi di registrazione conservati dall'unita' radio, e non solo agli archivi primari.
10.8. Modo di riserva
Qualsiasi unita' radio (che attui o meno l'opzione di servizio in riserva) che riceva un messaggio ALHF su un canale di controllo per il quale il codice AREA verificato corrisponde all'archivio di registrazione, ma per il quale il codice ZONE verificato non corrisponda alla propria residenza, marchera' tale archivio di registrazione come temporaneo.
10.8.1. Inserimento del modo di riserva
Inserendo il modo di riserva (ved. 13.3), l'unita' radio continua a conservare gli archivi di registrazione. Mentre si trova in modo di riserva ed e' confermata sul canale di riserva, l'unita' radio non tenta di registrarsi ad accesso casuale o utilizza i messaggi del canale di controllo per eseguire una registrazione implicita.
L'unita' radio puo' inoltrare e ricevere chiamate liberamente, anche se l'unita' non ha un archivio di registrazione per il codice AREA verificato.
10.8.2. Abbandono del modo di riserva
Abbandonando il modo di riserva, l'unita' radio tenta di registrarsi, come specificato nei para. 10.3 o 10.7.
11. ELABORAZIONE DELLE CHIAMATE
In questa sezione, la numerazione dei paragrafi e' ottenuta facendoprecederela numerazione della Parte 1a, Sezione 2 da "11".
Quindi, i sottoparagrafi si riferiscono direttamente - e dovrebbero essere letti in parallelo con esse - alle sezioni della Parte 1a,, Sezione 2. Le condizioni fissate dalla Parte 1a, Sezione 2 sono anche obbligatorie in questa specifica. Ciascuno dei sottoparagrafi seguenti definisce irequisiti delle funzioni e dei dispositivi relativi all'unita' radio per l'elaborazione delle chiamate. Questi requisiti sono classificati nel modo seguente:
Obbligatorio - L'unita' radio dovra' realizzare questa funzione d'utente.
Opzione normalizzata - Se l'unita' radio realizza questa funzione, deve farlo almeno nel modo specificato.
Disponibile per la personalizzazione - Se il TSC realizza tale funzione personalizzata e se l'unita' radio realizza la funzione, cio' deve avvenire nel modo fissato dal gestore di rete di quel TSC.
Tali funzioni non modificheranno le funzioni normalizzate esistenti.
Se l'unita' radio non capisce la funzione personalizzata nel contesto del sistema che sta utilizzando, ignora la funzione stessa. L'unita' radio non contravverra' ad alcuno dei requisiti fissati nella sezione 5 della Parte 1a, Sezione 2.
Facoltativo - L'unita' radio puo' usare queste informazioni o realizzare la funzione a discrezione del costruttore.
Informativo - La sezione corrispondente di Parte 1a, Sezione 2 e' soprattutto informativa o relativa soltanto alle specifiche di TSC, senza fissare direttamente requisiti per l'unita' radio. I requisiti relativi possono comunque essere trovati in altre sezioni.
L'unita' radio ignorera' i campi dei messaggi ricevuti che non capira'.
11.1. Introduzione
Informativo.
11.1.1. Funzioni a disposizione dell'utente
Informativo.
11.1.1.1. Tipi di chiamata
Informativo.
11.1.1.2. Inoltro di chiamate
L'unita' radio dovra' obbligatoriamente essere in grado di inoltrare chiamate ad unita' radio singole e ad unita' collegate sulla linea.
La capacita' di inoltrare chiamate alle altre destinazioni elencate e' un'opzione normalizzata.
L'unita' radio dovra' obbligatoriamente essere in grado di eseguire chiamate a conversazione inter-preffiso, nonostante cio' non richieda necessariamente che l'utente inserisca il numero di prefisso (ved. sezione 8.2).
La sezione 8.1 definisce i requisiti dell'unita' radio per l'utilizzo di informazioni sull'andamento della chiamata inviata dal TSC.
11.1.1.3. Ricezione di chiamate
E' obbligatorio poter rispondere alle chiamate entranti indirizzate correttamente e ricevute. Questo requisito comprende le chiamate inter-prefisso. Tuttavia, la risposta puo' essere un rifiuto della chiamata stessa; per esempio nel caso in cui l'unita' radio non abbia un particolare dispositivo non obbligatorio, oppure se l'utente ha disposto di rifiutare determinate chiamate.
La realizzazione di un controllo di occupato e' un'opzione normalizzata.
La realizzazione di un controllo di ripetizione della chiamata e' un'opzione normalizzata.
La realizzazione di un "controllo della condizione di pronto per comunicare" (RFCC) e' obbligatoria.
I requisiti delle segnalazioni di funzionamento sono specificati nella sezione 8.1.
11.1.1.4. Deviazione delle chiamate
La deviazione delle chiamate e un'opzione standard. La riselezione automatica per l'IDENT di deviazione e' facoltativa.
11.1.2. Caratteristiche e funzioni del sistema
11.1.2.1. Dimensioni del sistema
L'unita' radio dovra' obbligatoriamente essere in grado di memorizzare come indirizzo singolo qualunque indirizzo compreso nel
campo completo di indirizzamento. Inoltre, essa dovra' obbligatoriamente essere in grado di memorizzare come propri indirizzi di gruppo fino a 4 indirizzi tra quelli compresi nel campo di indirizzamento completo (ved. sezione 6).
11.1.2.2. Controllo del sistema
Informativo. Ved. sezione 13 della presente specifica per aver dettagli sul funzionamento in modo di riserva, che e' un'opzione normalizzata.
11.1.2.3. Gestione delle chiamate
Informativo. I requisiti di riservatezza sono definiti nella sezione 11.15.
11.1.2.4. Sistema multi-sito
Informativo. Le procedure di registrazione sono definite nella Sezione 10 della presente specifica.
11.1.3. Guida ad alcuni aspetti chiave di protocollo
Informativo.
11.1.3.1. Struttura della segnalazione del canale di controllo
Informativo.
11.1.3.2. Messaggi di segnalazione del canale di controllo
Informativo.
11.1.3.3. Protocollo ad accesso casuale
11.1.3.3.1. Principio di funzionamento
Informativo.
11.1.3.3.2. Caratteristiche del protocollo ad accesso casuale
Informativo.
11.1.3.4. Indirizzamento
Informativo. L'utilizzo dell'indirizzamento esteso e' obbligatorio nelle unita' radio che inoltrano una semplice chiamata ad un'altra unita' radio o ad un terminale d'utente a connessione diretta.
11.1.3.5. Esempi delle sequenze di segnalazione
Informativo.
11.1.3.5.1. Esempio: l'unita' radio chiama un gruppo
La possibilita' di fare chiamate a gruppi e' un'opzione normalizzata.
11.1.3.5.2. Esempio: l'unita' radio chiama un'unita' con lo stesso
prefisso
La possibilita' di fare chiamate di questo tipo e' obbligatoria.
11.1.3.5.3. Esempio: l'unita' radio chiama un'unita' con un prefisso diverso
La possibilita' di fare chiamate di questo tipo e' obbligatoria.
11.1.3.5.4. Esempio: l'unita' radio invia un messaggio dati breve
La possibilita' di fare chiamate di questo tipo e' un'opzione stand- ard.
11.2. Definizioni
Le definizioni elencate nella sezione 2 della Parte 1a, Sezione 2 sono coerenti con quelle elencate nella sezione 3 della presente specifica.
11.3. Formati di segnalazione
Informativo. I requisiti elencati in questa sezione si riferiscono soltanto alla segnalazione prescritta. Le segnalazioni non prescritte non sono trattate in questo documento.
11.3.1. Formato base
Obbligatorio come specificato.
11.3.1.1. LET
Obbligatorio come specificato.
11.3.1.2. Preambolo
Obbligatorio come specificato.
11.3.1.3. Messaggio
Obbligatorio come specificato.
11.3.1.4. Bit di hangover, H
Obbligatorio come specificato.
11.3.2. Formato di messaggio
Obbligatorio come specificato.
11.3.2.1. Sequenza di sincronizzazione della parola codice
Obbligatorio come specificato.
11.3.2.1.1. Sequenza di sincronizzazione della parola codice del
canale di controllo
Obbligatorio come specificato.
11.3.2.1.2. Sequenza di sincronizzazione della parola codice del
canale di traffico
Obbligatorio come specificato.
11.3.2.2. Parole codice
Obbligatorio come specificato.
11.3.2.3. Codifica e verifica errori
La codifica e' obbligatoria come specificato.
L'unita' radio non accettera' evntuali parole codice da cui il bit di parita' e la sindrome derivata indichino che si sono verificati 3 o piu' errori hardware in una serie di errori di lunghezza pari a 6 bit o piu'.
L'unita' radio rifiutera' qualsiasi parola di codice se non corregge potenziali errori di bit indicati dal coinsieme principale della sindrome.
L'unita' radio non deve necessariamente eseguire la correzione dell'errore, nonostante questa potrebbe semplificare la progettazione del ricevitore e del modem, a livello di prestazioni del ricevitore, come specificato nell'Allegato A.
11.3.3. Varianti per la trasmissione di segnalazioni
L'unita' radio sara' progettata per accogliere le varianti specificate.
11.3.3.1. Formato del messaggio singolo
Obbligatorio come specificato.
11.3.3.2. Formato del messaggio multiplo sul canale di traffico
Obbligatorio come specificato.
11.3.3.3. Formato del canale di controllo uscente
11.3.3.3.1. Formato del canale di controllo di base
Obbligatorio come specificato.
11.3.3.3.2. Spostamento della parola codice dati
Obbligatorio come specificato.
11.4. Indirizzamento
L'unita' radio capira' gli speciali IDENTS o DUMMYI che sono necessari alle procedure di chiamata obbligatorie e anche quelli necessari alle altre opzioni normalizzate realizzate nell'unita'.
11.5. Strutture delle parole codice
I messaggi normalizzati compresi dall'unita' radio sono definiti nelle sezioni seguenti.
Campi normalizzati
Obbligatorio come specificato.
Campi riservati
Obbligatorio come specificato.
Campi di riserva e parole codice
Disponibili per la Personalizzazione nel modo specificato.
11.5.1. Parola codice di sistema del canale di controllo (CCSC)
E' obbligatorio usare la CCSC per la sincronizzazione degli slot.
11.5.2. Strutture delle parole codice di indirizzo generale
Informativo.
11.5.3. Elenco delle parole codice di indirizzo
I messaggi ricevuti dall'unita' radio che sono compresi da questa e per cui essa esegue qualsiasi azione obbligatoria necessaria:
GTC,
ALH, ALHS, ALHX, ALHR, ALHF
ACK, ACKI, ACKQ, ACKV, ACKT, ACKB, ACKX
ACKE (se configurata per inviare messaggi RQE)
AHY, AHYX, AHYQ, AHYC
MAINT, MOVE, CLEAR, BCAST
I messaggi ricevuti dall'unita' radio che sono compresi da questa e per cui essa esegue qualsiasi azione obbligatoria necessaria se e' stata indirizzata selettivamente, e che sono usati come opzione normalizzata dall'unita' se l'indirizzo non e' selettivo:
ALHD, ALHE
Messaggi ricevuti dall'unita' radio che essa comprende come opzione normalizzata:
MARK, HEAD
Messaggi le cui funzioni non sono ancora state definite (informativi):
SAMO
Messaggi che l'unita' radio dovra' inviare per protocollo (obbligatori):
ACKI (QUAL = '0')
ACK, ACKX
RQS, RQX, RQR, RQQ (indicanti lo stato di gancio)
MAINT (ved. sezione 11.5.5.4.2. per i messaggi applicabili)
SAMIS
Messaggi che l'unita' radio puo' inviare in formato normalizzato, se ammesso dal protocollo (opzione normalizzata):
ACKV, ACKB
RTQ, RQE, RQC, RQQ (non per lo stato di gancio)
HEAD
Messaggi le cui funzioni devono ancora essere definite (informativi):
SAMIU, RQD
I campi di messaggio riservati e di riserva saranno quelli previsti.
11.5.4. Messaggio Vai al Canale di Traffico - GTC
Obbligatorio come specificato.
11.5.5. Messaggi della categoria '000'
11.5.5.1. Messaggi Aloha (tipo '00')
L'unita' radio dovra' usare obbligatoriamente i messaggi ricevuti seguenti nell'esecuzione di tentativi ad accesso casuale:
ALH, ALHS, ALHX, ALHR
Come opzione normalizzata, l'unita' radio utilizzera' i messaggi ricevuti seguenti, nei suoi tentativi di accesso casuale:
ALHD, ALHE
L'unita' radio dovra' obbligatoriamente comprendere il messaggio ALHF; la realizzazione del modo di riserva e' un'opzione normalizzata dell'unita' (ved. sezione 13).
L'uso dei campi WT, M, CHAN4 e N sara' obbligatorio quando si utilizzano i messaggi Aloha. I bit CHAN4 corrispondono ai 4 bit meno significativi del numero di canale CHAN a 10 bit (ved. sezione 5).
L'unita' radio dovra' obbligatoriamente rispondere a tutti i messaggi Aloha ad indirizzo selettivo (cioe', quelli indirizzati verso quell'unita' specifica, ved. __7.4.1__).
11.5.5.2. Messaggi di riconoscimento (tipo '01')
I messaggi ricevuti dall'unita' radio che la stessa comprende e per cui esegue eventuali azioni obbligatorie:
ACK, ACKI, ACKQ, ACKX, ACKV, ACKT, ACKB
Messaggi ricevuti dall'unita' radio, compresi da questa e per cui essa esegue eventuali azioni obbligatorie, se e' configurata per inviare messaggi RQE:
ACKE
Messaggi che l'unita' radio inviera' quando richiesto dal protocollo (obbligatori):
ACK, ACKX, ACKI, (QUAL = '0')
Messaggi inviati dall'unita' radio in formato normalizzato, se permesso dal protocollo (opzione normalizzata):
ACKV, ACKB
11.5.5.2.1. Riconoscimento di messaggi inviati dal TSC
Messaggi ricevuti e compresi dall'unita' radio, e per i qualli essa eseguira' eventuali azioni obbligatorie necessarie:
ACK, ACKI, ACKQ, ACKX, ACKV, ACKT, ACKB
ACKE (se configurata per inviare messsaggi RQE)
L'uso del campo QUAL del messaggio ricevuto e' un'opzione normalizzata, tranne nel caso in cui:
1. segnalazioni di funzionamento obbligatorie siano richieste nella sezione 8.1.
2. il protocollo di Parte 1a, Sezione 2 richieda un'azione obbligatoria diversa, basata sul campo QUAL.
L'utilizzo dell'indirizzo di deviazione o del numero delle parole codice dati accodate ad ACKT (QUAL = '0') e' facoltativo.
ACKT (QUAL = '1') e' riservato.
11.5.5.2.2. Riconoscimenti inviati dalle unita' radio
Messaggi inviati dall'unita' radio quando richiesto dal protocollo (obbligatori):
ACK (QUAL = '0' e QUAL = '1'), ACKX (QUAL = '0'), ACKI (QUAL = '0') Messaggi inviati dall'unita' radio in formato normalizzato, se cio' e previsto dal protocollo (opzione normalizzata):
ACKV (QUAL = '1'), ACKX (QUAL = '1')
ACKB (QUAL = '0' e QUAL = '1')
11.5.5.3. Messaggi di tipo '10' (richieste e Ahoy)
Informativo.
11.5.5.3.1. Messaggi di richiesta (tipo '10')
Messaggi inviati dall'unita' radio quando richiesto dal protocollo per l'esecuzione delle chiamate (obbligatori):
RQS, RQX, RQR
RQQ (per lo stato di gancio)
Messaggi inviati dall'unita' radio in formato normalizzato, se previsto dal protocollo (opzione normalizzata):
RQT, RQE, RQC
RQQ (non nello stato di gancio)
RQD e' riservato.
11.5.5.3.1.1. Richiesta di messaggio di chiamata "semplice", RQS
Obbligatorio per gli RQS contenenti:
(IDENT1 = Identificativo o IPFIXI) e
DT = '0' e
LEVEL = '1' e
EXT = '0' e
FLAG1 = '0' e
FLAG2 = '0'
Opzione normalizzata per altre combinazioni.
11.5.5.3.1.2. Richiesta di comunicazione dati standard, RQD
Informativo.
11.5.5.3.1.3. Messaggio di richiesta di transazione di
annullamento/eliminazione chiamata, RQX
Obbligatorio come specificato.
11.5.5.3.1.4. Messaggio di richiesta di deviazione di chiamata, RQT Opzione normalizzata.
11.5.5.3.1.5. Messaggio di richiesta di chiamata di emergenza, RQE
Opzione normalizzata.
11.5.5.3.1.6. Messaggio di richiesta di registrazione, RQR
Obbligatorio come specificato.
Il campo "Info" sara' costituito solo da zeri, salvo altrimenti specificato per la rete.
11.5.5.3.1.7. Richiesta di transazione di stato, RQQ
Obbligatoria per la segnalazione dello stato di gancio (ved. Parte 1a, Tomo 2, sezione 13). Altrimenti e' un'opzione normalizzata.
11.5.5.3.1.8. Messaggio di richiesta di trasmissione breve di dati, RQC
Opzione normalizzata.
11.5.5.3.2. Messaggi di Ahoy (tipo '10')
Messaggi ricevuti e compresi dall'unita' radio, e per i quali questa esegue eventuali azioni obbligatorie richieste:
AHY, AHYX, AHYQ, AHYC
11.5.5.3.2.1. Messaggio di verifica della disponibilita' generale,
AHY
L'unita' radio deve rispondere obbligatoriamente ad un messaggio AHY ad indirizzo selettivo. L'utilizzo dell'indirizzo in qualunque parola codice dati accodata all'AHY e' un'opzione normalizzata.
11.5.5.3.2.2. Sezione riservata
Informativa
11.5.5.3.2.3. Messaggio di annullamento dello stato di allerta, AHYX Obbligatorio come specificato.
11.5.5.3.2.4. Sezione riservata
Informativo.
11.5.5.3.2.5. Sezione riservata
Informativo.
11.5.5.3.2.6. Sezione riservata
Informativo.
11.5.5.3.2.7. Messaggio Ahoy di stato, AHYQ
Obbligatorio come specificato.
11.5.5.3.2.8. Messaggio di invito per dati brevi, AHYC
Obbligatorio come specificato.
11.5.5.4. Messaggio di controllo vari (Tipo '11')
Messaggi ricevuti e compresi dall'unita' radio e per i quali essa esegue eventuali azioni obbligatorie richieste.
MAINT, MOVE, CLEAR, BCAST
Messaggi ricevuti dall'unita' radio che il terminale radiomobile comprende come opzione normalizzata:
MARK
Messaggi che l'unita' radio inviera' dove richiesto dal protocollo (obbligatori):
MAINT (ved. sezione 11.5.5.4.2. per i messaggi applicabili)
11.5.5.4.1. Marcatore del canale di controllo, MARK
Si tratta di un'opzione normalizzata per l'unita' radio che utilizza il messaggio MARK.
I bit CHAN4 corrispondono ai 4 bit meno significativi del numero di canale a 10 bit (ved. sezione 5).
11.5.5.4.2. Messaggio di mantenimento della chiamata, MAINT
Messaggi ricevuti e compresi dall'unita' radio e per i quali essa esegue eventuali azioni obbligatorie richieste.
MAINT (OPER = '110', '111')
Messaggi che l'unita' radio inviera' dove richiesto dal protocollo (obbligatori):
MAINT (OPER = '000', '001', '010', '011')
11.5.5.4.3. Messaggio di chiusura collegamento, CLEAR
Obbligatorio come specificato.
Se l'unita' radio riceve un messaggio CLEAR mentre il campo CONT e' composto da '0000000000', l'unita' radio potra' ritornare sull'ultimo canale di controllo attivo, oppure rimanere sul canale di riserva nominato se si trova in modo di riserva (ved. sezione 9 e 13).
Il formato del messaggio e' il seguente:
_ _ _1 CHAN CONT 1 CAT TYPE FUNC RSVD TSI SPARE REVS P _ _ _ _ 000 11 010 101010101010 _ _ _ 1 10 10 1 3 2 3 4 1 1 12 16
Le definizioni dei campi rispettano quanto precisato nella Parte 1a, Tomo 2, con l'aggiunta di:
TSI = Indicatore del canale di controllo a divisione di tempo. Ved. sezione 9.
'0' - I canali di controllo a divisione di tempo non sono previsti sul numero di canale CONT.
'1' - I canali di controllo a divisione di tempo possono essere presenti sul numero di canale CONT.
11.5.5.4.4. Vai al canale di controllo, MOVE
Obbligatorio come specificato.
L'unita' radio avviera' una "scansione preferenziale" se ricevera' un messaggio MOVE con il campo CONT contenente '0000000000' (ved. sezione 9).
Il formato del messaggio e' il seguente:
_ _ _1 PFIX IDENT1 1 CAT TYPE FUNC CONT (M) RSVD TSI P _ _ _ _ 000 11 011 _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 10 5 2 1 16
Le definizioni dei campi rispettano quanto precisato nella Parte 1a, Tomo 2, con l'aggiunta di:
TSI = Indicatore del canale di controllo a divisione di tempo. Ved. sezione 9.
'0' - I canali di controllo a divisione di tempo non sono previsti sul numero di canale CONT.
'1' - I canali di controllo a divisione di tempo possono essere presenti sul numero di canale CONT.
11.5.5.4.5. Messaggio di diffusione BCAST
Obbligatorio per il seguente valore di SYSDEF:
'00010' Specifica i parametri di mantenimento della chiamata
'00011' Specifica i parametri di registrazione
Opzione normalizzata per i valori SYSDEF seguenti:
'00000' Annuncia canale di controllo
'00001' Ritira canale di controllo
'00100' Trasmette numero del canale di controlo in una sede adiacente
'00101' Avviso di adesione immediata
11.5.5.4.5. a) Annuncia canale di controllo (SYSDEF = '00000')
Opzione normalizzata.
Il formato del messaggio e' il seguente:
_ _ _1 SYSDEF SYS 1 CAT TYPE FUNC CHAN TSI SPARE RVSD P _ _ _ _ 00000 000 11 100 _ _ _ 1 5 15 1 3 2 3 10 1 1 6 16
Le definizioni dei campi rispettano quanto precisato nella Parte 1a, Sezione 2, con l'aggiunta di:
TSI = Indicatore del canale di controllo a divisione di tempo. Ved. sezione 9.
'0' - I canali di controllo a divisione di tempo non sono previsti sul numero di canale CHAN.
'1' - I canali di controllo a divisione di tempo possono essere presenti sul numero di canale CHAN.
11.5.5.4.5. b) Ritira canale di controllo (SYSDEF = '00001')
Opzione normalizzata.
11.5.5.4.5. c) Specifica parametri di mantenimento della chiamata (SYSDEF = '00010')
Tutte le funzioni elencate sono obbligatorie.
11.5.5.4.5. d) Specifica parametri di registrazione (SYSDEF = '00011')
L'unita' radio deve obbligatoriamente comprendere e prendere provvedimenti in seguito a questo messaggio.
Il formato del messaggio e' il seguente:
_ _ _1 SYSDEF SYS 1 CAT TYPE FUNC RSVD NA REG SPARE RFFD P _ _ _ _ 00011 000 11 100 _ _ _ 1 5 15 1 3 2 3 4 2 1 5 6 16
Le definizioni dei campi rispettano quanto precisato nella Parte 1a, Sezione 2, con l'aggiunta di:
NA - Specifica il numero massimo di archivi di registrazione che dovranno essere memorizzati da un'unita' radio (ved. sezione 10)
'00' riservato per futura definizione
'01' archivio con una registrazione
'10' archivi con due registrazioni
'11' archivi con tre registrazioni
REG - specifica il modo di registrazione (ved. sezione 10)
'0' normale
'1' temporanea
RFFD - riservato per futura definizione
Valore di default = '000000'
11.5.5.4.5. e) Trasmette numero del canale di controllo di una sede adiacente (SYSDEF = '00100')
Opzione normalizzata.
Il formato del messaggio e' il seguente:
_ _ _1 SYSDEF SYS 1 CAT TYPE FUNC CHAN TSI SPARE RVSD ADJSITE P _ _ _ _ 00100 000 11 100 _ _ _ 1 5 15 1 3 2 3 10 1 1 2 4 16
Le definizioni dei campi rispettano quanto precisato nella Parte 1a, Sezione 2, con l'aggiunta di:
TSI = Indicatore del canale di controllo a divisione di tempo. Ved. sezione 9.
'0' - I canali di controllo a divisione di tempo non sono previsti sul numero di canale CHAN.
'1' - I canali di controllo a divisione di tempo possono essere presenti sul numero di canale CHAN.
11.5.5.4.5. f) Avviso di adesione immediata (SYSDEF = '00101')
Opzione normalizzata.
Il formato del messaggio e' il seguente:
_ _ _1 SYSDEF SYS 1 CAT TYPE FUNC CHAN TSI SPARE RVSD ADJSITE P _ _ _ _ 00101 000 11 100 _ _ _ 1 5 15 1 3 2 3 10 1 1 2 4 16
Le definizioni dei campi rispettano quanto precisato nella Parte 1a, Sezione 2, con l'aggiunta di:
TSI = Indicatore del canale di controllo a divisione di tempo. Ved. sezione 9.
'0' - I canali di controllo a divisione di tempo non sono previsti sul numero di canale CHAN.
'1' - I canali di controllo a divisione di tempo possono essere presenti sul numero di canale CHAN.
11.5.6. Messaggi di categoria '001'
11.5.6.1. Messaggi ad indirizzo selettivo (tipo '0')
11.5.6.1.1. Messaggi outbound ad indirizzo selettivo, SAMO
Il formato base della parola e' informativo.
11.5.6.1.2. Messaggi entranti ad indirizzo selettivo
11.5.6.1.2.1. Messaggio entrante ad indirizzo selettivo non
sollecitato, SAMIU
Il formato base della parola e' informativo.
11.5.6.1.2.2. Messaggio entrante ad indirizzo selettivo sollecitato, SAMIS
Obbligatorio per il Modo 1, DESC = '000' (Chiamate interprefisso)
Obbligatorio per Modo 2, DESC = '000' (Trasferimento numero seriale) Altrimenti si tratta di un'opzione normalizzata.
11.5.6.2. Titolo di messaggio dati breve, HEAD (Tipo '1')
Opzione normalizzata.
11.6. Disciplina del canale
Informativo.
11.6.1. Disciplina del canale per TSC
11.6.1.1. Disciplina del canale di controllo per TSC
Informativo.
11.6.1.2. Disciplina del canale di traffico per TSC
11.6.1.2.1. Controllo
Informativo.
11.6.1.2.2. Temporizzazione del segnale
Informativo
11.6.2. Disciplina del canale per le unita' radio
11.6.2.1. Disciplina del canale di controllo per le unita' radio
11.6.2.1.1. Acquisizione del canale di controllo
Obbligatorio dove specificato. L'unita' radio dovra' inoltre essere conforme a quanto specificato nella sezione 9 della presente.
11.6.2.1.2. Conservazione di un canale di controllo
Obbligatorio come specificato, dove:
- un codicedi identificazione di sistema non applicabile e' unqualsiasi codice di identificazione del sistema in cui ibit1-12 differiscono dal valore verificato o dove i bit 13-15 (LAB) sono un valore che non permette di accedere alla categoria di controllo assegnata all'unita' radio,
- le parole di codice appropriate sono CCSC e, se l'unita' radio e' abilitata a riceverli, i messaggi MARK,
- il valore corretto del codice di identificazione del sistema e' uno in cui i bit 1-12 del campo SYS derivante da una parola codice appropriata corrispondono ai bit 1-12 del valore verificato e i bit 13-15 (LAB) sono un valore che permette di accedere alla categoria di controllo assegnata all'unita' radio.
L'unita' radio soddisfera' anche le richieste della sezione 9 delle presenti specifiche.
11.6.2.1.3. Temporizzazione del segnale
Obbligatorio dove specificato.
I limiti di tempo di risintonizzazione da ricezione a ricezione, fissati nella Parte 1a, Sezione 2, (6.2.1.3), (6.2.2.1), (7.4.2), (9.2.2.5), (9.2.3.4) e (9.2.3.8) si riferiscono tutti al tempo che trascorre tra la fine della relativa parola codice di richiesta e l'inizio degli ultimi 16 bit del preambolo al messaggio dati normalizzato sul nuovo canale. L'unico requisito e' di essere capace di decodificare tale messaggio.
I limiti di tempo per una ricezione soddisfacente difonia o dati non normalizzati non sono specificati.
11.6.2.2. Disciplina del canale di traffico per le unita' radio
11.6.2.2.1. Controllo
Obbligatorio come richiesto.
Per la definizione dei limiti di tempo di risintonizzazione vedi paragrafo 11.6.2.1.3.
11.6.2.2.2. Temporizzazione del segnale
Obbligatorio come specificato.
11.6.2.2.2.1. Risposta all'unita' radio
Obbligatorio come specificato.
11.6.2.2.2.2. Trasmissione non sollecitata che richiede una risposta Opzione normalizzata.
11.7. Protocollo di accesso casuale
Informativo.
11.7.1. Principio
Informativo.
11.7.2. Funzioni di accesso casuale TSC
11.7.2.1. Marcatura delle trame accesso casuale
Informativo.
11.7.2.2. Suddivisione della flotta di unita' radio
Informativo.
11.7.2.3. Invito per tipi specifici di trama d'accesso casuale
Informativo.
11.7.2.4. Risposte TSC
Informativo.
11.7.2.5. Ritiro degli slot dalle trame
Informativo.
11.7.3. Protocollo di accesso casuale delle unita' radio
Obbligatorio come specificato.
11.7.3.1. Verifica dei sottoinsiemi della flotta di unita' radio
Obbligatorio come specificato.
11.7.3.2. Verifica della funzione Aloha
Obbligatorio come specificato. Il riconoscimento di ALHF e' obbligatorio; l'attuazione del modo di riserva e' un'opzione normalizzata (ved. sezione 13).
11.7.3.3. Trame definiti dai numeri Aloha
Obbligatorio come specificato.
11.7.3.4. Opzione di primo tentativo
Opzione normalizzata come specificato.
11.7.3.5. Scelta di uno slot da una nuova trama
Obbligatorio come specificato.
11.7.3.6. Verifica di slot ritirato
Obbligatorio come specificato. L'unita' radio e' obbligata a non eseguire un accesso casuale quando una parola codice non e' decodificabile (oppure se non e' ricevuto alcun segnale) (capoverso d. della Parte 1a, Sezione 2, sezione 7.3.6).
11.7.3.7. Annotazione del ritardo di risposta
Obbligatorio come specificato. Il valore richiesto del parametro NW e' definito nell'appendice B della presente specifica.
11.7.3.8. Decisione di secondo tentativo e tempo limite
Obbligatorio come specificato. La necessita' di segnalazioni riservate e' specificata nella sezione 8.1. I valori richiesti dei parametri di tempo limite e di default elencati sono definiti nella sezione 6 e nell'appendice B della presente specifica.
11.7.4. Procedure relative per tutte le unita' radio presenti su un canale di controllo
11.7.4.1. Messaggio Aloha ad indirizzo selettivo
Obbligatorio come specificato.
11.7.4.2. Messaggio MOVE
Obbligatorio come specificato (ved. anche sezione 11.5.5.4.4). Per la definizione dei limiti di tempo di risintonizzazione, ved.
11.6.2.1.3.
11.8. Procedure di registrazione
Informativo. I requisiti obbligatori della registrazione sono specificati alla Sezione 10 della presente specifica.
11.8.1. Funzioni di registrazione
Informativo. La funzione di ALHF e' specificata alle sezioni 9 e 13.
11.8.2. Procedure di registrazione ad accesso casuale
11.8.2.1. Procedure TSC
Informativo.
11.8.2.1.1. Risposte ad un messaggio RQR ad accesso casuale
Informativo.
11.8.2.1.2. Riconoscimenti inviati per indicare il proseguimento
della registrazione
Informativo.
11.8.2.1.3. Tempo limite TSC
Informativo.
11.8.2.2. Procedure dell'unita' radio per la registrazione su
richiesta casuale
11.8.2.2.1. Criteri per la registrazione
Obbligatorio come specificato. I requisiti che devono essere soddisfatti dall'unita' radio per quanto riguarda la registrazione sono elencati nella sezione 10. L'unita' radio non tentera' l'accesso casuale ad un sistema, a meno che la personalizzazione del sistema non contenga la sua identificazione (ved. sezione 6). Se il sistema chiede all'unita' radio di registrarsi, questa dovra' portare a buon fine la registrazione prima di cercare di fare eventuali chiamate.
11.8.2.2.2. Richiesta di registrazione e risposte valide
Obbligatorio come specificato. I valori richiesti dei parametri di tempo limite e di default elencati sono definiti nella sezione 6 e nell'appendice B della presente specifica. L'unita' radio definira' il campo INFO con tutti zero, se non altrimenti permesso dalla rete.
11.8.2.2.3. Riconoscimento ricevuto
Obbligatorio come specificato. Le operazioni eseguite dall'unita' ra- dio in seguito alla negazione di una registrazione sono definite nella sezione 10 della presente specifica.
11.8.2.2.4. Tempo limite dopo l'attesa
Obbligatorio come specificato. Le operazioni eseguite dall'unita' ra- dio in seguito alla negazione di una registrazione sono definite nella sezione 10 della presente specifica.
11.8.3. Procedure per la registrazione su richiesta
11.8.3.1. Procedure TSC per richiedere la registrazione
Informativo.
11.8.3.2. Procedure dell'unita' radio per la registrazione su
richiesta
11.8.3.2.1. Messaggio ALHR ad indirizzo selettivo
Punti a1 e a2 sono obbligatori come specificato. Punto b: tutte le unita' radio saranno in grado di registrarsi, quindi risponderanno con un RQR in questo caso. Punto c: non applicabile.
11.8.3.2.2. Risposta ad un RQR inviato su richiesta
Obbligatorio come specificato. Altri requisiti obbligatori sono definiti nella sezione 10 della presente specifica.
11.9. Procedure di chiamata base
Informativo.
L'unita' radio dovra' obbligatoriamente essere in grado di effettuare chiamate "semplici" verso i destinatari seguenti:
Unita' radio e terminali di utente a connessione diretta con lo stesso prefisso.
Unita' radio e terminali di linea a connessione diretta con prefisso diverso.
Come opzione normalizzata, l'unita' radio puo' effettuare chiamate "semplici" verso destinatari diversi da quelli sopraelencati.
Come opzione normalizzata, l'unita' puo' effettuare le chiamate seguenti:
Chiamate ad un gruppo.
Chiamate a tutte le unita' di un sistema.
11.9.1. Procedure base di chiamata per TSC
Informativo.
11.9.1.1. Procedure base TSC per l'inoltro delle chiamate
11.9.1.1.1. Risposte ad un messaggio di indirizzamento breve RQS
Informativo.
11.9.1.1.2. Risposte ad un messaggio di indirizzamento esteso RQS
Informativo.
11.9.1.1.3. Istruzioni per inviare informazioni su indirizzi estesi Informativo.
11.9.1.1.4. Riconoscimenti inviati ad un'unita' chiamante per
indicare lo stato di avanzamento di una chiamata semplice
Informativo.
11.9.1.1.5. Verifica di disponibilita' sull'unita' radio chiamata
Informativo
11.9.1.1.6. Verifica di disponibilita' per chiamate alle Estensioni PABX
Informativo
11.9.1.1.7. Verifica di disponibilita' sull'unita' radio chiamante
Informativo
11.9.1.1.8. Annullamento di chiamata
Informativo
11.9.1.1.9. Amalgamazione di chiamate
Informativo.
11.9.1.1.10. Gestione code e tempo limite delle code
Informativo.
11.9.1.1.11. Risoluzione di conflitti tra le chiamate
Informativo.
11.9.1.1.12. Attribuzione del canale di traffico
Informativo.
11.9.1.2. Procedure TSC di base per il mantenimento e l'abbandono di chiamate
Informativo.
11.9.1.2.1. Opzioni di mantenimento chiamate
Informativo.
11.9.1.2.2. Verifica di disponibilita' sul canale di traffico
Informativo.
11.9.1.2.3. Disabilitazione della trasmissione dell'utente
Informativo.
11.9.1.2.4. Attribuzione del canale di traffico sostitutivo
Informativo.
11.9.1.2.5. Abbandono di unita' radio indesiderate durante una
chiamata
Informativo.
11.9.1.2.6. Abbandono della chiamata
Informativo.
11.9.2. Procedure di base di chiamata per le unita' radio
Obbligatorio dove specificato.
L'unita' radio deve obbligatoriamente essere munita di un "controllo di pronto per la comunicazione" (RFCC).
11.9.2.1. Procedure per l'esecuzione di chiamate semplici da parte
delle unita' radio
Obbligatorio dove specificato.
11.9.2.1.1. Richiesta di chiamata semplice
Obbligatorio dove specificato.
L'unita' radio dovra' obbligatoriamente essere in grado di effettuare chiamate semplici verso destinatari con lo stesso prefisso o con prefisso diverso.
L'esecuzione di chiamate dati e' un'opzione normalizzata.
11.9.2.1.2. Risposte valide all'indirizzamento breve RQS
Obbligatorio dove specificato.
11.9.2.1.3. Risposte valide all'indirizzamento esteso RQS
Obbligatorio dove specificato.
11.9.2.1.4. Riconoscimento ricevuto
Obbligatorio dove specificato.
I requisiti relativi alla segnalazione di funzionamento sono descritti nella sezione 8.1. L'unita' radio segnalera' all'utente la ricezione di ACKB (QUAL = '0').
La funzione che permette di annullare una chiamata che e' stata accettata per essere ripetuta usando un messaggio RQQ (STATUS = '11111') e' un'opzione normalizzata.
Le richieste di deviazione (RQT) e l'uso di informazioni di deviazione costituiscono un'opzione normalizzata. La riselezione automatica dell'IDENT di deviazione e' facoltativa.
11.9.2.1.5. Verifica di disponibilita' e attribuzione di un canale
per chiamata propria
Obbligatorio dove specificato.
11.9.2.1.6. Tempo limite dopo l'attesa
Obbligatorio dove specificato. I requisiti riguardanti le segnalazioni di funzionamento sono descritti nella sezione 8.1.
11.9.2.1.7. Annullamento della chiamata
Obbligatorio. L'utente potra' annullare la chiamata. I requisiti riguardanti le segnalazioni di funzionamento sono descritti nella sezione 8.1.
11.9.2.2. Procedure base per tutte le unita' radio appartenenti ad un
canale di controllo
Informativo.
11.9.2.2.1. Istruzioni per inviare informazioni relative agli
indirizzi o messaggi dati
Obbligatorie per la funzione seguente:
Chiamate inter-prefisso.
Opzione normalizzata per gli altri tipi di transazione elencati.
11.9.2.2.2. Verifica di disponibilita' dell'unita' radio chiamata
Obbligatoria dove specificato. E' facoltativa se l'unita' radio indica l'IDENT del chiamante all'utente. E' facoltativa se l'unita' radio da' una segnalazione distinta per una chiamata di emergenza.
Se, aspettando una chiamata entrante su un canale di traffico, l'unita' radio riceve un AHY di ripetizione, e se l'utente ha gia' attivato l'RFCC, l'unita' non eseguira' una seconda segnalazione per l'utente.
Nel caso di una chiamata entrante su un canale di traffico (IDENT2 = Ident (1-8100), INCI, IPFIXI o PABXI) l'unita' rispondera' con un ACK (QUAL = '0'), ACKI (QUAL = '0'), ACKB (QUAL = '0'), ACKB (QUAL = '1'); ACKV (QUAL = '1') o ACKX (QUAL = '0'), in conformita' conParte 1a, Tomo 2. Inoltre, l'unita' radio rispondera' soltanto con ACKX (QUAL = '0') se si verifica una delle condizioni seguenti:
1. il bit D del messaggio AHY ricevuto e' '0' e l'unita' non accetta le chiamate per conversazione.
2. il bit D del messaggio AHY ricevuto e' '1' e l'unita' non accetta o non e' pronta per le chiamate dati (ved. Sezione 12).
L'unita' radio non accettera' una chiamata con procedura di richiamata (usando ACKB (QUAL = '0')), a meno che non sia predisposta per effettuare la richiamata.
L'unita' radio dovra' obbligatoriamente inviare una segnalazione RQQ di sgancio/riaggancio.
11.9.2.2.3. Verifica di disponibilita' sull'unita' radio chiamante
Obbligatoria come specificato.
11.9.2.2.4. Annullamento dello stato di allerta dell'unita' chiamata Obbligatorio dove specificato.
I requisiti relativi alle segnalazioni di funzionamento sono descritti nella sezione 8.1.
11.9.2.2.5. Assegnazione del canale di traffico
Obbligatorio come specificato. La segnalazione per l'utente dell'IDENT chiamante e' facoltativa. Per la definizione dei limiti di tempo di risintonizzazione, ved. 11.6.2.1.3.
11.9.2.2.6. Memorizzazione dei parametri di mantenimento della
chiamata
Obbligatoria come specificato.
11.9.2.3. Procedure per tutte le radio unita' che si trovano su un
canale di traffico assegnato
Obbligatorio come specificato.
11.9.2.3.1. Messaggi di mantenimento della chiamata
Obbligatorio come specificato.
11.9.2.3.2. Verifica di disponibilita' sul canale di traffico.
Obbligatorio come specificato.
11.9.2.3.3. Disabilitazione della trasmissione dell'utente
Obbligatorio come specificato.
11.9.2.3.4. Sostituzione del canale di traffico
Obbligatorio come specificato.
Per la definizione dei limiti di tempo della risintonizzazione, ved.
para. 11.6.2.1.3.
L'unita' radio soddisfera' eventuali predisposizioni eseguite per quando riguarda l'invio di messaggi periodici durante le chiamate dati (ved. sezione 6).
11.9.2.3.5. Riaggancio sul canale di traffico
Obbligatorio come specificato.
11.9.2.3.6. Tempo limite sul canale di traffico
Obbligatorio come specificato.
I requisiti relativi alle segnalazioni di funzionamento sono descritti nella sezione 8.1.
La definizione di inattivita' utilizzata nella presente sezione della Parte 1a, Sezione 2 e' la seguente: un'unita' radio e' considerata inattiva su un canale di traffico, quando non sta trasmettendo e l'audio ricevuto e' silenziato perche' il silenziamento del ricevitore e' insufficiente.
11.9.2.3.7. Messaggio di abbandono "selettivo" MAINT con OPER = '110' Obbligatorio come specificato.
I requisiti per le segnalazioni di funzionamento sono descritti nella sezione 8.1.
11.9.2.3.8. Messaggio CLEAR
Obbligatorio come specificato (ved. anche 11.5.5.4.3.). Per la definizione dei limiti di tempo di risintonizzazione, ved.
11.6.2.1.3.
I requisiti per le segnalazioni di funzionamento sono descritti nella sezione 8.1.
11.10. Procedure per la chiamata di emergenza
Opzione normalizzata.
Non sono esclusi altri modi di servizio di emergenza personalizzato.
11.10.1. Procedure normalizzate per le chiamate di emergenza per TSC Tutto il sottoparagrafo: informativo.
11.10.2. Procedure normalizzate per le chiamate di emergenza per le unita' radio
Tutto il sottoparagrafo: opzione normalizzata.
Le procedure normalizzate per le chiamate di emergenza su un canale di traffico sono definite nella Parte 1a, Sezione 2, sezione 9.2.3.
11.11. Procedure di chiamate di inclusione
Opzione normalizzata.
11.11.1. Procedure TSC per le chiamate di inclusione
Tutto il sottoparagrafo: informativo.
11.11.2. Procedure per le unita' radio che chiedono un'inclusione
Tutto il sottoparagrafo: opzione normalizzata.
11.11.3. Procedure per le unita' radio operanti su un canale di
traffico assegnato
11.11.3.1. Istruzioni per l'invio di informazioni di indirizzi estesi Opzione normalizzata.
11.12. Procedure di deviazione della chiamata
Opzione normalizzata.
11.12.1. Procedure TSC per le richieste di deviazione della chiamata Tutto il sottoparagrafo: informativo.
11.12.2. Procedure per le unita' radio che richiedono la deviazione della chiamata
Tutto il sottoparagrafo: opzione normalizzata.
11.13. Procedure dei messaggi di stato
Tutto il sottoparagrafo: le procedure riguardanti la segnalazione RFCC sono obbligatorie.
Altrimenti: opzione normalizzata.
11.14. Procedure per messaggi dati brevi
Tutto il paragrafo: opzione normalizzata.
11.15. Procedure di interrogazione dati
Informativo.
11.15.1. Procedure di interrogazione dati per TSC
11.15.1.1. Interrogazione dati su un canale di controllo
Informativo.
11.15.1.2. Interrogazione dati su un canale di traffico
Informativo.
11.15.2. Procedure per tutte le unita' radio
Le unita' radio dovranno obbligatoriamente riconoscere i messaggi AHYC di Modo 2 e rispondere con la trasmissione del numero di serie, come specificato piu' avanti.
11.15.2.1. Messaggio di interrogazione dati (AHYC, Modo 2) su un
canale di controllo
L'unita' radio sara' predisposta per trasmettere il proprio numero di serie quando verra' interrogata con il messaggio SAMIS. La forma del numero di serie trasmesso e' definita nella sezione 7.
11.15.2.2. Messaggio di interrogazione dati (AHYC, Modo 2) su un
canale di traffico assegnato
L'unita' radio sara' predisposta per trasmettere il proprio numero di serie quando verra' interrogata con il messaggio SAMIS. La forma del numero di serie trasmesso e' definita nella sezione 7.
12. INTERFACCIA PER DATI NON NORMALIZZATI
Predisporre il servizio per dati non normalizzati su un'unita' radio e' un'opzione standard.
Nell'ambito delle procedure RQS e RQE con DT=1, e' possibile predisporre il collegamento di apparecchiature dati esterne alle unita' radio, per ottenere la trasmissione su percorsi di segnalazione trasparenti. La qualita' dei percorsi dara' determinata dalle singole reti.
12.1. Silenziamento
Le apparecchiature saranno costruite in modo che il percorso dati non sia mai disturbato dal dispositivo silenziatore per la ricezione della fonia. Durante la ricezione dati, l'audio del ricevitore sara' silenziato.
12.2. Cattiva regolazione
L'utente non potra' accedere facilmente ai comandi del ricetrasmettitore che, se mal regolati, potrebbero aumentare la potenziale interferenza.
12.3. Segnalazione normalizzata
Durante una chiamata dati e durante la ricezione di segnali da TSC, l'unita' radio monitorera' continuamente il canale per i messaggi provenienti da TSC e agira' appropriatamente.
L'unita' radio non inviera' messaggi di mantenimento della chiamata, tranne quello di sconnessione.
12.4. Manipolazione della chiamata dati
L'unita' radio avra' incorporato un timer TU di durata della chiamata dati e una indicatore di soppressione associata come parte della sua personalizzazione di rete.
12.4.1. Instaurazione delle chiamate
Le chiamate vengono stabilite dall'unita' che riceve un GTC (D=1).
Iltimer TU partira' con la sintonizzazione sul canale di traffico.
12.4.2. Cancellazione della chiamata
L'unita' radio invia messaggi di sconnessione come specificato in Parte 1a, Sezione 2, sezione 9.2.3.5.
o:
quando scade il Timer di durata delle chiamate dati,
o:
alla fine di un trasferimento di dati, quando e' rilevato
dall'unita' radio (prima che il timer TU sia disattivato),
tra le due opzioni quelle che interviene per prima.
12.5. Interfaccia elettrica della presa B.F. ausiliaria
L'apparato che non ha integrato la tastiera e il display o altri strumenti per l'ingresso o il recupero dati nel ricetrasmettitore, verra' fornito di una presa b.f. ausiliaria. Questa deve prevedere almeno i punti di interfaccia di seguito indicati. Il livello dei criteri logici d'interfaccia deve essere come segue:
- statologico '0': circuito aperto, resistenza > 100 kohm
- stato logico '1': contatto di massa, resistenza 1 kohm
a) ingressi
- TX Audio: livello nominale - 10 dBm +- 2 dB su 600 ohm sbilanciati;
tale livello deve garantire i requisiti di deviazione richiesti (tono di prova 1 KHz con deviazione di frequenza nominale)
- criterio di gancio: lo stato logico "0" si ha per gancio abbassato e "1" per gancio alzato
- comando parla/ascolta (PTT): lo stato logico "0" indica lo stato di
ricezione, lo stato logico "1" indica quello di trasmissione
- criterio presenza dispositivo esterno: lo stato logico "1" indica la connessione di un dispositivo esterno
b) uscite
- RX audio: livello nominale -6dBm +- 2 dB su 600 ohm sbilanciato (la misura e' effettuata senza espansore e deenfasi) tale livello non
deve essere influenzato dal controllo di volume dell'unita' radio
- chiamata entrante (CH): lo stato logico "1" indica l'arrivo della chiamata/permanenza nello stato di trasmissione, mentre quello "0" indica lo stato di riposo.
Deve essere inoltre previsto il contatto di massa.
12.5.1. Deroghe sull'interfaccia B.F.
Qualora l'apparato non riporti direttamente alla presa ausiliaria b.f. i criteri logici e i livelli elettrici di interfaccia come previsto dal presente documento, e' consentito l'inserimento di un apposito dispositivo convertitore che permetta di ottenere tali livelli e criteri. Tale dispositivo puo' essere posto all'interno o all'esterno dell'apparato propriamente detto.
all. 1 - art. 1
12.5.2 Modalita di connessione
Le modalita' di apertura e gestione dei collegamenti che prevedono l'inserzione di dispositivi esterni di tipo dati devono soddisfare i punti seguenti:
- per originare una chiamata, deve essere previsto un codice speciale che ha l'effetto di inibire la trasmissione del segnale "call mainte-
nance"
- il ritorno al modo "voce" deve essere effettuabile in modo automatico alla chiusura del collegamento. Se durante una chiamata dati viene a mancare il criterio di presenza dispositivo esterno, l'unita' radio deve iniziare la procedura di terminazione della chiamata.
- l'indicazione di una transazione dati deve avvenire non prima del tempo TR dalla ricezione del GTC (D=1) da parte dell'unita' radio; tale tempo deve garantire l'inizio della transazione dati sul canale di traffico
- l'indicazione di cui sopra deve terminare contemporaneamente alla transazione dati.
13. MODO DI RISERVA
13.1. Introduzione
Il modo di riserva permette di offrire un servizio ridotto alle unita' radio, quando vi e' stato un parziale guasto delle apparecchiature sulla rete. Per esempio, se la rete perde la capacita' di collegarsi ai canali. La realizzazione del modo di riserva e' un'opzione normalizzata nelle unita' radio e nei sistemi.
Il metodo generale di funzionamento di riserva e' il seguente.
Ciascuna unita' radio si portera' su un canale preprogrammato (tutti gli apparecchi della flotta saranno programmati con lo stesso numero di canale). La rete puo' attivare ognuno di questi canali indipendentemente, come un gruppo di sistemi a canale unico; ogni canale si alternera' da canale di controllo (usando il protocollo Aloha per controllare l'accesso casuale) a canale di traffico.
La presente sezione definisce i requisiti aggiuntivi delle unita' ra- dio che realizzano l'opzione di riserva. Le unita' radio con questa possibilita' si conformeranno inoltre ai requisiti di tutte le altre sezioni di questa specifica, se non altrimenti specificato in questa sezione. I requisiti delle unita' radio che non realizzano l'opzione di riserva sono descritti nella sezione 9 e 11 di questa specifica.
13.2. Requisiti di memoria
L'unita' radio sara' programmabile con i parametri seguenti, adeguati alla rete selezionata. I parametri saranno memorizzati nella memoria di sola lettura.
a. Il numero del canale su cui l'unita' radio ricevera' il servizio di riserva.
Se programmata con il numero di canale zero, l'unita' radio non potra' attivare il modo di riserva. In questo caso, essa sara' conforme ai requisiti relativi ad un'unita' che non sia predisposta per il funzionamento in riserva.
b. Il codice identificativo del sistema inviato sul canale su cui l'unita' radio ricevera' il servizio di riserva. Soltanto il campo NDD (sezione 9.3.4.2.2) deve essere esplicitamente programmabile; gli altri campi del codice identificativo di sistema di riserva possono corrispondere ai dati di caratterizzazione del codice identificativo di sistema per il funzionamento normale.
La specifica riguarda un'unita' radio che sia predisposta per funzionare soltanto su un canale di riserva. Il funzionamento su piu' di un canale di riserva, per esempio su canali diversi in parti di- verse della rete, non e' impedita, ma non e' trattata sufficientemente in questa specifica.
13.3. Attivazione del modo di riserva
L'unita' radio di portera' in modo di riserva se, mentre e' attiva su un canale di controllo e si trova in funzionamento normale, essa riceve un messaggio ALHF applicabile (v. sezione 7.3.1. della Parte 1a, Sezione 2) contenente un CHAN4 corretto.
L'unita' radio abbandonera' qualsiasi inoltro di chiamata o transazione in corso. L'unita' radio tentera' quindi di trovare e di confermare un canale di controllo alternativo che sia in funzionamento normale, cominciando con la fase di scansione preferenziale. Un requisito ulteriore per confermare che un canale di controllo si trovi in funzionamento normale consiste nel ricevere un messaggi Aloha di funzionamento normale (cioe', ALH, ALHS, ALHD, ALHE, ALHR o ALHX).
Se l'unita' radio non riesce a trovare e a confermare un canale di controllo in funzionamento normale (avendo completato tutte le fasi di scansione prescritte), essa si sintonizzera' sul canale di riserva preprogrammato e tentera' di confermare il canale di riserva. La condizione per diventare attivo e per confermare il canale di riserva e' la ricezione di un CCSC contenente il codice identificativo di sistema di riserva preprogrammato (le condizioni di conferma specificate nella sezione 9.3.4 non sono applicabili).
Fino a quando non avra' confermato il canale di riserva, l'unita' ra- dio non trasmettera' su quel canale e non obbedira' ad alcun messaggio ricevuto. Dopo che l'unita' radio avra' confermato il canale di riserva, essa si atterra' alle procedure di riserva defi- nite nella sezione 13.4.
Attivando il modo di riserva, l'unita' radio manterra' gli archivi di registrazione esistenti e continuera' ad attivare i temporizzatori di registrazione.
13.4. Procedure del modo di riserva
I requisiti descritti in questa sezione accrescono, e in alcuni casi modificano, i requisiti di altre sezioni della presente specifica, riferiti al funzionamento normale.
13.4.1. Procedure di chiamata
a. ALHF invita i tipi di richiesta di chiamata seguenti: RQS, RQX, RQT, RQE, RQQ e RQC.
b. L'unita' radio non tentera' di registrarsi con accesso casuale e non utilizzera' i messaggi del canale di controllo per registrarsi implicitamente. L'unita' radio e' libera di avviare e di ricevere chiamate, anche quando l'unita' non conserva un archivio di registrazione per il codice AREA verificato del codice identificativo di sistema.
c. L'unita' radio non avviera' chiamate ad un PABX.
d. Il tempo limite TC avra' valore TX (ved, per esempio, TC nella sezione 8.1.3.5 e in __7.3.8__).
13.4.2. Disciplina del canale
a. L'unita' radio non applichera' il criterio di verifica degli errori specificato nella sezione 9.4.1, punto a) per abbandonare il canale di controllo di riserva.
b. Quando l'unita' radio esegue la scansione secondo i criteri specificati nelle sezioni 9.4.1 e 9.4.2, se non riesce a trovare e a confermare un canale di controllo in funzionamento normale (dopo aver concluso tutte le fasi di scansione prescritte), essa si risintonizzera' sul proprio canale di riserva e cerchera' di confermarlo.
c. L'unita' sospendera' l'attivita' se ricevera' sul canale di riserva un codice identificativo di sistema diverso da quello del proprio sistema di riserva, come specificato nella sezione 6.2.1.2 della Parte 1a, Sezione 2, ved. anche sezione 9.4.1, punto b.
d. Il tempo limite TS avra' un valore TF, mentre l'unita' radio opera sul canale di riserva essendo in modo di riserva.
e. Di regola, l'unita' radio silenziera' l'audio ricevuto mentre non e' assegnata per il traffico.
f. Se si riceve sul canale di riserva un messaggio GTC che assegna il canale di riserva al traffico, allora, se l'unita' radio non deve obbedire al messaggio GTC, essa rimarra' sintonizzata con il canale di riserva.
g. La condizione per diventare attivo e confermare il canale di riserva e' la ricezione di un CCSC contenente il codice identificativo di sistema di riserva preprogrammato nell'unita' radio (non valgono le condizioni di conferma specificate nella sezione 9.3.4).
13.5. Abbandono del modo di riserva
In qualunque delle condizioni seguenti, l'unita' radio uscira' dal modo di riserva, abbandonando qualunque inoltro di chiamata o transazione in corso e avviera' le procedure di acquisizione del canale di controllo:
a. si riceve un messaggio MOVE applicabile (l'unita' radio ignorera' qualunque messaggio MOVE che non sia applicabile ad esso).
b. si riceve un messaggio CLEAR (con campo CHAN corretto), in cui CONT non e' fissato a zero o sul canale di riserva dell'unita' radio.
L'unita' radio eseguira' un'unica scansione del canale (se CONT = 0 o se fissato sul canale di riserva dell'unita', questa restera' in modo di riserva sul canale di riserva).
c. un messaggio Aloha di funzionamento normale (cioe' ALH, ALHS, ALHD, ALHE, ALHR o ALHX) viene ricevuto mentre e' attivo su qualunque canale. L'unita' radio eseguira' le verifiche finali secondo quanto disposto nella sezione 9.3.4.4, prima di abbandonare il modo di riserva. Cioe', il funzionamento normale del canale sara' confermato prima di abbandonare il modo di riserva.
d. un cambiamento di rete selezionata voluto dall'utente. Ved. anche la sezione 13.6.
Quando la rete termina il funzionamento di riserva, l'unita' radio puo' ricevere, sul canale di riserva, un comando MOVE (se un altro canale diventa il canale di controllo del funzionamento normale), oppure un messaggio CLEAR (come specificato sopra), oppure un messaggio Aloha di funzionamento normale.
Tuttavia, se l'unita' radio non riceve la segnalazione che fa terminare il modo di riserva sul canale relativo e, anche per fornire la possibilita' di uscire dal modo di riserva se la qualita' del canale relativo peggiora, i requisiti di scansione specificati nella sezione 9.4.1. c) forniscono un'alternativa per ritornare al modo di funzionamento normale.
Mentre si trova nel modo di riserva sul canale di riserva, l'unita' radio puo' venirsi a trovare sotto un canale di controllo nel modo di funzionamento normale, sul quale potrebbe ottenere un servizio migliore. Quindi, si consiglia che, se non si trova in stato di traffico o in attesa di una segnalazione, l'unita' radio esegua una scansione occasionale per individuare un eventuale canale di controllo in funzionamento normale, indipendentemente dalla qualita' del canale e dal fatto che l'unita' radio sia attiva o meno.
Mentre si trova in modo di riserva ed esaminando i canali diversi da quello di riserva, l'unita' radio seguira' la procedura normale per l'acquisizione del canale di controllo (sezione 9), pero' sara' necessario anche ricevere un messaggio Aloha di funzionamento normale per confermare il canale di controllo. Come appena detto, ricevendo un messaggio Aloha di funzionamento normale, si abbandonera' il modo di riserva, mentre l'unita' radio riprendera' la scansione se ricevera' ALHF (va notato che l'unita' radio non rimarra' indefinitamente su un canale di controllo mentre e' attiva e in attesa di un messaggio Aloha di conferma del canale). Quando uscira' dal modo di riserva, l'unita' radio tentera' di registrarsi, se richiesto dalle sezioni 10.3 e 10.7.
13.6 Cambiamento di rete determinato dall'utente
Se l'utente avvia un cambiamento di rete mentre l'unita' radio si trova in modo di riserva, inoltre se la rete che era in servizio di riserva viene riselezionata (quando il funzionamento di riserva puo' essere terminato o meno sulla rete), l'unita' radio reinserira' la rete in modo di riserva, come se avesse ricevuto un messaggio ALHF applicabile, come definito nella sezione 13.5. Se l'unita' radio non riesce a trovare e a confermare un canale di controllo in funzionamento normale (dopo aver completato tutte le fasi di scansione prescritte), essa si sintonizzera' sul proprio canali di riserva preprogrammato e tentera' di confermare il canale di riserva.
ALLEGATO A - PRESTAZIONI IN TERMINI DI TASSO DI ERRORE
A.1. Definizione
Il tasso di errore del demodulatore FSK e' misurato in termini di percentuale di successo delle parole codice Ahoy (ved. Parte 1a, Sezione 2, sezione 5.5.3.2 per la definizione delle parole codice Ahoy).
A.2. Metodo di misura
L'unita' esaminata sara' programmata per rispondere al PFIX/IDENT presentato in Figura A-2. Sara' anche programmata per eseguire la scansione di un canale che soddisfi il valore di CHAN4 specificato nella Figura A-2 (cioe', i 4 bit meno significativi del campo CHAN corrisponderanno a CHAN4).
Un diagramma a blocchi della predisposizione della prova e' presentato in Figura A-1. Il generatore di dati seriali 'A' produce un flusso di dati di prova aventi la forma mostrata in Figura A-2.
Questo flusso di dati alimenta il modulatore FFSK 'B'. Il segnale au- dio modulato e' inviato al generatore RF 'C'. Il generatore RF 'C' e' predisposto per produrre un segnale di frequenza di portante pari alla frequenza nominale del ricevitore, e modulato alla deviazione di frequenza nominale. Il segnale RF ottenuto e' inviato, attraverso l'attenuatore 'D', al combinatore resistivo 'F'. Il segnale combinato viene inviato attraverso il circolatore 'G' ai morsetti di ingresso dell'unita' in esame 'H'. La trasmissione dall'unita' esaminata 'H' passa attraverso il circolatore 'G' ed arriva al carico RF 'I' che alimenta il rilevatore di potenza 'J'. Se 'J' rileva l'esistenza di una potenza ad di sopra della soglia, incrementa il contatore 'L'. Il dispositivo di misurazione della potenza 'N' e' usato per calibrare il livello di potenza ricevuto dall'unita' in esame 'H', escludendo l'attenuatore 'D'. Per quanto riguarda le prove di interferenza co- canale, il segnale audio indesiderato e' generato nel generatore di segnale audio 'P' o dal generatore di dati seriali 'Q', e dal modulatore di banda FSK 'R' nel caso di dati interferenti. L'audio interferente e' modulato dal generatore di segnale RF 'S' ed e' attenuato al livello richiesto di interferenza dall'attenuatore 'T'.
Il risultante segnale RF indesiderato viene quindi inviato al combinatore resistivo 'F' dove viene combinato con il segnale desiderato.
Il circolatore 'G' avra' una capacita' di potenzacontinua di 50 Watt e avra' una variazione di risposta di ampiezza inferiore a 1 dB su tutta la banda interessata.
Livelli di potenza di prova ai morsetti di ingresso dell'unita' in prova 'N':
Livello A: +2dB relativi a luV pd (+8dB relativi a luV emf o
-105 dBm)
Livello B: -5dB relativi a luV pd (+1dB relativi a luV emf o
-112 dBm)
Livello C: +8dB relativi a luV pd (+14dB relativi a luV emf o
-99 dBm)
P
|GENERATORE|
|DI SEGNALE|
| AUDIO | |
| | |
o |GENERATORE| |ATTENUATORE|
|DI SEGNALE| |COMMUTATO |
Q R | RF | | + 30 dB | |
o | | | | |
_GEN. _ _MODULATORE_ _ S T _
|DATI | |FSK IN | |
|SE- | |BANDA | |
|RIALI | |AUDIO | |
| | | | |
|
A B C D F |
|
_GEN. _ _MODULATORE_ _GENERA-_ _ATTENUATORE_ _COMBINATORE_
|DATI | |FSK IN | |TORE DI| |COMMUTATO | | |
|SE- | |BANDA | |SEGNALI| | | | | | |RIALI | |AUDIO | |RF | | +30 dB | | 6 dB | | | | | | | | | | | | | | |
G | H
|CIRCOLATORE| ---|UNITA' | | | o |IN | | |---- |PROVA | | | o | | | |
|
| 30 dB | I | |MISUR. | | | ---|DI | | |POTENZA| | | |
N
|RILEVATORE |
| DI | J
| POTENZA |
| (100UW) |
| |
|
|
|CONTATORE | L
| |
A-1. PREDISPOSIZIONE DELLA PROVA
Il flusso dati ottenuto dal generatore dati seriali 'A' sara' il seguente:
Numero di bit:
16 64 64 64 64 64 64 64 64 64 64
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
| PREAMBLE|SYNC|MARK|CCSC|MARK|CCSC|AHOY|CCSC|DUMMY|CCSC|DUMMY |
| | | | | | | | | | | |
< --- Questa sezione viene ripetuta
PREAMBLE = 1010101010101010
SYNC = 1100010011010111
CCSC = 0000000000000000000100010101000110101010101010101100010011 010111
MARK = 1010110000000000000001000110000001001010111100101100010011 010111
AHOY = 1101101111100011010111000100000000000000000000001001101000 011101
DUMMY = 1000000000000000000001000100000000000000000000000110001100 101001
PFIX = 1011011 |
IDENT = 1110001101011 | Parti del messaggio AHOY
CHAN4 = 0101 |
A-2. FLUSSO DATI TRASMESSI
In base alla trasmissione del flusso dati di Figura A-2, verra' registrato il conteggio 'L'. Questo sara' azzerato nell'intervallo tra ciascuna delle prove elencate nel paragrafo A3.
A.3. Limiti
A.3.1. Prova 1
Condizioni di prova:
1. livello di potenza di tramissione A
2. eliminazione dell'interferenza co-canale.
Il conteggio 'L' non deve essere inferiore a 99
A.3.2. Prova 2
Condizioni di prova:
1. livello di potenza di tramissione B
2. eliminazione dell'interferenza co-canale.
Il conteggio 'L' non deve essere inferiore a 89
A.3.3. Prova 3
Condizioni di prova:
1. livello di potenza di tramissione del segnale desiderato C
2. attivazione dell'interferenza co-canale.
Il generatore di segnale audio 'P' sara' usato per inserire una frequenza di400Hz. Il generatore di segnaliRF 'S' modulera' il segnale al 60% della deviazione di frequenza di picco massima. Il livello del segnale indesiderato, fissato dall'attenuatore 'T' sara' di 10 dB al di sotto del livello del segnale desiderato ottenuto attraverso l'attenuatore 'D'.
Il conteggio 'L' non deve essere inferiore a 89
La prova sara' ripetuta con la portante generata dal generatore di segnali RF 'S' con un offset di frequenza di +-1200 Hz rispetto alla frequenza nominale.
Il conteggio 'L' non deve essere inferiore a 89
A.3.4. Prova 4
Condizioni di prova:
1. livello di potenza di trasmissione del segnale desiderato C
2. attivazione dell'interferenza co-canale.
Il generatore di dati seriali 'Q' sara' usato per generare una sequenza di prova di 511 bit, in conformita' con la raccomandazione CCITT V52, ad una frequenza di 1200 bit/secondo. Questa sequenza viene poi inviata al modulatore audio di banda FSK 'R' per fornire un segnale FFSK. Il generatore di segnale RF 'S' modulera' il segnale al 60% della deviazione di frequenza di picco massima. Il livello del segnale indesiderato, fissato dall'attenuatore 'T' sara' di 10 db al di sotto del livello del segnale desiderato ottenuto attraverso l'attenuatore 'D'.
Il conteggio 'L' non deve essere inferiore a 89
La prova sara' ripetuta con la portante generata dal generatore di segnali RF 'S' con un offset di frequenza di +-1200 Hz rispetto alla frequenza nominale.
Il conteggio 'L' non deve essere inferiore a 89
A.3.5. Prova 5
Condizioni di prova:
1. livello di potenza di trasmissione A
2. eliminazione dell'interferenza co-canale.
3. La sezione prefisso/identificativo delle parole codice AHOY e' selezionata in modo che differisca di 1 bit dal prefisso/identificativo dell'unita'. Viene quindi fissata la parita' per ottenere una parola codice valida. La posizione della differenza di bit e' diversa nelle parole codice AHOY successive, in modo che ciascuno dei 20 bit diversi siano inviati 5 volte nel flusso di 100 messaggi AHOY.
L'elenco delle parole codice di AHOY modificate e' il seguente:
1001101111100011010111000100000000000000000000001110111000010110
1111101111100011010111000100000000000000000000000100100000001101
1100101111100011010111000100000000000000000000001111001100010101
1101001111100011010111000100000000000000000000001010111010011001
1101111111100011010111000100000000000000000000001000000001011111
1101100111100011010111000100000000000000000000000111111100101000
1101101011100011010111000100000000000000000000001110100010000110
1101101101100011010111000100000000000000000000000100101101000101
1101101110100011010111000100000000000000000000001111001010110001
1101101111000011010111000100000000000000000000001010111001001011
1101101111110011010111000100000000000000000000000110100000100010
1101101111101011010111000100000000000000000000000000101100010111
1101101111100111010111000100000000000000000000000011101010001100
1101101111100001010111000100000000000000000000001100101001010100
1101101111100010010111000100000000000000000000001011001000111000
1101101111100011110111000100000000000000000000001000111000001110
1101101111100011000111000100000000000000000000000111100000000001
1101101111100011011111000100000000000000000000001110101100010011
1101101111100011010011000100000000000000000000000100101010001110
1101101111100011010101000100000000000000000000000001101001000001
Il conteggio 'L' deve essere pari a zero.
B. PARAMETRI DI TEMPORIZZAZIONE E DI DEFAULT
B.1. Parametri di default
Parametro di default secondo Valore secondo Funzione
temporizzazione Tomo 2 Tomo 1
ND1 2 3 Numero di messaggi
di disattivazione
inviati da unita'
radio indirizzata
individualmente
ND2 4 5 Numero di messaggi
di disattivazione
inviati dall'unita' radio chiamante.
NE 16 16 Numero massimo di
trasmissioni ad ac- cesso casuale di RQE
NI 4 4 Numero massimo di
tentativi di acces- so con richiesta di inclusione.
NR 8 8 Numero massimo di
trasmissioni ad
accesso casuale di RQS, RQD, RQX, RQT, RQR o RQQ
NW 4 5 Ritardo della
risposta (in frame)
La sezione 6 descrive i requisiti di memorizzazione per i parametri che possono variare da rete a rete, quali LA, LZ, NC1, NC2, NT, NV1, NV2, NX1, NX2, NZ1 e NZ2.
B.2. Parametri di temporizzazione
Parametro di default secondo Valore secondo Funzione
temporizzazione Tomo 2 Tomo 1
TA 60 s 60 s Timeout di un'unita' radio in allerta in
attesa di una chia- mata.
TB 2 s 2 s Tempo in cui non si
puo' chiamare lo
stesso identificativo
dopo ACK/ACKX/ACKV o qualunque identi- ficativo dopo
ACKT/ACKB.
TF - 180 s Valore di TS in modo di riserva.
TI 2 s 2 s Temporizzatore di
inclusione.
TP 5 s 5 s Intervallo massimo
tra i messaggi peri-
odici (nel modo
voce) da assumere al
momento dell'accen- sione o di operazio-
ni equivalenti.
TW 60 s 60 s Timeout di un'unita' radio in attesa
della chiamata.
TX - 180 s Valore di TC in modo di riserva.
TR - 500 ms Ritardo di attiva-
zione dell'indica- zione di transazio-
ne dati non standar
La sezione 6 descrive i requisiti di memorizzazione per i parametri di temporizzazione che possono variare da rete a rete, quali TC, TD, TJ, TN, TS e TT.
ANNESSO AN1: CHIARIFICAZIONI CIRCA ILFUNZIONAMENTO
DELL'UNITA' RADIO SUI CANALI DI CONTROLLO A DIVISIONE DI TEMPO
Nelle presenti specifiche, il termine "canale di controllo a "divisione di tempo" si riferisce ad un canale di controllo, in cui piu' trasmettitori della stazione base (appartenenti allo stesso sito o a siti diversi) condividono un'unica frequenza radio a scopo di controllo, dividendosi nel tempo l'utilizzazione della frequenza.
Ciascun periodo di trasmissione di un trasmettitore della stazione base viene riferito come un burst.
Per chiarezza, in questo annesso si fa riferimento a canali di controllo a divisione di tempo per siti diversi.
AN1. Scopo dell'appendice
Lo scopo di quest'appendice e' chiarire e spiegare l'attivita' delle unita' radio, quando esse operano in canali di controllo a divisione di tempo, in conformita' alla sezione 9 delle presenti specifiche.
Essa, di per se stessa, non costituisce una parte di requisiti di queste specifiche e non muta assolutamente i requisiti di queste specifiche.
Gli argomenti discussi sono:
i principi generali di rilevamento di una perdita di sincronizzazione e conseguente nuova sincronizzazione,
verifica errori su un canale di controllo,
acquisizione di un canale di controllo
e
l'uso dei codici SYS nei canali di controllo a divisione di tempo.
AN1.2 Identificazione dei canali di controllo a divisione di tempo e cambi operazionali su di essi
Queste specifiche riconoscono che ci sono alcuni problemi nel fare valide le misurazioni di errore sui canali di controllo a divisione di tempo. Questi problemi si verificano durante il campionamento prima della conferma e durante il monitoraggio continuato dopo la conferma. Essi sono associati al fatto che il canale di controllo uscente che l'unita' radio incontrera' si riceve in modo discontinuo.
Un meccanismo che puo' essere adottato dagli operatori di rete per supplire a questi problemi e' scegliere i valori di NV, NC, NX e NZ in modo concorde. In questo modo, un operatore di rete che utilizza i canali di controllo a divisione di tempo puo' specificare valori del tutto differenti di questi parametri rispetto ad uno che utilizza canali di controllo continui, e i campi accessibili di questi parametri sono stati impostati in modo concorde. Servirsi di questo meccanismo puo' pero' essere problematico per un operatore di rete che utilizza canali misti, a tempo diviso e continui, poiche' egli potrebbe voler specificare parametri differenti per ciascun tipo di canale. Questo problema e' stato previsto da queste specifiche, e nell'unita' radio si possono impostare due insiemi di valori di parametro (uno per i canali di controllo a divisione di tempo e uno per i canali di controllo continui). L'unita' radio utilizza i valori appropriati per un canale di controllo continuo, a meno che ci sia motivo di credere che il canale di controllo che viene monitorato sia a divisione di tempo.
Per rendere cio' piu' facile, ciascun canale inserito nella lista di ricerca normale viene marcato da un indicatore (denominato TSI), il quale appare anche nei messaggi MOVE, CLEAR e in qualsiasi messaggio BCAST che puo' identificare un canale di controllo che l'unita' radio potra' utilizzare poi. BCAST (SYSDEF = '00000'), BCAST (SYSDEF = '00100') e BCAST (SYSDEF = '00101'). L'indicatore induce l'unita' ra- dio a cambiare i seguenti parametri operativi, quando essa opera nel modo "divisione di tempo":
1 NV - numero di CCSC consecutivi ricevuti per selezionare un
valore di SYS per la verifica
2 NC1 - dimensione del campione di verifica d'errore precedente la conferma
3 NX1 - limite della parola codice d'errore precedente la conferma
4 NC2 - dimensione del campione d'errore dopo la conferma
5 NX2 - limite della parola codice d'errore dopo la conferma
NZ1, NZ2, NC1, NX1, NC2 e NX2 vengono utilizzati nelle procedure d'analisi d'errore usate per acquisire un canale di controllo e per controllare la qualita' del canale di controllo. Il loro uso viene discusso in dettaglio nel paragrafo AN1.4.
NV viene usato per acquisire un canale di controllo e verra' ulteriormente trattato nella sezione AN1.5.
Un'altra differenza operazionale e' che viene specificato il tempo TS quando si sta cercando un codice SYS valido, durante l'identificazione del canale di controllo sui canali di controllo a divisione di tempo (vedere 9.3.4.1.). Non viene specificato nessun valore di tempo per canali di controllo continui. Questa differenza operazionale e' esposta dettagliatamente nella sezione AN1.5.
AN1.3 Perdita di sincronizzazione e conseguente nuova
sincronizzazione
Qualsiasi riferimento ad un canale di controllo fatto in questa sezione (AN1.3) di quest'appendice, si applica ad uno che e' gia' stato verificato e i riferimenti alle parole codice si applicano a parole codice che sono state create, dopo che sono state apportate qualsivoglia correzioni d'errore. Le regole descritte in 9.3 e 9.4 annullano tutte le descrizioni di questa sezione, per esempio: se si incontra un criterio sul rifiuto e sul rilascio del canale, viene abbandonato ogni tentativo di risincronizzazione.
AN1.3.1. Canali di controllo discontinui
__6.2.1.2.__ asserisce che un'unita' radio e' in grado di eseguire un'operazione soddisfacente su un canale di controllo che ha interruzioni di durata inferiori a TS secondi (dove la sincronizzazione puo' non essere mantenuta attraverso le interruzioni) e i CCSC sono visualizzati da parole codice dati finoadue slot consecutivi.
La sezione 11.6.2.1.2 asserisce che __6.2.1.2.__ e' obbligatorio come specificato. Il titolo di tale sezione in Parte 1a, Sezione 2 e' "Mantenimento di un canale di controllo" e percio' l'unita' radio secondo il presente documento non abbandonera' tale canale a meno che non siano verificati i criteri specificati in 9.4.
Sono necessarie alcune chiarificazioni qui per indicare come un'unita' radio possa affrontare tali interruzioni in un canale di controllo e continuare a controllare gli errori, come e' definito in 9.3.4.3. Questa spiegazione e' piu' generale e include interruzioni nella ricezione di segnalazioni del canale di controllo nelle quali non e' garantita la sincronizzazione. Essa e' pertinente ad entrambi i canali di controllo, continui e discontinui, ed inoltre anche ai canali di controllo a divisione di tempo.
Per affrontare la situazione descritta piu' sopra, un'unita' radio deve avere alcuni strumenti per accertarsi che la sincronizzazione e' stata perduta ed alcuni strumenti per sincronizzarsi nuovamente sul canale.
Si considera che le linee guida per ottenere la sincronizzazione in 9.3.4. siano adeguate. Le procedure per effettuare la sincronizzazione vengono impiegate quando si sta identificando un possibile canale di controllo durante la ricerca. Le procedure per la risincronizzazione vengono impiegate ogni qual volta si e' persa lasincronizzazione su un canale di controllo.
AN1.3.2. Criteri per assicurarsi che la sincronizzazione e' stata
persa e conseguente nuova sincronizzazione
Un'unita' radio puo' perdere la sincronizzazione di bit, la sincronizzazione di parole codice o la sincronizzazione dello slot.
Il concetto di sincronizzazione di trama non esiste: un'unita' radio si considera o facente parte di una trama oppure no.
E' importante rilevare che, quando si sta tentando un accesso casuale, un'unita' radio deve conservare informazioni che riguardano la posizione di slot nella trama. Questa informazionedeve essere mantenuta anchese l'unita' radiotrasmettedati (vedere __7.3.5__, prf.
2) o perde la sincronizzazione (non sonoammesse perdite di sincronizzazione nelle regole di accesso casuale).
Un'unita' radio conforme a Parte 1a, Sezione 2 deve avere a capacita' di determinare che la sincronizzazione con i dati ricevuti sul canale di controllo e' stata persa o che essa non e' piu' garantita; deve anche avere la capacita' di sincronizzarsi nuovamente, senza perdere le informazioni di numerazione dello slot della trama attualmente monitorata, se c'e'.
Se l'unita' radio monitorizza la sincronizzazione di slot e qualche meccanismo rileva una perdita della sincronizzazione di slot, allora puo' iniziare una procedura di sincronizzazione di bit o di parola codice. Questo processo affronta anche la perdita di sincronizzazione di bit e di parole codice, poiche' entrambe causano la perdita di sincronizzazionedi slot e sono rilevati e corretti nello stesso modo.
Se la sincronizzazione di bit non puo' essere garantita, la procedura di risincronizzazione deve cominciare allo stadio di sincronizzazione dei bit, altrimenti la procedura per la nuova sincronizzazione puo' cominciare allo stadio di sincronizzazione della parola codice. In entrambi questi casi, si dovrebbe ottenere la risincronizzazione di slot, posto che i dati del canale di controllo siano accettabili.
Bisogna notare che la rilevazione di una perdita di sincronizzazione e la conseguente nuova sincronizzazione devono essere ottimizzate, quando sono sui canali di controllo a tempo diviso, poiche' un'unita' radio rilevera' la fine della burst di dati del canale di controllo non appena possibile. Un tale meccanismo puo' dar luogo a che la risincronizzazione avvenga frequentemente e per evitare quest'effetto, si puo' impiegare un meccanismo alternativo sui canali di controllo non a tempo diviso.
I criteri per determinare che la sincronizzazione e' statapersa, non sono specificati in Parte 1a, Sezione 2 o nella sezione 9. Un meccanismo perdeterminarelaperdita di sincronizzazionedelloslot puo' essere il seguente.
Controllare la prima parola codice nello slot, se la parola codice non e' decodificabile e il CRC non contiene la sequenza SYNC, allora considerare che la sincronizzazione e' stata persa, ma continuare a tentare di decodificare le parole codice sulla base dell'ultimo SYNC ricevuto, finche' non si riceve un nuovo SYNC; a quanto detto c'e' un'eccezione, cioe' quanto l'unita' radio, dall'interpretazione dei messaggi sul canale di controllo (es: la ricezione di una parola codice HEAD), si aspetta che la parola codice non sia un CCSC, poiche' una parola codice dati ha rimpiazzato CCSC, e cosi' non considera una perdita di sincronizzazione il fatto che CRC abbia fallito nel controllare la sequenza SYNC. (Bisogna ancora far presente che questa strategia comporta il seguente rischio: se l'unita' radio non e' in grado di predire la sostituzione di CCSC da parte di una parola codice e questa parola codice viene ricevuta in maniera falsata, essa puo' cercare di sincronizzarsi nuovamente, senza che ce ne sia bisogno, e potrebbe trovare SYNC contraffatto da una susseguente parola di codice. Tuttavia, tale falsa sincronizzazione dovrebbe essere rara e dovrebbe essere immediatamente rilevata e corretta dall'unita' radio). Inoltre, in aggiunta ai criteri sopra esposti, l'unita' radio puo' assumere una perdita di sincronizzazione, se la prima parola codice nello slot e' decodificabile e il bit piu' significativo e' '1'.
Anche quando un'unita' radio assume che la sincronizzazione e' stata persa, essa continuera' a considerare ogni gruppo consecutivo di 64 bit come una parola codice. Essa continuera' a effettuare qualsiasi analisi d'errore che puo' esserci in progressione, mentre allo stesso tempo fa analisi per la sincronizzazione. L'aver ottenuto una nuova sincronizzazione non resetta i conteggi di errore che possono essere in corso.
Ogni parola codice ricevuta incompleta nel momento stesso in cui si e' ottenuta la sincronizzazione puo' essere considerata, per condurre qualsiasi analisi d'errore, o come una parola codice errata o puo' essere ignorata.
AN1.4 Controllo errori su un canale di controllo
AN1.4.1. Filosofia del controllo d'errori
Questa specifica impiega la misurazione della frequenza di errori di parole codice come un mezzo per valutare la qualita' del canale di controllo ricevuto. Far cio' e' opportuno, poiche' il protocollo richiede all'unita' radio di tentare una decodifica per ogni parola codice ricevuta, quando essa e' sintonizzata sul canale di controllo in avanti e il primo passo in questo processo e' convalidare la sequenza di controllo d'errore in bit da 49 a 64. Percio' l'unita' radio e' strutturata per controllare gli errori di parola codice, in accordo con i requisiti base di Parte 1a, Sezione 2. La frequenza di errori di parole codice e' determinata dal conteggio successivo diblocchi di parole codice; il numero di parole codicechenon viene convalidato dalla sequenza di controllo d'errore inqualsiasi blocco e' la misura della frequenza d'errore di parole codice.
Poiche' la sequenza di controllo d'errore impiegatadaParte 1a, Tomo 2 fornisce alcune funzioni per correggere gli errori, in questo documento si permette che l'unita' radio calcoli ogni parola codice corretta comenon errata.
Un aspetto essenziale delle procedure di monitoraggio d'errore precisate in queste specifiche e' che il monitoraggio, una volta iniziato, e' un processo continuo, finche' non viene sospeso per qualche altra ragione (es.: l'unita' radio lascia il canale di controllo).
Cosi', anche quando l'unita' radio non e' in grado di rilevare segnali riconducibili sul canale di controllo ricevuto (es.: essa fallisce nel ricevere una sequenza di sincronizzazione delle parole codice), gli si richiede di continuare la stima, finche' l'unita' ra- dio stabilisce che deve lasciare il canale, in accordo alle regole delle presenti specifiche. Essa lo fa trattenendo la sincronizzazione dei bit, delle parole codice e dello slot che essa ha ricevuto per ultime dal canale di controllo in avanti, prima di perdere il segnale. In base al fatto di aver trattenuto la sincronizzazione, ogni prima e seconda meta' di ciascuno slot viene esaminato come una parola codice. La mancata decodifica di una parola codice, per qualsiasi ragione, viene registrata come un errore di parola codice.
AN1.4.2. Sommario delle procedure di controllo d'errore su un canale di controllo
L'unita' radio impiega tre parametri per controllare come viene effettuato il monitoraggio d'errore. Essi sono NC, NX e NZ.
NC e' il numero di posizioni contigue in cui ci si aspetta delle parole codice (es.: la prima e la seconda meta' deglislot), il quale sara' controllato in ogni campione di parole codice.
NX e' il numero di parole codice errate che bisogna superare nel contare le parole codice NC, prima che il campione di NC parole di codice venga considerato come producente un evento d'errore di campionamento della parola codice.
La combinazione concorde di NC e NX, stabilisce la soglia d'errore alla quale l'operazione del canale di controllo viene considerata inadeguata. I due valori di NC e NX vengono specificati, per permettere che vi siano differenti criteri d'errore da applicare sia alla valutazione di un canale di controllo per il campionamento durante la scansione sia al continuo monitoraggio dopo che c'e' stata la conferma, e cio' per determinare quando l'unita' radio deve abbandonare il canale. I parametri NC1 e NX1 vengono impiegati per effettuare il campionamento durante la scansione, mentre i parametri NC2 e NX2 vengono impiegati per effettuare il monitoraggio continuo dopo la conferma. I valori di questi saranno normalmente selezionati dall'operatore di rete, per fornire una richiesta di procedura d'errore piu' precisa per il campionamento durante la scansione piuttosto che per il monitoraggio continuo dopo la conferma.
Si specifica anche un ulteriore parametro NZ per permettere che vengano presi ulteriori campioni per migliorare la media di campioni d'errore. Cosi' come per NC e NX, sono stati specificati due valori, vengono specificati due valori NZ1 e NZ2, i quali oltre ad avere valori differenti, possono altresi' essere differentemente impiegati nel processo di monitoraggio:
NZ1 viene impiegato dall'unita' radio per controllare gli errori, quando si sta facendo il campionamento durante la scansione. Esso e' il numero di campioni contigui di NC1 parole codice, senza un evento d'errore di campionamento della parola codice, il quale deve essere archiviato prima che il canale di controllo campionato, possa essere confermato.
NZ2 viene impiegato dall'unita' radio per controllare gli errori, quando si sta effettuando il campionamento durante il monitoraggio continuo. Dopo il primo evento d'errore di campionamento, esso e' il numero di campioni contigui di NC2 parole codice, ciascuna con un evento d'errore di campionamento che deve essere registrato prima che l'unita' radio possa abbandonare il canale di controllo a causa di inaccettabile frequenza d'errore di parole codice.
AN1.4.3. Esempi di controllo d'errore su canali di controllo a tempo diviso
La presente sezione prende in considerazione la possibile applicazione do procedure di monitoraggio degli errori, previste dalle presenti specifiche. La figura AN1.1 illustra un canale di controllo a tempo diviso semplice, fornito da tre siti, con una uguale durata di burst da ciascun sito (equivalente a venti parole codice).
C'e' un periodo vuoto tra ogni due burst di durata equivalenti a cinque parole codice, per adattare le tolleranze e i ritardi di accensione dell'apparato.
Nella figura sono mostrati quattro campioni del canale di controllo uscenti, ricevuti dalla stessa unita' radio in differenti istanti, ed essi sono elencati come Caso I, Caso II, Caso III e Caso IV. Ciascuno di questi campioni inizia nell'istante immediatamente precedente la trasmissione successiva. La durata del campione e' percio' di 75 parole codice (20 + 5 + 20 + 5 + 20 + 5).
Nella figura, le parole codice ricevute come non errate dall'unita' radio sono indicate con "S", mentre quelle ricevute come errate sono indicate con "N". Poiche' l'unita' radio interpretera' gli spazi tra le trasmissioni come parole codice errate, questi spazi sono indicati con "N" nella figura.
Nel caso I, l'unita' sta ricevendo un buon segnale (una parola codice errata) dalla posizione B, ma non c'e' alcun segnale dalle posizioni A e C.
Nel caso II, l'unita' radio sta ricevendo un buon segnale dalla posizione B (una parola codice errata) e segnali inadeguati da A e C (otto parole codice errate ciascuna).
Nel caso III, l'unita' radio sta ricevendo segnali di qualita' approssimativamente uguale da tutte e tre le posizioni (A ha quattro parole codice errate, B sette e C sei). Per questo esempio si ipotizza che questo livello di parole codice errate sia troppo alto per una comunicazione affidabile con qualsiasi posizione.
Si deve inoltre notare che, mentre II e III rappresentano situazioni completamente differenti, il numero totale di parole errate ricevute nel campione preso dall'unita' radio e' uguale (31 in ciascun caso).
Nel caso IV, l'unita' radio sta ricevendo un buon segnale da due posizioni (B e C), mentre riceve un segnale inadeguato dalla posizione A.
Si deve considerare il caso di un'unita' radio che monitorizza un errore dopo la conferma con NC2 impostato a 75 perche' esso corrisponda alla lunghezza del campione. L'operatore di rete deve selezionare un valore appropriato di NX2. Sembra opportuno che, nel calcolare questo valore, si consideri il caso I, poiche' quest'ultimo e' quello che probabilmente avra' piu' occorrenze. Se si ipotizza che tre parole codice errate in ogni burst proveniente da una singola posizione rappresentino il massimo livello d'errore tollerabile, allora per rilevare questo livello nell burst proveniente dalla posizione B il valore di NX2 deve essere impostato a 58 (cioe', considerando tutte le parole codice errate fuori dal burst proveniente dalla posizione B piu' tre entro il burst = 55 + 3).
Se si considera che le posizioni A, B e C irradiano tutte lo stesso valore di codice SYS, allora un'unita' radio impostata con NC2 = 75 e NX2 = 58 non registrera' un evento d'errore di parola codice nel Caso I. Essa non registrera' neppure un simile evento nel Caso II, poiche' il numero di parole codice errate sara' 31. Lo stesso sara' vero per il Caso III. Questo e' chiaramente un risultato indesiderabile, dal momento che l'unita' radio registrerebbe un evento d'errore di parola codice nel Caso III poiche' e' improbabile che ci sia una comunicazione affidabile. E' chiaro che, qualunque sia il valore scelto per NX2, l'unita' radio non potra' distinguere tra i casi II e III.
Questo problema si puo' risolvere, se le tre posizioni irradiano tre valori differenti del codice SYS. Ipotizzando che l'unita' radio mantenga il valore irradiato dalla posizione B come valore valido di SYS, allora essa continuera' a calcolare come errori tutte le parole codice che riceve dalle posizioni A e C, senza curarsi della condizione attuale ricevuta. Nel Caso III, cio' provochera' un conteggio totale di errori di 62 parole codice risultando un evento d'errore. Nel Caso II il calcolo d'errore sara' 56 ed esso non risultera' un evento d'errore della parola codice. In questo modo, si e' ottenuta la differenziazione richiesta tra i Casi II e III.
Tuttavia, questa soluzione ha uno svantaggio, che illustreremo nel Caso IV. Qui l'unita' radio ha a disposizione una scelta uguale di due posizioni (B e C). Se tutte le posizioni irradiano lo stesso valore del codice SYS, allora l'unita' radio puo' accedere ad entrambe le posizione, duplicando cosi' il tempo che ha a disposizione per accedere al sistema. Se, tuttavia, le tre posizioni irradiano codici SYS differenti, l'unita' radio non potra' accedere ad entrambe le posizioni B e C (dal momento che il valore di SYS ricevuto solamente da unadi queste posizioni sara' quello usato nella verifica fare rif. a 9.4.1. (b)) e cosi' non potra' trarre vantaggio dall'aumento di tempo che le e' offerto.
AN1.5 Acquisizione di un canale di controllo
Le differenze operazionali tra un'unita' radio che acquisisce un canale di controllo a divisione di tempo e un'unita' radio che acquisisce un canale di controllo continuo sono le seguenti:
L'uso di NV
Il periododitempo specificato per la ricercadiun codice SYS valido prima della verifica.
Le analisi d'errore.
La terza condizione e' stata spiegata nella sezione AN1.4, mentre le prime due saranno spiegate in questa sede (far rif. alla sezione 9.3.4.2.1.).
Quando un'unita' radio sta cercando una valida sequenza di sincronizzazione delle parole codice del canale di controllo su un canale di controllo a divisione di tempo prima della verifica, essa deve cercare un periodo lungo abbastanza da consentire che l'unita' radio riceva almeno un burst completo da ciascuna posizione, senza tener conto del punto in cui la sincronizzazione e' stata originariamente ottenuta. Il valore TS viene usato dall'unita' radio per misurare questo periodo di tempo ed esso deve essere selezionato dall'operatore di rete per permettere che questo accada. Per le operazioni su un canale di controllo continuo prima della verifica non e' specificato tale periodo di tempo.
Un meccanismo viene incaricato per permettere all'unita' radio di selezionare una posizione, su cui tentare la verifica. Per un canale di controllo a divisione di tempo che impieghi differenti codici SYS, questo meccanismo coinvolge l'unita' radio che riceve un numero predeterminato di codici SYS identici, derivati da CCSC non errati consecutivi (ma non necessariamente da slot contigui), prima della verifica.
Usando l'esempio nella figura AN1.1, dove ciascuna posizione irradia un differente codice SYS ed usando per esempio un valore di NV (valore di tempo diviso) di 9, si puo' osservare il seguente comportamento:
Nel Caso I, l'unita' radio non iniziera' la verifica finche' non siano state ricevute almeno 9 CCSC conteneti il medesimo codice SYS.
L'unita' radio puo' dover ricevere piu' di una burst dalla posizione B per ricevere 9 CCSC; questo dipende da quando l'unita' radio ha acquisito la sincronizzazione sul canale.
Nel Caso II, l'unita' radio continuera' ancora a selezionare il sistema sulla posizione B per verificare se esso ricevera' 9 CCSC consecutivi, contenenti il medesimo codice SYS sia dalla posizione A che dalla posizione C.
Nel Caso III, l'unita' radio non riceve 9 CCSC contenenti il medesimo codice SYS e abbandonera' il canale dopo TS secondi.
Nel Caso IV, l'unita' radio selezionera' i sistemi sia sulla posizione B che sulla posizione C, per la verifica, a seconda di quando essa acquisisce la sincronizzazione.
Si puo' inoltre ancora considerare che su un tale sistema un valore di NV potrebbe essere selezionato dall'operatore di rete che e' abbastanza basso per consentire che il canale venga acquisito e abbastanza alto per far selezionare all'unita' radio una buona posizione.
Sui canali dove si usa solo un codice SYS, ci si aspetta che il valore di NV sara' basso per favorire una piu' veloce acquisizione del canale.
AN1.6. Uso dei codici SYS sui canali di controllo a tempo diviso
Prender nota che in questa sede non sono stati considerati tutti i casi.
AN1.6.1. Confronto tra i codici SYS ricevuti e verificati
Il valore del codice SYS per ciascuna posizione che opera sullo stesso canale di controllo a divisione di tempo dipende dalla rete.
L'unita' radio decodifichera' il codice SYS ricevuto in conformita' alla sezione 9.3.4. e confrontera' il codice SYS ricevuto con quello verificato durante l'autorizzazione ad acquisire un canale di controlllo, in conformita' alla sezione 9.4.1. (b). Se i bit 1-12 del
TRASMISSIONI DALLE POSIZIONI
_ _ _ _ _ _ _--- POSIZIONE A ---_ _--- POSIZIONE B ---_ _--- POSIZIONE C ---_ _ _ _ _ _ _
PAROLE CODICE RICEVUTE
NNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNSSSSSSSSSSNSSSSSSSSSNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN CASO I
PAROLE CODICE RICEVUTE
NSNNNSSSNNSNSSSSNSSSNNNSSSSSSSSSSNSSSSSSSSSNNNSSNSSNNSSNSNSSSNNNSSNNN CASO II
PAROLE CODICE RICEVUTE
SSNSSSSSNNSSSSSNSSSSNNNSSNNNSNSSSNSSNSSSNSSNNNSSNSNSSNSNNSSSSSNSSSNNN CASO III
PAROLE CODICE RICEVUTE
NSNNNSSSNNSNSSSSNSSSNNNSSSSSSSSSSNSSSSSSSSSNNNSSSSSSSSSSNSSSSSSSSSNNN CASO IV
CHIAVI:
Parola chiave decodificabile = S
Parola chiave errata = N
FIGURA AN1-1: ESEMPIO DI CANALI DI CONTROLLO A DIVISIONE DI TEMPO
codice SYS recuperato dalle parole codice del sistema del canale di controllo ricevute differiscono dal valore dei bit verificati durante l'autorizzazione all'acquisizione, l'unita' radio continuera' a controllare gli errori e sospendera' ogni accesso casuale, in accordo alle sezioni 9.3.4.3. e 9.4.1. (b), rispettivamente. Senza curarsi dei bit 1-12, se ci fosse qualche discrepanza nel campo LAB (bit 13-15), l'unita' radio agira' in conformita' a 9.4.1. (g). Ci si aspetta che l'operatore di rete usi lo stesso valore del campo LAB su tutte le posizioni che si trovano sul canale di controllo a divisione di tempo.
Bisogna prender nota di un effetto che l'uso di differenti codici SYS da differenti posizioni provoca sull'unita' radio: essa agira' solamente su segnalazione da una delle posizioni che si trovano sul canale di controllo acquisito. Questo perche', quando un'unita' radio acquisisce un tale canale, comincia o continua una sessione solamente su uno dei sistemi (es., una delle posizioni) e quindi non agira' su nessuna delle parole codice che provengono dalle altre posizioni (vedere 11.6.2.1.2.), tranne il caso che li consideri come parole codice errate durante l'analisi d'errore (vedere la sezione 9.3.4.3.).
AN1.6.2 Richiesta di registrazione
Nella registrazione di un'unita' radio si puo' verificare l'uso di un differente codice SYS alle posizioni sul canale di controllo a divisione di tempo mentre essa cammina (appena l'unita' ha lasciato ed ha acquisito un canale di controllo da posizioni differenti).
L'unita' radio tentera' di registrarlo sul canale confermato (con accesso casuale), quando essa non possiede un buon archivio di registrazione per il campo AREA, entro il codice SYS verificato (sezione 9.3.4.2.2.), visto che questa campo AREA non e' ancora entrato nell'elenco di registrazioni negate dall'unita' (sezione 10.3).
L'unita' radio non tentera' di registrare alle posizioni che irradiano un campo AREA di valore zero (sezione 10.3 (i)) o quando l'unita' radio e' stata personalizzata con un campo AREA di lunghezza zero (sezione 10.3 (i)). Se i siti che condividono il canale di controllo a divisione di tempo stanno irradiando codici SYS che differiscono solo nel valore dei bit FREE (vedere sezione 9.3.4.2.2), l'unita' radio non richiedera' di registrarsi mentre vaga da una posizione all'altra.
TOMO SECONDO
PARTE I
SEZIONE 2a
PROTOCOLLO DI SEGNALAZIONE
1. INTRODUZIONE
Il documento descrive uno standard di segnalazione per sistemi radio mobili privati multiaccesso. Definisce le regole di protocollo per la comunicazione fra il TSC (Controllore di Sistema Multiaccesso) e le *unita' radio*.
Lo standard puo' essere usato per implementare una grande varieta' di sistemi, dai piccoli sistemi con solo pochi canali radio (anche sistemi con un solo canale) fino a grandi reti che possono essere formate dall'interconnesione di TSC.
Il protocollo offre una grande varieta' di prestazioni d'utente e opzioni di sistema. In ogni caso non e' necessario implementare tutte le prestazioni disponibili; un opportuno sottoinsieme del protocollo puo' essere implementato in funzione delle richieste dell'utilizzatore. Inoltre ci sono possibilita' di personalizzazioni a fronte di speciali impieghi ed e' previsto che in futuro possano essere aggiunte nel protocollo ulteriori prestazioni standard.
Lo standard definisce soltanto la segnalazione radio e impone un numero minimo di vincoli al progettista di sistema. Ulteriori specifiche saranno richieste per particolari impieghi, per esempio, per definire:
- le prestazioni che debbono essere implementate;
- i valori dei parametri
- il piano di canalizzazione
- per una rete, i criteri relativi a quando un mobile deve registrarsi.
Il paragrafo 1.1 di questa introduzione descrive le prestazioni d'utente che sono esplicitamente fornite dal protocollo (Esso non descrive le prestazioni addizionali che possono essere presenti in *un'unita' radio* ma che non richiedono nessun specifico protocollo).
Il paragrafo 1.2 descrive alcuni aspetti del protocollo, che indicano le opzioni disponibili ai progettisti di sistemi.
Il paragrafo 1.3 fornisce una introduzione al funzionamento del protocollo.
I capitoli seguenti di questo documento contengono la definizione del protocollo. Nella maggior parte di questi capitoli le regole di protocollo per il TSC e per le *unita' radio* sono specificate separatamente, ma con riferimenti incrociati quando ritenuto conveniente.
1.1 Prestazioni d'utente
Di seguito vengono elencate le prestazioni d'utente disponibili. Per la completa definizione delle prestazioni si vedano i paragrafi indicati.
1.1.1 Tipi di chiamata
Questo protocollo abilita le *unita' radio* a fare i seguenti tipi di chiamata:
a) chiamata per conversazione (vedi capitolo 9)
Le chiamate per conversazione possono essere richieste con priorita' normale o alta. Per chiamate di gruppo l'utente chiamante puo' scegliere il modo di conversazione, dove tutti gli utenti possono parlare, oppure il modo annuncio dove soltanto il chiamante puo' parlare.
b) chiamata dati, per la trasmissione di segnalazione non prescritta (vedi capitolo 9)
Sono disponibili dei parametri per specificare sia la priorita' normale che alta e, per la chiamata di gruppo, se i membri chiamati del gruppo possono rispondere. (E' previsto che in futuro si possa specificare un metodo standard per le comunicazioni dati).
c) chiamata di emergenza (vedi capitolo 10)
Sono disponibili dei parametri per specificare se una chiamata e' per conversazione o per dati e, per le chiamate di gruppo, se i membri chiamati del gruppo possono rispondere. Inoltre, una *unita' radio* puo' richiedere un modo speciale per il servizio di emergenza preventivamente predisposto nel sistema; il TSC stabilisce l'azione richiesta in relazione all'indirizzo dell'unita' chiamante.
d) chiamata d'inclusione (vedi capitolo 11)
Durante una chiamata, una unita' puo' richiedere che un'altro utente si unisca alla conversazione. Questa prestazione puo' essere usata per implementare una chiamata in conferenza o un trasferimento di chiamate.
e) messaggi di stato (vedi capitolo 13)
Possono essere trasmessi fra utenti trentadue differenti messaggi di stato. I significati di due di questi messaggi sono definiti come "richiesta di richiamata" e "cancellazione della precedente richiesta di richiamata".
I rimanenti trenta messaggi hanno significati definiti dall'utente. (I messaggi di stato possono anche essere scambiati fra le *unita' radio* e il TSC).
f) messaggio dati breve (vedi capitolo 14)
Messaggi costituiti fino a 184 bit di dati in formato libero possono essere scambiati fra le unita' e fra queste e il TSC.
1.1.2 Chiamate inviate
Un'*unita' radio* puo' richiedere chiamate indirizzate a uno qualunque dei seguenti destinatari (escluso i messaggi di stato che non possono essere indirizzati a PABX o a gruppi):
- una singola *unita' radio* o *line unit* connessa
- un gruppo o a tutte le unita' del sistema
- un numero di PABX, fino a nove cifre
Inoltre i messaggi di stato e i messaggi dati brevi possono essere mandati al TSC.
Durante la costruzione di una chiamata, il TSC puo' passare una gran varieta' di informazioni al chiamante, per indicare la progressione delle chiamate.
Per esempio, puo' segnalare la ragione di certi ritardi nella costruzione della chiamata o la ragione del fallimento.
Una richiesta di chiamata puo' essere cancellata in un qualunque momento.
1.1.3 Chiamate ricevute
Una *unita' radio* puo' ricevere chiamate da una *unita' radio* o da un *terminale d'utente a connessione diretta*, o (escluso che per i messaggi di stato) dall'estensione di un PABX.
Inoltre i messaggi di stato o i messaggi dati brevi possono essere ricevuti dal TSC. Per le chiamate da *unita' radio*, *teminale d'utente a connessione diretta* o TSC l'indirizzo del chiamante puo' essere fornito all'unita' chiamata. Per chiamate ad una estensione di PABX e' indicato il "gateway" chiamante come origine della chiamata ma il numero del chiamante non e' comunicato all'unita' chiamata.
Le chiamate entranti possono essere indirizzate all'unita' selettivamente o al gruppo a cui appartiene.
Un *unita' radio* puo' essere membro di un numero arbitrario di gruppi;
gli indirizzi dei suoi gruppi possono essere scelti indipendentemente dal suo indirizzo selettivo.
Una *unita' radio* puo' rifiutare di accettare tutte le chiamate entranti, per esempio per mezzo di un controllo "occupato" o "fuori dal veicolo", oppure le chiamate entranti potrebbero essere rifiutate in modo selettivo, in funzione della provenienza della chiamata. Se un utente non desidera trattare una chiamata entrante immediatamente, puo' indicare che egli richiamera' successivamente.
I sistemi possono essere configurati per allertare l'utente chiamato e richiedergli di indicare se e' pronto, prima che sia attribuito un canale di traffico per la chiamata.
1.1.4 Deviazione di chiamata
Se una *unita' radio* non desidera ricevere chiamate, puo' richiedere che le future chiamate a lui indirizzate siano reinstradate ad una specifica destinazione alternativa.
Una *unita' radio* puo' anche richiedere reinstradamenti per conto di un terzo *utente*, per esempio, per conto di una unita' che non dispone della deviazione di chiamata.
Una *unita' radio* che chiama un'altra, che ha subito deviazione, sara' informata della destinazione alternativa da tentare: essa puo' allora rifare la chiamata automaticamente o puo' dare all'utente la possibilita' di decidere se chiamare la destinazione alternativa.
Si veda il capitolo 12 per le prestazioni complete di deviazione.
1.2 Caratteristiche e prestazioni di sistema
1.2.1 Dimensioni del sistema
La capacita' di numerazione del protocollo permette:
- 1.036.800 indirizzi per sistema
- 1024 numeri di canale
- 32768 codici identificativi di sistema.
1.2.2 Controllo del sistema
Il protocollo usa la segnalazione a 1200 bit/s con modulazione di sottoportante tipo FFSK (Fast Frequency Shift Keying). E' stato progettato per essere usato da *unita' radio* a due frequenze half duplex e da TSC duplex.
La segnalazione per stabilire le chiamate e trasmessa su un canale di controllo. Il TSC puo' operare secondo una delle due seguenti strategie per il canale di controllo: dedicato o non dedicato. Un sistema dedicato ha il canale di controllo permanentemente disponibile per la segnalazione mentre un sistema non dedicato puo' assegnare il canale di controllo per il traffico (comunicazione di conversazione o dati). Se tutti gli altri canali sono gia' in uso. l'uso di un canale di controllo dedicato e' appropriato per un TSC con molti canali, mentre il canale di controllo non dedicato puo' essere piu' indicato per un TSC con pochi canali. Il protocollo permette l'uso di entrambe le strategie.
Sono disponibili dei messaggi per diffusione radio per fare in modo che le *unita' radio* possano ricevere informazioni sul sistema., quali per esempio i canali che esso puo' usare per la segnalazione di controllo.
Uno dei problemi dei sistemi di segnalazione radiomobili e' la collisione dei messaggi trasmessi nello stesso tempo da differenti *unita' radio*. I problemi delle collisioni sono controllati da un protocollo di accesso che offre un'alta efficienza, stabilita' e flessibilita'. (Si veda il paragrafo 1.3.3 e il capitolo 7).
La protezione contro le interferenze e' ottenuta etichettando la segnalazione con codici di identificazione di sistema e, in alcuni messaggi il numero di canali. Nel caso sia presente una forte interferenza il canale di controllo puo' essere cambiato con uno diverso.
Per fare fronte a malfunzionamenti di rete il progettista di sistema puo' definire dei modi di funzionamento di riserva personalizzati.
1.2.3 Trattamento della chiamata
Il protocollo e' progettato per essere usato in sistemi che accodano le chiamate che non possono essere trattate immediatamente, per esempio, perche' nessun canale e' disponibile in quel momento per il traffico.
Prima che un canale di traffico sia assegnato per una chiamata ad una certa *unita' radio*, il TSC verifica che l'unita' chiamata sia in contatto radio allo scopo di evitare assegnazioni di canale sprecate.
Il TSC puo' anche verificare che l'operatore della *unita' radio* sia pronto per la chiamata per evitare che un canale di traffico sia assegnato a una unita' non presidiata.
E' definita una segnalazione per la manutenzione della chiamata per un pronto rilascio dei canali di traffico alla fine di una conversazione o, nel caso che la comunicazione sia persa durante una chiamata (vedi il paragrafo 1.3.5 e il capitolo 9).
Come precauzione contro l'uso fraudolento del sistema da parte di *unita' radio* non autorizzate, il TSC puo' in qualunque momento istruire una *unita' radio* a trasmettere il proprio numero di serie:
il confronto del numero di serie ricevuto con quanto aspettato aiutera' ad individuare gli utenti fraudolenti (vedi capitolo 15).
1.2.4 Sistema multisito
Lo standard lascia la possibilita' di usare varie tecniche di
copertura per sistemi multisito su vasta area, per esempio
- funzionamento sincrono/quasi sincrono
- un canale di controllo separato in ciascun sito
- a canale di controllo singolo condiviso a divisione di tempo.
Il protocollo include la prestazione di registrazione per facilitare la realizzazione di sistemi multisito e reti di TSC: una *unita' ra- dio* puo' informare il TSC della sua posizione quando essa si muove attraverso vari siti e vari sistemi. (Il codice identificativo di sistemi differenzia le segnalazioni provenienti da siti e sistemi diversi). Lo standard definisce le procedure di segnalazione per la registrazione (capitolo 8), ma il criterio di registrazione sara' specifico del sistema.
Il TSC puo' diffondere informazioni per aiutare le *unita' radio* a ricevere il canale di controllo quando si muovono da una cella a un'altra; per esempio per annunciare i canali di controllo che possono essere usati per controllo da esso stesso e da altri TSC nei siti adiacenti.
1.3 Guida ad alcuni aspetti fondamentali del protocollo
Questo paragrafo fornisce un'introduzione alle modalita' operative del protocollo, che a causa della sua destinazione e flessibilita', e' necessariamente complesso. Questo paragrafo sottolinea la struttura del canale di controllo, il protocollo di accesso casuale ed alcune procedure di scambio di messaggi per la costruzione della chiamata.
Questo paragrafo e' inteso soltanto come guida: non dovrebbe essere visto come una specifica di protocollo.
I lettori dovrebbero riferirsi alla parte centrale dello standard per una definizione completa e precisa.
1.3.1 Struttura della segnalazione sul canale di controllo
Le segnalazioni per impostare le chiamate sono trasmesse su un canale di controllo. Il tempo sul canale di controllo e' diviso in slot di durata 106.7 ms (128 bit) e un messaggio di segnalazione puo' essere mandato in ciascuno slot. La struttura base della segnalazione sul canale di controllo e' illustrata in fig. 1.1.
La segnalazione sul canale uscente (frequenza sulla quale trasmette la stazione radio base), e' nominalmente continua con ciascuno slot costituito da due parole di codice di 64 bit, tipicamente:
i) una parola di codice di sistema del canale di controllo (CCSC).
Il CCSC identifica il sistema alle *unita' radio* e fornisce la sincronizzazione per le successive parole di codice di indirizzo.
ii) Una parola di codice di indirizzo.
La parola di codice di indirizzo e' la prima parola di codice di ogni messaggio e definisce la natura del messaggio stesso.
Sia il CCSC che la parola di codice di indirizzo sono mostrati quando il TSC trasmette messaggi piu' lunghi con parole di codice di dati aggiunte ad una parola di codice di indirizzo.
Una *unita' radio* puo' ricevere un messaggio dal TSC in uno slot, trasmettere la risposta nello slot successivo e quindi risintonizzarsi sul canale uscente in tempo per decodificare il messaggio successivo dal TSC. (In fig. 1.1 la risposta e' mostrata allineata con il messaggio proveniente dalla stazione radio base; comunque ci sono delle tolleranze sulla temporizzazione.)
1 slot
_CCSC_PAROLA DI CODICE_CCSC_PAROLA DI CODICE_CCSC_PAROLA DI CODICE_ _ _ D'INDIRIZZO _ _ D'INDIRIZZO _ _ D'INDIRIZZO _
_ _ _ _ _ _ _
| |
| |
risposta | BIT | PAROLA DI CODICE |
della *unita' radio* | SINCR. | D'INDIRIZZO |
| | |
fig. 1.1 - Struttura della segnalazione sul canale di controllo
1.3.2 Messaggi di segnalazioni sul canale di controllo
I messaggi mandati sul canale di controllo possono essere classificati come segue:
Messaggi Aloha - Mandati dal TSC per invitare e controllare
l'accesso casuale.
Richieste - Mandate dal *unita' radio* per richiedere
chiamate/transazioni.
Messaggi Ahoy - Mandati dal TSC per richiedere una risposta da *unita' radio* indirizzata.
Riscontri - Mandati dal TSC dalle *unita' radio*.
Messaggi GO TO Channel - Mandati dal TSC per attribuire canali di
traffico.
Messaggi con un solo
Indirizzo - Correntemente mandati solo dalle *unita'
radio*.
Messaggi dati brevi - Mandati dal TSC e dalle *unita' radio*.
Messaggi miscellanei - Mandati dal TSC per funzioni di controllo
di sistema.
Alcuni usi di questi messaggi sono illustrati nei paragrafi successivi.
1.3.3 Protocollo di accesso casuale
1.3.3.1 Principio di funzionamento
Uno dei problemi degli schemi di segnalazioni per radio mobili e' la collisione di messaggi trasmessi da differenti *unita' radio* nello stesso tempo. In questo standard i problemi della collisione sono controllati da un protocollo di accesso casuale che e' basato sullo "slotted Aloha" con una struttura di trama sovrapposta. Il protocollo di accesso puo' essere usato per minimizzare i ritardi di accesso, assicurare stabilita' e mantenere una elevata efficienza di picco sotto pesanti condizioni di traffico.
Il principio fondamentale del protocollo di accesso e' descritto con riferimento alla fig. 1.2 che illustra la segnalazione sul canale di controllo.
Il TSC trasmette un messaggio di sincronizzazione (indicato da ALH in fig. 1.2) per invitare le *unita' radio* a mandare messaggi di accesso casuale. Il messaggio ALH contiene un parametro (N) che indica il numero di timeslot successivi che costituiscono una trama, che sono disponibili per l'accesso.
Se una trama e' gia' in evoluzione quando l'utente inizia una chiamata, una *unita' radio* puo' mandare il suo messaggio di accesso casuale nello slot successivo, altrimenti la *unita' radio* aspetta che una trama sia iniziata e quindi sceglie uno slot a caso dalla trama per il suo messaggio.
Un'unita' che desideri mandare una trasmissione ripetuta dopo un tentativo senza successo (per corruzione da fading o per collisione) sceglie di nuovo da una trama.
1 slot
| | | | | | | | |
dal TSC | ALH | | | | ALH | | | |
alle RU | (4) | | | | (3) | | | |
| | | | | | | | |
| | | | | | | | |
dalle RU | | | | | | | | |
al TSC | | | | | | | | |
| | | | | | | | |
| | | |
trama trama
fig. 1.2 - Due trame d'accesso casuale ciascuna marcata da un
messaggio di Aloha
1.3.3.2 Caratteristiche del protocollo di accesso casuale
Le caratteristiche principali del protocollo di accesso casuale sono le seguenti:
a) Il TSC puo' monitorare l'attivita' sul canale di controllo e puo' ottimizzare le prestazioni del sistema variando la lunghezza della trama per prevenire eccessive collisioni e per minimizzare i ritardi di accesso. La fig. 1.3 illustra un esempio di controllo dell'accesso casuale.
b) Il sovraccarico (overhead) di segnalazione per il controllo dell'accesso casuale e' mantenuto piccolo inserendo nei messaggi di riscontro e di GO TO Channel il parametro (N) che misura la lunghezza della trama, cosicche' le trame possono essere marcate senza richiedere espliciti messaggi di Aloha. Per esempio, vedi la fig.
1.3.
c) Durante una trama il TSC puo' trasmettere dei messaggi che richiedono una risposta da una specifica *unita' radio*. Questi messaggi diretti verso la *unita' radio* inibiscono l'accesso casuale nello slot successivo e lo riservano in questo modo per la risposta dell'unita'.
d) Il TSC puo' riservare delle trame per
- specifici tipi di chiamate, per mezzo di appositi messaggi Aloha (per esempio, il messaggio Aloha ALHE invita soltanto chiamate di emergenza).
- sottoinsiemi di *unita' radio* (suddivisione su indirizzo).
1 slot
| | | | | | |
dal TSC | ALH | ALH | ALH | ALH | ACKQ| ACKQ|
alle RU | (1) | (1) | (2) | (0) | (1) | (1) |
| | | | | | |
| | | | | | | |
dalle RU | |RQS1 | | RQS1| RQS2| | |
al TSC | | RQS2| | | | | |
| | | | | | | |
| | | | | | | | | |
trama trama trama trama trama
Il TSC rivela la collisione delle richieste RQS1 e RQS2, marca una trama piu' lunga (con il messaggio ALH (2)).
Le *unita' radio* ripetono le loro richieste e, in questo esempio, scelgono slot differenti. Ciascuna richiesta e' riscontrata nello slot successivo.
ALH (0) non marca una trama.
ACKQ (1) riscontra una richiesta e marca una nuova trama.
In assenza di collisioni la lunghezza della trama puo' essere ridotta.
fig. 1.3 - Esempio di controllo dell'accesso casuale
1.3.4 Indirizzamento
Un indirizzo di unita' e' un numero di 20 bit che comprende due campi: un prefisso di 7 bit e un i identificativo di 13 bit. (Normalmente tutti i membri di una flotta saranno allocati sotto lo stesso prefisso.) La divisione in prefisso e identificativo permette che la maggior parte dei messaggi possa contenere i due indirizzi, il chiamante e il chiamato, includendo il prefisso una sola volta. Per esempio, richiesta di chiamato e messaggi GO TO Channel (GTC) contengono due identificativi e soltanto un prefisso.
Per una chiamata ad una unita' con lo stesso prefisso, il messaggio di richiesta contiene tutte le informazioni necessarie per fare la chiamata. Comunque per una chiamata ad una unita' con prefisso differente, i dettagli della chiamata non possono essere contenuti in una singola parola di indirizzo: questo tipo di chiamata richiede l'uso di una procedura di indirizzamento esteso (come si fa per le chiamate ad alcuni PABX).
1.3.5 Esempi di sequenze di segnalazioni
La segnalazione precisa richiesta per una chiamata dipende dal tipo di chiamata e da come e' stato progettato il TSC; (lo standard non prescrive gli algoritmi del TSC).
Questo paragrafo contiene alcuni esempi di sequenze di scambio messaggi. Si noti che, sebbene non mostrato negli esempi, i messaggi saranno ritrasmessi in caso di errori per degradamento della propagazione o per collisione.
Esempio di sequenze di scambio di messaggi per la costruzione della chiamata sono rappresentati nei paragrafi 1.3.5.1 a 1.3.5.3. Questi esempi mostrano la segnalazione sul canale di controllo:
- richiesta di chiamata
- istruzioni per mandare informazioni di indirizzo esteso
- controllo di disponibilita' delle *unita' radio*
- allocazione dei canali di traffico.
La segnalazionee' inviata anche sul canale di traffico attribuito per la manutenzione della chiamata o per abbattimento della chiamata. Per esempio:
a) per aiutare la manutenzione di una chiamata, una *unita' radio* invia un messaggio di *Pressel-off* alla fine di ciascuna trasmissione in fonia. Il sistema puo' anche richiedere che l'unita' inizi ciascuna trasmissione in fonia con un messaggio di *Pressel-on* e invii messaggi di manutenzione della chiamata periodicamente durante la trasmissione.
b) l'unita' chiamante in una chiamata di gruppo o entrambe le unita' in una chiamata individuale, inviano messaggi di "sconnessione" per indicare la fine dell'utilizzo del canale, quando l'utente aziona il gancio o fa qualcosa di equivalente.
c) il TSC invia un messaggio CLEAR per abbattere una chiamata (dopo avere ricevuto un messaggio valido di "sconnessione" o se e' scaduto un tempo limite).
Comunque gli esempi non trattano segnalazioni sul canale di traffico.
L'esempio finale (paragrafo 1.3.5.4) illustra la trasmissione di messaggi brevi. Questo tipo di transazione non usa un canale di traffico: richiede solamente il canale di controllo.
1.3.5.1 Esempio: una *unita' radio* chiama un gruppo
La fig. 1.4 illustra una sequenza di messaggi sul canale di controllo per la costruzione di una chiamata di gruppo fra *unita' radio* con lo stesso prefisso.
La sequenza include la richiesta di chiamata e la segnalazione per l'attribuzione del canale di traffico. (per le chiamate di gruppo la verifica di disponibilita' sull'unita' chiamata non viene fatta). In questo esempio tutti i canali di traffico sono gia' usati quando viene fatta la chiamata per cui questa chiamata viene accodata.
1 slot
| 1 | | 3 | | 4 | |
dal TSC | ALH | ALH |ACKQ | | GTC | GTC |
alle RU | (1) | (1) | (1) | | (1) | (1) |
| | | | | | |
| | 2 | | | | | |
dalle RU | | RQS | | | | | |
al TSC | | | | | | | |
| | | | | | | |
| | | | | | | |
trama trama trama trama
1. ALH : Invito Aloha di tipo generale (trama di uno slot)
2. RQS : La *unita' radio* chiamante trasmette la sua richiesta, conforme al protocollo di accesso casuale.
3. ACKQ: Il TSC riscontra il messaggio RQS, informando la *unita' ra- dio* che la chiamata e' stata accodata.
4. GTC : Quando e' disponibile un canale di traffico il TSC invia il comando Go To Channel, diretto all'unita' chiamate o al gruppo chiamato; questo messaggio instruisce le *unita' radio* a commutare sul canale di traffico per la conversazione. In questo esempio il GTC e' ripetuto, per ulteriore affidabilita'.
fig. 1.4 - Chiamata di gruppo a prefisso comune
Sono disponibili riscontri alternativi dal TSC se, per esempio, la richiesta di chiamata non e' valida o se il sistema e' sovraccarico.
Se il canale di traffico e' disponibile quando viene richiesta unachiamata di gruppo, allora il TSC puo' emettere il riscontro ACKQ e mandare il comando GTC.
In questo esempio il messaggio di GTC e' ripetuto immediatamente.
Comunque, i messaggi ripetuti possono essere ritardati per altra segnalazione.
1.3.5.2 Esempio: la *unita' radio* chiama una unita' con lo stesso
prefisso
La fig. 1.5 illustra una sequenza di messaggi sul canale di controllo per la costruzione della chiamata tra due *unita' radio* con lo stesso prefisso. La sequenza include la richiesta di chiamata, la verifica di disponibilita' e l'attribuzione del canale.
1 slot
| 1 | | 3 | | 5 | |
dal TSC | ALH | ALH | AHY | ALH | GTC | GTC |
alle RU | (3) | (0) | | (2) | (0) | (1) |
| | | | | | |
| | 2 | | 4 | | | |
dalle RU | | RQS | | ACK | | | |
al TSC | | | | | | | |
| | | | | | | |
| | | | | |
trama trama trama
1. ALH: Invito Aloha di tipo generale (trame di tre slot).
2. RQS: Richiesta di chiamata ad accesso casuale.
3. AHY: Messaggio per la verifica di disponibilita'.
- riscontra il messaggio RQS
- richiede una risposta dalla *unita' radio* chiamata (percio' verifica che la *unita' radio sia in contatto radio)
- inibisce l'accesso casuale nello slot successivo.
4. ACK : Riscontro della *unita' radio* chiamata, mandato nello slot riservato.
5. GTC : Messaggio di Go To Channel che istruisce entrambe le *unita' radio* a spostarsi su uno specifico canale di traffico per la loro conversazione. In questo esempio il GTC e' ripetuto per ulteriore affidabilita'.
fig. 1.5 - Chiamata individuale a prefisso comune
In questo esempio l'unita' chiamata e' in contatto radio e percio' risponde al messaggio AHY. Se l'unita' chiamata non puo' essere raggiunta il TSC puo' indicare il tentativo fallito all'unita' chiamante inviando un riscontro ACKV.
In questo e nell'esempio seguente il TSC verifica soltanto che l'unita' chiamata sia in contatto radio prima di attribuire un canale di traffico. il TSC puo' anche verificare se l'utente chiamato e' pronto, se nonlo e' l'unita' risponde con un riscontro ACKI e provvede ad avvisarlo, Poi, quando l'utente e' pronto a ricevere la chiamata l'unita' puo' inviare un messaggio di stato RQQ, per informare il TSC.
Il messaggio ALH (0) in questi esempi e' usato come un messaggio di riempimento negli slot che non portano segnalazioni relative a questo esempio. In pratica questi slot possono essere usati per segnalazione relativa ad altre chiamate, o per messaggi diffusi che contengono informazioni relative ai parametri di sistema.
1.3.5.3 Esempio: una *unita' radio* chiama una unita' con diverso
prefisso
La fig. 1.6 illustra una sequenza di messaggi sul canale di controllo per la costruzione di una chiamata tra due *unita' radio* con prefissi diversi.
La sequenza include la segnalazione per la richiesta di chiamata, la verifica di disponibilita' e l'attribuzione del canale come nell'esempio precedente. Comunque questa sequenza ha una fase ulteriore: dopoavere ricevuto il messaggio RQS, il TSC manda AHYC per invitare l'unita' chiamante a trasmettere l'indirizzo completo del chiamato. Inoltre devono essere mandati alle due unita' due messaggi GTC distinti perche' essi contengono soltanto un prefisso.
1 slot
| 1 | | 3 | | 5 | | 7 | 8 |
dal TSC | ALH | ALH |AHYC | ALH | AHY | ALH | GTC | GTC |
alle RU | (4) | (0) | | (0) | | (2) | (0) | (1) |
| | | | | | | | |
| | 2 | | 4| | 6 | | | |
dalle RU | | RQS | |SAMIS| | ACK | | | |
al TSC | | | | | | | | | |
| | | | | | | | | |
| | | | | |
trama trama trama
1. ALH : Messaggio Aloha di tipo generale (trama di quattro slot)
2. RQS : Richiesta di accesso casuale per una chiamata interprefisso (la richiesta contiene l'indirizzo dell'unita' chiamante (prefisso/identificativo), ma l'identificativo del chiamato e' posto uguale all'identificativo di una speciale "gateway" per indicare che e' una richiesta di una procedura di indirizzamento esteso.)
3. AHYC : Messaggio di invito a dati breve:
- riscontra il messaggio RQS
- istruisce l'unita' chiamante a inviare l'indirizzo del
chiamato
- inibisce l'accesso casuale nello slot successivo.
4. SAMIS: Messaggio di indirizzamento singolo della *unita' radio* chiamante, contenente l'indirizzo (prefisso/identificativo) del chiamato.
5. AHY : Messaggio di verifica disponibilita' che richiede una risposta dalla *unita' radio* chiamata.
In questo esempio la verifica di disponibilita' un messaggio di una sola parola di codice, cioe' l'indirizzo dell'unita' chiamante non e' fornito.
6. ACK : Riscontro dalla *unita' radio* chiamante
7. GTC : Messaggio di Go To Channel che istruisce la *unita' radio* chiamata a spostarsi sullo specifico canale di traffico per la chiamata.
8. GTC : Messaggio di Go To Channel che istruisce la *unita' radio* chiamante a spostarsi sullo specifico canale per la chiamata.
fig. 1.6 - chiamate individuali interprefisso
1.3.5.4 Esempio: *unita' radio* manda un messaggio di dati breve
La fig. 1.7 illustra una sequenza di messaggi sul canale di controllo per inviare un messaggio di dati breve da una *unita' radio* a un'altra unita'.
In questo esempio il messaggio dati comprende una parola di codice di indirizzo e due parole di codice aggiuntive (ciascuna delle parole di codice dati contiene 46 bit di dati in formato libero).
Nella sequenza, la *unita' radio* invia la sua richiesta; il TSC istruisce l'unita' a inviare il messaggio dati, inoltra il messaggio dati all'unita' chiamata e quindi indica il successo della transazione all'unita' chiamante.
1 slot
| 1 | | 3 | | | 5 | |5 | | 7 | | dal TSC | ALH | ALH |AHYC | ALH | ALH |HEAD |dati | ALH | ACK | ACK | alle RU | (1) | (1) | | (0) | (2) | | | | (1) | (1) | (1) |
| | | | | | | | | | | |
| | 2 | | 4 | |4 | | | 6 | | | dalle RU| | RQC | |HEAD |dati | | | ACK | | | al TSC | | | | | | | | | | | |
| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |
trama trama trama trama trama
1. ALH : Invito Aloha di tipo generale (trama da uno slot)
2. RQS : Richiesta di accesso casuale per trasmettere messaggio dati breve.
(la richiesta indica il numero di timeslot richiesti dal messaggio dati: in questo caso due slot.)
3. AHYC: Messaggio di invito per la trasmissione di un messaggio dati
breve
- riscontra il messaggio RQC
- instruisce l'unita' radio chiamante a mandare il messaggio
dati nei due slot successivi
4. HEAD+:
DATI : La *unita' radio* chiamante invia il suo messaggio dati breve al TSC. In questo esempio il messaggio comprende una parola di codice di indirizzo (HEAD) e due parole aggiuntive di dati chiamato.
5. HEAD+
DATI: Il TSC inoltra il messaggio dati breve alla *unita' radio* chiamata
6. ACK : Riscontro dalla unita' chiamata: messaggio accettato
7. ACK : Riscontro mandato all'unita' chiamante per indicare che l'unita' chiamata ha accettato il messaggio dati. In questo esempio il TSC ripete immediatamente il messaggio ACK, per ulteriore affidabilita'.
fig. 1.7 - Messaggio dati breve
2. DEFINIZIONI
Nota:
Le parole che appaiono entro asterisco in queste definizioni sono termini definiti (p.es. *termine definito*)
Attiva sul canale:
Una *unita' radio* e' *attiva sul canale* quando su quel canale essa e' abilitata a rispondere a messaggi ad essa indirizzati, oppure sta trasmettendo, oppure e' in transizione fra questi due stati.
Nota:
Una *unita' radio* diventa attiva su un assegnato *canale di traffico* appena essa puo' ricevere su quel canale, mentre su un *canale di controllo* non deve diventare attiva fintantoche' non abbia ricevuto una parola di codice che contenga un appropriato *codice identificativo di sistema*.
Campo:
Un numero di bit contigui in una parola di codice che sia specificato in termini di posizione entro la parola di codice e di numero di bit.
Canale di controllo:
Un *canale uscente* e un *canale entrante* che sono usati per la trasmissione di *messaggi* conformi a questo standard, con lo scopo primario di abilitare il *controllore di sistema multiaccesso* (TSC) a controllare le *unita' radio*.
Canale di traffico:
L'insieme di un *canale entrante* e di un *canale uscente* usati principalmente per comunicazioni tra utenti.
Canale entrante:
Una portante radio dove la direzione di trasmissione e' dalle *unita' radio* alla *stazione radio base*.
Canale uscente:
Una portante radio, dove la direzione della trasmissione e' dalla *stazione radio base* alle *unita' radio*.
Chiamata:
Un completo scambio di informazioni fra due o piu' *utenti* che in- clude una o piu' *transazioni* e puo' includere comunicazioni dirette utente-utente su un *canale di traffico*.
Chiamata a prefisso comune:
Una *chiamata* dove i valori dei *prefissi* negli *indirizzi* del chiamante e del chiamato sono gli stessi. Le *chiamate con prefisso comune* usano procedure di *indirizzamento breve*.
Chiamata di gruppo:
Una chiamata nella quale un *indirizzo di gruppo* e' specificato come *utente* chiamato e, conseguentemente, fornisce i mezzi di comunicazione fra piu' di due unita'.
L'*utente* chiamante in una chiamata di gruppo puo' scegliere fra il modo convenzionale dove tutti gli *utenti* sono abilitati a parlare, o il modo annuncio dove soltanto il chiamate puo' parlare.
Chiamata interprefisso:
Una *chiamata* dove i valori dei *prefissi* degli *indirizzi* del chiamante e del chiamato sono differenti.
Le *chiamate interprefisso* richiedono procedure di *indirizzamento esteso*.
Chiamata selettiva:
Una chiamata tra un *utente* chiamante ed un *utente* chiamato singolarmente.
Codice identificativo del sistema:
Un numero di 15 bit che contiene l'identificazione univoca di un *sistema*.
Questo codice e' irradiato sul canale di controllo uscente in un *sistema* (nel *campo* SYS).
Controllo di pronto alla comunicazione (RFCC):
Un dispositivo o un sistema per informare l'unita' della disponibilita' a comunicare dell'utente, p. es. il contatto di gancio.
Controllore di sistema multiaccesso (TSC):
L'intelligenza centrale di controllo necessaria per abilitare il sistema multiaccesso a funzionare secondo questo standard.
Il *controllore di sistema multiaccesso* puo' controllare una o piu' *stazioni radio base*.
Dati brevi:
Una procedura che permette che un *messaggio* sia scambiato fra gli *utenti* o fra l'*utente* e il *controllore di sistema multiaccesso*.
Questa procedura non supporta messaggi che comprendono piu' di quattro *parole di codice dati*.
Dati in formato libero:
Dati all'interno di una parola di codice che, in questo standard e' limitata solamente alla sua posizione e lunghezza.
Dati non prescritti:
Un qualunque traffico di dati che non e' conforme al protocollo dati definito in questo standard.
Dati normalizzati:
La procedura per mezzo della quale avviene uno scambio di informazioni che usa il protocollo dati definito nel capitolo 17 di questo standard.
Decodificabile:
Una parola di codice trasmessa sara' considerata *decodificabile* se, dopo che sia stata ricevuta e dopo che sia stata applicata la correzione di errore, se usata, forma una parola di codice valida fra i codici definiti nel paragrafo 3.2.3.
Deviazione:
Una procedura per mezzo della quale un *utente* puo' richiedere che le future *chiamate* ad un particolare indirizzo chiamato siano reinstradate ad una destinazione alternativa.
Gateway:
Un identificativo speciale che e' usato per identificare un messaggio relativo ad una chiamata o ad una transazione diretta o proveniente da un servizio comunicazione al di fuori del sistema.
Per gli scopi di questo standard l'identificativo interprefisso, IPFIXI, e' anche visto come *gateway*.
Identificativo:
Un numero di 13 bit usato per scopi di identificazione.
I valori degli identificativi fra 1 e 8100 inclusi, sono attribuibili a unita' singole o gruppi e in questo caso essi sono associati a un prefisso per formare un *indirizzo* di 20 bit. I valori degli identificativi oltre 8100 sono definiti identificativi speciali e questi non sono associati a nessun particolare prefisso, ne' lo e' l'identificativo di valore 0 (DUMMYI).
Identificativo speciale:
Un *identificativo* con valore maggiore di 8100. Questi *identificativi* sono utilizzati per una varieta' di scopi speciali.
Alcuni di questi sono specificati in questo standard, altri possono essere definiti dagli operatori di *sistema*. Gli *identificativi speciali* non sono associati con un *prefisso* per formare un *indirizzo*.
Inclusione:
Una procedura per mezzo della quale gli *utenti* possono essere associati ad una *chiamata* in corso, a seguito della richiesta di un *utente* partecipante alla *chiamata*.
Indirizzamento breve:
Il metodo usato quando gli *utenti* che partecipano ad una *chiamata* possono essere specificati completamente da un solo *prefisso* e da due *identificativi*. Questa forma di indirizzamento minimizza il carico di segnalazione.
Indirizzo:
Un numero di 20 bit, per mezzo del quale un'unita' o un gruppo di unita' e' conosciuto all'interno del *sistema*. L'*indirizzo* comprende due campi: un *prefisso* di 7 bit e un *identificativo* di 13 bit.
Indirizzo di gruppo:
In indirizzo che e' comune a piu' di una unita' e che, quando usato come indirizzo chiamato, significa *chiamata di gruppo*. Alle unita' puo' essere assegnato un qualunque numero di indirizzi di gruppo.
Indirizzo selettivo:
Un *indirizzo* per mezzo del quale una singola unita' e' conosciuta all'interno di un *sistema* permettendo cosi' che tale unita' sia indirizzata in modo univoco in quel sistema.
Alle unita' puo' essere assegnato uno qualunque degli *indirizzi selettivi* purche' questo sia assegnato ad una ed una sola unita' del *sistema*.
Indirizzamento esteso:
Un metodo che permette che i dati identificativi dell'*utente* chiamato siano inviati al *controllore di sistema multiaccesso* quando le informazioni della *chiamata* non possono essere contenute in una singola parola di codice di indirizzo. Queste informazioni dell'*utente* chiamato possono essere o un indirizzo o una informazione di indirizzamento in una forma diversa (p. es. le cifre di un numero PABX).
Item:
Una trasmissione completa d'utente su un *canale di traffico*, effettuata da uno degli *utenti* all'interno di una chiamata, e alla conclusione della quale quell'*utente* interrompa la trasmissione.
E' possibile che una *chiamata* contenga soltanto un *item*.
Messaggio:
Una trasmissione dati continua singola che consiste di una sequenza di sincronizzazione a parola di codice, una *parola di indirizzo* e (opzionalmente) una o piu' *parole di codice dati* conformi a questo standard.
Parola di codice di indirizzo:
Una parola di codice di 64 bit conforme alle specifiche di questo standard, dove il primo bit e' posto uguale ad "1". Una *parola di codice di indirizzo* e' sempre la prima parola di codice in un qualunque *messaggio* e definisce la natura del *messaggio* stesso.
Parola di codice dati:
Una parola di codice di 64 bit conforme alle specifiche di questo standard, dove il primo bit e' posto uguale a "0". Le *parole di codice dati* sono concatenate a *parole di codice di indirizzo* e integrano l'informazione nella *parola di codice di indirizzo*.
Prefisso:
I 7 bit piu' significativi di un *indirizzo*. Normalmente le unita' all'interno di una flotta avranno lo stesso *prefisso* poiche' le chiamate fra unita' e gruppi con lo stesso *prefisso* possono essere fatte senza l'uso di procedure di *indirizzamento esteso*. Un *prefisso* e' relativo soltanto a *indirizzi selettivi* e *indirizzi di gruppo*.
Registrazione:
Una procedura che conferma che la *unita' radio* e' in una *sessione* in un *sistema*. Le procedure di *registrazione* possono essere iniziate a seguito della richiesta del *controllore di sistema multiaccesso* o per iniziativa della *unita' radio* a seconda delle circostanze della *registrazione*.
Riservato:
Le *parole di codice* o *campi*, che sono definiti come *riservati* in questo standard, sono destinati ad essere usati nelle future fasi di standardizzazione e non potranno essere utilizzati nella fase provvisoria per trasporto di informazioni. I *campi riservati* devono essere impostati ai valori di definizione specificati in questo standard.
Scorta:
Le *parole di codice* e i *campi* che sono definiti come scorta sono disponibili per essere usati liberamente nei sistemi p. es. per personalizzazione del sistema purche' non siano violati i vincoli di questo standard. L'uso dei *campi* e delle *parole di codice* *non usate* puo' variare da *sistema* a *sistema*.
Sessione:
Una *sessione* e' un periodo di operazione associata ad un *sistema*.
Una sessione in un sistema inizia quando l'*unita' radio* diventa *attiva sul canale* di controllo di tale sistema, o dopo essere stata accesa o dopo essere stata *attiva sul canale* di controllo di un *sistema* differente. Una *sessione* finisce o quando la *unita' ra- dio* e' spenta o quando inizia la *sessione* successiva.
Sistema:
La totalita' delle apparecchiature richieste per fornire le possibilita' di comunicazione associate con un singolo *codice identificativo di sistema*. I sistemi possono essere combinati per formare reti di comunicazioni piu' grandi, ma la definizione di sistemi e metodi di combinazione di questi non sono compresi nello scopo di questo standard.
Stato di riposo:
Una *unita' radio* e' nello stato di riposo in un sistema quando essa e' *attiva su un canale* di controllo appartenente a quel *sistema*, non e' in quel momento impegnata in uno scambio di *messaggi* e non ha in corso richieste di trasferimento messaggi.
Stazione radio base:
La totalita' dei ricevitori e dei trasmettitori gestiti da un *controllore di sistema multiaccesso* in ogni sito.
Tentativo di accesso casuale:
Il metodo per mezzo del quale una *unita' radio* trasmette un *messaggio* non richiesto al *controllore di sistema multiaccesso* sul *canale di controllo*.
Il metodo richiede che l'*unita' radio* ripeta il *messaggio* di accesso casuale se non e' ricevuto il *messaggio* di risposta entro un tempo di attesa determinato.
Ulteriori ripetizioni sono richieste in assenza di un riscontro adeguato, fin tanto che non si raggiunge un predeterminato numero di ripetizioni. In questo standard un *tentativo di accesso casuale* copre il periodo dall'inizio della transazione alla ricezione di un riscontro adeguato o allo scadere di un contatore.
Terminale d'utente a connessione diretta (LU):
Un terminale d'utente a cui e' stato attribuito un *indirizzo selettivo*, connesso direttamente al *controllore di sistema multiaccesso* attraverso un mezzo diverso da quello radio al quale si applica questo standard.
Transazione
Uno scambio completo di informazioni che consiste di uno o piu' *messaggi* fra un *utente* e il *controllore di sistema multiaccesso*, o un altro *utente* attraverso il *controllore di sistema multiaccesso*.
Unita' chiamata (o Gruppo):
L'unita' o gruppo di unita' che un'*unita' chiamante* identifica come il destinatario (i) desiderato di una chiamata. L'*unita' chiamata o gruppo chiamato* riceve questa denominazione per la durata di una *chiamata* e questa convenzione e' usata nei *messaggi* relativi a quella particolare *chiamata* indipendentemente dall'origine di tali *messaggi*.
Unita' chiamante:
Una *unita' radio* o un *terminale d'utente a connessione diretta* che richiede una *chiamata*.
L'*unita' chiamante* riceve questa denominazione per la durata di una *chiamata* e questa convenzione e' usata per *messaggi* relativi a quella particolare *chiamata* indipendentemente dall'origine di tali *messaggi*.
Unita' radio (RU):
Un mobile o un'altra stazione d'utente che si connette al sistema per mezzo di una normale radio mobile terrestre in accordo con questo standard.
Unita' (o gruppo) richiesto:
Una unita, o gruppo di unita', che prendono parte a una *transazione* iniziata dal *controllore del sistema multiaccesso* o da un altro *utente*.
Unita' richiedente:
Una *unita' radio* o un *terminale d'utente a connessione diretta* che inizia una *transazione* con il *controllore di sistema multiaccesso* o con un altro *utente*, attraverso il *controllore di sistema multiaccesso*.
Utente:
Una sorgente o il destinatario della informazione entro una *chiamata*. Il termine comprende la totalita' delle apparecchiature della stazione d'utente e, dove il contesto lo permette, l'utente dell'apparecchiatura. Un *utente* puo' essere un singolo individuo o un gruppo.
3. FORMATI DELLA SEGNALAZIONE
Questo paragrafo definisce i formati base della segnalazione usata da questo standard. La struttura dettagliata delle parole di codice e' definita nel paragrafo 5, e le limitazioni di temporizzazione per la trasmissione sono definite nel paragrafo 6.
Quanto esposto in questo paragrafo non preclude l'uso sul canale di traffico di altri formati non prescritti.
3.1 Formati base
La trasmissione della segnalazione impiega una modulazione *Fast Fre- quency Shift Keying* (FFSK) con un bit rate di 1200 bit/s. Le componenti fondamentali dei formati di segnalazione sono illustrate in figura 3.1.
_ LET _ PREAMBOLO _ MESSAGGIO _ h _
| | | | |
3.1. = Formati base
3.1.1 = LET
Le trasmissioni di segnalazione saranno precedute da un tempo per l'instaurazione del collegamento (LET) entro il quale la trasmissione non e' definita fino a che non si raggiunge il 90 per cento della massima potenza.
La durata del LET sara' quella specificata nei paragrafi 3.3.3.1 e 6.
3.1.2 = PREAMBOLO
Le trasmissioni di segnalazione cominceranno con un preambolo di bit alternati 1010...10 in modo che il demodulatore dati del ricevitore possa acquisire la sincronizzazione di bit. Il preambolo consistera' di un minimo di 16 bit e finira' con il bit zero.
3.1.3 = MESSAGGIO
Un messaggio e' una trasmissione contigua che consiste di una sequenza di sincronizzazione di una parola di codice, una parola di codice di indirizzo e, dove opportuno, di una o piu' parole di codice di dati (vedi 3.2).
3.1.4 = Bit di "hang-over" (H)
La trasmissione di segnalazione terminera' con un bit di "hang-over" zero oppure uno a seguito dell'ultimo messaggio trasmesso.
3.2 Formato del messaggio
Un messaggio consiste di una sequenza di sincronizzazione di parola di codice, una parola di codice di indirizzo e, quando opportuno, una o piu' parole dati, come mostrato in fig. 3.2. La parola di codice di indirizzo definisce la natura del messaggio, e le parole dati integrano l'informazione nella parola di codice di indirizzo.
_ SEQUENZA DI SINCRONISMO _ PAROLA DI CODICE _ PAROLE DI CODICE DATI_ _ PAROLA DI CODICE _ DI INDIRIZZO _ (dove appropiato) _ _ _ _ _
Fig. 3-2 Formato del messaggio
3.2.1 Sequenza di sincronizzazione di una parola di codice
La sequenza di sincronizzazione di una parola di codice e' trasmessa per permettere ai decodificatori di agganciare la trama delle parole di codice. Consiste di 16 bit.
3.2.1.1 Sequenza di sincronizzazione di una parola di codice sul
canale di controllo
La sequenza di sincronizzazione di una parola di codice per i messaggi trasmessi sul canale di segnalazione, SYNC, e' mostrata in fig. 3.3.
Il bit numero 1 sara' trasmesso per primo.
bit no. 1 16
| 1 1 0 0 0 1 0 0 1 1 0 1 0 1 1 1 |
| |
fig. 3.3 Sequenza di sincronizzazione di una parola di codice sul
canale di controllo SYNC
3.2.1.2 Sequenza di sincronizzazione di una parola di codice sul
canale di traffico
La sequenza di sincronizzazione di una parola di codice per messaggi trasmessi su un canale di traffico, SYNT, e' mostrata in fig. 3.4.
Il bit numero 1 sara' trasmesso per primo. Se il canale di controllo sara' attribuito come di traffico, allora SYNT sara' usato per tutti i messaggi trasmessi mentre il canale e' assegnato come di traffico. bit no. 1 16
| 0 0 1 1 1 0 1 1 0 0 1 0 1 0 0 0 |
| |
fig. 3.4 Sequenza di sincronizzazione di una parola di codice sul
canale di traffico. SYNT
3.2.2 Parole di codice
I messaggi saranno trasmessi in parole di codice da 64 bit.
Ciascuna parola di codice conterra' 48 bit di informazione seguiti da 16 bit di verifica. Ci sono due tipi di parole di codice, parole di codice di indirizzo e di dati, che sono differenziate dal primo bit (A) entro la parola di codice, vedi fig. 3.5. Il bit numero 1 sara' trasmesso per primo.
| | | | | 1 | 2 48 | 49 64 | | | | | | A | campo di informazione | bit di verifica parita' | | | | |
no. di bit 1 47 16
bit 1 (A) - Informazione binaria che con il valore 1 denota una parola di codice di indirizzo. Il bit zero denota una parola codice dati.
bit da 2 a 48 - Campo di informazione; vedi capitolo 5
bit da 49 A 64 - Bit di verifica parita'; vedi paragrafo 3.2.3.
fig. 3.5 = Struttura della parola di codice
3.2.3 = Decodifica e rivelazione degli errori
I primi 15 bit di verifica sono derivati da un codice ciclico (63, 48). Per la decodifica, i bit da 1 a 48 della parola di codice
rappresentano i coefficienti di un polinomio aventi termini da
62 15
X a X . Questo polinomio e' diviso modulo -2 da un polinomio generante:
15 14 13 11 4 2
X + X + X + X + X + X + 1
I 15 bit di verifica corrispondono ai coefficienti dei termini da 14 0
X a X nel polinomio resto trovato effettuando la divisione.
Il bit di verifica finale del codice ciclico (63, 48) (bit 63 della parola di codice) e' poi invertito. Per finire, si aggiunge un bit al blocco dei 63 (che include il bit invertito numero 63) per fornire una verifica di parita' dell'intera parola di codice di 64 bit.
Gli algoritmi di decodifica non sono prescritti in questo standard: per le proprieta' di controllo degli errori delle parole di codice, vedi l'Appendice 2.
3.3 Varianti nella trasmissione della segnalazione
3.3.1 Formato del messaggio singolo
Il Formato per le trasmissioni di segnalazione che contiene un solo messaggio e' mostrato in fig. 3.6
_ LET _ PREAMBOLO _ MESSAGGIO _ H _
| | | | |
Fig. 3.6 Formato di un messaggio singolo
3.3.2 Formato per i messaggi multipli sul canale di traffico
Il Formato per la trasmissione di segnalazione standardizzata che contiene piu' di un messaggio e' mostrato in figura 3.7. Questo formato dovra' essere usato solo sui canali di traffico.
_ LET _ PREAMBOLO _ MESSAGGIO _ BIT ALTERNATI _ MESSAGGIO_
| | | | | |
Fig. 3.7 = Formato di un messaggio multiplo
Per i messaggi multipli trasmessi da una *unita' radio*, ci dovranno essere 16 bit di alternanza fra i messaggi.
Per i messaggi multipli trasmessi dal TSC i bit alternati possono essere inseriti fra i messaggi come richiesto.
Il bit finale di una qualunque sequenza di bit alternati (prima del messaggio successivo) deve essere uno zero.
3.3.3 Formati sul canale di controllo uscente
3.3.3.1 Formato base sul canale di controllo
La sequenza di partenza per una trasmissione che inizi da una stazione radio base sul canale di controllo dovra' essere come mostrato in fig. 3.8.
| LET | PREAMBOLO | SYNC | ADD1 | CCSC | ADD2 | CCSC | ADD3 |
| | | | | | | | |
| < - inizio sequenza-> | < - 1 slot ->|< - 1 slot ->|
LET - Tempo stabilito per il collegamento di almeno 6 periodi
di bit (5 ms)
PREAMBOLO - Almeno 16 bit in sequenza alternata, che finisce con bit zero
SYNC - Sequenza di sincronizzazione della parola di codice del
canale di controllo; si veda 3.2.1.1.
ADDN - Parole di codice di indirizzo (un qualsiasi messaggio
appropriato): si veda paragrafo 5
CCSC - Parola di codice di sistema sul canale di controllo; si
veda paragrafo 5.1.
Fig. 3.8 = Formato base del canale di controllo
Dopo la sequenza di partenza il TSC dovra' dividere il tempo in slot, ciascuno comprendente due parole di codice. La prima parola di codice di uno slot dovra' essere la Parola di Codice di Sistema sul Canale di Controllo (CCSC), a meno che non sia stata sostituita da una parola di codice di dati di un messaggio precedente. La seconda parola di codice di uno slot dovra' essere una parola di codice di indirizzo, a meno che non sia stata sostituita da una parola di codice di dati (si veda 3.3.3.2).
Ogni parola di codice di indirizzo in uno slot dovra' essere preceduta da una CCSC. La CCSC identifica il sistema alle *unita' ra- dio* e fornisce la sincronizzazione di "slot" sul canale di controllo. Essa e' una parola di codice dati nella quale i 32 bit finali formano il preambolo e la sequenza di sincronizzazione per la parola di indirizzo seguente (si veda 5.1).
La parola di indirizzo MARK (si veda 5.5.4.1) puo' essere trasmessa dal TSC su un canale da poco designato come controllo durante il periodo permesso alle *unita' radio* per localizzare e identificare il canale di controllo (si veda 6.1.1).
3.3.3.2 Spostamento delle parole dati
Quando le parole dati sono trasmesse come parte di un messaggio, sostituiscono le CCSC e le parole di indirizzo, come illustrato in fig. 3.9. Le *unita' radio* devono essere capaci di operare correttamente malgrado lo spostamento (vedi paragrafo 6). Il TSC non dovra' spostare piu' di due CCSC in "timeslot" consecutivi.
_ CCSC _ ADDn _ DCW1 _ DCW2 _ DCW3 _ DCW4 _ CCSC _ ADDn+1 _
_ _ _ _ _ _ _ _ _
_ - 1 slot -_ - 1 slot -_ - 1 slot -_
- 1 slot - _
CCSC - Parola di Codice di Sistema sul Canale di Controllo
ADDn - Parola di codice di indirizzo (qualunque messaggio
appropriato)
DCWm - Parole di codice dati nel messaggio
Fig. 3.9 = Esempio di spostamento delle parole dati
Quando un messaggio include un numero dispari di parole dati, una parola dati di "riempimento" dovra' essere aggiunta al messaggio (per mantenere la struttura degli "slot"); il contenuto della parola dati di riempimento non e' prescritto in questo standard. Si veda anche il paragrafo 7.2.5.
4. INDIRIZZAMENTO
L'indirizzo dell'unita' abilita il TSC a riconoscere la sorgente dei messaggi e/o indirizzare i messaggi ad una particolare unita' o gruppo di unita'. Inoltre il TSC puo' usare gli indirizzi per regolare l'accesso al sistema.
Questo standard permette una notevole flessibilita' nel modo in cui possono essere attribuiti gli indirizzi di unita'. In ogni caso gli operatori di sistema non dovranno attribuire indirizzi in modo tale che due unita', che usino lo stesso indirizzo individuale, possano operare contemporaneamente in un sistema. Inoltre questo standard non permette il riuso dell'indirizzo entro sistemi inter connessi.
Il protocollo permette oltre 32000 codici identificativi di sistema e oltre un milione di indirizzi. Ad una unita' possono essere attribuiti diversi indirizzi per ciascun sistema in cui deve operare, oppure puo' avere lo stesso indirizzo in piu' sistemi.
Gli indirizzi di unita' possono essere usati per unita' o gruppi di unita'. Un gruppo puo' essere formato attribuendo un indirizzo comune a tutti i membri del gruppo. Tutte le unita' dovranno avere almeno un indirizzo individuale.
Gli indirizzi individuali e di gruppo consistono di un prefisso di 7 bit e un identificativo di 13 bit. Normalmente le unita' di una stessa flotta condividono lo stesso prefisso, poiche' questo permette di utilizzare procedure di indirizzamento breve durante la costruzione della chiamata. Gli identificativi attribuiti alle unita' devono essere i numeri binari equivalenti ai numeri decimali compresi tra 1 e 8100 inclusi.
Il valore 0 non dovra' essere attribuito a nessuna unita' ed e' definito come l'identificativo "di riempimento", DUMMYI; questo identificativo puo' essere usato come un valore nullo.
I valori degli identificativi oltre 8100 sono definiti identificativi speciali e non sono disponibili per essere attribuiti alle unita'.
L'uso di questi identificativi speciali permette di avere in questo standard di protocollo un certo numero di procedure e prestazioni addizionali. Alcuni identificativi speciali sono definiti *gateway*.
Questi sono utilizzati per chiamate che comportano la connessione a reti di comunicazione esterne al sistema.
Il numero identificativo e gli identificativi speciali non devono avere un prefisso associato, il prefisso e' significativo solamente per gli indirizzi selettivi e di gruppo.
L'identificativo che chiama tutti in tutto il sistema ed e' applicabile a tutte le unita' (indipendentemente dal prefisso) e' definito ALLI.
L'indirizzo selettivo del TSC e' definito TSCI; questo identificativo e' lo stesso per tutti i TSC.
Gli identificativi speciali sono impiegati anche all'interno di certe procedure di chiamata descritte in questo standard. Questi includono:
SDMI : e' usato nella procedura messaggi dati brevi;
DIVERTI : e' usato nelle procedure di deviazione di chiamata;
INCI : e' usato dal TSC quando verifica la disponibilita' di una
unita' a cui e' richiesto di essere inclusa in una
chiamata;
e REGI : e' usato dal TSC per le procedure di registrazione.
Le unita' possono richiedere le chiamate alle estensioni PABX usando le procedure di indirizzamento breve, provvisto che il numero dell'estensione puo' essere rappresentato da 13 bit. Una chiamata puo' essere indirizzata a quattro diversi PABX, come precedentemente concordato tra l'operatore di sistema e l'utente radio, il TSC determinera' l'appropriato centralino dal riferimento dell'indirizzo della *unita' radio* chiamante. Chiamate a destinazioni PABX che non possono essere eseguite con le procedure di indirizzamento breve usano l'identificativo di *gateway* PABX, PABXI, e le procedure di indirizzamento esteso.
Le chiamate fra unita' che non condividono lo stesso prefisso richiedono l'uso delle procedure di indirizzamento esteso. Per tali chiamate l'identificativo speciale appropriato e' IPFIXI.
Significato Notazione Identificativo
Identificativo generale di sist. ALLI 8191
Identificativo del TSC TSCI 8190
Identificativo interprefisso IPFIXI 8189
Identificativo per messaggi dati brevi SDMI 8188
Identificativo di deviazione DIVERTI 8187
Identificativo di inclusione INCI 8186
Identificativo di registrazione REGI 8185
Riservati per future allocazioni - 8181-8184
Di riserva per personalizzazioni di
sistema - 8136-8180
Riservati per future allocazioni - 8103-8120
Identificativo di porte PABX PABXI 8102
Identificativo di utente
(individuali e di gruppo) - 1-8100
Identificativo di riempimento DUMMYI 0
tav. 4-1 Schema di numerazione degli identificativi
5. STRUTTURE DELLE PAROLE DI CODICE
Questo capitolo elenca le parole di codice usate nei messaggi stand- ard e definisce la loro struttura. Viene data una breve descrizione dell'uso dei messaggi, ma i lettori dovranno riferirsi ai paragrafi delle procedure per una definizione completa del loro uso. I lettori possono trovare utile studiare le procedure tutte insieme piuttosto che di seguito
Non e' una richiesta mandatoria ne' per il TSC ne' per le unita' ra- dio capire il significato di tutti i messaggi di questo standard. I messaggi che debbono essere usati dipenderanno dalle prestazioni implementate nel TSC e nelle unita' radio; i paragrafi delle proce- dure definiscono quali messaggi siano richiesti.
Campi standardizzati
Le parole di codice sono mostrate divise nei loro campi costituenti con una definizione del significato di ciascun campo. I campi delle parole di codice dovranno essere impostati al valore appropriato. Il meccanismo di trasmissione dei campi e' che il bit piu' significativo deve essere trasmesso per primo.
In questo standard, il valore numerico di un campo e' espresso sia in forma equivalente decimale della sequenza di bit considerata con gli zeri iniziali soppressi, sia in forma binaria. I valori binari sono mostrati racchiusi fra apostrofi es. Type '11', escluso che nei diagrammi delle parole di codice in questo paragrafo.
La maggior parte delle parole di codice contiene un prefisso e uno o due identificativi. Quando non si richiede che un prefisso completi un indirizzo (p. es.: per l'identificativo speciali ALLI), questa parte puo' essere impostata ad un valore arbitrario e in ricezione, si dovra' tener conto che il suo valore non ha alcun significato.
Campi riservati
Alcuni campi sono definiti "riservati". Negli sviluppi futuri di questo standard, tutto un campo riservato, o una sua parte, possono essere destinati a scopi specifici. Qualunque sia l'utilizzo, si dovra' fare in modo che non causi che una qualunque applicazione esistente di questo standard cessi di essere conforme allo standard stesso e non venga a subire una riduzione della sua funzionalita'.
Nessuna procedura esistente ne' i significati gia' definiti dei messaggi dovranno cambiare per portare in servizio un campo riservato.
Percio' le apparecchiature conformi a questa edizione dello standard dovranno, in trasmissione, fissare i campi riservati allo specifico valore iniziale e, in ricezione, considereranno che i valori dei campi riservati non hanno significato. Apparecchiature che capiscono l'applicazione di qualunque campo riservato, dovranno, in trasmissione, notare che l'apparecchiatura del destinatario potra' attribuire nessun significato a quel campo, oppure in ricezione, dovra' essere preparata ad accettare i valori di definizione di quel campo.
Campi e parole di codice di scorta
sono disponibili campi e parole di codice "di scorta" disponibili per la personalizzazione dei servizi (vedi paragrafo 5.2). I campi e le parole di codice non saranno mai usati in questo standard, ma possono essere destinati a scopi specifici in una qualunque applicazione di questo standard. Nelle applicazioni dove sono impiegati i campi e le parole di codice di scorta, dovranno essere definite delle regole che governino il loro uso. Un qualunque impiego di questi campi e parole di codice di riserva non dovra' modificare il significato di quelli standardizzati.
A meno che la *unita' radio* non conosca il significato dei campi e delle parole di codice di riserva del sistema in cui sta operando, essa non dovra' trasmettere messaggi di scorta al TSC, ne' intraprendere azioni alla ricezione di messaggi di scorta dal TSC, ne' usare campi di scorta nei messaggi standardizzati ricevuti dal TSC.
5.1 Parola di Codice di Sistema sul Canale di Controllo (CCSC)
La parola di Codice di Sistema sul Canale di Controllo viene trasmessa dal TSC sul canale di controllo per permettere all'*unita' radio* di identificare il sistema e di fornire la sincronizzazione di slot sul canale di controllo (vedi paragrafo 3.3.3). Essa e' una parola di codice dati, strutturata come mostrata di seguito.
| 0 | SYS | CCS | PREAMBOLO | P |
| | | | 1010101010101010 | 1100010011010111 |
| | | | | |
no. di bit 1 15 16 16 16
SYS - Codice identificativo di sistema del sistema che trasmet- te.
Non sono permessi valori del SYS che comportano la
generazione di una sequenza di sincronizzazione della
parola di codice del canale di controllo, SYNC, in una
qualsiasi parte dei 48 bit di informazione del CCSC.
CCS - Sequenza di Completamento della Parola di codice, scelta
in modo che i bit P di verifica parita' formino sempre la
sequenza di sincronizzazione della parola di codice del canale di controllo. I valori dei bit del CCS dipenderan-
no dal codice identificativo di sistema; in Appendice 3 viene dato un algoritmo per la generazione del CCS.
PREAMBOLO - Alternanza di bit di preambolo che terminano con '0'.
P - bit di verifica parita'.
Questi completano la parola di codice e formano anche la sequenza di sincronizzazione della parola di codice del canale di controllo, SYNC (paragrafo 3.2.1.1).
5.2 Struttura generale delle parole di codice d'indirizzo
C'e' una struttura generale della parola di codice di indirizzo che e' divisa in 8 categorie, e una struttura speciale per i messaggi "Go To channel" (vedi 5.4). La struttura generale e quella dei GTC sono distinguibili per i 22 bit della parola di codice; il bit 22 della struttura generale e' sempre '1', mentre il bit 22 della parola di codice GTC e' posto come '0'.
La struttura generale piu' comune e' mostrata sotto.
no. di bit 1 7 13 1 3 23 16
|1 |PFIX |IDENT1 |1 |CAT | ALTRI CAMPI | PARITA' | | | | | | | | | :
: 2 3 18
Messaggi di categoria '000' |000 | TYPE| FUNC| PARAMETRI|
| | | | |
: : : :
:
: | 00 | FUNC| 8 Alhoa
: | | |
: | 01 | FUNC| 8 Riscontri
: | | |
: | 10 | FUNC| 8 richieste/Ahoy : | | |
: | 11 | FUNC| 8 Miscellanei
: | | |
: : 1 22
Messaggi di categoria '001' |001 | TYPE| PARAMETRI |
| | | |
:
: | 0 | messaggio ad indirizzo
: | | singolo
: | 1 | messaggio dati breve
: | |
: :
Categoria da '010' ad '111' | 010 | riservato
| |
| 011 | scorta
| |
| 100 | scorta
| |
| 101 | riservato
| |
| 110 | riservato
| |
| 111 | riservato
| |
Le categorie zero e uno (CAT = '000' e '001') contengono parole di codice standardizzate. Le parole di codice "riservate" sono destinate a future espansioni del gruppo di messaggi standard, mentre le parole di codice "di riserva" possono essere usate per personalizzazione dei servizi.
Si puo' anticipare che le categorie riservate potrebbero essere usate per la definizione di protocolli di *polling* e di comunicazione dati ecc. in una futura fase di standardizzazione.
5.3 Lista delle parole di codice di indirizzo
Mnemonico Significativo Paragrafo
Messaggio GTC GTC Comando Go To Channel 5.4
Messaggio CAT '000' 5.5
TYPE '00' Inviti di Alhoa 5.5.1
ALH generale
ALHS esclusi dati standard
ALHD escluse le chiamate semplici
ALHE solo emergenza
ALHR registrazione o emergenza
ALHX escluso le registrazioni
ALHF modo di riserva
riservato
TYPE '01' Riscontri 5.5.2
ACK generale
ACKI intermedio
ACKQ chiamata accordata
ACKX messaggio respinto
ACKV unita' chiamata non disponibile
ACKE emergenza
ACKT prova sull'indirizzo dato
ACKB riserva/ACK negativo
TYPE '10' Richieste(inviate dalle R.U.): 5.5.3.1
RQS semplice 5.5.3.1.1
RQD dati standard 5.5.3.1.2
RQX cancellazione/annullamento 5.5.3.1.3
RQT deviazione 5.5.3.1.4
RQE emergenza 5.5.3.1.5
RQR registrazione 5.5.3.1.6
RQQ di stato 5.5.3.1.7
RQC dati brevi 5.5.3.1.8
Ahoys (inviti dal TSC): 5.5.3.2
AHY verifica di disponibilita'
generale 5.5.3.2.1
riservato 5.5.3.2.2
AHYX cancella allarme /
stato di attesa 5.5.3.2.3
riservato 5.5.3.2.4
riservato 5.5.3.2.5
riservato 5.5.3.2.6
AHYQ messaggio di stato 5.5.3.2.7
AHYC invio di dati brevi 5.5.3.2.8
TYPE '11' Miscellanei 5.5.4
MARK marca del canale di controllo 5.5.4.1
MAINT manutenzione chiamata 5.5.4.2
CLAER abbattimento chiamata 5.5.4.3
MOVE spostamento del canale di
controllo 5.5.4.4
BCAST diffusione 5.5.4.5
Messaggi CAT '001': 5.6
TYPE '0' messaggi di indirizzo singolo: 5.6.1
SAMO uscente 5.6.1.1
entrante 5.6.1.2
SAMIU entrante non richiesto 5.6.1.2.1
SAMIS entrante richiesto 5.6.1.2.2
TYPE '1' HEAD messaggi dati brevi 5.6.2
Messaggi CAT '010' riservati
Messaggi CAT '011' scorta
Messaggi CAT '100' scorta
Messaggi CAT '101' riservati
Messaggi CAT '110' riservati
Messaggi CAT '111' riservati
5.4 Messaggio per canale di traffico Go To Channel, GTC
Questo messaggio e' trasmesso sul canale di controllo dal TSC alle *unita' radio*. E' diretto alle *unita' radio* in indirizzo per commutarle su un determinato canale e procedere con la comunicazione.
Questo messaggio puo' essere trasmesso anche su un canale di traffico per spostare le *unita' radio* gia' in comunicazione su un altro canale di traffico sostitutivo. Quando le unita' si sono risintonizzate sul nuovo canale, la comunicazione puo' continuare.
| 1 | PFIX | IDENT1 | 0 | D | CHAN | IDENT2 | (N) | P |
| | | | | | | | | |
no. di bit 1 7 13 1 1 10 13 2 16
PFIX - Prefisso di unita' o di gruppo
IDENT1 - *utente* o *gateway* chiamata:
Identificativo - per una chiamata a prefisso comune, una chiamata da PABX, o per una chiamata di inclusione.
Identificativo - per una chiamata interprefisso, quando il messaggio e' mandato all'*utente*
chiamato.
IPFIXI - per una chiamata interprefisso, quando
il messaggio e' mandato all'*utente*
chiamante.
ALLI - per una chiamata all'intero sistema
PABXI - per una chiamata ad una estensione PABX
D - '0' se le *unita' radio* non dovranno silenziare l'audio
(per comunicazioni di conversazione).
'1' se le *unita' radio* indirizzate dovranno silenziare l'audio (per comunicazione dati), e non serve mandare
i messaggi di manutenzione entro i brani di
trasmissione a meno che non sia richiesto dal sistema
con predisposizioni.
CHAN - identifica il numero del canale allocato
IDENT2 - *utente* o *gateway* chiamante:
Identificativo - per una chiamata a prefisso comune a una unita' o un gruppo, o generale, o una
chiamata ad una estensione PABX.
Identificativo - per una chiamata interprefisso quando il messaggio sia mandato all'*utente*
chiamante.
IPFIXI - per una chiamata interprefisso quando il
messaggio sia mandato all'*utente*
chiamato
PABXI - per una chiamata da una estensione PABX
INCI - per una chiamata di inclusione
(N) - Numero di Aloha
Vedi il protocollo ad accesso casuale (paragrafo 7).
P - Bit di verifica parita'.
5.5 Messaggio di categoria '000'
5.5.1 Messaggi di Aloha (tipo '00')
Questi messaggi sono trasmessi sul canale di controllo dal TSC, vedi paragrafo 7. Essi invitano le *unita' radio* a trasmettere messaggi ad accesso casuale formati da una singola parola di codice nella trama di "timeslot" indicata. Un messaggio di Aloha puo' anche essere usato per richiedere una risposta da una *unita' radio* indirizzata selettivamente.
_ 1_ PFIX_ IDENT1_ 1_ CAT _ TYPE_ FUNC_ CHAN4_ WT_ RSVD_ (M)_ (N)_ P_ _ _ _ _ _ 000 _ 00 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 4 3 2 5 4 16
PF1X - Prefisso (vedi anche IDENT1)
IDENT1 - PFIX/IDENT1 specifica le *unita' radio* che sono invitate a trasmettere. Sono usati soltanto gli (M) bit meno
significativi dei 20 dell'indirizzo; i rimanenti bit
nell'indirizzo possono essere impostati arbitrariamente.
CAT - '000'
TYPE - '00'
FUNC - Specifica le funzioni dell'invito di Aloha:
'000' ALH invitato un qualsiasi messaggio a parola singola
'000' ALHS invitati tutti i messaggi escluso RQD
'010' ALHD invitati tutti i messaggi escluso RQS
'011' ALHE invitate soltanto le richieste di emergenza RQE '100' ALHR invitate le registrazioni RQR e le richieste di emergenza RQE
'101' ALHX invitati tutti i messaggi escluso RQR
'110' ALHF modo di riserva: invitati soltanto i messaggi
dalle *unita' radio* che conoscono il modo di
rinvio usato dal sistema.
Il modo di riserva e' un modo di operare
personalizzato usato soltanto in caso di mal
funzionamento degli apparati.
'111' riservato per futuro uso.
Le regole che definiscono le funzioni Alhoa in modo appropriato ai messaggi di accesso casuale
personalizzati sono dipendenti dal sistema.
CHAN4 - I quattro bit meno significativi del numero di canale del
canale di accesso su cui viene inviato il messaggio (per
proteggersi contro inclusioni indebite (segnali dovuti a
prodotti di intermodulazione o segnali interferenti).
WT - Parametro di ritardo per trasmissioni ripetute.
Vedi il protocollo ad accesso casuale (paragrafo 7).
RSVD - Riservato per definizioni future. Valori iniziale = '00'
(M) - Qualificatore di indirizzo.
Vedi protocollo ad accesso casuale (paragrafo 7).
(N) - Numero di Aloha.
Vedi protocollo ad accesso casuale (paragrafo 7).
P - Bit di verifica parita'.
5.5.2 Messaggi di riscontro (tipo '01')
Questi messaggi possono essere mandati dal TSC durante vari stadi della costruzione della chiamata, e da una *unita' radio* in risposta ad un messaggio del TSC che richiede una replica.
La struttura base dei riscontri e' illustrata sotto, ma per chiarezza, essa e' mostrata separatamente per il TSC e per le *unita' radio* nei sottoparagrafi 5.5.2.1 e 5.5.2.2 rispettivamente.
_ 1_ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ IDENT2 _ QUAL _ (N)_ P _ _ _ _ _ _ 000 _ 01 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 13 1 4 16
PFIX - Prefisso
IDENT1 - Identificativo dell'*utente* o *gateway* chiamante.
(Questo e' l'*utente* o *gateway* chiamante nella chiamata per la quale e' inviato il riscontro).
CAT - '000'
TYPE - '01'
FUNC - Specifica le funzioni del riscontro
'000' ACK Riscontro generale
'001' ACHKI Riscontro intermedio, segue altra segnalazione '010' ACHQ Riscontro chiamata accodata
'011' ACKX Riscontro, messaggio rifiutato
'100' ACKV Riscontro, unita' chiamata non disponibile
'101' ACKE Riscontro, chiamata di emergenza
'110' ACKT Riscontro, prova all'indirizzo dato
'111' ACKB Riscontro, richiamata o riscontro negativo
IDENT2 - Identificativo dell'*utente* o di *gateway* chiamante.
(Questo e' l'identificativo dell'*utente* o della *gateway*
che ha originato la chiamata alla quale e' inviato il
riscontro.)
QUAL - Qualifica la funzione (FUNC) del riscontro.
(N) - Numero di Aloha nei messaggi trasmessi dal TSC.
Riservato nei messaggi trasmessi dalle *unita' radio*.
Valore iniziale = '000'.
P - Bit di verifica parita'.
5.5.2.1 Messaggi di riscontro mandati dal TSC
I messaggi di riscontro possono essere mandati dal TSC, durante vari stati della costruzione della chiamata (o durante transazioni), per indicare la progressione della chiamata. Parola (e) di codice dati possono essere aggiunte ad una parola di codice di indirizzo ACKT per trasportare ulteriori informazioni, in dipendenza del valore di IDENT1.
Parola di codice di indirizzo di riscontro:
_ 1_ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ IDENT2 _ QUAL _ (N)_ P _ _ _ _ _ _ 000 _ 01 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 13 1 4 16
PF1X - Prefisso della *unita' radio* chiamante.
IDENT1 - *Utente* o *gateway* chiamante.
Identificativo - per la chiamata a prefisso comune
IPFIXI - per la chiamata interprefisso
ALLI - per la chiamata generale di sistema
PABXI - per la chiamata ad una estensione PABX
TSCI - per una transazione RQQ o RQC con il TSC
DIVERTI - per la cancellazione generale da parte del
destinatario della deviazione.
In ACKT (QUAL=0), IDENT1 e' l'identificativo della
deviazione o del *gateway*; se IDENT1=IPFIXI, PABXI
l'indirizzo della deviazione e' dato nelle parole di codice
aggiunte (vedi sotto). Se una chiamata ad un indirizzo
individuale e' stata deviata a un indirizzo di gruppo, o
viceversa, IDENT1 in ACKT e' posto uguale a IPFIXI e
l'indirizzo di deviazione e' dato nella parola di codice
aggiunta (con il bit GF posto correttamente).
Nei riscontri a RQR, IDENT1 = REGI.
CAT - '000'
TYPE - '01'
FUNC - ACK, ACKI, ACKQ, ACKX, ACKV, ACKE, ACKT o ACKB
IDENT2 - Identificativo dell'*unita' radio* chiamante.
QUAL - Qualifica la funzione (FUNC) del riscontro.
Vedi sotto.
(N) - Numero di Aloha.
Vedi protocollo di accesso casuale (paragrafo 7).
P - Bit di verifica parita'.
Parole di codice dati che seguono la parola di codice di indirizzo ACKT (QUAL = 0)
Quando ACKT (QUAL = 0) e' trasmesso dal TSC possono essere aggiunte fino a tre parole di codice dati per portare l'indirizzo di deviazione o informazioni di selezione.
La forma di queste parole di codice dati dipende dal valore di IDENT1.
a. Se IDENT1 = PABXI allora e' aggiunta a ACKT (QUAL = 0) una sola
parola di codice dati con la seguente
struttura:
| 1 | RSVD | SP | PARAMETERS | P |
| | | | | |
1 10 1 36 16
RSVD - Riservato per definizioni future.
Valore iniziale = tutti '0'.
SP - '0' per un numero di estensione PABX "lungo"
'1' per un numero di estensione che puo' essere
rappresentato da 13 bit
PARAMETERS - Vedi successivamente i formati dei parametri.
P - Bit di verifica di parita'
Formato dei parametri
| | | | | | | | | | Se SP = '0' | BCD1| BCD2| BCD3| BCD4| BCD5| BCD6| BCD7| BCD8| BCD9| | | | | | | | | | |
4 4 4 4 4 4 4 4 4
BCDn - gruppi BCD che rappresentano le cifre selezionate
dalla destinazione PABX di deviazione, codificate
secondo la tavola dell'Appendice 5. Le cifre BCD sono trasmesse nell'ordine selezionato.
| | | |
Se SP = '1' | RSVD | CENTRALINO | NUMERO |
| | | |
21 2 13
RSVD - riservato per definizione futura.
Valore iniziale = tutti "0"
CENTRALINO - indica l'appropriato PABX.
NUMERO - numero dell'estensione PABX.
b. Se IDENT1 = IPFIXI allora e' aggiunta una sola parola di codice
dati a ACKT (QUAL=0):
| 0 | RSVD | GF | PFIXT | IDENTT | P |
| | | | | | |
1 26 1 7 13 16
RSVD - riservato per definizione futura.
Valore iniziale = tutti '0'.
GF - '0' se l'indirizzo di deviazione e' un indirizzo
individuale
'1' se l'indirizzo di deviazione e' un indirizzo
di gruppo
PFIXT - Prefisso dell'indirizzo di deviazione
IDENTT - Identificativo dell'indirizzo di deviazione
P - Bit di verifica di parita'.
Riscontri inviati alle *unita' radio* chiamanti per indicare la progressione di una chiamata semplice o di emergenza (come richiesto da un messaggio RQS o RQE)
ACKI (QUAL=0) - Allertata l'unita' chiamata ma l'utente/il terminale dati non e' pronto.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; segue altra segnalazione.
ACKQ (QUAL=0) - Tutti i canali di traffico sono usati. Il TSC ha
accodato la chiamata.
ACKQ (QUAL=1) - Conflitto di chiamate in progresso (per esempio
l'unita' chiamata e' occupata) oppure e' piu' alta in
coda. Il TSC ha accodato la chiamata.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; richiesta respinta.
ACKX (QUAL=1) - Sistema sovraccarico; richiesta respinta.
ACKV (QUAL=0) - Unita' chiamata non in contatto radio o costruzione della chiamata interrotta.
ACKV (QUAL=1) - Chiamata in conflitto in corso o piu' alta in coda (e la chiamata non e' stata accodata) oppure l'utente
chiamato che non desidera ricevere questa chiamata.
ACKB (QUAL=0) - L'unita' chiamata ha accettato la chiamata per la
richiamata.
ACKT (QUAL=0) - Le chiamate all'*utente* chiamato hanno subito
deviazioni.
Riscontri mandati alle *unita' radio* per indicare la progressione di una chiamata (come richiesto da un RQS sul canale di traffico)
ACKQ (QUAL=0) - Richiesta di inclusione accettata: l'*utente*
chiamato sara' indirizzato sul canale di traffico.
ACKI (QUAL=0) - L'*utente* chiamato e' allertato ma non ancora
pronto.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; segue altra segnalazione.
ACKQ (QUAL=0) - Tutti i canali di traffico sono in uso nel sito
chiamato; segue altra segnalazione.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; richiesta respinta.
ACKX (QUAL=1) - Sistema sovraccarico; richiesta respinta.
ACKV (QUAL=0) - L'unita' chiamata non e' piu' in contatto radio e la chiamata di inclusione e' stata abbandonata.
ACKV (QUAL=1) - Chiamata in conflitto in progresso (per esempio
l'*utente* chiamato e' occupato), oppure l'utente
non desidera ricevere questa chiamata.
ACKT (QUAL=0) - Le chiamate all'*utente* chiamato hanno subito
deviazioni.
Riscontri mandati durante la costruzione di una comunicazione dati standard (come richiesto da un messaggio RQD)
da definire
Riscontri al messaggio RQX di cancellazione / annullamento
ACK (QUAL=1) - Riscontro a RQX
Riscontri alle richieste di deviazione di chiamata RQT
ACK (QUAL=0) - La deviazione di chiamata o la cancellazione e' stata accettata.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; segue altra segnalazione.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; richiesta respinta.
ACKX (QUAL=1) - Sistema sovraccarico; richiesta respinta.
ACKV (QUAL=0) - Transazione abbandonata.
Riscontri mandati come risposta alla richiesta di chiamata di emergenza RQE:
ACKE (QUAL=0) - Riscontro, aspetta altra segnalazione.
Riscontri a una richiesta di registrazione RQR:
ACK (QUAL=0) - Registrazione accettata.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; segue ulteriore segnalazione.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; registrazione rifiutata.
ACKX (QUAL=1) - Sistema sovraccarico; registrazione fallita
Riscontri mandati alle *unita' radio* per indicare la progressione di una transazione di stato (come richiesto da un messaggio RQQ)
ACK (QUAL=0) - La transazione e' stata completata con successo,
cioe' la destinazione chiamata ha accettato
l'informazione di stato.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; segue altra segnalazione.
ACKQ (QUAL=0) - Il sistema e' occupato. Aspetta per ulteriore
segnalazione.
ACKQ (QUAL=1) - L'unita' chiamata e' occupata. Aspetta per ulteriori segnalazioni.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; messaggio respinto.
ACKX (QUAL=1) - Sistema o unita' chiamata sovraccarica; messaggio
respinto.
ACKV (QUAL=0) - Unita' chiamata non in contatto radio o transazione abbandonata.
ACKV (QUAL=1) - Unita' chiamata occupata (e il TSC non memorizza la richiesta) o l'unita' chiamata non desidera accettare
la chiamata.
ACKT (QUAL=0) - Le chiamate all'*utente* chiamato hanno subito
deviazioni.
Riscontri mandati alle *unita' radio* per indicare la progressione di
una transazione di messaggi brevi (come richiesto da un messaggio
RQC)
ACK (QUAL=0) - La transazione e' stata completata con successo.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; segue altra segnalazione.
ACKQ (QUAL=0) - Sistema occupato, aspetta per ulteriore segnalazione.
ACKQ (QUAL=1) - L'*utente* chiamato e' occupato. Aspetta per
ulteriori informazioni.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; messaggio respinto.
ACKX (QUAL=1) - Sovraccarico del Sistema o della unita' chiamata;
messaggio respinto.
ACKV (QUAL=0) - Unita' chiamata non in contatto radio o transazione abbandonata.
ACKV (QUAL=1) - Utente chiamato occupato (e il TSC non mantiene la
richiesta) o l'unita' chiamata non desidera accettare
il messaggio.
ACKT (QUAL=0) - Le chiamate all'*utente* chiamato hanno subito
deviazioni.
5.5.2.2 Messaggi di riscontro mandati dalle *unita' radio*
Un riscontro puo' essere mandato da una unita' radio in risposta a un messaggio Ahoy o HEAD del TSC che richiede una risposta. Un riscontro viene anche mandato se l'*unita' radio* riceve un messaggio Alhoa indirizzato individualmente e non ha un messaggio ad accesso casuale adatto da inviare (vedi 7.4.1 e 8.3.2.1):
_ 1_ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ IDENT2 _ QUAL _ (N)_ P _ _ _ _ _ _ 000 _ 01 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 13 1 4 16
PFIX - Prefisso dell'unita' trasmittente.
IDENT1 - IDENT1 dal messaggio del TSC, a meno che il riscontro sia
mandato in risposta a un messaggio Alhoa indirizzato
individualmente, nel qual caso IDENT1 e' posto uguale a
TSCI.
CAT - '000'.
TYPE - '00'.
FUNC - ACK, ACKI, ACKX, ACKV o ACKB.
IDENT2 - IDENT2 dal messaggio del TSC, a meno che il riscontro sia
mandato in risposta a un messaggio Alhoa indirizzato
individualmente, nel qual caso IDENT2 e' l'identificativo dell'unita' trasmittente.
QUAL - Qualifica la funzione (FUNC) del riscontro.
(N) - Riservato per definizione futura. Valore iniziale ='0000'.
P - Bit di verifica parita'.
Riscontri a AHY (es. verifica di disponibilita' generale)
i) Dall'unita' chiamata (PFIX/IDENT1 da AHY):
ACK (QUAL=0) - Riscontro generale: unita' / utente / terminale dati pronto per la chiamata.
ACKI (QUAL=0) - Unita' allertata ma utente / terminale dati non
pronto.
ACKX (QUAL=0) - La chiamata non puo' essere accettata. Per esempio
non c'e' terminale dati, per una chiamata dati).
ACKV (QUAL=1) - L'utente non desidera ricevere questa chiamata (per esempio: il suo "controllo di stato occupato" e' in stato di occupato).
ACKB (QUAL=0) - Chiamata accettata per richiamata.
ACKB (QUAL=1) - Le parole di codice dati aggiunte nell'AHY non sono decodificabili e l'unita' richiede che il messaggio sia ritrasmesso.
ii) Dall'unita' richiedente (PFIX/IDENT2 dall'AHY):
ACK (QUAL=0) - L'unita' e' in attesa della segnalazione per una
chiamata
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non e' in attesa della segnalazione per una chiamata.
Riscontri dall'unita' chiamata a AHYX (cancella allarme/stato di
attesa):
ACK (QUAL=1) -Riscontro
Riscontri dall'unita' chiamata a AHYQ (messaggio di stato):
ACK (QUAL=0) - L'unita' ha accettato l'informazione nel messaggio
AHQ.
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non e' equipaggiata per ricevere
l'informazione (es. la propria coda e' piena)
ACKX (QUAL=1) - L'unita' non puo' accettare in questo momento
l'informazione.
ACKV (QUAL=1) - L'unita' non desidera accettare l'informazione di
stato da questa unita' chiamante.
ACKB (QUAL=1) - Le parole di codice dati aggiunte a AHYQ non sono
decodificabili e l'unita' richiede che il messaggio sia ritrasmesso.
Riscontri a AHYC (istruzioni per mandare dati brevi):
i) dall'unita' chiamata (PFIX/IDENT1 da AHYC):
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non e' equipaggiata per mandare i dati
richiesti.
ii) dall'unita' chiamata (PFIX/IDENT2 da AHYC):
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non e' in attesa di mandare informazioni di indirizzo o messaggi dati brevi.
Riscontri dall'unita' chiamata al messaggio HEAD dati brevi):
ACK (QUAL=0) - L'unita' ha accettato l'informazione nel messaggio
HEAD.
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non e' equipaggiata per accettare il
messaggio dati.
ACKX (QUAL=1) - L'unita' non puo' accettare il messaggio in questo
momento (es. la sua memoria dati e' piena).
ACKV (QUAL=1) - L'unita' non desidera accettare un messaggio dati
da questa unita' chiamante.
ACKB (QUAL=1) - Non tutte le parole di codice dati aggiunte erano
decodificabili e l'unita' richiede che il messaggio sia ritrasmesso.
Riscontri a un messaggio Alhoa indirizzato individualmente (se l'*unita' radio* indirizzata non ha messaggi d'accesso casuali da mandare):
ACKX (QUAL=0) - Riscontro, niente da mandare.
5.5.3 Messaggi di tipo '10' (Richiesta e Ahoys)
I messaggi di Richiesta mandati dall'*unita' radio* e i messaggi Ahoy mandati dal TSC hanno la stessa categoria e tipo. Per chiarezza sono mostrati separatamente:
- il paragrafo 5.5.3.1 definisce le strutture delle parole di
codice Request
- il paragrafo 5.5.3.2 definisce le strutture delle parole di codice Ahoy.
5.5.3.1 Messaggi Richiesta tipo '10'
Questi messaggi sono mandati al TSC dalle *unita' radio* che richiedono una funzione. I messaggi di Richiesta su un canale di controllo sono mandati utilizzando il protocollo ad accesso casuale (vedi 7.3).
La struttura base piu' usuale e' illustrata sotto ma, per chiarezza della definizione, e' descritto separatamente il messaggio per ogni funzione nei paragrafi da 5.5.3.1.1 a 5.5.3.1.8.
_ 1_ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ PARAMETERS _ P _
| | | | | 000 | 10 | | | |
| | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 2 3 18 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* richiedente.
IDENT1 - Identificativo dell'*utente* o *gateway* chiamato.
CAT - '000'.
TYPE - '10'.
FUNC - Specifica la funzione della richiesta:
'000' RQS Richiesta di chiamata semplice
'001' RQD Richiesta di comunicazione di dati standard
'010' RQX Richiesta di cancellazione di chiamata/
annullamento transazione
'011' RQT Richiesta di deviazione di chiamata
'100' RQE Richiesta di chiamata di emergenza
'101' RQR Richiesta di registrazione
'110' RQQ Richiesta di transazione di stato
'111' RQC Richiesta per mandare un messaggio dati breve PARAMETERS - Vedi pagine seguenti
P - Bit di verifica parita'.
5.5.3.1.1 Messaggi di richiesta di chiamata semplice, RQS
Questo messaggio e' trasmesso al TSC su un canale di controllo da una *unita' radio* che richiede una conversazione non di emergenza o un canale sul quale possa essere mandata una qualsiasi segnalazione au- dio appropriata, anche di formato o modulazione non standard. Si veda il capitolo 9 per le procedure di chiamata.
La parola di codice RQS contiene tutte le informazioni necessarie per richiedere una chiamata a una unita', a un gruppo di unita' aventi lo stesso prefisso, a tutte le unita' del sistema, a una estensione di PABX che possa essere contenuto fra 0 e 8191. Inoltre RQS puo' essere usato per richiedere l'accesso al modo di indirizzamento esteso per una chiamata interprefisso, o una chiamata a una estensione di PABX con un numero "lungo": in questo caso, dopo la ricezione del messaggio RQS, il TSC richiede l'informazione completa dell'*utente* chiamato usando il messaggio AHYC (si vede 5.5.3.2.8).
Il messaggio RQS puo' anche essere mandato al TSC dalla *unita' ra- dio* su canale di traffico ad essa attribuito, per richiedere che un altro *utente* si unisca alla chiamata. Si veda il capitolo 11 per le procedure di chiamata di inclusione.
_1_PFIX_IDENT1_1_CAT _TYPE_FUNC _IDENT2_DT_LEVEL_EXT_ FLAG1_ FLAG2_P_ _ _ _ _ _000 _ 10 _ 000 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 13 1 1 1 1 1 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* richiedente.
IDENT1 - *Utente* o *gateway* chiamato.
IDENT - per una chiamata a prefisso comune
IPFIXI - per una chiamata interprefisso
ALLI - per una chiamata a tutto il sistema
NUMERO - per una chiamata a indirizzamento breve a una
estensione PABX (EXT='1').
PABXI - per una chiamata a numero di estensione PABX
"lungo".
CAT - '000'.
TYPE - '10'.
FUNC - '000'
IDENT2 - Identificativo della *unita' radio* richiedente.
DT - Messaggio RQS su un canale di controllo:
'0' se il chiamante sta richiedendo una comunicazione in
fonia
'1' se il chiamante desidera mandare dei dati non
prescritti.
Messaggio RQS su un canale di traffico:
Questo bit sara' posto uguale al bit D del messaggio GTC
che ha attribuito il canale di traffico.
LEVEL - Messaggio RQS su un canale di controllo:
Questo bit specifica 2 livelli di priorita' (entrambi di
non emergenza).
L'alta priorita' e' '0', non priorita' e' '1'.
Messaggio RQS su un canale di traffico:
Questo bit deve essere posto uguale a '1'.
EXT - '0' Se IDENT1 non e' un numero di estensione PABX a
indirizzamento breve.
'1' Se IDENT1 e' un numero di estensione PABX a
indirizzamento breve.
FLAG1 - Per una chiamata di gruppo (a prefisso comune o
interprefisso):
'0' - abilita gli utenti chiamati a rispondere.
'1' - disabilita gli utenti chiamati a rispondere.
Per una chiamata a indirizzamento breve a centralino PABX:
FLAG1/FLAG2 indica il centralino PABX appropriato.
Per tutti gli altri tipi di chiamata, FLAG1 e' riservato per futura definizione. Il valore iniziale = '0'.
FLAG2 - Per una chiamata a indirizzamento breve a centralino PABX FLAG1/FLAG2 indica il centralino PABX appropriato.
Per tutti gli altri tipi di chiamata, FLAG2 e' riservato per futura definizione. Il valore iniziale e' '0'.
P - Bit di verifica parita'.
5.5.3.1.2 Richiesta standard di comunicazione dati RQD
Messaggio riservato per definizione futura
Questo messaggio e' trasmesso al TSC sul canale di controllo da una *unita' radio* che richiede di mandare un messaggio dati che include parole di codice concatenate e usa il protocollo dati standard che deve essere definito per MPT1327.
5.5.3.1.3 Chiamata cancellata/messaggio di richiesta transazione annullata RQX.
Questo messaggio e' trasmesso al TSC sul canale di controllo da una *unita' radio* al fine di:
a. cancellare una precedente richiesta di chiamata, mentre sta
aspettando che la sua chiamata richiesta sia realizzata, oppure
b. annullare una transazione ad es. una transazione di stato
Esso puo' inoltre essere trasmesso al TSC su un canale di traffico da una *unita' radio*, al fine di cancellare una richiesta di chiamata di inclusione, mentre sta aspettando la segnalazione per la sua chiamata di inclusione.
_ 1 _ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ IDENT2 _ RSVD _ P _
| | | | | 000 | 10 | 010 | | | |
| | | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 2 3 13 5 16
PF1X - Prefisso della *unita' radio* richiedente.
IDENT1 - *Utente* o *gateway* chiamato.
Identificativo - per una chiamata a prefisso comune
IPFIXI - Per una chiamata interprefisso
ALLI - Per una chiamata generale
PABXI - Per una chiamata a una estensione PABX
TSCI - Per una transazione RQQ oppure RQC con il TSC
DIVERTI - Per annullare una cancellazione generale da un
ricevitore di deviazioni.
Nota: IDENT1 e' lo stesso di IDENT1 dalla richiesta che
deve essere cancellata/annullata eccetto per una
chiamata al PABX ad indirizzamento breve
CAT - '000'.
TYPE - '10'.
FUNC - '010'
IDENT2 - Identificativo della *unita' radio* richiedente.
RSVD - Riservato per definizione futura.
Valore iniziale = '00000'.
P - Bit di verifica parita'.
5.5.3.1.4 Messaggio di richiesta di deviazione chiamata RQT
Questo messaggio e' trasmesso al TSC sul canale di controllo da una *unita' radio* per richiedere che chiamate future siano indirizzate:
- a se stesso, oppure
- a un'altra unita' abbonata oppure a un gruppo.
Per essere reindirizzata a una specifica destinazione alternativa; la destinazione puo' essere una *unita' radio* o un *terminale utente a connessione diretta* o un gruppo o una estensione PABX.
Questo messaggio e' anche usato da una *unita' radio* per richiedere:
- cancellazione della deviazione delle sue chiamate, o
- cancellazione della deviazione di chiamate di un altro *utente*, o - cancellazione di qualunque deviazione esistente ad esso.
Vedi capitolo 12 per le procedure di deviazione.
_1_PFIX_IDENT1_1_CAT _TYPE_ FUNC _IDENT2_SD_ DIV _ FLAG1_ FLAG2_ P _
| | | | |000 | 10 | 011 | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 2 3 13 1 1 1 1 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* richiedente.
IDENT1 - Per richieste di deviazione:
*Utente* o *gateway* a cui le chiamate stanno per essere reindirizzate:
identificativo o IPFIXI oppure PABXI (per qualunque
estensione PABX).
Per cancellare "se stesso" oppure un "terzo utente":
identificativo dell'unita' o del gruppo a cui le chiamate dovrebbero ritornare (oppure IPFIXI per un indirizzo
interprefisso).
Per cancellazioni generali da un destinatario di
deviazioni:
posto uguale a DIVERTI.
CAT - '000'.
TYPE - '10'.
FUNC - '011'
IDENT2 - Identificativo della *unita' radio* richiedente.
SD - Specifica i tipi di chiamata a cui la richiesta di
deviazione oppure di cancellazione di deviazione si
applica:
'00' se entrambe le chiamate per la conversazione e per
dati stanno per essere reindirizzate
'01' se solo chiamate per conversazione stanno per essere reindirizzate
'10' se solo chiamate di dati stanno per essere
reindirizzate
'11' riservati per futuri usi.
Per scopi di deviazione, le chiamate per "conversazione" sono defi- nite come richieste di chiamata che usano RQS (DT=0), RQE (D=0), RQQ (STATUS='00000') oppure RQQ (STATUS='11111'), le chiamate per 'dati' sono definite come richieste di chiamata che usano RQS (DT=1), RQE (D=1), RQQ ('00001' - '11110'), RQC oppure RQD.
DIV - '0' Per una richiesta di deviazione di chiamata
'1' Per una richiesta per la cancellazione della
deviazione di chiamata.
FLAG1 - E' riservato, il valore iniziale = '0'
FLAG2 - Specifica se devono essere forniti oppure no tre
indirizzi:
Per DIV='0', '0' per la deviazione iniziata da se stesso '1' per la deviazione al terzo *utente*
Per DIV='1', FLAG2 sara' posto a '0'
P - Bit di verifica parita'.
5.5.3.1.5 Messaggio di richiesta di chiamata di emergenza, RQE
Questo messaggio e' trasmesso al TSC da una *unita' radio* che richiede una chiamata di emergenza. La parola di codice RQE contiene tutte le informazioni necessarie per richiedere una chiamata ad una unita' o a gruppo di unita' con lo stesso prefisso o a tutte le unita' nel sistema, ad una estensione di PABX che puo' essere sistemata nel campo 0-8191. In aggiunta RQE puo' essere usato per richiedere l'ingresso all'interno del modo ad indirizzamento esteso in una chiamata interprefisso, o una chiamata ad una estensione PABX con un numero "lungo". Vedi capitolo 10 per le procedure di chiamata di emergenza.
RQE puo' anche essere usato per richiedere uno speciale modo di servizio precedentemente definito con il sistema.
Generalmente le chiamate di emergenza avranno la precedenza sulle altre chiamate. Le chiamate di emergenza possono essere "a liberazione forzata", ossia un'altra chiamata puo' essere terminata prematuramente per liberare un canale per una chiamata di emergenza.
_1_PFIX_IDENT1_1_CAT _TYPE_FUNC _IDENT2_D_ RSVD _EXT_ FLAG1_ FLAG2_P_ _ _ _ _ _000 _ 10 _ 100 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 13 1 1 1 1 1 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* richiedente.
IDENT1 - *Utente* o *gateway* chiamato:
identificativo - per una chiamata a prefisso comune
IPFIXI - per una chiamata interprefisso
ALLI - per una chiamata generale
Numero - per una chiamata ad indirizzamento breve
a una estensione PABX (EXT='1').
PABXI - per una chiamata a numero "lungo" di
estensione PABX
Nota: se EXT='0'/FLAG2='1' il significato di IDENT1 puo' essere ridefinito.
CAT - '000'.
TYPE - '10'.
FUNC - '100'
IDENT2 - Identificativo della *unita' radio* richiedente.
D - '0' se il chiamante sta richiedendo una comunicazione per
conversazione
'1' se il chiamante sta richiedendo una comunicazione
dati.
Nota: se EXT='0'/FLAG2='1' il significato del bit D puo' essere ridefinito.
RSVD - Riservato per definizione futura. Valore iniziale ='0'
EXT - '0' Se IDENT1 non e' un indirizzamento breve ad un numero
di una estensione PABX
.
'1' Se IDENT1 e' un indirizzamento breve ad un numero di una estensione PABX.
FLAG1 - Per una chiamata di gruppo (prefisso comune o
interprefisso):
'0' - abilita gli utenti chiamati a rispondere.
'1' - disabilita gli utenti chiamati dalla risposta.
Per una chiamata ad indirizzamento breve a una estensione PABX, FLAG1, FLAG2 indica l'appropriato PABX.
Per tutti gli altri tipi di chiamata, FLAG1 e' riservato per future definizioni. Valore iniziale = '0'.
Nota: se EXT='0'/FLAG2='1' il significato di FLAG1 puo'
essere ridefinito.
FLAG2 - Per una chiamata ad indirizzamento breve a una estensione PABX,
FLAG1, FLAG2 indica l'appropriato PABX.
Per tutti gli altri tipi di chiamate (es. se EXT = '0'): '0' - il chiamante sta richiedendo uno speciale modo di
servizio.
'1' - il chiamante sta richiedendo uno speciale modo di
servizio precedentemente definito con il sistema. In
questo caso, il significato dei campi IDENT1, D e
FLAG1 puo' essere ridefinito. Vedi anche la sezione
all. 1 - art. 1
10.
P - Bit di verifica parita'.
5.5.3.1.6 Messaggio di Richiesta di Registrazione, RQR
Questo messaggio e' trasmesso al TSC su un canale di controllo da una *unita' radio* che richiede di registrarsi. Vedi capitolo 8 per le procedure di registrazione.
La registrazione puo' essere richiesta per la ricerca di utenti mobili, per sistemi che coprono grandi aree con canali di controllo multiplo e per sistemi a interrogazione ("polling").
_ 1 _ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ INFO _ RSVD _ P _
| | | | | 000 | 10 | 101 | | | |
| | | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 2 3 15 3 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* richiedente
IDENT1 - Identificativo della *unita' radio* richiedente
CAT - '000'.
TYPE - '10'.
FUNC - '101'
INFO - Disponibilita' per personalizzare il sistema, per
trasmettere informazioni addizionali al TSC.
Valore nullo = tutti '0'.
RSVD - Riservato per definizioni future. Valore iniziale = '000'.
P - Bit di verifica parita'.
5.5.3.1.7 Richiesta di transazione di stato, RQQ
Questo messaggio e' trasmesso al TSC su un canale di controllo da una *unita' radio*:
- Per richiedere che l'informazione di stato sia fornita al *terminale d'utente a connessione diretta* o alla *unita' radio*
indirizzata, o
- per mandare un'informazione di stato al TSC
Il campo di stato nel messaggio RQQ consiste di 5 bit, permettendo 32 differenti valori di stato. Due di questi valori sono stati predefiniti (vedi di seguito).
Per un messaggio di stato con lo stesso prefisso, il messaggio RQQ contiene tutta l'informazione necessaria per la transazione. Per un messaggio di stato interprefisso, il messaggio RQQ e' usato per richiedere l'ingresso al modo di indirizzamento esteso. Vedi capitolo 13 per le procedure di stato.
_ 1 _ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ IDENT2 _ STATUS _ P _
| | | | | 000 | 10 | 110 | | | |
| | | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 2 3 13 5 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* chiamante
IDENT1 - *Utente* o *gateway* chiamato:
identificativo - per una transazione a prefisso comune
IPFIXI - per una transazione interprefisso
TSCI - per una transazione con il TSC
CAT - '000'.
TYPE - '10'.
FUNC - '110'
IDENT2 - Identificativo della *unita' radio* chiamante.
STATUS - Per una transazione con *terminale d'utente a connessione diretta*, *unita' radio*:
'00000' richiesta che la unita' indirizzata
richiami con una chiamata per
conversazione (nessun'altra informazione
indicata.)
'00001' a '11110' sono valori di stato definiti
dall'utente.
'11111' cancella una precedente richiesta di
chiamata di conversazione (nessun'altra informazione di stato indicata.)
Per una transazione con il TSC:
'00000' indica sgancio o equivalente
'00001' a '11110' sono valori di stato definiti nel
sistema
'11111' indica riaggancio o equivalente
P - Bit di verifica parita'.
5.5.3.1.8 Richiesta di trasmettere il messaggio dati breve, RQC
Questo messaggio e' inviato da una *unita' radio* per richiedere il permesso di trasmettere un messaggio dati breve (comprendendo le parole di codice di indirizzo HEAD e sino a quattro parole di codice dati). Dopo aver ricevuto la richiesta, il TSC usa il messaggio AHYC per istruire l'unita' chiamante a trasmettere il messaggio dati sul canale di controllo. Vedi capitolo 14 per le procedure di messaggi dati brevi.
all. 1 - art. 1
_1_PFIX_IDENT1_1_CAT _TYPE_FUNC _IDENT2_ SLOTS _EXT_ FLAG1_ FLAG2_P_
| | | | |000 | 10 | 111 | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 2 3 13 2 1 1 1 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* chiamante.
IDENT1 - *Utente* o *gateway* chiamato:
identificativo - per una chiamata a prefisso comune
IPFIXI - per una chiamata interprefisso
ALLI - per una chiamata generale
Numero - per una chiamata ad indirizzamento breve
ad una estensione PABX (EXT='1').
PABXI - per una chiamata a indirizzamento esteso
ad una estensione PABX
TSCI - Per una transazione con il TSC.
CAT - '000'.
TYPE - '10'.
FUNC - '111'
IDENT2 - Identificativo della *unita' radio* chiamante.
SLOTS - Il Numero di *timeslot* richiesti per il messaggio dati:
'00' riservato
'01' riservato
'10' due "slot" (parola di codice + 1 o 2 parole di codice
dati)
'11' tre "slot" (parola di codice + 3 o 4 parole di codice
dati)
EXT - '0' Se IDENT1 non e' un'estensione PABX con indirizzo
breve.
'1' Se IDENT1 e' un'estensione PABX con indirizzo breve.
FLAG1 - Per una chiamata con indirizzamento breve ad una
estensione PABX, FLAG1/FLAG2 indica l'appropriato PABX.
Per tutti gli altri tipi di chiamata, FLAG1 e' riservato per definizioni future. Valore iniziale = '0'.
FLAG2 - Per una chiamata con indirizzamento breve ad una
estensione PABX, FLAG1/FLAG2 indica l'appropriato PABX.
Per tutti gli altri tipi di chiamata, FLAG2 e' riservato per definizione futura. Valore iniziale = '0'.
P - Bit di verifica parita'.
5.5.3.2 Messaggi di AHOY (tipo '10')
Questi messaggi sono trasmessi dal TSC; essi richiedono una risposta da una *unita' radio* indirizzata.
La struttura base e' illustrata di seguito, m, per chiarezza di definizione il messaggio di ciascuna funzione, e' dettagliato separatamente nei paragrafi da 5.5.3.2.1 a 5.5.3.2.8.
(Nota che i messaggi di richiesta inviati alle *unita' radio* hanno la stessa Categoria e Tipo come i messaggi di AHOY inviati dal TSC.)
_ 1_ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ PARAMETERS _ P _
| | | | | 000 | 10 | | | |
| | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 2 3 18 16
PFIX - Prefisso.
IDENT1 - Identificativo dell'*utente* o *gateway* chiamato.
CAT - '000'.
TYPE - '10'.
FUNC - Specifica la funzione dell'AHOY:
'000' AHY Verifica generale di disponibilita'
'001' Riservato per usi futuri
'010' AHYX Cancella lo stato di allerta o di attesa
'011' Riservato per usi futuri
'100' Riservato per usi futuri
'101' Riservato per usi futuri
'110' AHYQ Messaggi di stato
'111' AHYC Invito per dati brevi
PARAMETERS - Vedi le pagine successive
P - Bit di verifica parita'.
5.5.3.2.1 Messaggio generale di verifica di disponibilita', AHY
Questo messaggio e' trasmesso sul canale di controllo dal TSC come segue:
a. Esso puo' essere trasmesso ad una *unita' radio* chiamata per stabilire la disponibilita' dell'unita'/utente chiamato prima di allocare un canale di traffico per una chiamata (vedi 9.1.1.5), o prima di includere una unita' in una chiamata in corso (vedi 11.1.5.) b. Esso puo' essere inviato per verificare la disponibilita' dell'unita' chiamata prima che il TSC trasmetta un messaggio dati breve (HEAD); vedi 14.1.6.
c. Esso puo' essere inviato ad una unita' chiamante per verificare che essa e' ancora in contatto radio e per far ripartire il suo contatore di attesa (vedi per esempio i paragrafi 8.2.1.3, 9.1.1.7 e 9.1.1.10).
AHY puo' anche essere inviato dal TSC ad una *unita' radio* sul canale di traffico per esempio per verificare che l'unita' ha raggiunto, o e' gia' sul canale (vedi 6.1.2.1 e 9.1.2.2), o per fare ripartire il contatore di attesa di una *unita' radio* che ha richiesto una chiamata di inclusione (vedi 11.1.7).
Una parola di codice dati puo' essere aggiunta alla parola di codice di indirizzo AHY, per mandare informazioni addizionali a seconda del valore del bit AD. (In questa edizione dello standard, queste facilitazioni sono usate solo quando AHY e' inviato sul canale di controllo dalla *unita' radio* chiamata).
AHY chiede un riscontro dell'unita' indirizzata:
i) per AD = '0' - Sul canale di controllo l'unita' indirizzata risponde nello slot che segue AHY. Sul canale di traffico, l'unita' temporizza la sua risposta dalla fine della parola di codice di indirizzo AHY.
ii) per AD = '1' - Sul canale di controllo, l'unita' indirizzata risponde nello slot che segue la parola di codice dati (es. nello slot che segue lo slot che contiene la parola di codice dati). Sul canale di traffico l'unita' temporizza la sua risposta dalla fine della parola di codice dati.
Parola di codice di indirizzo AHY:
_ 1 _PFIX_IDENT1_ 1 _CAT_TYPE_FUNC_IDENT2_ D _POINT_CHECK_ E _AD_ P _ _ _ _ _ _000_ 10 _ 000_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 13 1 1 1 1 1 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio*
IDENT1 - *Utente* o *gateway* chiamato:
a) Per POINT = '1' (es. verifica disponibilita' dell'unita' chiamata).
IDENT1 e' l'identificativo della *unita' radio* chiamata.
b) Per POINT = '1' (es. verifica disponibilita' dell'unita' chiamante).
IDENT1 e' l'*utente* o *gateway* chiamato come segue:
Identificativo - per una chiamata a prefisso comune
IPFIXI - per una chiamata interprefisso
ALLI - per una chiamata generale
PABXI - per una chiamata ad una estensione PABX
TSCI - per una transazione RQQ o RQC con il TSC
DIVERTI - per una generale cancellazione dal
destinatario della deviazione
Per far ripartire il contatore di attesa di una *unita' radio* che ha richiesto la registrazione, IDENT1 = REGI.
CAT - '000'
TYPE - '10'
FUNC - '000'
IDENT2 - *Utente* o *gateway* chiamato:
a) Per POINT = '0' (es verifica disponibilita' dell'unita' chiamata), IDENT2 e' l'*utente* o *gateway* chiamante
come segue:
INCI - per una verifica di disponibilita'
per una inclusione di chiamata
SDMI - per una verifica di disponibilita'
per un messaggio dati breve
DUMMYI - per una verifica di disponibilita'
non per chiamata.
Per tutti gli altri tipi di chiamata,
Identificativo - per una chiamata a prefisso comune
IPFIXI - per una chiamata interprefisso
PABXI - per una chiamata da una estensione PABX.
Se IDENT2 = IPFIXI o INCI, l'indirizzo dell'unita'
chiamante puo' essere fornito in una parola di codice
dati aggiunta (vedi di seguito)
b) Per POINT = '1' (es. verifica disponibilita' dell'unita' chiamante), IDENT2 e' l'identificativo della *unita'
radio* chiamante.
D - Se l'unita' chiamante richiede una comunicazione per
conversazione (es. RQS (DT=0) o RQE (D=0), allora D='0',
altrimenti D='1'
(Per un AHY inviato per fare ripartire il contatore di
attesa di una *unita' radio* che sta inviando la
segnalazione sgancio o riaggancio, D=1).
POINT - '0' chiede un riscontro da una unita' il cui indirizzo
individuale e' PFIX/IDENT1
'1' chiede un riscontro da una unita' il cui indirizzo
individuale e' PFIX/IDENT2
Vedi paragrafi 9.2.2, 9.2.2.3 e 9.2.3.2 per l'appropriato
riscontro.
CHECK - Messaggio AHY sul canale di controllo:
a) Per POINT='0' (es. verifica disponibilita' dell'unita'
chiamata),
'0' indica che il TSC sta verificando solo che l'unita' e' in contatto radio (e puo' accettare questa chiamata) '1' indica che il TSC sta anche verificando:
- per D='0' se l'utente dell'unita' e' pronto per una
chiamata di conversazione
- per D='1' se il terminale dati dell'utente e' pronto.
b) Per POINT='1' (esempio verifica disponibilita'
dell'unita' chiamante),
CHECK e' riservato per future definizioni valore
iniziale ='0'
- Messaggio di AHY sul canale di traffico:
CHECK e' riservato per future definizioni.
Valore iniziale ='0'
E - '0' se l'*utente* chiamante sta richiedendo una chiamata
non di emergenza o transazione
'1' se l'*utente* sta richiedendo una chiamata di emergenza. (Per un AHY inviato per fare ripartire il contatore di
attesa di una *unita' radio* che sta richiedendo
registrazione o una inclusione di chiamata, E='0').
AD - '0' se non ci sono parole codice dati aggiunti.
'1' Se c'e' una parola di codice dati aggiunta all'AHY.
P - Bit di verifica parita'.
Parola di codice dati che segue una parola di codice indirizzo AHY:
Per una verifica di disponibilita' (canale di controllo) su un'unita' chiamata, se il bit AD nella parola di codice indirizzo AHY e' fissato a '1', allora una singola parola di codice dati con la seguente struttura e' aggiunta nella parola codice AHY.
_ 0 _ FORM _ PARAMETERS _ p _
| | | | |
1 3 44 16
FORM - Definisce il formato del campo PARAMETERS (vedi sotto). '000' - valore usato per trasmettere l'indirizzo
dell'unita' chiamante in una chiamata
interprefisso o di inclusione
'001' a '100' sono riservati per uso futuro
'101' a '111' sono di riserva per personalizzazioni
PARAMETERS - Vedi formati dei parametri sotto.
P - Bit di verifica parita'.
Formato dei parametri
PARAMETRI
FORM='000' | RSVD | PFIX2 | IDENT2 |
| | | |
24 7 13
RSVD - Riservato per uso futuro
valore normale=tutti '0'
PFIX2 - Prefisso dell'unita' chiamante
IDENT2 - Identificativo dell'unita' chiamante.
5.5.3.2.2 Questo paragrafo e' riservato per uso futuro
5.5.3.2.3 Messaggio di stato per cancellare l'allerta/attesa AHYX.
Questo messaggio e' trasmesso sul canale di controllo dal TSC, per informare una *unita' radio* chiamata della cancellazione di una chiamata entrante su un canale di traffico ad esempio che l'unita' chiamante non vuole piu' la chiamata. Richiede una risposta ACK (QUAL=1) nello slot successivo dall'unita' chiamata cioe' l'unita' il cui indirizzo individuale e' PFIX/IDENT1 - vedi 9.2.2.4. (Nota che questo messaggio e' usato soltanto per cancellare chiamate individuali alle *unita' radio*).
_ 1 _ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ IDENT2 _ RSVD _ P _
| | | | | 000 | 10 | 010 | | | |
| | | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 2 3 13 5 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* chiamata
IDENT1 - Identificativo della *unita' radio* chiamata
CAT - '000'
TYPE - '10'
FUNC - '010'
IDENT2 - Parte chiamante o *gateway*
Ident - per una chiamata con prefisso comune
IPFIXI - per una chiamata interprefisso
PABXI - per una chiamata da una estensione PABX
INCI - per una chiamata di inclusione
RSVD - Riservato per definizioni future. Valore iniziale
= '00000'
P - Bit di verifica parita'
5.5.3.2.4 Questo paragrafo e' riservato per uso futuro
5.5.3.2.5. Questo paragrafo e' riservato per uso futuro
5.5.3.2.6 Questo paragrafo e' riservato per uso futuro.
5.5.3.2.7 Messaggio Ahoy di stato, AHYQ.
Questo messaggio e' trasmesso sul canale di controllo dal TSC per avvisare una *unita' radio* chiamata di una informazione di stato inviata da una *unita' radio* o un *terminale d'utente a connessione diretta*. Per un messaggio di stato interprefisso, IDENT2 nella parola di codice di indirizzo AHYQ e' uguale a IPFIXI e viene aggiunta una parola di codice dati contenente l'indirizzo dell'unita' chiamante. AHYQ e' anche usata per inviare messaggi di stato di 5 bit a *unita' radio* dal TSC.
AHYQ richiede una risposta ACK, ACKX, ACKV o ACKB dall'unita' chiamata es. l'unita' il cui indirizzo individuale e' PFIX/IDENT1):
- nello "slot" successivo alla parola di codice indirizzo AHYQ per un messaggio di stato con prefisso comune (IDENT2=identificativo), o un messaggio dal TSC (IDENT2=TSCI);
- nello "slot" successivo alla parola di codice dati aggiunta per un messaggio di stato interprefisso (IDENT2=IPFIXI).
Vedi 13.2.1.5 e 13.2.3.1 per le procedure di stato Ahoy.
Parole di codice di indirizzo AHYQ
_ 1 _ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ IDENT2 _ STATUS _ P _
| | | | | 000 | 10 | 110 | | | |
| | | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 2 3 13 5 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* chiamata
IDENT1 - Identificativo della *unita' radio* chiamata
CAT - '000'
TYPE - '10'
FUNC - '110'
IDENT2 - Unita' chiamante o *gateway*:
Identificativo - per una transazione a prefisso comune
IPFIXI - per una transazione interprefisso
TSCI - per un messaggio dal TSC
Se IDENT2=IPFIXI, l'indirizzo dell'unita' chiamante viene
fornita nella parola di codice dati aggiunta (vedi sotto).
STATUS - Per un messaggio di stato da una *unita' radio* o da un
*terminale d'utente a connessione diretta*, questo campo
contiene le informazioni di stato inviate dall'unita'
chiamante.
'00000' richiede una chiamata per conversazione
'00001' a '11110' sono valori di stato definiti dall'utente. '11111' cancella una precedente richiesta di una
chiamata per conversazione.
Per un messaggio di stato dal TSC, il significato del campo STATUS e' dipendente dal sistema.
P - Bit di verifica parita'.
Parola di codice dati seguente una parola di codice indirizzo AHYQ:
Per una transazione di stato interprefisso, IDENT2 nella parola di codice indirizzo AHYQ e' fissato a IPFIXI e una parola di codice dati viene aggiunta contenente l'indirizzo dell'unita' chiamante.
_ 0 _ RSVD _ PFIX2 _ IDENT2 _ P _
| | | | | |
1 27 7 13 16
RSVD - Riservato per uso futuro. Valore iniziale='0'
PFIX2 - Prefisso dell'unita' chiamante
IDENT2 - Identificativo dell'unita' chiamante
P - Bit di verifica parita'
5.5.3.2.8 Invito per un messaggio dati breve AHYC.
Questo messaggio viene usato dal TSC per istruire una *unita' radio* ad inviare una trasmissione breve di dati (vedi paragrafi 9.2.2.1, 11.3.1 e 15.2).
AHYC viene usato in due modi:
- Nel modo 1, AHYC istruisce la *unita' radio* chiamante ad inviare le informazioni di indirizzo (vedi SAMIS paragrafo 5.6.1.2.2) o dati RQC (vedi HEAD paragrafo 5.6.2), quando un precedente messaggio di richiesta dalla *unita' radio* ha indicato il requisito. Modo 1 e' distinto dalla presenza PFIX/IDENT2 come indirizzo individuale di una *unita' radio*.
- Nel modo 2, AHYC richiede che una *unita' radio* trasmetta un messaggio di dati del tipo prescritto (vedi capitolo 15); per esempio, il TSC puo' richiedere il numero di serie di una *unita' ra- dio*. E' un modo di interrogazione, non e' parte di una richiesta di chiamata da una *unita' radio*. Modo 2 e' distinto fissando PFIX/IDENT1 a un indirizzo individuale di una *unita' radio* (con IDENT2 come un identificativo non appartenente a una *unita' radio*).
Il tipo di dati che deve essere trasmesso da una *unita' radio* e' indicato dal campo DESC e dall'identificativo non appartenente ad una *unita' radio*; il significato di DESC puo' essere differente per i due modi.
AHYC puo' essere inviato sia sul canale di controllo sia sul canale di traffico.
_ 1 _ PFIX _ IDENT1_ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ IDENT2_ SLOTS_ DESC_ P _ _ _ _ _ _ 000 _ 10 _ 111 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 13 2 3 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio*
IDENT1 - Unita' chiamata, *gateway* o identificativo speciale:
a) Modo 1 (ordina all'unita' con indirizzo PFIX/IDENT2
di inviare i dati):
IPFIXI - per richiedere informazioni di indirizzamento
esteso per una chiamata interprefisso
PABXI - per richiedere le informazioni di indirizzo per
una chiamata ad un'estensione PABX
DIVERTI - per richiedere l'indirizzo bloccato al terzo
*utente* di deviazione di chiamata
SDMI - per richiedere i dati RQC.
b) Modo 2 (interrogazione): Identificativo della *unita'
radio*
CAT - '000'
TYPE - '10'
FUNC - '111'
IDENT2 - *Utente* chiamante:
a) Modo 1: Identificativo della *unita' radio* chiamante
b) Modo 2: (istruisce l'unita' con indirizzo IPFIX/IDENT1
ad inviare i dati): identificativo del
richiedente: Per DESC='000' (verifica del numero di serie), IDENT2=TSCI
SLOTS - Il numero di slots riservati per il messaggio dati:
SLOTS N. di slots N. di parole di codice
'00' riservato
'01' 1 solo parola di codice indirizzo
'10' 2 parola di codice indirizzo
+ 1 o 2 parole di codice dati
'11' 3 parola di codice indirizzo
+ 3 o 4 parole di codice dati
Per il Modo 1, SLOTS corrisponderanno al messaggio di
richiesta dalla *unita' radio* come seguente:
IDENT1 in AHYC SLOTS
IPFIXI '01'
PABXI '01'
DIVERTI '01'
SDMI uguale a *slots* dal RQC
Per il Modo 2, SLOTS corrispondera' al requisito dati dalla
*unita' radio* come segue:
DESC SLOTS
'000' '01'
DESC - Descrittore del messaggio della parola dati. Questo campo
indica il tipo di messaggio dati con cui la *unita' radio* dovra' rispondere:
i) Quando la prima parola di codice del messaggio dati della
*unita' radio* e' richiesto che sia SAMIS, DESC e'
fissato al valore del campo DEST usato nel SAMIS come di seguito (occorre notare che il significato del messaggio SAMIS puo' essere differente per il Modo 1 e 2):
a) Modo 1:
'000' - per richiedere le informazioni dell'indirizzo esteso per una chiamata interprefisso, o
l'indirizzo bloccato per una deviazione conto terzi.
'010' - per richiedere le informazioni di indirizzo
per una chiamata ad una estensione PABX.
'011' - riservato
da '100' a '111' sono di riserva.
b) Modo 2:
'000' - per richiedere il numero di serie di una
*unita' radio*
da '001' a '011' sono riservati
da '100' a '111' sono di riserva.
ii) Quando la prima parola di codice di un messaggio di dati di una *unita' radio* e' richiesto sia HEAD (ad esempio IDENT1=SDMI). DESC='000'.
DESC = da '001' a '011' sono riservati
da '100' a '111' sono di riserva.
P - Bit di verifica parita'.
5.5.4 Messaggi Miscellanei di controllo (Tipo '11')
Questi sono diversi messaggi richiesti per controllare il sistema. La struttura fondamentale e' illustrata di seguito, mentre la struttura dettagliata per ciascun messaggio e' definita separatamente nelle pagine successive:
_ 1 _ PARAMS _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ PARAMETERS _ P _
| | | | 000 | 11 | | | |
| | | | | | | | |
1 20 1 3 2 3 18 16
PARAMS - Dipendente da FUNC.
Dove applicabile, PARAMS e' un indirizzo (PFIX/IDENT1); altrimenti i bit 2 a 21 sono usati per altri scopi.
vedi pagine successive.
CAT - '000'
TYPE - '11'
FUNC - Specifica la funzione dei messaggi:
'000' MARK Marca del canale di controllo
'001' MAINT Messaggio di manutenzione chiamata
'010' CLEAR Abbandono di un canale allocato
'011' MOVE Sposta a uno specifico canale di controllo
'100' BCAST Messaggio radio diffuso per parametri di
sistema
'101' Riservato per uso futuro
'110' Riservato per uso futuro
'111' Riservato per uso futuro
PARAMETRI - Vedi pagine successive.
P - Bit di verifica parita'.
5.5.4.1 Marca del canale di controllo. MARK
Questo messaggio puo' essere trasmesso su un canale di controllo da una TSC. Per esempio, esso puo' essere mandato come la prima parola di codice (i) di indirizzo su un nuovo canale designato di controllo al fine di accelerare l'acquisizione del canale di controllo dalle *unita' radio* (vedi 3.3.3.1). Esso non necessita un indirizzo PFIX/IDENT1, cosi' i bit da 2 a 21 sono riusati.
I messaggi dei campi A e B sono scelti in modo che:
i) I bit di verifica parita' formano sempre la sequenza di sincronizzazione della parola di codice del canale di controllo. SYNC
(vedi paragrafo 3.2.1.1), e
ii) il numero dei bit di transizione inclusi tra i bit 33 e 49 e' il massimo raggiungibile, prendendo in considerazione la condizione i) su vista. I valori dei bit di questi campi dipenderanno da CHAN4 e dal codice di identita' del sistema. Un algoritmo per la generazione di questi campi e' fornito in Appendice 4.
_ 1 _ CHAN4 _ A _ SYS _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ B _ P _ _ _ _ _ _ _ 000 _ 11 _ 000 _ _ 1100010011010111_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 4 1 15 1 3 2 3 1 16
CHAN4 - Quattro bit meno significativi del numero di canale del
canale di controllo su cui il messaggio e' mandato.
A - Vedi i) e ii) sopra e Appendice 4.
SYS - Codice di identita' di sistema che il sistema sta'
trasmettendo
CAT - '000'
TYPE - '11'
FUNC - '000'
B - Vedi i) e ii) sopra e Appendice 4
P - Bit di verifica parita'.
Questi completano la parola di codice e formano anche la
sequenza di sincronizzazione della parola di codice del
canale di controllo.
5.5.4.2 = Messaggio di manutenzione chiamata, MAINT
Questi messaggi sono trasmessi su un canale di traffico allocato durante una chiamata.
Una *unita' radio* manda i messaggi MAINT (OPER='000', '001', '010', '011') durante una chiamata; vedi 9.2.3. Il TSC puo' mandare MAINT (OPER='110') per far abbandonare il canale a qualsiasi *unita' radio* che non dovrebbe essere presente e puo' mandare MAINT (OPER= '111') per disabilitare la *unita' radio* dalla messa in trasmissione da parte dell'utente.
_ 1 _ PFIX _ IDENT1_ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ CHAN _ OPER _ RSVD _ P _ _ _ _ _ _ 000 _ 11 _ 001 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 10 3 5 16
PFIX - Prefisso
IDENT1 - Trasmesso dalla *unita' radio*
PFIX/IDENT1 e' l'indirizzo selettivo dell'unita' se essa era individualmente indirizzata dal messaggio GTC; altrimenti
PFIX/IDENT1 e' o il suo indirizzo selettivo o l'indirizzo di gruppo (PFIX/IDENT1) dal GTC, come specificato dal sistema - vedi 5.5.4.5c, 9.2.2.6 e 9.2.3.
Trasmesso dal TSC:
OPER = '110' PFIX/IDENT1 e' l'indirizzo di ''etichetta
chiamante '' entrambi indirizzati dal messaggio GTC
OPER = '111' identificativo selettivo oppure di gruppo,
oppure ALLI; vedi sotto
CAT - '000'
TYPE - '11'
FUNC - '001'
CHAN - Numero di canale del canale su cui il messaggio e' mandato.
OPER - '000' Comando Tx Premuto (Pressel ON)
'001' Comando Tx Rilasciato (Pressel OFF)
'010' Messaggio periodico interno di un *item*
'011' Messaggio di disconnesione, e fine dell'uso del canale '100' Disponibile per personalizzazioni, ad esempio per il controllo della potenza del trasmettitore
'101' Riservato per uso futuro
'110' Abbandono del canale per le *unita' radio* il cui
PFIX/IDENT1 non e' l'indirizzo valido della chiamata '111' Disattiva la possibilita' di trasmissione per
l'utente, come segue:
a) una *unita' radio* individuale, se PFIX/IDENT1 e' un indirizzo selettivo
b) *unita' radio* chiamate in un gruppo, se
PFIX/IDENT1 e' l'indirizzo di gruppo
c) tutte le *unita' radio* sul canale, se IDENT1 e'
ALLI
RSVD - Riservato per uso futuro, eccetto quando OPER='100', nel
qual caso questi bit sono disponibili per personalizzazioni.
Se riservato, il valore iniziale = '00000'.
P - bit di verifica parita'.
5.5.4.3 Messaggio di Abbattimento, CLEAR
Questo messaggio e' trasmesso da un TSC; ordina a tutte le *unita' radio* di abbandonare un canale di traffico. Esso non necessita un indirizzo PFIX/IDENT1, cosi' i bit 2-21 sono riusati.
_ 1 _ CHAN_ CONT_ 1 _ CAT _ TYPE_ FUNC_ RSVD_ SPARE_ REVS _ P _ _ _ _ _ _ 000 _ 11 _ 010 _ _ _101010101010_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 10 10 1 3 2 3 4 2 12 16
CHAN - Numero di canale del canale di traffico su cui il messaggio
e' mandato
CONT - Numero di canale del canale di controllo su cui le *unita'
radio* dovrebbero spostarsi (a meno che CONT='0000000000',
in tale caso lo spostamento dal canale e' dipendente dal
sistema).
CAT - '000'
TYPE - '11'
FUNC - '010'
RSVD - Riservato per uso futuro. Valore iniziale = '0000'
SPARE - Questi bit sono disponibili per personalizzazioni
REVS - Alternanza di bit, terminante con uno '0'
P - Bit di verifica parita'
5.5.4.4 Sposta a un canale di controllo. MOVE
Questo messaggio e' trasmesso su un canale di controllo da un TSC; ordina alle *unita' radio* di scegliere un diverso canale di controllo. Vedi paragrafo 6.1.1 e 7.4.2).
_ 1 _ PFIX_ IDENT1_ 1 _ CAT_ TYPE_ FUNC_ CONT_ (M) _ RSVD_ SPARE_ P _ _ _ _ _ _ 000_ 11 _ 011 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 7 13 1 3 2 3 10 5 2 1 16
PFIX - Prefisso
IDENT1 - PFIX/IDENT1 specifica le *unita' radio* che dovrebbero
spostarsi.
Solo gli (M) bit meno significativi dei 20-bit di indirizzo sono usati; i rimanenti bit di indirizzo possono essere
posti arbitrariamente
CAT - '000'
TYPE - '11'
FUNC - '011'
CONT - Numero di canale del canale di controllo a cui le *unita'
radio* indirizzate dovrebbero spostarsi (a meno che
CONT='0000000000', in tal caso il cambiamento del canale e' dipendente dal sistema).
(M) - Qualificatore dell'indirizzo.
RSVD - Riservato per uso futuro. Valore iniziale = '00'
SPARE - Questo bit e' disponibile per la personalizzazione
P - Bit di verifica parita'
5.5.4.5 Messaggio Radio Diffuso. BCAST
Questo messaggio e' trasmesso su un canale di controllo da un TSC; esso contiene informazioni riguardanti i parametri di sistema, per il sistema in esame oppure per un altro. Non necessita un indirizzo PFIX/IDENT1, cosi' i bit 2-21 sono riusati.
32 differenti tipi di informazioni possono essere diffuse usando i messaggi di BCAST, ponendo opportunamente il SYSDEF e i campi di parametri. I campi di parametri per ciascuno SYSDEF sono specificati nelle pagine successive.
_ 1 _ SYSDEF _ SYS _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ PARAMETERS _ P _
| | | | | 000 | 11 | 100 | | |
| | | | | | | | | |
1 5 15 1 3 2 3 18 16
SYSDEF - Specifica quali parametri di sistema stanno per essere
diffusi:
'00000' Annuncia il canale di controllo
'00001' Ritira il canale di controllo
'00010' Specifica i param. di manutenzione della
chiamata
'00011' Specifica i parametri di registrazione
'00100' Diffusione del numero del canale di controllo di
un sito adiacente
'00101' Invita alla verifica immediata
'00110')
: ) Riservati per uso futuro
'01111')
'10000')
: ) Riservati per la personalizzazione dei servizi
'11111')
SYS - Codice di identita' sistema del sistema a cui il
messaggio diffuso si riferisce.
CAT - '000'
TYPE - '11'
FUNC - '100'
PARAMETERS - Campi di parametri - vedi pagine successive.
P - Bit di verifica parita'
Campi di parametri nei messaggi BCAST
a) Annuncia il canale di controllo (SYSDEF='00000')
Questo messaggio annuncia un canale che puo' essere usato come canale di controllo dal sistema in oggetto; le *unita' radio* possono allora includerlo nella loro lista di canali da esaminare.
_ 1 _ SYSDEF _ SYS _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ CHAN _ SPARE_ RSVD _ P _ _ _ 00000 _ _ _ 000 _ 11 _ 100 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 5 15 1 3 2 3 10 2 6 16
CHAN - Numero di canale del canale di controllo che e' stato
annunciato
SPARE - Questi bit sono disponibili per personalizzazione
RSVD - Riservati per applicazioni future. Valore iniziale = tutti
'0'.
b) Ritira il canale di controllo (SYSDEF = '00001')
Questo messaggio ritira un canale che poteva precedentemente essere usato per controllo dal sistema in oggetto; le *unita' radio* possono allora cancellarlo dalla loro lista di canali da esaminare.
_ 1 _ SYSDEF _ SYS _ 1 _ CAT _ TYPE _ FUNC _ CHAN _ SPARE_ RSVD _ P _ _ _ 00001 _ _ _ 000 _ 11 _ 100 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 5 15 1 3 2 3 10 2 6 16
CHAN - Numero di canale del canale di controllo che e' stato
ritirato
SPARE - Questi bit sono disponibili per personalizzazione
RSVD - Riservati per definizione futura. Valore iniziale = tutti '0' c) Specifica dei parametri di manutenzione della chiamata (SYSDEF='00010')
Questo messaggio specifica:
(i) Se questo sistema richiede ad una *unita' radio* di mandare periodicamente un messaggio di manutenzione della chiamata su canali di traffico all'interno di una conversazione; se cosi', esso specifica l'intervallo massimo tra i messaggi periodici;
(ii) se questo sistema richiede ad una *unita' radio* di mandare sul canale di traffico un messaggio di *Pressel on* all'inizio di un *item* di conversazione;
(iii) se questo sistema richiede ad una unita' chiamata in un gruppo di posizionare PFIX/IDENT1 nei messaggi MAINT che esso spedisce uguale al suo indirizzo selettivo oppure all'indirizzo di gruppo indicato dal messaggio GTC.
Questo messaggio sara' mandato solo dal sistema a cui la diffusione si riferisce.
Le specifiche iniziali sono specificate nel paragrafo 9.2.2.6.
_ 1 _SYSDEF_ SYS_ 1 _CAT_ TYPE_FUNC_ PER_IVAL_PON_ ID_RSVD_SPARE_ P _ _ _ 00010_ _ _000_ 11 _ 100_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 5 15 1 3 2 3 1 5 1 1 2 8 16
PER - '0' se le *unita' radio* manderanno periodicamente messaggi
di manutenzione della chiamata all'interno di *item* di
conversazione.
'1' se le *unita' radio* non manderanno periodicamente
messaggi di manutenzione della chiamata all'interno di
*item* di conversazione.
IVAL - Se PER = 0, IVAL e' il massimo intervallo (in secondi) tra
l'inizio dell'*item* e il primo messaggio periodico, e tra i successivi messaggi periodici.
Se PER = 1, IVAL e' riservato. Valore iniziale = '00000'
PON - '0' Se le *unita' radio* manderanno un messaggio "Pressel ON" all'inizio dell'*item* della conversazione.
'1' Se le *unita' radio* non manderanno un messaggio di
"Pressel ON" all'inizio dell'*item* della conversazione.
ID - '0' Una unita' chiamata in una chiamata di gruppo nei
messaggi MAINT che invia al TSC posizionera' PFIX/IDENT1 al valore di indirizzo di gruppo ricevuto nel messaggio di GTC. '1' Una unita' chiamata in una chiamata di gruppo
posizionera' PFIX/IDENT1 al proprio indirizzo individuale per i messaggi di MAINT che invia al TSC.
RSVD - Riservato per definizione future. Valore iniziale = '00'.
SPARE - Questi bit sono disponibili per personalizzazione.
d) Specifica parametri di registrazione (SYSDEF = '00011')
Questo messaggio e' utilizzabile nei sistemi per specificare i parametri a cui le *unita' radio* devono attenersi per eseguire la registrazione.
_ 1 _SYSDEF_ SYS_ 1 _CAT_ TYPE_FUNC_RSVD_SPARE_ P _
| | 00011| | |000| 11 | 100| | | |
| | | | | | | | | | |
1 5 15 1 3 2 3 4 14 16
RSVD - Riservati per definizioni future. Valore iniziale = '0000'.
SPARE - Questi bit sono disponibili per personalizzazione.
e) Diffusione del numero del canale di controllo di un sito adiacente Questo messaggio specifica un canale di controllo che viene usato normalmente per segnalazione su un sito adiacente. Esso fornisce il codice di identita' di sistema del sito adiacente ed il numero di canale del canale di controllo specificato ed inoltre puo' dare il numero di serie locale del sito adiacente.
_ 1 _SYSDEF_ SYS_ 1 _CAT_ TYPE_ FUNC_ CHAN_ SPARE_ RSVD_ ADJSITE_ P _ _ _ 00100_ _ _000_ 11 _ 100 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 5 15 1 3 2 3 10 2 2 4 16
CHAN - Numero di canale del canale di controllo come specificato.
SPARE - Questi bit sono disponibili per personalizzazione.
RSVD - Riservati per definizione futura. Valore iniziale = '00'.
ADJSITE - Per ADJSITE = 0, le *unita' radio* ignoreranno questo
campo.
Per ADJSITE = 1 a 15, ADJSITE e' il numero di serie locale del sito adiacente, assegnato dal sito trasmittente.
L'uso dei numeri di serie di sito e' dipendente dal
sistema. Il numero di sito adiacente e' utile per sistemi che coprono grandi aree che forniscono piu' di un canale di
controllo con lo stesso codice di identita' di sistema
(SYS). (Nota che la stessa informazione di chiamata
dovrebbe essere mandata sui canali di controllo con lo
stesso SYS).
f) Verifica canale di controllo (SYSDEF = '00101')
Questo messaggio fornisce la possibilita' ad una *unita' radio* a riposo di usare lo slot successivo per verificare il segnale del canale di controllo specificato dal messaggio diffuso. Esso fornisce il codice di identita' del sistema del sito adiacente che sta usando lo specificato canale di controllo e il numero di canale del canale di controllo e puo' anche fornire il numero di serie locale del sito adiacente.
Nota che il TSC non dovrebbe usare lo slot successivo del sito trasmittente per segnalare alle unita', in quanto queste stanno probabilmente verificando la potenza del segnale ricevuto dal sito adiacente.
_ 1 _SYSDEF_ SYS_ 1 _CAT_ TYPE_ FUNC_ CHAN_ SPARE_ RSVD_ ADJSITE_ P _ _ _ 00101_ _ _000_ 11 _ 100 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 5 15 1 3 2 3 10 2 2 4 16
CHAN - Numero di canale del canale di controllo come specificato.
SPARE - Questi bit sono disponibili per personalizzazione.
RSVD - Riservati per definizione futura. Valore iniziale = '00'.
ADJSITE - Per ADJSITE = 0, le *unita' radio* ignoreranno questo
campo.
Per ADJSITE = 1 a 15, ADJSITE e' il numero di serie locale del sito adiacente, come assegnato dal sito trasmittente. 5.6 Messaggi della categoria '001'
5.6.1 Messaggi di indirizzo singolo (tipo '0')
5.6.1.1 Messaggi di indirizzo singolo uscenti. SAMO
I messaggi SAMO servono per la trasmissione messaggi dati brevi dal TSC alle *unita' radio*. Essi non sono usati in questa edizione dello standard, ma sono riservati per definizioni future.
_ 1 _ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ PARAMETERS _ P _
| | | | | 001 | 0 | | |
| | | | | | | | |
1 7 13 1 3 1 22 16
PFIX - Prefisso della *unita' radio* o del gruppo chiamato.
IDENT1 - Identificativo delle *unita' radio* o del gruppo
chiamato.
CAT - '001'
TYPE - '0'
PARAMETRI - Riservato per definizioni future
P - Bit di verifica parita'.
5.6.1.2 Messaggi di indirizzo singolo entranti
5.6.1.2.1 Messaggi di indirizzo singolo entranti non richiesti. SAMIU I messaggi SAMIU servono per la trasmissione di messaggi dati brevi ad accesso casuale dalle *unita' radio* al TSC. Essi non sono usati in questa edizione dello standard, ma sono riservati per definizioni future.
_ 1 _ PFIX _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ SOL _ PARAMETERS _ P _
| | | | | 001 | 0 | 1 | | |
| | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 1 1 21 16
PFIX - Prefisso dell'unita' originante.
IDENT1 - Identificativo dell'unita' originante.
CAT - '001'
TYPE - '0'
SOL - '1'
PARAMETRI - Riservato per definizioni future
P - Bit di verifica parita'.
5.6.1.2.2 Messaggio di Indirizzo Singolo richiesto entrante SAMIS
Il messaggio SAMIS serve per la trasmissione di messaggio dati breve da una *unita' radio* in risposta a un messaggio di AHYC dal TSC. Per esempio, esso e' usato nelle procedure di indirizzamento esteso, nella deviazione di chiamata per terzo *utente (capitolo 12) e per l'interrogazione di dati (capitolo 15). Quando appropriato, parole di codice dati sono aggiunte ad una parola di codice con indirizzo SAMIS.
Il significato di un messaggio SAMIS e' indicato dal campo DESC. Il messaggio AHYC che richiede un SAMIS e' usato in due differenti modi (vedi 5.5.3.2.8); il significato del messaggio SAMIS e' specificato indipendentemente per i due modi.
Il messaggio SAMIS puo' essere trasmesso su un canale di controllo o su un canale di traffico.
Parole di codice con indirizzo SAMIS
_ 1 _ PARAMETRI 1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ SOL _ DESC _ PARAMETERS 2 _ P _
| | | | 001 | 0 | 0 | | | | | | | | | | | | | |
1 20 1 3 1 1 3 18 16
PARAMETRI 1 - Vedi formato dei parametri sotto.
CAT - '001'
TYPE - '0'
SOL - '0'
DESC - Descrittore delle parole di codice:
a. Modo 1: (AHYC con indirizzi di *unita' radio* come PFIX/IDENT2):
'000' - Informazione di indirizzamento esteso per una chiamata interprefisso o indirizzo bloccato
per la deviazione per terzo *utente*.
'010' - Informazione dell'indirizzo per una chiamata a una estensione PABX.
'011' fino a '111' sono riservati.
b. Modo 2: (AHYC con indirizzo della *unita' radio*
come PFIX/IDENT1):
'000' - Numero di serie della *unita' radio*
'001' fino a '111' sono riservati
PARAMETERS2 - Vedi formato dei parametri
P - Bit di verifica parita'.
Formato dei parametri per Modo 1
DESC PARAMETRI 1 PARAMETRI 2
'000' _ PFIX _ IDENT _ _ RSVD _
| | | | | 7 13 18
'010' |BCD1|BCD2|BCD3|BCD4|BCD5| | SP |RSVD|BCD6|BCD7|BCD8|BCD9| | | | | | | | 0 | | | | | | | | | | | | | | | | | | | 4 4 4 4 4 1 1 4 4 4 4
oppure
| RSVD | EXCHANGE | Number | | SP | RSVD | | | | | | 1 | | | | | | | | |
5 2 13 1 17
PFIX - Prefisso di unita' o gruppo
IDENT - Identificativo di unita' o gruppo
RSVD - Riservato. Valore iniziale = tutti '0'.
L - numero di parole di codice dati aggiunti a SAMIS:
'00' - parole di codice senza dati
'01' - parole di codice con 1 dato
'10' - parole di codice con due dati
'11' - riservato
BCDn - I gruppi BCDn rappresentano le cifre digitate, codificate
secondo la tabella della Appendice 5. Le cifre BCD sono
trasmesse nell'ordine digitato (es. la cifra piu' a
sinistra sul diaframma (vedi sopra) e' la meno
significativa nell'ordine digitato; le cifre in qualunque parola di codice successiva sono trasmesse nell'ordine
digitato).
EXCHANGE - Indica l'appropriato centralino PABX
NUMBER - Numero dell'estensione PABX
SP - Indica il formato dell'informazione di indirizzo del PABX
'0' - cifre BCD.
'1' - 13 bit sono il numero dell'estensione piu' 2-bit
numero del centralino.
(Notare che SP='1' e' usato solo nella procedura di
deviazione di chiamata).
Formato dei parametri per il Modo 2
DESC PARAMETRI 1 PARAMETRI 2
'000' | prima parte del numero | | Seconda parte del numero |
| di serie | | di serie |
| | | |
20 18
La forma del numero seriale e' dipendente dal sistema.
Parole di codice dati aggiunte a SAMIS. Modo 2
Riservato per definizione futura.
5.6.2 Intestazione dei Messaggi dati brevi, HEAD (tipo '1')
Questa parola di codice e' l'indirizzo della parola di codice in un messaggio dati breve che presenta piu' di quattro parole di codice dati ed e' trasmesso su un canale di controllo. Una *unita' radio* puo' richiedere di mandare un messaggio dati breve usando il messaggio RQC (vedi 5.5.3.1.8). Il TSC istruisce la *unita' radio* di mandare il suo messaggio dati breve (usando AHYC), e dopo invia il messaggio alla parte chiamata (oppure il TSC puo' essere la destinazione chiamata). Il TSC puo' inoltre trasmettere messaggi dati brevi originati da un *terminale d'utente a connessione diretta*, una estensione PABX, oppure dallo stesso TSC. Vedi capitolo 14 per le procedure dei messaggi dati brevi.
Un messaggio HEAD trasmesso dal TSC a una *unita' radio* indirizzata selettivamente esige una risposta dall'unita', nello slot successivo all'ultima parola di codice di dati del messaggio.
HEAD parola di codice di indirizzo
_ 1 _ PFIX1 _ IDENT1 _ 1 _ CAT _ TYPE _ LEN _ PFIX2 _ IDENT2 _ P _
| | | | | 001 | 1 | | | | |
| | | | | | | | | | |
1 7 13 1 3 1 2 7 13 16
PFIX1 - Prefisso dell'*utente* chiamato (se applicabile)
IDENT1 - *utente* o *gateway* chiamato:
Identificativo - per un prefisso comune o chiamata
interprefisso
ALLI - per una chiamata generale
PABXI - per una chiamata a un estensione PABX
TSCI - per una chiamata a un TSC
CAT - '001'
TYPE - '1'
LEN - Indica il numero di parole di codice dati aggiunti alla
parola di codice di indirizzo HEAD.
'00' - un dato di parola di codice
'01' - due dati di parole di codice
'10' - tre dati di parole di codice
'11' - quattro dati di parole di codice
PFIX2 - Prefisso della parte chiamante (se applicabile)
IDENT2 - *Utente* o *gateway* chiamante:
Identificativo - Per un prefisso comune o chiamata
interprefisso
PABXI - Per una chiamata da una estensione PABX
TSCI - Per una chiamata dal TSC
P - Bit di verifica parita'.
Parola (e) di codice dati successiva all'indirizzo della parola di
HEAD:
_ 0 _ RSA _ PARAMETERS _ P _
| | | | |
1 1 46 16
RSA - "flag" di accesso allo slot entrante.
Quando e' trasmesso dal TSC su un canale i controllo
nella seconda meta' di uno slot che precede uno slot di accesso:
'0' - alle *unita' radio* non e' permesso un accesso
casuale nello slot successivo sul canale di controllo
entrante.
'1' - alle *unita' radio* e' permesso l'accesso casuale nello slot successivo sul canale di controllo entrante.
In tutti gli altri casi di trasmissione, il significato del "flag" RSA e' riservato, valore iniziale = '0'. Vedi
anche 7.2.5.
PARAMETERS - Questo campo e' disponibile per dati con formato libero.
P - Bit di verifica parita'.
6. DISCIPLINA DI CANALE
Questo capitolo definisce le regole fondamentali per il TSC e le *unita' radio* sui canali di controllo e di traffico. In particolare, sono specificate le limitazioni temporali che coprono:
- la trasmissione di messaggi standardizzati
- il cambio tra la trasmissione e la ricezione, e
- il cambio di canale
Le temporizzazioni per la trasmissione di messaggi standardizzati su un canale di traffico sono applicabili alle procedure definite in questa edizione dello standard; le temporizzazioni applicabili a prestazioni future, per esempio comunicazioni dati standardizzati (richieste che usano RQD), non sono ancora state definite, e possono essere differenti.
Alcune regole fondamentali sono specificate per l'acquisizione del canale di controllo nella *unita' radio*, ma ulteriori regole sono probabilmente necessarie per una implementazione di specifici sistemi.
6.1 Disciplina di canale per TSC
6.1.1 Disciplina di canale di controllo per TSC
Finche' un canale disponibile e' utilizzabile, il TSC fornira' continuamente almeno un canale di controllo, in accordo con il formato fondamentale definito nel paragrafo 3.3.3. Il TSC puo' operare sia su un canale di controllo dedicato che non dedicato. Se il TSC trasmette da piu' di un sito di stazione base allora un differente canale di controllo puo' essere fornito in ciascun sito, o un singolo canale di controllo puo' essere usato con trasmissione simultanea in ciascun sito, o un singolo canale di controllo puo' essere condiviso tramite la divisione di tempo.
Interruzioni nella segnalazione del canale di controllo si potranno verificare quando, per esempio, i siti sono connessi in uno schema a divisione di tempo, oppure tutti i canali sono allocati per traffico in un sistema con un canale di controllo non dedicato. La sincronizzazione degli slot non occorre che sia mantenuta attraverso le interruzioni.
Se il TSC opera con un canale di controllo non dedicato, si raccomanda che il TSC non allochi il canale di controllo per il traffico durante una trama ad accesso casuale (eccetto per chiamate di emergenza).
Quando il TSC inizia la trasmissione su un differente canale di controllo, esso dovrebbe fornire un adeguato periodo di trasmissione per le *unita' radio* per individuare e identificare il canale di controllo prima di allocare i canali di traffico per le chiamate; vedi 6.2.1.1 per l'acquisizione del canale di controllo dalle *unita' radio*.
E' raccomandato che i messaggi radio diffusi (BCAST) siano impiegati per annunciare i numeri di canale dei canali che possono essere usati per controllo dal TSC. Il messaggio diffuso puo' anche essere usato per annunciare i canali di controllo di altri sistemi, per esempio, per facilitare la localizzazione dei mobili. E' inoltre raccomandato che, prima che un canale venga tolto dal servizio controllo, un altro canale di controllo sia indicato se disponibile (per esempio, mandando un appropriato messaggio MOVE).
Il TSC sara' pronto a ricevere i messaggi che sono conformi al formato specificato nel capitolo 3 per le trasmissioni di *unita' ra- dio* su un canale di controllo, e che sono conformi alla temporizzazione specificata nel paragrafo 6.2.1.3.
Quando il TSC manda un messaggio in risposta a un messaggio ad accesso casuale ricevuto da una *unita' radio*, la risposta puo' essere mandata nello slot seguente al messaggio ad accesso casuale oppure essa puo' essere ritardata (vedi 7.2.4).
6.1.2 Disciplina di canale di traffico per TSC
6.1.2.1 Monitorizzazione
Il TSC sara' preparato a ricevere messaggi che sono conformi al formato specificato nel capitolo 3 per le trasmissioni di *unita' ra- dio* su un canale di traffico.
Il TSC monitorera' continuamente tutti i canali di traffico mentre essi sono allocati per il traffico. Se c'e' ragione di dubitare se la comunicazione sia ancora in corso, il TSC puo' domandare se una singola *unita' radio* e' su un canale di traffico per mezzo di un messaggio AHY (vedi 9.1.2.2), e sara' preparato a ricevere un riscontro all'interno della temporizzazione data in 6.2.2.2.
6.1.2.2 Segnali di temporizzazione
Il formato per i messaggi standardizzati trasmessi su un canale di traffico dal TSC e' definito nel capitolo 3. In particolare, a meno che il TSC sta gia' trasmettendo, ciascuna trasmissione sara' preceduta da almeno 6 periodi di bit (5ms) per consentire l'instaurazione del collegamento radio. Nota che deve essere usata l'appropriata sequenza di sincronizzazione della parola di codice (SYNT).
Quando il TSC manda una risposta a un messaggio non richiesto da una *unita' radio* (es. una risposta a una richiesta di inclusione), la sequenza di sincronizzazione della parola di codice nel messaggio di risposta comincera' non prima dell'inizio del bit 52 e non piu' tardi dell'inizio del bit NT, misurati dalla fine dell'ultima parola di codice trasmessa dalla *unita' radio* (per assegnare il valore ad NT vedi Appendice 1).
6.2 Disciplina di canale per *unita' radio*
6.2.1 Disciplina del canale di controllo per *unita' radio*
6.2.1.1 Acquisizione del canale di controllo
Quando non e' assegnato ad un canale di traffico (includendo immediatamente dopo l'accensione), la *unita' radio* tentera' di trovare un canale di controllo. La ricerca di un canale di controllo puo' essere eseguita attraverso una scansione generale di tutti i probabili canali oppure tramite riferimento a una memoria all'interno della *unita' radio*; la strategia di ricerca e' probabilmente dipendente dal sistema e non e' inclusa in questo standard. Comunque, quando una *unita' radio* lascia un canale di traffico allocato, essa iniziera' la sua ricerca del canale di controllo su cui essa era attiva l'ultima volta, a meno che essa sia stata indirizzata verso un canale di controllo differente da un messaggio CLEAR.
La *unita' radio* non effettuera' nessuna trasmissione su un canale di controllo a meno che essa sia attiva su quel canale. Essa non diventera' attiva finche' non avra' ricevuto una apposita parola di codice contenente un appropriato codice di identita' sistema; le parole di codice/codici identita' sistema, che saranno considerate appropriate, sono dipendenti dal sistema.
Se una *unita' radio* sta effettuando la scansione su diversi canali, essa dovrebbe lasciare un canale candidato appena si accorge che e' improbabile che possa diventare attiva sul canale. In alcuni sistemi puo' essere necessario specificare un tempo massimo tra i cambi di canale per canali su cui nessuna sequenza di sincronizzazione delle parole di codice del canale di controllo e' rivelata.
6.2.1.2 Trattenendo un canale di controllo
Se, mentre una *unita' radio* e' attivata su un canale di controllo, trascorre un tempo TS durante il quale nessun codice identita' sistema e' decodificato, allora l'unita' cessera' di essere attiva su quel canale e ritornera' verso una nuova procedura di acquisizione di un canale di controllo. (Per il valore di TS, vedi Appendice 1).
Alcuni sistemi possono imporre regole aggiuntive per ritornare alle procedure di acquisizione del canale di controllo.
Se la *unita' radio* riceve una apposita parola di codice contenente un codice identita' sistema errato (dipendente dal sistema), oppure riceve un campo CHAN4 che e' diverso dagli ultimi quattro bit significativi del numero del canale su cui l'unita' e' sintonizzata, allora l'unita' non trasmettera' oppure non agira' su nessuna altra informazione ricevuta finche':
- essa ha ricevuto rispettivamente un valore corretto di codice identita' sistema oppure CHAN4, su quel canale (Se oppure no una
scansione di canale e' stata fatta nel frattempo), oppure
- essa e' diventata attiva su un differente canale di controllo.
(Nota che la parola di codice/codici identita' sistema, che causano a una *unita' radio* la temporanea sospensione dell'attivita', puo' essere diversa da quelle che abilitano la *unita' radio* a diventare attiva).
La *unita' radio* deve essere in grado di operare soddisfacentemente quando ci sono interruzioni di durata inferiore di TS nella segnalazione (la temporizzazione di "slot" puo' non essere mantenuta attraverso le interruzioni), e quando CCSC sono spostati da parole di codici dati in piu' di due "timeslot" consecutivi.
La *unita' radio* non fornira' al suo utente nessuna informazione che non e' pertinente a quella *unita' radio*.
6.2.1.3 Temporizzazione del segnale
La *unita' radio* non trasmettera' sul canale di controllo entrante in nessun momento a meno che sia permesso dalle specifiche di questo standard. Tutte le trasmissioni saranno conformi ai formati specificati nel capitolo 3 e le temporizzazioni specificate di seguito. (Se, in qualunque situazione, la temporizzazione della *unita' radio* non e' sufficientemente accurata allora l'unita' si rifiutera' di trasmettere).
Per la trasmissione di un messaggio ad accesso casuale la *unita' ra- dio* scegliera' un "timeslot" per la trasmissione in accordo con le specifiche del protocollo ad accesso casuale definito nel capitolo 7.
La *unita' radio* derivera' la temporizzazione degli slot dal messaggio marcatore nella trama oppure da qualunque altro messaggio trasmesso dal TSC all'interno della stessa trama.
Per una risposta della *unita' radio* a un messaggio ricevuto dal TSC, la *unita' radio* iniziera' la trasmissione del suo messaggio nello slot di tempo successivo alla fine del messaggio TSC.
L'inizio degli slot sul canale di controllo entrante deve essere considerato coincidente con l'inizio della parola di codice del canale di controllo del sistema sul canale uscente, e le temporizzazioni sono specificate nei periodi di bits relativi a questo istante. (Nota, comunque, che la delineazione degli slot e' mantenuta anche quando un CCSC e' spostato da una parola di codice dati; vedi 3.3). La figura 6-1 illustra la temporizzazione per un singolo messaggio di parola di codice; l'inizio di ciascun slot e' definito tempo TO.
La *unita' radio* non iniziera' la trasmissione a r.f. prima dell'inizio del bit 21 (tempo T2 in figura 6-1), essa raggiungera' il 90 per cento della sua potenza massima non piu' tardi dell'inizio del bit 37 (tempo T4). La *unita' radio* provvedera' a stabilire il collegamento per un tempo di almeno 6 periodi di bit (5ms). Alla fine del tempo previsto per stabilire il collegamento essa trasmettera' un preambolo di 16-bit; il preambolo di 16-bit non comincera' prima dell'inizio dal bit 30 (tempo T3), e non piu' tardi dell'inizio del
bit 43 (tempo T5). Successivamente al preambolo, la *unita' radio* trasmettera' la sequenza di sincronizzazione della parola di codice del canale di controllo, una parola di codice di indirizzo, qualsiasi parola di codice dati e un bit di "hang-over" sia '0' oppure '1'.
Essa allora cessera' la trasmissione cosi' che la potenza si riduca di almeno 60 dB all'inizio del bit 15 di uno slot successivo (tempo t1).
La *unita' radio* allora si risintonizzera' sul canale uscente in tempo per essere capace di decodificare la parola di codice come segue:
- Per una trasmissione con nessuna parola di codice dati, la *unita' radio* sara' capace di decodificare un indirizzo di parola di codice nel primo slot del canale uscente che segna l'inizio della trasmissione della *unita' radio*.
- Per una trasmissione da una *unita' radio* con una o due parole di codice dati, la *unita' radio* sara' capace di decodificare una parola di codice di indirizzo nel secondo slot del canale uscente dopo l'inizio della trasmissione della *unita' radio*.
- Per una trasmissione da una *unita' radio* con tre o quattro parole di codici dati, la *unita' radio* sara' capace di decodificare una parola di codice di indirizzo nel terzo slot del canale uscente dopo l'inizio della trasmissione della *unita' radio*.
Se una *unita' radio* riceve un comando di cambio canale (MOVE, GTC, vedi 7.4.2 e 9.2.2.5), essa sara' capace di ricevere sul nuovo canale entro 35 ms dopo la fine del messaggio TSC, a meno che l'unita' e' una unita' chiamata in una chiamata interprefisso, in tale caso, l'unita' puo' ritardare il cambio canale di uno slot e sara' capace di ricevere sul nuovo canale entro 142 ms dopo la fine del messaggio TSC (vedi 9.2.2.5).
6.2.2 Disciplina del canale di traffico per le *unita' radio*
6.2.2.1 Monitoraggio
Mentre sta ricevendo sul canale uscente di traffico, la *unita' ra- dio* monitorera' continuamente il canale per messaggi dal TSC e prendera' appropriati provvedimenti; vedi capitolo 3 per i formati della segnalazione del TSC e paragrafo 9.2.3.2, 9.2.3.3, 9.2.3.4, 9.2.3.7, 9.2.3.8, 11.3.1 e 15.2 per le procedure. Se la *unita' ra- dio* ha richiesto di trasmettere una risposta a un messaggio ricevuto dal TSC, la sua risposta sara' conforme alle temporizzazioni specificate nel paragrafo 6.2.2.2.
Se una *unita' radio* riceve un comando di cambio canale (vedi 9.2.3.4 e 9.2.3.8), essa sara' capace di ricevere sul nuovo canale entro 35 ms dopo la fine del messaggio del TSC.
La *unita' radio* non fornira' al suo utilizzatore nessuna informazione che non e' pertinente a quella *unita' radio*.
6.2.2.2 Temporizzazione del segnale
Il formato per i messaggi standardizzati trasmessi su un canale di traffico della *unita' radio* e' definito nel capitolo 3. In particolare, a meno che l'unita' stia gia' trasmettendo, ciascuna trasmissione sara' preceduta da almeno 12 periodi di bit (10 ms) di tempo per stabilire il collegamento. Se la *unita' radio* manda messaggi non richiesti (es. una richiesta di inclusione, un messaggio di "Pressel ON", oppure messaggi di Disconnessione), il tempo per stabilire il collegamento non deve superare periodi di 24 bit (20 ms).
(20 ms). La durata del preambolo sara' di 16 bit, e i messaggi inizieranno con la sequenza di sincronizzazione della parola di codice del canale di traffico. Dopo il bit finale ("hang-over") di una trasmissione standardizzata, a meno che la *unita' radio* abbia richiesto di continuare a trasmettere comunicazioni per l'utente, essa cessera' la trasmissione cosi' che la potenza diminuira' di almeno 60 dB entro un periodo di 6 bit (5 ms).
La trasmissione di messaggi standardizzati su un canale di traffico sara' conforme alla temporizzazione specificata nei paragrafi 6.2.2.2.1 e 6.2.2.2.2.
6.2.2.2.1 Risposta della *unita' radio*
Quando la *unita' radio* manda una risposta (es. un riscontro a un messaggio di Ahoy dal TSC), la sua trasmissione sara' conforme alle seguenti temporizzazioni, che sono espresse in periodi di bit, numerati dalla fine dell'ultima parola di codice nel messaggio ricevuto.
La *unita' radio* non iniziera' la trasmissione r.f. prima che inizi il bit 21 e dovra' raggiungere il 90 per cento del suo valore massimo di potenza non piu' tardi dell'inizio del bit 37; i sedici bit di preambolo non inizieranno prima dell'inizio del bit 36 e non piu' tardi dell'inizio del bit 49; dopo aver mandato il bit di "hang-over" e ridotto la potenza, la *unita' radio* si risintonizzera' su un canale uscente in tempo per essere capace di decodificare un altro messaggio la cui sequenza di sincronizzazione delle parole di codice puo' cominciare all'inizio del bit 183 + (64 x numero di parole di codice trasmesse dalla *unita' radio*).
6.2.2.2.2 Trasmissione non richiesta che esige una risposta
Quando una *unita' radio* manda un messaggio standardizzato non richiesto che esige una risposta (es. una richiesta di Inclusione) essa sara' conforme alla seguente temporizzazione, che e' espressa in periodi di bit, numerati dalla fine della ultima parola di codice della sua trasmissione.
Dopo aver trasmesso il messaggio non richiesto, la *unita' radio* si risintonizzera' sul canale uscente di traffico in tempo per essere in grado di decodificare un messaggio che puo' comunicare (es. primo bit della sequenza di sincronizzazione della parola di codice, all'inizio del bit 52.
Se la *unita' radio* non ha ricevuto la sequenza di sincronizzazione della parola di codice entro l'inizio del bit NT + 16, essa abbandonera' il suo tentativo di accesso non richiesto oppure effettuera' un'altra trasmissione non richiesta, temporizzando il successivo messaggio per cominciare (es. primo bit della sequenza di sincronizzazione della parola di codice) non prima dell'inizio del bit NT + 144.
Se, mentre si aspetta di trasmettere un messaggio standardizzato non richiesto, la *unita' radio* riceve una sequenza di sincronizzazione della parola di codice SYNT, essa aspettera' per determinare se c'e' un messaggio che la riguarda prima di effettuare la trasmissione.
1 slot
| |
| PAROLA DI |PAROLA DI| PAROLA DI |PAROLA DI trasmesso | CODICE DI |CODICE DI| CODICE DI |CODICE DI dal TSC | SISTEMA |INDIRIZZO| SISTEMA |INDIRIZZO | SYS|COS|PRE|SYNC| | SYS|COS|PRE|SYNC|
| | | | | | | | | |
|
|
|
Nmiti su RU | | | | |
per la | | | | |
attivazione | | | | |
del TX | | | | |
| | | |
| | | |
| | | | | |periodi | ms | | | | | | | di bit | | | | | | | | | | | | | | | |S| | | | | | | | Messaggio di| | | | |P|Y|PAROLA DI| | | | T0 | 0 | 0 | RU con il | | | |*|R|N|CODICE DI| | | | T1 | 14 | 11,66 | massimo | | | | |E|C|INDIRIZZO| | | | T2 | 20 | 16,66 | anticipo | | | | | | | | | | | T3 | 29 | 24,16 |
| | | | | | T4 | 36 | 30 | | | | | * minimo LET | | T5 | 42 | 35 | | | | | | | | | | | | | | |
| | | | | | |S| | || Fig.6-1 Temporizzazione Messaggio di| | | | | |P|Y|PAROLA DI| || del canale di controllo
RU con il | | | | |*|R|N|CODICE DI| || per singolo messaggio
massimo | | | | | |E|C|INDIRIZZO| || di parola di codice RU.
ritardo | | | | | | | | | ||
| | | | | | / |
| | | | | | bit di cambio |
| | | | | | |
| | | | | | |
T T T T T T _
0 1 2 3 4 5 _
| | | | | | |
| | | | | | | |
0 32 64 96 128 32 64 96
tempo (periodi di bit relativi all'inizio dello slot)
RU=Unita' Radio
7 PROTOCOLLO AD ACCESSO CASUALE
Questo capitolo definisce il protocollo ad accesso casuale, il quale e' basato sullo "slotted Aloha" con una struttura di trama sovraimposta che puo' essere usata per:
- controllare le collisioni dei messaggi da differenti *unita' radio*
- minimizzare i ritardi di accesso
- assicurare stabilita', e
- mantenere una elevata efficienza in condizioni di pesanti carichi di traffico
La struttura a finestre temporali (slot) del canale di controllo e le prescrizioni di temporizzazione per la trasmissione di messaggi sono definite nei capitoli 3 e 6.
7.1 Principio di funzionamento
Il principio fondamentale del protocollo di accesso e' descritto con riferimento all'esempio seguente, che illustra la segnalazione su un canale di controllo.
Il TSC trasmette un messaggio di sincronizzazione (indicato nell'esempio ALH) per stabilire la temporizzazione di slot e invita le *unita' radio* a mandare i messaggi ad accesso casuale. Il messaggio ALH contiene un parametro (N) che indica il numero di timeslot successivi, che costituiscono una trama, che sono disponibili per l'accesso. Se una trama e' gia' in transito quando una chiamata sta iniziando, la *unita' radio* puo' mandare il suo messaggio ad accesso casuale nello slot successivo. Altrimenti l'unita' aspetta che una nuova trama sia iniziata e allora sceglie per il suo messaggio uno slot casuale della trama. Una unita' desiderando mandare la ripetizione di una trasmissione dopo un messaggio mancato (corrotto da fading o da collisioni) deve aspettare una nuova trama prima di scegliere un altro slot.
Il TSC puo' monitorare l'attivita' sul canale di controllo e puo' ottimizzare le prestazioni del sistema modificando la lunghezza di trama per prevenire collisioni eccessive e per minimizzare i ritardi di accesso. I progettisti di sistema dovrebbero scegliere un algoritmo di controllo appropriato al tipo di sistema.
1 slot
dal TSC alle | ALH | | | | ALH | | | |
*unita' radio* | (4) | | | | (3) | | | |
| | | | | | | | |
dalle *unita' | | | | | | | | |
radio* al TSC | | | | | | | | |
| | | | | | | | |
| /| /
trama trama
Esempio - Due trame ad accesso casuale, ciascuna marcata da un messaggio di ALH. (La trama ad accesso casuale puo' essere marcata da messaggi di Aloha, Riscontro e Go To channel.)
Nell'esempio sono mostrate trame contigue; le trame possono anche sovrapporsi. Le trame non devono necessariamente essere contigue.
7.2 Prestazioni del TSC per l'Accesso casuale
7.2.1 Marca delle trame ad Accesso Casuale
Il TSC deve indicare le sezioni di un canale di controllo entrante utilizzabili come trame ad accesso casuale, ciascuna contenente un numero intero di "timeslots". I messaggi di Aloha (vedi 5.5.1) mandati sul canale di controllo uscente contengono un numero di Aloha, e possono essere usati per marcare le trame ad eccesso casuale. I riscontri ed il messaggio Go To Channel contengono anch'essi un numero di Aloha e possono sostituire un messaggio di Aloha. Per esempio, ACK (4) riscontra un messaggio da una *unita' ra- dio* e marca anche una trama di 4 slot.
Il numero di Aloha zero (N=0) e' uno speciale valore che indica ''Questo non e' l'inizio di una trama ''. Cosi', per esempio, ACK (0) puo' essere mandato all'interno di una trama per il riscontro di un messaggio. Tutti gli altri numeri di Aloha marcano l'inizio di una trama.
Messaggi di Aloha e riscontro contengono un numero di Aloha di 4 bit e il messaggio Go To Channel contiene un numero di Aloha di 2 bit. Il numero di Aloha e' codificato, cosi' che le trame piu' lunghe possono essere rappresentate con una pura rappresentazione binaria; gli espliciti numeri di slot in una trama indicata da un numero di Aloha di 4 o 2 bit sono mostrati nella tabella 7-1 (vedi 7.3.3). Se la lunghezza di trama richiesta e' troppo lunga per essere indicata da un messaggio di GTC allora deve essere usato un messaggio di Aloha o riscontro.
7.2.2 Suddivisione della popolazione delle *unita' radio*
Il TSC puo' dividere la popolazione delle *unita' radio* in sottoinsiemi, a ciascuno dei quali puo' essere consentito a turno un accesso casuale. La divisione e' eseguita usando il qualificatore di indirizzo (M) nei messaggi di Aloha. Questo parametro istruisce una *unita' radio*, quando questa sceglie uno "slot", a confrontare il bit M meno significativo del suo indirizzo selettivo (Prefisso/identificativo) con il bit M meno significativo dell'indirizzo (PFIX/IDENT1) dal messaggio di Aloha; l'unita' e' abilitata a trasmettere messaggi ad accesso casuale di non-emergenza solo se gli M bit corrispondono (vedi 7.3.1) quando viene scelto lo "slot". La suddivisione e' applicata alle susseguenti trame marcate dai messaggi di non Aloha, finche' non viene modificata dal successivo messaggio di Aloha.(Notare tuttavia che le *unita' radio* che hanno recentemente acquisito il canale di controllo oppure hanno perso il messaggio di Aloha possono non essere a conoscenza che e' avvenuta una suddivisione e che, nello scegliere uno "slot" deve essere utilizzato dalla *unita' radio* l'ultimo messaggio Aloha ricevuto dalla unita' stessa).
In questo modo, la popolazione delle *unita' radio* e' effettivamente
divisa
M
in 2 sottoinsiemi:
- Se M=0 allora non viene confrontato nessun bit di indirizzo, cosi' non c'e' nessuna suddivisione. (In condizione di normale carico di traffico, questo sara' il caso normale)
- Se M=1 allora solo quelle unita' con il bit di indirizzo meno significativo che coincide con l'indirizzo di Aloha possono spedire messaggi di accesso casuale di non emergenza. Cosi' la popolazione di *unita' radio* e' stata divisa in due sottoinsiemi.
- Questo processo continua fino a M=19
- Se M=20 allora tutti i venti bit dell'indirizzo devono essere confrontati, e questo indica che il messaggio di Aloha e' applicabile a una sola unita' oppure a un gruppo specifico di unita'. Nota che M=20 e' un caso speciale in cui la *unita' radio* confronta l'indirizzo di Aloha con ciascuno dei suoi indirizzi indicati, non solo con il suo indirizzo individuale: in questo modo un gruppo di unita' puo' essere invitato a mandare i messaggi di accesso casuale.
Nota anche che un messaggio di Aloha con M=20 e l'indirizzo di Aloha uguale a un indirizzo individuale esige una risposta da quella unita', piuttosto che invitare l'invio di un messaggio ad accesso casuale (vedi 7.4.1). Se il TSC manda un messaggio di Aloha indirizzato selettivamente, esso porra' il numero di Aloha (N) a 1. 7.2.3 Inviti di specifici tipi di messaggi ad accesso casuale
Il TSC puo' limitare l'accesso casuale a particolari tipi di messaggio per mezzo di specifici messaggi di Aloha: ALH, ALHS, ALHD, ALHE, ALHR, ALHX, ALHF (vedi 5.5.1 e 7.3.2); per esempio, ALHR invita solo la registrazione oppure le richieste di emergenza. La limitazione persiste attraverso le trame successive, fino a che non vengono modificate da un messaggio di Aloha differente. (Notare tuttavia che le *unita' radio* che hanno recentemente acquisito il canale di controllo assumeranno una funzione di Aloha uguale a ALHX, mentre quelle che hanno perso messaggi di Aloha possono non essere a conoscenza della funzione corrente e possono applicare le limitazioni contenute nell'ultimo messaggio di Aloha ricevuto).
7.2.4 Le risposte del TSC
Dopo aver ricevuto un messaggio ad accesso casuale, il TSC mandera' una risposta: le risposte valide sono esaminate nei paragrafi che specificano le procedure di chiamata. La risposta puo' essere mandata nello "slot" che segue il messaggio ad accesso casuale oppure essa puo' essere ritardata. Il TSC specifichera', utilizzando il campo WT nei messaggi di Aloha, il tempo (in "slot") che una *unita' radio* deve aspettare prima di decidere di ritrasmettere e scegliere un altro "slot" da una nuova trama (vedi tabella 7.2 nel paragrafo 7.3.7).
7.2.5 Estrazione degli slot dalle trame
Durante una trama, il TSC puo' trasmettere messaggi che richiedono una risposta da una specifica *unita' radio*, la risposta e' mandata nello "slot", che segue l'ultima parola di codice del messaggio dal TSC.
Il messaggio del TSC inibisce l'accesso casuale nel primo slot entrante che segue (vedi 7.3.6), e cosi' riserva quello "slot" per la risposta. Per una risposta a una parola di codice multipla, il TSC prendera' appropriate azioni per riservare susseguentemente gli "slot" entranti se essi sono ancora all'interno della trama (es. mandando il messaggio AHY con ambedue identita' poste a DUMMYI). Nota che:
a. Tutte le parole di codice indirizzo del TSC che non contengono un numero di Aloha, eccetto AHY (AD=1), AHYQ (IDENT2=IPFIXI), MARK, MOVE, BCAST e HEAD, inibiscono l'accesso casuale nello slot successivo.
b. Un messaggio di Aloha con M=20 inibisce l'accesso delle *unita' radio* che non sono esplicitamente indirizzate.
c. Tutte le parole di codice dati trasmesse dal TSC nella seconda meta' di uno "slot" che ne precede uno definito ad accesso casuale contengono una "flag" di accesso di slot entrante RSA (bit numero 2), che deve essere posta ad indicare se lo slot successivo e' riservato per una risposta; per esempio vedi paragrafo 5.6.2. Nota che, per messaggi dal TSC contenenti un numero dispari di parole di codice dati (es. AHY (AD=1) e AHYQ (IDENT2=IPFIX)), un "riempitore" di parole di codice dati e' aggiunto al messaggio (vedi 3.3.3.2); se il messaggio richiede una risposta da una *unita' radio*, la "flag" RSA nel ''riempitore" della parola di canale di codice sara' posto a '0', per inibire l'accesso casuale.
7.3 Protocollo di accesso casuale delle *Unita' Radio*
Queste procedure saranno osservate da tutte le *unita' radio* che hanno la necessita' di tentare l'accesso casuale.
7.3.1 Controllo dei sottoinsiemi della popolazione delle *Unita' Ra- dio*
Una *unita' radio* deve notare il comando di suddivisione di popolazione contenuto in ciascuno messaggio di Aloha che riceve.
Quando tenta un accesso casuale, l'*unita' radio* deve verificare se la suddivisione e' applicabile ad essa. Questo e' fatto utilizzando i 5 bit del qualificatore di indirizzo (M) e l'indirizzo (PFIX/IDENT1) dal messaggio di Aloha. Per M da 0 a 19, il messaggio e' applicabile alle unita' se i bit meno significativi M dell'indirizzo di Aloha corrispondono ai bit meno significativi M dell'indirizzo individuale (prefisso/identificativo). Per M=20, il messaggio e' applicabile all'unita' se l'indirizzo di Aloha corrisponde a qualcuno dei suoi indirizzi indicati per questo sistema (includendo i suoi indirizzi di gruppo).
L'unita' non deve scegliere uno "slot" per l'accesso casuale nella trama indicata dal messaggio di Aloha, oppure in trame designate da successivi messaggi di riscontro o Go To Channel, a meno che, nel momento della scelta dello "slot":
l'ultimo messaggio di Aloha ricevuto e' applicabile ad essa, per messaggi di non emergenza
oppure
l'ultimo messaggio di Aloha ricevuto e' applicabile ad essa o M 20, per richieste di emergenza.
Notare che la scelta dello "slot" e' fatta o immediatamente, per il primo tentativo (7.3.4), oppure alla ricezione di un marcatore di trama quando l'unita' necessita di fare un tentativo di accesso casuale (7.3.5). Quando una *unita' radio* inizia l'attivita' su un canale di controllo, includendo quando ritorna da un canale di traffico, essa stabilira' che la popolazione non e' suddivisa (es. che l'ultimo messaggio di Aloha era applicato a tutte le *unita' ra- dio*) oppure aspetta per un messaggio di Aloha prima di tentare l'accesso casuale.
7.3.2 Controllo della funzione Aloha
Una *unita' radio* notera' la funzione (FUNC) da ciascun messaggio di Aloha che essa riceve. Le richieste invitate da ciascuna funzione Aloha sono le seguenti:
ALH invita RQS, RQD, RQX, RQT, RQE, RQR, RQQ, RQC
ALHS invita RQS, RQX, RQT, RQE, RQR, RQQ, RQC
ALHD invita RQD, RQX, RQT, RQE, RQR, RQQ, RQC
ALHE invita RQE
ALHR invita RQE, RQR
ALHX invita RQS, RQD, RQX, RQT, RQE, RQQ, RQC
ALHF Modo di riserva; messaggi invitati solo dalle *unita' radio* che conoscono il metodo riserva usato da questo sistema.
(Le regole che definiscono le appropriate funzioni Aloha per utilizzare i messaggi di accesso casuali sono dipendenti dal sistema).
All'unita' non e' richiesto di riconoscere il significato di tutte queste funzioni. Tuttavia essa non deve scegliere uno "slot" per l'accesso casuale nella trama indicata dal messaggio di Aloha, oppure in trame indicate dai successivi messaggi di riscontro oppure di Go To Channel, a meno che essa riconosca che la funzione Aloha e il suo successivo messaggio ad accesso casuale e' del tipo invitato dal messaggio di Aloha.
Quando una *unita' radio* inizia l'attivita' su un canale di controllo, includendo quando ritorna da un canale di traffico, essa assumera' una funzione Aloha di ALHX.
7.3.3 Definizione delle Trame dai numeri di Aloha
Una *unita' radio* usera' la tabella 7-1 per capire l'esplicito numero di "slot" in una trama indicata da un numero di Aloha di 4-bit all'interno dei messaggi Aloha e di riscontro e da un numero di Aloha di due-bit all'interno del messaggio Go To Channel. (Il numero di Aloha zero indica che il messaggio non marca una trama).
Numero di Aloha di 4-bit:
Numero di Lunghezza Numero di lunghezza di Aloha di trama Aloha trama
0 nessuna trama marcata 8 8
1 1 9 9
2 2 10 10
3 3 11 12
4 4 12 15
5 5 13 19
6 6 14 25
7 7 15 32
Numero di Aloha di 2-bit:
Numero di Lunghezza
Aloha di trama
0 nessuna trama marcata
1 1
2 3
3 6
Tabella 7.1 Numero di slot in una trama indicata dai numeri di Aloha La *unita' radio* deve monitorare il canale di controllo uscente ed annotare quali sezioni del canale di controllo entrante sono indicate come trame ad accesso casuale (usando i numeri di Aloha della trama contenuti nei messaggi Aloha, riscontro e Go To Channel). Il primo slot di accesso in un inizio di trama comincia alla fine della parola di codice del canale di controllo entrante contenente il numero dell'Aloha nella trama e rispettiva coincidenza e' mantenuta per successivi "slot".
7.3.4 Prima opzione di prova
Quando una *unita' radio* ha richiesto di trasmettere un nuovo messaggio, viene concesso di trasmettere nel successivo slot, a condizione che:
a. lo slot e' all'interno di una trama e l'ultimo messaggio di
Aloha ricevuto non inibisce l'accesso (vedi 7.3.1, 7.3.2, 7.3.3), e b. lo slot non e' stato interdetto (vedi 7.3.6).
Tuttavia, se essa non desidera usare questa opzione o se lo "slot" non e' all'interno di una trama adatta o se lo slot e' stato interdetto, allora l'unita' scegliera' uno "slot" da una nuova trama (vedi 7.3.5).
7.3.5 Scelta di uno "slot" da una nuova trama
Una *unita' radio* che richieda di scegliere uno "slot" da una nuova trama aspettera' un messaggio che indica una trama disponibile che essa possa usare (vedi 7.3.1 e 7.3.2); essa allora scegliera' casualmente uno slot dalla specificata lunghezza di trama, usando una distribuzione uniforme. Al momento della scelta dello "slot" sono resi validi i parametri contenuti nell'ultimo messaggio Aloha ricevuto.
L'unita' trasmettera' il suo messaggio nello "slot" prescelto, a condizione che lo "slot" non e' stato interdetto (vedi 7.3.6); per temporizzazione di accesso vedi 6.2.1.3.
La *unita' radio* non scegliera' piu' di uno slot da una trama.
Inoltre, se essa deve ripetere la selezione di uno slot (perche' uno slot era stato gia' interdetto oppure per eseguire una trasmissione ripetuta), essa contera' fino all'ultimo slot della precedente trama prima di usare un altro numero di Aloha. Per esempio, se l'ultima selezione era da una trama con otto slot, indicata da un messaggio ALH, l'unita' non usera' trame marcate da messaggi ricevuti nei 7 "slot" dopo il messaggio ALH per scegliere il suo successivo "slot". (Il conteggio degli "slot" e' richiesto per permettere ai sistemi multi-sito con divisione di tempo di un singolo canale di controllo, in cui le *unita' radio* possono ricevere messaggi da diversi siti e trame provenienti da differenti siti possono sovrapporsi nel tempo). 7.3.6 Verifica di "slot" interdetti
Prima di trasmettere il suo messaggio ad accesso casuale nello slot scelto, una *unita' radio* verifichera' se lo slot e' ancora utilizzabile per l'accesso casuale provando a decodificare la seconda parola di codice sul canale uscente nello "slot" immediatamente precedente lo "slot" scelto. Se qualcuno dei seguenti messaggi e' ricevuto allora l'accesso casuale e' permesso:
a. Qualsiasi parola di codice di indirizzo contenente un numero di Aloha, eccetto un messaggio di Aloha con M=20 e l'indirizzo di Aloha (PFIX/IDENT1) non applicabile all'unita' (vedi 7.3.1)
b. Le seguenti parole di codice di indirizzo:
- AHY con AD=1
(a meno che AHY sia indirizzato all'unita')
- AHYQ con IDENT2=IPFIXI
(a meno che AHYQ sia indirizzato all'unita')
- MARK
- un messaggio MOVE non applicabile all'unita' (vedi 7.4.2)
- BCAST
- HEAD (a meno che HEAD sia indirizzato all'unita')
c. Una parola di codice dati con la "flag" di accesso allo slot entrante RSA (bit numero 2) posto a '1', (a meno che la parola di codice e' parte di un messaggio indirizzato all'unita').
d. Se permesso dal tipo sistema, una parola di codice che non e' decodificabile (oppure nessun segnale ricevuto).
Altrimenti l'unita' si tratterra' dal trasmettere e scegliera' nuovamente da una nuova trama.
(Futuri sviluppi del protocollo standard, e messaggi personalizzati, possono comportare l'aggiunta di messaggi addizionali che permettono l'accesso per quelle *unita' radio* le quali possono riconoscere questi messaggi addizionali).
7.3.7 Notazione del ritardo nella risposta
Una *unita' radio* notera' il parametro di ritardo WT da ciascuno messaggio di Aloha che essa riceve e usera' la tabella 7-2 per derivare da essa il numero di "slot", WAIT, di cui la risposta del TSC a un messaggio ad accesso casuale puo' essere ritardato. (WAIT=0 significa che la risposta dovrebbe essere ricevuta nello slot successivo al messaggio di accesso casuale). All'inizio di una sessione, fino a che esso riceve un messaggio di Aloha, l'unita' assumera' un valore di WAIT=NW (vedi Appendice 1).
WT WAIT WT WAIT
0 0 4 4
1 1 5 5
2 2 6 10
3 3 7 15
Tabella 7-2 Ritardi della risposta indicati dal parametro di ritardo WT
7.3.8 Decisione di ritentare e tempo limite
Dopo aver mandato un messaggio ad accesso casuale, una *unita' radio* aspettera' di ricevere una risposta dal TSC. Saranno accettati diversi messaggi come una risposta valida (come specificato nella sezione che descrive le procedure di chiamata).
Se la *unita' radio* non riceve una risposta entro WAIT+1 "slot" dopo il suo messaggio, essa assumera' che il messaggio e' stato senza successo.
Allora potra' sia:
a. Abbandonare il suo tentativo di accesso (vedi sotto), o
b. Scegliere un altro "slot", da una nuova trama (usando un messaggio ricevuto nella trama marcata oppure dopo WAIT+1-esimo slot dopo il messaggio senza successo); tuttavia, se l'unita' riceve una risposta valida prima che spedisca un messaggio ripetuto, essa accettera' la risposta e non ritrasmettera'.
La *unita' radio* abbandonera' il suo tentativo di accesso se ha mandato il numero massimo permesso di trasmissioni e non ha ricevuto nessuna risposta valida. Questo numero dipende dalle funzioni del messaggio:
- Per richieste di RQS, RQD, RQX, RQT, RQR, RQQ e RQC, esso e' NR.
- Per una richiesta di emergenza RQE, essa e' NE.
L'unita' introdurra' anche un tempo limite TC sul massimo tempo disponibile provando a raggiungere l'accesso, e abbandonera' il tentativo se questo tempo limite viene superato.
Se il tentativo di accesso dell'unita' fallisce, allora:
i) Se il messaggio era una richiesta di cancellazione/annullo RQX, l'unita' ritornera' ad aspettare la segnalazione per la transazione originale (per esempio, vedi paragrafo 9.2.1.7 e 9.2.1.6).
ii) Per il tentativo di accesso per altri messaggi:
- se l'unita' non ha mandato un messaggio, essa ritornera' nello stato di riposo (puo' indicare l'insuccesso all'utente);
- altrimenti, essa aspettera' per ulteriori segnalazioni per le transazioni (finche' il pertinente tempo limite TW oppure TJ sia trascorso - per es. si veda paragrafo: 9.2.1.1 e 9.2.1.6).
7.4 Procedure per tutte le *Unita' Radio* su un canale di controllo 7.4.1 Messaggi di Aloha indirizzati individualmente
Se una *unita' radio* su un canale di controllo riceve un messaggio di Aloha con M=20 e l'indirizzo di Aloha (PFIX/IDENT1) corrisponde al suo indirizzo individuale per questo sistema, allora essa mandera' un messaggio nel successivo "slot":
a. Se l'unita' riconosce la funzione Aloha e sta correttamente tentando l'accesso casuale con un messaggio di un tipo invitato dal messaggio di Aloha, essa trasmettera' il suo messaggio e dopo continuera' ad obbedire alle procedure del paragrafo 7.3 (riguardanti la trasmissione come se fosse un accesso casuale).
b. Altrimenti, se il messaggio di Aloha e' ALHR e l'unita' ha l'abilitazione per registrare, essa mandera' una richiesta di registrazione RQR e allora aspettera' finche' essa riceve una risposta oppure per WAIT+1 "slot". Mentre sta' aspettando una risposta, l'unita' non cerchera' di trasmettere messaggi ad accesso casuale. (vedi anche il paragrafo 8.3.2).
c. Altrimenti, l'unita' mandera' un riscontro ACKX (QUAL=0) con PFIX/IDENT2 posto al suo indirizzo individuale e IDENT1 posto a TSCI.
(Non mandera' una risposta a questo messaggio).
7.4.2 Messaggio Move
Se una *unita' radio* su un canale di controllo riceve un messaggio MOVE che e' applicato a essa (vedi di seguito), allora l'unita' si spostera' verso lo specifico canale di controllo uscente e sara' capace di ricevere entro 35 ms dopo la fine delle parole di codice di indirizzo MOVE; dopo che inizia l'attivita' sul canale di controllo specificato, l'unita' conservera' lo stesso stato come sul vecchio canale di controllo eccetto che, se sta tentando correntemente l'accesso casuale, essa scegliera' uno "slot" da una nuova trama, usando un messaggio marcatore della trama ricevuto sul nuovo canale di controllo (vedi 7.3.5).
L'unita' usa il qualificatore di indirizzo (M) e l'indirizzo (PFIX/IDENT1) dal messaggio MOVE per decidere se il messaggio e' applicabile ad esso. Per M=0 a 19, il messaggio e' applicabile all'unita' se il bit meno significativo di M dell'indirizzo MOVE corrisponde il bit meno significativo di M del suo indirizzo selettivo. Per M=20, il messaggio e' applicabile alla unita' se l'indirizzo MOVE corrisponde a qualunque dei suoi indirizzi indicati per questo sistema (includendo i suoi indirizzi di gruppo).
Nota: se il campo CONT in un messaggio applicabile MOVE e' uguale a '0000000000', allora il cambiamento del canale e' dipendente dal sistema.
8. PROCEDURE DI REGISTRAZIONE
La registrazione abilita una *unita' radio* ad informare il sistema che essa e' entro una sessione di quel sistema. Questo capitolo definisce le procedure di segnalazione per le *unita' radio* e i TSC che sono richiesti per impiegare la registrazione.
Saranno necessarie specificazioni aggiuntive per una particolare implementazione del sistema, per esempio, definire:
- il criterio per quando una *unita' radio* dovrebbe iniziare la registrazione;
- le azioni della *unita' radio* dopo una registrazione negata o mancata.
Queste specificazioni sono probabilmente dipendenti dal sistema e pertanto non sono incluse in questo standard.
8.1 Prestazioni della registrazione
Le procedure di registrazione in questo standard forniscono le seguenti prestazioni per il TSC:
a. Il TSC indichera', dal valore del campo FUNC nei messaggi di Aloha, se messaggi di richiesta di registrazione ad accesso casuale sono invitati dalle *unita' radio* (vedi anche paragrafi 7.2.3 e 7.3.2)
i) ALH, ALHS e ALHR invitano le richieste di registrazione
ii) ALHE e ALHX non invitano richieste di registrazione
iii) La funzione di ALHF sara' determinata dalla personalizzazione del modo di riserva.
b. Il TSC puo' variare il valore del qualificatore di indirizzo (M) nei messaggi di Aloha per invitare la richiesta di registrazione da:
- l'intera popolazione delle *unita' radio* (M=0)
- Una parte della popolazione delle *unita' radio*
(0 M 20),
oppure
- alcune unita' di un solo gruppo
(M=20 e PFIX/IDENT1 posto a un indirizzo di gruppo).
Vedi anche paragrafi 7.2.2 e 7.3.1
c. Il TSC puo' richiedere la registrazione da una specifica *unita' radio* trasmettendo il messaggio ALHR, con PFIX/IDENT1 posto all'indirizzo selettivo dell'*unita' radio* voluta e M posto a 20.
d. Il TSC puo' rifiutare la richiesta di registrazione individuale.
e. Il TSC puo' trasmettere il messaggio BCAST con SYSDEF='00011' per diffondere i parametri di registrazione alle *unita' radio*. Vedi 5.5.4.5d.
Le procedure per le registrazioni tramite l'accesso casuale e le registrazioni su richiesta sono specificate rispettivamente nei paragrafi 8.2 e 8.3.
8.2 Procedure per la registrazione tramite accesso casuale
8.2.1 Procedure TSC
Il TSC usera' il protocollo ad accesso casuale per controllare la generazione di richieste di registrazione dalla popolazione *unita' radio*, nel modo prima descritto nel paragrafo 8.1. Se il TSC indica, nel modo descritto che le richieste di registrazione sono invitate, allora esso sara' preparato a ricevere messaggi RQR dalle *unita' ra- dio*.
8.2.1.1 Risposta a un messaggio di Accesso casuale RQR
Una *unita' radio* richiede di registrarsi generando un messaggio RQR, conforme con il protocollo ad accesso casuale. Ricevendo un messaggio RQR, il TSC mandera' una risposta - ACKI (QUAL=1), ACKX o ACK (QUAL=0) - con PFIX/IDENT2 come l'indirizzo individuale dell'unita' e IDENT1 posto a REGI. Per ritardi accettabili, vedi 7.2.4. Vedi anche 8.2.1.2.
8.2.1.2 Riscontri mandati per indicare l'avanzamento della registrazione.
Il TSC puo' mandare i seguenti messaggi di riscontro (con PFIX/IDENT2 come l'indirizzo selettivo dell'unita' e IDENT1 posto a REGI) per indicare ad una *unita' radio* l'avanzamento della sua registrazione:
ACKI (QUAL=1) Riscontro intermedio; la decisione di accettare o
rifiutare la registrazione e' stata rimandata;
altre segnalazioni seguono.
ACKX (QUAL=0) Richiesta invalidata; registrazione negata
ACKX (QUAL=1) Sistema sovraccarico; registrazione fallita
ACK (QUAL=0) Registrazione accettata.
8.2.1.3 Tempo limite del TSC
Il TSC puo' istruire una *unita' radio*, a ricominciare il suo temporizzatore d'attesa TJ, mandando il messaggio AHY con il bit POINT posto a '1', PFIX/IDENT2 posto all'indirizzo individuale dell'unita' e IDENT1 posto a REGI; vedi 9.1.1.7 e 9.2.2.3. Se un tempo TJ (meno la tolleranza sulla temporizzazione delle *unita' ra- dio*) trascorre dall'ultimo messaggio ricevuto per la registrazione, il TSC non mandera' nessuna ulteriore segnalazione per la registrazione. Vedi anche 8.2.2.4.
8.2.2 Procedure delle *unita' radio* per le registrazioni tramite
accesso casuale
8.2.2.1 Criterio per la registrazione
All'inizio di una sessione, una *unita' radio* decidera' (dall'esame del codice di identita' di sistema nella parola di codice ricevuta sul canale di controllo uscente) se dovra' cercare di registrarsi nel sistema. Il processo secondo il quale l'unita' decide se cercare di registrarsi e' dipendente dal sistema o non e' incluso in questo standard.
Una *unita' radio* che cerca di registrarsi in un sistema puo' tentare di fare chiamate precedentemente alla registrazione (ma sara' preparata a registrarsi su richiesta prima di essere accettata per traffico; vedi 7.4.1 e 8.3.2.1).
8.2.2.2 Richiesta di registrazione e risposte valide
Una *unita' radio* richiede di registrarsi mandando un messaggio RQR su un canale di controllo, conforme con il protocollo ad accesso casuale (vedi 7.2). I campi nel messaggio RQR saranno posti appropriatamente (vedi 5.5.3.1.6); tuttavia, nota particolarmente che PFIX/IDENT1 e' posto nell'indirizzo selettivo delle *unita' radio* in accordo con il sistema, e il campo INFO puo' contenere informazioni aggiuntive (personalizzazioni).
L'unita' tentera' l'accesso finche' riceve una risposta valida (vedi sotto) o finche' il tentativo di accesso fallisce (es. l'unita' ha mandato il massimo numero di trasmissioni NR e non ha ricevuto risposta, oppure il suo tempo limite di accesso TC e' terminato (vedi 7.3.8). Nel caso di fallimento dell'accesso, se l'unita' non ha mandato una richiesta, essa ritornera' allo stato di riposo (ulteriori azioni prese dall'unita' sono dipendenti dal sistema); altrimenti, essa aspettera' ulteriori segnalazioni per la registrazione - vedi 8.2.2.3 e 8.2.2.4.
L'unita' deve accettare riscontri ACKI (QUAL=1), ACKX oppure ACK (QUAL=0), con PFIX/IDEM2 come suo indirizzo selettivo e IDENT1 come REGI, come una risposta valida al suo RQR e non deve mandare piu' alcuna richiesta. Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi, vedi paragrafo 8.2.2.3.
8.2.2.3 Riscontri ricevuti
Se una *unita' radio* tentando l'accesso oppure aspettando la segnalazione per una registrazione riceve ACKI (QUAL=1), con PFIX/IDENT2 come il suo indirizzo selettivo e IDENT1 come REGI, allora essa aspettera' ulteriori segnalazioni per la registrazione. (Per tempo limite vedi 8.2.2.4).
Se una *unita' radio* tentando l'accesso oppure aspettando per una registrazione riceve ACKX oppure ACK (QUAL=0), con PFIX/IDENT2 come il suo indirizzo selettivo e IDENT1 come REGI, allora essa ritornera' allo stato di riposo:
ACKX (QUAL=0) Richiesta non valida; registrazione negata
ACKX (QUAL=1) Sistema sovraccaricato; registrazione fallita
ACK (QUAL=0) Registrazione accettata.
Altre azioni, che possono essere prese dall'*unita' radio* alla ricezione di ACKX o ACK (QUAL=0), sono dipendenti dal sistema. (Per esempio, la ricezione di ACKX (QUAL=0) limiterebbe oppure proibirebbe l'accesso casuale al sistema per la durata della sessione.)
8.2.2.4 Tempo scaduto dopo l'attesa
Una *unita' radio* aspettando ulteriori segnalazioni per una registrazione ritornera' allo stato di riposo se e' trascorso un tempo TJ dall'ultimo messaggio che essa ha mandato per la registrazione, es.
RQR, richiesta di registrazione (vedi 8.2.2.2 e 8.3.2.1)
oppure
ACK (QUAL=0) manda in risposta a un messaggio AHY con il bit POINT=1 e IDENT1 posto a REGI (vedi 9.2.2.3).
L'unita' assumera' che il risultato del tentativo di registrazione e' sconosciuto. (Ulteriori azioni prese dall'unita' sono dipendenti dal sistema).
8.3 Procedure di registrazione su richiesta
8.3.1 Procedura del TSC per richiedere una registrazione
Il TSC puo' richiedere un messaggio di registrazione da qualunque *unita' radio* che puo' essere all'interno di una sessione con il sistema. Per esempio, esso puo' usare questa possibilita' dopo aver mandato una risposta per una richiesta di chiamata da una *unita' ra- dio* che non si e' registrata.
Il TSC richiede la registrazione da una *unita' radio* trasmettendo il messaggio ALHR sul canale di controllo con:
- PFIX/IDENT1 posto all'indirizzo selettivo della *unita' radio*
- il qualificatore di indirizzo (M) posto a 20
- il numero di Aloha (N) posto a 1
Il messaggio ALHR istruisce la *unita' radio* indirizzata a mandare una risposta (RQE, RQR, oppure ACKX (QUAL=0) nel successivo slot; vedi paragrafi 7.4.1 e 8.3.2.1. Se il TSC non riesce a decodificare una risposta, esso puo' ripetere il messaggio ALHR quando conviene.
Se la risposta e' RQE, il TSC mandera' una risposta al piu' presto possibile (vedi 10.1.1 e 10.1.2).
Se la risposta e' RQR, il TSC decidera' se accettare la registrazione. Le risposte valide sono:
ACKX (QUAL=0) - richiesta invalidata: registrazione negata
ACK (QUAL=0) - registrazione accettata.
Con PFIX/IDENT2 posto nell'indirizzo selettivo della *unita' radio* e IDENT1 posto a REGI. Vedi anche paragrafo 8.3.2.2.
8.3.2 Procedure della *unita' radio* per registrazioni su richiesta 8.3.2.1 Messaggio ALHR indirizzato selettivamente
Se una *unita' radio* su un canale di controllo riceve un messaggio di Aloha con M=20 e PFIX/IDENT1 che coincide con il suo indirizzo individuale per il sistema, allora essa mandera' un messaggio nel successivo slot, come specificato nel paragrafo 7.4.1.
Per convenienza, la procedura qui e' ripetuta per il caso specifico di FUNC=ALHR.
a1. Se l'unita' sta attualmente tentando l'accesso casuale per una chiamata di emergenza, essa mandera' una richiesta di emergenza RQE e quindi continuera' a seguire le procedure del paragrafo 7.3 e 10.2 (considerando la trasmissione come se fosse un accesso casuale).
a2. Altrimenti, se l'unita' sta attualmente tentando l'accesso casuale per la registrazione, essa mandera' una richiesta di registrazione RQR ed allora continua a seguire le procedure del paragrafo 7.3 e 8.2.2 (riguardanti la trasmissione come se fosse un accesso casuale).
b. Altrimenti, se l'unita' ha l'abilitazione a registrare, essa mandera' una richiesta di registrazione RQR e dopo aspettera' finche' essa riceve una risposta oppure per WAIT+1 "slot", vedi 8.3.2.2.
Mentre sta aspettando per una risposta, l'unita' non cerchera' di trasmettere messaggi ad accesso casuale.
c. Altrimenti, l'unita' mandera' ACKX (QUAL=0) con PFIX/IDENT2 posto al suo indirizzo selettivo e IDENT1 posto a TSCI.
8.3.2.2 Risposte a un RQR mandato su richiesta
Dopo aver mandato una richiesta RQR in risposta a ALHR con M=20, la *unita' radio* accettera' una dei due riscontri successivi, con PFIX/IDENT2 come il suo indirizzo selettivo e IDENT1 come REGI, come una risposta di validazione al suo RQR:
ACKX (QUAL=0) - richiesta non valida - registrazione negata
ACK (QUAL=0) - registrazione accettata.
Se ACKX (QUAL=0) e' ricevuto, l'azione che deve essere presa dalla *unita' radio*, e' dipendente dal sistema (come in 8.2.2.3).
Se ACK (QUAL=0) e' ricevuto, l'unita' ritornera' allo stato in cui era prima di ricevere il messaggio ALHR (a meno che messaggi di segnalazioni ricevuti nel frattempo abbiano cambiato questo stato).
Dopo aver ricevuto ACK (QUAL=0) in risposta a una registrazione su richiesta, l'unita' assumera' che le sue attuali richieste di registrazione sono soddisfatte, come se essa avesse registrato con successo tramite accesso casuale (vedi 8.2.2.3).
Se l'unita' non riceve nessuna risposta entro gli slot WAIT+1 dopo la sua RQR, allora essa ritornera' allo stato in cui era prima di ricevere il messaggio ALHR (a meno che i messaggi di segnalazione ricevuti negli slot WAIT+1 abbiano cambiato questo stato).
9. PROCEDURE FONDAMENTALI DI CHIAMATA
Questo capitolo definisce le procedure fondamentali di chiamata per chiamate di conversazione non di emergenza e chiamate richiedenti un canale su cui i dati non prescritti possono essere mandati. Le proce- dure coprono chiamate ad indirizzamento breve od esteso. Esse riguardano, le chiamate tra i seguenti *utenti*:
*unita' radio* ---> *unita' radio*, *terminale d'utente a
connessione diretta* o gruppo
*unita' radio* ---> tutte le unita' di un sistema
*unita' radio* ---> PABX (con il numero dell'estensione che puo' essere rappresentato da 13 bit, o con un
''lungo'' numero di estensione)
*terminale d'utente
a connessione
diretta* ---> *unita' radio*, gruppo o tutte le unita' del
sistema
estensione PABX --> *unita' radio*, gruppo o tutte le unita' del sistema
Queste chiamate dalle *unita' radio* sono richieste usando il Messaggio Richiesta Chiamata Semplice RQS; vedi paragrafo 5.5.3.1.1.
Il bit DT nel messaggio RQS specifica se l'unita' sta richiedendo una conversazione o un canale su cui qualsiasi specifica segnalazione au- dio, anche una modulazione o formato non standard, possono essere mandati alla (e) unita' chiamata (e).
Il messaggio RQS contiene tutte le informazioni necessarie per richiedere una chiamata con indirizzamento breve es. una chiamata a prefisso comune, una chiamata generale, oppure una chiamata ad indirizzamento ''corto'' alla estensione PABX. Comunque, per una chiamata interprefisso, oppure una chiamata ad indirizzamento ''lungo'' al terminale PABX, i dettagli della chiamata non possono essere definiti in un singolo indirizzo di parola di codice. Per questi tipi di chiamata, le richieste di messaggio RQS fanno parte del modo di indirizzamento esteso, la *unita' radio* pone IDENT1 nel RQS all'appropriato identificativo di *gateway* (es. IPFIXI, oppure PABXI, e il TSC dopo richiede l'informazione completa dell'*utente chiamato usando il messaggio AHYC.
Le procedure fondamentali per il TSC e le *unita' radio* sono specificate rispettivamente nei paragrafi 9.1 e 9.2. Queste procedure riguardano:
a) Costruzione di una chiamata
- Procedure di richiesta di chiamata per chiamate Semplici
- Istruzioni per mandare informazioni di indirizzo esteso
- Cancellazioni di chiamata mentre si e' in attesa di una chiamata
- Verifica della disponibilita' delle *unita' radio*
- Allocazione del canale di traffico
b) Mantenimento e abbattimento di chiamata
Altri paragrafi definiscono procedure relative (tali come deviazione di chiamata e richiesta di chiamata di inclusione), e procedere per messaggi di stato, messaggi dati brevi, interrogazioni di dati e chiamate di emergenza. Notare particolarmente che i messaggi di stato (RQQ - vedi capitolo 13) sono usati per:
a) il meccanismo ''Risposta *utente* chiamato''
b) cancellazione di una richiesta di chiamata per conversazione dopo che l'unita' chiamata ha accettato la chiamata per richiamata.
Esempi di sequenza di messaggi tipici costruiti:
a) una chiamata con indirizzamento breve
b) una chiamata con indirizzamento esteso
Tra due *unita' radio* illustrate di seguito. Entrambe le sequenze includono la richiesta di chiamata, la verifica di disponibilita' e la segnalazione di allocazione canale. (In questi esempi, il TSC verifica solo che l'unita' chiamata e' in contatto radio prima di allocare un canale di traffico cioe' il meccanismo di risposta dell'*utente* chiamato non e' impiegato). L'esempio di indirizzamento esteso ha una fase supplementare: dopo che riceve il messaggio RQS, il TSC manda AHYC per istruire l'unita' chiamante di trasmettere l'informazione completa dell'indirizzo chiamato.
1 slot
---
| 1 | | 3 | | 5 | | |
dal TSC | ALH | ALH | AHY | ALH | GTC | GTC | GTC |
alle RU | (3) | (0) | | (2) | (0) | (1) | (1) |
| | | | | | | |
| | 2 | | 4 | | | | |
dalle RU | | RQS | | ACK | | | | |
al TSC | | | | | | | | |
| | | | | | | | |
| /| /| /| /
trama trama trama trama
Esempio: Sequenza di messaggio su un canale di controllo che stabilisce una chiamata a prefisso comune tra due *unita' radio* sullo stesso sito.
1. ALH: Invito generale Aloha (trama di tre slot)
2. RQS: Richiesta ad accesso casuale per una chiamata Semplice
3. AHY: Messaggio di verifica disponibilita'
- riscontra il messaggio RQS
- chiede una risposta dall'*unita' radio* chiamata
- inibisce l'accesso casuale nel successivo slot
4. ACK: Riscontro ACK (QUAL=0) dalla *unita' radio* chiamata
5. GTC: messaggio di Go To Channel che istruisce entrambe le *unita' radio* a commutare su un designato canale di traffico per la loro chiamata. In questo esempio il GTC e' ripetuto immediatamente, per aumentare l'affidabilita'. (Notare che i messaggi ripetuti possono essere ritardati per consentire l'invio di altre segnalazioni.).
1 slot
---
| 1 | | 3 | | 5 | | 7 | 8 |
dal TSC | ALH | ALH | AHYC | AHY | AHY | ALH | GTC | GTC |
alle RU | (4) | (0) | | (0) | | (2) | (0) | (1) |
| | | | | | | | |
| | 2 | | 4 | | 6 | | | |
dalle RU | | RQS | |SAMIS| | ACK | | | |
al TSC | | | | | | | | | |
| | | | | | | | | |
| / | /| /
trama trama trama
Esempio: Sequenza di un messaggio su un canale di controllo per la costruzione di una chiamata interprefisso tra due *unita' radio* sullo stesso sito.
1. ALH : Invito generale Aloha (trama di 4 slot)
2. RQS : Richiesta ed accesso casuale per una chiamata Semplice
interprefisso (IDENT1 posto a IPFIXI).
3. AHYC : Messaggio di invito per dati breve
- riscontra il messaggio RQS
- istruisce l'unita' chiamata a mandare l'indirizzo chiamato - inibisce l'accesso casuale sul successivo slot.
4. SAMIS: Messaggio ad indirizzo singolo della *unita' radio*
chiamante, contenente il prefisso e l'identita' dell'unita'
chiamata.
5. AHY : Messaggio verifica disponibilita' - chiede una risposta
della *unita' radio* chiamata.
In questo esempio, la verifica di disponibilita' e' un
messaggio a parola di codice singola, es. l'indirizzo
dell'unita' chiamata non e' fornita.
6. ACK : Riscontro ACK (QUAL=0) dalla *unita' radio* chiamata.
7. GTC : Messaggio Go To Channel che istruisce la *unita' radio*
chiamata a commutare su un designato canale di traffico
per la chiamata.
8. GTC : Messaggio Go To Channel che istruisce la *unita' radio*
chiamante a commutare su un designato canale per la
chiamata.
9.1 Procedure base di chiamata per il TSC
Questo paragrafo descrive le prestazioni per le procedure base di chiamata disponibili nel TSC. Tuttavia, nota il TSC ha un alto grado di flessibilita' e non necessita che vengono implementate tutte queste prestazioni. Inoltre, i progettisti del sistema sono lasciati liberi di scegliere una propria strategia per la tempistica dei messaggi sul canale di controllo.
9.1.1 Procedure base per la costruzione di una chiamata nel TSC
9.1.1.1 Risposte ad un messaggio RQS con indirizzamento breve
Una *unita' radio* richiede una chiamata di tipo semplice con indirizzamento breve generando un messaggio RQS (con EXT=1 o EXT=0 e IDENT1 corrispondente all'identificativo dell'*utente* chiamato), conforme al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio RQS con indirizzamento breve, il TSC inviera' una risposta (cosi' che la *unita' radio* non ritrasmettera' il suo messaggio). La risposta puo' essere inviata nello "slot" seguente l'RQS o puo' essere ritardata; per un ritardo accettabile vedi 7.2.4.
I seguenti messaggi sono risposte valide ad un messaggio RQS con indirizzamento breve (sebbene il TSC non necessiti di fornire tutti questi messaggi):
a) Un riscontro ACKI, ACKQ, ACKX, ACKV o ACKB (QUAL=0), con PFIX/IDENT2 corrispondente all'indirizzo individuale dell'unita' chiamante e IDENT1 come l'identificativo dell'unita' chiamata (o PABXI per una chiamata ad una estensione di PABX) - vedi 5.5.2.1.
b) Un riscontro ACKT (QUAL=0), con PFIX/IDENT2 corrispondente all'indirizzo individuale dell'unita' chiamante - vedi 5.5.2.1 e 9.1.1.4.
c) Un messaggio AHY (ad esempio verifica disponibilita') per questa chiamata - vedi 9.1.1.5 e 9.1.1.7.
d) Un messaggio di Go To Channel (GTC) per questa chiamata o per una chiamata con cui questa richiesta e' stata amalgamata - vedi 9.1.1.9 e 9.1.1.12.
La risposta e' in tal modo un riscontro diretto (come in a. e b.) o un indiretto riscontro (come in c. e d.).
I messaggi di riscontro possono anche essere inviati all'unita' chiamante nei tempi opportuni per indicare il positivo procedere della fase di costruzione della chiamata - vedi 9.1.1.4.
9.1.1.2 Risposte ad un messaggio RQS con indirizzamento esteso
Una *unita' radio* richiede una chiamata di tipo semplice con indirizzamento esteso generando un messaggio RQS (con EXT=0 e IDENT=IPFXI, o PABXI), conforme al protocollo ad accesso casuale.
Alla ricezione di un messaggio RQS con indirizzamento esteso, il TSC inviera' una delle seguenti risposte, con lo stesso prefisso e identificativi contenuti nei messaggi RQS:
a) Un riscontro ACKI (QUAL=1), ACKX o ACKV (QUAL=0).
b) AHYC (es. l'indicazione di inviare l'indirizzo completo dell'unita' chiamata).
Per un ritardo accettabile vedi 7.2.4. Vedere anche 9.1.1.3 e 9.1.1.4.
9.1.1.3 Istruzione per l'invio dell'informazione relativa
all'indirizzo esteso
Dopo aver ricevuto un messaggio RQS con indirizzo esteso, il TSC puo' richiedere alla *unita' radio* chiamante l'indirizzo completo dell'unita' chiamata; il sistema usa il messaggio AHYC, con lo stesso prefisso ed identificativi del messaggio RQS ed il campo DESC corrispondente alla appropriata *gateway* (vedi 5.5.3.2.8). Nel messaggio AHYC il parametro SLOT assumera' un valore corrispondente alla richiesta come di seguito indicato:
- Per una chiamata interprefisso o diretta a PABX: SLOTS=01
Il messaggio AHYC istruisce l'unita' chiamante di inviare l'indirizzo dell'*utente* chiamato nello "slot" seguente (i) (vedi 9.2.2.1). Se il TSC non decodifica con successo l'indirizzo, puo' ripetere il messaggio AHYC o trasmettere ACKV (QUAL=0) per indicare l'insuccesso della chiamata.
Dopo aver decodificato con successo l'indirizzo completo, il TSC puo' mandare appropriati riscontri all'unita' chiamante (vedi 9.1.1.4).
Il TSC puo' mandare AHYC in ogni "slot" sul canale di controllo uscente. Comunque, si noti che AHY barra l'accesso casuale solo nello "slot" successivo uscente. Per "slot" = '01', questo e' sufficiente per la risposta dell'unita'; tuttavia, per "slot" = '10', il TSC prendera' una appropriata azione per riservare il secondo "slot" uscente se esso e' contenuto nella trama (esempio mandando un messaggio di AHY, con entrambi gli identificativi predisposti a *DUMMYI*, nello slot seguente il messaggio AHYC).
9.1.1.4 Riscontri inviati all'unita' chiamante per indicare
l'avanzamento di una chiamata semplice
Il TSC puo' mandare messaggi di riscontro nei tempi opportuni per indicare ad una unita' chiamante l'avanzamento della sua chiamata semplice - (per gli identificativi nei messaggi di riscontro vedi 5.5.2.1). (Per chiamate con indirizzamento esteso, solo ACKI (QUAL=1) ACKX e ACKV (QUAL=0) sono appropriati sino a che la completa informazione dell'indirizzo e' stata ottenuta). Notare che il criterio per fissare il massimo ritardo di ripetizioni dei riscontri ACKX, ACKV, ACKB e ACKT dovrebbe tener conto del valore del tempo a disposizione TB (descritto in 9.2.1.4).
Il TSC puo' inviare ACKI o ACKQ per indicare ad una unita' chiamante l'andamento della segnalazione della sua chiamata Semplice:
ACKI (QUAL=0) - L'unita' chiamante e' allertata ma l'utente/terminale dati non e' pronto.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; altra segnalazione seguira'.
ACKQ (QUAL=0) - Tutti i canali di traffico sono occupati; Il TSC ha accordato la chiamata.
ACKQ (QUAL=1) - La chiamata in corso e' in conflitto (esempio il
chiamato e' occupato) o il piu' alto della coda.
Il TSC ha accodato la chiamata.
Il TSC puo' mandare ACKX o ACKV per indicare all'unita' chiamante che la sua richiesta di chiamata semplice non si completera' con l'indicazione:
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida (esempio: l'unita' chiamante e' contenuta in una lista di utenti non abilitati, o
l'indirizzo del chiamato non e' ottenibile, o il
chiamato non puo' accettare la chiamata).
ACKX (QUAL=1) - Il sistema e' sovraccarico. La richiesta e'
rifiutata.
ACKV (QUAL=0) - La *unita' radio* chiamata non e' in contatto radio o e' stata abbandonata la costruzione della chiamata.
ACKV (QUAL=1) - Chiamata in corso in conflitto o piu' alta della coda (la chiamata non e' stata accordata), o l'utente
chiamato non desidera ricevere questa chiamata.
Il TSC puo' mandare ACKB (QUAL=0) per indicare all'unita' chiamante che la sua chiamata semplice e' stata accettata per una successiva richiamata dell'unita' chiamata.
Se il TSC ha precedentemente accettato una richiesta RQT di deviazione richiedente che questo tipo di chiamata sia reinstradata ad un altro *utente*, allora mandera' ACKT (QUAL=0) con PFIX/IDENT2 come indirizzo individuale dell'unita' chiamante e:
a. IDENT1 come l'identificativo deviato, o
b. IDENT1 come un *gateway* (es. IPFIXI, o PABXI); in questo caso, l'indirizzo deviato e' inviato con le parole di codice dati concat- enate.
Notare che IDENT1 e' fissato a IPFIXI per indicare o un indirizzo interprefisso deviato o che l'indirizzo deviato e' di un gruppo differente (gruppo/individuale) dall'indirizzo chiamato: vedi 5.5.2.1.
(Al ricevere ACKT, la *unita' radio* o deve ritornare allo stato di riposo o ritentera' l'accesso richiamando l'indirizzo deviato - vedi 9.2.1.4).
9.1.1.5 Verifica disponibilita' per una *unita' radio* chiamata
Dopo aver ricevuto una richiesta per una chiamata selettiva ad una *unita' radio* il TSC verifichera' almeno che l'unita' chiamata e' in contatto radio prima di allocare un canale di traffico; (il TSC e' esentato da questa richiesta quando opera in modo riserva).
Il TSC puo' verificare anche che l'utente/terminale dati chiamato e' pronto per la chiamata prima di allocare un canale.
Il TSC verifica la disponibilita' di una unita' chiamata inviando un messaggio AHY, con:
- bit POINT predisposto a '0'
- bit CHECK predisposto per indicare se il TSC sta verificando:
a) solo se l'unita' chiamata e' in contatto radio (CHECK=0), o
b) che l'utente chiamato/terminale dati e' pronto (CHECK=1)
- bit D e E predisposto appropriatamente (vedi 5.5.3.2.1)
- PFXI/IDENT1 come l'indirizzo dell'unita' chiamata
- IDENT2 come identificativo chiamante (o *gateway*)
Se IDENT2 = IPFIXI, il TSC puo' aggiungere una parola di codice dati contenente l'indirizzo dell'unita' chiamante; se cosi', esso porra' il bit AD = 1 nel messaggio di AHY (e porra' l'indicazione RSA = 0 nel campo "riempitore" nella parola di codice dati vedi 7.2.5).
Il messaggio AHY richiede una risposta dall'unita' chiamata (vedi 9.2.2.2A). Se la risposta e' ACKI (QUAL=0), ACKX (QUAL=0), ACKV (QUAL=1) o ACKB (QUAL=0), il TSC puo' mandare uno o piu' riscontri alla *unita' radio* chiamante (vedi 9.1.1.4). Se il TSC non decodifica con successo una risposta, o se la risposta e' ACKB (QUAL=1) o ACKI (QUAL=0), puo' ripetere il messaggio di AHY a intervalli. Se l'unita' chiamata non puo' essere contattata il TSC puo' indicare l'insuccesso all'unita' chiamante inviando ACKV (QUAL=0).
Dopo aver mandato ACKI (QUAL=0) in risposta ad un messaggio AHY con CHECK = 1, UNA *unita' radio* puo' tentare un accesso casuale con RQQ (STATUS='00000') indirizzato al TSC quando l'utente o il terminale dati e' pronto a ricevere la chiamata. Dopo la risposta con ACKI (QUAL=0) o ACK (QUAL=0), l'unita' puo' inviare RQQ (STATUS='11111') se l'utente non desidera piu' ricevere la chiamata. Il TSC inviera' risposte appropriate a questi messaggi RQQ con significato di sgancio o riaggancio; vedi 13.1.1.1.
Notare che, se la *unita' radio* sta aspettando l'assegnazione di un canale di traffico per una chiamata entrante e riceve un messaggio di AHY verificante la sua disponibilita' per una assegnazione del canale di traffico per una differente chiamata, allora abbandona ogni segnalazione per la prima chiamata e obbedisce al nuovo AHY (vedi 9.2.2.2A, 9.2.2.4 e 13.1.2.8). Percio' se il TSC invia un messaggio di AHY per una nuova chiamata, non inviera' nessun ulteriore riscontro per ogni precedente messaggio RQQ con significato di sgancio o riaggancio ricevuto dall'unita' chiamata. Notare anche che, se il TSC riceve un messaggio RQQ con significato sgancio o riaggancio a una unita' chiamata prima che abbia ricevuto una risposta ad un messaggio di AHY per una chiamata, allora il messaggio RQQ potrebbe essere per la precedente chiamata.
9.1.1.6 Verifica disponibilita' per chiamate destinate ad estensioni PABX
Per chiamate o estensioni a PABX, il TSC puo' verificare che il telefono chiamato abbia risposto prima di allocare un canale di traffico. Questa verifica puo' essere fatta sia manualmente che automaticamente.
9.1.1.7 Verifica disponibilita' per una *unita' radio* chiamante
Il TSC puo' verificare la disponibilita' di una unita' chiamante inviando un messaggio AHY, con:
- bit AD predisposto a '0'
- bit POINT predisposto a '1'
- bit CHECK predisposto a '0'
- bits D e E predisposti propriamente (vedi paragrafo 5.5.3.2.1)
- PFIX/IDENT2 come l'indirizzo dell'unita' chiamante
- IDENT1 come identificativo dell'unita' chiamata o *gateway*. (o REGI per una richiesta di registrazione; vedi paragrafo 8.2.1.3)
Il messaggio di AHY richiede una risposta dalla unita' chiamante (vedi 9.2.2.3) e anche istruisce l'unita' a far ripartire il suo contatore di attesa per la chiamata o transazione richiesta. Il messaggio ha percio' due funzioni:
a. La ripartenza del contatore dell'unita' (TW o TJ), che consente al TSC di usare un tempo limite di accodamento variabile; vedi paragrafi 8.2.1.3, 9.1.1.10, 10.1.7, 12.1.7, 13.1.1.4, 13.2.1.7 e 14.1.9.
b. La verifica che l'unita' chiamante e' ancora in contatto radio, prima che il canale di traffico sia allocato per la chiamata. (Se la chiamata non andra' a buon fine, il TSC puo' informare l'unita' chiamata; vedi 9.1.1.8).
9.1.1.8 Cancellazione di chiamata
Una *unita' radio* puo' cancellare una richiesta di chiamata Semplice generando un messaggio RQX (vedi 5.5.3.1.3), conforme al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione del messaggio RQX per la cancellazione di una chiamata Semplice, il TSC inviera' una risposta.
Valide risposte sono:
a. ACK (QUAL=1), con lo stesso prefisso ed identificativi impiegati nel messaggio RQX
b. AHYX con lo stesso prefisso ed identificativi impiegati nel messaggio RQX.
Se una chiamata e' cancellata (per esempio, su richiesta dell'unita' chiamante o dopo una verifica di disponibilita' dell'unita' chiamante o se il tempo massimo di accodamento nel TSC e' superato), allora il TSC puo' informare l'unita' chiamata inviando il messaggio di AHYX con PFIX/IDENT1 come indirizzo dell'unita' chiamata e IDENT2 come identificativo del chiamante (o *gateway*). Il TSC puo' ripetere il messaggio AHYX se esso non e' riscontrato da un messaggio ACK (QUAL=1) dall'unita' chiamata (vedi 9.2.2.4).
Se il TSC riceve un messaggio RQX sul canale di controllo e non ha in gestione la corrispondente chiamata o una richiesta di transazione da quella unita', inviera' una risposta: ACK (QUAL=1) con lo stesso prefisso ed identificativi impiegati nel messaggio RQX.
9.1.1.9 Amalgamazione delle chiamate
Il TSC deve sia amalgamare nelle sue code qualunque chiamata individuale per conversazione (non di emergenza) tra medesimi *utenti* sia rifiutare di accettare piu' di una chiamata per conversazione tra due medesime unita'. Vedi anche paragrafo 10.1.8b. (Il TSC non amalgamera' chiamate di conversazione allo stesso gruppo, o chiamate dati).
9.1.1.10 gestione della coda a tempi massimi di accodamento
Il TSC puo' ordinare le chiamate in coda (non di priorita' e di priorita' tra qualunque *utente*) in qualunque modo accettabile dall'operatore di sistema.
Il TSC puo' attivare un contatore con il tempo massimo per cui accoda una chiamata (per esempio aspettando che un canale di traffico o che l'utente chiamato diventi libero). Vedi anche 9.2.1.6 e 9.2.2.4.
Il TSC puo' istruire una *unita' radio* chiamante di fare ripartire il proprio contatore di attesa, inviando un messaggio di AHY con il bit POINT fissato ad '1'; vedi 9.1.1.7 e 9.2.2.3. Se e' trascorso il tempo TW, meno la tolleranza del contatore della *unita' radio*, da quando e' stato ricevuto l'ultimo messaggio per una chiamata semplice (dall'unita' chiamante), il TSC non inviera' alcuna altra segnalazione per la chiamata, eccetto l'invio di AHYX per informare una *unita' radio* chiamata che la chiamata non avra' luogo (9.1.1.8).
9.1.1.11 Risoluzione dei conflitti di chiamata
E' raccomandato che il TSC usi regole convenute per decidere circa la priorita' per la risoluzione dei conflitti di chiamata. Per esempio il TSC:
a) non dovrebbe mandare un comando individuale GTC ad una *unita' ra- dio* che si conosce essere occupata in una altra chiamata.
b) Per una chiamata generale, puo' aspettare sino a che tutta l'attivita' dei canali di traffico sia cessata prima di allocare un canale (cosi' che la chiamata generale possa essere sentita da tutte le unita' accese).
Conflitti simili possono sorgere per chiamate di gruppo o di sottogruppo. (Notare che comunque, al TSC non e' richiesto di conoscere tutti i membri facenti parte dei gruppi; ad esempio non necessita di verifiche per conflitti di chiamata che coinvolgono unita' individuali chiamate in un gruppo).
9.1.1.12 Allocazione del canale di traffico
Il TSC allochera' i canali di traffico usando il messaggio GTC (vedi 5.4). Predisporra' il bit D nel messaggio GTC uguale a '0' quando e' una chiamata per conversazione oppure uguale ad '1' quando e' una chiamata per dati (es. una richiesta di chiamata semplice con il bit DT=1). Il TSC puo' ripetere il comando GTC.
Nel caso di chiamate interprefisso fra *unita' radio*, almeno due messaggi GTC devono essere trasmessi: uno per istruire l'unita' chiamata (o il gruppo) e l'altro per istruire l'unita' chiamante. Per una chiamata multisito, questi messaggi GTC possono essere mandati a siti diversi.
Notare che ad una *unita' radio* chiamata in una chiamata interprefisso e' permesso rimanere sul canale di controllo per un "timeslot" dopo la ricezione del GTC, per vedere se il prossimo messaggio e' un GTC per l'unita' chiamante; vedi 9.2.2.5. E' raccomandato che il TSC programmi i messaggi GTC in modo appropriato.
9.1.2 Procedure base del TSC per la manutenzione e abbandono delle
chiamate
E' da notare che la trasmissione di messaggi standard sul canale di traffico durante una richiesta di chiamata con RQS, DT=1 potrebbe corrompere la segnalazione di dati non predefiniti. E' raccomandato che ogni uso delle prestazioni descritte di seguito tenga conto di questo aspetto.
9.1.2.1 Opzioni nella manutenzione di una chiamata
Tutti gli *item* di conversazione trasmesse dalle *unita' radio* su un canale di traffico finiscono con un messaggio di "Pressel OFF" (vedi paragrafo 9.2.3.1). Il TSC puo' anche richiedere che ogni *unita' radio* che trasmette un *item* di conversazione inizi l'*item* con un comando di "Pressel ON" e che la *unita' radio* interrompa l'*item* ad intervalli per inviare un messaggio di manutenzione. Il TSC indica l'attivazione o no di queste opzioni, la massima durata dell'intervallo e la predisposizione richiesta PFIX/IDENT1 per messaggi di manutenzione in chiamate di gruppo, inviando il messaggio BCAST con SYSDEF=00010 (vedi 5.5.4..5C) nel canale di controllo.
9.1.2.2 Verifica disponibilita' sul canale di traffico
Durante una chiamata, al momento appropriato, il TSC puo' verificare se una specifica *unita' radio* e' sul canale di traffico inviando (sul canale di traffico) un messaggio di AHY con il bit AD=0 e:
POINT=0 e PFIX/IDENT1 come indirizzo individuale di una unita' o
POINT=1 e PFIX/IDENT2 come indirizzo individuale di una unita'
Il messaggio di AHY richiede un riscontro dalla *unita' radio* indirizzata; vedi 9.2.3.2.
Notare che il messaggio di AHY con POINT=1 (e IDENT1 predisposto come identificativo del chiamato o *gateway*) puo' essere mandato per istruire una unita' che si sta includendo di far ripartire il proprio contatore di attesa TI. Vedi paragrafo 11.1.7.
9.1.2.3 Disabilitazione alla trasmissione di un utente
Durante una chiamata, il TSC puo' inviare un messaggio di manutenzione MAINT, OPER=111 sul canale di traffico per istruire le *unita' radio* di inibire la trasmissione di un utente. Vedi 5.5.4.2 e 9.2.3.3. Il TSC puo' disabilitare unita' indirizzate individualmente, utenti chiamati in una chiamata di gruppo o tutte le *unita' radio*.
Per esempio il TSC puo' inviare questo messaggio all'inizio di una chiamata di gruppo se l'unita' chiamante ha richiesto che gli utenti chiamati siano disabilitati alla risposta.
9.1.2.4 Sostituzione di un canale di traffico assegnato
Durante una chiamata, il TSC puo' mandare messaggi di GTC sul canale di traffico per spostare *unita' radio* gia' in comunicazione su un canale di traffico sostitutivo; vedi 5.4 e 9.2.3.4. (Per esempio, il TSC potrebbe mandare questo messaggio se un canale di traffico ha prestazioni speciali e una chiamata di emergenza con queste prestazioni e' richiesta quando il canale e' gia' impegnato per un'altra chiamata).
Notare che il TSC puo' inviare MAINT, OPER=111 durante un *item* per disabilitare utenti radio alla risposta, e quindi invia GTC alla fine dell'*item*. La ricezione di un messaggio di GTC riabilita la trasmissione dell'utente sul canale sostituito (a meno di IDENT1=ALLI); VEDI 9.2.3.4.
9.1.2.5 Esclusione di *unita' radio* non desiderate durante una conversazione.
Durante una chiamata il TSC puo' mandare un messaggio di manutenzione MAINT, OPER=110 sul canale di traffico per escludere ogni *unita' ra- dio che non dovrebbe essere sul canale. L'indirizzo (PFIX/IDENT1) nel messaggio "identifica" chi e' in chiamata, cosi' che solo le *unita' radio* non desiderate lascino il canale; vedi 5.5.4.2 e 9.2.3.7.
Notare che:
a. Se *unita' radio* con prefissi differenti stanno occupando il canale di traffico allora la trasmissione di MAINT, OPER=110 escluderebbe le unita' con l'altro prefisso.
b. Dopo una inclusione di chiamata, l'uso di MAINT, OPER=110 potrebbe escludere l'*utente* incluso.
9.1.2.6 Conclusione di una chiamata
Il TSC terminera' una chiamata in cui la prestazione di inclusione non e' stata usata se uno dei seguenti criteri e' soddisfatto ; (dopo una inclusione di chiamata, i criteri a. e b. possono essere trascurati come specificato in 11.1.9):
a. Se riceve un messaggio valido di disconnessione (indicante la fine dell'uso del canale) sul canale di traffico entrante, da uno dei due utenti in una chiamata selettiva o dalla unita' chiamante in una
chiamata di gruppo o generale. Vedi 5.5.4.2. e 9.2.3.5
b. Se uno dei due utenti in una chiamata selettiva e' un *terminale d'utente a connessione diretta*/PABX, o se l' *utente* chiamante in una chiamata di gruppo/generale e' un *terminale d'utente a connessione diretta*/PABX, e il TSC rileva l'indicazione appropriata (da *terminale d'utente a connessione diretta*/PABX) che la chiamata e' terminata.
c. Se il tempo senza apparente trasmissione (esempio: senza presenza portante, senza ricevere messaggi validi di manutenzione o senza ricevere una risposta ad una richiesta di disponibilita') e' eccessivo.
d. Se nel TSC e' stato superato un limite di tempo prefissato.
Inoltre, se richiesto dal tipo di sistema, il TSC puo' terminare una chiamata generale o di gruppo in cui l'utente chiamato e' stato disabilitato alla risposta, se riceve un valido messaggio di "Pressel OFF" dall'unita' chiamante.
Il TSC terminera' una chiamata inviando almeno due messaggi CLEAR sul canale uscente di traffico; vedi anche 3.3.2, 5.5.4.3. e 9.2.3.8.
9.2 Procedure base di chiamata per *unita' radio*.
E' raccomandato che la *unita' radio* sia fornita di un controllo di pronto alla comunicazione (RFCC) esempio interruttore di gancio.
Facoltativamente l'unita' puo' essere fornita di un "controllo di stato occupato" che, se l'unita' e' occupata annullera' uno stato attivo di pronto alla comunicazione (RFCC). Ad un *unita' radio* che sta tentando un accesso o in attesa di ulteriore segnalazione per una chiamata puo' essere inviato un messaggio di verifica disponibilita' (AHY) o un messaggio di GTC per una chiamata entrante (vedi 9.2.2.2A e 9.2.2.5). Notare che:
i) Se la *unita' radio* stava per trasmettere ACKI (QUAL=0) in risposta ad un messaggio di AHY con CHECK=1, allora non potra' inviare il messaggio di "sgancio" fino a che la sua chiamata e' stata completata.
ii) L'unita' puo' rifiutare una chiamata entrante selettiva inviando ACKV (QUAL=1) in risposta ad un messaggio di AHY.
iii) Ad una *unita' radio* e' richiesto di obbedire ai messaggi selettivi di GTC e chiamate generali (eccetto che in emergenza), sebbene essa puo' ignorare altri GTC di chiamate di gruppo se l'utente non desidera ricevere chiamate di gruppo.
Comunque, mentre sta facendo una propria chiamata, alla *unita' ra- dio* e' richiesto di ignorare messaggi GTC per chiamate di gruppo entranti (eccetto chiamate a un gruppo che essa stessa sta cercando di chiamare); vedi 9.2.2.5. (Questa regola si applica anche ad una unita' che ha ricevuto un messaggio di AHY per una chiamata selettiva entrante e risposto con ACK (QUAL=0) o ACKI (QUAL=0)).
iv) Se la *unita' radio* riceve ed obbedisce ad un messaggio di GTC non per una propria chiamata, essa ritorna allo stato precedente alla fine della chiamata entrante, a meno che il contatore (esempio TW o TJ) dello stato precedente sia scaduto. (Notare comunque che, se la *unita' radio* stava facendo una propria chiamata allora essa puo' tentare una cancellazione/annullamento se l'utente non desidera piu' la sua chiamata).
9.2.1 Procedure di chiamate semplici per *unita' radio*
Una *unita' radio eseguira' solo un tentativo di chiamata alla volta (eccetto in emergenza); mentre sta tentando l'accesso o aspettando ulteriore segnalazione per le sue chiamate semplici, l'unita' non richiedera' nessun'altro tipo di chiamata non di emergenza (a meno che l'utente prima cancelli la chiamata originale).
*Unita' radio* possono richiedere chiamate a piu' estensioni di PABX usando indirizzamento breve; nel messaggio RQS, IDENT1 e' il numero di estensione, EXT=1 e FLAG1/FLAG2 indica l'appropriato PABX. (Vedi 4 e 5.5.3.1.1). Tutti gli altri messaggi inviati durante la costruzione della chiamata usano l'identificativo *gateway* PABX, PABXI.
Le *unita' radio* usano procedure di indirizzamento esteso per richiedere chiamate interprefisso, e chiamate a estensioni PABX con selezione lunga; IDENT1 nel messaggio RQS e' fissato all'appropriato *gateway* e l'unita' quindi manda il completo indirizzo del chiamato in risposta a un messaggio AHYC dal TSC.
9.2.1.1 Richiesta di una chiamata semplice
Una *unita' radio* richiede una chiamata semplice inviando un messaggio RQS sul canale di controllo, conformemente al protocollo ad accesso casuale (vedi 7.3). I campi nel messaggio RQS saranno fissati propriamente (vedi 5.5.3.1.1); comunque, nota particolarmente che:
a. Bit DT specifica se il chiamante sta richiedendo una chiamata per conversazione (DT=0) o un canale per inviare dati in forma libera (DT=1).
b. Una richiesta con indirizzo esteso e' indicata fissando IDENT1 nel messaggio RQS all'appropriato *gateway* (es. IPFIXI, o PABXI).
L'unita' tentera' l'accesso fino a che:
i) Essa riceve una risposta valida (vedi 9.2.1.2/3) o
ii) Il suo utente cancella la chiamata (vedi 9.2.1.7) o
iii) Il tentativo di accesso fallisce (esempio: l'unita' ha inviato il numero massimo di trasmissioni NR e non ha ricevuto risposta, o il suo contatore di accesso TC e' scaduto (vedi 7.3.8)). In questo caso:
- Se l'unita' non ha inviato la richiesta, deve ritornare allo stato di riposo (e puo' indicare l'insuccesso all'utente)
- Altrimenti, l'unita' deve aspettare una ulteriore segnalazione della chiamata. Vedi 9.2.1.4 a 9.2.1.6 (come usuale, l'unita' puo' tentare la cancellazione mentre aspetta; vedi 9.2.1.7)
Se l'utente tenta di iniziare un'altra chiamata non di emergenza o iniziare la stessa chiamata (senza prima cancellarla) mentre la sua unita' sta tentando di accedere al sistema, l'unita' ignorera' il comando.
9.2.1.2 Risposte valide ad un messaggio RQS con indirizzamento breve.
Per una chiamata con indirizzamento breve, l'unita' chiamante accettera' i seguenti messaggi come valida risposta al suo RQS e non inviera' piu' nessuna richiesta:
a. Un riscontro ACKI, ACKQ, ACKX, ACKV o ACKB (QUAL=0), con PFIX/IDENT2 come suo indirizzamento individuale e IDENT1 come identificativo chiamato (o PABXI se sta facendo una chiamata a PABX).
b. Un riscontro ACKT (QUAL=0) con PFIX(IDENT2 come il suo indirizzo individuale. Vedi anche 9.2.1.4.
c. Un messaggio AHY con PFIX/IDENT2 come il suo indirizzo individuale e IDENT1 come identificativo chiamato (o PABXI per una chiamata a PABX).
d. Un messaggio GTC con PFIX/IDENT2 come suo indirizzo individuale e IDENT1 come identificativo chiamato (o PABXI per una chiamata a PABX).
e. In risposta ad un RQS con DT=0 e EXT=0: un messaggio GTC con D=0, PFIX/IDENT1 come suo indirizzo individuale e IDENT2 come identificativo chiamato (Notare: questa e' una verifica per amalgamazione di chiamata).
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi, vedi paragrafi 9.2.1.4, 9.2.1.5, 9.2.2.3 e 9.2.2.5.
9.2.1.3 Risposte valide ad un messaggio RQS con indirizzamento esteso.
Per una chiamata con indirizzamento esteso, l'unita' chiamante accettera' i seguenti messaggi (con lo stesso prefisso ed identificativi come nel messaggio RQS) come una valida risposta al suo RQS e non inviera' nessuna altra richiesta:
a. Un riscontro ACKI (QUAL=1), ACKX o ACKV (QUAL=0)
b. AHYC (esempio una istruzione di inviare l'indirizzo completo del chiamato)
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi, vedi 9.2.1.4 e 9.2.2.1.
9.2.1.4 Riscontri ricevuti.
Se una *unita' radio* tentando l'accesso o aspettando ulteriore segnalazione per una chiamata semplice riceve un appropriatoriscontro allora fara' le azioni come indicate di seguito. Appropiati riscontri per una chiamata ad un indirizzamento breve o per un indirizzamento esteso dopo che l'intero indirizzo e' stato mandato, sono:
- ACKI, ACKQ, ACKX, ACKV e ACKB (QUAL=0), con PFIX/IDENT2 come l'indirizzo individuale dell'unita' e' IDENT1 come identificativo del chiamato o *gateway* ;
- ACKT (QUAL=0) con PFIX/IDENT2 come l'indirizzo individuale dell'unita'.
Appropriati riscontri per una chiamata con indirizzamento esteso prima che l'intero indirizzo e' stato mandato sono ACKI (QUAL=1), ACKX e ACKV (QUAL=0), con PFIX/IDENT2 come l'indirizzamento individuale dell'unita' e IDENT1 come il *gateway* chiamato.
ACKI (QUAL=0) - L'unita' chiamata e' allertata ma l'utente/terminale dati non e' pronto.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; altra segnalazione a seguire.
ACKQ (QUAL=0) - Tutti i canali di traffico sono occupati. Il TSC ha accodato la chiamata.
ACKQ (QUAL=1) - Chiamata in corso e' in conflitto (esempio il chiamato e' occupato) o il piu' alto della coda. Il TSC ha accodato la chiamata.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida. la richiesta e' ripetuta.
ACKX (QUAL=1) - Il sistema e' in sovraccarico. La richiesta e' rifiutata.
ACKV (QUAL=0) - La *unita' radio* chiamata non e' in contatto radio o e' stata abbandonata la costruzione di chiamata.
ACKV (QUAL=1) - Chiamata in corso e in conflitto o il piu' alto della coda (la chiamata non e' stata accodata), o l'utente chiamato non desidera ricevere questa chiamata.
ACKB (QUAL=0) - L'unita' chiamata ha accettato la chiamata per una successiva richiamata.
ACKT (QUAL=0) - Le chiamata all' *utente* chiamato sono state devi- ate.
Se e' ricevuto ACKI o ACKQ, l'unita' deve aspettare una ulteriore segnalazione per la chiamata e puo' indicare all'utente l'avanzamento della chiamata. Se ACKX o ACKV e' ricevuto l'unita' ritornera' allo stato di riposo e potra' indicare all'utente la ragione dell'insuccesso della chiamata; e' raccomandato che la ricezione di ACKX (QUAL=0) sia indicato in una maniera distinta.
Se e' ricevuto ACKB (QUAL=0), l'unita' ritornera' nello stato di riposo e potra' indicare all'utente che la chiamata e' stata accettata dall'unita' chiamata per una successiva richiamata. Se, dopo la ricezione di ACKB (QUAL=0), l'utente desidera ritirare la richiesta, allora una cancellazione puo' essere tentata usando un messaggio di RQQ con STATUS= '11111' (indirizzato all'unita' chiamata); vedi capitolo 13.
Se e' ricevuto un messaggio completo di ACKT (QUAL=0), l'unita' potra' o:
a. Ritornare allo stato di riposo (e potra' indicare all'utente che le chiamate dell' *utente* chiamato sono state deviate), o
b. Aspettare per un tempo TB (vedi di seguito), e quindi tentare una nuova chiamata all'indirizzo deviato fornito nel messaggio ACKT:
- se IDENT1 e' diverso da IPFIXI, o PABXI, tenta su IDENT1
- se IDENT1=IPFIXI, o PABXI, tenta l'alternativa *utente* deviato fornita nella parola di codice dati aggiunta.
Notare che ACKT (QUAL=0), con IDENT1=IPFIXI e una parola di codice dati aggiunta, indica o un indirizzo deviato di tipo interprefisso o che l'indirizzo deviato e' di un tipo differente dall'indirizzo originale del chiamato. La "flag" GF nella parola di codice dati aggiunta specifica se l'indirizzo deviato e' individuale o di gruppo.
Vedi 5.5.2.1.
Se e' ricevuto un messaggio ACKT (QUAL=0) incompleto (esempio: se non tutte le parole di codice dati sono decodificabili), allora:
i) Se l'unita' non richiede l'indirizzo deviato, deve ritornare nello stato di riposo (e puo' dare una indicazione all'utente).
ii) Se l'unita' richiede l'indirizzo deviato allora:
- se ancora sta tentando l'accesso per la chiamata, ignorera' il messaggio e continuera' a tentare l'accesso;
- altrimenti aspettera' per una ripetizione di ACKT, ritornando allo stato di riposo se un tempo TB scade (in questo caso, puo' indicare l'insuccesso all'utente).
Dopo aver ricevuto ACKX, ACKV o ACKB per la sua chiamata semplice, l'unita' non richiedera' altre chiamate non di emergenza, di ogni tipo, allo stesso identificativo chiamato per almeno un tempo TB; (nota che questo include una chiamata allo stesso *gateway*). Dopo aver ricevuto ACKT per la sua chiamata semplice, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata non di emergenza di ogni tipo per almeno un tempo TB.
9.2.1.5 Verifica disponibilita' e allocazione del canale per una
chiamata
Una unita' chiamante, tenendo l'accesso o aspettando ulteriore segnalazione per una chiamata semplice, deve seguire le procedure di verifica della disponibilita' e di allocazione del canale (vedi da 9.2.2.2 a 9.2.2.5). Essa decidera' se un messaggio GTC che riceve e' per la sua richiesta di chiamata verificando il prefisso, gli identificativi e il bit D nel messaggio GTC:
a. Per una chiamata con indirizzamento breve, come in 9.2.1.2 d. ed e.
b. Per ogni chiamata con indirizzamento esteso, se PFIX/IDENT2 e' il suo indirizzo individuale e IDENT1 e' il *gateway* chiamato.
c. Per una chiamata per conversazione di tipo interprefisso, se:
- D=0, PFIX/IDENT1 e' il suo indirizzo individuale e IDENT2 e'
IPFIXI, e
- essa riceve un messaggio GTC per il chiamante nello "slot" successivo (vedi 9.2.2.5a) e PFIX/IDENT2 e' l'indirizzo che l'unita' sta chiamando.
(Nota: questa e' una verifica per una amalgamazione di chiamata)
Se cosi', essa puo' dare una indicazione all'utente, e cambiera' allo stato di riposo alla fine della chiamata.
9.2.1.6 Tempo scaduto in attesa di ulteriore segnalazione
Una unita' chiamante in attesa di ulteriore segnalazione per una chiamata semplice deve ritornare allo stato di riposo se e' trascorso il tempo TW da quando l'ultimo messaggio e' stato inviato per la chiamata, esempio:
RQS, richiedente una chiamata semplice (vedi 9.2.1.1)
o SAMIS, fornendo l'indirizzo esteso per la chiamata (vedi 9.2.2.1) o ACK (QUAL=0), inviato in risposta a un messaggio di AHY con il bit POINT=1 e IDENT1 come identificativo del chiamato o *gateway* (vedi 9.2.2.3)
Essa puo' anche indicare l'insuccesso all'utente.
Se l'utente tenta di iniziare un'altra chiamata (non di emergenza) di ogni tipo o riiniziare la stessa chiamata (senza prima cancellarla) mentre la sua unita' sta aspettando la segnalazione per la chiamata, l'unita' ignorera' il comando.
9.2.1.7 Cancellazione di chiamata
Se l'utente desidera cancellare la sua chiamata semplice e l'unita' non ha ancora inviato RQS, allora deve ritornare immediatamente allo stato di riposo. Altrimenti, se l'unita' ha inviato RQS, tentera' di inviare una cancellazione di chiamata con la richiesta RQX (vedi 5.5.3.1.3), conformemente al protocollo ad accesso casuale (vedi 7.3). L' unita' tentera' l'accesso sino a che si verifichi uno dei seguenti eventi:
a. Riceve ACK (QUAL=1) o AHYX con lo stesso prefisso e identificativi come in RQX, confermando la cancellazione della chiamata.
b. Riceve ACKX, ACKV o ACKT (QUAL=0) per la chiamata che sta tentando di cancellare. Vedi anche 9.2.1.4.
c. Riceve ACKB (QUAL=0) per la chiamata che sta tentando di cancellare; in questo caso, puo' indicare all'utente che la chiamata e' stata accettata per una richiamata successiva e che la cancellazione non ha avuto successo. (Ritirare la richiesta puo' allora essere tentato usando un messaggio RQQ con STATUS=11111, indirizzato all'unita' chiamata; vedi capitolo 13).
d. Riceve un messaggio GTC per la chiamata che sta tentando di cancellare; in questo caso, procedera' sul canale di traffico designato (vedi 9.2.2.5) e quindi tornera' allo stato di riposo alla fine della chiamata.
e. Se ha inviato il numero massimo di trasmissioni NR e non ha ricevuto risposta, o il suo tempo massimo di accesso TC e' scaduto (vedi 7.3.8). In questo caso deve ritornare in attesa di segnalazione per la chiamata semplice (vedi 9.2.1.4 a 9.2.1.6).
Nei casi a., b. e c., l'unita' deve ritornare allo stato di riposo.
Se l'utente tenta di cancellare una chiamata mentre la sua unita' non sta tentando l'accesso o aspettando segnalazione per una chiamata, l'unita' ignorera' il comando.
9.2.2 Procedure base per tutte le *unita' radio* sul canale di
controllo
Queste procedure saranno seguite da tutte le *unita' radio* sul canale di controllo (includendo le unita' che stanno facendo chiamate o richieste di transazione). Per altre procedure per tutte le *unita' radio* sul canale di controllo, vedi i capitoli e paragrafi:
6.2.1 Disciplina del canale di controllo
7.4 Messaggio di Aloha con indirizzo individuale e messaggio di
MOVE
8. Procedure di registrazione
13.2.3 Ricezione di una messaggio di stato (AHYQ)
14.3 Ricezione di un messaggio dati breve (HEAD)
15.2 Procedure di interrogazione per dati
9.2.2.1 Istruzione di mandare l'informazione di indirizzo o di
messaggio dati
Questa procedura sara' osservata da tutte le *unita' radio* che sono equipaggiate per richiedere chiamate con indirizzo esteso, deviazione complessa o transazioni quali RQC.
Se una *unita' radio* riceve sul canale di controllo un messaggio di AHYC con PFIX/IDENT2 uguale al suo indirizzo individuale, allora inviera' o l'indirizzo o un messaggio dati nel seguente (i) "slot", o trasmettera' ACKX (QUAL=0), come indicato di seguito.
Per la temporizzazione vedi 6.2.1.3.
Se
la unita' ha inviato una richiesta (non di emergenza) con indirizzo esteso, o ha ricevuto ACKE o AHY (E=1) per un RQE con
indirizzo esteso
e IDENT1 e' uguale ad IDENT1 della richiesta
e DESC e' appropriato a IDENT1 (vedi 5.5.3.2.8)
e SLOTS corrisponde alla richiesta
allora trasmettera' l'intero indirizzo per IDENT1, secondo i formati delle parole di codice definiti nella sezione 5.6.1.2.2 (SAMIS, Mode 1).
Altrimenti
se
l'unita' ha inviato una richiesta per un terzo indirizzo deviato (RQT, FLAG2=1)
e IDENT1 e' fissato a DIVERTI
e DESC e' fissato a "000"
e SLOTS e' fissato a "01"
allora trasmettera' il "blocco di indirizzo", secondo il formato della parola di codice interprefisso definito nel paragrafo 5.6.1.2.2 (SAMIS, Mode 1, DESC="000").
Altrimenti
se
l'unita' ha inviato un messaggio RQC
e IDENT1 e' fissato a SDMI
e DESC e' fissato '00'
e SLOTS e' uguale a SLOTS del messaggio RQC
allora trasmettera' il suo messaggio dati breve, secondo i formati della parola di codice definiti nel paragrafo 5.6.2 (HEAD).
Altrimenti
l'unita' trasmettera' ackx (qual=0), con lo stesso prefisso ed identificativi del messaggio AHYC.
9.2.2.2 Verifica disponibilita' della *unita' radio* chiamata.
Se una *unita' radio* sul canale di controllo riceve un messaggio di AHY con PFIX/IDENT1 uguale al suo indirizzo individuale e il bit POINT fissato a '0' allora rispondera' con l'appropriato riscontro (vedi di seguito), con lo stesso prefisso ed identificativi del messaggio AHY. Se il bit AD e' uguale a 0 nel messaggio di AHY, l'unita' rispondera' nello "slot" seguente l'AHY; se il bit AD=1, una parola di codice dati e' aggiunta (contenente l'indirizzo chiamante) e l'unita' rispondera' nello "slot" seguente la parola di codice dati. Per la temporizzazione, vedi 6.2.1.3.
A) Chiamata entrante sul canale di traffico: IDENT2=Ident (1 a 8100), INCI, IPFIXI, o PABXI.
Se il bit AD e' = 1 nel messaggio di AHY ma la parola di codice dati non era decodificabile e l'unita' richiede l'indirizzo del chiamante per le sue operazioni, allora puo' richiedere una ritrasmissione inviando ACKB (QUAL=1):
ACKB (QUAL=1) - L'unita' richiede che il messaggio sia ritrasmesso. altrimenti
l'unita' puo' rifiutare la chiamata entrante inviando ACKX (QUAL=0) o ACKV (QUAL=1):
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non puo' accettare la chiamata; esempio:
D=0 nel messaggio di AHY e l'unita' non ha un dispositivo di
conversazione, o
D=1 nel messaggio di AHY e l'unita' non ha un terminale dati.
ACKV (QUAL=1) - L'utente ha indicato che non desidera ricevere questa chiamata (esempio usando il "controllo stato occupato").
Altrimenti
Se il bit D=0 nel messaggio di AHY e IDENT2 non e' fissato a INCI, l'unita' puo' accettare la chiamata per richiamata inviando ACKB (QUAL=0):
ACKB (QUAL=0) - La unita' ha accettato la chiamata per una richiamata successiva.
Altrimenti
i) Se il bit CHECK=0 nel messaggio di AHY, allora l'unita' inviera' ACK (QUAL=0):
ACK (QUAL=0) - L'unita' e' disponibile per la chiamata.
ii) Se il bit CHECK=1 nel messaggio di AHY, allora l'unita' inviera' o ACKI (QUAL=0) o ACK (QUAL=0), per indicare il suo stato di pronto per quanto e' possibile. Per ACKI (QUAL=0) l'unita' allertera' l'utente o prendera' azioni per preparare il terminale dati.
ACKI (QUAL=0) - Unita' e' allertata ma l'utente/terminale non e' pronto esempio: D=0 nel messaggio AHY e il comando di pronto alla comunicazione dell'unita' non e' ancora attivo, o D=1 nel messaggio di AHY e il terminale dati dell'unita' non e' pronto
ACK (QUAL=0) - L'utente/terminale dati e' disponibile per la chiamata.
L'unita' puo' indicare il chiamante (riferendosi al PFIX/IDENT2 del messaggio AHY o PFIX2/IDENT2 della parola codice dati), e puo' indicare se la chiamata entrante e' di emergenza (riferendosi al bit E del messaggio AHY).
Dopo aver ricevuto un messaggio di AHY per una chiamata entrante sul canale di traffico e risposto con ACK (QUAL=0) o ACKI (QUAL=0), l'unita' ignorera' messaggi di GTC di gruppo come specificato ai paragrafi 9.2.2.5 regole 2 o 3, fino a che o:
a. riceve una segnalazione di allocazione di canale per una chiamata entrante (esempio un messaggio di GTC con lo stesso prefisso,
identificativi e bit D come nel messaggio AHY), o
b. assume che la chiamata non avra' luogo; vedi 9.2.2.4.
Se una *unita' radio* riceve AHY (CHECK=1) che l'allerta per una chiamata entrante e risponde con ACKI (QUAL=0), essa puo' tentare di inviare RQQ (STATUS=00000) al TSC quando il suo utente/terminale dati e' pronto a ricevere la chiamata. Dopo aver risposto con ACKI (QUAL=0) o ACK (QUAL=0), puo' mandare RQQ (STATUS=11111) se l'utente non desidera piu' ricevere la chiamata; in questo caso rispondera' ad
ogni ulteriore messaggio AHY con ACKV (QUAL=1). Vedi anche 13.1.2.1 Se, mentre e' in attesa di una chiamata entrante nel canale di traffico, una *unita' radio* riceve un AHY ripetuto, inviera' l'appropriato riscontro e continuera' con ogni segnalazione "sgancio o riaggancio" in corso; inoltre, per ACK (QUAL=0) o ACKI (QUAL=0), fara' ripartire il suo contatore TA (vedi 9.2.2.4). Se l'unita' riceve un AHY per una differente chiamata entrante sul canale di traffico, abbandonera' ogni segnalazione della vecchia chiamata e obbedira' al nuovo AHY; vedi anche 9.2.2.4 e 13.1.2.8.
B) Verifica disponibilita' per messaggi dati brevi: IDENT2=SDMI
L'unita' puo' rifiutare messaggi dati brevi inviando ACKX (QUAL=0) o ACKV (QUAL=1). Altrimenti inviera' ACK (QUAL=0).
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non puo' accettare messaggi brevi (esempio essa non ha il terminale dati)
ACKV (QUAL=1) - L'utente ha indicato che non desidera ricevere messaggi dati brevi.
ACK (QUAL=0) - L'unita' e' disponibile a ricevere messaggi dati brevi.
C) Verifica di disponibilita' con test "non chiamata": IDENT2=DUMMYI L'unita' puo' indicare che essa non e' equipaggiata in modo adatto inviando ACKX (QUAL=0). Altrimenti inviera' ACK (QUAL=0).
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non puo' accettare una chiamata di questo tipo. Esempio:
D=0 nel messaggio di AHY e l'unita' non ha un dispositivo di conversazione oppure D=1 nel messaggio di AHY e l'unita' non ha un terminale dati.
ACK (QUAL=0) - L'unita' e' in contatto radio ed e' convenientemente equipaggiata
D) Verifica disponibilita' non valida:
IDENT2(cancelletto)Identificativo (da la 8100), INCI, IPFIXI, PABXI, SDMI o DUMMYI
L'unita' inviera' ACKX (QUAL=0), per rifiutare la verifica di
disponibilita'
9.2.2.3 Verifica disponibilita' per la *unita' radio* chiamante.
Se l a *unita' radio* sul canale di controllo riceve un messaggio di AHY con PFIX/IDENT2 uguale al suo indirizzo individuale e il bit POINT e' fissato a '1' allora rispondera' con l'appropriato riscontro (vedi di seguito), con lo stesso prefisso ed identificativi del messaggio AHY. Se il bit AD=0 nel messaggio di AHY, l'unita' rispondera' nello "slot" seguente l'AHY; se il bit AD=1, una parola di codice dati e' aggiunta e l'unita' rispondera' nello "slot" seguente la parola di codice dati.
Per la temporizzazione vedi 6.2.1.3.
ACK (QUAL=0) - L'unita' e' in attesa di segnalazioni per la chiamata o appropriata transazione ad IDENT1 e bit E; cioe':
a. IDENT1 e' l'identificativo del chiamato o *gateway* (o REGI per una richiesta di registrazione)
b. E=1 per una chiamata di emergenza, altrimenti "0" vedi paragrafi 5.5.3.2.1.
Vedi anche i paragrafi 8.2.2.4, 9.2.1.6, 10.2.7, 12.2.5, 13.1.2.5, 13.2.2.5 e 14.2.6.
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non sta aspettando segnalazione per una chiamata o appropriata transazione a IDENT1 e bit E.
9.2.2.4 Cancellazione dello stato di allerta/attesa per una unita'
chiamata
Se una *unita' radio* sul canale di controllo riceve un messaggio di AHYX con PFIX/IDENT1 uguali al suo indirizzo individuale allora rispondera' nello slot seguente con ACK (QUAL=1), con lo stesso prefisso ed identificativi come nel messaggio AHYX. Una unita' che ha ricevuto un messaggio di AHY per una chiamata entrante sul canale di traffico (vedi 9.2.2.2A) e risposto con ACK (QUAL=0) o ACKI (QUAL=0), assumera' che la chiamata non avra' luogo se uno dei seguenti eventi si verifica:
a. Non ha ricevuto la segnalazione di allocazione del canale per la chiamata al tempo TA dopo aver ricevuto l'ultimo ACK (QUAL=0) o ACKI (QUAL=0) che ha inviato in risposta ad un AHY per la chiamata.
b. Riceve un messaggio AHYX con lo stesso prefisso ed identificativi come in AHY. In questo caso, se sta tentando uno "sgancio o riaggancio" con una transazione RQQ per la chiamata entrante, deve ritornare nello stato di riposo. Vedi 13.1.2.7.
c. Riceve un messaggio di AHY di verifica della disponibilita' per una chiamata entrante differente (esempio il bit D e/o il bit E e/o l'indirizzo del chiamante e' differente dall'originale AHY). In questo caso, se sta tentando uno "sgancio o riaggancio" con una transazione RQQ per la chiamata entrante, abbandonera' la transazione - vedi 13.1.2.8.
Nei casi a. e b. l'unita' fermera' il segnale di allerta (se necessario) e puo' indicare all'utente/terminale dati che la chiamata non avra' luogo; essa anche notera' che la regola 2 o 3 del paragrafo 9.2.2.5 (che richiede all'unita' di ignorare i messaggi GTC per una chiamata di gruppo entrante) non si applica piu'. Nel caso c., l'unita' obbedira' alle procedure in 9.2.2.2A per la nuova chiamata. 9.2.2.5 Allocazione del canale di traffico
Una *unita' radio* sul canale di controllo verifichera' tutti i messaggi di GTC che riceve per vedere se il messaggio e' indirizzato ad essa, cioe', se:
PFIX/IDENT2 del messaggio GTC e' uguale al suo indirizzo individuale o PFIX/IDENT1 e' uguale ad uno dei suoi indirizzi designati per
questo sistema
o IDENT1 e' la chiamata generale con identificativo ALLI.
Se il messaggio GTC e' indirizzata ad essa, l'unita' usera' l'appropriata regola descritta di seguito per decidere se obbedire al comando:
1. Se l'unita' sta facendo una chiamata di emergenza (RQE) e non ha ricevuto ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1) per la sua chiamata, obbedira' al messaggio GTC se e solo se la sua chiamata di emergenza e' una chiamata ad indirizzamento breve (non PBAX) e il messaggio GTC e' per la chiamata richiesta (vedi 10.2.2 e 10.2.6)
Se l'unita' sta aspettando ulteriore segnalazione per la sua chiamata di emergenza, dopo aver ricevuto ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1) per la sua chiamata, obbedira' al messaggio GTC se e solo se essa e' individualmente indirizzata dal GTC (esempio il suo indirizzo individuale e' PFIX/IDENT1 o PFIX/IDENT2).
2. Altrimenti
Se l'unita' sta aspettando una chiamata di emergenza entrante (vedi 9.2.2.2A) obbedira' al messaggio GTC se e solo se e' individualmente indirizzata del GTC.
3. Altrimenti
Se l'unita' sta aspettando una chiamata non di emergenza sul canale di traffico (vedi 9.2.2.2A), obbedira' al messaggio di GTC se e solo se essa e' individualmente indirizzata dal GTC o IDENT1 e' fissato a ALLI.
4. Altrimenti
Se l'unita' sta tentando l'accesso o sta aspettando ulteriore segnalazione per una chiamata non di emergenza o una transazione, obbedira' al messaggio GTC se e solo se: essa e' individualmente indirizzata dal messaggio GTC,
o IDENT1 e' fissato ad ALLI
o PFIX/IDENT1 e' uno degli indirizzi di gruppo dell'unita', e
l'unita' sta tentando di chiamare quel gruppo, e
l'utente desideraricevere chiamate di gruppo, e
l'unita' conosce che essa non e' l'unita' chiamante (vedi di seguito).
(Cosi', mentre sta facendo una chiamata di gruppo interprefisso, una *unita' radio* ignorera' i messaggi di GTC contenenti l'indirizzo del gruppo richiesto e il bit D richiesto a meno che riceva un messaggio di GTC per l'unita' chiamante nello "slot" seguente (vedi a. di seguito) e trovi che non e' l'unita' chiamante. Se essa e' l'unita' chiamante, obbedisce al messaggio GTC individualmente indirizzato).
5. Altrimenti (ad esempio non sta aspettando alcuna chiamata o transazione). L'unita' obbedira' al messaggio GTC se:
essa e' individualmente indirizzata dal messaggio GTC,
o IDENT1 e' fissato ad ALLI,
o PFIX/IDENT1 e' uno degli indirizzi di gruppo dell'unita' e l'utente
desidera ricevere chiamate di gruppo
Se all'unita' e' richiesto di obbedire al comando GTC, eseguira' le seguenti azioni:
a. Si sintonizzera' sul designato canale di traffico uscente obbedendo alle seguenti temporizzazioni:
- Se IDENT2(cancelletto)IPFIXI, l'unita' dovra' essere in grado di ricevere sul canale di traffico entro 35 ms dopo la fine del messaggio GTC.
- Se IDENT2=IPFIXI l'unita' dovra' essere in grado di ricevere sul canale di traffico entro 142 ms dopo la fine del messaggio GTC; (Questo permette all'unita' chiamata in una chiamata interprefisso di rimanere sul canale di controllo per un'altro "timeslot" dopo aver ricevuto il messaggio GTC, per estrarre l'indirizzo del chiamante se il messaggio seguente e' un GTC per l'unita' chiamante).
b. Controllera' PFIX, IDENT1 e IDENT2 del messaggio GTC e anche il numero di canale del canale di controllo (da usare in osservanza alle procedure dei paragrafi 9.2.3.1, 9.2.3.3., 9.2.3.5, 9.2.3.6 e 9.2.3.7)
c. Se il bit D nel messaggio GTC e' '0', allora l'unita' abilitera' l'audio (per comunicazioni per conversazione). Se il bit D=1 l'unita' disabilitera' l'audio (per comunicazioni dati); si noti che l'unita' non deve mandare messaggi di manutenzione dentro gli *item* (a meno che precedentemente accordato nel sistema).
d. Se IDENT1 nel messaggio GTC e' ALLI e PFIX/IDENT2 nel messaggio GTC non e' il suo indirizzo individuale, allora l'unita' inibira' la trasmissione dell'utente sul canale di traffico. Altrimenti abilitera' la trasmissione dell'utente sul canale di traffico.
Essa puo' anche dare una indicazione all'utente.
Se l'unita' non obbedisce a un messaggio di GTC (o, per IDENT2=IPFIXI, un messaggio GTC nello "slot" seguente), e il canale di traffico designato e' il canale di controllo su cui il messaggio e' stato ricevuto, allora l'unita' deve ritornare alle procedure di acquisizione del canale di controllo. (Vedi 6.2.1.1).
9.2.2.6 Memorizzazione dei parametri di manutenzione della chiamata Una *unita' radio* memorizzera' i parametri di manutenzione della chiamata specificati dal piu' recente messaggio di BCAST, SYSDEF='00010' che si riferiscono al sistema al momento in uso.
Questi parametri indicano:
a. se il sistema richiede che la *unita' radio* su un canale di traffico allocato invii un messaggio di "Pressel ON" all'inizio di ogni *item* di conversazione che trasmette;
b. se le *unita' radio* devono inviare messaggi periodici entro *item* di conversazione, e in tal caso il massimo intervallo (in secondi) fra l'inizio dell' *item* e il primo messaggio periodico, e quindi fra successivi messaggi periodici;
c. se una unita' chiamata in un gruppo predisporra' PFIX/IDENT1 nel messaggio di MAINT che essa invia uguale al suo indirizzo individuale o all'indirizzo di gruppo relativo al messaggio GTC.
Vedi anche 5.5.4.2, 5.5.4.5C e 9.2.3.1. All'inizio della sessione, fino a che riceve un messaggio BCAST, SYSDEF='00010', l'unita':
- inviera' messaggi "Pressel ON"
- inviera' messaggi periodici con un intervallo massimo TP
- fissera' PFIX/IDENT1 come indirizzo di gruppo (quando essa e' l'unita' chiamata nel gruppo)
all. 1 - art. 1
9.2.3 Procedure per tutte le *unita' radio* su un canale di traffico allocato.
Queste procedure saranno osservate da tutte le *unita' radio* su un canale di traffico allocato (eccetto quando esentate da procedure di chiamate di emergenza d'accordo con il sistema - vedi 10.2.8). Per altre procedure per tutte le *unita' radio* su un canale di traffico, vedi paragrafi:
6.2.2 Disciplina del canale di traffico
11.3 Istruzione di inviare l'informazione di indirizzo esteso.
15.2 Procedure di interrogazione dati.
9.2.3.1 Messaggi di manutenzione della chiamata.
Durante una chiamata per conversazione (vedi 9.2.2.5e, 9.2.3.4), una *unita' radio* inviera' i seguenti messaggi di manutenzione della chiamata entro *item* di conversazione:
a. Se richiesto dal sistema (vedi 9.2.2.6), la *unita' radio* inviera' un messaggio di "Pressel ON" (MAINT, OPER=000) all'inizio di ciascun *item* essa trasmette.
b. Se richiesto dal sistema, la *unita' radio* inviera messaggi periodici (MAINT, OPER=010) entro ciascun *item* di conversazione essa trasmette. Vedi 9.2.2.6 per il massimo intervallo fra messaggi periodici.
c. La *unita' radio* inviera' un messaggio di "Pressel OFF" (MAINT, OPER='001') alla fine di ciascun *item* di conversazione essa trasmette, come l'ultimo segnale prima di risintonizzarsi sul canale di traffico uscente.
PFIX/IDENT1 nei messaggi MAINT inviati da una *unita' radio* e' l'indirizzo individuale dell'unita' come se fosse indirizzata individualmente dal messaggio di GTC; altrimenti (esempio per una unita' chiamata nel gruppo), PFIX/IDENT2 sara' fissato o all'indirizzo individuale dell'unita' oppure all'indirizzo di gruppo (PFIX/IDENT1) del messaggio GTC, come richiesto dal sistema - vedi 9.2.2.5 e 9.2.2.6).
(Durante una chiamata dati, la *unita' radio* non necessita di inviare i messaggi di cui sopra, a meno che richiesti dal sistema da predisposizioni precedenti).
9.2.3.2 Verifica disponibilita' su un canale di traffico
Se una *unita' radio* su un canale di traffico riceve un messaggio di AHY con:
PFIX/IDENT1 uguale al suo indirizzo individuale e POINT=0
o PFIX/IDENT2 uguale al suo indirizzo individuale e POINT=1
allora rispondera' con l'appropriato riscontro, (vedi di seguito), con lo stesso prefisso e identificativi come nel messaggio AHY. Se il bit AD=0 nel messaggio AHY, l'unita' temporizzera' la sua risposta dalla fine della parola codice di indirizzo AHY; se il bit AD=1, una parola di codice dati e' aggiunta e l'unita' temporizzera' la sua risposta dalla fine della parola codice dati. Per la temporizzazione, vedi 6.2.2.2.
a. Se POINT=0, l'unita' inviera' ACK (QUAL=0)
ACK(QUAL=0) - L'unita' e' in contatto radio.
b. Se POINT=1, l'unita' inviera' ACK (QUAL=0) o ACKX (QUAL=0):
ACK (QUAL=0) - L'unita' sta aspettando la segnalazione per una inclusione di chiamata appropriata ad IDENT1 (esempio IDENT1 e'
l'identificativo chiamato o *gateway*) vedi anche paragrafo 11.2.5
ACKX (QUAL=0) - L'unita' non sta aspettando la segnalazione per una inclusione di chiamata appropriata ad IDENT1.
9.2.3.3 Disabilitazione alla trasmissione dell'utente.
Se una *unita' radio* su un canale di traffico riceve un messaggio di manutenzione di chiamata MAINT, OPER=111 con il numero di canale (CHAN) uguale al numero del canale di traffico ed al relativo indirizzo, allora inibira' la trasmissione dell'utente mentre essa e' sintonizzata su questo canale di traffico (esempio disabilitera' il pulsante di trasmissione per una chiamata di conversazione o inibira' i dati dell'utente per una chiamata dati).
L'indirizzo (PFIX/IDENT1) del messaggio MAINT e' applicabile se:
a. PFIX/IDENT1 e' uguale all'indirizzo individuale dell'unita', o
b. PFIX/IDENT1 e' uguale a PFIX/IDENT1 del messaggio GTC e l'unita' non e' l'utente chiamante, o
c. IDENT1 e' uguale a ALLI
9.2.3.4 Sostituzione del canale di traffico.
Se una *unita' radio* sul canale di traffico riceve un messaggio di GTC con:
PFIX/IDENT1 del messaggio GTC uguale al suo indirizzo individuale
o PFIX//IDENT1 uguale ad ognuno dei suoi indirizzi designati per
questo sistema
o IDENT1 fissato all'identificativo ALLI di chiamata generale
allora eseguira' le seguenti azioni:
i) si sintonizzera' sul designato canale di traffico uscente e sara' in grado di ricevere entro 35 ms dopo la fine del messaggio GTC.
ii) Se il bit D del messaggio GTC e' '0' , allora la *unita' radio* abilitera' l'audio (per comunicazione di conversazione). Se il bit D=1, l'unita' disabilitera' l'audio (per comunicazione dati); si noti che essa non deve inviare messaggi di manutenzione entro gli *item* (a meno che richiesto dal sistema da predisposizioni precedenti)
iii) Se IDENT1 del messaggio GTC e' ALLI e PFIX/IDENT2 del messaggio GTC non e' il suo indirizzo individuale, allora l'unita' inibira' la trasmissione dell'utente. Altrimenti essa abilitera' la trasmissione dell'utente. (Vedi anche 11.2.7c).
Quando l'unita' e' sintonizzata sul canale di traffico designato, essa puo' continuare la comunicazione.
(Notare che l'unita' continua ad usare PFIX, IDENT1 e IDENT2 del messaggio GTC originale (vedi 9.2.2.5) in osservanza alle procedure dei paragrafi 9.2.3.1, 9.2.3.3, 9.2.3.5, 9.2.3.6 e 9.2.3.7).
9.2.3.5 Riaggangio sul canale di traffico
Se l'utente della *unita' radio* riaggangia o effettua un'azione equivalente (o se il suo terminale dati indica che la chiamata dati e' finita) mentre e' sintonizzato sul canale di traffico, e se il suo indirizzo individuale e' o PFIX/IDENT1 o PFIX/IDENT2 del messaggio di GTC, allora l'unita' inviera' un numero di messaggi di disconnessione (MAINT, OPER=011) sul canale di traffico. Essa inviera' ND1 messaggi di disconnessione se il suo indirizzo individuale e' PFIX/IDENT1 del messaggio GTC, o ND2 se il suo indirizzo individuale e' PFIX/IDENT2 del messaggio GTC. L'unita' inviera' continuamente i messaggi (vedi 3.3.2 e 6.2.2.2) e disabilitera' l'audio, e deve ritornare quindi alle procedure di acquisizione del canale di controllo (vedi 6.2.1.1) Una *unita' radio* il cui indirizzo individuale non e' PFIX/IDENT1 ne' PFIX/IDENT2 del messaggio GTC (esempio l'unita' chiamata in una chiamata di gruppo) puo' lasciare la chiamata in ogni momento quando l'utente riaggangia e equivalente; essa disabilitera' l'audio, e deve ritornare allora alle procedure di acquisizione del canale di controllo (senza segnalazione). Tuttavia, l'unita' chiamante invia ND2 messaggi di disconnessione per una chiamata di gruppo (vedi sopra), e cosi' il chiamante dovrebbe essere avvisato di rimanere con una chiamata di gruppo sino al suo termine.
9.2.3.6 Tempo limite sul canale di traffico
Una *unita' radio* su un canale di traffico temporizzera' la lunghezza di un periodo durante il quale essa non rileva alcuna attivita' (esempio smette di ricevere un adeguato livello di segnale) e temporizzera' anche la lunghezza di ciascun *item* essa trasmette.
Se l'unita' non rileva attivita' sul canale di traffico uscente per un tempo TN allora assumera' che la chiamata e' terminata; disabilitera' l'audio e deve ritornare alle procedure per l'acquisizione del canale di controllo (senza segnalazione), e puo' indicare all'utente che la chiamata e' terminata.
Se l'unita' trasmette un *item* che raggiunge la durata massima permessa TT allora essa disabilitera' l'audio e:
i) inviera' un messaggio di "Pressel OFF" (per un *item* di conversazione);
ii) inviera' ND1 o ND2 messaggi di disconnessione se il suo indirizzo individuale e' PFIX/IDENT1 o PFIX/IDENT2 relativi al messaggio GTC (come in paragrafo 9.2.3.5)
Essa allora deve cessare la trasmissione sul canale di traffico, ritornare alle procedure di acquisizione del canale di controllo e puo' indicare all'utente che la chiamata e' finita.
9.2.3.7 Messaggio selettivo di terminazione chiamata: MAINT con OPER=110.
Se una *unita' radio* sul canale di traffico riceve un messaggio di manutenzione della chiamata MAINT, OPER=110, con:
il numero di canale (CHAN) uguale al numero del canale di traffico
e PFIX/IDENT1 diverso da PFIX/IDENT1 del messaggio GTC
e PFIX/IDENT1 diverso da PFIX/IDENT2 del messaggio GTC
allora deve disabilitare immediatamente l'audio, ritornare alle pro- cedure di acquisizione del canale di controllo e puo' indicare all'utente che la chiamata e' terminata.
9.2.3.8 Messaggio di terminazione
Se una *unita' radio* su un canale di traffico riceve un messaggio di terminazione CLEAR con:
il numero di canale CHAN uguale al numero del canale di traffico e il
campo REVS uguale '101010101010'
allora essa deve immediatamente disabilitare l'audio e spostarsi sul canale di controllo uscente indicato dal campo CONT nel messaggio CLEAR (per essere in grado di ricevere entro 35 ms dopo la fine della parola di codice indirizzo CLEAR), e puo' indicare all'utente che la chiamata e' finita.
Nota: Se il campo CONT nel messaggio CLEAR e' uguale a '0000000000' , allora la rimozione del canale e' dipendente dal sistema.
10. PROCEDURE DI CHIAMATA DI EMERGENZA.
Questo capitolo definisce le procedure standard per le chiamate di emergenza (notare che sistemi diversi possono avere procedure di emergenza alternative impiegando messaggi personalizzati dall'utente, e che solo le *unita' radio* che hanno predisposizioni adatte al sistema li possono usare).
Chiamate standard di emergenza da *unita' radio* possono essere richieste a:
- a una *unita' radio*, *terminale d'utente a connessione diretta* o a un gruppo
- tutte le unita' nel sistema
- ad un estensione di PABX (con indirizzamento breve o esteso)
Chiamate di emergenza da *unita' radio* sono richieste usando il messaggio di richiesta chiamata di emergenza RQE (vedi 5.5.3.1.5).
Bit D nel messaggio RQE specifica se l'unita' sta richiedendo una comunicazione per conversazione o dati. Una richiesta con indirizzamento esteso e' indicata predisponendo IDENT1 nel messaggio RQE ad un appropriato identificativo *gateway*.
Una *unita' radio* puo' interrompere un tentativo di una chiamata non di emergenza per richiedere una chiamata di emergenza; in questo caso abbandonera' il precedente tentativo. I messaggi ACKE (QUAL=0) e AHY (E=1) sono le uniche risposte a chiamate RQE; esse indicano che il TSC ha ricevuto positivamente RQE e che ogni ulteriore segnalazione inviata all'unita' e' per una chiamata di emergenza. Fino a che l'unita' non riceve ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1) l'unita' ignora altri riscontri e rifiuta messaggi AHYC con MODE 1.
Normalmente le chiamate di emergenza hanno precedenza su tutte le altre chiamate. Le chiamate di emergenza possono essere di tipo "a liberazione forzata", il che significa che un'altra chiamata puo' essere terminata in anticipo per liberare un canale per la chiamata di emergenza.
Se il bit EXT e' predisposoto a 0 nel messaggio RQE (esempio se RQE non e' una chiamata aPABX con indirizzamento breve) allora la FLAG2 puo' essere fissata a '1' per indicare che la unita' chiamante sta richiedendo una chiamata di emergenza di tipo speciale, precedentemente concordata con il sistema; il TSC determina l'azione richiesta in riferimento all'indirizzo della unita' chiamante quinti il TSC e la *unita' radio* seguono appropriate (non standard) proce- dure. In questo caso il significato dei campi IDENT1, D e FLAG1 nel messaggio RQE possono essere ridefiniti. Per esempio EXT=0/FLAG2=1 potrebbe indicare che il campo IDENT1 contiene un messaggio speciale di 13 bit perche' sia trattato al momento dal controllore; questi speciali messaggi potrebbero avere ogni significato predefinito (come il tipo dell'emergenza, il servizio richiesto o la posizione geografica dell'unita'). Vedi anche le introduzioni ai paragrafi 10.1 e 10.2.
10.1 Procedure standard di chiamata d'emergenza per TSC
Se il TSC offre un servizio di emergenza allora sara' preparato ad accettare un messaggio di RQE in ogni "slot" ad accesso casuale.
Le procedure del TSC dettagliate nei seguenti paragrafi sono per chiamate di emergenza standard. Se, a seguito di una incorretta operazione di una *unita' radio*, il TSC riceve un messaggio RQE richiedente un modo speciale di servizio (EXT=0/FLAG2=1) da una *unita' radio* che non e' stata precedentemente prevista allora esso puo' rifiutare la richiesta rispondendo con ACKE (QUAL=0) e quindi inviando ACKX (QUAL=0), dove entrambi ACKE e ACKX contengono lo stesso PFIX, IDENT1 e IDENT2 come il messaggio RQE.
10.1.1 Risposte a richiesta di emergenza standard con indirizzamento breve
Una *unita' radio* richiede una chiamata di emergenza generando un messaggio RQE conformemente al protocollo ad accesso casuale (almeno che essa abbia altre predisposizioni con il sistema). Alla ricezione di un messaggio RQE con indirizzamento breve, il TSC inviera' una risposta il piu' presto possibile; per il massimo ritardo permesso, vedi 7.2.4. Risposte valide sono:
a. ACKE (QUAL=0): vedi 5.5.2.1 e 10.2.2
b. Una verifica di disponibilita' per la chiamata (AHY con il bit E=1) vedi 9.1.1.5, 9.1.1.7 e 10.2.2.
c. Per una chiamata con PABX (esempio EXT=0 nel messaggio RQE):
- un messaggio Go To Channel (GTC): vedi 9.1.1.12 e 10.2.2 (Questa e' la risposta raccomandata se il TSC non fa alcuna verifica di disponibilita' per la chiamata - vedi 10.1.6)
ACKE (QUAL=0) e' inviato solo come una risposta ad un messaggio RQE; esso e' un riscontro intermedio; indicando che ulteriore segnalazione seguira'. Il TSC puo' mandare allora altri riscontri (es. ACKI, ACKX) alla unita' chiamante in attesa, nei tempi appropriati per indicare l'andamento della fase di costruzione delle chiamate; vedi paragrafo 10.1.5.
10.1.2 Rispostaa richieste d'emergenzastandardconindirizzamento
esteso
Una *unita' radio* richiede una chiamata di emergenza generando un messaggio RQE, conformemente al protocollo ad accesso casuale (a meno che essa non abbia altre predisposizioni con il sistema). Alla ricezione di un messaggio RQE con indirizzamento esteso il TSC inviera' una risposta ACKE (QUAL=0) con lo stesso prefisso ed identificativi come nel messaggio RQE. Per il massimo ritardo permesso, vedi 7.2.4.
10.1.3 Segnalazione per una chiamata precedente.
Dopo aver ricevuto un messaggio RQE, il TSC non inviera' alcuna altra segnalazione all'unita' chiamante per ogni precedente richiesta di chiamata da quella unita' (sebbene, per una chiamata sul canale di traffico, esso puo' mandare un AHYX per informare l'unita' chiamata che la chiamata non avra' luogo).
10.1.4 Conseguimento delle informazioni di indirizzo esteso
Dopo aver ricevuto un messaggio RQE con indirizzo esteso e rispondendo con ACKE (QUAL=0), il TSC puo' chiedere l'indirizzo completo del chiamato dall'unita' chiamante inviando un messaggio di AHYC (come in paragrafo 9.1.1.3).
10.1.5 Riscontri inviati per indicare l'avanzamento di una chiamata di emergenza.
Dopo aver inviato ACKE (QUAL=0) o un riscontro di disponibilita' AHY con E=1 come risposta ad una richiesta di chiamata di emergenza, il TSC puo' mandare riscontri ACKI, ACKQ, ACKX, ACKV, ACKB (QUAL=0) o ACKT (QUAL=0) all'unita' chiamante per indicare l'avanzamento della chiamata come in paragrafo 9.1.1.4.
10.1.6 Verifiche disponibilita' prima di allocare un canale di traffico.
Per chiamate di emergenza, la verifica obbligatoria di disponibilita' dettagliata in sezione 9.1.1.5 puo' essere esentata (per chiamate di emergenza, la verifica di disponibilita' sulle *unita' radio* e' fatta usando il messaggio AHY con il bit E=1).
10.1.7 Tempi limite del TSC.
Il TSC puo' ordinare all'unita' chiamante di far ripartire il suo contatore di attesa TW, inviando il messaggio AHY con il bit POINT=1 (e il bit E=1); vedi 9.1.1.7 e 9.2.2.3. Se trascorre un tempo TW, meno la tolleranza del contatore della *unita' radio*, da quando l'ultimo messaggio e' ricevuto per una chiamata di emergenza (dall'unita' chiamante), il TSC non deve inviare alcuna altra segnalazione per la chiamata, eccettuato l'invio di AHYX per informare una unita' chiamata che la chiamata non avra' luogo. Vedi anche 10.2.7.
10.1.8 Altre procedure.
a. Una unita' chiamante puo' mandare un messaggio RQX per cancellare la sua chiamata di emergenza. Le procedure del TSC sono definite in 9.1.1.8 per chiamate semplici.
b. E' raccomandato che il TSC non mescoli una chiamata di emergenza con altre chiamate in coda.
c. Se tutti i canali di traffico sono occupati allora il TSC puo' terminare prematuramente un'altra chiamata (con o senza avviso ai corrispondenti che lo stanno usando) in modo di liberare un canale per una chiamata di emergenza.
d. Le procedure per l'allocazione di un canale di traffico, manutenzione delle chiamate e terminazione sono dettagliate in 9.1.1.12 e 9.1.2.
10.2 Procedure di chiamate di emergenza standard per *unita' radio* Una *unita' radio* fara' solo un tentativo di chiamata di emergenza alla volta. Mentre sta tentando l'accesso o aspettando ulteriore segnalazione per una richiesta di emergenza, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata di ogni tipo (a meno che l'utente prima cancelli la chiamata originale). Essa puo' fare una chiamata di emergenza in un altro tempo. Per esempio, essa puo' interrompere un tentativo di chiamata non di emergenza per richiedere una chiamata di emergenza; in questo caso abbandonera' il precedente tentativo di chiamata (senza inviare RQX).
Le procedure delle *unita' radio* dettagliate nei paragrafi seguenti sono per chiamate di emergenza standard. Se una *unita' radio* invia un messaggio di RQE con EXT=0/FLAG2=1 allora sta richiedendo un modo speciale del servizio di emergenza precedentemente previsto nel sistema e generalmente segue procedure non standard; comunque, se essa riceve ACKE (QUAL=0) e seguentemente riceve ACKX (QUAL=0), entrambi con lo stesso PFIX, IDENT1 e IDENT2 come il corrispondente RQE, allora deve ritornare nello stato di riposo (e puo' indicare all'utente che il tentativo di chiamata e' fallito).
10.2.1 Richiesta di una chiamata di emergenza standard.
Una *unita' radio* richiede una chiamata standard di emergenza inviando un messaggio RQE sul canale di controllo; i campi nel messaggio RQE saranno fissati propriamente (vedi 5.5.3.1.5). Alcuni TSC possono permettere piu' di un tentativo di accesso casuale in una trama; comunque, a meno che la *unita' radio* conosca il numero di tentativi successivi permessi dal TSC, si deve attenere al normale protocollo di accesso casuale - vedi 7.3 (Notare che la *unita' ra- dio* richiedente una chiamata di emergenza ignora tutti i valori del qualificatore di indirizzo eccetto M=20 - vedi 7.3.1)
L'unita' tentera' l'accesso fino a che riceve una valida risposta (vedi 10.2.2/3), o fino a che il suo utente cancelli la chiamata (vedi 10.2.8), o fino a che il tentativo di accesso fallisce (esempio l'unita' ha inviato il numero massimo di trasmissioni NE e non ha ricevuto nessuna risposta, o il suo tempo di accesso TC e' scaduto (vedi 7.3.8). Nel caso di accesso fallito, se l'unita' non ha inviato una richiesta, deve ritornare allo stato di riposo (e puo' indicare l'insuccesso all'utente); altrimenti, deve aspettare una ulteriore segnalazione per la chiamata - vedi da 10.2.4 a 10.2.7.
10.2.2 Risposte ad un RQE con indirizzamento breve.
Per una chiamata con indirizzamento breve, l'unita' chiamante accettera' i seguenti messaggi (con PFIX/IDENT2) come il suo indirizzo individuale e IDENT1 come identificativo del chiamato o PABXI per una chiamata a PABX) come una risposta valida al suo RQE o non inviera' piu' nessuna richiesta:
a. Un riscontro ACKE (QUAL=0)
b. Un messaggio AHY con il bit E=1
c. Per una chiamata non PABX (esempio EXT=0 nel messaggio RQE)
- Un messaggio GO TO CHANNEL (GTC) con il bit D uguale al bit D del messaggio RQE.
Nei casi a. e b. l'unita' allora deve aspettare una ulteriore segnalazione per la chiamata. Vedi anche paragrafi 10.2.6, 9.2.2.3 e 9.2.2.5.
10.2.3 Risposte a un messaggio RQE con indirizzamento esteso
Per una chiamata con indirizzo esteso, l'unita' chiamante accettera' un messaggio di riscontro ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1) (con lo stesso prefisso ed identificativi del messaggio RQE) come una risposta al suo RQE e non inviera' piu' nessuna altra richiesta; essa allora deve aspettare una ulteriore segnalazione relativa alla chiamata. Vedi anche 9.2.2.3.
10.2.4 Invio dell'informazione di indirizzo esteso.
Per una chiamata di emergenza con indirizzo esteso, dopo aver ricevuto un messaggio ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1) per la sua chiamata, l'unita' chiamante inviera' l'intera informazione dell'indirizzo del chiamato alla ricezione dell'appropriato AHYC; vedi paragrafo 9.2.2.1. Sino a che essa riceve ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1), l'unita' rispondera' al MODE 1 dei messaggi AHYC con ACKX (QUAL=0).
10.2.5 Riscontri indicanti l'avanzamento della chiamata di emergenza.
Dopo aver ricevuto un messaggio ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1) per la sua chiamata di emergenza, l'unita' chiamante in attesa prendera' l'appropriata azione alla ricezione di ulteriori riscontri quali - ACKI, ACKQ, ACKX, ACKV, ACKB, (QUAL=0) o ACKT (QUAL=0) - come dettagliato nei paragrafi 9.2.1.4. Se riceve ACKE (QUAL=0) per la chiamata allora l'unita' deve aspettare una ulteriore segnalazione. 10.2.6 Verifica disponibilita' e allocazioni del canale per la propria chiamata.
Una unita' chiamante tentando l'accesso o aspettando ulteriore segnalazione per una chiamata di emergenza obbedira' alle procedure di verifica disponibilita'. (Vedi da 9.2.2.2 a 9.2.2.4). Notare particolarmente che:
a. Se l'unita' non ha ricevuto ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1) per la sua chiamata di emergenza obbedira' ad un messaggio GTC se la sua chiamata e' di tipo ad indirizzamento breve non PABX e il messaggio GTC e' per la chiamata richiesta (vedi di seguito).
b. Dopo aver ricevuto ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1) per la sua chiamata di emergenza, l'unita' obbedira' ad un messaggio GTC solo se essa e' individualmente indirizzata dal GTC (esempio se il suo indirizzo individuale e' PFIX/IDENT1 o PFIX/IDENT2).
Vedi paragrafo 9.2.2.5 , regola 1.
Per una chiamata con indirizzamento breve non PABX o dopo aver ricevuto ACKE (QUAL=0) o AHY (E=1) per una chiamata con indirizzamento breve PABX o dopo aver inviato il completo indirizzo per una chiamata con indirizzo esteso, l'unita' assumera' che il messaggio GTC che essa riceve e' per la sua richiesta di chiamata se PFIX/IDENT2 e' il suo indirizzo individuale, IDENT1 e' l'indirizzo del chiamato o (*gateway*) e il bit D e' lo stesso del messaggio RQE.
Se e' cosi', essa puo' dare una indicazione all'utente, e deve ritornare allo stato di riposo alla fine della chiamata.
10.2.7 Tempo scaduto in attesa di segnalazione
Una unita' chiamante in attesa di ulteriore segnalazione per una chiamata di emergenza deve ritornare allo stato di riposo se il tempo TW e' scaduto da quando l'ultimo messaggio e' stato inviato per la chiamata, esempio:
RQE, richiesta chiamata di emergenza (vedi 10.2.1)
o SAMIS, fornendo le informazioni di indirizzo esteso per la chiamata (vedi 9.2.2.1)
o ACK (QUAL=0) inviato in risposta ad un messaggio AHY con POINT=1, E=1 e IDENT1 come identificativo del chiamato o *gateway* (vedi 9.2.2.3)
Essa puo' anche indicare l'insuccesso all'utente.
10.2.8 Altre procedure.
a. Una unita' chiamante in attesa di una chiamata di emergenza puo' tentare di cancellare la chiamata inviando una richiesta di cancellazione RQX.
Le procedure sono come definite in 9.2.1.7 per la cancellazione di chiamate semplici.
b. Le procedure su un canale di traffico allocato sono definite in 9.2.3 (a meno che altre predisposizioni siano state fatte nel sistema).
11. PROCEDURE PER CHIAMATA DI INCLUSIONE
Durante una chiamata RQS o RQE, una *unita' radio* allocata sul suo canale di traffico puo' inviare una richiesta di messaggio RQS al TSC, per chiedere che un'altro *utente* si possa unire alla chiamata in corso. Questa funzione puo' essere usata per:
a) una chiamata di conferenza - un utente sul canale puo' chiedere che la chiamata venga allargata per includere un altro *utente*,
b) trasferimento di chiamata - un utente puo' includere un altro *utente* nella chiamata e dopo abbandonare la chiamata che puo'
continuare senza esso
c) ripetizione di chiamata - un utente puo' chiedere l'assegnazione del canale segnalando che la chiamata deve essere ritrasmessa.
L' *utente* incluso puo' essere una *unita' radio*, un *terminale d'utente a connessione diretta*, un gruppo di unita', un estensione PABX (con indirizzamento breve o esteso).
Una *unita' radio* richiede una chiamata di inclusione trasmettendo un messaggio di richiesta RQS sul canale di traffico assegnato. (Una richiesta di indirizzamento esteso e' indicata fissando IDENT1 nel messaggio RQS all'appropriato identificativo *gateway*).
Il TSC risponde e, per una richiesta di indirizzamento esteso, da' ordine all'unita', che ha richiesto l'inclusione, di trasmettere tutti i particolari dell' *utente* chiamato. Dopo verifica la disponibilita' dello *utente* chiamato (se necessario) e indirizza lo *utente* chiamato sul canale di traffico. Per tutta la durata della transazione, il TSC puo' inviare riscontri all'unita' che ha chiesto l'inclusione per indicare la progressione e il successo/perdita della transazione.
Quando un utente inizia una chiamata di inclusione, la sua richiesta di trasmissione e' disabilitata fino a quando la *unita' radio* riceve un riscontro diverso da ACKI (QUAL=1) o fino a quando scade il tempo.
Dopo che l' *utente* e' stato incluso in una chiamata, il TSC puo' permettere alle unita' di abbandonare la chiamata, senza concludere la chiamata, a condizione che il numero degli *utenti* che indicheranno la condizione di riaggancio non e' ridotto sotto il numero normale per il tipo di chiamata.
Le limitazioni della temporizzazione per i messaggi trasmessi su un canale di traffico sono specificati nelle sezioni 6.1.2.2 e 6.2.2.2. 11.1 Procedure del TSC per chiamate di inclusione.
Questo paragrafo definisce le procedure per i TSC che offrono la possibilita' della chiamata di inclusione.
11.1.1 Risposta ad una chiamata di inclusione con indirizzamento breve.
Una *unita' radio* richiede una chiamata di inclusione con indirizzamento breve trasmettendo un messaggio RQS (con EXT=1, o con EXT=0 e IDENT1 fissato a un identificativo di un *utente* chiamato valido) sul canale di traffico. Alla ricezione di un messaggio RQS di inclusione con indirizzamento breve, il TSC dovra' inviare una risposta:
ACKI, ACKQ (QUAL=0), ACKX, ACKV, ACKT (QUAL=0) o ACK (QUAL=0).
Per gli identificativi, vedi sezione 5.5.2.1; per ritardo accettabile, vedi 6.1.2.2.
Questi messaggi di riscontro possono anche essere inviati all'unita' per indicare la progressione della propria chiamata di inclusione - vedi 11.1.4.
11.1.2 Risposta a una richiesta di inclusione con indirizzamento esteso.
Una *unita' radio* richiede una chiamata di inclusione con indirizzamento esteso trasmettendo un messaggio RQS (con EXT=0 e IDENT1=IPFIXI, PABX) su canale di traffico. Alla ricezione di un messaggio RQS di richiesta di inclusione con indirizzamento esteso, il TSC inviera' una delle seguenti risposte con lo stesso prefisso e identificativi come nella RQS di inclusione:
a) un riscontro ACKI (QUAL=1), ACKX o ACKV (QUAL=0).
b) AHYC (per esempio un'istruzione di inviare le informazioni com- plete del chiamato).
Per il ritardo accettabile vedi 6.1.2.2. Vedi anche 11.1.3 e 11.1.4. 11.1.3 Modalita' per inviare le informazioni di indirizzamento esteso.
Dopo la ricezione di un messaggio RQS di inclusione con indirizzamento esteso, il TSC puo' richiedere l'indirizzamento completo del chiamato inviando un messaggio AHYC, con:
- lo stesso prefisso e identificativi come nel messaggio RQS di
inclusione
- il campo DESC fissato per indicare l'appropriato *gateway* (vedi 5.5.3.2.8).
- il campo SLOTS fissato al corrispondente della RQS di inclusione.
Il messaggio AHYC da' istruzione alla *unita' radio*, che ha richiesto l'inclusione di inviare le informazioni dell'indirizzo dell'utente chiamato (vedi 11.3.1). Se il TSC non decodifica con successo le informazioni di indirizzo, la *unita' radio* ripete il messaggio AHYC o trasmette ACKV (QUAL=0) per indicare il fallimento della chiamata di inclusione.
Dopo aver decodificato con successo tutte le informazioni di indirizzo, il TSC puo' inviare i riscontri appropriati all'unita' che ha richiesto l'inclusione (vedi 11.1.4).
11.1.4 Riscontri inviati per indicare la progressione di una chiamata
di inclusione
Il TSC puo' inviare messaggi di riscontro per indicare ad una *unita' radio* la progressione della sua chiamata di inclusione - per identificativi, vedi 5.5.2.1. (Per chiamate di inclusione con indirizzamento esteso, solo ACKI (QUAL=1), ACKX e ACKV (QUAL=0) sono appropriate fino a quando non sono state ottenute tutte le informazioni dell'indirizzo.)
ACKI (QUAL=0) - L' *utente* chiamato e' stato avvisato ma non e' ancora pronto.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; ulteriore segnalazione a seguire.
ACKQ (QUAL=0) - Tutti i canali di traffico sono in uso sul sito chiamato; ulteriore segnalazione a seguire.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida, richiesta respinta.
ACKX (QUAL=1) - Sovraccarico del sistema ad esempio tutti i canali sono in uso sul sito chiamato e la chiamata non puo' essere accodata.
ACKV (QUAL=0) - L'unita' chiamata non e' in contatto radio o abbandono della chiamata di inclusione.
ACKV (QUAL=1) - Conflitto della chiamata in progressione (esempio chiamata occupata) o l'utente chiamato non vuole ricevere la chiamata.
ACKT (QUAL=0) - l' *utente* chiamato e' stato deviato.
ACK (QUAL=0) - Richiesta di inclusione accettata; la verifica di disponibilita' ha avuto successo (se eseguita); l' *utente* chiamato sara' indirizzato sul canale di traffico.
Per il massimo ritardo accettabile delle ripetizioni dei riscontri ACKX, ACKV, ACKT e ACK vedi il tempo limite TB nel paragrafo 11.2.4. 11.1.5 Verifica della disponibilita' della *unita' radio* chiamata
Se una richiesta di inclusione specifica che una *unita' radio* individuale deve essere inclusa, il TSC puo' verificare la disponibilita' dell'unita' chiamata prima di darle istruzioni di unirsi alla chiamata in progressione.
Il TSC verifica la disponibilita' della *unita' radio* chiamata inviando il messaggio AHY sul canale di controllo (vedi 5.5.3.2.1 e 9.2.2.2a).
Per una verifica di disponibilita' di una chiamata di inclusione, IDENT 2 nel messaggio AHY e' fissato a INCI (per inibire all'utente chiamato la risposta con ACKB (QUAL=0)) e una parola di codice dati puo' essere aggiunta contenente l'indirizzo dell'unita' che ha richiesto l'inclusione.
Il TSC puo' indicare il risultato della verifica di disponibilita' ad una *unita' radio* che ha richiesto l'inclusione, inviando il riscontro (i) appropriato (vedi 11.1.4) sul canale di traffico.
11.1.6 Cancellazione di chiamata
Una *unita' radio* puo' cancellare la sua richiesta di chiamata di inclusione trasmettendo un messaggio RQX (vedi 5.5.3.1.3) sul canale di traffico. Alla ricezione di un messaggio RQX cancellante la chiamata di inclusione, il TSC rispondera' con ACK (QUAL=0) o ACK (QUAL=1), con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQX; vedi anche 11.1.4 e 11.2.6.
Se una chiamata di inclusione e' stata cancellata, il TSC puo' informare la *unita' radio* chiamata inviando il messaggio AHYX (con IDENT2 fissato a INCI) sul canale di controllo. Il messaggio AHYX puo' essere ripetuto se non ha ancora ricevuto un riscontro con il messaggio ACK (QUAL=1) dall'unita' chiamata (vedi 9.2.2.4).
11.1.7 Tempo limite del TSC.
Il TSC puo' dare istruzione ad una *unita' radio* che ha richiesto l'inclusione di far ripartire il suo temporizzatore di attesa TI, inviando un messaggio AHY con:
- Il bit POINT fissato al valore '1'
- PFIX/IDENT2 fissato al valore dell'indirizzo individuale
dell'unita'
- IDENT1 fissato al valore dell'identificativo del chiamato e del *gateway*.
Vedi 9.1.2.2 e 9.2.3.2. Se il tempo TI, meno le tolleranze del temporizzatore delle *unita' radio* , scade senza che l'ultimo messaggio venga ricevuto per una chiamata di inclusione (dall'unita' che ha richiesto la chiamata d'inclusione), il TSC non inviera' alcuna ulteriore segnalazione per la transazione, eccetto quando puo' inviare il messaggio AHYX sul canale di controllo per informare la *unita' radio* chiamata. Vedi anche 11.2.5.
11.1.8 Assegnazione del canale di traffico.
Il TSC indirizzera' una *unita' radio* chiamata o un gruppo di *unita' radio* al corretto canale di traffico usando i messaggi Go To Channel GTC (con IDENT2 fissato a INCI); vedi paragrafo 5.4.
11.1.9 Termine di una chiamata.
Dopo una chiamata di inclusione, il TSC puo' permettere agli *utenti* di abbandonare la chiamata in progressione, senza terminare la chiamata stessa, nel modo seguente:
i) Per una chiamata di gruppo o una chiamata in cui un gruppo e' stato incluso, il TSC puo' permettere alle *unita' radio* di inviare la segnalazione di gancio (o ai *terminali d'utente a connessione diretta* , oppure utenti PABX di abbandonare la chiamata), senza terminare la chiamata stessa, a condizione che almeno un *utente*, che indichera' la fine dell'uso del canale, rimanga in conversazione.
ii) Per una chiamata comprendente solo utenti con indirizzamento individuale, il TSC puo' permettere alle *unita' radio* di inviare la segnalazione di gancio (o ai *terminali d'utente a connessione diretta*, oppure utenti PABX di abbandonare la chiamata) senza terminare la chiamata stessa verificando che almeno due *utenti* rimangano in conversazione.
In questo modo, almeno il numero normale di utenti in grado di indicare la fine dell'uso del canale, rimane in conversazione (escludendo la corruzione di messaggi di segnalazione). Vedi anche paragrafo 9.1.2.6.
11.2 Procedure per *unita' radio* che richiedono l'inclusione.
Una *unita' radio* sul canale di traffico chiedera' soltanto una transazione alla volta; mentre sta richiedendo una chiamata di inclusione oppure e' in attesa di ulteriori segnalazioni, la *unita' radio* non richiedera' un'altra transazione di qualsiasi tipo (a meno che l'utente cancelli prima la richiesta di chiamata di inclusione). 11.2.1 Richiesta di inclusione.
Quando un utente inizia una chiamata di inclusione (indicando che desidera che un altro si unisca alla chiamata in corso), la *unita' radio* inibira' la trasmissione dell'utente per esempio:
- disabilitando il tasto per la trasmissione per una chiamata per
conversazione, o
- inibendo il terminale dati dell'utente per una chiamata dati.
La *unita' radio* richiede una chiamata di inclusione trasmettendo un messaggio RQS sul canale di traffico assegnato. I campi del messaggio RQS saranno fissati appropriamente (vedi 5.5.3.1.1); tuttavia notare particolarmente che:
a. Se la chiamata in progressione e' una chiamata per conversazione (vedi 9.2.2.5 e 9.2.3.4), il bit DT sara' fissato a '0', per una chiamata dati DT sara' fissato a '1'.
b. Il bit LEVEL sara' fissato a '1'.
(Questo obbligo e' imposto per prevenire che il messaggio RQS possa essere interpretato come AHY dall' *utente* chiamato).
c. Una richiesta di messaggio con indirizzamento esteso e' indicato fissando IDENT1 e il messaggio RQS all'appropriato valore di *gate- way* (ad esempio IPFIXI, PABXI).
Dopo aver trasmesso un messaggio di richiesta di inclusione sul canale di traffico, l'unita' aspettera' di ricevere una risposta dal TSC. Se non viene ricevuta nessuna risposta entro il tempo definito nel paragrafo 6.2.2.2, la *unita' radio* riterra' che il messaggio non ha avuto successo e puo' ritrasmetterlo. Potra' ripetere la richiesta di inclusione, aspettando ogni volta una risposta dal TSC, fino a che:
i) riceve una risposta valida (vedi 11.2.2/3), oppure
ii) il proprio utente cancella la chiamata di inclusione (vedi
11.2.6), o
iii) ha inviato il massimo numero di trasmissioni NI.
In questo caso, deve aspettare una ulteriore segnalazione per la chiamata di inclusione (vedi 11.2.4 e 11.2.5).
11.2.2 Risposta ad una richiesta di inclusione con indirizzamento breve.
Per un messaggio RQS di richiesta di inclusione con indirizzamento breve, la *unita' radio* accettera' i seguenti messaggi come risposta valida alla propria RQS e non inviera' ulteriori richieste:
a. ACKI, ACKQ (QUAL=0) ACKX, ACKV o ACK (QUAL=0), con PFIX/IDENT2 come proprio indirizzo individuale e IDENT1 come l'identificativo del chiamato. (o PABXI per chiamate a PABX).
b. ACKT (QUAL=0) con PFIX/IDENT2 come proprio indirizzo individuale.
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi vedi paragrafo 11.2.4.
11.2.3 Risposta ad una richiesta di inclusione con indirizzamento esteso.
Per una RQS di inclusione con indirizzamento esteso, la *unita' ra- dio* accettera' i seguenti messaggi (con gli stessi prefissi ed identificativi come nel messaggio RQS) come una risposta valida al proprio RQS e non iniziera' ulteriori richieste:
a) Un riscontro ACKI (QUAL=1), ACKX oppure ACKV (QUAL=0)
b) AHYC (cioe' un istruzione di inviare le informazioni complete dell'utente chiamato).
Per ulteriori azioni alla ricezione di questi messaggi vedi 11.2.4 e 11.3.1.
11.2.4 Riscontri ricevuti.
Se una *unita' radio* , in attesa di una risposta per una richiesta RQS di inclusione, o di ulteriori segnalazioni per una chiamata di inclusione, riceve un appropriato riscontro dopo dovra' comportarsi come sotto indicato.
Per una chiamata di inclusione con indirizzamento esteso, soltanto ACKI (QUAL=1) ACKX e ACKV (QUAL=0) sono corrette fino a quando l'informazione completa dell'indirizzo non e' stata inviata. Per identificativi, vedi 5.5.2.1.
ACKI (QUAL=0) - L'utente chiamato e' stato avvisato ma non e' ancora pronto.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio, seguira' ulteriore segnalazione.
ACKQ (QUAL=0) - Tutti i canali di transito sono in uso sul sito chiamato, seguira' ulteriore segnalazione.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; richiesta respinta.
ACKX (QUAL=1) - Sovraccarico del sistema; richiesta respinta.
ACKV (QUAL=0) - L'unita' chiamata non e' in contatto radio o la chiamata di inclusione e' stata abbandonata.
ACKV (QUAL=1) - Chiamata in progressione in conflitto (ad esempio l'utente chiamato e' occupato) o l'utente chiamato non desidera ricevere questa chiamata.
ACKT (QUAL=0) - L'utente chiamato e' stato deviato.
ACK (QUAL=0) - Richiesta di inclusione accettata; l'utente chiamato sara' indirizzato sul canale di traffico.
Se viene ricevuto ACKI oppure ACKQ (QUAL=0), la *unita' radio* deve aspettare una ulteriore segnalazione. Tuttavia, per una chiamata per conversazione, puo' riabilitare il tasto per la trasmissione alla ricezione dei messaggi ACKI (QUAL=0) oppure ACKQ (QUAL=0).
Se viene ricevuto ACKX oppure ACKV la *unita' radio* deve riabilitare la trasmissione dell'utente e puo' indicare all'utente che la chiamata di inclusione non e' andata a buon fine.
Se un completo messaggio ACKT (QUAL=0) viene ricevuto la *unita' ra- dio* potra' sia:
a. Riabilitare la trasmissione dell'utente (e puo' indicare
all'utente che l'altra parte chiamata e' stata deviata), oppure
b. Tentare una nuova chiamata di inclusione all'indirizzo di deviazione.
Se un messaggio ACKT (QUAL=0) viene ricevuto incompleto, allora:
i) se l'unita' non richiede l'indirizzo di deviazione, riabilitera' la trasmissione dell'utente (e potra' dare un'indicazione all'utente).
ii) Se l'unita' non richiede l'indirizzo di deviazione allora:
- se non ha ricevuto precedenti risposte alla sua richiesta RQS di inclusione, e non ha inviato il numero massimo di trasmissioni del messaggio RQS (vedi 11.2.1), ignorera' il messaggio ACKT;
- negli altri casi deve aspettare un ACKT ripetuto, riabilitando la trasmissione dell'utente se il tempo TB scade (in questo caso, potra' indicare all'utente la non andata a buon fine).
Se ACK (QUAL=0) viene ricevuto, l'unita' deve riabilitare la
trasmissione dell'utente e puo' indicare all'utente stesso che l'altro utente chiamato e' stato indirizzato sul canale di traffico.
Dopo aver ricevuto ACKX, ACKV oppure ACK per la propria chiamata di inclusione, l'unita' non richiedera' sul canale di traffico un'altra transazione di qualsiasi tipo allo stesso identificativo (o *gate- way*) per almeno il tempo TB. Dopo aver ricevuto ACKT per la propria chiamata di inclusione, l'unita' non richiedera' sul canale di traffico altre transazioni di qualsiasi tipo per almeno il tempo TB. 11.2.5 Tempo limite dopo l'attesa per una chiamata di inclusione.
Una *unita' radio*, in attesa di ulteriore segnalazione per una chiamata di inclusione, riabilitera' la trasmissione dell'utente se il tempo TI e' trascorso dall'ultimo messaggio che ha inviato per la transazione, cioe':
RQS richiedente la chiamata di inclusione (vedi 11.2.1)
oppure SAMIS, che ha fornito le informazioni di indirizzamento esteso per la chiamata (vedi 11.3.1.)
oppure ACK (QUAL=0), inviato in risposta ad un messaggio di AHY con il bit POINT=1 e IDENT1 come identificativo del chiamato o *gateway* (vedi 9.2.3.2).
Puo' anche indicare all'utente che il risultato della transazione e' sconosciuto.
11.2.6 Cancellazione della chiamata di inclusione.
Una *unita' radio* puo' cancellare una richiesta di inclusione (dopo l'invio di un messaggio RQS e mentre sta aspettando di ricevere ACKX, ACKV, ACKT oppure ACK) trasmettendo una richiesta di cancellazione RQX (vedi 5.5.3.1.3) sul canale di traffico. L' unita' allora deve aspettare una risposta dal TSC; per la temporizzazione, vedi 6.2.2.2.
L'unita' ripetera' la propria richiesta di cancellazione, ogni volta aspettando un messaggio dal TSC, fino a che si verifichi uno dei seguenti eventi:
a. Riceve ACK (QUAL=1), con lo stesso prefisso e identificativi come nel messaggio RQX, confermando la cancellazione della chiamata di inclusione.
b. Riceve ACKX, ACKV, ACKT (QUAL=0) oppure ACK (QUAL=0) per la chiamata di inclusione che sta tentando di cancellare. Vedi anche 11.2.4.
c. Ha inviato il massimo numero di trasmissioni NI. In questo caso, si mettera' in attesa di segnalazione per la chiamata di inclusione (vedi 11.2.4 e 11.2.5).
Nei casi a. e b., l'unita' riabilitera' la trasmissione all'utente. 11.2.7 Altre procedure.
a. Una *unita' radio* non tentera' una chiamata di inclusione se la trasmissione dell'utente e' stata inibita (con un messaggio GTC o con un messaggio MAINT (OPER=''111''); vedi 9.2.2.5, 9.2.3.3 e 9.2.3.4).
b. Se mentre una *unita' radio* sta richiedendo o sta cercando di cancellare la chiamata di inclusione, o mentre e' in attesa di ulteriore segnalazione, riceve un messaggio MAINT (OPER=''111'') che inibisce la trasmissione dell'utente (vedi 9.2.3.3), allora continuera' con la chiamata di inclusione ma non riabilitera' la trasmissione dell'utente alla fine della transazione.
c. Se mentre una *unita' radio* sta richiedendo o sta tentando di cancellare una chiamata di inclusione o mentre e' in attesa di ulteriore segnalazione, riceve un messaggio GTC che assegna un cambiamento di un canale di traffico, eseguira' le azioni i) e ii) come specificato nel paragrafo 9.2.3.4 e dopo continuera' con la chiamata di inclusione. Alla fine della transazione, l'unita' riabilitera' la trasmissione dell'utente solo se e' stata abilitata dalla azione iii) di 9.2.3.4.
d. Se un utente di una *unita' radio* riaggancia (o azione equivalente) mentre sta richiedendo o sta tentando di cancellare una chiamata di inclusione, o mentre e' in attesa di ulteriore segnalazione, allora l'unita' abbandonera' la chiamata di inclusione e seguira' le procedure specificate nel paragrafo 9.2.3.5.
(Se l'utente riaggancia (o azione equivalente) dopo una chiamata di inclusione, allora l'unita' ubbidira' alle procedure specificate nel paragrafo 9.2.3.5, negli altri casi vedi anche paragrafo 11.1.9).
e. Se mentre una *unita' radio* sta richiedendo o sta tentando di cancellare una chiamata di inclusione, o mentre e' in attesa di ulteriore segnalazione, riceve un messaggio MAINT (OPER=''110'') oppure un messaggio CLEAR concludente la chiamata in corso, deve abbandonare la chiamata di inclusione e attenersi alle procedure specificate nei paragrafi 9.2.3.7 e 9.2.3.8 rispettivamente.
11.3 Procedure per tutte le *unita' radio* su un canale di traffico allocato.
11.3.1 Istruzioni per inviare le informazioni di un indirizzo esteso.
Questa procedura sara' seguita da tutte le *unita' radio* che sono equipaggiate per richiedere una chiamata di inclusione con indirizzamento esteso.
Se una *unita' radio* sul canale di traffico riceve un messaggio AHYC con PFIX/IDENT2 uguali al proprio indirizzo individuale allora inviera' le informazioni di indirizzo o trasmettera' il messaggio ACKX (QUAL=0), come sotto indicato. Per la temporizzazione vedi 6.2.2.2.
Se
l'unita' ha inviato un messaggio RQS di inclusione con indirizzamento
esteso
e IDENT1 corrisponde ad IDENT1 dalla chiamata RQS d'inclusione
e DESC e' appropriato ad IDENT1 (vedi 5.5.3.2.8)
e SLOTS corrisponde ad un RQS di inclusione (cioe' SLOTS='01')
allora
trasmettera' le informazioni complete dell'indirizzo chiamato, secondo il formato della parola di codice definita nel paragrafo 5.6.1.2.2 (SAMIS, MODO 1).
Altrimenti
l'unita' trasmettera' ACKX (QUAL=0), con lo stesso prefisso e identificativi come AHYC.
12. PROCEDURE DELLA DEVIAZIONE DI CHIAMATA.
Questa sezione definisce le procedure per la richiesta e per la cancellazione della deviazione di chiamata. Richieste possono essere applicabili a chiamate per conversazione, chiamate dati o entrambi.
Due tipi di deviazioni di chiamata sono predisposti:
i) Deviazione di chiamata autogenerata. Una *unita' radio* puo' richiedere che le future chiamate indirizzate ad essa siano reindirizzate ad una specificata destinazione alternativa.
ii) Deviazione richiesta da terzo *utente*. Una *unita' radio* puo' richiedere che le future chiamate indirizzate ad un altro utente (o gruppo) vengano reindirizzate ad una specificata destinazione alternativa. Per esempio, una unita' di dispaccio puo' richiedere la deviazione per mezzo di una *unita' radio* della propria flotta.
In generale, *unita' radio A (l'unita' richiedente) puo' deviare una chiamata per l'indirizzo B (l'indirizzo bloccato) alla destinazione alternativa C (indirizzo deviato): per una deviazione auto-generata, B=A.
Le procedure permettono che l'indirizzo bloccato B possa essere una *unita' radio*, un *terminale d'utente a connessione diretta*, un indirizzo di gruppo.
L'indirizzo di destinazione C puo' essere un'*unita' radio*, un *terminale d'utente a connessione diretta*, un indirizzo di gruppo, una estensione PABX (in forma breve o generale).
Tre tipi di cancellazione delle deviazioni di chiamata sono disponibili:
i) Cancellazione auto generata.
Una *unita' radio* puo' richiedere che le proprie chiamate non siano piu' deviate.
ii) Cancellazione da terzo *utente* .
Una * unita' radio* puo' richiedere che le chiamate all'unita' di un altro utente (o gruppo) non siano piu' deviate.
iii) Cancellazione generale dal destinatario.
Una *unita' radio* puo' richiedere che qualsiasi deviazione esistente venga cancellata. (Questa e' una cancellazione generale dal destinatario di deviazione, la specifica cancellazione di deviazione dal destinatario e' coperta da cancellazione da terzi).
E' raccomandato che richieste per la deviazione da terzo *utente* o cancellazione da terzo *utente* siano accettate solo se provenienti da unita' autorizzate.
La deviazione di chiamata e' richiesta o cancellata usando il messaggio Richiesta Deviazione Chiamata RQT (vedi 5.5.3.1.4). In questo messaggio:
- PFIX/IDENT2 e' l'indirizzo della *unita' radio* richiedente.
- Per richieste di deviazione, IDENT1 e' l'identificativo di deviazione C (o IPFIXI, PABXI per un indirizzo interprefisso, qualsiasi estensione PABX rispettivamente).
- Per cancellazione autonoma o da terzo *utente* di una deviazione di chiamata, IDENT1 specifica l'unita' o il gruppo a cui le chiamate devono essere indirizzate (oppure IPFIXI per un indirizzo interprefisso).
- Per cancellazione generale dal destinatario IDENT1 e' fissato al valore DIVERTI.
- Il bit DIV indica la richiesta di una deviazione o la cancellazione.
- Per una deviazione di chiamata, FLAG 2 indica se e' una deviazione autonoma o per terzo *utente*.
- Il campo SD specifica il tipo di chiamata (per esempio fonia, dati o entrambi) a cui la deviazione o cancellazione si riferisce.
Allo scopo di definire il tipo di deviazione chiamate per conversazione sono definite come richieste e usano RQS (DT=0), RQE (D=0), RQQ (STATUS='00000') oppure RQQ (STATUS='11111'). Le chiamate dati sono definite come richieste di chiamate in cui viene usato RQS (DT=1), RQE (D=1), RQQ ('00001' a '11110'), RQC o RQD.
Per richieste di deviazione autogenerate o per ogni cancellazione due indirizzi (piu' altri parametri) specificano il requisito. Tuttavia, per richiesta di deviazione da terzo *utente* l'indirizzo B (indirizzo bloccato) deve essere fornito.
Il TSC usa il messaggio AHYC per richiedere:
a. Informazioni indirizzamento esteso per IDENT1
b. Indirizzo bloccato B
come appropriato. Se entrambi a. e b. sono necessari il TSC ottiene informazione completa in due passi, in ogni passo viene usato AHYC. I messaggi AHYC sono distinti dal valore con cui e' fissato IDENT1 (a IPFIXI, PABXI per a. , o a DIVERTI per b.), e cosi' l'ordine in cui essi sono inviati non e' prescritto.
Nelle procedure, una richiesta per deviazione o cancellazione di chiamata e' definita come una richiesta ad indirizzamento esteso se IDENT1 e' fissato a IPFIXI, PABXI. Una richiesta e' definita come "complessa" se richiede l'indirizzamento esteso o se tre indirizzi devono essere inviati, in caso contrario e' "semplice".
Notare che procedure con indirizzamento esteso sono usate per richiedere la deviazione ad ogni estensione PABX ( sia per un'estensione con numero "breve" o "esteso"). La *unita' radio* fissa IDENT1 nel messaggio RQT e PABXI e dopo invia le informazioni di indirizzo del PABX in risposta a un messaggio AHYC con IDENT1 fissato a PABXI e DESC fissato a '010'. L'unita' fissa il bit SP nel messaggio SAMIS per indicare se sta inviando cifre BCD o un numero di estensione a 13 bit (piu' 2 bit del numero del centralino).
Vedi 5.5.3.2.8 e 5.6.1.2.2.
Se il TSC accetta una richiesta di deviazione e dopo una chiamata viene richiesto da una *unita' radio* l'indirizzo bloccato, il TSC indica l'indirizzo di deviazione alla *unita' radio* chiamante usando il riscontro ACKT (QUAL=0). L'unita' allora puo' ritentare con l'indirizzo di deviazione o ritornare nello stato di riposo. Per esempio, vedi paragrafi 9.1.1.4 e 9.2.1.4.
12.1 Procedure del TSC per richieste di deviazione di chiamata.
12.1.1 Risposte alla richiesta di deviazione semplice.
Una *unita' radio* richiede una deviazione semplice di chiamata generando un messaggio RQT (con FLAG2=0 e IDENT1 fissato a un identificativo dell'utente chiamato valido oppure a DIVERTI), conformemente al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio RQT semplice, il TSC inviera' una delle seguenti risposte con lo stesso prefisso ed identificativi come nel messaggio RQT:
ACKI (QUAL=1), ACKX, ACKV (QUAL=0) oppure ACK (QUAL=0)
Per il ritardo accettabile vedi 7.2.4. Vedi anche 12.1.5.
12.1.2 Risposta a una richiesta di deviazione complessa
Una *unita' radio* richiede una deviazione complessa di chiamata generando un messaggio RQT (con FLAG2=1 e/o IDENT1=IPFIXI, PABXI) conforme al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio RQT, il TSC inviera' una delle seguenti risposte:
a. Un riscontro ACKI (QUAL=1), ACKX o ACKV (QUAL=0), con gli stessi prefissi e identificativi come del RQT.
b. Per un messaggio RQT ad indirizzamento esteso: Un messaggio AHYC che da' istruzione all'unita' di inviare le informazioni dell'indirizzo completo per IDENT1.
c. Per una richiesta di deviazioni per terzi (cioe' RQT con FALG2=1):
un messaggio AHYC che da' istruzione all'unita' di inviare l'indirizzo bloccato.
Per il ritardo accettabile, vedi 7.2.4. Vedi anche da 12.1.3 a 12.1.5.
12.1.3 Istruzione per inviare informazioni con indirizzamento esteso.
Dopo aver ricevuto un messaggio RQT con un indirizzamento esteso, il TSC puo' richiedere l'informazione dell'indirizzo completo per IDENT1 inviando il messaggio a AHYC, con:
- gli stessi prefissi e identificativi come nel messaggio RQT, ad esempio IDENT1 fissato a IPFIXI, PABXI e PFIX/IDENT2 fissato all'indirizzo dell'unita' richiedente).
- DESC fissato per indicare appropriato *gateway* (vedi 5.5.3.2.8).
- SLOTS fissato al valore corrispondente del RQT. (cioe' SLOTS='01').
Il messaggio AHYC da' istruzione alla *unita' radio* richiedente di inviare le informazioni complete dell'indirizzo per IDENT1 nelsuccessivo(i)SLOT (vedi 9.2.2.1). Se il TSC non decodifica con successo le informazioni dell'indirizzo, puo' ripetere il messaggio AHYC o trasmettere ACKV (QUAL=0) per indicare l'insuccesso della transazione.
12.1.4 Istruzioni per inviare l'indirizzo bloccato.
Dopo aver ricevuto una richiesta di deviazione per terzi (per esempio FLAG2=1), il TSC puo' richiedere l'indirizzo bloccato inviando il messaggio AHYC con:
- IDENT1 fissato a DIVERTI
- PFIX/IDENT2 fissato all'indirizzo dell'unita' richiedente
- DESC fissato a '000'
- SLOTS fissato a '01'.
Il messaggio AHYC da' istruzione alla *unita' radio* richiedente di inviare l'indirizzo bloccato nello slot successivo (vedi 9.2.2.1). Se il TSC non decodifica con successo le informazioni dell'indirizzo, puo' ripetere il messaggio AHYC o trasmettere ACKV (QUAL=0) per indicare il fallimento della transazione.
12.1.5 Riscontri inviati per modificare la progressione di una transazione RQT.
Il TSC puo' inviare i seguenti messaggi di riscontro, con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQT, per indicare alla *unita' ra- dio* la progressione della propria transazione di deviazione. (Per una richiesta di deviazione complessa, ACK (QUAL=0) non e' appropriato fino a quando tutte le informazioni di deviazione non sono state ottenute).
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; ulteriore segnalazione seguira'.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida ad esempio richiesta di deviazione non autorizzata, o TSC non provvede la deviazione di chiamata.
ACKX (QUAL=1) - Sovraccarico del sistema, richiesta respinta.
ACKV (QUAL=0) - Transazione abbandonata.
ACK (QUAL=0) - La deviazione o cancellazione di chiamata e' stata accettata.
Per il massimo ritardo accettabile di ripetizione dei riscontri ACKX, ACKV e ACK, vedi il tempo limite TB in 12.2.4.
12.1.6 Cancellazione dell'operazione.
Una *unita' radio* puo' cancellare le operazioni per la propria deviazione generando un messaggio RQX (vedi 5.5.3.1.3), conforme al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio RQX che cancella la transazione di deviazione, il TSC inviera' una risposta:
ACK (QUAL=1) con gli stessi prefissi e identificativi come nel RQX. 12.1.7 Tempo limite del TSC.
Il TSC puo' dare istruzione ad una *unita' radio* di far ripartire il suo temporizzatore di attesa TJ, inviando un messaggio AHY con il bit POINT fissato a '1' (e lo stesso prefisso ed identificativi come nel RQT); vedi 9.1.1.7 e 9.2.2.3. Se il tempo TJ, meno le tolleranze del temporizzatore della *unita' radio*, passa senza che l'ultimo messaggio sia stato ricevuto per la transazione di deviazione, il TSC non inviera' alcuna ulteriore segnalazione per la transazione. Vedi anche 12.2.5.
12.2 Procedura per una *unita' radio* che richiede una deviazione di chiamata.
Una *unita' radio* fara' un solo tentativo di chiamata alla volta (escluso quando e' in emergenza); mentre sta tentando l'accesso o e' in attesa di un riscontro conclusivo (cioe' la fine dell'operazione) alla sua richiesta di deviazione, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata, con esclusione di quella di emergenza, di qualsiasi tipo ( a meno che l'utente prima cancelli la transazione originale).
12.2.1 Richiesta di deviazione.
Una *unita' radio* richiede o cancella la deviazione di chiamata trasmettendo un messaggio RQT sul canale di controllo, conforme con l'accesso al protocollo casuale (vedi 7.3). I campi nel messaggio RQT saranno fissati appropriatamente (vedi 5.5.3.1.4); tuttavia notare in particolare che:
a. Il bit DIV specifica se l'unita' sta richiedendo una deviazione di chiamata o una cancellazione di deviazione di chiamata.
b. Il bit FLAG2 specifica se devono essere inviati tre indirizzi.
c. Una richiesta di deviazione con indirizzamento esteso e' indicata fissando IDENT1 nel messaggio RQT al valore identificativo dell'appropriato *gateway* , ad esempio IPFIXI, PABXI.
(Nota che procedure di indirizzamento esteso sono usate per richiedere deviazione ad un'estensione PABX sia per un'estensione con numero "breve" che "esteso").
L'unita' tentera' di accedere fino a quando una risposta valida (vedi 12.2.2/3), o fino a quando l'utente cancella la transazione (vedi 12.2.6), o fino a quando il tentativo di accesso fallisce (ad esempio l'unita' ha inviato il numero massimo di transazioni NR e non ha ricevuto risposta, o il tempo di accesso TC e' scaduto (vedi 7.3.8).
Nel caso di fallimento nell'accesso, se l'unita' non ha inviato una richiesta, deve ritornare allo stato di riposo (e puo' indicare il fallimento all'utente); altrimenti deve aspettare ulteriori segnalazioni per l'operazione - vedi 12.2.4 e 12.2.5.
12.2.2 Risposta a una richiesta di deviazione semplice.
Per una richiesta di deviazione semplice, la *unita' radio* accettera' i seguenti messaggi (con gli stessi prefissi e identificativi come nel RQT) come una risposta valida al proprio RQT e non inviera' ulteriori richieste:
ACKI (QUAL=1), ACKX, ACKV (QUAL=0) oppure ACK (QUAL=0)
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi vedi paragrafo 12.2.4.
12.2.3 Risposta a una richiesta di deviazione complessa.
Per una richiesta di deviazione complessa, la *unita' radio* accettera' i seguenti messaggi come risposta valida al proprio RQT e non inviera' ulteriori richieste:
a. ACKI (QUAL=1), ACKX o ACKV (QUAL=0), con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQT.
b. Per una RQT con indirizzamento esteso: AHYC, con gli stessi prefissi e identificativi come nella RQT.
c. Per una richiesta di deviazione per terzi (cioe' RQT con FLAG2=1):
AHYC, con PFIX/IDENT2 come il proprio indirizzo individuale e IDENT1 come DIVERTI.
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi vedi 12.2.4 e 9.2.2.1.
12.2.4 Riscontri ricevuti.
Se mentre una *unita' radio* sta tentando l'accesso o sta aspettando ulteriore segnalazione per una transazione di deviazione, riceve un riscontro appropriato (con gli stessi prefissi e identificativi come nel RQT) allora prendera' dei provvedimenti come indicato. Per una richiesta di deviazione complessa ACK (QUAL=0) non e' appropriato fino a quando tutte le informazioni di deviazione sono state inviate.
ACKI (QUAL=0) - Riscontro intermedio; seguira' altra segnalazione
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; richiesta respinta
ACKV (QUAL=0) - Transazione abbandonata
ACK (QUAL=0) - La deviazione o la cancellazione di deviazione della chiamata e' stata accettata.
Se ACKI (QUAL=1) viene ricevuto l'unita' deve aspettare una ulteriore segnalazione per la transazione.
Se ACKX o ACKV (QUAL=0) viene ricevuto l'unita' deve ritornare allo stato di riposo e puo' indicare all'utente che la transazione non ha avuto successo.
Se ACK (QUAL=0) viene ricevuto, l'unita' deve ritornare allo stato di riposo e puo' indicare all'utente che la richiesta per la deviazione di chiamata o la cancellazione e' stata accettata.
Dopo aver ricevuto ACKX, ACKV o ACK per la richiesta di deviazione, l'unita' non richiedera' altre chiamate di qualsiasi tipo allo stesso identificativo di utente chiamato (*gateway*) per almeno un tempo uguale a TB, con esclusione delle chiamate d'emergenza.
12.2.5 Tempo limite di attesa.
Una *unita' radio* in attesa di ulteriore segnalazione per transazione di deviazione deve ritornare allo stato di riposo se il tempo di TJ e' passato da quando ha inviato l'ultimo messaggio per la transazione cioe':
RQT, richiedente la transazione (vedi 12.2.1)
o SAMIS, fornente le informazioni di indirizzo per la chiamata (vedi 9.2.2.1)
o ACK (QUAL=0), inviato in risposta a un messaggio AHY con il bit POINT=1 e gli stessi prefissi e identificativi come nel RQT (vedi 9.2.2.3).
Puo' anche indicare all'utente che il risultato della transazione e' sconosciuto.
12.2.6 Cancellazione della transazione.
Una *unita' radio* puo' cancellare una transazione di deviazione (dopo aver inviato un RQT e mentre sta aspettando di ricevere ACKX, ACKV oppure ACK) trasmettendo una richiesta di cancellazione della transazione RQX (vedi 5.5.3.1.3), conforme al protocollo ad accesso casuale. Tentera' di accedere fino a che uno dei seguenti eventi accade:
a. Riceve ACK (QUAL=1) con gli stessi prefissi ed identificativi come nel RQX. In questo caso, puo' indicare all'utente che il risultato della transazione e' sconosciuto.
b. Riceve ACK (QUAL=0), ACKX o ACKV (QUAL=0) per la transazione che sta tentando di cancellare. Vedi anche 12.2.4.
c. Ha inviato il massimo numero di trasmissioni NR e non ha ricevuto risposta o il tempo limite di accesso TC e' passato (vedi 7.3.8). In questo caso dovra' tornare ad attendere la segnalazione per la transazione di deviazione (vedi 12.2.4 e 12.2.5).
Nei casi a. e b. l'unita' tornera' allo stato di riposo.
13. PROCEDURE PER I MESSAGGI DI STATO
Questo capitolo definisce le procedure per i messaggi di stato. I messaggi di stato possono essere inviati al TSC o a *unita' radio* o a *terminali d'utente a connessione diretta*.
Una *unita' radio* invia le informazioni di stato usando il messaggio RQQ - vedi 5.5.3.1.7. Il campo statu nel messaggio RQQ consiste di 5 bit, permettendo 32 valori differenti di stato. Due di questi valori sono gia' predefiniti.
a) Per stati inviati al TSC:
'0000' indica che l'unita' e' disponibile a ricevere una chiamata (ad esempio indica lo sgancio o equivalente)
'00001' a '11110' sono valori di stato definiti a livello sistema.
'11111' indica che l'unita' non e' piu' disponibile a ricevere una chiamata (ad esempio indica il riaggancio o equivalente).
RQQ ('00000') e RQQ ('11111') sono usati per il meccanismo di "Risposta dell'utente chiamato" vedi paragrafo 9.2.2.2. Se una *unita' radio* riceve AHY (CHECK=1) che l'avvisa di una chiamata entrante e risponde con ACKI (QUAL=0), puo' tentare un accesso casuale RQQ ('00000') quando il proprio utente o apparecchiatura dati e' disponibile a ricevere la chiamata. Negli altri casi, se l'utente non desidera piu' ricevere la chiamata, l'unita' puo' informare il TSC usando RQQ ('11111').
Il valore degli altri 30 stati possono essere usati per inviare informazione di stato come precedentemente concordato con il sistema.
b) Per stati inviati alle *unita' radio* o *terminali d'utente a connessione diretta*.
'00000' richiede che l'unita' indirizzata richiami con una chiamata per conversazione.
'00001' a '11110' sono valori di stato definiti dall'utente.
'11111' cancella una richiesta di chiamata per conversazione inviata precedentemente.
Per esempio RQQ ('00000') puo' essere usato per richiedere "una chiamata accodata a un dispacciatore". In questo tipo di chiamata, una *unita' radio* invia RQQ ('00000') per richiedere che il dispacciatore indirizzato sia informato che l'unita' desidera che il dispacciatore lo chiami per una chiamata per conversazione. Il TSC dirige le informazioni all'unita' di dispaccio che tiene una lista delle chiamate richieste. Il dispacciatore puo' allora richiedere ogni chiamata nella maniera piu' comoda e nel modo casuale; per esempio se la sua unita' e' una *unita' radio* invia una richiesta di chiamata semplice RQS (vedi 5.5.3.1.1 e 9.2.1).
RQQ ('11111') e' usato per cancellare una precedente richiesta di chiamata dalla coda delle chiamate dell'unita' indirizzata. Questo puo' essere usato per cancellare la richiesta di chiamata sia:
i) dopo che l'unita' chiamata ha accettato un messaggio RQQ
('00000'), oppure
ii) dopo che l'unita' chiamata in una RQS o RQE ha accettato una chiamata con avviso di richiamare (inviando ACKB (QUAL=0)) inrisposta ad una verifica di disponibilita'); vedi 9.2.1.4 e 9.2.2.2.
Gli altri 30 valori di stato possono essere usati per inviare informazioni di stato, come precedentemente concordato tra l'utente richiedente e l'utente chiamato.
Il TSC informa una *unita' radio* chiamata di una informazione di stato usando il messaggio AHYQ - vedi 5.5.3.2.7. Il messaggio di stato puo' essere stato generato all'interno del TSC, da un'altra *unita' radio* (usando RQQ ecc. ecc.) o da un *terminale d'utente a connessione diretta*
Le procedure per messaggi di stato indirizzate a TSC sono simili ad un sottosistema delle procedure per i messaggi di stato indirizzati ad una *unita' radio* o a postazione radio base di dispaccio.
Tuttavia, per chiarezza sono state specificate separatamente:
- il paragrafo 13.1 specifica le procedure per messaggi di stato indirizzati al TSC.
- il paragrafo 13.2 specifica le procedure per messaggi di stato indirizzati a *unita' radio* o *terminale d'utente a connessione
diretta*
Una sequenza tipica di messaggio per una *unita' radio* che invia un messaggio di stato ad un'altra *unita' radio* (con lo stesso prefisso) e' illustrata nell'esempio sotto.
1 slot
| 1 | | 3 | | 5 | |
da TSC | ALH | ALH | AHYQ | ALH | ACK | ACK |
alle RUs | (1) | (1) | | (1) | (1) | (1) |
| | | | | | |
| | 2| | 4| | | |
dalle RU | | RQQ | | ACK | | | |
al TSC s | | | | | | | |
| | | | | | | |
| | | | | | | | | |
trama trama trama trama trama
Esempio Una sequenza di messaggi sul canale di controllo per una *unita' radio* che invia un messaggio di stato ad una unita' radio con lo stesso prefisso.
1. ALH: Invito generale di ALOHA (trama a slot singolo).
2. RQQ: Richiesta con accesso casuale di informazioni di stato che devono essere trasmesse all'unita' chiamata.
3. AHYQ: messaggio di stato Ahoy:
- riscontro del messaggio RQQ
- invio delle informazioni alla *unita' radio* chiamata e richiesta di una risposta.
4. ACK: riscontro ACK (QUAL=0) dalla *unita' radio* chiamata - informazione accettata.
5. ACK: riscontro ACK (QUAL=0) inviato alla unita' chiamante per indicare che l'unita' chiamata ha accettato la informazione.
In questo esempio il TSC ripete immediatamente il messaggio ACK, per migliorare l'affidabilita'.
13.1 Procedure per messaggi di stato indirizzati a TSC.
13.1.1 Procedure del TSC per messaggi indirizzati a se stesso.
13.1.1.1 Risposta a un messaggio RQQ indirizzato a TSC.
Una *unita' radio* invia informazioni di stato al TSC generando un RQQ message (con IDENT1=TSC), conforme al protocollo ad accesso casuale.
Alla ricezione di un messaggio RQQ indirizzato ad esso, il TSC inviera' una delle seguenti risposte:
a. ACK (QUAL=0), ACKI (QUAL=1) oppure ACKX, con lo stesso prefisso ed identificativi come nel RQQ.
b. Per STATUS = '00000' oppure STATUS = '11111':
- un messaggio AHYX con lo stesso prefisso e identificativi come nel messaggio di avviso AHX.
- un messaggio GTC per la chiamata originale (cioe' GTC con gli stessi prefisso, identificativi e bit D come nel messaggio di avviso AHY).
Per il ritardo accettabile vedi 7.2.4. Vedi anche 13.1.1.2, 9.1.1.8 e 9.1.1.12.
13.1.1.2 Riscontri inviati per indicare la progressione di una transazione di RQQ.
Il TSC puo' inviare i seguenti messaggi di riscontro (con lo stesso prefisso ed identificativi come nel RQQ) per indicare ad una *unita' radio* l'avanzamento della sua transazione di stato:
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; ulteriore segnalazione seguira'.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; messaggio respinto.
ACKX (QUAL=1) - Sovraccarico del sistema; messaggio respinto.
ACK (QUAL=0) - L'operazione e' stata completata con successo cioe' il TSC ha accettato l'informazione di stato.
Per il ritardo massimo accettabile di ripetizione dei riscontri ACKX e ACK, vedi tempo limite TB in 13.1.2.4.
13.1.1.3 Cancellazione dell'operazione.
Una *unita' radio* puo' cancellare la sua transazione di stato generando un messaggio RQX (vedi 5.5.3.1.3), conforme al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio di cancellazione RQX di una transazione di stato, il TSC inviera' una risposta: ACK (QUAL=1) con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQX.
13.1.1.4 Tempo limite del TSC.
Il TSC puo' dare istruzione ad una *unita' radio* di far ripartire il suo temporizzatore di attesa TJ, inviando il messaggio AHY con il bit POINT fissato a '1' PFIX/IDENT2 fissato all'indirizzo individuale dell'unita' e IDENT1 fissato a TSCI; vedi 9.1.1.7 e 9.2.2.3.
Se il tempo TJ (meno le tolleranze del temporizzatore dell'unita' ra- dio) passa senza che un ultimo messaggio venga ricevuto per la transazione di stato, il TSC non inviera' alcuna ulteriore segnalazione per la transazione.
Vedi anche 13.1.2.5.
Vedi anche paragrafo 9.1.1.5, 13.1.2.7 e 13.1.2.8.
13.1.2 Procedure per *unita' radio* che inviano messaggi di stato al TSC.
Una *unita' radio* fara' un solo tentativo di chiamata per volta (eccetto in emergenza); mentre sta tentando l'accesso o aspettando un riscontro conclusivo (cioe' fine transazione) ad un messaggio di stato indirizzato al TSC, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata di non emergenza di qualsiasi tipo (a meno che l'utente prima cancelli la transazione originale).
13.1.2.1 Criteri per l'invio dei messaggi di riaggancio e sgancio.
Se una *unita' radio* sul canale di controllo e' stata avvisata di una chiamata in arrivo sul canale di traffico (vedi 9.2.2.2A), puo' iniziare il meccanismo di risposta dell'utente chiamato, cioe' tentando l'accesso casuale con RQQ (STATUS='00000') indirizzato al TSC, se:
- la propria risposta all'ultimo messaggio di avviso AHY era ACKI
(QUAL=0), e
- l'utente o l'attrezzatura per l'invio dati e' ora pronta per
ricevere la chiamata, e
- e' ancora in attesa di una chiamata entrante, cioe' la chiamata, non ha avuto luogo o e' stata cancellata (con AHYX o con un AHY per una diversa chiamata) e non e' trascorso piu' del tempo TA dalla ricezione dell'ultimo AHY per la chiamata; vedi 9.2.2.2A e 9.2.2.4.
Se una *unita' radio* e' stata avvisata di una chiamata in arrivo sul canale di traffico e il proprio utente indica che non desidera piu' ricevere la chiamata (ad esempio desidera iniziare una propria chiamata) l'unita' puo' tentare di respingere la chiamata nei modi seguenti:
a. Se sta tentando l'accesso o e' in attesa di inviare la segnalazione per un RQQ di "sgancio", tentera' di inviare RQX (vedi 13.1.2.6).
b. In altri casi, se l'unita' sta aspettando una chiamata entrante, tentera' un accesso casuale con RQQ (STATUS='11111') indirizzato al TSC.
(Attraverso queste procedure l'unita' risponde ai messaggi AHY e ubbidisce ai messaggi GTC come specificato nel paragrafo 9.2.2. Vedi anche paragrafi 13.1.2.7 e 13.1.2.8).
13.1.2.2 Richiesta di invio del messaggio di stato al TSC.
Una *unita' radio* richiede la transazione di stato inviando un messaggio RQQ sul canale di controllo, conformemente al protocollo ad accesso casuale (vedi 7.3). I campi nel messaggio RQQ saranno fissati nel modo appropriato (vedi 5.5.3.1.7).
L'unita' tentera' l'accesso fino a quando riceve una risposta valida (vedi 13.1.2.3), o fino a quando l'utente cancella la transazione (vedi 13.1.2.6), o fino a quando fallisce il tentativo d'accesso (ad esempio l'unita' ha inviato il massimo numero NR di trasmissioni e non riceve risposta, o il tempo massimo d'accesso TV e' terminato (vedi 7.3.8)). Nel caso di fallimento nell'accesso, se l'unita' non ha inviato la richiesta, deve ritornare allo stato di riposo (e puo' indicare l'insuccesso all'utente); in altri casi, deve aspettare una ulteriore segnalazione per la transazione - vedi 13.1.2.4, 13.1.2.5 e 13.1.2.7.
13.1.2.3 Risposte valide ad una RQQ indirizzata al TSC:
Una *unita' radio* accettera' i seguenti messaggi come una risposta alla propria RQQ al TSC, e non inviera' ulteriori richieste:
a. Un riscontro ACK (QUAL=0), ACKI (QUAL=1) o ACKX con gli stessi prefissi ed identificativi come nel RQQ.
b. Per STATUS = '00000' o STATUS = '11111':
- un messaggio AHYX con gli stessi prefisso ed identificativi come
nel "messaggio di allerta" AHY, o
- un messaggio GTC con gli stessi prefisso, identificativi e il bit D come il "messaggio di allerta" AHY.
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi, vedi paragrafi 13.1.2.4 e 13.1.2.7. Vedi anche paragrafo 13.1.2.8.
13.1.2.4 Riscontri ricevuti.
Se una *unita' radio* che sta tentando l'accesso o e' in attesa di ulteriore segnalazione per la transazione di stato al TSC riceve uno dei seguenti riscontri (con gli stessi prefissi ed identificativi come nel RQQ), allora si comportera' come indicato piu' avanti.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; seguira' ulteriore segnalazione.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; messaggio respinto.
ACKX (QUAL=1) - Sovraccarico del sistema; messaggio respinto.
ACK (QUAL=0) - La transazione e' stata completata con successo cioe' il TSC ha accettato l'informazione di stato.
Se viene ricevuto ACKI (QUAL=1) , l'unita' attendera' ulteriori segnalazioni per la transazione.
Se viene ricevuto ACKX. l'unita' deve ritornare allo stato di riposo e puo' indicare all'utente che la trasmissione e' fallita.
Se viene ricevuto ACK (QUAL=0), l'unita' deve considerare la transazione completata con successo e puo' indicarlo all'utente.
Dopo aver ricevuto ACKX o ACK per la transazione l'unita' non richiedera' un'altra chiamata di qualsiasi tipo, escluso quelle di emergenza, al TSC per almeno il tempo TB.
13.1.2.5 Tempo limite di attesa.
Una *unita' radio* in attesa di ulteriore segnalazione per la transazione di stato al TSC ritornera' allo stato di riposo se il tempo TJ e' passato da quando e' stato inviato l'ultimo messaggio per la transazione, ad esempio:
RQQ, richiedente la transazione (vedi 13.1.2.2)
o ACK (QUAL=0), inviato in risposta a un messaggio AHY con il POINT=1 e IDENT1 fissato a TSCI (vedi 9.2.2.3).
Puo' anche indicare all'utente che il risultato della transazione e' sconosciuto.
13.1.2.6 Cancellazione della transazione.
Se un utente desidera cancellare la transazione dopo che l'unita' ha inviato un RQQ e mentre sta aspettando un riscontro conclusivo, l'unita' tentera' di inviare una richiesta di cancellazione della transazione RQX (vedi 5.5.3.1.3), conforme al protocollo ad accesso casuale. Tentera' di accedere fino a quando uno dei seguenti eventi accade:
a. Riceve ACK (QUAL=1) con gli stessi prefisso ed identificativi come nella RQX.
b. Riceve ACK (QUAL=0) o ACKX per la transazione che sta tentando di cancellare. Vedi anche 13.1.2.4.
c. Ha inviato il numero massimo di trasmissioni NR e non riceve risposta, o il tempo limite di accesso TC e' scaduto (vedi 7.3.8). In questo caso, ritornera' ad attendere la segnalazione per la transazione di stato (vedi 13.1.2.4, 13.1.2.5 e 13.1.2.7).
D. Si verificano le condizioni specificate in 13.1.2.7 o 13.1.2.8 (applicabili soltanto per STATUS = '00000' e '11111').
Nei casi a. e b. l'unita' deve ritornare allo stato di riposo.
13.1.2.7 Ricezione di un AHYX o GTC per una chiamata in arrivo.
Se una *unita' radio*:
a. mentre sta tentando di accedere al protocollo o e' in attesa di un riscontro conclusivo ad un messaggio di riaggancio o sgancio RQQ (o STATUS = '00000' o '11111' ), o
b. sta tentando di cancellare una transazione di "sgancio o
riaggancio" RQQ
riceve AHYX con gli stessi prefisso ed identificativi come nel messaggio di avviso AHY, rispondera' con ACK (QUAL=1), fermera' il segnale di avviso (se necessario) e ritornera' allo stato di riposo; vedi anche 9.2.2.4. Se riceve un messaggio GTC con lo stesso prefisso, identificativi e bit D come nel messaggio di avviso AHY, deve seguire le procedure riportate in 9.2.2.5 e ritornare allo stato di riposo al termine della chiamata.
13.1.2.8 Ricezione di un AHY per una differente chiamata in arrivo.
Se mentre una *unita' radio*:
cms a. sta tentando l'accesso al protocollo o e' in attesa di un riscontro conclusivo ad un messaggio di "riaggancio" o "sgancio" RQQ (STATUS = "00000" o "11111" ), o
b. sta tentando di cancellare la transazione di "sgancio o
riaggancio" RQQ
riceve un messaggio AHY che verifica la sua disponibilita' per una differente chiamata in arrivo su un canale di traffico (cioe' bit D e/o bit e/o l'indirizzo del chiamante sono differenti dal messaggio di avviso AHY), allora l'unita' riterra' che la chiamata precedente non ha avuto luogo e abbandonera' la transazione RQQ (senza inviare RQX). Seguira' anche le procedure in 9.2.2.2A per la nuova chiamata. 13.2 Procedure per messaggi di stato indirizzati a *unita' radio* o a
*terminali d'utente a connessione diretta*
13.2.1 Procedure del TSC per messaggi di stato a *unita' radio* o a *terminali d'utente a connessione diretta*
13.2.1.1 Risposta a un messaggio RQQ con indirizzamento breve.
Una *unita' radio* richiede che un'informazione di stato venga inviata ad una unita' con lo stesso prefisso generando un messaggio RQQ, conforme al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio RQQ con prefisso comune, il TSC inviera' una delle seguenti risposte:
a. ACK (QUAL=0), ACKI (QUAL=1), ACKQ, ACKX o ACKV, con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQQ.
b. ACKT (QUAL=0), con PFIX/IDENT2 come l'indirizzoindividuale dell'unita' chiamante.
c. Un messaggio AHYQ per questa transazione.
Per il ritardo accettabile vedi 7.2.4. Vedi anche 13.2.1.4. e 13.2.1.5.
13.2.1.2 Risposta a un messaggio RQQ con indirizzamento esteso.
Una *unita' radio* richiede che le informazioni di stato siano inviate ad una unita' con prefisso diverso generando un messaggio RQQ (con IDENT1=IPFIXI), conformemente al protocollo ad accesso casuale.
Alla ricezione di un messaggio RQQ interprefisso, il TSC inviera' una delle seguenti risposte, con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQQ:
a. Un riscontro ACKI (QUAL=1), ACKX o ACKV (QUAL=0)
b. AHIC (cioe' un'istruzione per inviare l'indirizzo dell'unita' chiamata).
Per il ritardo accettabile vedi 7.2.4, vedi anche 13.2.1.3. e 13.2.1.4.
13.2.1.3 Istruzione per inviare le informazioni di un indirizzo esteso.
Dopo aver ricevuto un messaggio RQQ interprefisso il TSC potra' richiedere l'indirizzo dell'unita' chiamata dalla *unita' radio* chiamante inviando il messaggio AHYC (con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQQ, il campo DESC fissato a '000' e il campo SLOTS fissato a'01').
Il messaggio AHYC da' istruzione all'unita' chiamante di inviare l'indirizzo del chiamato nello slot successivo (vedi 9.2.2.1). Se il TSC non decodifica con successo le informazioni di indirizzo, puo' ripetere il messaggio AHYC o trasmettere ACKV (QUAL=0) per indicare il fallimento della transazione.
13.2.1.4 Riscontri inviati per indicare la progressione di una transazione RQQ.
Il TSC puo' inviare messaggi di riscontro per indicare alla *unita' radio* chiamante l'avanzamento del proprio messaggio di stato - per identificativi vedi 5.5.2.1. (Per RQQ interprefisso, ACKI (QUAL=1), ACKX e ACKV (QUAL=0) sono appropriati fino a quando l'informazione di indirizzo completa non e' stata ottenuta).
ACKI (QUAL=0) - Riscontro intermedio; seguira' ulteriore segnalazione.
ACKQ (QUAL=0) - Il sistema e' occupato. Attendere la ulteriore
segnalazione
ACKQ (QUAL=1) - L'unita' chiamata e' occupata. Attendere la ulteriore segnalazione.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida, ad esempio il sistema non tratta messaggi di stato, o l'unita' chiamata e' un indirizzo di gruppo, o l'unita' chiamata non e' equipaggiata per accettare l'informazione.
ACKX (QUAL=1) - Il sistema o l'unita' chiamata sono in sovraccarico; messaggio respinto.
ACKV (QUAL=0) - L'unita' chiamata non e' in contatto radio o la transazione e' stata abbandonata.
ACKV (QUAL=1) - L'unita' chiamata e' occupata (e il TSC non memorizza la richiesta) o l'unita' chiamata non desidera accettare l'informazione.
ACKT (QUAL=0) - Le chiamate all'unita' chiamata sono state deviate.
ACK (QUAL=0) - La transazione e' stata completata con successo cioe' l'unita' chiamata ha accettato l'informazione di stato.
Per il ritardo massimo accettabile delle ripetizioni dei riscontri ACKX, ACKV, ACKT e ACK vedi tempo limite TB in 13.2.2.4.
13.2.1.5 Informazioni alla *unita' radio* chiamata.
Il TSC informa una *unita' radio chiamata della informazione di stato inviando il messaggio AHYQ (vedi 5.5.3.2.7). Il messaggio di stato puo' essere originato dallo stesso TSC, o da una *unita' radio* (usando RQQ ecc. ecc.) o da un *terminale d'utente a connessione diretta* .
Per un messaggio di stato interprefisso IDENT2 nella parola di codice indirizzo AHYQ e' fissato a IPFIXI e una parola di codici dati viene inviata successivamente contenente l'indirizzo dell'unita' chiamata.
Il messaggio AHYQ richiede una risposta dalla unita' chiamata (vedi 13.2.3). Se la risposta e' ACK (QUAL=0), ACKX o ACKV (QUAL=1), il TSC puo' inviare un riscontro (i) appropriato alla *unita' radio* chiamante (vedi 13.2.1.4). Se il TSC non decodifica con successo la risposta o la risposta e' ACKB (QUAL=1), puo' ripetere il messaggio AHYQ. Se l'unita' chiamata non puo' essere messa in contatto, il TSC puo' indicare l'insuccesso all'unita' chiamante inviando ACKV (QUAL=0).
13.2.1.6 Cancellazione dell'invio del messaggio.
Una *unita' radio* chiamante puo' cancellare la sua transazione di stato generando un messaggio RQX (vedi 5.5.3.1.3), conformemente al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio di cancellazione RQX di un operazione di invio del messaggio di stato, il TSC inviera' una risposta:
ACK (QUAL=1) con gli stessi prefissi e identificativi come nel RQX.
Se RQX cancella una richiesta per una chiamata per conversazione (cioe' RQQ (STATUS='00000')) e il TSC ha gia' informato l'unita' chiamata richiesta di una chiamata, puo' informare l'unita' chiamata della cancellazione inviando AHYQ con STATUS='11111'.
13.2.1.7 Tempo limite del TSC.
Il TSC puo' introdurre un limite sul tempo massimo con cui memorizza la richiesta del messaggio di stato (per esempio, aspettando che l'unita' chiamata diventi libera).
Il TSC puo' dare istruzione a una *unita' radio* chiamante di far ripartire il suo temporizzatore di attesa TW, inviando un messaggio AHY con il bit POINT fissato a '1'; vedi 9.1.1.7 e 9.2.2.3. Se un tempo TW, meno la tolleranza del temporizzatore della *unita' radio* , scade senza che venga ricevuto l'ultimo messaggio per la transazione di stato (dall'unita' chiamante), il TSC non inviera' altra segnalazione per la transazione. Vedi anche 13.2.2.5.
13.2.2 Procedure per una *unita' radio* inviante messaggi di stato a un'altra *unita' radio* o a un *terminale d'utente a connessione diretta* .
Una *unita' radio* effettuera' soltanto un tentativo di chiamata alla volta (eccetto emergenza) mentre sta tentando l'accesso o aspettando un riscontro conclusivo (cioe' un fine transazione)ad una richiesta di un messaggio di stato, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata di non emergenza di qualsiasi tipo (a meno che l'utente prima cancelli la transazione originale).
13.2.2.1 Richiesta di invio di un messaggio di stato a una *unita' radio* o a un *terminale d'utente a connessione diretta* .
Una *unita' radio* richiede una transazione di stato inviando un messaggio RQQ sul canale di controllo, conformemente al protocollo ad accesso casuale (vedi 7.3). I campi nel messaggio RQQ saranno fissati appropriamente (vedi 5.5.3.1.7); tuttavia notare che in particolare una richiesta interprefisso e' indicata fissando IDENT1 a IPFIXI. (Notare anche che messaggi di stato non possono essere inviati a un gruppo).
L'unita' tentera' l'accesso fino a quando riceve una risposta valida (vedi 13.2.2.2/3), o fino a quando il proprio utente cancella la transazione (vedi 13.2.2.6), o fino a quando il tentativo d'accesso fallisce (ad esempio la unita' ha inviato il massimo numero di trasmissioni NR e non riceve risposta, o il proprio tempo limite TC e' scaduto (vedi 7.3.8)). Nel caso di fallimento nell'accesso, se l'unita' non ha inviato la richiesta, deve ritornare allo stato di riposo (e puo' indicare il fallimento all'utente); negli altri casi deve aspettare una ulteriore segnalazione per la transazione - vedi 13.2.2.4 e 13.2.2.5.
13.2.2.2 Risposte valide a RQQ con indirizzamento breve.
Per un RQQ con prefisso comune, l'unita' chiamante accettera' i seguenti messaggi come risposta al proprio RQQ e non inviera' ulteriori richieste:
a. un riscontro ACK (QUAL=0), ACKI (QUAL=1), ACKQ, ACKX o ACKV, con gli stessi prefissi ed identificativi come nel messaggio RQQ:
b. un riscontro ACKT (QUAL=0) con PFIX/IDENT2 come proprio indirizzo individuale. Vedi anche 13.2.2.4.
c. un messaggio AHYQ con gli stessi prefissi ed identificativi e campo STATUS come nel messaggio RQQ.
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi, vedi paragrafo
13.2.2.4
13.2.2.3 Risposte valide ad una RQQ con indirizzamento esteso.
Per un RQQ interprefisso, l'unita' chiamante accettera' i seguenti messaggi (con gli stessi prefissi ed identificativi come nel RQQ) come una risposta al proprio RQQ e non inviera' ulteriori richieste:
a. Un riscontro ACKI (QUAL=1), ACKX o ACKV (QUAL=0)
b. AHYC (cioe' un istruzione per inviare l'indirizzo dell'unita' chiamata).
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi vedi 13.2.2.4 e 9.2.2.1.
13.2.2.4 Riscontri ricevuti
Se una *unita' radio* mentre sta tentando l'accesso o e' in attesa di ulteriori segnalazioni per la transazione di stato, riceve un appropriato riscontro allora si comportera' come sotto indicato.
Per RQQ interprefisso, soltanto ACKI (QUAL=1) ACKX e ACKV (QUAL=0) sono appropriati fino a quando l'informazione completa d'indirizzo
non viene inviata. Per gli identificativi vedi 5.5.2.1.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio, seguira' ulteriore segnalazione.
ACKQ (QUAL=0) - Il sistema e' occupato; attendere la ulteriore segnalazione.
ACKQ (QUAL=1) - L'unita' chiamata e' occupata. Attendere la ulteriore segnalazione.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida, messaggio respinto.
ACKX (QUAL=1) - Il sistema o l'unita' chiamata sono in sovraccarico.
ACKV (QUAL=0) - L'unita' chiamata non e' in contatto radio o la transazione e' stata abbandonata.
ACKV (QUAL=1) - L'unita' chiamata e' occupata (e il TSC non memorizza la richiesta) o l'unita' chiamata non desidera accettare l'informazione.
ACKT (QUAL=0) - Le chiamate per l'unita' chiamata sono state deviate.
ACK (QUAL=0) - La transazione e' stata completata con successo cioe' l'unita' chiamata ha dato conferma della ricezione dell'informazione di stato.
Se viene ricevuto ACKI (QUAL=1) o ACKQ, l'unita' deve aspettare una ulteriore segnalazione e puo' indicare all'utente la progressione della transazione.
Se viene ricevuto ACKX o ACKV, l'unita' deve ritornare allo stato di riposo e puo' indicare all'utente la ragione dell'insuccesso della transazione; si raccomanda che la ricezione di ACKX (QUAL=0) venga indicata in maniera differente.
Se viene ricevuto un messaggio completo ACKT (QUAL=0), l'unita' potra' sia:
a. ritornare allo stato di riposo (e puo' indicare all'utente che le chiamate all'unita' chiamate sono state deviate), sia
b. tentare una nuova transazione di stato all'indirizzo deviato fornito nel messaggio ACKT.
Notare che, se IDENT1=IPFIXI nella parola di indirizzo AKT e il bit GF=1 nella parola di codice dati successiva, l'indirizzo deviato e' un indirizzo di gruppo; in questo caso; una transazione di stato all'indirizzo deviato potrebbe generare una chiamata non valida.
Se viene ricevuto il messaggio ACKT (QUAL=0) incompleto allora:
i) Se l'unita' non richiede l'indirizzo di deviazione, deve ritornare allo stato di riposo (e puo' dare indicazioni all'utente).
ii) Se l'unita' richiede l'indirizzo deviato allora:
- se sta ancora tentando di accedere per transazione, ignorera' il messaggio ricevuto e continuera' il tentativo d'accesso.
- negli altri casi deve aspettare una la ripetizione di ACKT, ritornando allo stato di riposo se scade un tempo TB (in questo caso puo' indicare l'insuccesso dell'utente).
Se viene ricevuto ACK (QUAL=0), l'unita' deve ritornare allo stato di riposo e puo' indicare all'utente che la transazione e' stata completata con successo cioe' l'unita' chiamata ha accettato l'informazione. (Notare che questo non implica un'accettazione del messaggio dell'utente).
Dopo la ricezione di un ACKX, ACKV o ACK per la transazione, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata di qualsiasi tipo allo stesso identificativo chiamato (o *gateway*) per almeno il tempo TB, con esclusione delle chiamate d'emergenza. Dopo la ricezione di ACKT per la transazione, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata, escluso quelle d'emergenza, di qualsiasi tipo per almeno un tempo TB.
13.2.2.5 Tempo limite di attesa.
Una *unita' radio* chiamante in attesa di ulteriore segnalazione per una transazione di stato ad una *unita' radio* o ad un *terminale d'utente a connessione diretta* ritornera' allo stato di riposo se passa un tempo TW da quando ha inviato l'ultimo messaggio per l'operazione, cioe':
RQQ richiedente la transazione (vedi 13.2.2.1)
o SAMIS, che fornisce l'informazione d'indirizzo esteso per la chiamata (vedi 9.2.2.1)
o ACK (QUAL=0), inviato in risposta ad un messaggio AHY con il bit POINT=1 e IDENT/1 come identificativo del chiamato o *gateway* (vedi 9.2.2.3).
Puo' indicare anche all'utente che il risultato della transazione e' sconosciuto.
13.2.2.6 Cancellazione della transazione.
Se l'utente desidera cancellare la transazione dopo che l'unita' ha inviato un RQQ e mentre e' ancora in attesa di un riscontro conclusivo, l'unita' tentera' di inviare una richiesta di cancellazione della transazione RQX (vedi 5.5.3.1.3), conformemente al protocollo ad accesso casuale. Tentera' l'accesso fino a quando uno dei seguenti eventi accade:
a. Riceve ACK (QUAL=1) con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQX. In questo caso puo' indicare all'utente che il risultato della transazione e' sconosciuto.
b. Riceve ACK (QUAL=0) ACKX, ACKV o ACKT (QUAL=0) per la transazione che sta tentando di cancellare. (Vedi anche 13.2.2.4).
c. Ha inviato il massimo numero di trasmissioni NR e non riceve risposta, o il tempo limite d'accesso TC e' scaduto (vedi 7.3.8). In questo caso, ritornera' ad attendere la segnalazione per la transazione di stato (vedi 13.2.2.4 e 13.2.2.5).
Nei casi a. e b. , l'unita' deve ritornare allo stato di riposo.
13.2.3 Procedure per tutte le *unita' radio* sul canale di controllo.
Le procedure in questo paragrafo devono essere osservate da tutte le *unita' radio* che sono equipaggiate per riconoscere una parola d'indirizzo AHYQ (Il requisito di riconoscimento AHYQ potra' essere dipendente dal sistema).
13.2.3.1 Ricezione di un messaggio di stato AHYQ.
Se una *unita' radio* sul canale di controllo riceve un messaggio AHYQ con PFIX/IDENT2 corrispondenti al proprio indirizzo individuale allora rispondera' con gli appropriati riscontri (vedi sotto), con gli stessi prefissi ed identificativi come nel AHYQ. Se IDENT2 (cancelletto) IPFIXI nel messaggio AHYQ, l'unita' rispondera' nello "slot" seguente AHYQ, se IDENT2=IPFIXI, e' aggiunta una parola di codice dati (contenente l'indirizzo del chiamante) e l'unita' rispondera' nello "slot" seguente la parola di codice dati. Per la temporizzazione vedi 6.2.1.3.
a. Se l'unita' non e' equipaggiata per accettare l'informazione allora inviera' ACKX (QUAL=0)
b. Negli altri casi, l'unita' inviera' uno dei seguenti riscontri:
ACKB (QUAL=1) se IDENT2=IPFIXI nel messaggio AHYQ, ma la parola di codice dati aggiunta non era decodificabile e l'unita' richiede che il messaggio venga ritrasmesso.
o ACKX (QUAL=1) se non puo' accettare l'informazione in quel momento ad esempio STATUS='00000' nel messaggio AHYQ la coda dell'unita' chiamata e' piena.
o ACKV (QUAL=1) se non desidera accettare l'informazione di stato dallo *utente* chiamante.
o ACK (QUAL=0) se ha accettato l'informazione del messaggio AHYQ.
14. PROCEDURE PER I MESSAGGI DATI BREVI
Questa sezione definisce le procedure per messaggi dati brevi fino a 184 bit in formato libero, trasmessi sul canale di controllo. I dati sono contenuti in un massimo di 4 parole di codice dati, aggiunte ad una parola di codice indirizzo (HEAD).
Una *unita' radio* richiede di inviare il messaggio dati brevi usando il messaggio RQC (vedi 5.5.3.1.8). Il TSC allora:
- da' istruzione all'unita' di inviare il messaggio dati breve (e le informazioni dell'indirizzo esteso se necessario)
- invia il messaggio all'utente chiamato
- indica il risultato della transazione all'unita' chiamante.
Una *unita' radio* puo' inviare un messaggio dati breve al TSC o a una *unita' radio* , o ad *terminale d'utente a connessione diretta*, o ad un gruppo di unita', o a tutte le unita' del sistema, o ad una estensione PABX (con indirizzamento breve o esteso)
Il TSC puo' anche trasmettere messaggi dati breve (indirizzati ad una *unita' radio* , o ad un gruppo o a tutte le unita' nel sistema), originati all'interno del TSC o da un *terminale d'utente a connessione diretta*, o da una estensione PABX.
Per chiamate da *unita' radio* , il TSC usa il messaggio AHYC per richiedere:
a. l'informazione dell'indirizzo chiamato, per chiamate a:
- indirizzi interprefissi
(se necessario vedi sotto)
- estensione PABX con numero "lungo"
b. il messaggio dati breve.
Se entrambi a. e b. sono necessari, il TSC ottiene l'informazione completa in due passi, ogni passo usando il messaggio AHYC. I messaggi AHYC sono distinti secondo come e' fissato IDENT1 (IPFIXI, o PABXI, per a. o a SDMI per b.), e cosi' l'ordine in cui vengono trasmessi non e' prescritto.
Notare che, quando una *unita' radio* invia il proprio messaggio dati breve, fornisce l'indirizzo (prefisso/identificativo) della parte chiamata nel messaggio di testa dei dati. Tuttavia per una chiamata interprefisso, il TSC non ha bisogno di richiedere l'indirizzo del chiamato separatamente a meno che lo richieda per semplicita' dell'operazione.
Il formato dei dati all'interno del messaggio dati breve non e'specificato. Inoltre possono essere richieste ulteriori specifiche (dipendenti dal sistema) per definire:
- la temporizzazione per la ripetizione di messaggi, e/o
- la numerazione di messaggi dati
6. ACK: riscontro ACK (QUAL=0) dalla *unita' radio* chiamata - messaggio dati accettato.
7. ACK: riscontro ACK (QUAL=0) inviato all'unita' chiamante per indicare che l'unita' chiamata ha accettato il messaggio dati. In questo esempio il TSC ripete il messaggio ACK, per migliorare l'affidabilita'.
14.1 Procedure del TSC per messaggi dati brevi.
14.1.1 Risposte ad un messaggio RQC con indirizzamento breve.
Una *unita' radio* richiede di inviare un messaggio dati breve generando un messaggio RQC conformemente al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio RQC con indirizzamento breve (con EXT=1 o con EXT=0 e IDENT1 fissato a un valore di identificativo di un *utente* chiamato valido), il TSC inviera' una delle seguenti risposte:
a. ACKI (QUAL=1), ACKQ (QUAL=1), ACKX o ACKV, con PFIX(IDENT2 come indirizzo individuale dell'unita' chiamante e IDENT1 come identificativo del chiamato (o PABXI per una chiamata ad una estensione PABX).
b. ACKT (QUAL=0) con PFIX/IDENT2 come indirizzo individuale dell'unita' chiamante.
c. Un messaggio AHYC richiedente all'unita' chiamante il proprio messaggio dati.
Per il ritardo accettabile vedi 7.2.4. Vedi anche 14.1.4 a 14.1.5.
14.1.2 Risposta ad un messaggio RQC con indirizzamento esteso.
Una *unita' radio* richiede di inviare il messaggio dati breve generando un messaggio RQC, conformemente al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio RQC con indirizzamento esteso (con EXT=0 e IDENT1=IPFIXI, o PABXI), il TSC inviera' uno dei seguenti messaggi:
a. ACKI (QUAL=1) ACKX o ACKV (QUAL=0), con lo stesso prefisso ed identificativi come nel RQC.
b. Un messaggio AHYC che da' istruzione all'unita' chiamante di inviare le informazioni complete dell'indirizzo del chiamato.
c. Un messaggio AHYC che da' istruzione all'unita' chiamante di inviare il proprio messaggio dati.
Per il ritardo accettabile vedi 7.2.4. Vedi anche da 14.1.3 a 14.1.5.
per prevenire la duplicazione dei messaggi (quando un destinatario accetta la ripetizione del messaggio come un nuovo messaggio).
Una sequenza tipica del messaggio per una *unita' radio* che invia un messaggio dati breve ad un'altra *unita' radio* , e' illustrata nell'esempio successivo.
1 slot
| 1| | 3| | | 5| | 5| | 7|
dal TSC |ALH | ALH | AHYC | ALH | ALH |HEAD |dati | ALH | ACK |ACK | alle RUs |(3) | (0) | | (0) | (4) | | | | (0) | (1) | 1 |
| | | | | | | | | | | |
| | 2| | 4| | 4| | | 6| | | dalle RUs| | RQC | |HEAD |dati | | | ACK | | | al TSC | | | | | | | | | | | |
| | | | | | | | | | | | | | | | | |
trama trama trama
Esempio Una sequenza di messaggi sul canale di controllo per l'invio di un messaggio dati breve fra una *unita' radio* ad un'altra *unita' radio* sullo stesso sito. In questo esempio, il messaggio dati comprende una parola di codice d'indirizzo e due parole di codice dati aggiunte:
1. ALH: invito generale ALOHA (lunghezza della trama pari a tre "slot")
2. RQC: richiesta di accesso casuale per trasmettere un messaggio dati breve. (La richiesta indica il numero di slot necessari per il messaggio di dati: in questo caso due "slot").
3. AHYC: invito per un messaggio dati breve
- riscontro al messaggio RQC
- da' istruzione all'unita' chiamante di inviare il messaggio dati
nei prossimi due "slot"
- inibizione all'accesso casuale nello "slot" successivo.
4. HEAD+dati: l'unita' chiamante invia il proprio messaggio dati breve al TSC. In questo esempio il messaggio comprende una parola di codice indirizzo (HEAD) e due parole di codice dati aggiunte.
5. HEAD+dati: il TSC invia il messaggio dati breve alla *unita' ra- dio* chiamata.
La seconda parola di codice dati contiene una flag (RSA) che e' fissata a '0' per inibire l'accesso casuale nello "slot" successivo riservando cosi' lo "slot" per una risposta dall'unita' chiamata.
14.1.3 Istruzioni per inviare un'informazione con indirizzo esteso.
Dopo aver ricevuto un messaggio RQC con indirizzamento esteso, il TSC puo' richiedere l'indirizzo completo del chiamato (se necessario) inviando il messaggio AHYC con:
- lo stesso prefisso ed identificativi come nel RQC (per esempio IDENT1 fissato a IPFIXI, o PABXI come appropriato e PFIX/IDENT2 fissato all'indirizzo dell'unita' chiamante)
- DESC fissato per indicare il *gateway* appropriato (vedi 5.5.3.2.8).
- SLOTS fissato al valore corrispondente RQC. (cioe' SLOTS='01').
Il messaggio AHYC da' istruzione all'unita' chiamante di inviare le informazioni di indirizzo dell'utente chiamato nel successivo "slot" indicato da SLOTS (vedi 9.2.2.1). Se il TSC non decodifica con successo le informazioni dell'indirizzo, puo' ripetere il messaggio AHYC o trasmettere ACKV (QUAL=0) per indicare l'insuccesso della transazione.
Notare che, quando la *unita' radio* invia il proprio messaggio dati breve fornisce l'indirizzo dell'utente chiamato (prefisso/identificativo) all'inizio del messaggio dati. Tuttavia per una chiamata interprefisso il TSC non ha bisogno di richiedere l'indirizzo del chiamato separatamente a meno che venga richiesto per comodita' nelle operazioni.
14.1.4 Istruzioni per inviare il messaggio di dati breve.
Dopo aver ricevuto un messaggio RQC, il TSC puo' richiedere il messaggio dati breve della *unita' radio* chiamante inviando un messaggio AHYC, con:
- IDENT1 fissato a SDMI
- PFIX/IDENT2 fissato all'indirizzo dell'unita' chiamante
- DESC fissato a '000'
- SLOTS uguale a SLOTS ricevuti nel messaggio RQC.
Il messaggio AHYC da' istruzione all'unita' chiamante di inviare il messaggio di dati breve nel successivo "slot" indicato da SLOTS (vedi 9.2.2.1). Se il TSC non decodifica con successo il messaggio breve di dati, puo' ripetere il messaggio AHYC o trasmettere ACKV (QUAL=0) per indicare il fallimento della transazione.
Notare che il messaggio AHYC disabilita l'accesso casuale soltanto nel primo slot successivo entrante quando viene richiesto un messaggio breve di dati il TSC prendera' le azioni opportune per riservare i susseguenti slot entranti se sono all'interno di una trama (cioe' inviando il messaggio AHY con entrambi gli identificativi fissati a DUMMY1).
14.1.5 Riscontri inviati per indicare l'avanzamento di una transazione RQC.
Il TSC puo' inviare messaggi di riscontro per indicare alla *unita' radio* chiamante l'avanzamento della propria transazione dati breve - per identificativi vedi 5.5.2.1. (Per una chiamata con indirizzamento esteso i riscontri ACKQ, ACKV (QUAL=1), ACKT (QUAL=0) e ACK (QUAL=0) non sono appropriati fino a quando non e' stato ottenuto l'indirizzo chiamato. Riscontri ACKQ (QUAL=0) e ACK (QUAL=0) non sono corretti fino a quando non e' stato ottenuto il messaggio dati breve).
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; seguira' ulteriore segnalazione.
ACKQ (QUAL=0) - Il sistema e' occupato. Attendere la ulteriore
segnalazione
ACKQ (QUAL=1) - La parte chiamata e' occupata. Attendere la ulteriore segnalazione.
ACKX (QUAL=0) - La chiamata non e' valida ad esempio il TSC non tratta messaggi dati brevi, o la parte chiamata non e' equipaggiata per accettare il messaggio.
ACKX (QUAL=1) - Il sistema o l'unita' chiamata sono in sovraccarico; messaggio respinto.
ACKV (QUAL=0) - L'unita' chiamata non e' in contatto radio oppure la transazione e' stata abbandonata.
ACKV (QUAL=1) - l' *utente* chiamato e' occupato (e il TSC non memorizza la chiamata) o l'unita' chiamata non desidera accettare il messaggio.
ACKT (QUAL=0) - La chiamata dati all' *utente* chiamato e' stata deviata.
ACK (QUAL=0) - La transazione del messaggio e' stata conclusa con successo.
Per il ritardo massimo accettabile delle ripetizioni dei riscontri ACKX, ACKV, ACKT e ACK vedi tempo limite TB in 14.2.4.
14.1.6 Verifica della disponibilita' di una *unita' radio* chiamata.
Prima di trasmettere un messaggio dati breve ad una *unita' radio*, il TSC puo' verificare che l'unita' e' in contatto radio (e opportunamente equipaggiate). Il TSC usa il messaggio AHY, con:
- bit POINT fissato a '0'
- bit CHECK fissato a '0'
- bit D fissato a '1'
- bit E fissato a '0'
- bit AD fissato a '0'
- PFIX/IDENT1 come indirizzo dell'unita' chiamata
- IDENT2 fissato a SDMI.
Il messaggio AHY richiede una risposta nello slot successivo dall'unita' chiamata (vedi 9.2.2.2B).
Il TSC puo' indicare il risultato della verifica della disponibilita' alla *unita' radio* chiamante inviando riscontro (i) appropiato (vedi 14.1.5).
14.1.7 Informazioni all' *utente* chiamato
Il TSC trasmette il messaggio dati breve a una *unita' radio* , a un gruppo o a tutte le unita' del sistema inviando il messaggio HEAD sul canale di controllo (vedi 5.6.2). Il messaggio di dati puo' essere originato dallo stesso TSC o da una *unita' radio* (usando RQC ecc.), o da un *terminale d'utente a connessione diretta* , o da un'estensione PABX.
La parola di codice indirizzo HEAD indica il numero delle parole di codice dati aggiunte (fino a quattro), e contiene due indirizzi di venti bit: l'indirizzo del chiamato e l'indirizzo del chiamante (o *gateway).
I dati dell'utente sono contenuti nella parola di codice dati. Per un messaggio dati breve indirizzato individualmente all'interno di una trama il TSC fissera' la flag RSA nell'ultima parola di codice dati (o nella parola di codice dati riempitiva) a "0" , per inibire l'accesso nello "slot" successivo.
Per un messaggio dati breve indirizzato individualmente, il messaggio HEAD richiede una risposta dall'unita' chiamata (vedi 14.3.1.1). Se la risposta e' ACK (QUAL=0) ACKX o ACKV (QUAL=1), il TSC puo' inviare il riscontro appropriato alla *unita' radio* chiamante. (Vedi 14.1.5). Se il TSC non decodifica con successo una risposta, o se la risposta e' ACKB (QUAL=1) puo' ripetere il messaggio HEAD. Se l'unita' chiamata non puo' essere avvisata, il TSC puo' indicare il fallimento inviando all'unita' chiamante ACKV (QUAL=0).
Per messaggi dati brevi indirizzati ad un gruppo (o all'intero sistema), l'unita' chiamata non risponde; il TSC puo' ripetere il messaggio dati breve per incrementare la probabilita' di ricezione con successo. Dopo aver trasmesso il messaggio dati breve il TSC puo' inviare ACK (QUAL=0) alla *unita' radio* chiamante.
14.1.8 Cancellazione della transazione.
Una *unita' radio* chiamante puo' cancellare la propria transazione dati breve generando un messaggio RQX (vedi 5.5.3.1.3), conformemente al protocollo ad accesso casuale. Alla ricezione di un messaggio RQX che cancella una transazione dati breve, il TSC dovra' inviare una risposta: ACK (QUAL=1) con lo stesso prefisso ed identificativi come nel RQX.
14.1.9 Tempo limite del TSC.
Il TSC puo' introdurre un limite sul massimo tempo con cui memorizza il messaggio dati breve (per esempio aspettando che l'utente chiamato diventi libero).
Il TSC puo' dare istruzione a una *unita' radio* chiamante di far ripartire il suo temporizzatore di attesa TJ o TW, inviando il messaggio AHY con il bit POINT fissato a '1', vedi 9.1.1.7 e 9.2.2.3.
Se il tempo TJ o TW, meno la tolleranza sul temporizzatore della *unita' radio*, scade senza che venga ricevuto l'ultimo messaggio per una transazione dati breve (dall'unita' chiamante), il TSC non inviera' alcuna ulteriore segnalazione per la transazione. Vedi anche 14.2.6.
14.2 Procedure per *unita' radio* che inviano il messaggio dati breve.
Una *unita' radio* effettuera' soltanto un tentativo di chiamata alla volta (escluso in emergenza); mentre sta tentando l'accesso o aspettando un riscontro conclusivo (cioe' un fine transazione) ad una richiesta di un messaggio dati breve, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata di non-emergenza di qualsiasi tipo (a meno che l'utente prima non cancelli la transazione originale).
14.2.1 Richiesta per una transazione dati breve.
Una *unita' radio* richiede di trasmettere un messaggio dati breve inviando un messaggio RQC sul canale di controllo conformemente al protocollo ad accesso casuale (vedi 7.3). I campi nel messaggio RQC saranno fissati correttamente (vedi 5.5.3.1.8); tuttavia Notare particolarmente che:
a. Il campo SLOTS specifica il numero di "timeslot" richiestiper il messaggio di dati (minimo due "slot" , massimo tre "slot" ).
b. Una richiesta con indirizzamento esteso e' indicata fissando IDENT1 nel messaggio RQC all'appropriato *gateway* (ad esempio IPFIXI, oPABXI).
L'unita' potra' tentare l'accesso fino a quando riceve una risposta valida (vedi 14.2.2/3) o fino a quando l'utente cancella la transazione (vedi 14.2.7), o fino a quando il tentativo d'accesso fallisce (ad esempio l'unita' ha inviato il numero limite di trasmissioni NR e non riceve risposta o il tempo massimo d'accesso TC e' scaduto (vedi 7.3.8)). Nel caso di fallimento dell'accesso, se l'unita' non ha inviato la richiesta, deve ritornare allo stato di riposo (e puo' indicare all'utente l'insuccesso); negli altri casi, deve aspettare una ulteriore segnalazione per la transazione - vedi da 14.2.4 a 14.2.6.
14.2.2 Risposte valide ad un messaggio RQC con indirizzamento breve.
Per un messaggio RQC con indirizzamento breve l'unita' chiamante accettera' i seguenti messaggi come risposta al proprio RQC e non inviera' ulteriori richieste:
a. ACKI (QUAL=1), ACKQ (QUAL=1), ACKX o ACKV, con PFIX/IDENT2 come proprio indirizzo individuale e IDENT1 come identificativo del chiamato (o PABXI per una chiamata a PABX)
b. ACKT (QUAL=0) con PFIX/IDENT2 come proprio indirizzo individuale.
c. AHYC con PFIX/IDENT2 come proprio indirizzo individuale e IDENT1 come SDMI.
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi vedi 14.2.4 e 9.2.2.1.
14.2.3 Risposte valide a un messaggio RQC con indirizzamento esteso.
Per un messaggio RQC con indirizzamento esteso, l'unita' chiamante accettera' i seguenti messaggi come una risposta al proprio RQC e non inviera' ulteriori richieste:
a. ACKI (QUAL=1), ACKX o ACKV (QUAL=0), con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQC.
b. AHYC, con lo stesso prefisso e identificativi come nel RQC.
c. AHYC, con PFIX/IDENT2 come proprio indirizzo individuale e IDENT1 come SDMI.
Per altre azioni alla ricezione di questi messaggi vedi 14.2.4 e 9.2.2.1.
14.2.4 Riscontri ricevuti.
Se mentre una *unita' radio* sta tentando l'accesso o attendendo una ulteriore segnalazione per una transazione dati breve, riceve un appropriato riscontro allora si comportera' come sotto indicato (ACKQ, ACKV (QUAL=1), ACKT (QUAL=0) e ACK (QUAL=0) non sono corretti fino a quando l'informazione dell'utente chiamato non e' stata inviata, nel messaggio RQC, come informazione d'indirizzo esteso, o nel messaggio dati breve. ACKQ (QUAL=0) e ACK (QUAL=0) non sono corretti fino a quando il messaggio dati breve e' stato inviato). Per identificativi vedi 5.5.2.1.
ACKI (QUAL=1) - Riscontro intermedio; seguira' ulteriore segnalazione.
ACKQ (QUAL=0) - Il sistema e' occupato. Attendere la ulteriore
segnalazione
ACKQ (QUAL=1) - L' *utente* chiamato e' occupato. Attendere la ulteriore segnalazione.
ACKX (QUAL=0) - Chiamata non valida; messaggio respinto.
ACKX (QUAL=1) - Il sistema o l'unita' chiamata e' in sovraccarico; messaggio respinto.
ACKV (QUAL=0) - L'unita' chiamata non e' in contatto radio o la transazione e' stata abbandonata.
ACKV (QUAL=1) - L' *utente* chiamato e' occupato (e il TSC non memorizza la richiesta) o l'utente chiamato non desidera accettare il messaggio.
ACKT (QUAL=0) - Le chiamate dati all' *utente* chiamato sono state deviate.
ACK (QUAL=0) - La transazione si e' conclusa con successo.
Se viene ricevuto ACKI (QUAL=1) o ACKQ, l'unita' deve aspettare una ulteriore segnalazione e puo' indicare all'utente l'avanzamento della transazione.
Se viene ricevuto ACKX o ACKV, l'unita' deve ritornare allo stato di riposo e puo' indicare all'utente il motivo dell'insuccesso della transazione; viene raccomandato che la ricezione di un riscontro ACKX (QUAL=0) venga indicata con modalita' differente.
Se viene ricevuto un messaggio ACKT (QUAL=0) completo, l'unita' potra' sia:
a. ritornare allo stato di riposo (puo' indicare all'utente che le chiamate dati per l' *utente* chiamato sono state deviate) o,
b. tentare una nuova transazione dati breve all'indirizzo deviato fornito nel messaggio ACKT.
Se viene ricevuto il messaggio ACKT (QUAL=0) incompleto allora:
i) se l'unita' non richiede l'indirizzo di deviazione, deve ritornare allo stato di riposo (e puo' avvisare l'utente)
ii) se l'unita' richiede l'indirizzo di deviazione allora:
- se sta gia' tentando l'accesso per la transazione, ignorera' il messaggio e continuera' il tentativo d'accesso;
- negli altri casi deve aspettare la ripetizione del messaggio ACKT, ritornando allo stato di riposo se viene superato il tempo TB (in questo caso puo' indicare il fallimento all'utente).
Se viene ricevuto ACK (QUAL=0) l'unita' deve ritornare nello stato di riposo e puo' indicare all'utente che la transazione e' stata completata con successo cioe' che:
- per una chiamata individuale, l'unita' chiamata ha accettato il messaggio dati breve; (Notare che questo non implica l'accettazione da parte dell'utente);
- per una chiamata di gruppo (o generale), il messaggio dati breve e' stato inviato al gruppo.
Dopo aver ricevuto ACKX, ACKV o ACK per la transazione, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata, escluso quelle di emergenza, di qualsiasi tipo allo stesso identificativo chiamato (*gateway*) per almeno un tempo TB. Dopo aver ricevuto ACKT per la transazione, l'unita' non richiedera' un'altra chiamata, escluso quella di emergenza, di qualsiasi tipo per almeno un tempo TB.
14.2.5 Invio di un messaggio dati breve.
L'unita' chiamante trasmettera' il proprio messaggio dati breve (una parola di codice indirizzo HEAD e parola (e) di codice dati aggiunta - vedi 5.6.2) alla ricezione di un messaggio appropriato AHYC dal TSC; vedi sezione 9.2.2.1.
14.2.6 Tempo limite di attesa
Una *unita' radio* chiamante in attesa di ulteriore segnalazione per una transazione dati breve ritornera' nello stato di riposo se il tempo TJ (per un messaggio dati indirizzato al TSC) o TW (per altre destinazioni) e' scaduto da quando l'ultimo messaggio di segnalazione e' stato inviato per la transazione, cioe':
RQC, richiedente transazione (vedi 14.2.1)
o SAMIS, che fornisce la informazione di indirizzo esteso per la chiamata (vedi 9.2.2.1)
o HEAD, contenente il messaggio dati breve (vedi 14.2.5 e 9.2.2.1)
o ACK (QUAL=0), inviato in risposta ad un messaggio AHY con il bit POINT=1 e IDENT1 come identificativo del chiamato o *gateway* (vedi 9.2.2.3).
Puo' anche indicare all'utente che il risultato della transazione e' sconosciuto.
14.2.7 Cancellazione dell'operazione.
Una *unita' radio* puo' cancellare la transazione dati breve (dopo aver inviato un RQC e mentre sta ancora aspettando di ricevere ACKX, ACKV, ACKT o ACK) trasmettendo una richiesta di cancellazione della transazione RQX (vedi 5.5.3.1.3), conformemente al protocollo ad accesso casuale. Tentera' l'accesso fino a quando uno dei seguenti eventi accade:
a. riceve ACK (QUAL=1) con gli stessi prefissi e identificativi come nel RQX. In questo caso, puo' indicare all'utente che il risultato della transazione e' sconosciuto.
b. Riceve ACK (QUAL=0), ACKX, ACKV o ACKT (QUAL=0) per la transazione che sta tentando di cancellare. Vedi anche 14.2.4.
c. Ha inviato il numero massimo di trasmissioni NR e non riceve risposta, il tempo massimo d'accesso TC e' scaduto (vedi 7.3.8). In questo caso, deve ritornare in attesa di segnalazioni per la transazione dati brevi (vedi da 14.2.4 a 14.2.6).
Nei casi a. e b. l'unita' deve ritornare allo stato di riposo.
14.3 Procedure per tutte le *unita' radio* sul canale di controllo.
Le procedure in questo paragrafo saranno osservate da tutte le *unita' radio* che sono equipaggiate per riconoscere una parola di codice indirizzo HEAD ricevuta. (Il requisito di ricezione HEAD sara' dipendente dal sistema).
14.3.1 Ricezione di un messaggio dati breve (HEAD).
14.3.1.1 Messaggi HEAD con indirizzo individuale.
Se una *unita' radio* sul canale di controllo riceve un messaggio HEAD con PFIX/IDENT1 corrispondenti al proprio indirizzo individuale, rispondera' con l'appropriato riscontro (vedi sotto), con PFIX/IDENT1 come proprio indirizzo individuale e IDENT2 fissato a IDENT2 dal HEAD. La parola di codice indirizzo HEAD contiene un campo (LEN) che indica il numero di parole di codice dati aggiunte; l'unita' rispondera' nello "slot" successivo all'ultimo parola di codice dati.
Per la temporizzazione, vedi 6.2.1.3.
a. Se l'unita' non e' equipaggiata per accettare il messaggio dati allora inviera' ACKX (QUAL=0).
b. Negli altri casi, l'unita' inviera' uno dei seguenti riscontri:
ACKB (QUAL=1) se non tutte le parole di codice dati sono state
decodificate e l'unita' richiede che il messaggio venga ritrasmesso o ACKX (QUAL=1) se non puo' accettare il messaggio in quel momento (ad esempio la sua memoria di dati e' satura)
o ACKV (QUAL=1) se non desidera accettare il messaggio dati da questo
*utente* chiamante
o ACK (QUAL=0) se ha accettato il messaggio dati.
14.3.1.2 Messaggi HEAD indirizzato a un gruppo.
Se una *unita' radio* sul canale di controllo riceve un messaggio HEAD con PFIX/IDENT2 non corrispondente al proprio indirizzo
individuale, e
PFIX/IDENT1 corrispondente ad uno dei propri indirizzi di gruppo per quel sistema
o IDENT1 fissato all'identificativo ALLI per una chiamata generale
allora puo' accettare l'informazione contenuta nella parola di codice indirizzo HEAD e le parole di codice dati aggiunte, ma non inviera' la risposta.
15. PROCEDURE DI INTERROGAZIONE DATI.
Questo capitolo definisce le procedure per la interrogazione dati, che permettono al TSC di richiedere che una *unita' radio* indirizzata trasmetta un messaggio dati del tipo prescritto. Questa richiesta e' una interrogazione da parte del TSC, non una parte della segnalazione per una richiesta di chiamata da una *unita' radio*.
Puo' essere inviata sia sul canale di controllo che su un canale di traffico assegnato.
Il TSC interroga la *unita' radio* inviando un messaggio AHYC modo 2 (vedi 5.5.3.2.8). In questo messaggio, IPFIX/IDENT1 e' fissato all'indirizzo individuale della *unita' radio* e IDENT2 e' l'identificativo di chi richiede l'interrogazione (un identificativo non appartenente ad una *unita' radio* ). Il tipo di dato che deve essere trasmesso da una *unita' radio* e' indicato dal campo descrittore DESC e dall'identificativo non appartenente ad una
*unita' radio*
Il TSC non invia riscontri dei messaggi di dati ricevuti dalla *unita' radio* (tuttavia puo' prendere appropriate azioni come risultato dei dati ricevuti).
Attualmente, per interrogazione dati, soltanto un valore del campo descrittore del messaggio di dati DESC e' stato assegnato. Questo valore e' usato per effettuare la verifica del numero di serie: il TSC puo' in ogni momento sia sul canale di traffico che sul canale di controllo dare istruzione ad una *unita' radio* di inviare il proprio numero di serie di 38 bit. La comparazione del numero di serie ricevuto con il valore atteso (memorizzato nel TSC) aiutera' nella rivelazione di utenti fraudolenti.
15.1 Procedure di interrogazione dati per il TSC.
15.1.1 Interrogazione dati sul canale di controllo.
Il TSC puo' richiedere che una *unita' radio* sul canale di controllo trasmetta un messaggio dati del tipo prescritto, inviando il messaggio AHYC con:
- PFIX/IDENT1 fissato all'indirizzo individuale della *unita' radio* - IDENT2 fissato all'identificativo dell'interrogatore (per esempio, per la verifica del numero di serie IDENT2=TSCI)
- DESC fissato per indicare il tipo di messaggio di dati richiesto; vedi 5.5.3.2.8.
(per esempio, per la verifica del numero di serie DESC='000').
- SLOTS fissato nel modo corretto, vedi 5.5.3.2.8 (per esempio per la verifica del numero di serie, SLOTS='01').
Il messaggio AHYC da' istruzioni alla *unita' radio* indirizzata di trasmettere un messaggio di dati nello "slot" successivo indicato da SLOTS (vedi 15.2.1). Se il TSC non decodifica con successo una risposta, puo' ripetere il messaggio AHYC quando e' piu' comodo. (Il TSC non invia riscontri dei messaggi dati ricevuti).
Notare che AHYC disabilita l'accesso casuale soltanto nel primo "slot" entrante successivo. Quando viene richiesto un messaggio dati con piu' parole di codice, il TSC prendera' gli opportuni provvedimenti per riservare gli "slot" entranti susseguenti se sono all'interno di una trama (cioe' inviando messaggi AHY con entrambi gli identificativi fissati a DUMMI).
15.1.2 Interrogazione dati sul canale di traffico.
Il TSC puo' richiedere che una *unita' radio* sul canale di traffico assegnato trasmetta un messaggio dati del tipo prescritto, inviando il messaggio AHYC con:
- PFIX/IDENT1 fissato all'indirizzo individuale della *unita' radio* - IDENT2 fissato all'identificativo dell'interrogatore
- DESC fissato per indicare il tipo di messaggio dati richiesto; vedi
5.5.3.2.8
- SLOTS fissato appropriatamente; vedi 5.5.3.2.8
Il messaggio AHYC da istruzione alla *unita' radio* indirizzata di trasmettere un messaggio dati (vedi 15.2.2). Se il TSC non decodifica con successo una risposta, puo' ripetere il messaggio AHYC.
15.2 Procedure per tutte le *unita' radio*.
Le procedure in questo paragrafo saranno osservate da tutte le *unita' radio* che sono equipaggiate per riconoscere un messaggio AHYC Modo 2 ricevuto. (Il requisito di riconoscere il messaggio AHYC, Modo 2, potra' essere dipendente dal sistema).
15.2.1 Messaggio di interrogazione dati (AHYC, Modo 2) sul canale di controllo.
Se una *unita' radio* sul canale di controllo riceve un messaggio AHYC con PFIX/IDENT1 corrispondente al proprio individuale allora dovra' o inviare un messaggio dati nel successivo "slot" o trasmettere ACKX (QUAL=0), come sotto indicato. Per temporizzazione, vedi sezione 6.2.1.3.
Se
IDENT2 e' fissato a TSCI
e DESC e' fissato a '000'
e SLOTS e' fissato a '01'
e l'unita' e' equipaggiata per trasmettere il proprio numero di
serie su interrogazione
allora trasmettera' il proprio "numero di serie" conformemente con il formato di parola di codice definito nel paragrafo 5.6.1.2.2 (SAMIS, Modo 2, DESC='000'). (Il formato del numero di serie e' dipendente dal sistema).
Negli altri casi
l'unita' trasmettera' ACKX (QUAL=0) con lo stesso prefisso e identificativi come nel AHYC.
15.2.2 Messaggio di interrogazione dati (AHYC Modo 2) su un canale di traffico assegnato.
Se una *unita' radio* sul canale di traffico riceve un messaggio AHYC con PFIX/IDENT1 corrispondenti al proprio indirizzo individuale allora dovra' o inviare un messaggio dati, o trasmettere ACKX (QUAL=0), come sotto indicati. Per temporizzazione vedi sezione 6.2.2.2.
Se
IDENT2 e' fissato a TSCI
e DESC e' fissato a '000'
e SLOTS e' fissato a '01'
e l'unita' e' equipaggiata per trasmettere il proprio numero di serie
su interrogazione
allora inviera' il proprio numero di serie, conformemente con il formato di parola di codice definito nel paragrafo 5.6.1.2.2 (SAMIS, Modo 2, DESC='000').
Negli altri casi
l'unita' trasmettera' ACKX (QUAL=0) con lo stesso prefisso e identificativi come AHYC.
APPENDICE 1
VALORI CONSIGLIATI PER I PARAMETRI
Parametri come tempi limiti e numero di tentativi delle *unita' ra- dio* sono rappresentati da simboli in questo standard; per esempio la massima durata dell' *ITEM* e' riferito come TT. Questa appendice contiene valori consigliati per questi parametri. Tuttavia, notare che una *unita' radio* deve usare i valori richiesti dal sistema in cui e' normalmente operativo.
Una breve descrizione dell'utilita' di ciascun parametro viene fornita, ma il lettore dovrebbe riferirsi alle procedure dei paragrafi per una definizione precisa dell'uso. La tabella elenca i paragrafi a cui si riferisce ciascun parametro.
La tolleranza massima per i tempi realizzati dalle *unita' radio* e' piu' o meno 10%.
Significato Simbolo Valore Riferimento Consigliato
Numero di messaggi di scon- ND1 2 9.2.3.5
nessione inviati da una 9.2.3.6
*unita' radio* chiamata
individualmente.
Numero di messagi di scon- ND2 4 9.2.3.5
nessione inviati da una 9.2.3.6
*unita' radio* chiamante
Numero massimo di tra- NE 16 7.3.8
smissioni con accesso ca- 10.2.1
suale di RQE
Numero massimo di tra- NI 4 11.2.1
smissioni sul canale di 11.2.6
di traffico di RQS o RQX
Numero massimo di trasmis- NR 8 7.3.8
sioni con accesso casuale 8.2.2.2
di RQS, RQD, RQX, RQT, 9.2.1.1
RQR, RQQ o RQC 9.2.1.7
12.2.1
12.2.6
13.1.2.2 13.1.2.6 13.2.2.1 13.2.2.6 14.2.1
14.2.7
Significato Simbolo Valore Riferimento Consigliato
Ritardo massimo di una risposta NT 103 6.1.2.2
dal TSC ad un messaggio 6.2.2.2.2
spontaneo da una *unita' radio*
sul canale di traffico (la
risposta SYNT comincia non piu'
tardi della partenza del bit NT,
misurato dalla fine del
messaggio della *unita' radio*).
Valore di Wait assunto NW 4 7.3.7
all'inizio di una sezione.
(Wait e' un numero di "slot")
Tempo limite per una *unita' TA 60 sec. 9.2.2.2
radio* chiamata dopo la rice- 9.2.2.4
zione di AHY 13.1.2.1
Tempo di disabilitazione di TB 2 sec. 9.1.1.4
chiamata allo stesso identifica- 9.2.1.4
tivo dopo aver ricevuto 11.1.4
ACK (QUAL=0), ACKX, ACKV o 11.2.4
ACKB (QUAL=0), o a qualsiasi 12.1.5
identificativo dopo aver 12.2.4
ricevuto ACKT (QUAL=0) 13.1.1.2
13.1.2.4 13.2.1.4 13.2.2.4 14.1.5
14.2.4
Tempo limite per una *unita' TC 60 sec. 7.3.8
radio* che richiede l'acces- 8.2.2.2
so casuale 9.2.1.1
9.2.1.7
10.2.1
12.2.1
12.2.6
13.1.2.2 13.1.2.6 13.2.2.1 13.2.2.6 14.2.1
14.2.7
Tempo limite per una *unita' TI 2 sec. 9.1.2.2
radio* in attesa di ulteriore 11.1.7
segnalazione per una chiamata 11.2.5
di inclusione
Tempo limite per una *unita' TJ 20 sec. 7.3.8
radio* in attesa di ulte- 8.2.1.3
riore segnalazione per una 8.2.2.4
transazione sul canale di 9.1.1.7
controllo con il TSC (ad 9.2
esempio registrazione, ri- 12.1.7
chiesta di deviazione, mes- 12.2.5
saggi di stato o messaggi 13.1.1.4
dati breve al TSC) 13.1.2.5
14.1.9
14.2.6
Tempo limite di inattivi- TN 7 sec. 9.2.3.6
ta' di una *unita' radio*
sul canale di traffico
Intervallo massimo tra mes- TP 5 sec. 9.2.2.6
saggi periodici (all'inter-
no di un *ITEM* per con-
versazione) all'inizio di
una sessione
Tempo in cui una *unita' TS 5 sec. 6.2.1.2
radio* ritorna alle pro-
cedure di acquisizione
del canale di controllo
se non viene decodificato
il codice di identita' del
sistema.
Massima durata di un TT 60 sec. 9.2.3.6
*item*
Tempo limite per una *unita' TW 60 sec. 7.3.8
radio* chiamante in attesadi 9.1.1.7
ulteriore segnalazione per 9.1.1.10
una chiamata o un'operazione 9.2
che puo' richiedere 9.2.1.6
l'accodamento (per un canale 10.1.7
di trafficoo per un *utente* 10.2.7
chiamato) 13.2.1.7
13.2.2.5 14.1.9
14.2.6
APPENDICE 2
LE PROPRIETA' DEL CONTROLLO DI ERRORE DELLE PAROLE DI CODICE
Le proprieta' di controllo di errore delle parole di codice sono almeno le seguenti.
Con decodifica a "hard decision"
a. Rilevare tutti i numeri dispari di errore, ogni 5 errori casuali, e ogni pacchetto d'errore fino ad una lunghezza di 16, o
b. correggere ogni errore singolo e rilevare fino a 4 errori e
qualsiasi pacchetto d'errore fino ad una lunghezza di 11, o
c. correggere fino a ciascun doppio errore e rivelare qualsiasi
triplo errore ed ogni pacchetto d'errore fino ad una lunghezza 4, o d. correggere ogni singolo pacchetto d'errore fino ad una lunghezza di 5.
Con decodifica a "soft decision":
Correggere qualsiasi presenza di 5 bit dubbi ed ogni singolo pacchetto di bit dubbi fino a una lunghezza di sedici, secondo il risultato dell'esame della sequenza dei bit dubbi.
Nota. Maggiore e' il grado di correzione d'errore applicato, piu' probabile e' la falsa decodifica. L'applicazione della misura della qualita' del segnale sulla base di "bit - per - bit " puo' aiutare a ripararsi contro elaborazioni false se viene usata una decodifica "hard decision", ed e' essenziale se viene usata una decodifica "soft decision" .
APPENDICE 3
UN ALGORITMO PER DETERMINARE IL COMPLETAMENTO DELLA SEQUENZA DI UNA PAROLA DI CODICE DEL CANALE DI CONTROLLO DEL SISTEMA.
1. Creare una parola di codice che inizia con un preambolo di 16 bit seguito dalla sequenza di bit '1100010011010100' e il codice di identificazione del sistema di 15 bit, cosi' riempiendo i bit da 1 a 47.
2. Assumere che il bit 48 sia = '0'. Calcolare il bit di verifica (vedi paragrafo 3.2.3).
3. Se il bit di parita' e' ='0' , allora l'assunzione in 2 era er- rata. In questo caso porre bit 48='1' e ricalcolare i bit di verifica (vedi anche nota 1).
4. La desiderata sequenza di completamento della parola di codice e' costituita dai bits da 48 a 63 incluso con il bit 63 invertito.
Nota 1. Un modo veloce di invertire il bit assunto e ricalcolare i bit di verifica e' di sommare modulo -2 il polinomio generatore '1110100000010101' ai bit da 47 a 63, e dopo calcolare il bit di parita'.
Nota 2. L'algoritmo funziona perche' i bit da 1 a 63 sono completamente ciclici, eccetto per il bit 63 e ci sono un numero dispari di 1 nel polinomio generatore. Il bit di parita' rimane inalterato da qualsiasi processo ciclico.
APPENDICE 4
UN ALGORITMO PER GENERARE I CAMPI A E B DELLA PAROLA DI CODICE MARK.
1. I bit 1, da 22 a 30 e da 49 a 64 nella parola di codice di indirizzo MARK sono fissi (vedi paragrafo 5.5.4.1). I bit da 2 a 5 (CHAN 4) e da bits 7 a 21 (SYS) sono dipendenti dal sistema. I bit 6 (campo A) e bit da 31 a 48 (campo B) sono scelti per massimizzare il numero delle transizioni fra i bit 33 e 49 nella parola di codice.
2. Per calcolare una parola di codice MARK candidata iniziale, si as- sume che i bit 6,31 e 32 della parola di codice MARK siano a '0'.
3. Ottenere una sequenza di 16 bit da inserire nei bit da 33 a 48 secondo una metodologia similare a quella in appendice 3, cioe':
a. Creare una parola di codice intermedio che inizi con la sequenza '1100010011010101' seguita da CHAN4, '0' (bit 6 di MARK), SYS, '10001100' e '00' (bit 31 e 32 di MARK).
b. Assumere che il bit 48 della parola di codice intermedia sia='0'.
Calcolare i bit di verifica, (vedi sezione 3.2.3).
c. Se il bit di parita' e' '0', allora l'assunzione in b. era errata.
In questo caso fissare il bit 48=1 e ricalcolare i bit di verifica, (vedi anche nota 1 di Appendice 3).
d. La sequenza dei 16 bit da inserire nei bit da 33 a 48 di una parola di codice candidata MARK e' il bit tra 48 a 63 di una parola di codice intermedia, con il bit 63 invertito.
4. Derivare altre 7 parole di codice candidate MARK aventi le combinazioni alternative dei bit 6, 31 e 32. Questo puo' essere ottenuto sommando modulo 2 la sequenza seguente ai bit da 33 a 48 nella parola di codice iniziale candidata MARK:
se il bit 6 = '1' aggiungere '0100000000101110'
se il bit 31 = '1' aggiungere '0111000001111110'
se il bit 32 = '1' aggiungere '0011100000111111'
5. Per ogni parola di codice MARK candidata contare il numero di transizioni dei bit che appaiono tra i bit 33 e i bit 49.
6. La parola di codice richiesta MARK e' una candidata che fornisce il piu' alto numero di transizioni contate.
APPENDICE 5
CODIFICA BCD
Dove la codifica BCD viene ((specificata in questo standard)) le
seguenti rappresentazioni verranno usate.
Valore binario Carattere Rappresentato
'0000' 0
'0001' 1
'0010' 2
'0011' 3
'0100' 4
'0101' 5
'0110' 6
'0111' 7
'1000' 8
'1001' 9
'1010' riservato
'1011' *
'1100' (cancelletto)
'1101' riservato
'1110' riservato
'1111' nullo
Nota: Questi gruppi BCD saranno sistemati in un parola di codice cosicche' il bit piu' significativo del valore binario e' trasmesso per primo (cioe' il bit a sinistra nella tabella di sopra sara' trasmesso per primo).
TOMO TERZO
PARTE I
SEZIONE 3a
PROCEDURE DI PROVA
1. CONDIZIONI GENERALI DI PROVA
Gli apparati sottoposti alle prove di conformita' saranno assoggettati a due tipi di prova:
- prove in laboratorio secondo le modalita' riportate piu' avanti;
- prove di accesso in rete e di funzionalita' secondo i parametri e la procedure che verranno rese note dall'Ente certificante.
1.1 Condizioni di default per la prova
Questa sezione definisce certe condizioni di test che sono prese come condizioni di default se non altrimenti specificato.
1.1.1 Livello di potenza del segnale ricevuto
Se non diversamente indicato, il livello di potenza di segnale all'ingresso del ricevitore dell'unita' radio dovra' essere al valore nominale di -85 dBm.
1.1.2 Stato di riposo
L'unita' radio e' nello stato di riposo se ha acquisito un canale di controllo ed ha effettuato l'operazione di registrazione. Nello stato di riposo non sono in corso scambi di segnalazioni.
1.1.3 Valori del SYS e CCS
Se non diversamente indicato, il valore standard del SYS e del CCS trasmessi dal canale di controllo generato dal Test Set di prova, dovranno essere i seguenti:
SYS CCS
'101010110000001' '1100100111001110'
1.2 Parametri di Rete
Tutte le unita' radio operanti nel servizio radiomobile pubblico di dispaccio per gruppo chiuso di utenti dovranno essere pre- programmabili con le informazioni sulla rete in cui dovranno operare.
In aggiunta ai valori assegnati alle variabili di sistema riportate in appendice B della PARTE 1a sezione 1, i seguenti parametri dovranno avere il valore assegnato.
1.2.1 ESEMPIO: Dati di autorizzazione all'acquisizione
1 '001' Zona
2 '0100010' Area
3 '0100100' Area
4 '0100110' Area
5 '0101000' Area
6 '0101010' Area
7 '010110000' Full Code
8 '011001010' Full Code
1.2.2 Lunghezza del sotto-campo di Zona
LZ = 3 bits
1.2.3 Lunghezza del sotto-campo di Area
LA = 7 bits
1.2.4 Codice di Rete
NET = '01'
1.2.5 Numero di canale inferiore nella Rete
35
1.2.6 Numero di canale superiore nella Rete
97
1.2.7 Dimensione della scansione normale
10 canali
1.2.8 Numero di canale della scansione normale
A = Valore CHAN/CONT
35 '0000100011'
38 '0000100110'
40 '0000101000'
45 '0000101101'
48 '0000110000'
53 '0000110101'
59 '0000111011'
62 '0000111110'
70 '0001000110'
97 '0001100001'
1.2.9 Soppressione della scansione generale
No
1.2.10 Valore di INFO nel RQR
0
1.2.11 Valore di NC1
5
1.2.12 Valore di NC2
5
1.2.13 Valore di NV
1
1.2.14 Valore di NX1
3
1.2.15 Valore di NX2
3
1.2.16 Valore di NZ1
1 campione
1.2.17 Valore di NZ2
2 campioni
1.2.18 Valore di TC
60 sec.
1.2.19 Valore di TD
5 min.
1.2.20 Valore di TJ
20 sec.
1.2.21 Valore di TN
7 sec.
1.2.22 Valore di TS
5 sec.
1.2.23 Valore di TT
60 sec.
1.3 Personalizzazione dell'unita' radio
1.3.1 Proprio PFIX
39
1.3.2 Identificativo proprio individuale
2001
1.3.3 Numero di digits delle chiamate individuali
3 digits
1.3.4 Indicativo di base individuale
2000
1.3.5 Chiamate di gruppo a due o tre digits
2 digits
1.3.6 Indicativo individuale piu' alto della propria flotta
2039
1.3.7 Indirizzi di gruppo
L'unita' radio sara' un membro del seguente gruppo 7001.
1.3.8 Sbarramento di chiamata interflotta di gruppo
Sbarrato
1.3.9 Identificativo base di gruppo
7000
1.3.10 Identificativo piu' alto del proprio gruppo
7003
1.3.11 Categoria di controllo
CCAT A
1.4 Ulteriore preparazione dell'unita' radio
Per i tests relativi alla deviazione di frequenza per i dati standard e la tolleranza di frequenza viene richiesto che la unita' radio sia posizionata in funzionamento in modo manuale (cioe' l'unita' non dovra' operare in modo automatico multiaccesso).
1.5 Documentazione
Il costruttore dovra' fornire una copia del manuale dell'operatore per l'unita' radio e le seguenti informazioni (che dovranno essere conformi alla PARTE 1a Sezione 1, dove applicabile):
- Prestazioni opzionali normalizzate fornite;
- Istruzioni per la connessione alle apparecchiature di prova
- Istruzioni per lo smontaggio dell'unita' radio al fine della identificazione della scritta indicante il numero di protezione;
- Istruzioni per il cambio dei parametri di rete;
- Istruzioni per il cambio dei parametri di personalizzazione dell'unita' radio.
Il costruttore dovra' inoltre fornire i campi contenenti l'informazione del numero di sicurezza nella risposta SAMIS al messaggio di richiesta di validazione del numero di sicurezza (AHYC) che sono corretti per l'unita' radio fornita per le prove.
2. PROVE PARAMETRICHE
2.1 Designazione del canale e tolleranza di frequenza
2.1.1 Scopo della prova
Assicurare che l'unita' radio riceva le informazioni ed esegua gli ordini relativi al campo CHAN negli appropriati messaggi GTC.
Assicurare che l'unita' radio non risponda a valori indefiniti del campo CHAN.
Assicurare che la frequenza della portante emessa sia entro la tolleranza richiesta con riferimento alla frequenza nominale di trasmissione.
2.1.2 Inizializzazione
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova che generera' le segnalazioni del canale di controllo su una frequenza di canale al centro della banda di funzionamento dell'unita' radio (ad es.: canale n. 53).
L'unita' radio dovra' essere in stato di riposo sul canale suddetto. 2.1.3 Metodo di prova
Tramite il Test Set di prova dovra' essere generata una Parola di Codice tipo GTC utilizzando i valori di personalizzazione dell'unita' radio definiti nel paragrafo 1.3. Dovranno essere effettuate prove con il campo CHAN assumendone i seguenti valori:
A: valore '0000000000' che determina un canale indefinito.
B, C, D: valori corrispondenti a canali della rete entro i limiti definiti nel paragrafo 1.2.
E: valore corrispondente ad un canale che supera i limiti
definiti nel paragrafo 1.2
Dopo ogni invio della parola di codice suddetta, verra' premuto il tasto di trasmissione dell'unita' radio e verra' misurata la frequenza della corrispondente emissione.
Per le parole di codice B, C, e D dovra' risultare una trasmissione effettiva con frequenza entro i limiti di tolleranza rispetto al valore nominale previsto.
Per le parole di codice A ed E non si dovra' verificare emissione da parte del trasmettitore.
2.2 Deviazione di frequenza della segnalazione
2.2.1 Scopo della prova
Assicurare che il codificatore dei dati dell'unita' radio utilizzato per la trasmissione delle segnalazioni sia in accordo con i requisiti riguardanti la frequenza generata e le relative deviazioni di frequenza, in tutto il campo di temperatura e di variazione della tensione di alimentazione.
2.2.2 Inizializzazione
L'unita' radio sara' posizionata nel modo manuale e configurata per permettere sia la trasmissione di un treno continuo di '0' binari, sia un treno continuo di '1' binari in conformita' alla PARTE 1a Sezione 2, Sezione 6.1.
2.2.3 Metodo di prova
L'unita' radio dovra' essere connessa tramite il connettore d'antenna ad un demodulatore di frequenza a sua volta connesso ad un contatore ad audio frequenza.
Dovra' essere misurata la frequenza modulante e la deviazione di frequenza per i due casi di:
a) trasmissione continua di un treno di "1" binari;
b) trasmissione continua di un treno di "0" binari;
La frequenza modulante e la deviazione di picco della portante a ra- dio frequenza dovranno essere entro i limiti specificati in 1.6.4.
Inoltre le differenze di deviazione riscontrate fra i due casi a) e b) dovranno essere entro i limiti specificati in 1.6.4.
Dovranno inoltre essere ripetute le prove in condizioni estreme di temperatura e di tensione di alimentazione per le quattro combinazioni seguenti:
1. massima temperatura piu' minima tensione
2. massima temperatura piu' massima tensione
3. minima temperatura piu' massima tensione
4. minima temperatura piu' minima tensione
Per ciascuna prova la frequenza modulante a la deviazione di frequenza di picco della portante dovranno essere entro i limiti specificati in 1.6.4 relativi alle condizioni estreme, per tutte le 4 combinazioni di temperatura e di tensione di alimentazione.
Dovranno inoltre essere verificate per ciascuna prova le differenze di deviazione di frequenza che dovranno rimanere entro i limiti specificati in 1.6.4.
2.2.4 Limiti
Condizioni normali:
frequenza modulante ('1'): 1200 +- 0,12 Hz
frequenza modulante ('0'): 1800 +- 0,18 Hz
Deviazione di frequenza di picco: - Canalizzazione 12.5 KHz:
1,5 KHz +- 250 Hz
- ((. . .))
Condizioni estreme:
frequenza modulante ('1'): 1200 +- 0,12 Hz
frequenza modulante ('0'): 1800 +- 0,18 Hz
Deviazione di frequenza di picco: - Canalizzazione 12.5 KHZ:
1,5 KHz +- 500 Hz
- Canalizzazione 25 KHz:
3 KHz +- 1000Hz
Differenza di deviazione fra '1' e '0': minore di 300 Hz
2.3 Prestazioni in termini di tasso d'errore
2.3.1 Scopo della prova
Assicurare che l'unita' radio sia capace di soddisfare le prestazioni in termini di tasso di errore del demodulatore di ricezione FFSK.
2.3.2 Modalita' della prova (*)
La prova verra' effettuata utilizzando i seguenti livelli di segnale in ricezione del canale di controllo uscente:
Livello A: +8 dB rispetto a 1 (micron)V FEM equivalente a -105 dBm.
Livello B: +1 dB rispetto a 1 (micron)V FEM equivalente a -112 dBm.
Livello C: +14 dB rispetto a 1 (micron)V FEM equivalente a -99 dBm.
(*) Prima di effettuare le prove descritte in questo paragrafo e' necessario far acquisire alla radio il canale di controllo utilizzando un livello di segnale compatibile (per esempio -60 dBm).
Il tasso di errore e' misurato in termini di numero di rispetto ad un numero di parole di codice AHY inviate.
La prova e' effettuata con l'ausilio di un insieme di apparati di test connessi come indicato nell'Appendice A della PARTE 1a Sezione 1.
2.3.3 Prove con segnale al Livello A
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova che generarera' la segnalazione del canale di controllo sulla frequenza del canale 53.
L'unita' radio dovra' essere in stato di riposo sul canale suddetto.
Il livello del segnale RF del canale di controllo dovra' essere portato al Livello A (-105 dBm).
Tramite il Test Set si dovranno inviare 100 sequenze di parole di codice del tipo relativo alla figura A-2 dell'allegato A alla PARTE 1a SEZIONE 1 con i seguenti campi variati come segue:
SYS = '101010110000001'
PFIX = 39
IDENT = 2001
Canale di controllo = 53
CHAN4 = 0101
Preambolo = '1010101010101010'
SYNC = '1100010011010111'
CCSC = '01010101100000011100100111001110-
10101010101010101100010011010111'
MARK = '10101010101011000000110001100010-
01001101011010101100010011010111'
AHY= '10100111001111101000110001000000-
11111100100000000110101010010111'
DUMMY = '10000000000000000000010001000000-
00000000000000000110001100101001'
e dovra' essere verificato che il numero delle risposte (ACK) dell'unita' radio non sia inferiore a 99.
2.3.4 Prove con segnale a livello B
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova con le stesse modalita' della prova precedente ma con il livello di segnale RF del canale di controllo portato al valore B (-112 dBm).
Tramite il Test Set si dovranno inviare 100 sequenze di parole di codice del tipo menzionato nella prova precedente e dovra' essere verificato che il numero delle risposte dell'unita' radio non sia inferiore a 89.
2.3.5 Prove con interferenza co-canale da una sorgente audio
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova con le stesse modalita' della prova precedente ma con il livello di segnale RF del canale di controllo portato al Livello C (-99 dBm).
Dovra' inoltre essere attivato il generatore del canale interferente sintonizzato sulla frequenza nominale del canale di controllo, con un livello di segnale RF di 10 dB inferiore a quello del canale di controllo e modulato con un tono a 400 Hz e con deviazione di frequenza pari al 60% della massima deviazione di frequenza di picco ammessa. Inviando tramite il Test Set di prova 100 sequenze di parole di codice del tipo menzionato nella prova precedente si dovranno contare il numero delle risposte dell'unita' radio per le seguenti condizioni:
A. generatore interferenze alla stessa frequenza del generatore del canale di controllo.
B. generatore interferenze ad una frequenza di 1200 Hz maggiore di quella del generatore del canale di controllo.
C. generatore interferenze ad una frequenza di 1200 Hz inferiore a quella del generatore del canale di controllo.
In tutte le prove dovra' essere verificato che il numero di risposte dell'unita' radio non sia inferiore a 89.
2.3.6 Prove con interferenza co-canale da una sorgente dati
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova che generera' la segnalazione del canale di controllo sulla frequenza del canale 53.
L'unita' radio dovra' essere in stato di riposo sul canale suddetto.
Il livello del segnale RF del canale di controllo dovra' essere portato al valore del Livello C (-99 dBm).
Il Test Set di prova dovra' inviare 100 sequenze di codice del tipo menzionato nella prova precedente.
Dovra' essere attivato inoltre il generatore sul canale interferente con un livello di segnale di 10 dB inferiore rispetto a quello del canale utile ed un segnale modulante costituito da una sequenza ripetuta di 511 bit in accordo con la raccomandazione V52 del CCITT trasmessa a 1200 bits/secondo. Tale segnale dovra' modulare la portante formando un segnale FFSK in accordo con il paragrafo 4.2.3 della PARTE 1a Sezione 1.
Inviando tramite il Test Set di prova 100 sequenze di parole di codice del tipo menzionato nella prova precedente, si dovra' verificare che il numero di risposte dell'unita' radio non sia inferiore a 89.
2.3.7 Prova di controllo delle false attivazioni con parole di codice
non corrette
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova che generera' la segnalazione del canale di controllo sulla frequenza del canale 53, con un livello del segnale RF portato al valore di -105 dBm (Livello A).
Il Test Set di prova dovra' inviare 100 sequenza di parole di codice del tipo menzionato nella prova precedente con la sezione prefisso/identificativo della parola di codice AHOY selezionata in modo che differisca di 1 bit dal prefisso/identificativo dell'unita' radio. La posizione del bit non corretto e' diversa nelle parole di codice AHOY successive. La parita' e' stata di volta in volta ricalcolata al fine di ottenere una parola di codice valida. Ciascuno dei 20 messaggi deve essere inviato 5 volte (per avere un totale di 100 messaggi). L'elenco della parole di codice AHOY modificate e' il seguente:
1110011100111110100011000100000011111100100000000001111010011100
1000011100111110100011000100000011111100100000001011100010000111
1011011100111110100011000100000011111100100000000000001110011111
1010111100111110100011000100000011111100100000000101111000010011
1010001100111110100011000100000011111100100000000111000011010101
1010010100111110100011000100000011111100100000001000111110100010
1010011000111110100011000100000011111100100000000001100000001100
1010011110111110100011000100000011111100100000001011101111001111
1010011101111110100011000100000011111100100000000000001000111011
1010011100101110100011000100000011111100100000001001100010101000
1010011100011110100011000100000011111100100000000101111011000001
1010011100110110100011000100000011111100100000001111101110011101
1010011100111010100011000100000011111100100000001100101000000110
1010011100111100100011000100000011111100100000000011101011011110
1010011100111111100011000100000011111100100000000100001010110010
1010011100111110000011000100000011111100100000000111111010000100
1010011100111110110011000100000011111100100000001000100010001011
1010011100111110101011000100000011111100100000000001101110011001
1010011100111110100111000100000011111100100000001011101000000100
1010011100111110100010000100000011111100100000001110101011001011
Non si dovranno verificare risposte da parte dell'unita' radio.
2.4 Verifica del tempo di commutazione Rx/Tx e delle tempistiche di protocollo
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova che generera' la segnalazione del canale di controllo sulla frequenza del canale 53.
L'unita' radio dovra' essere in stato di riposo sul canale suddetto.
Tramite il Test Set di prova si dovra' inviare il messaggio AHY diretto all'unita' radio (contenente quindi i parametri identificativi dell'unita' radio e l'identificativo del chiamante scelto all'interno della flotta definita al punto 1.3.6).
Dovra' essere verificato tramite il Test Set di prova che:
1. L'unita' radio risponda con il messaggio ACK nello slot immediatamente successivo a quello d'invio del messaggio AHY.
2. L'unita' radio risponda con tempistiche, misurate dal Test Set di prova, in accordo alla figura 6.1 della PARTE 1a Sezion 2 ed entro i limiti da essa specificati.
2.5 Verifica del tempo di commutazione Tx/Rx
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova che generera' la segnalazione di controllo sulla frequenza del canale 53.
Il Test Set di prova sara' programmato per trasmettere un unico messaggio di tipo AHY nello slot immediatamente successivo alla ricezione di un messaggio di tipo RQS inviato dall'unita' radio.
Successivamente il Test Set di prova dovra' continuare con l'invio dei messaggi ALH tipici del canale di controllo.
L'unita' radio dovra' essere in stato di riposo sul canale di controllo.
Tramite l'unita' radio verra' effettuata la chiamata (RQS) verso un utente della stessa flotta (vedi punto 1.3.6) ; e si dovra' verificare che l'unita' radio stessa acquisisca la risposta del Test Set di prova contenente il messaggio AHY rivolto all'utente chiamato.
L'unita' radio dovra' rimanere in attesa di ulteriori segnalazioni da Test Set di prova senza effettuare altri tentativi di chiamata.
3. PROVE SULLE SEGNALAZIONI OPERATIVE
3.1 Acquisizione del canale di controllo utilizzando la procedura NHS
e CHS
L'unita' radio dovra' essere inizializzata disabilitando la scansione generale.
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova generante il canale di controllo ad una frequenza di canale compresa nell'elenco del punto 1.2.8, con i corretti parametri dei campi SYS e CCS del punto 1.1.3.
Inizialmente l'unita' radio dovra' essere in posizione di spento.
All'accensione dell'unita' radio dovra' essere verificato che essa faccia partire la procedura di registrazione analizzando la segnalazione inviata sul canale di controllo entrante (o comunque acquisisca il canale di controllo se e' gia' registrata con quel valore di SYS).
Successivamente l'unita' radio verra' spenta e verra' cambiata la frequenza del canale di controllo generato dal Test Set di prova con un valore non compreso nell'elenco del punto 1.2.8, ma all'interno della gamma di frequenza ammessa dalla rete.
All'accensione dell'unita' radio si dovra' verificare che la radio non riesca ad acquisire il canale (rimane in stato di "non disponibilita' ") .
Successivamente nell'unita' radio verra' eliminata la disabilitazione alla scansione generale.
Verra' quindi ripetuta l'operazione di accensione dell'unita' radio e si dovra' verificare che questa acquisisca il canale di controllo.
3.2 Prove sul dispositivo di protezione
3.2.1 Rimozione del dispositivo
Dovra' essere verificato che la rimozione del dispositivo contenente il numero di sicurezza porti una notevole probabilita' di danneggiare l'unita' radio.
Al fine di evitare la distruzione dell'unita' radio la rispondenza al requisito verra' determinata da una ispezione visiva oppure tramite dichiarazione esplicita del costruttore.
3.2.2 Indicazione del numero di sicurezza
Lo scopo della prova e' quello di verificare che l'indicazione del numero di sicurezza sia sufficientemente permanente.
L'indicazione del numero di sicurezza sara' soggetta ad un leggero sfregamento con uno straccio imbevuto di acqua per 15 secondi e la prova verra' ripetuta per lo stesso tempo con uno straccio imbevuto di alcol.
Dovra' essere verificato che la indicazione sia ancora leggibile dopo la prova e che eventuali adesivi non tendano a staccarsi oppure ad incurvare i margini.
3.2.3 Valore del numero di sicurezza
La prova ha lo scopo di assicurare che il numero indicato all'interno dell'unita' radio e le informazioni fornite dal costruttore corrispondano al numero di sicurezza usato nel messaggio di risposta alla richiesta del numero di sicurezza.
Dovra' inizialmente essere notato il numero di sicurezza letto dalla indicazione interna alla unita' radio.
L'unita' radio sara' quindi connessa al Test Set di prova che generera' sul canale di controllo un messaggio di richiesta di trasmissione del numero di sicurezza (AHYC).
L'unita' radio dovra' rispondere (nello slot immediatamente successivo) con il codice relativo alla risposta alla richiesta di validazione del numero di sicurezza, contenente il campo SAMIS. Tale campo dovra' quindi contenere le seguenti parti informative:
Bits 2-9 : dovranno riportare in binario il codice del costruttore come indicato nell'unita' radio e riportato nelle informazioni fornite dal costruttore secondo le richieste del punto 1.5.
Bits 10-13 : dovranno riportare in binario il codice del modello come indicato sull'unita' radio e riportato nelle informazioni fornite dal costruttore secondo le richieste del punto 1.5.
Bits 14-21 : dovranno riportare i bits di check come indicato nelle informazioni fornite dal costruttore secondo le richieste del punto 1.5.
Bits 31-48 : dovranno riportare il numero di serie dell'unita' radio come indicato sull'unita' radio e riportato nelle informazioni fornite dal costruttore secondo le richieste del punto 1.5.
3.3 Prove di protocollo
3.3.1 Generalita'
L'unita' radio ed il Test Set di prova dovranno essere inizializzati utilizzando i valori dei parametri indicati nelle condizioni generali di prova (punto 1).
I messaggi necessari per l'effettuazione delle prove sia generati dall'unita' radio per chiamate verso utente che generati dal Test Set di prova per chiamate o risposte verso l'unita' radio, dovranno essere impostati secondo il corretto formato riportato nella PARTE 1a Sezione 2, utilizzando altresi' i parametri utilizzati per l'inizializzazione della radio.
3.3.2 Prova di registrazione su richiesta dell'unita' radio
- Verifica del messaggio RQR da unita' radio Tale invio viene provocato effettuando una variazione nel valore del solo campo AREA del SYS scegliendolo fra i valori elencati nel punto 1.2.1.
- Verifica della corretta ricezione da parte dell'unita' radio del messaggio ACK generato dal Test Set di prova, constatando l'avvenuta registrazione.
- Verifica della corretta ricezione da parte dell'unita' radio del messaggio ACKX, constatando la non avvenuta registrazione.
3.3.3 Prova di registrazione su richiesta da TSC
L'unita' radio dovra' essere registrata correttamente (ad es. tramite la prova precedente e la ricezione del messaggio ACK generato da Test Set di prova).
- Invio del messaggio ALHR da parte del Test Set di prova.
- Verifica della risposta RQR della radio sul canale di controllo entrante.
- Verifica della corretta ricezione da parte dell'unita' radio del messaggio ACK generato dal Test Set di prova, constatando la conferma di registrazione.
- Verifica della corretta ricezione da parte dell'unita' radio del messaggio ACKX, constatando il passaggio in stato di non registrazione.
3.3.4 Prova di chiamata semplice e numero massimo di richieste
d'accesso da unita' radio
L'unita' radio dovra' essere registrata correttamente (ad es. tramite la prova precedente e la ricezione del messaggio ACK generato dal Test Set di prova).
- Invio del messaggio RQS da unita' radio tramite selezione dell'utente desiderato secondo le modalita' proprie dell'unita' radio stessa.
- Verifica della corretta ricezione del messaggio AHY generato da Test Set di prova.
- Verifica della corretta ricezione da parte dell'unita' radio del messaggio GTC generato dal Test Set di prova constatando il passaggio dell'unita' radio nello stato di conversazione sul canale indicato nel messaggio GTC.
Al fine della verifica del numero massimo di richieste di accesso da unita' radio dovra' essere verificato che a seguito di una mancanza di risposta del Test Set (mancato invio del messaggio AHY e successivo GTC), l'unita' radio ripeta la chiamata per un numero massimo di volte pari ad 8 (vedi Appendice B della PARTE 1a sezione 1, Tabella B1).
all. 1 - art. 1
3.3.5 Prove di chiamata semplice con priorita' (Opzione normalizzata) Viene effettuata con le stesse modalita' della prova precedente verificando che nel messaggio RQS da unita' radio al Test Set di prova sia presente nello stato '0' il bit di priorita'.
3.3.6 Prova di rifiuto da TSC per chiamata uscente
Viene effettuata la prova con le modalita' della 3.3.4 con la variante dell'invio da Test Set di prova del messaggio ACKX che dovra' provocare nell'unita' radio l'indicazione di chiamata fallita.
3.3.7 Prova di accodamento della chiamata in uscita da parte della
TSC
Viene effettuata la prova con le modalita' della 3.3.4 con la variante dell'invio dal Test Set di prova del messaggio ACKQ seguito
da 100 messaggi ALH prima dell'inizio del messaggio GTC.
Si dovra' verificare la presenza della indicazione di chiamate in coda durante la fase intermedia (invio di 100 messaggi ALH).
3.3.8 Prova di chiamata di gruppo da unita' radio (Opzione normalizzata)
Viene effettuata la prova con le modalita' descritta nel punto 3.3.4 con la verifica del corretto invio del messaggio RQS relativo all'indicazione di gruppo selezionata sull'unita' radio.
3.3.9 Prova di chiamata di emergenza (Opzione normalizzata)
Viene effettuata la prova con le stesse modalita' della 3.3.4 verificando l'invio del messaggio RQE.
Al fine della verifica del numero massimo di richieste di accesso da unita' radio dovra' essere verificato che a seguito di una mancanza di risposta del Test Set (mancato invio del messaggio AHY e successivo GTC), l'unita' radio ripeta la chiamata per un numero massimo di volte pari a 16 (vedi Appendice B della PARTE 1a Sezione 1, Tabella B1).
3.3.10 Prova di chiamata con numerazione interflotta e con lo stesso prefisso (Per unita' con pulsantiera a 12 tasti)
Viene effettuata la prova con le stesse modalita' della 3.3.4 verificando il corretto invio del messaggio RQS relativo all'indicativo selezionato.
3.3.11 Prova di chiamata con numerazion interflotta e con diverso prefisso (Per unita' radio con pulsantiera a 12 tasti)
Viene effettuata la prova con le stesse modalita' della 3.3.4 con la variante dell'invio da parte del Test Set di prova del messaggio AHYC successivamente alla ricezione del messaggio RQS trasmesso dall'unita' radio e della conseguente risposta da parte dell'unita' radio con il messaggio di tipo SAMIS.
3.3.12 Prova di chiamata semplice verso unita' radio
Viene inviato all'unita' radio un messaggio di tipo AHY da Test Set di prova.
Si dovra' verificare che l'unita' radio invii il messaggio ACK rimanendo in attesa del messaggio GTC del Test Set di prova.
All'avvenuta ricezione del messaggio GTC si dovra' verificare che l'unita' radio sia passata nello stato di conversazione sul canale prescelto.
3.3.13 Prova di chiamata di gruppo verso unita' radio
Viene inviato all'unita' radio un messaggio di tipo GTC contenente l'indicativo dell'unita' stessa.
Si dovra' verificare che l'unita' radio sia passata nello stato di conversazione sul canale prescelto.
3.3.14 Prova di invio messaggio di stato verso TSC (Opzione normalizzata)
Dovra' essere verificato l'invio da parte dell'unita' radio del messaggio RQQ con il valore di stato prescelto:
"status" = '00000' (sganciato)
"status" = '11111' (agganciato)
Il Test Set di prova rispondera' con un messaggio di tipo ACK. Dovra' essere verificata la ricezione del suddetto messaggio.
3.3.15 Prova di invio di messaggio di stato da unita' radio verso un'altra unita' radio (Opzione normalizzata)
Le modalita' della prova e' simile a quella della prova precedente con la variante che dovra' essere verificato nel messaggio RQQ il diverso indirizzamento.
Inoltre dovra' essere verificata la ricezione da parte dell'unita' radio del messaggio AHYQ.
3.3.16 Prova di ricezione da parte dell'unita' radio di messaggio di stato (Opzione normalizzata)
Il Test Set di prova dovra' inviare un messaggio di tipo AHYQ con valori di "status" uguali a '00000' e '11111' .
Si dovra' verificare che l'unita' radio risponda con un messaggio di tipo ACK.
3.3.17 Prova di ricezione di messaggi di controllo sul canale di
traffico
Per l'effettuazione di questa prova l'unita' radio dovra' essere in stato di conversazione (su un canale di traffico). Si dovra' verificare che alla ricezione di un messaggio di tipo CLEAR inviato dal Test Set di prova l'unita' radio si sintonizzi sul canale di controllo precedentemente utilizzato prima del passaggio in condizione di stato di conversazione.
3.4 Prova con diversa caratterizzazione di rete
Per tale prova, che consiste nelle verifiche di acquisizione del canale di controllo utilizzando la procedura NHS e della successiva registrazione, dovranno essere utilizzati parametri di caratterizzazione di rete che sono variati rispetto a quelli precedentemente utilizzati, solo nei seguenti valori:
Valori del SYS e CCS
SYS CCS
'000101000100001' '0011001111000001'
Dati di autorizzazione all'acquisizione
1 '000' Area
2 '001' Area
3 '010' Area
4 '011' Area
5 '100' Area
6 '101' Area
7 '1010' Full Code
8 Nessun dato
Lunghezza del sotto-campo di Zona
LZ = 0 bits
Lunghezza del sotto-campo di Area
LA = 3 bits
Codice di Rete
OPID = '0010100'
Soppressione della scansione generale
Si
Valore di NC1
2
Valore di NC2
4
Valore di NX1
1
Valore di NX2
2
Valore di TC
30 sec.
Valore di TD
0 min.
Valore di TJ
30 sec.
Valore di TT
A = 10 sec.
L'unita' radio dovra' essere connessa al Test Set di prova generante il canale di controllo ad una frequenza di canale compresa nell'elenco del punto 1.2.8, con i corretti parametri dei campi SYS e CCS definiti sopra.
Inizialmente l'unita' radio dovra' essere in posizione di spento.
All'accensione dell'unita' radio dovra' essere verificato che essa faccia partire la procedura di registrazione analizzando la segnalazione inviata sul canale di controllo entrante.
Si dovra' altresi' verificare, in modo simile a quanto descritto nel paragrafo 3.3.2, che la procedura di registrazione vada a buon fine.
Successivamente l'unita' radio verra spenta e verra' cambiata la frequenza del canale di controllo generato dal Test Set di prova con un valore non compreso nell'elenco del punto 1.2.8, ma all'interno della gamma di frequenza ammessa dalla rete.
All'accensione dell'unita' radio si dovra' verificare che la radio non riesca ad acquisire il canale (rimane in stato di " non disponibilita' " ).
PARTE I
SEZIONE 4a
CARATTERISTICHE DELLE STAZIONI
RADIOBASE DI RETE
1. OGGETTO E SCOPO
1.1 Oggetto
Oggetto di queste norme tecniche sono le misure e relativi metodi per la certificazione di conformita' relativi agli apparati radio delle stazioni radio base di rete dei sistemi per gruppi chiusi di utente operanti nella banda VHF ed UHF (30 (da.. a..) 500 MHz) destinate a fonia analogica.
NOTA: Ove non altrimenti specificato, le definizioni, le condizioni ed i metodi di misura riportati nella presente normativa fanno riferimento alla norma ETSI-ETS 300 086.
(Caratteristiche tecniche e condizioni di prova degli apparati radio con connettore RF interno ed esterno destinati principalmente a fonia analogica).
2. DEFINIZIONI, ABBREVIAZIONI, TITOLI
Vedi norma ETS 300 086.
3. CONDIZIONI GENERALI
3.1 Banda di frequenza 30 (da.. a..) 500 MHz.
3.2 Il passo di canalizzazione e' pari a 12.5 kHz ( VHF - UHF ).
3.3 Sorgenti di alimentazione
L'alimentazione normale di prova e' definita allo specificato paragrafo 5.3.2 della norma ETSI-ETS 300 - 086: nel caso di corrente continua con valori nominali della tensione di 48 V o 60 V con positivo a massa gli apparati devono poter accettare tensioni di
prova estreme pari a -15% +20% del valore nominale.
4. CARATTERISTICHE TECNICHE
Le seguenti norme fanno riferimento alla norma ETSI-ETS 300-086, di cui seguono l'organizzazione in capitoli e paragrafi riportati a margine. Ove non diversamente specificato, si fa riferimento ad essa.
4.1 Parametri del trasmettitore
4.1.1 Errore di frequenza
Lo scarto di frequenza del trasmettitore non deve superare il valore di + / - 0.4 kHz.
4.1.2 Potenza del trasmettitore
Il valore nominale della potenza di uscita del trasmettitore
dichiarata dal Costruttore non deve essere ((superiore a 25
W)) escludendo i dispositivi che servono per accoppiare fra loro
piu' ricetrasmettitori.
Nelle condizioni normali di prova, la potenza d'uscita misurata non deve scostarsi di piu' di 1 dB dalla potenza nominale.
Nelle condizioni estreme di prova la variazione di potenza non deve scostarsi di piu' di +2 dB e di -3 dB dalla potenza nominale di uscita.
4.1.3 Potenza irradiata effettiva
Misura non applicabile.
4.1.4 Deviazione di frequenza
4.1.4.1 Massima deviazione di frequenza
Vedi norma ETS 300 086.
4.1.4.2 Risposta del trasmettitore a frequenza di modulazione superiore a 3 kHz.
Vedi norma ETS 300 086
4.1.5 Potenza sul canale adiacente
Vedi norma ETS 300 086.
4.1.6 Irradiazioni non essenziali
Vedi norma ETS 300 086
4.1.7 Intermodulazione del trasmettitore
Misurata all'uscita d'antenna:
Per i valori vedi norma ETS 300 086
4.1.8 Transitorio di accensione del trasmettitore
Vedi norma ETS 300 086.
4.2 Parametri del ricevitore
4.2.1 Massima sensibilita' utile
Vedi norma ETSI 300 086.
4.2.2 Massima sensibilita' utile (intensita' di campo)
Non si applica.
4.2.3 Dinamica del ricevitore
Vedi norma ETS 300 086.
4.2.4 Protezioni delle interferenze isofrequenziali
Vedi norma ETS 300 086.
4.2.5 Selettivita' rispetto al canale adiacente
Vedi norma ETS 300 086
4.2.6 Protezione contro le risposte parassite
Vedi norma ETS 300 086
4.2.7 Protezione contro l'intermodulazione
Vedi norma ETS 300 086
4.2.8 Bloccaggio e desensibilizzazione
Vedi norma ETS 300 086
4.2.9 Irradiazioni parassite
Vedi norma ETS 300 086
4.3 Funzionamento in duplice
4.3.1 Desensibilizzazione del ricevitore
Vedi norma ETS 300 086
4.3.2 Protezione contro le risposte parassite
Vedi norma ETS 300 086
5. CONDIZIONI DI PROVA, SORGENTI DI ALIMENTAZIONE, TEMPERATURA
AMBIENTE
Vedi norma ETS 300 086
5.4.1 Temperature estreme: campo di temperatura di prova -10 (da..
a..) +55 (gradi)C.
5.5 Procedure di prova per temperature estreme
Si applicano le condizioni specificate al paragrafo 5.5.1 della norma
ETS 300 086
6. CONDIZIONI GENERALI
Vedi norma ETS 300 086.
7. METODI DI MISURA PER IL TRASMETTITORE
Vedi norma ETS 300 086.
8. METODI DI MISURA PER IL RICEVITORE
Vedi norma ETS 300 086.
9. METODI DI MISURA PER IL DUPLEXER
Vedi norma ETS 300 086.
10. TOLLERANZE
Vedi norma ETS 300 086.
PARTE II
SPECIFICHE TECNICHE D'APPARATO
((CON PROTOCOLLO DI SEGNALAZIONE)) PROPRIETARIO
Nella presente parte 2a sono riportate sia le specifiche tecniche necessarie e sia quelle aggiuntive atte alla certificazione di conformita' per apparati previsti per gli usi come riportato alla nota introduttiva per 2a) della presente regola tecnica.
1. Caratteristiche radioelettriche e condizioni di prova
1.1 Apparati radio destinati principalmente alla trasmissione di fonia analogica; si applica la regola tecnica ETSI n. ETS 300 086:
"Caratteristiche tecniche e condizioni di prova per apparati radio con connettore RF interno o esterno destinati principalmente a fonia analogica"
1.2 Apparati radio destinati alla trasmissione di altri segnali; si applica la regola tecnica ETSI n. I-ETS 300 113:
"Caratteristiche tecniche e condizioni di prova degli apparati radio per segnali diversi dalla fonia e per segnali combinati di fonia analogica e diversi dalla fonia, muniti di connettore di antenna interno o esterno, destinati alla trasmissione di dati".
Se prevista anche fonia analogica, deve essere applicata anche la regola tecnica ETSI n. ETS 300 086.
2. Specifiche tecniche aggiuntive
Sono quelle specifiche che secondo le norme ETSI, di cui ai sopracitati punti 1.1 e 1.2, e' richiesto che vengano definite a cura delle singole Amministrazioni P.T.
2.1 Potenza di uscita RF
La potenza di uscita RF nominale misurata al connettore d'antenna non
dovra' superare ((il valore nominale di 25 W)) per le stazioni
radiobase e
10W per tutti i terminali d'utente, ad esclusione dei terminali portatili, per i quali non dovra' essere superato il valore nominale di 5W.
2.2 Attenuazione dell'intermodulazione in trasmissione
Tale attenuazione, misurata secondo quanto precisato dalle disposizioni relative alle caratteristiche radioelettriche, dovra' essere almeno di 70 dB per ogni valore di componente di intermodulazione e si applichera' solamente alle stazioni impiegate come stazione base di rete, mentre dovra' essere di almeno 40 dB per le stazioni radiobase terminale d'utente.
2.3 Canalizzazione
La separazione fra i canali ammessa e' la seguente:
VHF: 12.5 KHz
UHF: 12.5 KHz
2.4 Condizioni di prova a temperatura estrema
Per condizioni di prova a temperatura estrema e' definito il seguente campo:
-10 (Gradi)C (da.. a..) +55 (Gradi)C
2.5 Limitazione di durata della conversazione
Gli apparati terminali devono includere un dispositivo di controllo che limiti a 5 minuti la massima durata di un impegno del canale ra- dio (misurata a partire dall'emissione della chiamata).
Visto, Il Ministro: GAMBINO