Monitoring Gesetzessammlung

097G0326

IT - Regolamenti Governativi

097G0326

Regolamento recante norme sulla Scuola di restauro presso l'Opificio delle pietre dure di Firenze. (DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 luglio 1997 n. 294)

Premessa

Entrata in vigore del decreto: 25-9-1997 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l' articolo 87 della Costituzione ; Visto l' articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 ; Vista la legge 20 gennaio 1992, n. 57 ; Visto il parere espresso nella seduta del 13 febbraio 1995 dei comitati di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali riunitisi in seduta comune, a norma del comma quarto dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805 , e successive modificazioni; Visti i pareri delle competenti commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica espressi, rispettivamente, nelle sedute del 26 febbraio 1997 e del 5 marzo 1997; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 5 giugno 1997; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 luglio 1997; Sulla proposta del Ministro per i beni culturali e ambientali, di concerto con il Ministro del tesoro; Emana il seguente regolamento:

Art. 1

Scuola di restauro 1. La Scuola di restauro, prevista dalla legge 20 gennaio 1992, n. 57 , ha sede presso l'Opificio delle pietre dure. Essa ha il compito di formare restauratori secondo le modalita' di cui all'articolo 2 del presente regolamento.
2. La Scuola di restauro e l'Opificio delle pietre dure sono piu' avanti detti, rispettivamente, Scuola e Opificio.
3. La Direzione dei corsi speciali di insegnamento, istituiti ai sensi dell' articolo 3 della legge 20 gennaio 1992, n. 57 , e' riservata alla Scuola.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
- L' art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
- Il comma 1 dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), come modificato dall' art. 74 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 , prevede che con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta possano essere emanati regolamenti per:
a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi;
b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge.
Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la denominazione di "regolamento", siano adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
- La legge 20 gennaio 1992, n. 57 , reca: "Istituzione della scuola di restauro presso l'Opificio delle pietre dure di Firenze".
Nota all'art. 1:
- Il testo dell'art. 3 della citata legge 20 gennaio 1992, n. 57 , e' il seguente: "Il Ministro per i beni culturali e ambientali puo' stipulare, su proposta degli organi competenti della scuola, apposite convenzioni con le regioni per l'organizzazione presso la scuola medesima di corsi speciali alla cui realizzazione possono concorrere finanziariamente le regioni interessate".

Art. 2

Compiti della Scuola 1. La Scuola forma e aggiorna nel restauro dei beni culturali mediante corsi a carattere teorico - pratico.
I corsi sono finalizzati all'insegnamento:
a) dei principi e delle cause dei processi di deterioramento;
b) della caratterizzazione dei materiali costitutivi, naturali ed artificiali, dei manufatti;
c) delle metodologie di indagine diagnostica, di intervento, di controllo e di documentazione;
d) dei valori materici, storici e formali da rispettare negli interventi.
2. E' restauratore dei beni culturali un operatore professionalmente qualificato capace di una:
a) analisi e interpretazione dei dati obiettivi sullo stato di conservazione;
b) abilita' manuale di intervento, coerente con gli insegnamenti impartiti, adeguata ad una valutazione critica degli effetti dell'intervento stesso.

Art. 3

Organi della Scuola 1. Sono organi della Scuola:
a) il soprintendente dell'Opificio;
b) il direttore della Scuola;
c) il consiglio didattico.

Art. 4

Soprintendente dell'Opificio e direttore della Scuola 1. Il soprintendente dell'Opificio stipula le convenzioni con istituti universitari, con altri istituti specializzati, con le regioni e con gli enti locali, previste dall' articolo 2 della legge 20 gennaio 1992, n. 57 .
2. Il direttore della Scuola e' nominato tra i funzionari tecnico - scientifici dal soprintendente dell'Opificio, sentito il consiglio didattico. L'incarico ha durata quadriennale, puo' essere rinnovato e non e' incompatibile con l'espletamento di altri compiti all'interno dell'Opificio.
3. Il direttore della Scuola propone, sentito il consiglio didattico, le iniziative riguardanti le attivita' di cui agli articoli 2 , 3 e 5 della legge 20 gennaio 1992, n. 57 ; provvede all'attuazione dei programmi di insegnamento proposti dal consiglio didattico; organizza i singoli corsi e ne cura il puntuale svolgimento; esercita funzioni di coordinamento dei docenti e del personale di supporto alle attivita' didattiche; e' responsabile del buon andamento delle attivita' didattiche.
4. Il direttore della Scuola, per lo svolgimento dei propri compiti, si avvale di un ufficio di segreteria.
Note all'art. 4:
- Il testo dell'art. 2 della citata legge 20 gennaio 1992, n. 57 , e' il seguente: "L'insegnamento impartito nella scuola si articola in un corso triennale per un anno di perfezionamento. La scuola svolge la sua attivita' avvalendosi altresi' dell'opera di istituti universitari e di altri istituti specializzati, con i quali possono venire stipulate apposite convenzioni. La scuola opera in collaborazione anche con le regioni e con gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze".
- Per il testo dell'art. 3 della citata legge 20 gennaio 1992, n. 57 , vedi nota all'art. 1.
- Il testo dell'art. 5 della medesima legge 20 gennaio 1992, n. 57 , e' il seguente:
"1. Gli incarichi di insegnamento sono conferiti annualmente, in rapporto alle esigenze della scuola e in osservanza dei criteri stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica di cui all'art. 4, comma 1, dal Ministro per i beni culturali e ambientali, su proposta dell'istituto, fra il personale appartenente ai ruoli tecnicoscientifici degli archeologi, architetti, storici dell'arte, esperti restauratori, operatori tecnici, addetti di laboratorio del Ministro per i beni culturali e ambientali, ovvero tra il personale dell'Opificio delle pietre dure e dell'Istituto centrale per il restauro appartenente alle diverse aree professionali.
2. Per lo svolgimento di specifici corsi per i quali non esistono nei ruoli tecnicoscientifici del Ministero per i beni culturali e ambientali le corrispondenti competenze, possono essere conferiti incarichi annuali di insegnamento anche a personale estraneo all'amministrazione, nel rispetto dei criteri stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica di cui all'art. 4, comma 1.
3. Con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali di concerto con il Ministro del tesoro, nel rispetto dell'art. 65 del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3 , e successive modificazioni, e' determinato il compenso da corrispondere al personale impiegato nell'attivita' didattica. Tale compenso e' dovuto al personale interno dell'amministrazione solo qualora l'insegnamento non sia ricompreso tra i compiti previsti per il livello di qualifica funzionale di inquadramento ed e' costituito da una indennita' commisurata alle ore di insegnamento effettivamente svolte".

Art. 5

Consiglio didattico 1. Il consiglio didattico e' presieduto dal soprintendente dell'Opificio ed e' composto dal direttore della Scuola e da tutti i docenti. Si articola in sezioni composte dai docenti dei singoli anni di corso.
2. Il consiglio didattico:
a) individua annualmente i settori ed il numero dei posti da mettere a concorso e formula proposte sulla designazione dei membri delle commissioni d'esame di cui agli articoli 10 e 14 del presente regolamento;
b) esprime pareri e formula proposte sui programmi, piani di studio e le modalita' di svolgimento dei corsi;
c) delibera in materia disciplinare nei riguardi degli studenti.
3. Il consiglio didattico si riunisce, di norma, ogni sei mesi nonche', in caso di motivata necessita' o urgenza, su richiesta del soprintendente dell'Opificio, del direttore della Scuola o di almeno un quinto dei componenti.
4. Il consiglio didattico puo' riunirsi in commissione ristretta, rappresentativa di tutte le professionalita' presenti all'interno del consiglio stesso, al fine di approfondire singole questioni.

Art. 6

Personale docente 1. Gli incarichi di docenza sono conferiti annualmente con provvedimento del Ministro per i beni culturali e ambientali, su proposta del soprintendente dell'Opificio, fra il personale di cui all' articolo 5 della legge 20 gennaio 1992, n. 57 .
2. Gli incarichi di docenza, di norma, sono alternati con l'espletamento di altri compiti all'interno dell'Opificio.
3. Per particolari materie, per le quali non esistono o sono insufficienti specifiche competenze all'interno del Ministero per i beni culturali e ambientali, gli incarichi di docenza sono conferiti, con le modalita' di cui al comma 1, a esperti di riconosciuta qualificazione professionale.
4. Gli incarichi di docenza sono conferiti secondo il criterio della professionalita' attinente alla materia di insegnamento valutata in relazione ai precedenti incarichi di insegnamento, alle pubblicazioni, ai lavori originali, ai corsi di formazione e all'attivita' lavorativa prestata.
5. La Scuola garantisce, nell'ambito delle finalita' e dei compiti istituzionali, la liberta' di insegnamento e l'autonomia professionale nello svolgimento dell'attivita' didattica, scientifica e di ricerca.
Nota all'art. 6:
- Per il testo dell' art. 5 della legge 20 gennaio 1992, n. 57 , vedi nota all'art. 4.

Art. 7

Corsi e materie di insegnamento 1. I corsi hanno durata quadriennale e sono articolati in un triennio di insegnamenti fondamentali e in un anno di perfezionamento.
2. Le materie di insegnamento e il numero delle ore sono determinati nell'allegato piano di studi che e' periodicamente aggiornato con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali, su proposta del consiglio didattico, sentiti i competenti comitati di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali.

Art. 8

Modalita' di accesso
e requisiti per l'ammissione ai concorsi 1. Alla Scuola si accede mediante concorso pubblico per esami, indetto dal Ministero per i beni culturali e ambientali, di norma entro il mese di aprile di ogni anno. Il bando e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
2. I requisiti per l'ammissione al concorso sono:
a) eta' non inferiore ai 18 e non superiore ai 30 anni;
b) diploma di istruzione secondaria superiore;
c) cittadinanza italiana o comunitaria. Sono ammessi, alle stesse condizioni, anche cittadini di altri Stati, purche' in possesso dei requisiti e del titolo di studio equiparato a quello richiesto per i cittadini italiani;
d) idoneita' fisica alle attivita' che il settore di studi prescelto comporta.
3. Le pratiche per l'ammissione al concorso dei cittadini non comunitari devono essere svolte tramite le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane che hanno sede nel Paese di residenza del candidato.
4. I requisiti devono essere posseduti dal candidato alla data di scadenza dei termini di presentazione della domanda. I vincitori dovranno certificarne il possesso prima dell'inizio dei corsi.

Art. 9

Posti messi a concorso 1. Il numero dei posti messi annuamente a concorso e' determinato nel bando, secondo le indicazioni del consiglio didattico, tenendo conto delle possibilita' operative dell'Opificio. I posti sono distinti per settori.
2. I settori sono:
1) conservazione dei materiali lapidei;
2) conservazione del mosaico e del commesso in pietre dure;
3) conservazione dei materiali ceramici e plastici;
4) conservazione di oreficeria e glittica;
5) conservazione dei bronzi e delle armi antiche;
6) conservazione delle sculture lignee policrome;
7) conservazione dei dipinti;
8) conservazione delle pitture murali;
9) conservazione dei disegni e stampe;
10) conservazione degli arazzi e tappeti;
11) conservazione dei tessuti.
3. I settori possono essere ampliati, modificati o aggregati per aree su proposta del consiglio didattico, sentiti i competenti comitati di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, tenendo anche conto delle formulazioni dei bandi di concorso della pubblica amministrazione.

Art. 10

Commissione giudicatrice 1. La commissione giudicatrice e' nominata con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali.
2. La commissione e' cosi' composta:
a) dal soprintendente dell'Opificio con funzione di presidente;
b) dal direttore della Scuola;
c) da due funzionari tecnico - scientifici;
d) da almeno un restauratore per ogni settore messo a concorso.
3. Per la prova attitudinale di cui all'articolo 11, comma 2, la commissione e' integrata da un membro aggiunto scelto fra i docenti di disegno della Scuola o designato tra quelli in servizio presso il Ministero per i beni culturali e ambientali.
4. I componenti di cui alle lettere c) e d) del comma 2 non possono fare parte della commissione per due anni consecutivi, salvo il caso di comprovata necessita'.
5. Svolge le funzioni di segretario un funzionario amministrativo del Ministero per i beni culturali e ambientali, con qualifica funzionale non inferiore alla settima.
6. La commissione delibera a maggioranza dei componenti. In caso di parita' di voti, prevale quello del presidente.

Art. 11

Prove per l'ammissione ai corsi 1. L'esame di ammissione consta delle seguenti prove:
a) attitudinale;
b) pratica;
c) orale.
2. Nella prova attitudinale i candidati devono dimostrare la propria capacita' manuale di rappresentazione grafica di un manufatto di interesse storico - artistico.
3. Nella prova pratica i candidati devono dimostrare di conoscere, attraverso una concreta realizzazione, i procedimenti delle tecniche artistiche nell'ambito della ripartizione operativa prescelta.
4. Nella prova orale i candidati devono dimostrare, anche attraverso la lettura di testi in lingua inglese, la conoscenza di elementi della storia dell'arte, di elementi delle discipline di insegnamento dei corsi e delle tecniche di produzione artistica.
5. Gli stranieri devono superare una prova preliminare volta ad accertare la conoscenza della lingua italiana.
6. La valutazione e' espressa in decimi. Sono ammessi a sostenere la prova pratica i candidati che abbiano riportato almeno sette decimi in quella attitudinale. Sono ammessi a sostenere la prova orale i candidati che abbiano riportato almeno sette decimi nella prova pratica.
7. Al termine delle prove la commissione giudicatrice compila, per ogni settore messo a concorso, la graduatoria che e' approvata dal presidente della commissione.
8. Sono idonei i candidati che abbiano conseguito una votazione complessiva non inferiore ai ventuno trentesimi, con non meno di sette decimi nella prova orale.
9. A parita' di punteggio precede nella graduatoria il candidato che abbia conseguito l'idoneita' in precedenti concorsi banditi dall'Opificio o dall'Istituto centrale per il restauro.
10. Le graduatorie sono affisse all'albo dell'Opificio per un periodo non inferiore a quindici giorni e pubblicate sul bollettino ufficiale degli atti del Ministero per i beni culturali e ambientali.
Dalla scadenza del termine di affissione all'albo decorrono i termini per eventuali ricorsi.

Art. 12

Durata e svolgimento dei corsi 1. L'anno scolastico ha di norma la durata di undici mesi e inizia a gennaio e termina a dicembre.
2. Gli orari e i programmi sono definiti dagli organi della Scuola.
I programmi prevedono lezioni teoriche, esercitazioni e applicazioni pratiche in laboratorio e in cantieri esterni, anche nel periodo estivo.
3. Per la partecipazione ai cantieri fuori sede agli studenti compete il rimborso della spesa per il viaggio, vitto e alloggio, nella misura e con le modalita' previste dalle vigenti norme in materia di trattamento economico di missione di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 836 , e successive modificazioni e integrazioni, per i dipendenti civili dell'Amministrazione dello Stato appartenenti alla quinta qualifica funzionale.
4. Il monte ore delle lezioni teoriche, di norma, non puo' essere superiore a quello delle applicazioni pratiche.
Nota all' art. 12:
- La legge 18 dicembre 1973, n. 836 , reca: "Trattamento economico di missione e di trasferimento dei dipendenti statali".

Art. 13

Frequenza dei corsi ed esami 1. La frequenza dei corsi e' gratuita ed obbligatoria.
2. L'ammissione all'anno successivo e all'esame di diploma sono deliberate dal consiglio didattico che valuta i risultati ottenuti dallo studente nelle discipline teoriche e nelle applicazioni pratiche.
3. Nelle materie di insegnamento teorico la valutazione e' espressa in decimi. Per un massimo di due insufficienze e' consentita una prova di appello entro la conclusione dell'anno scolastico.
L'insufficienza nella prova di appello determina l'esclusione dal corso.
4. L'attitudine pratica dello studente e' valutata in decimi sulla base delle esercitazioni e delle applicazioni pratiche svolte durante l'anno nei laboratori di restauro e nei cantieri estivi.
L'insufficienza nell'attitudine pratica determina l'esclusione dal corso.

Art. 14

Anno di perfezionamento e diploma 1. L'anno di perfezionamento comporta un lavoro sperimentale di restauro, pratico e teorico, la frequenza di seminari sulle problematiche conservative nell'attivita' di laboratorio e l'elaborazione della tesi. Il lavoro sperimentale di restauro puo' essere svolto parzialmente anche presso un Istituto particolarmente qualificato, in Italia o all'estero, su proposta del consiglio didattico, per un periodo massimo di sei mesi.
2. L'esame finale per il conseguimento del diploma consiste nella discussione della tesi sul lavoro svolto. Il giudizio e' espresso in centodecimi.
3. La commissione esaminatrice per il rilascio del diploma e' nominata con decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali.
4. La commissione, i cui lavori, di norma, sono svolti nella sede dell'Opificio e' composta da undici membri esperti nelle discipline attinenti agli argomenti delle tesi.
5. Il diploma di restauratore dei beni culturali, rilasciato dall'Opificio, costituisce titolo valutabile nei concorsi per l'accesso alle corrispondenti aree professionali, banditi dal Ministero per i beni culturali e' ambientali.

Art. 15

Pubblicita' 1. Nel conferimento degli incarichi di cui agli articoli 5, 10 e 14 del presente regolamento trovano applicazione le disposizioni di cui all' articolo 10 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive modificazioni.
Nota all'art. 15:
- Il testo dell' art. 10 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 , e' il seguente:
"Art. 10 (Partecipazione sindacale). - 1. Le amministrazioni pubbliche informano le rappresentanze sindacali sulla qualita' dell'ambiente di lavoro e sulle misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro; su loro richiesta, nei casi previsti dal presente decreto, le incontrano per l'esame delle predette materie, ferme restando l'autonoma determinazione definitiva e la responsabilita' dei dirigenti nelle stesse materie.
2. L'eventuale esame previsto dal comma 1 deve espletarsi nel termine tassativo di quindici giorni dalla ricezione dell'informazione, ovvero entro un termine piu' breve per motivi di urgenza; decorsi tali termini le amministrazioni pubbliche assumono le proprie autonome determinazioni".

Art. 16

Doveri dello studente e sanzioni disciplinari 1. Lo studente deve in particolare:
a) partecipare con diligenza alle attivita' didattiche;
b) rispettare l'orario dei corsi e non assentarsi senza autorizzazione;
c) durante l'orario dei corsi mantenere nei rapporti interpersonali una condotta corretta;
d) avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi e strumenti a lui affidati;
e) non valersi di quanto e' di proprieta' dell'Istituto per fini personali;
f) in caso di malattia dare tempestiva comunicazione alla Scuola, salvo comprovato impedimento.
2. Le violazioni da parte degli studenti dei doveri di cui al comma 1 danno luogo, secondo la gravita' dell'infrazione, all'applicazione delle seguenti sanzioni:
a) ammonizione verbale;
b) sospensione dal corso sino ad un massimo di dieci giorni;
c) interdizione temporanea dal corso;
d) espulsione dalla Scuola.
3. Le sanzioni disciplinari di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 2 sono applicate secondo la gravita' dell'infrazione e, con esclusione dell'ammonizione, previa contestazione scritta e sentito lo studente.
4. L'aver riportato una delle sanzioni di cui alle lettere b), c) e d) del comma 2 comporta la perdita della borsa di studio, ove conferita.

Art. 17

Prevenzione sanitaria 1. Con la periodicita' disposta dal competente organo sanitario, gli studenti si assoggettano agli accertamenti previsti dalle vigenti disposizioni.
2. Il mancato assoggettamento agli accertamenti o la temporanea inabilita' dello studente determinano la sospensione dalle attivita' che comportino prestazioni esposte a rischio.
3. La sopravvenuta inidoneita' fisica dello studente, certificata dal competente organo, determina il definitivo allontanamento dalla Scuola.
4. La Scuola assicura il segreto professionale sulle condizioni sanitarie.
5. Nell'espletamento delle attivita' didattiche trovano applicazione le vigenti disposizioni in materia di igiene, prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Art. 18

Obbligo assicurativo 1. E' fatto obbligo agli studenti di stipulare, secondo le modalita' indicate dalla Scuola, una polizza assicurativa a copertura dei rischi connessi all'espletamento delle attivita' di restauro.

Art. 19

Borse di studio 1. Agli studenti possono essere conferite, a domanda e per merito, borse di studio. Le borse di studio sono attribuite dal soprintendente dell'Opificio secondo l'ordine di graduatoria dell'esame di ammissione o dello scrutinio annuale, sulla base della disponibilita' finanziaria dell'Opificio.

Art. 20

Aggiornamento 1. Nelle discipline del restauro presso la Scuola sono svolti, in analogia con quanto previsto dall' articolo 18, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805 , per l'Istituto centrale per il restauro, corsi di aggiornamento per restauratori, operatori e funzionari tecnici e scientifici. I corsi sono organizzati nell'ambito delle attivita' di formazione degli organi centrali del Ministero per i beni culturali e ambientali.
Nota all'art. 20:
- Il testo dell' art. 18 del D.P.R. 3 dicembre 1975, n. 805 , e' il seguente:
"L'Istituto centrale per il restauro esplica funzioni di ricerca scientifica finalizzata agli interventi di preservazione, tutela e restauro dei beni culturali di interesse archeologico e storicoartistico e, fra le altre, in particolare:
a) svolge indagini sistematiche sull'influenza che i vari fattori ambientali, naturali e accidentali esercitano nei processi di deterioramento e sui mezzi atti a prevenirne ed inibirne gli effetti;
b) esegue le indagini necessarie alla formulazione delle normative e delle specifiche tecniche in materia di interventi conservativi e di restauro;
c) presta consulenza e assistenza scientifica e tecnica agli organi periferici del Ministero, nonche' alle regioni;
d) provvede all'insegnamento del restauro in particolare per il personale tecnicoscientifico dell'amministrazione ed ai corsi di aggiornamento per lo stesso personale dell'amministrazione dello Stato e delle amministrazioni regionali che lo richiedano;
e) effettua restauri per interventi di particolare complessita' o rispondenti a esigenze di ricerca o a finalita' didattiche".

Art. 21

Norme transitorie 1. I diplomi gia' rilasciati dall'Opificio sono equiparati a quelli previsti dal presente regolamento.

Art. 22

Norme abrogate 1. Il presente regolamento sostituisce il regolamento circa l'istituzione dei corsi per l'insegnamento del restauro approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1955, n. 1517 .
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi' 16 luglio 1997 SCALFARO Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri Veltroni, Ministro per i beni culturali e ambientali Ciampi, Ministro del tesoro Visto, il Guardasigilli: Flick Registrato alla Corte dei conti il 18 agosto 1997 Atti di Governo, registro n. 109, foglio n. 16 Nota all' art. 22:
- Il D.P.R. 16 settembre 1955, n. 1517 recava: "Approvazione del regolamento circa l'istituzione dei corsi per l'insegnamento del restauro".

Allegato A

Allegato A
(art. 7, comma 2)
Regolamento della Scuola di restauro dell'Opificio delle pietre dure ELENCO DELLE DISCIPLINE DI INSEGNAMENTO E ORARI
Legenda:
c = comune
i = indirizzo
N.B. - Le materie sono articolate in piu' insegnamenti: numero e durata degli insegnamenti, per materia e per anno di corso, sono stabiliti annualmente dal consiglio didattico.
Elenco delle discipline di insegnamento
Discipline storiche
Storia dell'arte antica medievale, moderna e contemporanea (c) Storia dell'arte d'indirizzo (i) Storia delle tecniche costruttive (c-i) Storia e teoria del restauro (c) Letteratura tecnica e artistica (c) Iconogralia e iconologia (c) Metodologia della catalogazione storica e conservativa (c) Storia del collezionismo e della presentazione museale (c-i) Esercitazioni ed approfondimenti.
Discipline tecniche
Tecniche di esecuzione dei manufatti (c-i) Tecnologie dei materiali costitutivi (i) Tecniche storiche del restauro (c-i) Lessici storico - tecnici (c-i) Il deterioramento dei manufatti: fenomenologia dei danni e
metodologie di indagine (c-i)
Problematiche dei materiali di scavo (c-i) Trattamenti conservativi e di restauro: metodi e materiali (c-i) Tecniche di imballaggio, trasporto e immagazzinaggio (c-i) Metodologie della progettazione e della documentazione degli
interventi di conservazione e restauro (c)
Norme per la sicurezza e l'organizzazione del cantiere e del
laboratorio (c)
Esercitazioni ed approfondimenti.
Discipline chimiche
Complementi di chimica generale (c) Complementi di chimica inorganica (c) Complementi di chimica organica (c) Complementi di stechiometria (c) Chimica dei materiali costitutivi dei manufatti (c-i) Chimica dei processi e dei prodotti di degrado (c-i) Chimica dei materiali di intervento (c-i) Chimica delle interazioni inquinanti - manufatti (c) Mineralogia e petrografia (i) Tecniche di indagine analitica (c-i) Metodologia della sperimentazione (c) Criteri e tecniche di campionamento (c) Normativa di sicurezza: uso di materiali e attrezzature,
smaltimento dei rifiuti, ecc. (c)
Esercitazioni: allestimento vetrini e sezioni stratigrafiche,
allestimento campioni per prove sperimentali.
Discipline fisiche
Complementi di fisica (c) Fisica dei materiali costitutivi dei manufatti (c-i) Fisica e conservazione dei manufatti (i) Fisica dell'ambiente (c) Tecniche di indagine non invasive (c) Tecniche di microscopia ottica (c) Sistemi e strumenti di misura (c) Informatica applicata al trattamento dei dati (c)
Tecnica di rilievo fotografico, fotogrammetrico e di
trattamento dei materiali sensibili (c) Esecitazioni pratiche.
Discipline biologiche
Complementi di biologia (c) Biologia applicata al restauro ed elementi di ecologia (c) Biodeterioramento dei materiali costitutivi (c) Biodeterioramento dei materiali di intervento (c) Tecniche di indagine e di campionamento (c) Controllo e prevenzione dello sviluppo e della diffusione
degli agenti biodeteriogeni (c-i)
Metodi diretti e indiretti di disinfezione e disinfestazione (c) Esercitazioni pratiche.
Discipline della documentazione
Disegno tecnico e geometria descrittiva (c) Tecniche di rilievo strumentale (c-i) Documentazione grafica applicata al restauro (c-i) Elaborazione informatizzata della documentazione grafica (c) Esercitazioni pratiche.
Discipline della tutela e del restauro dei beni culturali
Legislazione italiana ed europea in materia di beni culturali (c) Ordinamento e organizzazione del Ministero per i beni
culturali e ambientali (c)
Procedure e normative per l'affidamento di lavori di
conservazione e restauro di opere pubbliche (c)
Forme e tipologie di imprese (c)
Orari
Ciascun anno del corso ha inizio il 1 gennaio e termina il 31 dicembre, con un mese di vacanza nel periodo estivo.
L'insegnamento delle discipline teoriche inizia il 1 gennaio e termina il 31 ottobre. Le esercitazioni di restauro in laboratorio hanno inizio il l gennaio e terminano il 31 dicembre. I cantieri estivi hanno di norma luogo nel mese di luglio. Nell'anno di perfezionamento le ore dedicate alle discipline teoriche saranno programmate dal consiglio didattico.
TRIENNIO DI INSEGNAMENTI FONDAMENTALI
(ore annuali)
_____________________________________________________________________
discipline teoriche I II III
_____________________________________________________________________ discipline storiche 110 132 96
_____________________________________________________________________
discipline tecniche 62 62 62
_____________________________________________________________________ discipline chimiche 106 106 106
_____________________________________________________________________
discipline fisiche 80 71 80
_____________________________________________________________________
discipline biologiche 35 22 -
_____________________________________________________________________
discipline della tutela, etc. - - 49
_____________________________________________________________________
discipline della documentazione 49 49 49
_____________________________________________________________________
totale ore annue di discipline
teoriche 442 442 442
_____________________________________________________________________
esercitazionie applicazioni pratiche
di restauro
_____________________________________________________________________
esercitazioni di restauro in
laboratorio 874 874 874
_____________________________________________________________________ cantieri estivi 140-180 140-180 140-180 _____________________________________________________________________ totale ore annue esercit. e
applicaz. pratiche di restauro 1014-1034 1014-1034 1014-1034 _____________________________________________________________________ Totale ore di insegnamento 1456-1496 1456-1496 1456-1496 _____________________________________________________________________
IV ANNO DI PERFEZIONAMENTO (ore annuali)
_____________________________________________________________________
discipline teoriche 120
_____________________________________________________________________
sviluppo tesi di diploma 900*
_____________________________________________________________________
Totale ore di insegnamento 1020
_____________________________________________________________________ (*) Nel monte - ore sono comprese tutte le attivita' funzionali
allo sviluppo dell'elaborato finale.
Verwendung von Cookies.

Durch die Nutzung dieser Website akzeptieren Sie automatisch, dass wir Cookies verwenden. Cookie-Richtlinie

Akzeptieren
Markierungen
Leseansicht