Monitoring Gesetzessammlung

095G0282

IT - Regolamenti Ministeriali

095G0282

Regolamento concernente la sostituzione dei piani di studio e degli orari vigenti nel triennio degli istituti tecnici industriali ad indirizzo chimica industriale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222. (DECRETO MINISTERIALE 27 aprile 1995 n. 264)

Premessa

Entrata in vigore del decreto: 15/07/1995 IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL TESORO Visto il testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, emanato con il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 , e, in particolare, il suo articolo 205, comma 2, nella parte in cui prevede che le materie di insegnamento negli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore sono determinate, con il relativo quadro orario, con uno o piu' regolamenti, da adottarsi, secondo la procedura prevista dall' art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro del tesoro, e che i programmi di insegnamento sono definiti con decreto del Ministro della pubblica istruzione; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222 ; Vista la legge 12 gennaio 1991, n. 13 ; Visto il decreto ministeriale n. 334 del 24 novembre 1994 , con cui sono state determinate le nuove classi di concorso a cattedre, a posti di insegnante tecnico-pratico ed a posti di insegnante di arte applicata; Considerata l'esigenza di ammodernare il piano di studio, con il relativo quadro orario, ed i programmi di insegnamento degli Istituti tecnici industriali ad indirizzo chimica industriale, in relazione all'evoluzione delle tecnologie ed alla trasformazione delle produzioni industriali nel settore della chimica, nonche' alla rilevanza acquisita dai rapporti tra produzione industriale, ambiente e salute; Sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione che, nell'adunanza del 19 luglio 1994, ha espresso parere favorevole alla istituzionalizzazione del nuovo piano di studio, con il relativo quadro orario, e dei nuovi programmi di insegnamento previsti dal progetto sperimentale "Deuterio" gia' largamente attuato, in sostituzione di quelli stabiliti dai decreti del Presidente della Repubblica n. 1222 del 1961 sopra citato; Visto l' art. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Sentito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza generale del 6 aprile 1995; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'art. 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988 (nota n. 3501 del 27 aprile 1995); Emana il seguente regolamento concernente la sostituzione dei piani di studio e degli orari vigenti nel triennio degli Istituti tecnici industriali ad indirizzo chimica industriale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222.

Art. 1

1. A decorrere dall'anno scolastico 1995/96 il piano di studio ed il relativo quadro orario, che il decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222 stabilisce per gli Istituti tecnici industriali ad indirizzo chimica industriale, ora denominato indirizzo chimico, sono sostituiti con quelli indicati negli allegati al presente regolamento, che sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
2. Con apposito decreto sono definiti i relativi programmi di insegnamento.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 27 aprile 1995 Il Ministro della pubblica istruzione LOMBARDI p. Il Ministro del tesoro PACE Visto, il Guardasigilli: MANCUSO Registrato alla Corte dei Conti il 16 maggio 1995 Registro n. 1 Istruzione, foglio n. 88 AVVERTENZA:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui descritti.
Nota al titolo:
- Per il testo del D.P.R. n. 1222/1961 si veda nella nota alle premesse.
Note alle premesse:
- L' art. 205, comma 2, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297 , che ha emanato il testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, cosi' recita: "Con uno o piu' regolamenti, da adottarsi, secondo la procedura di cui al comma 1, con decreto del Ministro della pubblica istruzione, sono determinate le materie di insegnamento, con il relativo quadro orario e l'eventuale articolazione in indirizzi e sezioni di quei tipi di istituto o scuola per i quali essa sia prevista".
- Il D.P.R. 30 settembre 1961, n. 1222 , reca norme sulla sostituzione degli orari e dei programmi di insegnamento negli Istituti tecnici.
- La legge 12 gennaio 1991, n. 13 , reca norme sulla determinazione degli atti amministrativi da adottarsi nella forma del decreto del Presidente della Repubblica.
- Il D.M. n. 334 del 24 novembre 1994 , pubblicato nel suppl. ord. alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 16 del 20 gennaio 1995, concerne il nuovo ordinamento delle classi di abilitazione all'insegnamento e di concorsi a cattedre e a posti di insegnante tecnico pratico e di insegnante di arte applicata nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria e artistica.

Allegato

OBIETTIVI CURRICOLARI
Obiettivo del curricolo e' definire una figura professionale capace di inserirsi in realta' produttive molto differenziate e caratterizzate da rapida evoluzione sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello dell'organizzazione del lavoro.
Caratteristiche generali di tale figura sono:
versatilita' e propensione culturale al continuo aggiornamento; ampio ventaglio di competenze, unite a capacita' di orientamento di fronte a problemi nuovi e di adattamento alla evoluzione della professione;
capacita' di cogliere la dimensione economica dei problemi.
L'obiettivo si specifica nella formazione di una accentuata attitudine ad affrontare i problemi in termini sistemici, basata su essenziali e aggiornate conoscenze delle discipline specifiche dell'indirizzo, integrate da un buon livello di cultura generale, da organica preparazione scientifica nell'ambito tecnologico e da capacita' valutative delle strutture economiche della societa' attuale, con particolare riferimento alle realta' aziendali.
Per le peculiari caratteristiche delle realta' produttive in cui dovra' inserirsi, il perito industriale per l'indirizzo chimico oltre a conoscere i principi fondamentali di tutte le discipline necessarie per una formazione di base nel settore chimico deve essere preparato, nell'ambito del proprio livello operativo, a:
partecipare con personale responsabile contributo al lavoro organizzato e di gruppo, accettando ed esercitando il coordinamento; documentare e comunicare adeguatamente gli aspetti tecnici e organizzativi del proprio lavoro;
svolgere un'attivita' autonoma di aggiornamento onde adeguare la propria preparazione al continuo evolversi della tecnica e delle necessita' di mercato;
valutare nella loro globalita' le problematiche connesse alla salvaguardia dell'ambiente e alla tutela della salute.
Deve inoltre aver sviluppato sufficienti capacita' per affrontare situazioni problematiche in termini sistemici, scegliendo in modo flessibile le strategie di soluzione; in particolare, grazie anche al possesso di capacita' linguistico-espressive e logico-matematiche deve avere capacita':
di interpretazione e di orientamento nella realta' quotidiana e nel mondo circostante;
di correlare i contenuti della chimica con le relative applicazioni tecnologiche e con i problemi legati alla qualita' della vita e dell'ambiente;
di lettura ed interpretazione di disegni di impianti chimici;
di utilizzo degli strumenti informatici e di strumentazioni scientifiche;
di uso delle tecnologie informatiche per partecipare alla gestione ed al controllo dei processi chimici industriali.
PROFILO PROFESSIONALE DEL PERITO INDUSTRIALE
PER L'INDIRIZZO CHIMICO
Le competenze del perito industriale per l'indirizzo chimico lo pongono in grado di svolgere le seguenti attivita' professionali:
tecnico di laboratorio di analisi adibito a compiti di controllo nei settori: chimico, merceologico, biochimico, farmaceutico, chimico-clinico, bromatologico, ecologico e dell'igiene ambientale; tecnico addetto alla conduzione e al controllo di impianti di produzione di industrie chimiche;
operatore nei laboratori scientifici e di ricerca.
Come tale dev'essere in grado di operare nelle varie fasi del processo analitico sapendone valutare le problematiche dal campionamento al referto, di operare come addetto agli impianti anche con competenze sul loro controllo, di inserirsi in un gruppo di progettazione e di partecipare all'elaborazione e realizzazione di sintesi industriali di prodotti di chimica fine.
INNOVAZIONI CURRICOLARI
Le piu' evidenti innovazioni del curricolo, che sostituisce gli obsoleti piani di studio previsti nel Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222 per l'indirizzo chimico sono: l'ampliamento degli spazi orari destinati a matematica, inglese, economia industriale con elementi di diritto (presenti fino all'ultimo anno), ritenuto essenziale per l'espletamento delle potenzialita' di formazione globale di queste discipline, anche in relazione al livello di professionalita' che si intende realizzare; una diffusa presenza delle attivita' pratiche previste anche per discipline che finora non ne fruivano, quali la chimica fisica e le tecnologie industriali, onde fornire occasioni di verifica e di ricerca sperimentale;
una diversa distribuzione dei grandi temi delle materie professionali tale da assicurare nel terzo e quarto anno del corso una preparazione di base polivalente sulla quale fondare, nel quinto anno, lo studio di argomenti applicativi opportunamente selezionati; la revisione e l'aggiornamento dei programmi di tutte le discipline, sia sotto il profilo dei contenuti, sia per quanto riguarda una migliore e piu' puntuale definizione degli obiettivi didattico-metodologici di ciascun insegnamento;
l'introduzione della "area di progetto" per l'attuazione nell'ambito della programmazione didattica, di progetti multidisciplinari che coinvolgano alcune o tutte le discipline, dedicando ai temi da sviluppare una parte del monte ore annuo delle lezioni.
I programmi di insegnamento sono formulati per grandi linee, nel rispetto del margine di scelta indispensabile per la programmazione autonoma da parte delle singole scuole. Questa impostazione risponde, peraltro, anche all'esigenza di adeguare l'insegnamento al progresso scientifico e tecnologico, particolarmente rapido nel settore. Solo in alcuni casi, relativi a materie nuove o profondamente rinnovate, si e' preferito elencare i contenuti con maggior dettaglio e fornire indicazioni metodologiche piuttosto estese.
E' comunque indispensabile che tutti gli insegnamenti si sviluppino attraverso un alternarsi coordinato di informazione ed applicazione, di ricerca sperimentale e sistematizzazione.
Fondamentale si ritiene anche il coordinamento nell'accertamento delle conoscenze e delle capacita' operative acquisite, per cui e' opportuno organizzare prove pluridisciplinari e interdisciplinari in tutto l'arco del triennio, senza escludere per questo le necessarie verifiche per le singole materie.
E' essenziale per ciascun insegnante l'attenta lettura di questa premessa e delle indicazioni relative ai programmi di tutte le discipline (non solo della propria), per giungere ad acquisire una visione globale del curricolo.
Parte di provvedimento in formato grafico
La cattedra che abbina l'insegnamento delle analisi e della chimica fisica nella classe terza di un corso permette di realizzare concretamente, anche a livello di laboratorio, l'attuazione di un progetto pluridisciplinare.
Il docente titolare di detta cattedra riassume in se' le caratteristiche di continuita' di sviluppo e di approfondimento dei grandi temi della chimica generale gia' affrontati, se pur con ottica diversa, nel biennio, e rappresenta una figura che, pur altamente professionale, puo' costituire un punto di riferimento per lo studente, sviluppando con la stessa classe un cospicuo monte ore di lavoro ed affrontando svariati temi di interesse comune ad altre discipline di indirizzo.
Al fine di mantenere la continuita' didattica per l'insegnamento di chimica fisica in quarta e quinta, in un anno scolastico il docente di analisi chimica di terza insegnera' chimica fisica in terza e quarta, nell'anno successivo in terza e quinta; analogamente il docente di analisi chimica di quarta e quinta insegnera' chimica fisica in quinta e nell'anno scolastico successivo in quarta.
La cattedra di chimica organica e bio-organica (abbinata ad una classe del biennio) garantisce anch'essa la continuita' didattica nell'insegnamento di tale disciplina nel triennio, riconoscendone la "natura" ed importanza tutta particolare, non fosse altro che per la vastissima gamma dei materiali che possono, alla luce dei suoi principi, essere ideati, sintetizzati ed impiegati in tutti i campi dell'industria.
L'estrema versalita' della materia consente applicabilita' dell'area di progetto soprattutto se si rispetta la naturale evoluzione dello studio della chimica organica verso il settore microbiologico e biochimico.
Si desidera, a tale proposito, ricordare che la bio-organica delle fermentazioni e' l'unica materia di sviluppo ed approfondimento dei temi riguardanti il settore chimico e biomedico, che difficilmente vengono affrontati nelle altre discipline di indirizzo, per non parlare del settore alimentare e di quello delle tecniche di bioconversione, la cui sempre piu' vasta diffusione ed applicabilita' sono innegabili.
AREA DI PROGETTO
Il principio della unitarieta' del sapere e del processo di educazione e formazione culturale trova una sua esplicita e specifica affermazione anche nella attuazione di un'area di progetto che conduca al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione fra docenti di alcune o di tutte le discipline.
L'area di progetto rappresenta un elemento significativo, anche se non l'unico, per una riorganizzazione della didattica, sviluppando negli allievi capacita' di rielaborazione ed inquadramento di nuove conoscenze, stimolando l'acquisizione di metodi di ricerca che non si fondano esclusivamente sul possesso di procedimenti applicativi strutturati e consolidati. In particolare, il metodo dei progetti risponde ad alcune esigenze tipiche della nuova professionalita' richiesta al perito chimico, quali la capacita' di affrontare situazioni complesse, prendere decisioni sulla base di molte variabili, portare a termine un compito senza seguire specifiche e minuziose direttive, ma riuscendo a scegliere consapevolmente i modi e i mezzi piu' idonei per la risoluzione di un problema. Anche aspetti della personalita' non afferenti alla sfera cognitiva, quali la capacita' di lavorare in gruppo e, piu' in generale, di saper svolgere il proprio compito in un corretto sistema di relazioni sociali e di scambi informativi, trovano nel modello progettuale il loro ambito di potenziamento privilegiato.
L'area di progetto e' un modello di articolazione curricolare ricavato all'interno del monte ore annuo delle lezioni, che non altera ne' il quadro orario ne' la composizione delle cattedre e delle classi, che puo' concretizzarsi essenzialmente a due livelli:
1) un livello disciplinare, volto al rinforzo e alla autonoma gestione di abilita' e conoscenze specifiche; nelle discipline chimiche questo si realizza attraverso il problem-solving in laboratorio ispirato a situazioni reali in stretta correlazione teoria-attivita' pratica;
2) un livello di ricerca interdisciplinare che affronti un tipico problema della conoscenza o un problema pratico di rilevante interesse per l'indirizzo.
All'area di progetto sara' dedicato un numero di ore non superiore al 10% del monte ore annuo delle discipline coinvolte in questa attivita'.
Da questo 10% sono escluse le ore indicate come attivita' extrascolastica (visite guidate, stages, campi scuola, ecc.).
L'area di progetto si propone di:
favorire l'apprendimento di strategie cognitive mirate a comprendere come si formano ed evolvono le conoscenze;
far cogliere all'alunno le relazioni esistenti tra l'"astratto" e il "concreto";
sollecitare l'alunno ad affrontare nuovi problemi con spirito di autonomia e creativita';
promuovere nell'alunno atteggiamenti che favoriscano la socializzazione, il confronto delle idee, la tolleranza verso la critica esterna e l'insuccesso, la revisione critica del proprio giudizio e la modifica della propria condotta di fronte a prove ed argomenti convincenti;
favorire il confronto tra la realta' scolastica e le realta' di lavoro, con particolare riferimento a quelle presenti sul territorio.
I problemi dell'area di progetto dovranno tenere conto di diversi aspetti: conoscitivo, applicativo, tecnologico, informatico, economico, organizzativo e di documentazione. Tali problemi, significativi rispetto all'area di indirizzo, devono basarsi su un consistente nucleo di attivita' progettuali ed operative.
L'attivita' iniziera', nell'ambito della programmazione didattica, con una riunione del Consiglio di classe dedicata alla definizione preliminare di progetti sulla base delle proposte espresse dai vari docenti e degli interessi manifestati dagli allievi. Ogni progetto deve essere sottoposto ad analisi di fattibilita' per mettere in luce la natura e l'ampiezza delle competenze e delle risorse materiali necessarie alla sua realizzazione. E' importante che questa fase si sviluppi con molto anticipo rispetto all'attuazione del progetto, in modo da garantire per tempo il reperimento delle risorse.
Nello studio di fattibilita' dovranno essere definite:
le competenze necessarie per affrontare i molteplici aspetti dei progetti;
i compiti da affidare agli insegnanti ed eventualmente ad esperti esterni;
le modalita' ed i tempi di attuazione;
le modalita' di verifica e di comunicazione dei risultati.
La realizzazione dell'area di progetto si sviluppa normalmente attraverso alcune fasi che si possono cosi' distinguere:
analisi della situazione o del problema che il progetto intende affrontare;
formulazione di ipotesi di lavoro;
attuazione del progetto;
verifica e documentazione dei risultati.
Si possono ipotizzare progetti ai quali lavorano intere classi, eventualmente con divisione in sottoprogetti, oppure si possono dividere le classi in piu' gruppi ciascuno con un proprio progetto.
Non si esclude che un progetto possa avere durata pluriennale ne' che classi di scuole diverse collaborino alla realizzazione di uno stesso progetto.
In particolare, per ogni progetto, saranno definiti il periodo di svolgimento, le ore ad esso destinate, la loro distribuzione settimanale e la loro ripartizione fra le varie discipline.
Il Preside, su designazione del Consiglio o dei Consigli di classe, nomina, di volta in volta, un coordinatore di area di progetto.
La valutazione degli studenti relativamente all'attivita' dell'area di progetto contribuisce alla formulazione dei giudizi periodici e finali, di ciascuna disciplina e complessivi secondo modalita' decise dai Consigli di classe. Di tali giudizi si dovra' tener conto in sede di esami di maturita'.
Nei curricoli che comprendono discipline caratterizzate specificatamente da attivita' progettuali, il gia' previsto coinvolgimento delle singole materie deve trovare una piu' incisiva collocazione sulla base delle finalita' generali dell'area di progetto qui definita, con particolare riferimento alla programmazione del Consiglio di classe.
Ipotesi di lavoro per la realizzazione dell'area di progetto.
La chimica sta attraversando un periodo dinamico e di cambiamenti radicali. I paradigmi su cui si basa, fondati sulle tradizionali subdiscipline, vanno integrati per essere applicati ai contesti complessi di cui si fa cenno piu' avanti a titolo esemplificativo.
L'approccio coordinato fra le discipline puo' avere un positivo effetto sul sinergismo disciplinare, fondamentale affinche' gli allievi comprendano che le decisioni importanti hanno bisogno di una visione globale e non limitata alla o alle singole discipline.
Gli obiettivi che le ricerche integrate contribuiscono a perseguire, possono essere cosi' delineati:
la rivalutazione della dimensione estetica ed umana della scienza e della tecnologia; per esempio aprire orizzonti sull'ordine e la bellezza dei diversi sistemi naturali e dei tanti prodotti della tecnologia; scoprire l'ingegnosita' della mente umana nel creare modelli, talvolta semplici, al fine di razionalizzare le proprieta' di sistemi naturali e nel creare materiali utili;
fare esperienza del pensiero critico, con la programmazione, con la sintesi e l'analisi;
offrire l'opportunita' per scoprire l'integrita' dei dati, l'incertezza della misura e, attraverso questa, comprendere i limiti della scienza e della tecnologia.
Ferma restando l'autonoma responsabilita' decisionale degli organi collegiali, si suggeriscono a titolo puramente esemplificativo, alcune aree di intervento:
1) L'ambiente e la sua conservazione: in questo ambito sono di grande attualita' tematiche - per altro gia' approfondite in Istituti che attuano il progetto Deuterio in via sperimentale - relative al monitoraggio ambientale, alla depurazione dei reflui di origine biologica e/o industriale, al riciclaggio dei rifiuti solidi urbani o industriali.
2) I materiali: la nuova frontiera della tecnologia e' rappresentata dalla richiesta di materiali aventi caratteristiche tecnologiche sempre piu' differenziate e specializzate. Lo studio di questo settore, che puo' andare dai materiali ceramici a quelli metallici, polimerici, ecc., non riguarda solo gli aspetti legati alle sempre piu' innovate tecnologie, ma anche quelli di protezione e conservazione negli ambiti piu' diversi, fra i quali spicca per importanza e possibilita' di sviluppo quello dell'enorme patrimonio dei beni culturali italiani.
3) Le biotecnologie: la necessita' del risparmio energetico e della tutela dell'ambiente impongono la messa a punto di processi a basso contenuto energetico che diano origine ad una limitata quantita' di sottoprodotti non utili. Da questo punto di vista le biotecnologie rappresentano la risposta piu' avanzata che l'industria chimica possa offrire.
Il loro impiego e sviluppo si collega anche ai temi della diagnostica clinica, sempre alla ricerca di test molto specifici, nonche' al settore dell'alimentazione, nel quale le fasi del passaggio produzione-consumo e della conservazione rappresentano il punto critico per lo sfruttamento razionale delle risorse agro-alimentari.
Le attivita' previste per l'area di progetto devono tener conto della flessibilita' del processo e si possono articolare in:
lavori di programmazione, verifica periodica e finale da parte dei docenti;
lavori seminariali con gli allievi (da realizzarsi anche attraverso copresenze) di presentazione e impostazione;
lavori di gruppo tra allievi utilizzando anche spazi e temi extrascolastici;
lavoro disciplinare dei docenti coinvolti nel progetto;
integrazione con il mondo esterno da realizzarsi attraverso conferenze, visite guidate, stages, ricerche bibliografiche.
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